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ASTREA, VERTUMNUS, OCEANA.

FORME IDEOLOGICHE
NEL MOMENTO ROSACROCIANO
Giuseppe Cengiarotti

1. (<Quasi alterum Bysantium>>: Astrea e Vertumnus. Ne II labirinto del mon


do e il paradiso del cuore di Comenio, nella cornice di un mondo turned upsi
de down, si puo leggere un giudizio su Elisabetta I Tudor:
C'erano addirittura alcune donne che pretendevano di dominare totalmente, fingen
do a sostegno della loro tesi una maggiore agilit'a sia del corpo che della mente; o so
stenendo anche che, poiche la supremazia ormai da millenni era in mano agli uomini,
era tempo che la cedessero. Che un esempio era il regno inglese, dove non molti an
ni prima, mentre regnava la regina Elisabetta, in suo onore gli uomini riservavano al
le donne il posto alla loro destra; e che tale lodevole usanza perdurava ancora. E che
poiche Sua Maesta la regina del mondo, la Sapienza, e tutte le sue consigliere erano
create da Dio di sesso femminile e poste al vertice del mondo, era per questo corret
to (Regis ad exemplum totus componitur orbis) applicare questo modello di governo
del mondo anche alla casa e alla comunita'.

Perche il teologo Comenio si serve dell'immagine di Elisabetta per rappre


sentare il mondo alla rovescia, la follia della stultifera navis seguendo il mo
dello della analogia rovesciata? La regina inglese, mitizzata nella forma di
Astrea, era stata vista dal Foxe, un autore da lui stesso preso a modello, co
me esempio illustre, paragonata a Costantino per aver saputo por fine alle
persecuzioni. Per tentare di spiegare questa immagine faccio mio l'auspicio
formulato da Frances Yates di una migliore conoscenza della storia boema e
il suo invito a far uso della categoria <<rosacrociana>> per considerare alcune
figure del simbolismo imperiale. Alla fine di Astrea la studiosa inglese scri
veva:
Questo libro termina dove cominciava il mio ultimo libro L'Illuminismo dei Rosa-Cro
ce, negli anni cioe immediatamente precedenti lo scoppio della guerra dei Trent'anni
[... I1 legame e costituito dal movimento <<rosacrociano>>, che sostiene il tentativo del
lo sfortunato elettore palatino di realizzare una sorta di <<riforma imperiale>> in Ger

1 D?lo Jana Amosa Komensk?ho [DJAK], Praha, Academia, 1978, III, Labyrint sv?ta a raj
srdce, p. 361; cfr. J.A. Komensky, Il lablrlnto del mondo e ilparadiso del cuore, trad, it., Mi
lano, Mondadori, 2000, cap. XXXII, p. 198.

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mania; questo movimento accolse in se la tradizione religiosa della cavalleria elisabet


tiana e del protestantesimo francese, della riforma ermetica, com'era stata diffusa da
Giordano Bruno, del familismo clandestino propagato da alcuni editori, della poesia
e della musica della Pleiade.
Forse non e mai del tutto vero che Astrea abbandona completamente il mondo; essa
deve piuttosto ricorrere alla clandestinita durante le eta ferree, mentre nelle privile
giate eta dell'oro non ha bisogno di nascondersi. Il ritorno di Astrea deve sempre es
sere una renovatio, un rinnovamento, una rinascita, una riscoperta del passato che con
sente di creare un nuovo futuro2.

Se l'inizio della fine, il <<winter of the world?, sara suggellato dal breve regno
di Federico ed Elisabetta del 1620, all'inizio del momento rosacrociano ve
diamo la Praga di Rodolfo II3 vista con gli occhi di Vertumnus (1591) per con

2 Cfr. F.A. Yates, Astrea. L'ldea di Impero nel Cinquecento, trad, it., Torino, Einaudi, 1978,
p. 248. Id., LTlluminismo del Rosa-Croce, trad, it., Torino, Einaudi, 1972, Introduzlone, p.
XXIII: ?Quest'opera, The Rosicrucian Enlightenment, ? un tentativo di definir? storica
mente un'area confusa in cui studi vagamente "occulti" hanno finora predominato. II "ro
sacrocianesimo" ci appare dotato di precise radici storiche [...] L'approccio storico alia tra
dizione ermetica ? distorto se compiuto dal punto di vista degli occultisti moderni, che han
no ereditato solo forme degr?date di idee, isolate dal loro contesto della storia del pensie
ro come un tutto. In buona parte del m?o lavoro mi son? prefissa lo scopo di cercare di
aprire a serie ricerche quelle aree del pensiero del passato che troppo a lungo erano state
un fortunato terreno di caccia per Foccultismo a sensazione?.
3 Sembra ora possibile e opportuno fare il punto del dibattito storiograf?co su questo im
portante momento che, per quanto frequentato dagli studiosi, mancava di trattazioni orga
niche sul piano della storia intellettuale e per di pi? fino a qualche anno fa non poteva, se
non con grandi difficolt?, giovarsi dei contributi di specialisti di lingua ceca, i quali non so
no stati in grado di sviluppare per lungo tempo queste nuove prospettive di indagine, co
rne awiene per esempio nella pur pregevole biograf?a di J. Jan?cek, Rudolf II. ajeho doba
[Rodolfo II e il suo tempo], Praha, 1987 (nuova ed. 1997) pressoch? interamente dedicata
aile questioni politiche. A questi terni vengono dedicati anche gli importanti lavori di K.
Vocelka, Die politische Propaganda Rudolfs IL, Wien, 1981, e Rudolf II. und seine Zeit,
Wien-K?ln-Graz, 1985. L'ambiente politico-sociale boemo tra Cinque e Seicento viene ana
lizzato in alcuni studi recenti: K.J. Dillon, King and estates in the Bohemian Lands 1526
1564, Bruxelles, 1976; R.J.W. Evans-T.V. Thomas, ed. by, Crown, Church and Estates. Cen
tral European Politics in the Sixteenth and Seventeenth Centuries, London, 1991. L'opposi
zione degli stati boemi ? invece al centro del volume di J. P?nek, Stavovsk? opozice a jej? za
pas s Habsburky 1547-1577 [L'opposizione cetuale e il suo conflitto con gli Asburgo 1547
1577], Praha, 1982, e in quelli di W. Eberhard, Konfessionsbildung und St?nde in B?hmen
1478-1530, M?nchen-Wien, 1981, e Id., Monarchie und Widerstand. Zur st?ndischen Op
posltionsblldung im Herrschaftssystem Ferdinand I. in B?hmen, M?nchen, 1985. Sino ad an
ni recenti il periodo in questione non ha goduto in Cecoslovacchia di particolare fortuna.
Se parlare di Giordano Bruno - e addirittura solo menzionarlo - poteva nei secoli scorsi
essere assai pericoloso, altrettanto pu? dirsi, in anni abbastanza vicini a noi, dell'et? rodol
fina nel suo complesso, del suo manierismo e del barocco che la pervadono. Concetti bol
lati dalla dominante storiografia marxista-leninista corne esempio estremo di decadenza.

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siderare da questa angolazione alcuni aspetti del simbolismo imperiale. Cosa

Nella prefazione all'edizione ceca del Rudolf II di Robert Evans, Josef V?lka scrive ehe Tau
tore, a differenza dei suoi colleghi cechi, ?non era costretto ad interpretare Rodolfo II in
chiave "boemocentrica"? e ha potuto trattare la cultura rodolfina nella sua propria dimen
sione centroeuropea e universale facendo luce sui suoi fondamenti intellettuali (cfr. J. V?lka,
Rudolflnsk? maglck? Universum [L'universo m?gico rodolfino], in R.J.W. Evans, Rudolf II.
ajeho svet. Myslen? a kultura ve stredn?evrope 1576-1612 [Rodolfo II e il suo mondo. Pen
siero e cultura nell'Europa centrale 1576-1612], Praha, Miada fronta, 1997, p. 367). Que
sta nuova apertura inaugurata da quel celebre volume del 1973 - lo stesso anno in cui ap
pare Praga m?gica di Angelo Maria Ripellino - ? stata f?conda e ha consentito un nuovo e
diverso approccio nei confronti non solo della figura dell'imperatore, ma dell'intera tem
perie cult?rale asburgica nell'et? moderna. Essa in particolare ha segnato Tinizio di una
nuova stagione di int?resse nei confronti di questa figura, dopo gli studi classici di A. Gin
dely e poi di J.B. Nov?k (cfr. A. Gindely, Rudolf II. und seine Zelt, 2 voll, Praha, 1862
1865; J.B. Nov?k, Rudolf II. ajeho p?d [Rodolfo II e la sua caduta], Praha, 1935), preva
lentemente dedicati all'analisi politica e comunque poco inclini a dar peso alla dimensione
intellettuale dell'imperatore, spesso visto da parte di Nov?k - o da altri storici cechi quali
K. Stloukal - come espressione di un mondo straniero e ostile alia nazione ceca. Si veda al
riguardo un saggio dello stesso Evans dedicato a Rudolf II and his Historians: the Nine
teenth Century, in Prag um 1600. Beitr?ge zur Kunst und Kultur am Hofe Rudolfs IL, Fre
ren, 1998, pp. 45-50. Di Stloukal cfr. K. Sdoukal, Portret Rudolf a II. z roku 1600 [Ritratto
di Rodolfo II nel 1600], in ?Pekaruv sbornik?, 1924, 2, pp. 1-14; dello stesso autore si ve
da anche Timportante Papezsk?polltlka a c?sarsky dvurprafsky na pred?lu XVI. a XVII. v?ku
[La politica pontificia e la corte imp?riale tra Cinque e Seicento], Praha, 1925. J. Koci, fa
cendo il punto sullo stato degli sudi storici in Cecoslovacchia relativi a questo periodo, scri
veva nel 1960 che ?jusqu'? une ?poque r?cente, les deux si?cles succ?dant ? la r?volution
hussite ?taient la p?riode la moins ?tudi?e de notre histoire nationale? e non menzionava
alcuno scritto relativo a Rodolfo II (cfr. il volume miscellaneo, a cura di J. Macek, 25 ans
d'historiographie tch?coslovaque 1936-1960, Praha, Academia, 1960, p. 185). Poco pi? oltre
aggiungeva che ?le courant r?actionnaire de l'historiographie "baroquisante", servant les
int?r?ts de l'extr?me droite de la bourgeoisie tch?coslovaque, n'a pu gagner du terrain dans
l'historiographie tch?coslovaque? (ivi, p. 213). Si comprende bene corne la nuova stagione
rappresentata dalTapproccio di Evans, teso ad individuare proprio le ?basi intellettuali? di
quel mondo, abbia incontrato in Cecoslovacchia ostacoli pressoch? insormontabili fino ad
anni recenti e come solo ora essa si sia potuta felicemente concretare anche in questo pae
se in nuovi e diversi studi che negli anni Novanta, dopo un lungo periodo di misconosci
mento, finalmente hanno potuto dar luogo a contributi di rilievo e ad una sintesi quale quel
la costituita dalla mostra e dal prezioso catalogo dedicati a Rodolfo II e Praga nel 1997, che
in qualche modo sancisce ufficialmente il ritorno di Rodolfo II nella sua Praga dopo anni
di oblio (Rudolf IL a Praha. C?sarsky dvur a rezldencni m?sto jako kulturn? a duchovni cen
trum stredn? Evropy [Rodolfo II e Praga. La corte imp?riale e la citt? residenziale quale cen
tro spirituale e cult?rale dell'Europa centrale], Praha-Londyn-Milan, Thames & Hudson
Skira, 1977). Nel catalogo di una precedente mostra realizzata ad Essen nel 1988, Prag um
1600, cit., ricchissima di contributi, Tapporto ceco, pur rilevante, risultava in effetti infe
riore a quello degli studiosi provenienti dal mondo tedesco e anglosassone. Inoltre, nono
stante la presenza di alcuni saggi importanti di storia intellettuale, come per esempio quel
lo di N. Mout, Books from Prague. The Leiden Codices Vosslanl Chymlcl and Rudolf II (pp.

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accadde dunque a Praga?4 Noi guarderemo a quella catastrofe con gli occhi

205-210), o di K. Vocelka, Die politische Propaganda am Hofe Rudolfs IL (pp. 309-313),


prevalevano i contributi di carattere strettamente storico-artistico. Questo approfondimen
to delle conoscenze si consolida anche su altri piani con la pubblicazione di fonti: oltre ai
le Memorie di Dacicky, edite con una bella presentazione di J. Jan?cek, ? importante il Dia
rio di Adam Waldstejn il giovane che offre uno spaccato della vita pol?tica tra il 1603 e il
1633 (Argo, 1997). Nello stesso anno viene pubblicata anche una nuova edizione del cita
to volume di J. Jan?cek, Rudolf II. ajeho doba (Paseka, Praha Litomysl), e si veda anche il
diario di H. Khevenh?ller, Geheimes Tagebuch 1548-1605, hrsg. v. G. Probszt-Ohstorff,
Graz, 1971.
4 II catalogo della mostra praghese del 1997, Rudolf II. a Praha. Cisarsky dvur a rezldencni
m?stojako kulturni a duchovni centrum stredn? Evropy, cit., che raccoglie i frutti derivanti
da queste nuove prospettive di indagine, pone dunque significativamente l'accento, sin dal
titolo, sugli aspetti culturali dell'et? rodolfina. Ci? ? testimoniato anche da alcuni impor
tant! saggi dedicati alla storia della citt?, a quella religiosa, alla filosof?a naturale, all'uma
nesimo m?gico e scientifico o ancora alla storia sociale e all? studio dell'ebraismo praghe
se. In particolare, nei contributi di P. Findlen, Kabinety, sberatelstv?a pr?rodn?filosofie [Ga
binetti, collezioni e filosof?a naturale], pp. 209-219, M.E.H.N. Mo?t, Dvur Rudolf a IL a hu
manistick? kultura [La corte di Rodolfo II e la cultura umanistica], pp. 220-222, G. Sz?nyi,
Vedecky a magicky humanismus na dvore Rudolf a II.: Manyrismus a pozdne renesancnidvor
sk? kultura [L'umanesimo m?gico e scientifico alia corte di Rodolfo II: il manierismo e la
cultura di corte nel tardo Rinascimento], pp. 223-230, e P. Gouk, Pr?rodn? filosofie a pr?
rodn? magie [Filosof?a naturale e magia naturale], pp. 231-237, la dimensione est?tica vie
ne a collocarsi entro coord?nate culturali sempre meglio prec?sate, in cui la filosof?a della
natura rinascimentale permette di comprendere le scelte e gli esperimenti formali realizza
ti dagli artisti del palazzo imp?riale. Le ricerche di Evans, il gi? citato Rudolf II and His
World, ma anche The making of the Habsbourg Monarchy, Oxford, 1979, in cui vengono svi
luppati anche gli aspetti politici e religiosi dell'epoca, venivano a costituire un unicum irre
lando, anche grazie alle straordinarie competenze linguistiche dell'autore, la dimensione pra
ghese e boema in un pi? ampio contesto centroeuropeo di relazioni che toccava financo i
Paesi Bassi o l'Italia settentrionale e che, analizzandone i ?fondamenti intellettuali?, poneva
Foccultismo quale forma intellettaale propria di quell'et? di crisi. La cultura rodolfina per
deva la connotazione puramente aristocr?tica e ?di corte?, spesso oggetto di certa stucche
vole letteratura, e veniva assumendo un carattere pi? universale e transconfessionale, che de
notava la nascita di una nuova concezione e figura di intellettaale, tormentato e problema
tico, insicuro e malinconico, che ritroviamo per esempio rappresentata nella poesia di Bri
del. Questa prospettiva interpretativa ha consentito agli studi storici recenti di scorgere un
retaggio rodolfino in alcune importanti espressioni della cultura europea del XVII sec?lo,
come hanno dimostrato scritti importanti, da quello anticipatore di F.A. Yates, The Rosi
crucian Enlightenment, London, 1972, ai pi? recenti Das Erbe des Christian Rosenkreuz, a
cura di F.A. Janssen, Amsterdam, 1986; G. Menk, Die Hohe Schule Herborn In ihrer Fr?h
zeit 1584-1660, Wiesbaden, 1981; W. K?hlmann, Gelehrtenrepublik und F?rstenstaat.
Entwicklung und Kritik des deutschen Sp?thumanismus in der Literatur des Barockzeitalters,
T?bingen, 1982. Ci? ha investito diversi aspetti della cultura barocca e si ? potuto cos? an
che rileggere Comenio alla luce delle coordinate intellettuali dell'et? rodolfina in cui si form?
e tentare un nuovo approccio interpretativo della pansofia e del movimento rosacrociano, li
ber?ndolo dalle scorie di una cattiva letteratura. E tuttavia curioso notare che, nonostante

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<inglesi>> di Harrington e di Comenio, e con quelli ?olandesi>> di Elisabetta


Stuart, <<Atalanta fugiens>> in esilio all'Aja.
Ma ai nostri fini contano le date'. A ridosso della composizione del Vertum
nus (avvenuta l'anno prima), il 1592 e l'anno dell'arresto di Giordano Bruno,
ma anche quello dell'incontro tra l'imperatore Rodolfo II e rabbi L6W6. Si puo
tentare di delineare un tragitto che parte dalo Spaccio, con la diagnosi del di
sordine del mondo e la proposta di un suo rinnovamento in forma egizia7, e

questa indubbia rifioritura di int?resse intellettuale per il periodo, e specie per i suoi risvol
ti m?gico ermetici, il nome di Giordano Bruno quasi non compaia nei cataloghi citati. Esso,
pur cos? rilevante e superficialmente ossequiato quale riferimento d'obbligo, continua a rap
presentare un vuoto, un buco ?ero attorno al quale pure tutto sembra converger?. Speria
mo che il presente lavoro possa servir? a favorire nuovi approfondimenti e a rendere questo
capitolo di storia intellettuale un po' meno oscuro e nebuloso.
5 Anche la storia econ?mica ha indicato in questo decennio un importante momento di svol
ta; cfr. P. Clark, ed. The European Crisis of the 1590s. Essays In Comparative History, Lon
don, George Allen & Unwin, 1985; T. Aston, a cura di, Crisi in Europa 1560-1660, trad,
it, Napoli, 1968; H. Kamen, Il sec?lo dl ferro, trad, it, Bari, Laterza, 1975; Storia econ?
mica Cambridge, vol. 5, Econom?a e societ? In Europa nell'et? moderna, a cura di E.E. Rich,
Torino, Einaudi, 1978; I. Wallerstein, Il sistema econ?mico dell'econom?a mondiale, trad, it,
Bologna, Il Mulino, 1978. Si veda inoltre G. Bataille, La parte maledetta, trad, it, Torino,
Boringhieri, 2002, in particolare parte IV, 1, Le origini del capitalismo e la Rlforma, pp. 155
166, specie in riferimento a Weber e Tawney. Analizzando la ?crescita esponenziale della
melanconia nel primo Seicento in riferimento al pubblico teatrale?, ha osservato Vanna
Gentili che esso ?pu? anche condividere, man mano che ci s'inoltra nel regno di Giacomo
I, lo stato di apprensione e di depressione davanti all'incertezza dei tempi? e commenta che
?la condizione econ?mica e politica dell'Inghilterra tra la fine del XVI sec?lo e quel de
cennio 1620-30 nel quale si delineer? una "situazione rivoluzionaria" alimentata anche dal
la tensione fra corte e societ? civile attraversa un profondo travaglio e conosce momenti
particolarmente oscuri? (V. Gentili, La recita della follla. Funzlonl dell'insania nel teatro del
Vet? dl Shakespeare, Torino, Einaudi, 1978, p. 94).
6 Cfr. A. Neher, Faust e II Golem. Realt? e mito del Doktor Faustus e del Maharal dl Praga,
trad, it, Firenze, Sansoni, 1989.
7 Da parte mia ho cercato di raccogliere le conoscenze circa il soggiorno di Bruno a Praga,
cfr. G. Cengiarotti, Giordano Bruno a Praga: progettl dl riforma, in A. Ingegno e A. Perfet
ti, a cura di, Giordano Bruno nella cultura del suo tempo, Napoli, La Citt? del Sole, 2004,
pp. 285-306; Id, Tra Wittenberg e Praga (1586-1588): contlnult? e discontlnuit? nelproget
to dl rlforma di Giordano Bruno, in Giordano Bruno In Wittenberg 1586-1588 Aristoteles,
Ralmundus Lullus, Astronomie, hrsg. v. T. Leinkauf, ?Bruniana&Campanelliana?, supple
menti, Pisa-Roma, Istituti editoriali e poligraf?a internazionali, MMIV, pp. 133-148. Da es
se, per quanto prowisorie, risulta il forte nesso tra sapere e potere, owero tra una certa
concezione del sapere matem?tico e il progetto politico politique contenuto nella celebre
dedica a Rodolfo II degli Articuli adversus mathematlcos. Corne ? stato osservato, ?sta qui
anche la radice te?rica della critica di Bruno alla matem?tica contempor?nea? e ?m?rita
sottolineare questo punto perch? qui risaltano con nettezza le distanze della posizione di
Bruno dalla matem?tica e dalla scienza "moderne"? (cfr. M. Ciliberto, Giordano Bruno, Ro
ma-Bari, Laterza, 1992, p. 224, ma anche H. Gatti, Giordano Bruno e la scienza del Ri?a

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516 Giuseppe Cengiarotti

che si conclude con Il labirinto del mondo e il paradiso del cuore, composto
da Jan Amos Comenius a ridosso della catastrofe della Montagna Bianca
(1623): anche qui vi e una diagnosi del disordine del mondo - emblematiz
zato dalla regina Elisabetta - e una proposta di rinnovamento, ma nella for
ma del cuore (srdce)8. Ora, il ludibrium rosacrociano si colloca per l'appunto
tra questi due momenti, attingendo alle forme culturali della <<ripresa elisa
bettiana>> ricostruita da Frances Yates. Se assumiamo questa prospettiva di ri
cerca, sara lecito vedere nel Bruno <<auf der Reise nach Prag>> I'alfiere di una
proposta politique all'imperatore espressa negli Articuli adversus mathemati
cos, che riprendeva temi presenti nello Spaccio (di cui sappiamo Elisabetta
?unica Diana>>, <<Diva Elizabetta>>, possedeva una copia annotata). Il simbolo
di Astrea migra cosi a Praga nel dipinto dell'Arcimboldo, per poi incarnarsi
nella ?fenice>> Atalanta e per ritrovarsi in Inghilterra, attraverso Polyolbion,
nell'Oceana9.

