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// SEMBRAVANO FINITI I TEMPI DEL CUS, INVECE ECCO LA MINACCIA DI

SGOMBERO DALLA RETTRICE -ASSEMBLEA PUBBLICA 19 GIUGNO - ORE 18 //

Sono passati esattamente due mesi dall’11 aprile, le vicende travagliate dei primi giorni non ci
hanno fermati. Sicuro di un posto stabile il progetto del Centro Studi è andato avanti: dove c’era un
magazzino abbiamo portato libri, abbiamo organizzato seminari e proiezioni, ospitato assemblee di
vari gruppi e associazioni cagliaritani e sardi. Nonostante le prime soddisfazioni siamo consapevoli
che il lavoro da fare è ancora lungo, proprio in queste ultime settimane i tavoli di lavoro hanno
mosso i primi passi e si sono sperimentate possibilità che prima nemmeno sospettavamo. In tal
senso il confronto coi colleghi e anche con persone esterne all’Università non hanno fatto che
incoraggiarci su questa strada, che riserva molto più di un’aula studio.

Insomma, tutto troppo bello per essere vero, visto che proprio oggi apprendiamo che la Rettrice Del
Zompo è intenzionata a sgomberarci, ecco che dobbiamo ancora mettere da parte i sogni e
rispondere agli attacchi di un’Università delirante. È cambiato il regolamento universitario, dunque
sorgono vari problemi, due fondamentali: 1) i singoli studenti non possono più richiedere le aule per
iniziative, solo le associazioni possono farlo. 2) c’è un nuovo regolamento per la concessione degli
spazi, quindi, udite udite, da via Università ci dicono “fate un’associazione come tutti gli altri e
chiedete lo spazio… intanto sgomberate da qui, con le buone o con le cattive.”

Il locale del Centro Studi non fa parte di quelli potenzialmente assegnabili alle associazioni, non ci
possono neanche fare uffici o roba del genere, ergo non stiamo scavalcando nessuno. Se avessimo
voluto fare un’associazione e chiedere una sede ovviamente l’avremmo fatto, però non avrebbe
avuto lo stesso significato politico, e ce lo confermano per l’ennesima volta, dopo il CUS: per
l’Università gli spazi hanno valore solo una volta occupati, prima possono essere tranquillamente
discariche. Un giorno forse faremo un’associazione, ci avevamo anche pensato veramente, ma
onestamente ci è passata la voglia, visto che l’Università non riesce a tollerare nessun dissenso che
non sia incasellato nei suoi schemi, fossero schemi che funzionano potremmo pure capire, ma
chiedete a quanti hanno perso il senno o peggio nella palude burocratica dell’accademica: molto
probabilmente faremmo prima a laurearci che a trovare un posto con i bandi!

In sostanza ringraziamo la professoressa, rifiutiamo l’offerta e andiamo avanti, se un magazzino le


interessa così tanto si assuma la responsabilità politica di mandarci via, noi non ci muoviamo, anzi,
rinnoviamo l’invito alle facoltà tutte: venite a studiare, studiamo insieme!

Per rispondere alla minaccia di sgombero chiamiamo a raccolta tutti e tutte coloro che hanno
passato almeno un momento al centro studi per i tavoli di lavoro, per gli eventi di socialità o
semplicemente per studiare in un’ASSEMBLEA PUBBLICA MARTEDÌ 19 GIUGNO ALLE ORE
18, in modo da discutere tutte e tutti assieme di come rispondere alla minaccia della Rettrice.

IL CENTRO STUDI NON SI SGOMBERA!