2. La ?<ripresa elisabettiana>> e le due eredita. In uno dei suoi ultimi lavori F.


Yates, riprendendo i temi di The Rosicrucian Enlightenment, ha descritto la co
siddetta ?ripresa elisabettiana>>, ossia la riproposizione di temi e figure dell'e
poca di Elisabetta I durante il regno di Giacomo I, individuando le speranze,
successivamente deluse, createsi intorno alle figure di Henry e di Elizabeth"0.
Mi pare utile qui isolare alcuni elementi di quella ricerca: 1) innanzitutto il co
siddetto ?ritratto dell'arcobaleno>> di Hatfield House, nel quale viene rappre

scimento, Milano, Raffaello Cortina, 2001). Sulla matem?tica bruniana si veda soprattutto
A. Boenker-Vallon, Die Neuformulierung der Mathematik durch Giordano Bruno. Auf dem
Weg zu den ?Articull adversus mathematlcos? in den Wittenberger Jahren, in Giordano Bru
no in Wittenberg, cit., pp. 21-34. In questa disputa credo si possa individuare un punto sa
liente da porre all'inizio di un tragitto ?rosacrociano? che si potr? dire concluso solo dopo
la ?experience of defeat? del repubblicanesimo harringtoniano ad opera degli ?Oxford
mathematicians?.
8 Nella prefazione ceca del Veleslavin a Bunting, Itinerarlum Sacrae Scripturae, dedicata al
io ?erot?n, si legge che ?sempre con maggiore potenza nel nostro cuore si pone quel che
con i nostri occhi vediamo rispetto a quel che solo leggiamo o ascoltiamo? (cfr. A. Wildo
va, Amor di patria e conoscenza del mondo nella prefazione di Daniel Adam z Veleslavina
all'?Itinerarlum sacrae scripturae? di H. Bunting, in Italia e Boemia nella cornice del Rina
sclmento europeo, a cura di S. Graciotti, Firenze, Olschki, 1999, pp. 289-304). Nel Centrum
securltatls, che costituisce Finterpretazione te?rica del Labirinto, Comenio riprende l'im
magine maharaliana dell'albero rovesciato (cfr. A. Neher, Ilpozzo dell'esllio. La teolog?a dia
lettica del Maharal di Praga [1512-1609], trad, it., Genova, Marietti, 1990, p. 55; G. Scho
lem, Alchlmia e kabbalah, trad, it., Torino, Einaudi, 1995).
9 Cfr. Poly-Olblon. A Chorographlcal Description of all the Tracts, Riuers, Mountains, Fore
sts and other Parts of this Renouwned Isle of GREAT BRITAIN, London, 1612; F.A. Ya
tes, Cabbala e occultismo nell'et? elisabettiana, trad, it., Torino, Einaudi, 1982.
10 Cfr. F.A. Yates, Shakespeare's Last Plays. A New Approach, trad, it., Gli ultimi drammi di
Shakespeare. Un nuovo tentativo di approcclo, Torino, Einaudi, 1979.

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sentata una Elisabetta che, come la fenice, rinasce nella principessa Stuart'".
Questa trasmissione del simbolismo regale da Elisabetta Tudor a Elisabetta
Stuart mi pare arricchirsi di significato se leggiamo l'<<arcobaleno>> come l'ar
co di Diana cacciatrice: per questa via il simbolismo Elisabetta-Diana condu
ce evidentemente ad Artemide e ad Atalanta-Elisabetta. 2) f1 frontespizio di
Polyolbion di Michael Drayton (1563-1631), che mostra la Gran Bretagna in
figura di donna: un'isola nell'Oceano, cosparsa di nomi che pare preludere a
The Commonwealth of Oceana, i cui nomi fittizi sono di per se interpretazio
ni allusive. Anche la centralita del ruolo di Enrico VII Tudor, ivi affermata,
collega Oceana - figura fittizia di donna e insieme realistica, nella compresen
za di istanze in un allusivo lusus serius - a Polyolbion 2. Per di piu, ?insieme
con il Polyolbion di Drayton, sono pubblicate alcune prefazioni e commenti
assai dotti dello studioso antiquario John Selden>>, definite dalla studiosa <<te
sti importanti>>, osservando che i due, <<senza dubbio molto vicini spiritual
mente ai masques rappresentati a corte prima della morte del principe Enri
co>>, riecheggiano Spenser. Ebbene, Selden fu una fonte importante per James
Harrington, in modo particolare per quanto riguarda la critica biblica e l'ana
lisi politica della storia di Israele, su cui occorrera ritornare. Polyolbion e un
poema <<chorographical>>, <<the first of its kind>>, iniziato gia nel 1598. Nella no
stra prospettiva mi pare degno di nota il fatto che nella sua prefazione all'Iti
nerarium Sacrae Scripturae del Bunting, l'erudito umanista boemo Veleslavin
dichiari che ?la Geografia, ossia Chorografia, come i dotti ritengono e l'espe
rienza dimostra, e il secondo occhio di ogni vera Storia che segue la cronolo
gia, cioe la descrizione di tempi e anni>>?3. 3) La ripresa elisabettiana viene col
ta anche nel sydneiano Phylaster di Beaumont e Fletcher, laddove si rappre
senta un amore tra fratello e sorella. I1 dramma <<riecheggia continuamente le

11 Cfr. ivi, pp. 33-36: ?Per parte mia, avanzerei Tipotesi che il Ritratto dell'Arcobaleno pos
sa raffigurare la principessa Elisabetta da sposa, con i capelli sciolti sulle spalle. Anche in
questo contesto dovrebbe sempre essere interpretato come immagine di Elisabetta I "gio
vane", ricostruita da un ritratto di et? giovanile; tuttavia la ricostruzione si riferirebbe alia
rinascita della regina Elisabetta nella giovane "sposa-fenice" con Tacconciatura nuziale-im
periale, mentre mostra graziosamente Tarcobaleno della pace?. Era stato John Donne a usa
re Timmagine nel Canto nuzlale per Lady Elizabeth e il Conte Palatino.
12 Ivi, p. 29: ?Le mappe che ornano il Polyolblon sono rawivate da grazi?se ninfe dei fiu
mi, che possono ben ricordare il masque, rappresentato a corte nel giugno 1610, quando
Enrico fu creato principe di Galles?. Ricordo Tammirata rievocazione di Panurgo, re di
Oceana, ossia Enrico VII Tudor, proprio in apertura.
13 J.M. Levine, Humanism and history. Origins of modern engllsh historiography, Ithaca and
London, Cornell University Press, 1987, p. 52; A. Wildova, Amor dl patria, cit., p. 295. An
che Miscellanea Hist?rica di Bohuslav Balbin comprende una ?chorografia?, ad attestare
una continuit? che attraversa questo momento. Neher stabilis?e un parallelismo tra Bun
ting e Gans (cfr. A. Neher, David Gans [1541-1613] disciple du Maharal de Prague, assistant
de Tycho Brah? et de Jean Kepler, Strasbourg-Paris, 1974).

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518 Giuseppe Cengzarotti

idee di Philip Sidney>>, tanto che ?persino il nome dell'eroe del dramma ap
pare come un'allusione ad Astrophel, l'amante di una stella, che era lo pseu
donimo di Sidney>>4. La figura di Sidney - ricordo che era imparentato con gli
Harrington - andra vista qui tanto in relazione con i <<dialoghi italiani>> di Bru
no che con la Praga rodolfina, in cui ebbe modo di recarsi.
Frances Yates ha anche ravvisato nella figura di Prospero una sorta di mago
alla John Dee. Tuttavia, alla luce delle presenti connessioni e delle relazioni
anglo-boeme largamente attestate - non ultima la ?spiaggia di Boemia>> del
Winter's Tale - pare plausibile intravedere nel re-mago della Tempesta una
allegoria di Vertumnus, per l'appunto simbolo di <prosperita>> e floridezza,
ma - come Prospero - sconfitto dalla storia o, megio, dalla nuova disloca
zione del nesso sapere-potere nel moderno. Come ampiamente attestato an
che dal Trauerspiel, la magia rinascimentale non puo fondare l'ordine politi
co e il nuovo sovrano ha bisogno di ?altri cieli, altre terre>>, ossia la nuova
scienza. Nella traduzione di John Harington la profezia ariostesca muta pre
vedendo <d'avvento di nuovi marinai e di nuovi comandanti, che troveranno
nuove stelle, nuovi cieli e navigheranno intorno al mondo>>. Nel 1611, data
della composizione di entrambi questi testi shakespeariani, la stagione rodol
fina stava volgendo ormai malinconicamente al termine, con l'umiliazione del
Bruderzwist. Il fallimento di Prospero/Shakespeare e anche quello di Ver
tumno-Rodolfo e della Welt von gestern. Dopo Westfalia e dopo la Restora
tion del 1660 le due eredita sarebbero confluite anche dall'altra parte dell'o
ceano: nel Maryland, dove nella New Bohemia sarebbero state riprese le con
cezioni comeniane (ad opera di Augustin Hermann) ovvero nel New Jersey e
in Pennsylvania, dove William Penn si ispiro ai principi harringtoniani per la
nuova Costituzione, o ancora nel Massachussetts, di cui addirittura si propo
se di cambiare il nome con quello di Oceana, che James Otis esalto come
?scritto divino>> del ?grande e incomparabile Harrington>". E se intendiamo
Oceana come <<Signora dell'Oceano>> - una sua proiezione atlantica ne mette
in risalto il bordo come finis terrae -, e verosimile che Harrington, definen

14 Yates, Gli ultimi drammi, cit., pp. 30-31. Su Sidney in relazione agli Harrington cfr. C.
Blitzer, An Immortal Commonwealth. The political thought of James Harrington, New York,
1970.
15 ? anche plausibile che Atalanta fugiens sia stata influenzata dalla visione ut?pica dell'A
merica, se ? vero che tra i contatti inglesi del Maier c'erano esponenti della Virginia Com
pany: consulente legale di quella societ? era John Seiden che sappiamo possedeva alcune
delle opere del Maier. II tesoriere della Compagnia, George Sandys, nel suo commento del
la traduzione delle Metamorfosi di Ovidio, circa le interpretazioni alchemiche della leggen
da di Giasone e del vello d'oro scrisse che ?he who would know too much of this, let him
read Mayerus; who that way allegorizeth most of the fables?. Ulteriore liaison ? costituita
dalle all?gorie disegnate da Jan Van der Straet per YAmericae decima pars di Jean-Th?odo
re de Bry, Oppenheim, 1619.

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519 Astrea, Vertumnus, Oceana

dola <<regina della terra>>, <<santa sposa di Gesu>>, abbia ripreso una mitologia
riconducibile a Venezia, la signora del mare, il cui sposalizio puo essere stato
allegorizzato anche per questa via.
La ?ripresa elisabettiana>> va coRlocata entro un quadro politico ben determi
nato e va vista in primo luogo in relazione coll'assassinio di Enrico IV, cui se
guono la morte inattesa di Henry - cui il padre Giacomo dedicava il Basilikon
doron - e, nel 1612, quella di Rodolfo II. E verosimile che, come scrive la Ya
tes, nella concezione di Giacomo I, un matrimonio filoprotestante pensato per
il principe di Galles sarebbe stato controbilanciato da uno filospagnolo per
l'altro figlio Carlo. Rimase Elisabetta, le cui nozze palatine ripresero e tenne
ro vive le attese prima riferite a Henry. Dopo il 1620 lo spirito di quel pro
getto e l'eredita della rivoluzione boema saranno costituiti dalla letteratura
dell'emigrazione che, attraverso la corte in esilio, andra poi ad alimentare le
?origini intellettuali>> della rivoluzione inglese. Pare plausibile che Comenio
abbia colto nel fallimento rodolfino la causa della disfatta della patria e che
l'abbia almeno in parte inteso come prosecuzione dell'indirizzo elisabettiano
che affermava il primato della politica sulla religione. In questo senso credo
vadano letti gli spostamenti del Maier dall'Impero di Rodolfo II all'Inghilter
ra di Giacomo I, al di la delle suggestioni alchemiche e archetipiche, proprie
della retorica di certi circoli d'6lite16. E stato recentemente rinvenuto presso
l'archivio di Edimburgo un curioso emblema, il cosiddetto <<King James' Ch
ristmas Card?, composto da Michael Maier intorno al 1611, nell'ambito dei
negoziati per il matrimonio palatino di Elisabetta, e uno analogo, conservato
alla British Library, venne dedicato proprio al principe Enrico"7, alle cui ese

16 Stando alla Deutsche neue Biographie, Michael Maier nacque intorno al 1568 nello Hol
stein, figlio di Johann Maier o di Petrus Meier e divenne dottore in medicina e filosof?a nel
1601, probabilmente grazie all'interessamento di Severin Goebel, medico a Danzica e a K?
nigsberg. Sappiamo ehe studio a Rensberg o a Kiel e che fu a Rostock (1587), a Norimber
ga (1589), a Padova tra il 1589 e il 1591, a Francoforte (1592), poi a Bologna (1596) e a Ba
silea (1596). Esercit? la chirurgia dal 1590 e lavoro a K?nigsberg tra il 1592 e il 1596. Nel
1600 era gi? presso la corte di Rodolfo II ed era medico a Praga nel 1608, al servizio del
l'imperatore nel 1609.1 suoi viaggi iniziano significativamente gi? nel 1611 e poi tra il 1612
e il 1614, quindi subito dopo la morte dell'imperatore, specie in Sassonia, in Inghilterra e ad
Amsterdam. In questo periodo gravita attorno alia corte di Giacomo I per circa cinque an
ni. Dopo un periodo presso il langravio Maurizio di Assia si reca a Stockhausen e tra il 1618
e il 1622 ? medico presso il duca di Magdeburgo. Successivamente entr? ai servigi dell'im
peratore, del langravio di Assia e del duca di Magdeburgo. Ricevette il titolo di conte pala
tino nel 1609. Viaggi? molto in Europa, ma in particolare in area tedesca e in Inghilterra.
17 Esso ? stato cos? reso da Adam McLean: ?Through God, the King of Kings, may the King
obtain all good fortune. / May England be guarded well by the angelic hand. / May twice
four blessings speed to his joyous sceptre. / May the ROSE not be gnawed by the canker
or the North Wind. / May the bounty of Amalthea flourish with the fruit of the cornuco
pia. / May gloomy Eris be banished from the Kingdom, and let Eros appear. / So that the

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520 Giuseppe Cengiarotti

quie si sa che Maier prese parte. I1 dolore di Elisabetta per il mancato soste
gno del padre Giacomo I al progetto palatino ci porta a riconsiderare anche
per questa via le concezioni della sovranita che si opposero in questo <<inver
no del mondo>>. Infatti, se il progetto palatino si fondava su un primato del
calvinismo, Giacomo I affermava quello cesaropapista nel Basilikon doron,
pur senza condividere la politica di Elisabetta I. Ritengo che Elisabetta Stuart
mantenesse invece vivo piuttosto il sogno del fratello Henry di una effettiva
<<ripresa elisabettiana>> e che vedesse in James Harrington un suo continuato
re. Della misteriosa e tragica figura del principe Enrico - che mi piace im
maginare come il suo unico vero amore -, definito dai contemporanei ?an hi
gh mind, and knew well how to keep his distance>>, ?most secret even from
his youth?, o ancora ?of a close disposition not easy to be known>>, qui van
no ricordati per lo meno gli interessi tacitiani e machiavelliani, che facevano
temere per la diffusione di un movimento repubblicano. Henry, infatti, si sfor
zava di introdurre in Inghilterra gusti continentali - forse anche attraverso la
mediazione di John Harington, traduttore di Ariosto - in un tono che ritro
viamo in James Harrington, il caro amico di sua sorella'8. Vale la pena ripor
tare il giudizio su Giacomo I espresso in Oceana:
[... avvenne che Morpheus il Marpesiano, che succedette per diritto ereditario alla
corona di Oceana, non solo li riunific6 sotto il suo capo [i due regni di Irlanda e Sco
zia], ma li gett6, come per un incantesimo, in quel profondo sonno che fu rotto sol
tanto, alla fine, dalle trombe della guerra civile; e ci6 ha prodotto quegli effetti che
hanno dato l'occasione del seguente discorso [...].

Golden Age of the double-faced Janus may return. / May JESUS, who is both God and
man, grant all this. Amen? (A. McLean, The impact of the rosicrucian manifestoes in Bri
tain, in Das Erbe des Christian Rosenkreuz Johann Valentin Andreae 1586-1986 und die Ma
nifeste der Rosenkreuzerbruderschaft 1614-1616, Amsterdam, In de Pelikaan, 1988, pp. 170
179, che arricchisce significativamente le nostre connessioni anglo-boeme, con particolare
riferimento alia Scozia di Giacomo I). ? invece solo una curiosit?, bench? per noi qui ri
velatrice della occorrenza insistente di significanti dell'eccedenza, il fatto che sul frontespi
zio dell'opera di Maier, Viatorium, hoc est de montibus planetarum (1618), compaiano in
sieme sia il labirinto sia Foceano, immagini attorno a cui ruota il presente lavoro: Tractatus
tarn utilis, qu?m perspicuus, quo, ut Indice Mercuriali In triviis, vel Ariadneo filo in Laby
rintho, seu Cynosura in Oc?ano Chymlcorum errorum immenso, quilibet rationalls, veritatis
amans, ad ilium, qui Immontlbus sese abdidit De R?bea petra Alexicacum, omnibus Medicis
desideratum, investigandum, uti potent.
18 Su questa figura cfr. R. Strong, Henry Prince of Wales and England's Lost Renaissance,
Thames and Hudson, 1986. Cfr. Yates, Astrea. L'idea di Impero nel Cinquecento, cit., pp.
66-67. Sugli echi della sua morte si soffermava gi? C. Hill, Le origini intellettuali della ri-,
voluzione inglese, trad, it., Bologna, Il Mulino, 1976, in cui troviamo importanti osserva
zioni anche circa Fappartenenza di Walter Raleigh all'?inverno del mondo?. Occorrer? poi
riprendere la questione del collezionismo del principe Enrico, dato che sono documentati
numerosi contatti con figure present? alla corte rodolfina.

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521 Astrea, Vertumnus, Oceana

Non solo viene ribadito un giudizio riconducibile alla <<ripresa elisabettiana>>,


ma la rivoluzione viene annunciata da <<trombe>> che evocano i clamores del
la letteratura rosacrociana. E questa alterazione che giustifica, rende necessa
ria l'interpretazione corretta, ortopedica, costituita dal <<discorso>> di Oceana,
in cui nomi fittizi si mescolano con nomi reali (Morpheus, Olphaus Megale
tor, ma anche Bacon, Machiavelli o Hobbes) secondo modalita che si ritro
vano in Drayton.
Tutto quanto fin qui scritto e cosi esatto che (pur vedendomi accusato dagli ignoran
ti di storia antica d'aver scritto un romanzo) non diro piu niente, ma soltanto che quel
I'anno della sua morte [di Olphaus Megaletor] l'intera nazione di Oceana, compresi
le donne e i fanciulli, fu in lutto"9.

3. Verso la Montagna Bianca: la crisi politica e la religione in Boemia (1576


1620). Possiamo a questo punto fare delle congetture: peso sul <<politique>> Ro
dolfo la vicenda del ?politique>> Enrico IV (lo attestano le testimonianze dei
contemporanei), anche alla luce delle analogie tra l'editto di Nantes e la Let
tera di Maestd (1609) che - ricordo - sostituisce alie <<places de surete>> un av
verbio, ubique, che consente la tolleranza confessionale nell'intero territorio,
innescando un processo che avrebbe condotto alla Montagna Bianca, ma che
si spiega anche con le interferenze della feudalita <<orientale>>. <<Ha gran sim
patia con il Re di Francia - scrive l'ambasciatore di Toscana Roderico Alido
si -, poiche pretende che facci star a segno li Spagnoli>>. Riconsideriamo a que
sto punto la cronologia: nel 1591, a ridosso di questi avvenimenti, Giordano
Bruno si reca a Venezia per venire arrestato l'anno successivo20. Nello stesso
anno Arcimboldo compone Vertumnus; nel 1593 Enrico di Navarra si con
verte e nel 1594 diviene re di Francia. In precedenza, nel 1588, era avvenuto
il noto soggiorno praghese di Giordano Bruno, con la pubblicazione a Praga
dei ?politici>> Articuli, oltre che della Geometria e del De specierum scrutinio.
E sappiamo che tutto si concluse con i trecento ?talari>> di benservito. Sap
piamo anche della comparsa dei sintomi persecutori di Rodolfo II in relazio
ne alla tragedia di Enrico IV21. Il fallimento del compromesso storico rodolfi

19 Cfr. J. Harrington, La repubblica dl Oceana, a cura di G. Schiavone, trad, it. Milano, Fran
co Angeli, 1985, p. 355.
20 Cfr. RJ.W. Evans, Rodolfo II d'Absburgo. L'enigma dl un Imperatore, trad, it, Bologna,
II Mulino, 1984, pp. 142-143. Ritengo non vada trascurata - nella nostra pospettiva - la
concomitanza di questo evento con la vicenda altrettanto drammatica di Francesco Pucci,
legatissimo a Edward Kelley, patrigno della poetessa Westonia, anche perch? Pucci fu au
tore di Forma d'una repubblica cathollca in cui, an?logamente a Comenio e alio stesso Bru
no, teorizza una guida politica elitaria, simile agli indirizzi della feudalit? ceca di opposi
zione guidata da Karel Zerotin.
21 Come risulta dalla relazione dell'ambasciatore toscano Roderigo Alidosi (R. Alidosi, Re
lazione dl Germania e della Corte dl Rodolfo II Imperatore, edizione a cura di CE. Campo

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522 Giuseppe Cengiarotti

no espresso dalla Lettera di Maestd va dunque visto come almeno una delle
premesse di un successivo <<emblema>>, quello costituto dalle nozze simboli
che di Elisabetta e Federico e della <<ripresa elisabettiana>> studiata da Fran
ces Yates ne Gli ultimi drammi di Shakespeare. Proprio per volonta di Giaco
mo I non se ne ebbe adeguata eco in Inghilterra e fu la stessa Elisabetta a in
terrogarsi sull'avversione del padre alle nozze e al progetto palatino22. La po
litica rodolfina viene qui intesa in relazione con il regno di Enrico IV di Fran
cia e in collegamento con la cultura elisabettiana e con il simbolismo di Astrea,
dove la sovranita autonoma dello Stato viene collegata all'Impero e a Costan
tino, come ribadiva, per esempio, proprio il Foxe: <<per quanto sia stato gran
de Costantino, in che cosa la vostra nobile grazia gli sarebbe inferiore?>>23.
I duri giudizi del teologo moravo sul progetto politico di Rodolfo rispecchia
no i termini del dibattito politico e delle concezioni teoriche del fronte ceco
e del suo protettore Karel Zerotin24, come appare anche dal giudizio su Eli
sabetta I contenuto nel Labirinto del mondo. Tuttavia, nella Historia persecu
tionum - un pendant degli Acts and Monuments del Foxe -, Comenio si espri
me diversamente da quanto fa nei Clamores25. Gia la relazione dell'ambascia

ri, Modena, 1872), o dalla biograf?a dell'ecclesiastico Santorio. Cfr. P. Santorio, Vite di Ri
dolfo e Mattia imperatori, Venezia, 1664, p. 17: ?hebbe questo solo di disconcio nell'estre
mo del suo imperio, e della sua et?, che prestando fede ad un Astr?logo, che le pr?disse
stare in pericolo d'esser da mano religiosa ucciso, come il Re Henrico di Francia, si ritir?
in tanta malinconia, per non dire humore fren?tico?.
22 Cfr. C. Oman, Elizabeth of Bohemia, London, Hodder&Stoughton, 1938 (1964).
23 Cfr. C. Vivanti, Lotta pol?tica e pace religiosa in Francia fra Cinque e Seicento, Torino, Ei
naudi, 1974 (1963), p. 15; Yates, Cabbala e occultlsmo nell'et? elisabettiana, cit., p. 185: ?La
vaga affinit? spirituale fra Rodolfo ed Elisabetta si riferiva all'analogia della loro condizio
ne, in quanta avamposti di una prospettiva liberale del Rinascimento in mezzo ad una ma
rea montante di reazione?.
24 Prima di combatiere per Fimperatore contro i turchi (1593-1594) lo Zerot?n si era bat
tuto tra le file ugonotte nel 1591-1592; aveva compiuto gli studi tra Strasburgo, Basilea e
Ginevra, in stretto contatto col B?ze. Cfr. Wildova, Amor di patria e conoscenza del mon
do, cit.; su questa fase si veda anche F. Gui, I Gesuiti e la rivoluzione boema. Alie origini
della guerra dei trent'anni, Milano, Franco Angel?, 1989.
25 DJAK 9/1, Historia persecutionum, capitolo XL: ?Sub Rudolpho evagelici plenam liber
tatem nacti Anno post, 1576, rebus humanis exemptus optimus Maximilianus successorem
habuit filium Rudolphum: qui paternis vestigiis insistens ad annum usque 1602 pacat? re
gnavit, nulla cuiquam religionis nomine mota persequutione. Hoc demum anno clandesti
nis Jesuitarum per sua organa machinationibus e? res deduc?a fuit, ut Rudolphus conscripto
ab illis edicto (de reproducendo in Piccardos Vladislai mandato) subscriberet, publicari ju
beret: nullo tarnen alio effectu, qu?m quod templa Fratrum aliquot ad tempus clausa fue
runt. Fratrum enim patroni proceres protestati ad se istud nihil pertinere, c?m tales non
sint, quales Piccarditae illi describantur, facile obtinuerunt, ut edicta sua non stricte ob
servari conniveret mitissimus caesar; nec illa urgere per alios evang?licos ordines hostibus
ade? licuit. Relatum quoque fuit ? fide dignis eum, posteaquam vespere ejus diei 22. Julii

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523 Astrea, Vertumnus, Oceana

tore veneziano Girolamo Soranzo del 1614, di due anni successiva alla mor
te di Rodolfo II e allo spostamento della capitale imperiale da Praga a Vien

de intercepta ? Turcis Alba Regali, praecipu? Hungariae urbe, advolasset nuntius, conster
natum dixise: Exspectabam tale quid, posteaquam hodle Del regimen, quod est consclentla
rum, usurpare coepi, ad paternam illam respectans gnomam. 2. Nec illi aliud fuisse propo
situm quam pientissimi parentis praestare promissa conscientiarumque stabilire libertatem
declaravit satis postea, c?m anno 1609 ordinibus regni sub utraque (reclamante lic?t papa
et factione Hisp?nica, suisque adeo consiliariis nonnullis) consistorium inferius Acade
miamque ordinum arbitrio reformanda tradidit: additis Majestaticis literis, quibus et dona
tionem confirmavit; et templa scholasque ab evangelicis vel possideri (quas possident), vel
exstrui (ubi opus) permisit; et affligi quenquam religionis nomine (etiam ? suis catholico
rumve procerum, im? et spiritualium subditis) vetuit; et futuros reges successores suos ad
haec s?nete observanda obstrinxit; et denique ordinibus defensores, libertatis hujus custo
des, ? medio sui eligendi facultatem restituit. 3. Ordines igitur consistorium reformant et
quidem concordiae causa tres de Hussitis, tre de Fratribus, totidem de evangelicis alus mi
nistros per suffragia eligunt illisque tres Academiae professores adjungunt atque hos duo
decim selectos viros ecclesiastica totius regni curare jubent. Et quia de compactatis abo
lendis atque ad normam solius divinae legis regedis ecclesiis jam consensus erat omnium,
electus est adminitrator primus ex Hussitis, Elias Schuda de Semanin; posthac ? communi
ministrorum vel decanorum coetu eligendus. De Fratribus vero (quibus suus disciplinae or
do ad pleniorem usque syncretismum permissus) conclusum est, ut suum seniorem, admi
nistratoris collegam promixum, quamdiu ordinis illius diversitas (?rnica tarnen concordia)
duraverit, haberent. Quibus et Pragae sacellum Bethl?em dictum et Hussi praedicatione
darum tanquam genuinae Hussi progeniei ab Academia concessum est. Quae omnia om
nium bonorum publica laetitia peragebantur personabantque divinis laudibus omnia et tem
plorum valvis passim affigebatur: Templa patent, Leo laetus ovat, firmante Rodolpho, Quam
dederas fidel, Maximiliane, fldem, et similia. 4. Inierunt quoque ordines sub utraque cum
ordinibus sub una amicam transactionem de servanda concordia et pace mutua, quam cer
tis articulis comprehensam inscribendam offerunt tabulis regni, firmandam vero caesaris
ejusque consiliariorum subscriptionibus. Sed reperti tres fuerunt, qui conscientiae scrupu
lum causati subscribere, iterum et tertio solicitati, recusarunt: Zdenko Adalbertus Popel de
Lobkovitz, regni cancellarius, Guilhelmus Slavata de Chlum et Jaroslaus de Martinitz Smec
zansky. Contra hos igitur ordines sub utraque solemnissim? protestantur, si posthac quid
quam contra hanc toti regno ? caesare concessam libertatem moliti fuerint (id enim eos ha
bere propositum satis hoc ipso facto demonstrare), se in ipsos tanquam pacis publicae tur
batores animadversuros. Quae ordinum protestatio Rudolpho concedente tabulis regni il
lata, inter privilegia asservata, eoque un? cum caeteris regni privilegiis ? Rudolphi succes
soribus juramento firmata fuit. 5. Effloruit itaque religio purior sublato paulatim Pseudo
Hussitismo per totum regnum: ut vix centesimus quisque superesset, qui non evangelicam
profiteretur doctrinam. Sed eheu! cum religionis lib?rtate (ut fieri assolet) paulatim quo
que succrescere coepit vitae licentia disciplinaque (etiam apud quos viguit ant?) dissolvi mi
rum in modum coepit. Quare non omnibus pus libertas illa, carnis securitatem secum
trahens, placuit maleque nonnulli ominari coeperunt: donec et Ferdinandiana horrenda
tempestas nos obruit propheticumque illud In pace amaritudo mea amarisslma impletum
est; de quo sequitur?. Per noi si tratta di una affermazione importante se la colleghiamo al
passo dei Clamores Eliae di Comenio dove si legge: ?Urgent etiam nomina Imperatorum et

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524 Giuseppe Cengiarotti

na, e indicativa della incipiente mitizzazione dell'eta rodolfina, laddove il di


plomatico veneto riferisce del dispetto manifestato dai cechi per la perdita
della capitale:
perche doue e l'assistenza di S. Maesta, ui concorre grandissimo corso di denaro, per
la molteplicita d'ambasciatori, et per la quantita de Principi, et altri segnori, che ogni
giorno capitano a quella corte, passa per hora gran contesa tra' Boemi et Austriaci, per
hauer ogn'un d'essi I'assistenza di Cesare, essendosi Boemi arricchiti con la lunga di
mora che ha fatto la Corte in Praga in tempo di Ridolfo26.

Col progredire della crisi la figura di Rodolfo II assurge nell'immaginazione


popolare e nella rappresentazione degli uomini di cultura a simbolo di un'eta
di pace e di liberta intellettuale mai piu riconquistata dal popolo ceco. Come
scrisse Comenio:
Tutto questo l'ho udito dalle labbra di quello stesso Signor Smid [...] nel suo castello
di Kunstat l'anno 1626 e proprio allora quel pio vecchio, che gia aveva superato i 70
anni, trasse fuori dal fondo di un forziere la catena d'oro che Rodolfo aveva fatto e gli
aveva dato come emblema della societa della pace e asciugatosi le lacrime dagli occhi
disse: ?Questo gioiello di pace fu fatto dalla sacra persona dell'imperatore e con le sue
stesse sacre mani>> aggiungendo: ?la maledizione dell'imperatore timorato di Dio con
tro di noi ingrati nei suoi riguardi ci ha ora colpito>>27.

Durante il regno di Rodolfo II si vanno dunque progressivamente accumu


lando le contraddizioni politiche, culturali e religiose, destinate a sfociare do
po il regno di Mattia nella crisi del biennio 1618-1620 e nella tragedia della

literas numerales, sub quibus ista mutatio facta - CostantlnVs - RVDoLphVs, quae simul
juncia 666 faciunt, ad designandum Antichristum Romanum tato illo tempore regnasse,
cujus initium - mutando legem Dei - fecit Romanus Imperator, finem autem Romanus pon
tifex [...]? (DJAK 23, Clamores Ellae, p. 104).
26 Utilizzo qui Relazioni dl ambasdatori veneti al Senato. Tratte dalle migliori edizioni di
sponibili e Ordinate cronol?gicamente, a cura di L. Firpo, Torino, Bottega d'Erasmo, 1968,
vol. Ill, Germania (1557-1654), relazione Soranzo, pp. 687-688.
27 DJAK 9/1, Historic pp. 86-88. Evans cos? commenta: ?Quale che sia il valore che si vuo
le attribuire a questo racconto (Comenio dice che si tratta di cosa vera), vi son? owi pa
rallelismi tra la mentalit? che rivela e certe forme di pensiero m?stico, tra le quali il posto
minore non va certa all'idea, cara alio stesso Comenio, di un "centro pacifico" ossia di un
Centrum Securitatis e di un Paradiso del Cuore che doveva seguir? e dissolvere il Labirin
to del Mondo? (p. 105). ? a questo livello che si innesta la questione dell'influenza della
m?stica ebraica sul momento rosacrociano, specie per quanta attiene alia figura del Maha
ral e alie concezioni della storia del suo discepolo David Gans. Michel de Certaeu ha no
tato ?le differenze tra le figure storiche che propugnavano una radicalit? evang?lica nel cor
so del XVII sec?lo, perlopi? "mistiche" nell'?mbito delle monarchie cattoliche, come in
Francia e in Spagna, e invece fundamentalmente "profetiche" all'interno delle strutture pi?
democratiche e riformate delle monarchie inglesi e nordiche? (M. de Certeau, Storia e psi
coanalisi. Tra scienza e finzione, trad, it., Torino, Bollati Boringhieri, 2006, p. 199).

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525 Astrea, Vertumnus, Oceana

Montagna Bianca. Ai motivi di contrasto di carattere per cosi dire <<naziona


le>>, tra i corpi di funzionari di lingua e cultura tedesca portati a Praga dal so
vrano e gli stati cechi, si aggiungono, acuendosi, i contrasti in materia confes
sionale, soprattutto coll'affermarsi, dagli anni Novanta, del ?partito spagno
lo>> a corte e con la sempre piu impetuosa ripresa dell'azione cattolica. Mi Ii
mito qui a pochissime note, basate sui giudizi della Curia pontificia e del Se
nato della Repubblica di Venezia. 1) I1 giudizio della Curia. fl nunzio pontifi
cio Ferreri asseriva che il merito principale di questi risultati andava dato ai
<<collegii et scuole de padri Gesuiti, alle quali vanno indistintamente cattholi
ci ed heretici>>28. La relazione del Ferreri e redatta nel 1606, dunque tre anni
prima della concessione della Lettera di Maestd, e fornisce alcune osservazio
ni sulla situazione politica e sociale oltre che sugli umori della Chiesa di Ro
ma. Nonostante i progressi indubbi, il nunzio giudica la situazione instabile e
potenzialmente rivoluzionaria: <essendo il regno pieno d'hussiti, si potrebbe
temere di moto notabile [...] essendosi tenuto proposito di fare sollevare il po
polo, il che seguiva>>29. Il mutato chima politico si percepisce del resto anche
da giudizi per nulla ispirati a moderazione e desiderio di mediazione: <<I pen
sare di sedare la ribellione con il mezzo della pace e vano>>, sostiene l'intran
sigente Ferreri, pertanto <<conviene cercare di distruggere la machina loro con
le negotiationi e con la forza>>. Inoltre, e necessario diffondere un'ideologia an
titurca in nome della fede e ?levare l'incertezza del successore>>30. Il program

28 Nuntiaturberichte aus Deutschland, a cura dellTstituto storico prussiano di Roma, Die Pra
ger Nuntiatur des Giovanni Stefano Ferrerl und die Wiener Nuntlatur des Glacomo Serra
1603-1606,2 voll., hrsg. v. A.O. Meyer, Berlin, 1911-1913, relazione Ferreri, p. 341. In que
st' affermazione si coglie il rilievo attribuito alla funzione ehe la Compagnia di Ges? anda
va sempre pi? svolgendo nella formazione della nuova classe dirigente del paese, in con
trasto con le istituzioni universitarie, in mano alla Confessione Boema, ?perch? gli alunni
suddetti si fanno prelati o canonici, e se bene molti si accomodano poi alla liberta della pa
tria, il che spesso aviene, molti per? nol'fanno et gl'heretici che frequentano le scuole [...]
si convertono [...] e corne sono istruiti nelle scienze, sono spesso adoperati in offidi di go
verno, di canceller?a e consegli di citt??. Un esempio illustre di un esponente di famiglia
utraquista educato e convertito dai Gesuiti sar? Albrecht Waldstein. Cfr. Gui, I Gesuiti e
la rivoluzione boema, cit.; V. Polisensky-J. Kollmann, Waldstein, ani cisar, ani kr?l [Wal
lenstein, n? un re, n? un imperatore], Praha, Academia, 1995; G. Mann, Wallenstein, trad,
it., Firenze, Sansoni, 1981.
29 Nuntiaturberiche, cit., rel. Ferreri, p. 352. La possibile sollevazione sarebbe a suo giudi
zio organizzata dal ceto nobiliare intermedio, i ?cavalieri?, la classe emergente dell'econo
mia ceca, protagonista di uno sviluppo sociale dai tratti precapitalistici: ?la ribellione ? fo
mentata, corne s'? detto, dalli principi protestanti [...] e che ci? sia vero lo provano i diversi
offidi che tuttavia s'ode che fano?. Neil'?mbito della memorialistica ceca si tenga conto di
M. Dacicky z Heslova, Pam?tl [Memorie], Praha, Akropolis, 1996; M. Koldinsk?-P. Mat'a,
ed., Den?k rudolflnsk?ho dvorana Adam mladsiz Valdstejna 1602-1633 [II diario di un cor
tigiano rodolfino Adam Valdstejn il giovane 1602-1633], Praha, Argo, 1997.
30 Nuntiaturberiche, cit., relazione Ferreri, p. 357. Per ottenere questi risultati il nunzio pro

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526 Giuseppe Cengiarotti

ma moralizzatore e organizzativo doveva esser atto a conquistare proseliti at


traverso il consenso nobiliare e l'ausilio dei ceti popolari. Ferreri intende agi
re a piu livelli per incidere su tutto il territorio e su tutti gli strati sociali nel
lo spirito della Controriforma militante piu aggressiva, dimostrandosi uomo
pratico, lucido, capace di analisi autocritiche e di proposte politiche acute, un
conoscitore della societa in cui si trova ad agire, come lo furono spesso i nun
zi apostolici. 2) fl giudizio dei veneziani. Se questa era l'opinione della Curia,
il giudizio sulla politica rodolfina espresso dagli osservatori veneziani si in
centra su un diverso aspetto. Nel 1596, il nuovo ambasciatore Tommaso Con
tarini, nella sua relazione, condensa in una secca battuta lo stato di frizione:
<<i regni e stati dell'imperatore [...] non sono ancora sicuri dai tumulti dei po
poli, perche non vi e I'affezione che 1i faccia obbedienti, rispetto alla diversita
della religione e al fatto odioso che tiene ai privilegj che non si osservano>>3.
Egli ravvisa quale fattore piu significativo dello stato di crisi il distacco tra
<<paese reale>> e potere, e tale scollamento vede riflettersi nel conflitto tra la
Corona e gli stati. <<Non vi sono forze da tenerli in freno, perche non vi sono
denari da condur gente in guerra; non vi e buona intelligenza con i principi
di Germania, che li possano aiutare; non vi sono diversita e lontananza di sta
ti, per cui tumultuando l'uno si possa rimediare con le forze dell'altro, perche
tutti convengono nella mala soddisfazione>>32. Alla crisi generale dell'Impero
fa riscontro la peculiarita della situazione nei paesi cechi, infatti <<i Boemi so
no malcontenti perche sono aggravati e i loro privilegi non guardati>>.
Nell'impossibilita di ripercorrere nei particolari le fasi della crisi boema fino
alla spaccatura verticale del paese seguita alla nuova politica del Lobkovic,
per cui gli stati boemi controllavano importantissimi gangli della vita sociale,
mentre il potere politico-militare era in mani cattoliche, si puo notare che la
figura di Rodolfo II sta a mezza strada tra il <<partito spagnolo>>, formato dai
magnati cattolici, dai funzionari regi e dagli ordini religiosi della Controrifor

pone un piano operativo offensivo, articolato in tre punti principali, ossia Tistituzione di
tre organismi atti a far fronte alie Chiese riformate: in primo luogo un s?nodo per ?rifor
mar il clero catholico da gli abusi che pi? si pu??, tanto pi? che non se ne convocava uno
da pi? di duecentocinquanta anni, dai tempi di Cario IV; in secondo luogo la fondazione
di un'universit? cattolica, al fine di contrastare la causa principale del successo degli hussi
ti, e infine la fondazione di un seminario organizzato a due livelli, quello dei ?nobili con
vittori? e dei ?poveri in habito ecclesiastico che diventassero parochiani, poich? in questa
penuria di preti ? impossibile che la religione si avanzi? (ivi, p. 353). Cfr. Epistulae et acta
nuntlorum Apostollcorum apud Imperatorem (1592-1628), in particolare vol. Ill, Epistulae
et acta Johannls Stephanl Ferrerii 1604-1607, Pars I, 1, a cura di Z. Kristen, Praha, 1944.
Per la bibliograf?a mi limito a rimandare a G. Cengiarotti, Considerazioni introduttive In
famo al caratterl della presenza Italiana In Boemla (sec. XVI-XVIII). Lineamenti storici, Pog
gibonsi, Lalli editore, 1987.
31 Relazioni, cit., relazione Contarini, p. 573
32 Ibidem.

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527 Astrea, Vertumnus, Oceana

ma e la maggioranza del paese, di religione riformata, che si esprime a livello


politico nel ?partito degli stati>>, base di un'alleanza rivoluzionaria evangeli
ca, filofrancese e di lingua ceca: esso raccoglie insomma una varieta di forze,
di istanze e di movimenti che assumono un'unita nel definirsi antiasburgici.
L'ambasciatore Contarini citava le ?ordinanze per la lingua>>, tendenti a smi
nuire le prerogative e gli antichi diritti degli stati, e ritorna nelle sue parole
un topos, <<i boemi non sono ben disposti verso S.M. perche si mostra auste
ra, non si lascia vedere, e non trattiene i popoli>>33. L'offensiva del ?partito
spagnolo>> avrebbe conseguito il primo importante successo nella nomina del
l'intransigente Lobkovic a cancelliere nel 1599; ad essa segui l'azione gover
nativa contro la nobilta protestante ungherese nel 1605, con il successivo in
tervento del principe di Transilvania a sostegno dei perseguitati, conclusosi
con la pace di Vienna del 1606, che pero radicalizza ulteriormente le posi
zioni. I1 precipitare della crisi e rapido: nel 1608 gli stati moravi si legano a
Mattia insieme ai protestanti ungheresi e austriaci, e lo stesso Mattia ottiene,
il 25 giugno del 1608, la corona d'Austria, Moravia e Ungheria, mentre Ro
dolfo conserva la corona di Boemia e il titolo imperiale. Le concessioni in ma
teria religiosa di Mattia costringono Rodolfo a fare dei passi in quella dire
zione: il mantenimento dell'unita del potere della Corona passava per le con
cessioni da fare agli stati. Esse si possono articolare in quattro punti: 1) la no
mina dei <<defensores>> della confessione evangelica; 2) il controllo del Conci
storo di Praga; 3) il riconoscimento di una Chiesa boema, e 4) il controllo del
l'Universita. La successiva concessione della Lettera di Maesta del 1609 stabi
lisce il diritto al libero esercizio della religione ubique nel regno: essa si con
figura come un atto dovuto al fine di impedire un ulteriore indebolimento del
potere della Corona34. Le conseguenze di questo editto, quali l'assenza di con
trollo dell'ordine pubblico e il libero corso dato a infinite dispute tra le con
fessioni, porteranno direttamente alla defenestrazione di Praga in seguito al
rifiuto del cancelliere Lobkovic di firmare la Lettera.
Quanto sopra esposto, ossia la ripresa cattolica ad opera dei gesuiti piu in
transigenti e del <<partito spagnolo>>, accade proprio mentre era in atto la ?ri
presa elisabettiana>>, il principe Henry era ancora vivo e Giacomo I gli dedi
cava il Basilikon doron. Non dimentichiamo che Giacomo I mando aiuti alla

33 Ivi, p. 575. La scontentezza in materia fiscale tributaria non basta dunque a spiegare il
gen?rale malcontento e il successivo formarsi di quella coalizione rivoluzionaria paventata
dal Ferreri, tenuta insieme da un'ideologia ispirata alia confessione religiosa, ma dietro al
ia quale stavano ben precise cause strutturali di natura econ?mica, politica e sociale e che
si esprimeva a livello istituzionale nel conflitto stati-Corona, ossia tesoriere regio-cancellie
re imp?riale.
34 Sugli awenimenti di questi anni e sul Bruderzwist In Habsburg si veda Polisensky, La guer
ra dei trent'anni, cit., pp. 90-93, e passim-, cfr. J. Janacek, Rudolf II. ajeho doba [Rodolfo II
e il suo tempo], Paseka-Praha, Lytomysl, 1997.

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528 Giuseppe Cengiarotti

prima chiesa protestante a Praga35. Le incertezze e le ambiguita di questo so


vrano sembrano corrispondere a quelle dell'imperatore. Come osservo il So
ranzo, <<ma se la casa d'Austria perdesse il voto di re di Boemia, potrebbe es
ser portato all'Impero l'Elettor palatino: che riuscendo, sarebbe l'ultimo ester
minio della religione cattolica in quella provincia, ne si haverebbe piui da pen
sare, che l'Imperio fosse da capitare in prencipe cattolico>>36.

4. Da Astrea a Vertumnus. Come per Elisabetta-Astrea, per Rodolfo-Vertum


no fu cruciale la questione della successione37. fl tema e strettamente connes
so con quello della fecondita del sovrano. Disponiamo in proposito anche di
una testimonianza del Pucci che, in una lettera al fratello Giovanni (del 30
maggio del 1589), scrive che ?in questa Corte si vive in gran melanconia, non
[si] vedevano concludere niente delle tanto aspettate nozze e dubitando che
quella ricchissima figliuola del re Cattolico tocchera ad altri che a Sua mae
S'>38.<
sta? . ?E cosa certa - commenta il veneziano Soranzo nel 1614 - che se l'Im
peratore non fa nominar il successore di questi regni in vita sua, vi saranno
de' rumori, et disturbi grandissimi, et e concetto universale, che li baroni
d'ambidue questi regni [cioe Boemia e Ungheria] si eleggerebbero a questo
punto il loro re>>39. Il simbolismo imperiale del momento rosacrociano, nel seg
mento che va da Rodolfo II al matrimonio del re e della regina d'inverno, fu
senza dubbio segnato da questi temi.
Robert Evans ha collegato la concezione rodolfina della sovranita a quella for
mulata da Giacomo I nel Basilikon doron, cui ci rivolgiamo sulla scorta della
storiografia40. La concezione giacobita della sovranita, dai toni cesaropapisti,

35 Cfr. Evans, Rodolfo II, cit.


36 Relazlonl, cit., relazione Soranzo, p. 686.
37 Evans, Rodolfo II, cit., pp. 105-106: ?il rifiuto perpetuato dal cattolico Rodolfo a sposa
re una principessa spagnola presenta una forte analog?a con l'insistenza di re Giacomo per
ch? suo figlio, il Principe di Galles, trovasse moglie in Spagna. Per parte sua il re d'Inghil
terra reputava una pacificazione tra protestanti e cattolici il preludio necessario ad una nuo
va iniziativa unitaria contro il Turco?.
38 Cfr. F. Pucci, Lettere, documenti e testimoniale, edizione a cura di L. Firpo-R. Piattoli,
Firenze, Olschki, 1959, 2 voll., p. 130; cfr. inoltre Evans, Rodolfo II, cit., pp. 50 sgg. La
questione diverr? ancora pi? insostenibile durate il breve regno di Mattia.
39 Cfr. Relazioni, cit., relazione Soranzo, p. 686.
40 Basilikon down. Or his Majesties Instructions to his Dearest Sonne, Henry the Prince, le
cui fonti letterarie sono state indicate negli scritti dedicati ai rispettivi figli da tre impera
tori bizantini: Basilio I il Macedone, Costantino VII Porfirogeneto ed Emmanuele II Pa
le?logo. Cfr. inoltre S. Runciman, La teocrazia bizantina, trad, it., Firenze, Sansoni, 2003;
Evans, Rodolfo II, cit., pp. 105-106: ?Giacomo e Rodolfo mirarono entrambi a stabilire un
equilibrio di potenza in Europa contrapponendo le forze rivali e proponendosi per il ru?
lo di arbitro internazionale [...] Entrambi i sovrani affermarono con il loro comportamen
to pratico che l'istituto monarchico era in qualche modo di origine divina. Certa, l'insi

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529 Astrea, Vertumnus, Oceana

appare incompatibile con quella <<calvinista>>, teocratica, di Federico, lo spo


so della figlia di Giacomo. Se ne trova traccia in una donna vicina a Giaco
mo, ma chissa come finita in Boemia, la poetessa Westonia; e ricorda John
Aubrey, narrando la ?vita breve>> di Ben Jonson, che ?King James made him
write against the Puritan, who began to be troublesome in his time. A Grace
by Ben Johnston, extempore, Bifore King James: Our King and Queen the
Lord-God blesse, / The Paltzgrave and the Lady Besse, /,41.
Del resto, la figura virginale pervade questa eta: nel titolo Parthenicon della
raccolta della poetessa Westonia (1606), ma anche nella denominazione
?queen Parthenia>>, con cui James Harrington indico Elisabetta Tudor in The
Commonwealth of Oceana (1656): <<[...] the wise council of Queen Parthenia
who, converting her reign through the perpetual love tricks that passed
between her and her people into a kind of romance>> (p. 198). Resta da ve
dere come, per quali vie, il simbolismo imperiale assuma la figura virginale di
Parthenia in Harrington e come l'immagine di Oceana <<rosa di Sharon>> ne
costituisca una estrema prosecuzione. Se Rodolfo II era Vertumno re e spo
so secondo la tradizione alchimistica, Harrington usa il Cantico dei Cantici e
la mistica nuziale dello sponsum e della sponsa per parlare del matrimonio tra
Oceana e il suo popolo42.

stenza di Rodolfo sulla dignit? imp?riale comportava una rivendicazione di pi? vasto rag
gio, ma fu poi re Giacomo a mostrarsi pronto a scendere in campo per sostenere il diritto
divino dei re. II frutto della sua controversia con il Bellarmino sulle prerogative insite nel
la sovranit? nazionale venne dedicato dal re a Rodolfo e cio? al capo di tutti i Principi d'Eu
ropa?.
41 Cfr. O.L. Dick, ed, Aubrey's Brief Lives, London, Seeker & Warburg, 1949, p. 178.
42 Cfr. Harrington, La repubblica di Oceana, cit., p. 325: ?Se la nostra religione ? qualcosa
di diverso da vana millanteria - la quale, sfregiando e cancellando la natura e la ragione
umana, che ? Timmagine di Dio, commette una sorta di assassinio - in ci? sta quell'impe
ro da cui la glustizia scorre come un flume e la saggezza come un Irrefrenablle corrente. Chi
e che cosa ci chiama e quai ? la nostra strada? Il leone non ? forse il dragone, quel vecchlo
serpentea Per quale misero scopo siamo qui??. In Osea I, 2, troviamo Timputazione di un
rito di prostituzione sacra e, in opposizione a ci?, una sorta di invito con il quale Yahweh
si dichiara essere lo ?sposo?: ?Principium loquendi Domino in Osee: et dixit Dominus ad
Osee: Vade, sume tibi uxorem fornicationum: quia fornicans fornicabitur terra a Domino?
(Osea I, 2, che cito da Vecchlo e Nuovo Testamento secondo la Volgata, t. XVIII, Prato,
MDCCCXXX). Cfr. anche Osea II, 13, 14-16, 17-19: ?Et visitabo super earn dies Baalim,
quibus accendebat incensum, et ornabatur inaure sua et monili suo, et ibat post amatores
suos, et mei obliviscebatur, dicit Dominus. Propter hoc, ecce ego lactabo earn, et ducam
earn in solitudinem, et loquar ad cor eius [...] Et erit in die ilia, ait Dominus: vocabit me:
Vir meus: et non vocabit me ultra, Baali. Et auferam nomina Baalim de ore eius, et non re
cordabitur ultra nominis eorum. Et percutiam cum eis foedu in die ilia, cum bestia agri et
cum volucre coeli et cum reptili terrae: et arcum et gladium et bellum conteram de terra:
et dormir? eos faciam fiducialiter.Et sponsabo te mihi in sempiternum: et sponsabo te mihi
in iustitia et iudicio et in misericordia et in miserationibus [...]?. L'invettiva del profeta sta

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530 Giuseppe Cengiarotti

Oceana e la rosa di Saron ed il giglio delle convalli. Come il giglio tra le spine cosi e
il mio amore tra le fanciulle. Essa e amabile come le tende di Kedar, e terribile come
oste schierata in campo. f1 suo colo & come la torre di David, costruita di una arma
tura, da cui pendono migliaia di scudi e i clipei di uomini infiniti. Lascia che oda la
tua voce al mattino, te, che la mia anima ama. I1 vento del Sud e caduto e quello del
l'Ovest soffia ora sopra il tuo giardino di spezie. Alzati, Regina della terra, sollevati,
santa sposa di Gesu, poiche l'inverno e passato, e la pioggia e finita e cessata. I fiori
appaiono sulla terra, ed & venuto il momento in cui cantano gli uccelli, e si ode sulla
terra la voce della tortorella. Alzati, dico, vieni e non tardare; altrimenti i miei occhi
dovrebbero contemplarti lungo i fiumi di Babilonia, mentre appendi l'arpa di salici,
tu la piu bella fra le donne?43

I nostri riferimenti ci consentono di attestare come il matrimonio avversato


da Giacomo I intendesse proporre una nuova interpretazione del simbolo nu
ziale connesso alla fecondita alla luce di una ?riforma generale>>. Se ne puo
cogliere un'eco nel Viridarium di un altro esule boemo, lo Stolcius, pubbli
cato a Francoforte da Lucas Jennis nel 162444.
Considerando dunque i simboli della sovranit'a lungo il tragitto rosacrociano,
occorre considerare anche Atalanta fugiens (1617), emblema che lo stesso Mi

rebbe alla base della tradizione che vede nel Cristo lo sposo della Chiesa. Tale riferimento
alia prostituzione sacra assume per noi un nuovo significato alia luce della doppia opposi
zione tracciata da James Harrington tra ?Israel? (puro) e ?antico?, e la tirannia ?Jewish?
(impura) e ?moderna?, e poi tra chirotesia e chirotonia. Cfr. inoltre J.-P. Vernant, II puro e
Vimpuro, in Id., Mito e societ? nell'antica Grecia, trad, it., Torino, Einaudi, 1981.
43 Harrington, La repubblica di Oceana, cit., p. 324. Secondo lo studioso di religioni semiti
che A. Caquot, ?? la prima volta che appare nella Bibbia questa met?fora coniugale. Essa
permetter?, molto pi? tardi, Fallegorizzazione del C?ntico dei Cantici. E Osea che ha per
messo questa allegoria. Mi sono chiesto se non ci fosse una specie di demitizzazione, di tra
sferimento sulla collettivit? di Israele della dea che, nelle religioni semitiche, ? la donna di
Baal. A tratti, in qualche brano, la collettivit? di Israele ? descritta come una dea [...] Si ha
Fimpressione che la religione profetica sostituisca la dea con Israele. Sarebbe il caso di Osea,
che la sostituisce con il Pop?lo?. Ed ecco il testo (Osea II, 24): ?Et dicam non populo meo:
Populus meus es tu: et ipse dicet: Deus meus es tu?. L'intervento di Caquot ha avuto luo
go all'interno del Seminario lacaniano del 1969-1970 (cfr. J. Lacan, Il Seminario, libro XVII,
II rovesclo della pslcoanalisi 1969-1970, trad, it., Torino, Einaudi, 2001, p. 174. La Relazio
ne del professor Andr? Caquot ? riprodotta integralmente ivi, pp. 261-267).
44 Cfr. D. Stolcius, Las doce claves de Basilio Valentin, Viridarium Chymicus, Francoforti,
Lucas Tennis, 1624, primera clave: ?Fulvo Regis f?at diadema m?tallo / Jungatur sponso
sponsa p?dica suo / Inde lupo r?pido comedendum corrige regem, / Idq: ter, atque lupum
fortiter ign? crema. / Hinc rex prodibit macula purgatus ab omni, / Sanguine qui proprio
te renovare potest?. Lo Stolcius riprende qui fin nel titolo un altro testo del Maier: Mi
chaelis Meyerl, D. Viridarium Chymicum, das Ist: Chymisches Lust Gartlein, in sich begreif
fend etlich und funffzig Philosofische Sinnenbilder, deren Beschreibung in teutsche Reimen
gefasset, durch einen Liebhaber deren Wissenschaft, Franckfurt am Mayn, Bey Herman von
Sand, MDCLXXXVIII.

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531 Astrea, Vertumnus, Oceana

chael Maier sembra opporre alla figura di Astrea, simbolo imperiale tudoria
no, ad attestarne la migrazione. Ricordo che l'opera e dedicata ai membri del
Concistoro imperiale di Muhlhausen, e segnatamente a Christophe Remart,
giurista e conte palatino come lo stesso autore. f1 simbolismo ermetico rosa
crociano e indubbiamente il linguaggio di un'elite, le cui idee circolavano nei
circoli di corte di cui Maier (1568-1622) fu il principale esponente e la prin
cipale liaison anglo-boema. Se Astrea, come si vede nello Spaccio de la bestia
trionfante, e infatti Diana legata ad Atteone, pare plausibile il collegamento
con l'animarum venator del Vertumnus, legato alla Terra e di ii a Pomona (for
se figura di Pandora?); ma Diana e anche Atalanta, come leggiamo in Klos
sowski e in Caillois. Ora, nella imago di Atalanta vergine cacciatrice fornitaci
da Michael Maier per Elisabetta e Federico, troviamo un emblema, l'ultimo,
in cui donna e drago, uniti sessualmente sul sepolcro, muoiono nel loro ab
braccio45. E dall'unione di Atalanta nasce un figlio, Partenopais46. Del resto,
analogamente a quella di Rodolfo 1I-Vertumnus, anche la imago di Astrea e
riconducibile al tema della distruzione e della rigenerazione, ossia a simboli
della floridezza che sappiamo legati al tema della successione (ne Elisabetta
ne Rodolfo generarono eredi).

5. Sacrificio e sovranitd tra teologia e politica. Credo dunque opportuno ri


considerare la cosiddetta <<ripresa elisabettiana? indicata da Frances Yates, in
cui Elisabetta Stuart appare come fenice, come una Elisabetta I che fa ritor
no in questo inverno del mondo per riportarvi la vita. Infatti, se il rosacro
cianesimo fu l'ideologia o almeno una delle forme ideologiche dell'opposi
zione radicale, non credo sia casuale la ripresa del tema della caccia nell'Ata
lanta fugiens del Maiere7. Ii fatto poi che le teste di Arcimboldi prevedessero

45 Cfr. H.M.E. De Jong, The Chymical Wedding In the Tradition of Alchemy, in Das Erbe,
cit., pp. 115-142, in particolare p. 131 dove si riferisce ad un mito ind?; cfr. H. Puech, //
cervo e II serpente, in Id, Sul manlchelsmo e altri saggi, trad, it, Torino, Einaudi, 1995; J.
Valentin Andreae, Le nozze chimlche dl Christian Rosenkreutz, trad, it. Milano, 1987.
46 La cosa ? tanto pi? significativa in quanto questo titolo ? stato dato solo nell'edizione del
1618. Err?neamente Caillois considera precedente (del 1587, anziehe del 1687) Tedizione
(De Bry) che si intitolava Scrutinlum chymlcum (cfr. R. Caillois, Nel cuore del fant?stico, trad,
it. Milano, 2004, pp. 82 sgg.). Ora sappiamo che presso il St. John's College si formarono
tante figure cruciali del tempo: per esempio John Seiden venne guarito grazie ?aU'umanit?
ben?vola e al senno? del dottor Fludd, figura di riferimento per il Maier (non ? stato chia
rito se fu Fludd a introdurlo alla Rosa-Croce o viceversa). Cfr. F.A. Yates, The Theatre of
the World, trad, it, Theatrum orbis, Torino, Nino Aragno, 2002, pp. 122 sgg.
47 Ne possiamo riconoscere le traccie nella fuite di Atalanta che Maier - che sappiamo le
gato al de Thou, a De Bry, al de Caus - riprende ancora una volta da Ovidio. Cfr. P. Pi
namonti, L'?Atalanta fugiens? di Michael Maler, in S. Graciotti e J. Kresalkov?, a cura di,
Barocco In Italia Barocco in Boemia. Uomini, idee, forme d'arte a confronto, Roma, Il C?la
mo, 2003, p. 13: ?Con il termine "fuga" Maier sembra pero identificare pi? propriamente

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532 Giuseppe Cengiarotti

anche una corrispondenza sul piano musicale consente di avvalorare una vol
ta di piu il nesso simbolico e politico tra Vertumnus e Atalanta fugiens, inte
sa qui come idealizzazione simbolica della sovranit'a, punto saliente di un iti
nerario - politico prima che ermetico - che da Astrea conduce ad Oceana e
di 1i allo svanire della forma emblematica. Oceana, infatti, e e insieme non e
emblema che svanisce come imago per diventare scienza (anatomy, balance),
a patto di ?harp>> una ?string>> finalmente ?perfectly tuned>>, per mantenere
una metafora musicale presente nel testo.
Ma e soprattutto il tema del sacrificio e del sacerdozio ad avvalorare anche in
questo testo la metafora della caccia in relazione alla sovranit'a. La via aperta
da Alfonso Ingegno, e sviluppata da Gilberto Sacerdoti in un recente lavoro,
si arricchisce di implicazioni nella prospettiva del momento rosacrociano"8. In
un importante studio di Alfonso Ingegno49 la caccia veniva assunta come me

una composizione can?nica a due voci, che potrebbe riconnettersi alia "caccia" trecente
sca. Senza cercare impossibili fili interrotti con questa tradizione, ? pi? interessante rivol
gere lo sguardo ad un musicista che forse il nostro potrebbe aver conosciuto, Salomon de
Caus (1576-1626), ingegnere e te?rico francese che troviamo, sino al 1613, in Inghilterra
come professore di prospettiva del principe di Galles?. La cosa ? ancora pi? interessante
alla luce del fatto che le teste delFArcimboldi avevano dei corrispettivi musicali che ren
dono plausibile il nostro tragitto Astrea-Vertumnus-Atalanta. Cfr. T. Tornitore, M?sica per
occhi, in Effetto Arcimboldo. Trasformazioni del volto nel sedicesimo e nel ventesimo sec?lo,
Milano, Bompiani, 1987, pp. 345-356. A conferma di ci? ricordo che Matthew Gwinne
(1558-1627), professore di m?sica a Oxford e poi di f?sica al Gresham College e apparte
nente ai circoli di Sidney (conobbe anche Bruno) oltre che alla cerchia del principe Enri
co, nel 1607 gli dedic? un'opera intitolata Vertumnus con scene di I?igo Jones. Cfr. Strong,
Henry Prince of Wales, cit., p. 107: ?Gwinne and these imprese provide a direct link between
the new circle of the Prince and that centring in the previous reign on Sir Philip Sidney?.
48 G. Sacerdoti, Sacrificio e sovranit?. Teologia e pol?tica nell'Europa di Shakespeare e Bruno,
Torino, Einaudi, 2002. Pariendo da un'immagine di Love's Labour Lost ci viene presenta
ta la drammatica questione della fondazione della sovranit? aut?noma dello Stato secolare
nell'epoca che dalle guerre di religione conduce agli assetti seicenteschi sanciti dai trattati
di Westfalia. La fonte letteraria intesa come strumento utile per la ricerca e Finterpretazio
ne storica costituisce un primo elemento da sottolineare di questo lavoro. Essa ? stata ben
evidenziata sia da Francesco Orlando, Gli oggetti desuett nelle immagini della letteratura,
Torino, Einaudi, 1993, sia da Carlo Ginzburg, Rapporti dl forza. Storia, retorica, prova, Mi
lano, Feltrinelli, 2001, e mi pare trovi qui una buona applicazione. La fonte shakespearia
na viene dunque inserita in una rete di relazioni che trovano, come gi? in altri scritti del
l'autore (Nuovo cielo, nuova terra. La rivelazlone copernicana di ?Antonio e Cleopatra?, Bo
logna, 1999), nelFopera di Giordano Bruno un riferimento primario. Il tema della caccia
viene in tal modo riferito alia pol?tica elisabettiana: ? da qui che si configura il rapporta tra
?sovranit? e sacrificio? che sta a suggello dell'intero progetto.
49 Cfr. A. Ingegno, Regia pazzla. Bruno lettore di Calvino, Urbino, 1987, p. 38: ?Riassu
mendo, il discorso sulla caccia si lega in modo esplicito a quello sulla follia e questa si pre
senta come la svolta essenziale per giungere al parallelo tra la caccia e il sacrificio, tra il cac
ciare la preda ed il nutrirsi e convertirsi nelle carni di essa. Ora, una caccia che apparten

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533 Astrea, Vertumnus, Oceana

tafora religiosa e il sacrificio del cervo come il sacrificio di Cristo, <e che la
caccia bruniana rappresenti il sacrificio di Cristo e la messa cattolica, risulta
chiaro, oltre che da Bruno stesso, da Calvino>>0. E se coloro che nella messa
versano il sangue del cervo sono i membri del clero, qui Elisabetta ?assassi
nando il cervo con le sue mani>> esclude di fatto il papa, sottopone la religio
ne al primato ?cesaropapista>> della politica in <<uno stravagante ma fedele em
blema di quell'Atto di Supremazia>>. Sacerdoti ha dunque ribadito il nesso tra
la venatio (bruniana) di Elisabetta come <<unica Diana>> - ovvero il tema del
la Eucaristia - in relazione alla questione della sovranita (e al calvinismo in
glese) partendo da un'immagine di Love's Labour Lost; ovvero il tema del sa
crificio visto come prerogativa della sovranita, in singolare coincidenza con lo
Spaccio e tanto contro le concezioni calviniste che quelle cattoliche. La sim
bologia di Diana viene in tal modo ricondotta al ruolo del sovrano in riferi
mento al potere sacerdotale.
La figura del sovrano diventa il campo in cui si condensa il configurarsi del
moderno, come attestano i riferimenti al corpo del re studiato da Kantorowicz
per risalire fino ai Re taumaturghi di Marc Bloch. <JI monarca inglese non e
dunque soggetto ad alcun tipo di giurisdizione straniera, a cominciare da quel
la papale, e gode di "chief power" o "summa potestas" sia sui civili sia sugli
ecclesiastici>>1, per pervenire alle concezioni piu tardi espresse da Giacomo I

ga al rango della stultitia sar? evidentemente dotata di una sua realt? e si traitera di stabi
lire quale sia il tipo di realt? con cui si ha a che fare, mentre la ragione non si trova a con
frontarsi con altro mistero che quello che le viene offerto dalla follia stessa?. Poco oltre,
sulla linea di un commento della Utopia di Thomas More e de??Elogio di Erasmo da Rot
terdam, viene posto un altro tema particularmente importante nella prospettiva del mo
mento rosacrociano, che conduce a Harrington col suo rifiuto di baciare il piede del papa
e soprattutto con il suo ?discourse concerning ordination?. Su cristianesimo, caccia e fol
lia, sacrificio come ?suprema funzione sacerdotale?, scrive Ingegno: ?? in discussione il pro
blema della reale mediazione tra umano e divino? e ?Tattacco al sacerdozio cattolico finira
per investir? in primo luogo nel Bruno il pontef?ce? (ivi, p. 44).
50 Cfr. G. Sacerdoti, Sacrificio e sovranlt?, cit., pp. 45 e 51, e ivi, p. 213, dove, commentan
do lo Spacclo, afferma: ?Corne ha dimostrato Ingegno, il "fare" di "far la bestia" ha qui il
significato del facer? della Vulgata, che significa facer? sacrum, sacrificare. Quanto alla be
stia sacrificata ? il Cristo, come dimostra tutto Tinsolente contesto "calvinista", e come ri
badir? di l? a cinque righe la poes?a buffonesca in cui compare una "fiera" che altri non ?
che il cervo del C?ntico dei Cantici - cio? appunto, secondo Tallegoresi comune, ? Cristo?.
II paragone harringtoniano Oceana-Cantico sembra collocarsi entro una illustre tradizione,
come attestano anche gli studi di Maurizio Calvesi sul Caravaggio.
51 Come viene argomentato sulla base di ampia documentazione e citando la storiografia pi?
accreditata in materia costituzionale, da Collinson a Mcilwain a Ullmann. Quanto Sacer
doti articola qui en historien ? stato modulato anche sulla base di altri registri: tanto il te
ma della sovranit? che quello del sacrificio son? stati oggetto di int?resse per George Ba
taille, non a caso discusso da Agamben in Homo sacer (utile al riguardo B. Dorfman, Ex
cess: Bataille and the Explosion of History, in ?Isih intellectual news?, 2003, 11-12, pp. 96

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534 Giuseppe Cengiarotti

nel Basilikon doron sulla base di un patente collegamento con la dottrina giu
ridica e politica bizantina condensata nella figura dell'autokrator. I1 tema del
la sovranita viene collocato in un contesto in cui le Chiese riformate propo
nevano una loro concezione della subordinazione della politica alla teologia.
Contra, il carattere cesaropapista del Basilikon doron di Giacomo I e la sua
diffidenza nei confronti del progetto palatino e versus Elisabetta Stuart e il
calvinismo di Federico del Palatinato, da lui giudicati equivalenti ai gesuiti.
Ma, a sua volta, Elisabetta Stuart a Praga diffida degli esiti del progetto ro
dolfino. La concezione della sovranita di Giacomo I, rinnegando il progetto
della figlia Elisabetta <<regina d'inverno>> a Praga, contribuisce pertanto a de
cretare l'avvento di quel ?winter of the world? lamentato e patito da tanta
cultura di quel tempo - per esempio nel Parthenicon di Westonia - e incar
nato dalla corte in esilio dell'Aja52.
In questa prospettiva, il tema bruniano della caccia-Eucaristia, riferito a Dia
na-Elisabetta I, si trasmette in quello dell'animarum venator riferito a Rodolfo
II nei volti arcimboldeschi (Vertumno, ma anche Terra, il cui titolo originario
era II cacciatore), per ritornare ancora nella nuova Elisabetta (Stuart), la feni
ce della ripresa elisabettiana, e in particolare nella figura di Atalanta fugiens,
ulteriore liaison anglo-boema. Ricostruendo i processi di formazione della so
vranita autonoma dello Stato secolare, Gilberto Sacerdoti, riprendendo
Astrea, risale all'indietro fino a Dante, per poi proiettarsi in avanti fino a Hob
bes e Spinoza. Lo ricordo, perche per noi qui e rivelatore il fatto che stabili
sca questi riferimenti - e in modo molto convincente - senza mai fare ricor
so a James Harrington. Proprio quel silenzio eloquente mi pare avvalori quel

103), mentre quello di Diana e Atteone lo ? stato per Pierre Klossowski (II bagno di Dia
na, trad, it. Milano, ES, 1993), e la variazione di Atalanta ha interessato Roger Caillois (Au
coeur du fantastique), che avrebbe rimodulato la questione anche ne Gil del meridiani. L'at
mosfera del Coll?ge mostra corne qui si tratti di una area di confine, in cui la storiografia
lambisce figure che sono state osservate anche con altri occhi.
52 Westonia, Parthenlcon: ?Me ferit infantem; menses cum nata fuissem / Vix senos, mise
rae vulnera dura dedit. / Quae non illa quidem, sed ploret adultior aetas / Ipsum (proh su
peri) mi rapiendo patrem. / Quod vix incepi teneris sentiscere in annis / Vulnus, quin sti
mulis institit illa novis. / Atq. aviam summa feritate necavit utramq. / Neptis ego quarum
cura suprema fui. / Inde miseria mei celso sunt Numina c?elo, / Qui vice sit patris dant vi
tricumq; mihi. / Quo contenta fui, qui ceu pater alter amavit, / Cui fuit ut fratris, sic quoq.
cura mei. / Sed rapit impatiens mihi mors & Livor eundem, / Sic mea spes t?mido pressa
furore jact. / Frater erat reliquus de tot, materq. propinquis, / Sperabam his hostem par
cere velle tribus. / Sed neq. mors istis satiata doloribus, instat / Non intermissis me cru
ciare maus. / Protinus & fratrem medio sub flore juventae / Sternit, & haec nobis gaudia
falce metit. Hic etiam lachrymis & iniqua sorte squalente / Lumine conspexit lucidiore
Deus. / In thalamos jungit, levet ut mea damna, maritum / Fratre magis charum, sitq. ite
rata Tris?. Cfr. al riguardo G. Cengiarotti, La corte assente. Per una geograf?a rosacroclana
tra ?entusiasti? e ?virtuosi?, in ?Studi Storici?, XLVI, 2005, 3, pp. 771-796.

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535 Astrea, Vertumnus, Oceana

che mi propongo di fare qui, ossia di individuare, nel <<momento rosacrocia


no>> - che da Bruno giunge appunto a Harrington -, qualcosa, proprio una
survivance, che, stando tra Bruno e Shakespeare da una parte e la modernita
meccanicistica dall'altra, svanisce lasciando tuttavia solo qualche debole trac
cia. In questa storia <<a contropelo>> di generazioni di sconfitti che costituisce
il momento rosacrociano, sia Harrington sia Comenio cercheranno di ridefi
nire, in un'Europa divisa, il concetto di sovranita e il rapporto tra politica e
religione, il cui <<drittofilo>> ci verra infine fornito da Hobbes o Spinoza53. Se
le loro rispettive concezioni del tempo e della storia divergono, sono tuttavia
accomunati da forme espressive analoghe.
Le ricerche sull'antiquaria e sul suo rapporto con una politica storicamente
fondata inducono a ritenere che Harrington vada inteso come continuatore
di una tradizione antiquaria elisabettiana che ha trovato in Selden e Drayton
l'espressione piui matura e in John Harington il teorico di una allegoresi de
stinata per breve tempo a convivervi, prima di venir soppiantata dalle <<pic
cole lettere>> della nuova scienza54. Alla luce della sequenza posta da Ingegno,

53 Ibidem. Coordinate di riferimento sono J.N. Figgis, The divine right of kings, Cambrid
ge, Cambridge University Press, 1914; E. Kantorowicz, I due corpl del re. L'ldea di regalit?
nella teolog?a pol?tica m?di?vale, trad, it., Torino, Einaudi, 1989, p. 92 nota: ?Osservando
come nelFInghilterra del sec?lo XVI i giuristi applicassero al "primo assolutismo monar
chico" la terminolog?a teol?gica tradizionalmente riservata al Cristo, fino a elaborare un'au
tentica "cristologia regale", Kantorowicz fa notare che "il m?todo del quid pro quo - il ri
corso a nozioni teologiche per definir? concetti riguardanti lo Stato - era stato utilizzato
per molti secoli, proprio come, viceversa, nei primi secoli dell'era cristiana il cerimoniale e
la terminolog?a pol?tica imp?riale erano stati adattati aile n?cessita della Chiesa". Ma con la
teor?a cinquecentesca del "diritto divino del potere secolare" questo antico m?todo and?
acquistando "un'importanza prima del tutto sconosciuta per quanta riguarda la soggezio
ne della sfera ecclesiastica a quella temporale"?. Cfr. inoltre G. Agamben, Homo sacer. II
potere sovrano e la nuda vita, Torino, Einaudi, 1995, in cui proprio Kantorowicz viene uti
lizzato in relazione al tema del sacrificio. Vi si legge che ?la teolog?a pol?tica cristiana era
qui volta ?nicamente, attraverso Fanalogia col corpo m?stico di Cristo, ad assicurare la con
tinuit? di quel corpus morale et politicum dello stato, senza il quale nessuna stabile orga
nizzazione pol?tica pu? essere pensata? (p. 104). Questa ?pietra miliare della teolog?a poli
tica cristiana? conduceva Agamben a porre Foscura questione del ?corpo uccidibile e non
sacrificabile de??homo sacer? ripercorrendo a ritroso i macabri rituali della monarchia fran
cese per risalire alla apoteosi romana e alla consecratio.
54 Come ha osservato Levine, ?Drayton knew many of the antiquaries of his generation, in
cluding Camden himself and his translator, Philemon Holland, and he admired their work.
At the same time, he loved the old stories that had come under criticism, and he preferred
deliberately to write as a poet. That he knew and appreciated the difference is perfectly
plain, for when it came time to publish his work, he turned to the brightest and most lear
ned of Camden's disciples, John Seiden, to annotate it. Seiden had already declared him
self about the fabulous matter in a Latin treatise of 1610, translated later as The Reverse or
backface of the English Janus? (Levine, Humanism and History, cit., p. 52).

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536 Giuseppe Cengiarotti

caccia-sacrificio-sacerdozio-sovranita, lo storicismo di Selden assunto da Har


rington permette di svolgere l'analisi della ordination in termini di <<political
Discourse>> ossia di secolarizzazione della teologia politica55. La funzione sa
cerdotale assegnata al sovrano (Elisabetta) si sposta, alla luce dell'analisi del
nuovo ballance, sulla ecclesia, il Commonwealth of Oceana, non piu sulla ba
se della imposizione delle mani, bensi sulla elevazione dal basso verso l'alto.

5.1. Israel/Yewish. In questo senso occorre considerare il nesso stabilito da


James Harrington tra <Israel> e - per inversione - la degenerazione <<Yewi
sh?. L'uso del termine <<moderno>> fatto nelle sue analisi della crisi rivoluzio
naria inglese56 - analisi che, come si vedra, e contrariamente a come questo
autore viene di solito letto, hanno poco a che vedere con la politica (che ne
costituisce caso mai un'implicazione) - tale uso implicava un'opposizione en
tro cui viene utilizzato l'esempio di Israele. Qui, riprendo dunque quell'in
terpretazione offerta da James Harrington, che a meta Seicento vedeva nella
<<modern prudence>> un assetto politico ingiusto (unequal), esemplificato an
che ricorrendo alla storia di Israele e in particolare alla figura di Mose, sulla
base degli studi di John Selden (De Synedriis). Cosi, il Mose di Harrington e
un <<legislator>> che molto deve al midianita Jethro, in cui la derivazione uma
na del potere viene contrapposta a quella divina. In The Art of Lawgiving, il
secondo libro contiene un'analisi basata su un doppio centro: ?the Second
Book Containing the Commonwealth of the Hebrews As namely Elohim or
the Commonwealth of Israel and Cabala or the Commonwealth of theJews>>57.

55 Harrington, in The Prerogative of Popular Government, specifica che ?is contained the
whole commonwealth of the Hebrews, or of Israel, senate, people, and magistracy, both as
it stood in the institution by Moses, and as it came to be formed after the captivity. As al
so the different policies introduced into the Church of Christ during the time of the Apo
sdes?. Cfr. J.G.A. Pocock, Historical introduction, ?The polemic against clericalism?, in Id,
ed. The Political Works of James Harrington, Cambridge, Cambridge University Press,
1977, p. 96: ?With The Prerogative of Popular Government Harrington's positions on que
stion of ecclesiology and political theology were nearly complete?. Cfr. Ingegno, Regla paz
zla, cit., p. 87.
56 The Commonwealth of Oceana venne pubblicato nel 1656 e contiene la dottrina del bal
lance, la distinzione tra ?structures? economiche e ?superstructures? istituzionali, tra ?an
cient? e ?modern prudence?. Tra il 1657 e il 1660 scrisse vari saggi e pamphlets di carat
tere politico. Cfr. G. Cengiarotti, Contributo ad una lettura dell 'Oceana dl James Harring
ton, in ?La Cultura?, XXII, 1984, 2, pp. 310-359. Le sue concezioni influenzarono il di
battito politico inglese per lo meno fino ai primi del Settecento.
57 Cfr. J. Harrington, The Commonwealth of Oceana, in The Political Works of James Har
rington, cit., p. 305: ?Moses the divine legislator was not only learned in all the learning of
the Egyptians, but took into the fabric of his commonwealth the learning of the Midiani
tes in the advice of Jethro?. A giudizio di Pocock, ?this entirely natural form of govern
ment having obtained in Melchizedek's Canaan no less than in Jethro's Midian [...] it was

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537 Astrea, Vertumnus, Oceana

Sulla scorta della lezione di Selden, l'uso dele fonti antiche non conosce qui
distinzioni di merito: come Cartagine o come i Mamelucchi Israele viene de
scritto in quanto forma storica di Stato, da studiare attraverso le antichita giu
daiche. Una lunga analisi dei concetti di chirotesia e di chirotonia, suffragava
la funzione politica del potere religioso, il <<moderno>> versus l'anticoM e nel
contempo l'affermazione del primato della sovereignty politica sulla religione.
Harrington porta avanti, in chiave repubblicana (dato il mutamento del bal
lance), il progetto elisabettiano. Qui, iA moderno viene a configurarsi pertan
to come allontanamento da <<orders>> conformi a natura - allontanamento
espresso dal passaggio dalla repubblica di <Israel> alla tirannia <Jewish>>? -,
quella natura che - oltre a delinere i contorni utopici della <<rosa>> - sara pol
oggetto di un trattato, The Mechanics of Nature, che puo a pieno titolo rien
trare nel hen kai pan, l'Uno-Tutto analizzato anche da Assmann, in cui con
vergono figure quali lo stesso Selden o John Toland, fino a von Born. La di
namica economica (ballance) non ne e che la conseguenza.

6. Luoghi rodolfini: temi della filosofia di Bruno nella pittura di Giuseppe Ar


cimboldi. Ai piedi del Castello di Hradcany, nel cuore di mald strana, si erge
il palazzo Valdstein. Nei suoi interni Baccio del Bianco ha affrescato nel 1630
alcune immagini di dei e in queUe figure e stata vista una eco del De imagi
num compositione di Giordano Bruno. Studiando le inquietudini religiose del
la Lombardia dei Borromeo, Maurizio Calvesi ha potuto ravvisare nel cara
vaggesco simbolo della croce un'analogia con la Figura Amoris (fatta di cir
coli) annessa da Bruno agli Articuli adversus mathematicos, pubblicati in Pra
ga nel 1588. Essa - che sembra preludere ai <<nodi borromei>> - gli fa ipotiz
zare collegamenti con il programma della Confraternita della Croce, fondata

therefore in no way impious to compare Moses with Lycurgus or Solon? (Historical intro
duction, ivi, p. 97).
58 Cfr. J. Harrington, The Art of Law-giving, in The Political Works of James Harrington, cit.
I due termini stanno ad indicare l'autorit? sacerdotale derivante dalla ?imposizione delle
mani? owerso dalla scelta assembleare.
59 Notiamo che J. Assmann, Mos? l'egizio. Dedfrazione di una tr?cela di memoria, trad, it.,
Milano, Adelphi, 2000, p. 227, si stupisce del fatto che ne L'uomo Mos? ?Freud parla insi
stentemente di "Giudei" anziehe di "Israeliti" o di "Ebrei" che sarebbero le denominazio
ni storiche corrette?. Utile J.G. A. Pocock, Modernity and Anti-Modernity in the Anglopho
ne Political Tradition, in S.N. Eisenstadt, Patterns of Modernity, vol. I, The West, London,
Francis Pinter Publisher, 1987, pp. 44-55, laddove afferma che ?since the citizen applying
intelligence to the government of creation was man in the image of God, there are millen
nial and spiritual visions in Harrington's conception of the immediate future; but the phi
losophy of history is nevertheless classical. Man emerges from the medieval - which is ter
med the "modern" - in order to recapture the ancient, and the recovery of citizenship is
the recovery of grace. I can find little use for the word "tradition" in examining these es
sentially pre-modern categories?.

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538 Giuseppe Cengiarotti

nel 1579 da Carlo Borromeo60. La cosa appare tanto piu significativa, in quan
to Calvesi ricostruisce un ambiente in cui sono forti le influenze di figure che
attrassero il mecenatismo rodolfino: da Giulio Romano, ajan Breughel, a
Hans von Aachen, allo stesso Figino Gregorio Comanini6". E stato dimostra
to, del resto, l'influsso esercitato dalla devotio moderna e anche dal platoni
smo veneziano su Caravaggio e sulla pittura lombarda, che trovera in qualche
caso ricetto presso la corte di Rodolfo, e sul rapporto tra la concezione cara
vaggesca della luce e quella espressa negli scritti di Bruno sono gia state scrit
te pagine importanti62. I1 conflitto luce-tenebre - che certo appartiene, oltre
che alla pittura del tempo, caravaggesca e barocca, anche a uno scrittore co
me Comenio - imprime di se il rapporto tra la tarda Rinascenza boema e le
forme estreme del pensiero filosofico ermetico italiano, che simboleggiamo
nella visita che Giordano Bruno compi nella Praga di Rodolfo II nel 158863.

60 Cfr. M. Calvesi, Le realt? del Caravaggio, Torino, Einaudi, 1990, pp. 38 e 73. Su Carlo
Borromeo si veda inoltre M. de Certeau, Charles Borrom?e, in Id, Le lieu de l'autre. Hi
stoire religieuse et mystique, Paris, Gallimard-Seuil, 2005. Sulla figura amoris si veda anche
Gatti, Giordano Bruno e la scienza del Rlnasclmento, cit., p. 178.
61 Cfr. Calvesi, Le realt? del Caravaggio, cit., pp. 76-77. Del Monte utilizza opere come Ba
silica Chimica di Oswald Croll o quelle di Michael Maier che, se rimandano alla dedica di
Bruno a Rodolfo II e all'ipotesi ?giordanista?, sono a loro volta collegate alla figura della
poetessa Westonia.
62 Oltre a Calvesi, Le realt? del Caravaggio, cit., pp. 29-31, cfr. M. Tafuri, Venezia e il Rl
nasclmento. Rellgione, scienza, architettura, Torino, Einaudi, 1985; H. Trevor-Roper, Prin
cipi e artisti. Mecenatismo e ideolog?a alla corte degli Asburgo (1517-1633), trad, it, Torino,
Einaudi, 1980. Cfr. inoltre Ciliberto, Giordano Bruno, cit., pp. 211-213, che sul tema della
luce cita la Lampas e la Oratio valedlctoria. C'? poi da chiedersi perch? Caravaggio abbia
dipinto una Annunciazlone proprio nella Nancy di Jacques Callot.
63 Sulla simbologia alchemica del Cristo-Luce si veda quanto sostiene Calvesi, Le realt? del
Caravaggio, cit., che tra Taltro testimonia la continuit? cult?rale tra ambiente lombardo e
cultura rodolfina attraverso Hans van Aachen. Riferendosi a Leibniz Deleuze scriveva che
?en invoquant la propagation de la lumi?re et "l'explosion dans le lumineux", en faisant
des esprits animaux une substance ?lastique, inflammable et explosive, Leibniz tourne le
dos au cart?sianisme, renoue avec la tradition de Van Helmont, s'inspire des exp?riences
de Boyle? (G. Deleuze, Le pli. Leibniz et le baroque, Paris, Les ?ditions de minuit, 1988, p.
44); ?Le Baroque est ins?parable d'un nouveau r?gime de la lumi?re et des couleurs. On
peut d'abord consid?rer la lumi?re et les t?n?bres comme 1 et 0, comme les deux ?tages
du monde s?par?s par une mince ligne des eaux: les Hereux et les Damn?s. Il ne s'agit pour
tant pas d'une opposition. Si Ton s'installe ? l'?tage d'en haut, dans une pi?ce sans porte ni
fen?tre, on constate qu'elle est d?j? tr?s sombre, presque tapiss?e de noir, "fuscum subni
grum"? (ivi, p. 10). Van Helmont va considerato, insieme a Rudolf Glauber, uno dei mag
giori esponenti di quelle concezioni che si possono ricondurre a quella che va sotto il no
me di Theophrastia Sancta che Carlos Gilly ha riportato alla luce come interpretazione com
plessiva del paracelsismo in una prospettiva teol?gica. Cfr. C. Gilly, ?Theophrastia Sancta?.
Der Paracelsismus als Religion Im Streit mit den offiziellen Kirchen, in Analecta Paracelslca.
Studien zum Nachleben Theophrast von Hohenhelms Im deutschen Kulturgeblet der fr?hen

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539 Astrea, Vertumnus, Oceana

Basti citare l'incipit della lettera dedicatoria a Rodolfo II degli Articuli: <<Si di
stinctio lucis et tenebrarum naturaliter vobis vel ut in pluribus esset indita,
conflictus ile antiquus opinionum inter mortales usque adeo non percrebre
sceret>>. Si tratta di un tema dapprima tipico della gnosi - <religione manca
ta dell'Occidente>> per Giorgio Agamben -, che si puo ravvisare anche nell'i
dentificazione di commedia e tragedia, nel ?dramma giocoso>> per cui la ve
rita va cercata laddove non si penserebbe. Come avviene nel serio ludere del
Labirinto del mondo e il paradiso del cuore, un testo intarsiato di tanti luoghi
barocchi, dal doppio all'allegoria o all'anamorfosi, e che proponiamo qui co
me critica antirosacrociana, un po' al modo in cui il Werther fu antiwerthe
riano per Ladislao Mittner.
Come si sa, anche Giuseppe Arcimboldi (1527-1593) risente di questa tradi
zione e a Praga conobbe John Dee, anche se la lascio proprio quando Bruno
vi giungeva. Lungo tutto il corso del Novecento la produzione di Giuseppe
Arcimboldi e stata oggetto di interesse, reiterato negli ultimi anni, quando e
stata interpretata in modi diversi, tanto che la facies del Vertumnus e stata in
tesa proprio alla luce di Bruno e Ficino (oltre che del Figino Comanini). Sin
dal nome Arcimboldi e emblema, come attesta il Morigi:
[...] Dalla qual miniera deriv6 il cognome di Arcimboldi, per cio che Arcimboldo in
lingua Alamana (che cosi dicono loro) in nostra lingua vol dire quella materia che sta
insieme com l'Argento, e Boldo in quella lingua vuol dire in nostra lingua Bosco, e gli
Alemani dicono anticamente solamente cosi (Arcimboldo), e questo cognome hanno
sempre mantenuto, e in quelle parti dietro al fiume albis, come si e detto di sopra, vi
e un luogo che anco di presente si dimanda Arcimboldo4'.

Sono state allora evidenziate alcune assonanze tra la sua pittura e la concezio
ne bruniana dell'umbratilita e dei concetti di venatio e di vinculum, per cui il
nesso starebbe nella comune <<radice dell'uomo nel suo cosmo finito, perfetto>>,
e il cui termine di riferimento sarebbe costituito in primo luogo dal De umbris
idearum65. La critica ha parimenti evidenziato i riferimenti della cultura di Ar

Neuzeit, Hg. J. Teile, Stuttgart, Franz Steiner, 1994, pp. 425-488. Su Glauber, van Helmont
e i cosiddetti ?evangelisti chimici? cfr. C. Webster, La grande instaurazione. Sdenza e rifor
ma sodale nella rivoluzione puritana, trad. it. di P. Corsi, Milano, Feltrinelli, 1980, pp. 256
257, e passim.
64 Cos? Historia dell'antichit? di Milano di Paolo Morigi o Morigia. Effettivamente, gli Erz
gebirge (Monti metalliferi) sono la catena montuosa che accanto all'Elba separa la Sasso
nia dalla Baviera. Cfr. Antolog?a di testl del XVI sec?lo, a cura di P. Falchetta, in Effetto Ar
cimboldo, cit., p. 168. Si tengano presente in particolare gli studi di S. Alfons, II Museo a
immagine del mondo, ivi, pp. 67-88, e T. Da Costa Kaufmann, Le all?gorie e i loro signifi
can, ivi, pp. 89-110. Dello stesso, cfr. inoltre The School of Prague. Painting at the Court of
Rudolf II, Chicago-London, 1988.
65II progetto intellettaale arcimboldiano si concreterebbe nei termini bruniani della ?vena
tio? se ?il pi? perfetto ritratto FArcimboldo lo diede nella Terra che "guarda", secondo

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540 Giuseppe Cengzarotti

cimboldo, sottolineando proprio il rapporto con l'Europa nordica66. E per noi


di estremo interesse il fatto che Arcimboldo, definito <<pittore egizio>>, sia sta
to influenzato tanto dal manierismo nordico che dalle <<caricature>> e dalle
?macchie>> leonardesche67. Robert Evans, sottolineandone proprio la modalita
allusiva, ha visto nell'arte del pittore piu rappresentativo della stagione rodol
fina l'espressione <<della tipica forma mentis del tardo Rinascimento>>, tesa a
<<mettere d'accordo le credenze tradizionali e la nuova realta. L'uomo aspirava
ad una conoscenza universale, rivelata e occulta, ad un "pansofia", proprio per
che la tradizionale visione del mondo si stava incrinando>>'. Scrive il Lomazzo:

l'antica corrispondenza, alla maturit? dell'Autunno. Si intitolava anche II cacciatore, e il ti


tolo ? esatto, se lo si intende nel senso di animarum venator: il cacciatore ? colui che cerca
di vincolare a s? il grande concerto degli enti animati. Ma il suo volto ? tanto ci? che li vin
cola, quanta ci? che da essi ? vincolato [...] Il fondamento della celebrazione allegorica ?
perci? quello stesso della pi? acuta melancholia. Gli stessi nomi che esaltano il tipo, la ma
schera della potenza sovrana, ne dicono l'infinita distanza da ogni "psicolog?a" in senso pro
prio [...] Neppure la frontale vivacit? del Vertunno sowerte il quadro di questo dramma.
"La strana e difforme imago" che ha il riso sulle labbra, "regia imago" di Rodolfo II, che
leva il capo di frutta e spiche mature sopra un busto di fiori e ortaggi? (M. Cacciari, Ani
marum venator, in Effetto Ardmholdo, cit., pp. 275-296).
66 Ci serve qui fissare alcuni punti. Nato a Milano, lavoro aile vetrate del duomo; venne chia
mato a Praga nel 1562 da Ferdinando I e fu poi nelle grazie sia di Massimiliano II sia di
Rodolfo II, che lo nomino conte palatino nel 1591. Presso la corte imp?riale cur? Forga
nizzazione e gli allestimenti delle feste che danno vita ad un nuovo simbolismo imp?riale.
Va qui rilevato il ru?lo di un suo estimatore quale il Lomazzo, in quanto il suo trattato ven
ne tradotto in inglese e contribu? a determinare il gusto del collezionismo del principe En
rico. Cfr. Trattato de l'arte de la pittura di Gio. Paolo Lomazzo Milanese pittore. Diviso in
sette libri [...], In Milano, Appresso Gottardo Pontio, 1584. Si tratta di R. Haydocke, A
Tracte containing^ the Artes of curious Painting, Oxford, Carueinge & Buildinge, 1598.
67 Cfr. T. Tornitore, M?sica per occhi, in Effetto Arcimboldo, cit., pp. 345-356, che inqua
dra Arcimboldo nell'ambiente milanese intriso di esoterismo e, sulla base del testo del Co
manini, discute il rapporta tra le teste e la m?sica. Cfr. Calvesi, Le realt? del Caravagglo,
cit., pp. 232-233, che ha studiato un'altra opera del Comanini in cui questo nesso viene av
valorato. Si tratta di: De gli affetti della m?stica teolog?a tratti dalla C?ntica di Salomone, et
spar si di varie guise di po?sie. Ne' quali favellandosi continuamente con Dio, e spiegandosi i
desideri d'un'anima innamorata della divina bellezza, s'ecclta meravigliosamente lo spirito del
la divotione, in cui l'anima ? la ?Sposa? che brama il bacio dello ?Sposo?, ?il quale consi
ste nella chiara visione?, luce che dirada l'ombra. Si veda anche J. Baltrusaitis, Medioevo
fant?stico. Antichit? ed esotismi nell'arte g?tica, trad, it., Milano, Mondadori, 1977.
68 Cfr. R.J.W. Evans, La corte imp?riale dei tempi di Arcimboldo, in Effetto Arcimboldo, cit.,
p. 51, dove aggiunge che le opere dell'Arcimboldo ?sembrano poggiare sulla teor?a filos?
fica delle corrispondenze e del microcosmo (Fuomo arcimboldiano ? la misura di tutte le
cose create o solo un derivato di queste?), sulle essenze nascoste, su una supposta armonia
nella pluralit? come quella ricercata dai Wunderkammern, sulla cultura enciclop?dica del
tardo Rinascimento cos? com'era stata misteriosamente distillata nelle Monas di John Dee,
che Arcimboldo probabilmente conobbe alia corte degli Absburgo?. Su tutto questo si ve
da C. Vasoli, L'enciclopedismo delSeicento, Napoli, Bibliopolis, 1978, che sottolinea il ru?

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541 Astrea, Vertumnus, Oceana

Ne gli alberghi e hostarie, dove d'altro non si ragiona che di mangiare, bevere, barat
tare, giocare, si ricercano ubriachi, come fanno tra loro certi Todeschi e Fiammenghi,
ruffiani che conducano fanciulle di partito, giochi, furti, pazzie, histrionerie, scherza
menti e finalmente se non effetti dissoluti; benche con grandissimo abuso in simili luo
ghi si sogliano anco dipingere le armi e imprese di Principi, come se fossero lo sten
dardo delle bagorderie e l'insegna dell'ebrieta. E perche vi sono ancora luoghi mer
curiali, tutti gli intervalli si potranno riempire delle cose che sono appartenute a lui,
accomodandosi pero sempre alla natura dell'opera che si ha da porre in pittura, si co
me nel rappresentar la forma delle figure che per i suoi membri non sono quelle, an
cora che in proporzione siano le istesse; come sarebbero i quattro elementi composti
tutti in figure naturali con membri sottoposti a ciascuno de gli elementi, alla forma di
quelli di Giuseppe Arcimboldi [.,,]69,

6.1. Homo sacer: Vertumnus, Arcimboldo, Arlecchino. L'inventario delle ope


re della corte rodolfina ci indica la consistenza della componente <<borgo
gnona>> che dalla Gand di Carlo V - tra i cui educatori menziono Guillaume
de Chievres o Adriano di Utrecht, legato alla devotio moderna - passa per
Boulogne (Giambologna), attraversa l'Olanda, le Fiandre (Breughel), la Re
nania (Hans von Aachen), per scendere fino alla Lombardia spagnola (Ar
cimboldo), dove possiamo attestare una religiosita, forse di ascendenza pata
rina, che si riflette anche nel simbolismo imperiale asburgico70. La missione di
Rodolfo II si compone dunque di due eredita': quella del nonno Carlo V e
quella del padre Massimiliano II. Egli deve mantenere unita e compattezza
territoriale all'Impero, consolidandone i confini, e deve dare stabilita e pace
religiosa risolvendo il conflitto politica-religione. Via via che questo compito

lo dello Alsted; Id, I miti e gli astri, Napoli, Guida, 1977. E ancora, cfr. Cacciari, Anima
rum venator, cit., p. 248: ?Le parole di Bruno, che soggiorna nella "Praga m?gica" di Ro
dolfo II pochi mesi dopo il ritorno dell'Arcimboldo a Milano, potrebbero costituire, io cre
do, il miglior commento all'arte di quest'ultimo. Esse sono pronunc?ate nello stesso anno
del capolavoro dell'Arcimboldo, il Vertunno. Certo, come gi? abbiamo sottolineato, il mi
lanese continua a operare nella prospettiva di un universo gerarchicamente ordinato; la for
midabile Ent-ordnung bruniana non trova in lui che un'eco definita, particolare. Ma pro
prio sul problema fondamentale del vincolo essa si lascia distintamente udire. In forme as
solutamente determinate, secondo logiche precisamente "costruttive", tutti gli enti si ten
gono, eppure affatto misterioso rimane "ci?" che tiene. La potenza che tiene ? Spiritus non
entificabile, ? non-ente; ma questo niente ? ogni fibra di universo che mostra come il pro
prio stesso senso, "ci? che permette e visione e discorso", ci? che permette una intuizione
e un parlare dei molti?.
69 Lomazzo, Trattato, cit., pp. 349-350.
70 Cfr. E. Fucikov?, Nella Camera del Tesori e degli oggettl d'arte di Praga, inventario dl tut
ti gli oggettl rinvenuti dopo la vittoria nella Camera del Tesori e degli oggettl d'arte di Sua
Maest? a Praga e inventariati per ordlne dl Sua Maest? e di Sua Signoria il Principe dl Llch
tensteln II 6 dicembre dell'anno 1621, in Effetto Arclmboldo, cit., pp. 133-140. Vale la pena
aggiungere che quando Elisabetta di Boemia lasci? Praga in seguito alla battaglia della Mon
tagna Bianca porto con s? la serie delle Staglonl, nella replica del 1573.

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542 Giuseppe Cengiarotti

gli apparira irrealizzabile si viene dilatando quella sorta di bolla nera che gia
si era manifestata nel padre: e l'esempio di Ambras, che cresce nell'isolamen
to del Hradschin e dele Wunderkammer. Rodolfo II non puo accettare ne la
politica <<egiziana>> ne la scienza bruniana. Egli raccoglie la difficile eredita del
nonno Carlo V, cercando invano di comporre le culture della Lombardia spa
gnola, delle Fiandre e della Borgogna in un progetto politico <<morcele>>, as
semblato alla maniera di un quadro arcimboldesco. Come anche rispetto a
Giacomo I, egli sta tra mondi non componibili, anche in riferimento alla so
vranita <<bizantina>> e cesaropapista di Giacomo7".
Al fine di leggere l'effigie scelta da Rodolfo conviene riferirsi anche agli esiti
di alcune ricerche che mi pare aiutino a fissare la cornice di questa strana sim
bologia politica del corpo del re. Hugh Trevor-Roper ha asserito che e im
possibile prendere sul serio Arcimboldo72. Al contrario, occorre prenderlo fin
troppo sul serio, se i riferimenti alla teologia fiamminga (e di 1i alle inquietu
dini religiose della pittura lombarda) inducono a vedere nella sua opera un
lusus serius, in cui l'effigie rappresenta nella mutevolezza e nell'ambivalenza
(di Giano, di Priapo) una totalita entro cui si innesta anche la trivialita e lo
scherzo73. Una signoria universale che rimanda alla figura del pantokrator, an
che grazie al trattato di Giacomo I dedicato al figlio Henry e al Libro dei mar
tiri di Foxe, in cui la regina vergine viene paragonata nella dedica all'impera
tore Costantino74.

71 Esistono ritratti in forma di anamorfosi sia di Carlo V sia di Carlo I Stuart. Cfr. J. Bal
trusaitis, Anamorfosi o Thaumaturgus opticus, trad, it. Milano, Adelphi, 1978 (1990).
72 Cfr. Trevor-Roper, Principi e artisti, cit., p. 109. Cfr. anche a questo riguardo, oltre al ca
talogo della mostra Effetto Arcimboldo, cit., i contributi importanti forniti da T. Da Costa
Kaufmann, The School of Prague. Painting at the Court of Rudolf II, cit.; Id, Court, Cloister
and City. The Art and Culture of Central Europe, 1450-1800, Chicago, 1995. Gi? nel cata
logo della mostra Prag um 1600, cit., alcuni studi, in particolare quello di Nicolette Mout
sui Codici Vossiani, avevano rilevato il ru?lo dell'alchimia nella cultura boema e praghese
del tempo, ma ora Tanalisi risulta approfondita e inserita in un contesto storico cult?rale
pi? ampio, che evidenzia la funzione, nel contempo di sintesi e di laboratorio, svolta dalla
corte rodolfina e da Praga, vera e propria capitale cosmopolita europea, facendo parlare di
?umanismo m?gico e scientifico? (?v?decky a magicky humanismus?).
73 Questi assunti riportano indubbiamente al clima intellettuale della corte rodolfina, se ?
vero che il sovrano ? ?in quanto tale sottoposto a Chronos, come lo sono tutti i tipi, tutte
le maschere e tutti i nomi. L'uomo sottoposto a Chronos ? Yhomo lile melanchollcus [...]?.
Ribadiscono altres?, in una modulazione particularmente significativa, il nesso che siamo ve
nuti riconoscendo, tra magia e politica, perch? ?solo apparentemente ? libera dal peso del
la maschera, dell'astratta, sing?la parte [...] II Re ? ogni maschera, ogni nome. La sua po
tenza consiste nel potersi straordinariamente "convertir?" in ogni sembiante: perci? Ver
tunno. Ma neppure il Re pu? eccedere il gioco dei nomi e delle maschere. E Tattore per
eccellenza: colui che conosce tutte le parti [...]? (Cacciari, Anlmarum venator, cit., pp. 287
e 295; cfr. Gentili, La recita della follia, cit.).
74 Cfr. Sacerdoti, Sacrificio e sovranit?, cit., pp. 62-63. Abbiamo gi? ricordato che Acts and

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543 Astrea, Vertumnus, Oceana

6.2. ?<Bellum gerant aliz tu, felix Austria, nube>>. Noi non sappiamo quale sia
stata la funzione del committente nella composizione del Vertumnus. Quel
che e certo, pero, e che l'opera venne accolta con favore e che si pone a fon
damento del simbolismo imperiale. Nella prospettiva adottata qui esso si con
figura come matrice del momento rosacrociano per l'uso di questa imago in
contrapposizione/sostituzione al simbolo di Astrea. Sappiamo che Carlo V
viene associato ad Astrea che porta la Giustizia in Ariosto (XV, 21).
Del sangue d'Austria e d'Aragon io veggio
nascer sul Reno alla sinistra riva
un principe, al valor del qual pareggio
nessun valor, di cui si parli o scriva.
Astrea veggio per lui riposta in seggio,
anzi di morta ritornata viva;
e le virtu' che caccio il mondo, quando
lei caccio ancora, uscir per lui di bando.

Questo retaggio nordico si trasmette ai successori: Ferdinando, Massimiliano,


Rodolfo. E sappiamo che Rodolfo aveva in animo di ritirarsi ad Ambras, vo
luta da Massimiliano e prima sede e matrice delle Kunst- und Wunderkammer
che realizzera a Praga. Tuttavia, Rodolfo, nel 1591, alla figura di Astrea op
pone il Vertumno, florido <<corps morcele>>. I versi in cui Ovidio narra gli amo
ri di Vertumnus e Pomona stanno nel libro XIV che si apre con Enea. Qua
si che Rodolfo ribadisca la genealogia troiana del regno di Boemia - come si
legge del resto anche in David Gans - e proprio mentre la medesima salda
tura viene promossa dal simbolismo tudoriano forse addirittura nella Mort
d'Arthur di Thomas Malory, poi ripresa da Henry Purcell. Ma accostiamo quei
versi ovidiani alla IV egloga (18-36):
At tibi prima, puer, nullo munuscula cultu
errantis hederas passim cum baccare tellus
mixtaque ridenti colocasia fundet acantho.
Ipsae lacte domum referent distenta capellae
ubera, nec magnos metuent armenta leones.
Ipsa tibi blandos fundent cunabola flores:
occidet et serpens, et fallax herba veneni
occidet; Assyrium volgo nascetur amomum.
At simul heroum laudes et facta parentis
iam legere et quae sit poteris cognoscere virtus,

Monuments costituisce il modello dell'opera di Comenio Historia persecutionum, in cui vie


ne espresso un giudizio su Rodolfo II assai pi? benevolo di quello contenuto nei Clamores
Eliae in cui, collegandone il nome con quello di Costantino, ne aveva visto l'immagine del
FAnticristo. Ai suoi occhi Elisabetta Tudor dunque, nella misura in cui incarna la funzio
ne bizantina, rappresenta quel mondo alla rovescia da cui siamo partiti.

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544 Giuseppe Cengiarotti

molli paulatim flavescet campus arista


incultisque rubens pendebit sentibus uva
et durae quercus sudabunt roscida mella.
Pauca tamen suberunt priscae vestigia fraudis,
quae temptare Thetin ratibus, quae cingere muris
oppida, quae iubeant telluri infindere sulcos.
Alter erit tum Tiphys et altera quae vehat Argo
delectos heroas; erunt etiam altera bella
atque iterum ad Troiam magnus mittetur Achilles75.

fl Vertumnus di Rodolfo - che a Mantova sappiamo guardava (II Figino del


canonico lateranense Comanini e stato composto nel 1591 proprio a Manto
va) - e fatto di verdure. Un corpo da mangiare (manducare) come il corpus
Christi, nel quale troviamo riunite le funzioni sacrale e regale della sovranita,
forse in analogia con il cesaropapismo del Basilikon doron. La trasformazio
ne e la mutevolezza del Vertumno - tra le tante teste arcimboldesche lo si as
socia alla Terra quale animarum venator - sembrano gi'a alludere e preludere
nel 1591 a quel labirinto senza centro che - dopo il fallimento della sistema
zione costituita dalla Lettera di Maestd (Majestdtsbriejf) - sara la corte assente
di Elisabetta del 1623, un vuoto silenzioso e assordante che inghiotte. Man
tova, un'intera citta assunta come prefigurazione della miniaturizzazione del
le Wunderkammer di Rodolfo, esse stesse allora di per se automata (come il
golem di quel rabbi che proprio Rodolfo volle invitare a corte nel 1592). Nel
la sua Cronaca del 1592 David Gans ha contrapposto in questo anno fatidico
la magnanimit"a dell'imperatore alla vicenda del Molko, avvenuta proprio a
Mantova:
Rabbi Salomon, che ho ora nominato, e il suo compagno David Reubeni hanno espo
sto la loro causa davanti al re di Francia e davanti all'imperatore Carlo V, nel tentati
vo di convertirli alla fede ebraica. La qual cosa ebbe per conseguenza che il detto Rab
bi Salomon Molko fu condannato a morte a Mantova nel 5293 [1592]. Prima di bru
ciarlo gli misero un bavaglio sulla bocca per impedirgli di parlare76.

fl caso vuole che in quello stesso anno 1592 nel contempo mirabilis e horri
bilis, nella citt'a ideale di Sabbioneta - che fu modello per le Wunderkammer
rodolfine -, dove era stata prevista financo una comunita ebraica, fosse edifi
cato il mausoleo di Vespasiano Gonzaga. Ci troviamo di fronte alla imago del
corpo dell'imperatore romano - che rappresenta l'unione mistica del Cristo
(re) - sdoppiato nella funzione statuaria77. I1 riferimento al corpo del sovrano

75 Ovidio, Metamorfosi, libro XIV; Virgilio, Georgiche, IV ?gloga, 18-36.


76 Cfr. Neher, Faust e il Golem, cit., p. 65.
77 Rifacendosi anche a Bataille e a Caillois, Agamben ha discusso l'ambivalenza del sacro
nelle figure della sovranit?, in connessione con la biopolitica delF?ultimo? Foucault. Cfr.
Agamben, Homo sacer, cit., pp. 103-104. Discutendo Kantorowicz, ribadisce che ?la "teo

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545 Astrea, Vertumnus, Oceana

come statua rimanda a quello dell'automa che, come ci ricorda il Balbin, ven
ne coltivato da Rodolfo II. Si tratta di un tema che aveva trovato proprio nel
mondo bizantino uno dei suoi luoghi d'elezione. Non mi pare casuale il fatto
che proprio a quel mondo si riferisca apertamente il Basilikon doron, che ab
biamo indicato come un testo cruciale per la concezione della sovranita di Ro
dolfo II. Tuttavia, a differenza di quanto avviene nell'Inghilterra di Giacomo
I, nell'Impero il rapporto politica-religione (re-sacerdote) deve confrontarsi
anche con pratiche diverse, relative alla feudalita <<orientale>>, oltre che con il
tema della difesa dei confini. In un arcimboldesco assemblaggio di concezio
ni, la mutevolezza del Vertumnus esprime lo slittamento nei confronti delle
molteplici componenti dell'identita religione-politica. Anche la figura della so
vranita, gli <<arcana imperi>>, cosi come la scienza, assume nel momento rosa
crociano tratti di ambivalenza su cui e necessario soffermarsi per tentare di
decifrare il simbolismo imperiale78.

6.3. Masque: <<Kazdy clovek ldrvu na tvar` nos1'>> [Ognuno reca in volto una
maschera]. Del resto, in concomitanza con la produzione di Arcimboldo, as
sistiamo alla diffusione in Europa, ad opera di attori girovaghi, delle masche
re della commedia dell'arte; agli attori si accompagnano nelle compagnie, per
la prima volta, le attrici. La maschera di Arlecchino fa la sua comparsa pro
prio a fine Cinquecento. Diventa tale grazie ad una metamorfosi: da figura
connessa ai riti della fertilita come Herlequin a patchwork, assemblaggio di
forme in un corpo: da figura della <<caccia selvaggia>> che rimanda a Diana
Perchta - e di 1i alla bild pani di Balbin - a rappresentazione di una <<servitu>>
rurale guardata come altra dal padrone urbano. La Lombardia di Arcimbol
do appartiene all'area documentata da Carlo Ginzburg, il quale peraltro af
ferma che <<cio che caratterizza questo nucleo di tradizioni e di miti e il fatto
di essere assolutamente privo di agganci con il mondo colto - se si eccettua
il tentativo di rivestire divinita popolari come Perchta o Holda con i panni,
piu familiari agli autori degli scritti ricordati, di Diana o Venere>>79. Forse var

logia pol?tica cristiana" era qui volta ?nicamente, attraverso Fanalogia col corpo m?stico di
Cristo, ad assicurare la continuit? di quel corpus morale et politicum dello stato?. Distin
guendo ?corpo sovrano e corpo sacro? riprende gli studi di J.-P. Vernant, dai quali emer
ge la funzione del colosso: ?attirando e fissando su di s? un doppio che si trova in condi
zioni anormali, esso "permette di ristabilire, fra il mondo dei vivi e quello dei morti, rap
porti corretti" (Vernant, p. 229)?.
78 In relazione al koloss?s scrive Agamben: ?La prima conseguenza della morte ?, infatti,
quella di liberare un essere vago e minaccioso (la larva dei latini, la psych?, Y eidolon o H pla
sma dei greci), che torna con le sembianze del defunto nei luoghi da lui frequentati e non
appartiene propriamente n? al mondo dei vivi n? a quello dei morti? (ibidem).
79 Cfr. C. Ginzburg, I benandanti. Stregonerla e cultl agrari tra Cinquecento e Selcento, To
rino, Einaudi, 1966, p. 69.

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546 Giuseppe Cengiarotti

rebbe la pena domandarsi se la mutazione genetica di Arlecchino quale av


viene nella commedia dell'arte non costituisca dunque gia una sua <<secola
rizzazione>>, ben prima della riforma goldoniana del teatro comico. Si puo pe
raltro ipotizzare un nesso tra gli attori girovaghi italiani della meta del XVI
secolo e quelli inglesi di giro in Germania in eta rosacrociana, indicati daila
Yates quali connessione shakespeariana80. Come da un vaso di Pandora, da
Mantova proviene anche Tristano Martinelli (1557-1630), sorta di demiurgo
che trasformo la figura ambivalente nella maschera di uno <<Zanni>>8. Ma L'I
talia carnevalesca e mascherata si mostra anche a Praga, come ci ha docu
mentato Veleslavin, e Arcimboldo sembra servirsi delle forme del teatro per
fornire materiale emblematico che si trasmuta da basso in alto. Non fara, di
li a poco, qualcosa di simile Jacques Callot?
Pochi anni prima della composizione del Vertumnus, nel 1588, la Praga di
Rodolfo II era stata teatro di uno scontro sul sapere (matematico), quando
Giordano Bruno offri all'imperatore gli Articuli adversus mathematicos con
annesso progetto politico contenuto nella celebre dedica. Esso faceva segui
to allo Spaccio, il cui carattere anticristiano - sottolineato per Elisabetta, che
ne possedeva una copia - non fu forse estraneo ai ben noti <<trecento talari>>
di benservito con cui fini la visita praghese. Il viaggio a Praga di Giordano
Bruno apre cosi la modernita nella forma del ?momento rosacrociano>>. E in
questa citta (costituita da tre nuclei, <<tri mesta Prahy>> ovvero mald strana,
stare me'sto e nove me'sto), nella quale operavano anche Brahe e Keplero82, che
lo scontro tra Bruno e i matematici si condensa in alcuni enigmatici diagrammi
contenuti negli Articuli avdersus mathematicos. E sempre qui che la moderna
concezione della sovranita viene a fondarsi sulla distinzione tra politica e re
ligione e sull'affermazione del primato della prima sulla seconda83 nella pro

80 Cfr. J. Macek, II rinascimento italiano, Roma, Editori riuniti, 1974, pp. 402-403; Yates,
Gli ultlml dramml, cit.
81 Cfr. S. Ferrone, Arlecchino. Vita e avventure di Tristano Martinelli attore, Roma-Bari, La
terza, 2006.
82 Cfr. Z. Horsky, Kepler v Praze [Keplero a Praga], Praha, Miada fronta, 1980; M.R. Pa
gnoni Sturle, Su Bruno e Tycho Brahe, in ?Rinascimento?, s. II, XXV, 1985, pp. 309-333;
Andr? Neher ha portato alia luce documenti che consentono di apprezzare il contributo
dato dalla cultura ebraica, specie nelle sue varianti mistiche, alia cultura rodolfina. Esse deb
bono venir collegate agli esiti, purtroppo rimasti alio stato di abbozzo, delle ricerche yate
siane sulla cabbala cristiana nell'et? elisabettiana. La teolog?a della storia del Maharal, e an
cor pi? le attivit? e le ricerche del suo discepolo David Gans si innestano sia nelle discus
sioni sulla nuova scienza, sia sui tem? del nuovo mondo e delle aspettative messianiche do
po Tepoca di crisi successiva al 1492. Cfr. A. Neher, Ilpozzo dell'esillo. La teolog?a dialet
tica del Maharal di Praga (1512-1609), trad, it, Genova, Marietti, 1990; Id, David Gans
(1541-1613) disciple du Maharal de Prague, assistant de Tycho Brah? et de Jean Kepler, Stra
sbourg-Paris, 1974.
83 Le dispute sul primato del sacerdote o della ecclesia attraversano il momento rosacrocia

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547 Astrea, Vertumnus, Oceana

posta irenica e politique. E, tuttavia, la concezione della sovranita di Rodolfo


II non puo presentarsi analoga a quella di Enrico IV o di Elisabetta Tudor,
in quanto deve affrontare anche altro: un'idea di sovranita <<di confine>> in cui
il bordo si contamina.
Ecco apparire Vertumnus&l. Al posto di Astrea che, analogamente a quanto verra
teorizzato da Giacomo I, esprime la superiorita del sovrano sul sacerdote. In
questo senso anche il simbolismo imperiale va a costituire un altro tassello del
momento rosacrociano, con un'immagine allusiva. Si tratta di questioni che ri
troveremo proprio alla fine del momento rosacrociano, negli scritti diJames Har
rington, tanto per quanto attiene il rapporto politica-religione (col rifiuto, a dif
ferenza di quanto fece Carlo V, di baciare il piede del papa, come ci racconta
John Toland) quanto nell'awersione ad una concezione puramente quantitati
va della matematica, quale appare chiaramente in The Mechanics of Nature. Al
l'intemo di questo campo, e proprio alla luce del rapporto sapere-potere, le fi
gure di Harrington e Comenio - entrambi sconfitti dal meccanicismo e
dall'<<ideologia newtoniana>> - rappresentano la fine del nostro momento.
Ecco Vertumnus volgersi altrove. Altro della o dalla politica? Dal bordo
orientale dell'Impero sgorgano e si riversano da sempre minacce: pauliciani,
bogomili, financo vampiri, per la via di Erszebet Bathory85. Tuttavia, oltre il

no. Per noi qui II Toson d'oro degli emblemi arcimboldeschi sta a raffigurare il tema del sa
crificio ?nsito nella idea di sovranit? in quest'area intellettaale. Infatti, laddove esso incar
na la funzione regia del vello (palio) vede appunto nel rex il detentore della sovranit? sa
crif?cale, altra cosa accade quando quella funzione viene assunta dagli ?agnelli? o ?arieti?
(ber?nky), comunit? sacrif?cale ehe in fondo eredita la funzione della circoncisione del po
p?lo eletto. Tali erano definiti i ribelli boemi nelle rivolte del 1775. Sulla Vliesallegorie cfr.
Vocelka, Rudolf IL, cit., p. 86. Oltre che agli studi di Ren? Girard, rimando a J. Lacan, In
troduction aux noms-du-p?re, in Id., Des noms-du-p?re, Paris, Seuil, 2005, p. 101, dove com
mentando ?le B?lier primordial? attraverso il commento di un esponente della tradizione
rabbinica, Rachi, scrive: ?c'est l? o?, primordialement, na?t la loi de la circoncision, qui don
ne comme signe de l'alliance du peuple avec le d?sir de celui qui l'a ?lu ce petit morceau
de chair grandie?.
84 Properzio, Elegie 4, 2, 59-64; F. Colonna, Hypnerotomachia Poliphlll, Milano, Adelphi,
2004, 2 voll., pp. 189, 191. Cfr. inoltre G. Dum?zil, La rellglone romana arcaica, trad, it.,
Milano, Rizzoli, 2001, pp. 300-301: ?Vortumno evoca la trasformazione, il potere di muta
mento c?clico che determina Falternanza delle stagioni. Il suo nome, che sembra assoluta
mente latino, sta a uorti "volgersi, trasformarsi", come alumnus "lat?ante" sta ad ait "esse
re nutrito" [...] i romani, infatti, sebbene considerassero Vortumno etrusco [...] in altre oc
casioni lo dichiaravano anche pi? antico del periodo etrusco di Roma?. A suo giudizio, dun
que, ?Vertumno non era una personificazione astratta del trascorrer? del tempo: gli erano
peculiari le stagioni rieche di color? e di succhi, l'estate e l'autunno, autumnus, che forse gli
deve l'ultima sillaba del suo nome. Il dio era dunque gi? pronto a inseguir? la "ninfa" Po
mona nel romanzo galante delle Metamorfosi?.
85 Cfr. H.-C. Puech, Catarismo m?di?vale e bogomlllsmo, in Sul manlchelsmo e altri saggi,
trad, it., Torino, Einaudi, 1995, pp. 369-399.

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548 Giuseppe Cengiarotti

bordo dell'Impero, che Rodolfo ossessivamente puntella, e il luogo di quel


l'alius che possiamo intendere come interfaccia di Rodolfo II: Bisanzio. Co
me scriveva Benjamin, ?si prediligeva rivolgersi alla storia dell'Oriente, dove
la monarchia assoluta era accompagnata da un dispiegamento di potenza
ignoto all'Occidente>> e si cominciava la scoperta sistematica e lo studio del
la letteratura bizantina: <<l'influsso di queste fonti continuo a crescere nel cor
so del diciassettesimo e anche nel diciottesimo secolo>>86. La facies rodolfina
implica quell'altra facies orientale: nella loro opposizione si gioca la politica
imperiale e nel gioco delle facce (il + e il -) si decide la/il finis Austriae: fine
e con-fine.

6.4. Decentramento e confini. Nell'Ungheria settentrionale, presso i confini ru


meno e ucraino, esistono luoghi di sepoltura in cui alla croce e sostituito un
palo appuntito annerito. Evocazione del <<terribile>> come epifania di una con
cezione della sovranita diffusa nell'Europa centrale e orientale. Si vedano i ca
si di Ivan groznyi e di Vlad Tepes [l'impalatoreP7. Quando e chi comincio ad
attribuire a Vlad l'<impalatore>> la connotazione del vampiro? E singolare che
gli unici ritratti a grandezza naturale di Dracula si trovino uno ad Ambras, ad
opera dell'arciduca del Tirolo (dal 1564 al 1595) Ferdinando, e un altro al ca
stello di Anif, presso Salisburgo, mentre a Vienna si trova una copia di quel
lo di Ambras, una miniatura a olio. Si tratta, come si sa, di sedi che determi
narono il desiderio di Rodolfo II di allestire una Wunderkammer a Praga, op
portunamente arretrando rispetto alla troppo orientale Vienna. D'altra parte,
l'epiteto Terribile - groznyi, etv6ov - va a costituire anche il mito di un'altra
Elisabetta, le cui vicende stanno tutte dentro il nostro momento, la Baithory,
che incanto Bataille88: Elizabeth as Pandora? Partendo da questo Oriente an
dremo in cerca di concomitanze con Enrico IV e Rodolfo il malinconico.
Una delle ossessioni di Rodolfo II fu la necessita di difendersi dal Turco, tal
che giunse ad arretrare la capitale all'interno, nel cuore, dell'Impero. Il pe
riodo 1591-1606 fu in questo senso effettivamente <<un periodo centrale per
l'Impero>>, come ha asserito Evans. La histoire evenementielle, la storia mili

86 Cfr. W. Benjamin, Il dramma barocco tedesco, trad, it, Torino, Einaudi, 1971, pp. 55-56.
Cfr. Sacerdoti, Sacrificio e sovranit?, cit., p. 56: ?L'anno della morte di Elisabetta, Jean Hot
man tradurr? in francese il Basilikon Down del suo successore Giacomo I, gran te?rico del
diritto divino dei re, dove, in forma prudentemente velata, per non violare le esplicite proi
bizioni dell'articolo XXVII, il monarca inglese pareva rivendicare Tautorit? degli impera
tori d'Orient?, "vescovi esterni" della Chiesa universale, "isapostoli" secondo il titolo as
sunto da Giustiniano?.
87 Cfr. G. Giraudo, Drakula. Contributi alia storia delle idee politiche nell'Europa Orientale
alla svolta del XV sec?lo, Venezia, Librer?a universitaria ?ditrice, 1972.
88 Cfr. G. Bataille, Les larmes d'Eros, Paris, Pauvert, 1971. T. Thorne, La contessa Dracula.
La vita e l delltti di Ers?bet Bathory, trad, it. Milano, Mondadori, 1998.

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549 Astrea, Vertumnus, Oceana

tare, la storia politica, consentono di attestare questa che nella nostra pro
spettiva si configura come una persistenza, confermata dai classici della sto
riografia: la dinastia asburgica accede al trono di Boemia e Ungheria in se
guito ad una drammatica battaglia avvenuta nel 1526 a Mohacs. Questo even
to, che fissa un destino di confronto con l'alterita <<orientale?, costituisce la
fine delle Devftny narodu ceskeho [Storia della nazione ceca] di Palacky (1848)
e l'inizio del classico di Ernest Denis (Cechy po bile hory ovvero La Bohe?me
depuis la Montagne Blanche89. Essa rimarra una costante fino a Passarowitz,
alle soglie delle <<turcherie>>. Non e dunque per caso che nelle Wunderkam
mer rodolfine si trovino automi in forma di soldati turchi9. A questa opposi
zione primaria, diremo di primo grado, tra interno ed esterno (la difesa del
l'Impero vs i suoi confini), se ne aggiunge un'altra, secondaria, diremo di se
condo grado, la quale fa vedere la dinastia alle prese con un'altra minaccia,
questa volta interna, ma che si configura purtuttavia come <<orientale?, alla
quale si accede varcando una soglia, praha: una feudalita riottosa disposta ad
alleanze con l'altro, vuoi politico-militare (il Turco), vuoi religioso-ideologico
(gli ortodossi, i riformati). Ne sono esempio figure quali Istvain Bocskai, che
alimento la rivolta del 1604-1606, Stepan Bathory, Bethlen Gabor, sempre col
locate tra Oriente e Occidente. Del resto, non aveva fatto lo stesso Vlad Te
pes?9' Come ha osservato Evans, <<a nostro avviso, la minaccia grave venne dai
dissensi all'interno del "sistema">>. Si tratta evidentemente di pratiche che ren
dono inutilizzabile in quest'area il concetto di sovranita espresso da Jean Bo
din92. A differenza dei sovrani inglesi e francesi Rodolfo II dovra confrontar

89 Cfr A. Denis, Cechy po bil? hore [La Boemia dopo la Montagna Bianca], Praha, Bur
sik&Kohout, 1904, p. 3; F. Palacky, D?jiny n?rodu cesk?ho die puvodnich pramen? [Storia
della nazione ceca dalle fonti originali], Praha, Koci, 1907, pp. 1277-1278.
90 Cfr. Vocelka, Rudolf IL, cit., p. 157. Nel 1540 i turchi occupano Buda e si consolidano
nelTUngheria centrale. In Transilvania si costituisce un principato indipendente sotto Isa
bella, vedova di Janos Zapolya (Szapolyai). Stefano B?thory ne sar? principe tra il 1571 e il
1586, seguito tra il 1588-97/1602 da Sigismondo B?thory e tra il 1613-1619 da Bethlen Ga
bor. La sua prima campagna di guerra, conclusasi con la pace di Mikulov ? del 1619-1622.
La seconda campagna ? del 1623-24. La terza ? del 1626. Principe di Transilvania tra il
1630 e il 1648 sar? Giorgio I R?k?czi. Cfr. V.-L. Tapie, Monarchla e popoli del Danubio,
trad, it, Torino, Sei, 1993, pp. 79 sgg.
91 Cfr. Giraudo, Drakula, cit. Oltre a Polisensky, La guerra del trent'annl, cit., si veda F. Gui,
I Gesultl e la rivoluzione boema. Alle origini della guerra del trent'anni, Milano, Franco An
gel?, 1989, il quale ricorda che ?a partir? dal 1605, prima con Istvan Bocskai, poi con Beth
len Gabor, ambedue calvinisti, le feroci truppe della Transilvania, d'intesa con le forze an
tiasburgiche ungheresi, esercitarono un ru?lo assai rilevante all'interno delle vicende poli
nche boeme e in tutti i territori asburgici, Vienna compresa?.
92 Cfr. P. Mesnard, II pensiero politico rinascimentale, trad, it, Bari, Laterza, 1963, 2 voll.
Cfr. RJ.W. Evans, Felix Austria, trad, it, Bologna, II Mulino, 1981, pp. 332 e 342: ?Parti
colarmente invisi ai grandi nobili furono, infatti, i grandi generali e i presuntuosi funzionari

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550 Giuseppe Cengiarotti

si con questo livello. Ben piu che in altre aree, nell'Impero la formazione del
lo Stato moderno implica questa funzione speculare nella definizione della so
vranita e del suo simbolismo. Echi di questa opposizione unheimliche attra
versano la storia della cultura asburgica e si possono cogliere ancora nell'?al
tra parte>> evocata da Alfred Kubin o nel Bruderzwist di Grillparzer, dove tut
tavia la Spaltung e interna. Un solo esempio: i khazari93. Ma anche i vampiri,
gli automi94. Temi che riaffiorano in eta rosacrociana dal passato remoto (per
perdurare, specie in area asburgica, almeno fino alla Romantik) e che riman
dano in vario modo a quello della statua. II nesso gioco-automa-fantasma ri
tornera nuovamente nella cultura romantica, nel momento in cui attinge alle
produzioni della cultura popolare (e anche il caso della Golemsage) di cui l'0
limpia di Hoffman costituisce forse il massimo esempio.

7. <<Alt-neuschub>. Giunti a questa stazione dell'itinerarium leggo un testo di


F. Yates. Un testo che non e mai stato scritto. Il titolo e Elizabeth as Diana
ovvero Elizabeth as Pandora. Frances Yates scrisse invece Elizabeth as Astrea,
indicando in Aby Warburg il primo ad identificare la regina vergine con il mi
to di Astrea. Per noi conta soprattutto quel <<as>>, <<come>>. Ecco la sua di
chiarazione:
Sarebbe certo rassicurante pensare che esista una sorta di filo d'Arianna capace di gui
darci attraverso il labirinto del simbolismo elisabettiano [...] La conosciamo bene ad

della corte?; ?il ru?lo avuto sulla scena internazionale da Bethlen e dai Rakoczi awicin? la
Transilvania ai suoi alleati e simpatizzanti stranieri e, in tal modo, poterono giungere nel
paese in modo non epis?dico influenze olandesi e britanniche [...] ebbe successo e si ra
dic? la dottrina della Riforma e proprio di qui vennero intellettuali laici formati alla cultu
ra europea che ebbero tra i loro maestri esuli illustri quali un Alsted e un Comenius?. Si
pu? citare il c?dice del diritto Tripartitum redatto dal giurista Istvan Werb?czy, in vigore
in Ungheria fino al 1848, che custodiva e garantiva i privilegi della nobilt?. Sul piano delle
dottrine politiche, echi di questo complesso mosaico si colgono per esempio in Respublica
Bohema di Pavel Stransky, o nella Apologie nebo obrana [Apologia o difesa] di Karel Ze
rot?n.
93 Anche la ripresa del tema del golem da parte di Gustav Meyrink - che ne qualifica i trat
ti orientali - sembra coniugare questa tradizione con l'Oriente khazaro, ?tredicesima tribu?
d'Israele ricostruita da Arthur K?sder. Per un inquadramento gen?rale cfr. F. Conte, GliSla
vi. Le dvilt? dell'Europa centrale e orientale, trad, it., Torino, Einaudi, 1991, pp. 412-416.
94 II rapporta tra automa e apparizioni vampiriche verra ripreso successivamente, ma cfr. F.
Jesi, Il Vampiro e l'Automa nella Cultura Tedesca, dal XVIII al XX sec?lo, ciclo di lezioni te
nute nel 1977-1978, commentate da M. Cottone, Vampirismo e didattica, in ?Cultura tede
sca?, 1999, 12, pp. 43-66; Cahiers de l'Herm?tisme. Colloque de Cerisy Les Vampires, Paris,
Albin Michel, 1974. Sul tema del giocattolo e sul nesso gioco-rito, con particolare riferimen
to a Cusano, punti di riferimento sono G. Agamben, Il paese dei balocchi, in Infanzia e storia,
Torino, Einaudi, 1977, pp. 63-88; R. Caillois, Le jeu et le sacr?, in L'homme et le sacr?, Paris,
Gallimard, 1950, pp. 204-218. Sugli automi si veda anche Baltrusaitis, Anamorfosi, cit.

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551 Astrea, Vertumnus, Oceana

esempio, come la dea lunare, Cinzia o Diana [...] ma che sappiamo di Pandora? e che
cosa di Astrea? Quali <<amori>> esprimevano questi appellativi? Non ci soffermeremo
su <<Pandora>> come definizione di Elisabetta, ma la Regina Vergine come Astrea e pro
prio l'argomento del nostro saggio95.

Perche sceglie quell'oggetto? Perche non l'altro? E, soprattutto, perche di


chiararlo? Forse perche, come nel caso del viaggio di Mastorna, quel libro e
stato scritto. Ed e Astrea, guardato in altro modo, quello dell'anamorfosi, a
l'envers. Forse Pandora e la part maudite di Astrea. La Pomona degli amori
di Vertumnus? Una volta ricostruite le interpretazioni classiche e cristiane (im
portanti per noi i riferimenti al rapporto tra Dante e Carlo IV di Boemia), F.
Yates accenna all'identificazione del simbolo di Astrea con l'Impero e con
Carlo V. Sarebbe toccato a un altro Asburgo, Rodolfo II, rivivificare un tema
che aveva trovato un'incarnazione anche in Enrico IV e ne L'Astre'e di d'Urfe
che la stessa Elisabetta di Boemia cita, benche in modo straniato, in forma di
replica di maniera. Ma ricapitoliamo: il tema di Astrea e da sempre collegato
ad una nova aetas che porta floridezza96; eppure, in Rodolfo II la floridezza di
Astrea si trasforma negli amori di Pomona con Vertumnus. Cosa e accaduto?
Se partiamo dall'analisi della studiosa inglese, pare legittimo ricercare un suo
senso politico prima ancora che genericamente culturale (kulturgeschichtlich)
o meramente estetico. Ritengo che Rodolfo II incarni nell'effigie arcimbolde
sca una nuova immagine (?strana e difforme>>) del corpo del re, contaminata
dalle dimensioni <<orientali>> della sovranita con cui decide di confrontarsi, pri
ma tra tutte l'alterit'a ebraica. Riprendo dunque il riferimento ovidiano lad
dove ci offre una descrizione della struttura a scatole del racconto. Analoga
mente, immaginiamo Rodolfo II che guarda la profezia di Ariosto sull'avo Car
lo V. Che a sua volta guarda Virgilio (mantovano) che guarda Astrea. Virgi
lio, ossia il cuore dell'Impero. Ma Rodolfo II sceglie Ovidio, periferia del
l'Impero. (Cio e avvalorato dalle esplicite dichiarazioni in questo senso che si
possono leggere nel Parthenicon di Westonia.) Da li, da quella periferia Ovi
dio narra gli amori. Confrontiamo allora la floridezza di Astrea con quella di
Pomona. Quasi che al carattere virginale della floridezza si opponga una de
terminazione ?pagana>> (Priapo, Giano), cosi da azzardare che possa esser sta
ta proprio questa - successivamente - a venire intesa, con il fallimento della
politica rodolfina, quale causa della fase involutiva del ciclo esiodeo delle eta97

95 Yates, Astrea, cit., pp. 39-40.


96IV ?gloga, 4-10: ?Ultima Cymaei venit iam carminis aetas, / magnus ab integro saeclorum
nascitur ordo; / iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna, / iam nova progenies c?elo de
mittitur alto. / Tu modo nascenti puero, quo f?rrea primum / desinet ac toto surget gens
?urea mundo, / casta fave lucina; tuus iam regnat Apollo?.
97 Rodolfo signore del ciclo delle stagioni e degli elementi ? una sorta di Hausvater nel se
gno esiodeo di Hohberg. Cfr. O. Brunner, Vita nobiltare e cultura europea, trad, it. Bolo

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552 Giuseppe Cengiarotti

in quello che venne chiamato secolo <furiosus>>, tanto che mentre avviene que
sta mutazione della simbologia imperiale, le nostre Elisabette - tanto Elisa
betta Stuart che Westonia (Elizabeth Weston) - dichiarano inequivocabil
mente e apertamente la loro appartenenza al <<winter of the world?, ed e at
testata la frequentazione da parte di Westonia della corte del malinconico im
peratore.
Del resto, come attesta la vicenda di rabbi Salomon Molko, giustiziato a Man
tova e rievocata dal Gans, Rodolfo II rovescio l'ostilita nei confronti dell'al
terita ebraica che fu di Carlo V nella richiesta di udienza al Maharal di Pra
ga. Questi fu indotto a vedere nello straordinario evento il segno di una in
versione dalla tenebra dell'et'a iniziata con l'esilio del 1492 alla nuova luce del
1592, instaurazione di un <<nuovo mondo>>, parallelo a quelli scoperti da Co
lombo: incoraggiamenti all'attesa di un'eta nuova, ringiovanimento del mon
do, paralleli alla <<ripresa elisabettiana>> col passaggio a Nord-Ovest di Ralei
gh. Riferimenti analoghi troviamo negli scritti di David Gans, che esplicita i
temi della vasta produzione del Maharal, maturata anche alla luce della let
tura (nonostante i divieti) degli scritti (pubblicati a Mantova) di Azariah de'
Rossi. La sua teologia dialettica della storia viene declinata negli interessi
scientifici e politici e anche se non possiamo conoscere i contenuti dell'in
contro del 1592, si puo senz'altro ritenere che anche la concezione della so
vranit'a e il simbolismo imperiale ne siano stati influenzati.
fl tema dell'inverno del mondo, destinato a caratterizzare tanta letteratura ba
rocca da Donne (Anatomy of the World) a Burton (The Anatomy of Melan
choly), appare strettamente connesso alla politica: la caducita delle forme sto
riche, studiate dall'antiquaria, e quella dell'Inghilterra giacobita contrapposta
all'eta aurea elisabettiana98. Il Polyolbion di Michael Drayton (1612), poema

gna, Il Mulino, 1992. Cfr. inoltre Yates, Astrea, cit., p. 89: ?Diversi autori classici, com
preso Luciano, e soprattutto Manilio, identificavano la Vergine con Arianna [...] E non pu?
esservi dubbio sul fatto che questa Virgo-Arianna fosse anche Elisabetta-Vergine?. Le iden
tificazioni di Astrea/Diana con Arianna inducono a interrogarsi su perch? Comenio abbia
scelto Temblema del labirinto: ?[...] "hai mai sentito parlare del labirinto cretese?" "Ne so
qualcosa". Ed egli: "Era una delle meraviglie del mondo, un edificio costruito con tante di
quelle stanze, tramezzi e passaggi che coloro che vi si awenturavano senza guida andava
no da una parte all'altra e vagavano, senza mai trovare la via d'uscita. Ma era un gioco, in
paragone a corne ? ordinato il labirinto di questo mondo, soprattutto di questi tempi [...]"?
(DJ AK 1, Ep?stola adMontanum, p. 15). Si veda inoltre Vocelka, Rudolf IL, cit., p. 46 sul
le ?Allegorien auf die Regierung und auf die Person Rudolfs IL?.
98 Cfr. N. Ricupero, Storia, provvidenza, utopia. Forme ideologlche nel Seicento inglese, Ca
tania, Maimone, 1994, p. 43: ?Il tema della corruzione e quello della decadenza si fanno
avanti insieme, insomma, sostenuti da una visione - da una versione - della storia d'Inghil
terra che si andava org?nicamente elaborando?. Cfr. inoltre Levine, Humanism and History,
cit., p. 51: ?The allegorical mode continued, it is true, in Spenser and Harington and with
new commentaries on Ovid, but its energy was flagging, and it may be questioned whether

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553 Astrea, Vertumnus, Oceana

insieme topografico e storico, e uno dei massimi esempi della <<ripresa della
storia britannica nelle manifestazioni di corte in onore del principe Enrico>>
che si colloca <<sullo sfondo di altri tentativi contemporanei di collegare gli
Stuart al mito Tudor>>99. Drayton conosceva molti antiquari della sua genera
zione, compreso Camden e il suo discepolo John Selden1". E stato pertanto
giustamente asserito che ?la storiografia antiquaria di origine elisabettiana ha
giocato un ruolo cruciale. Essa ha contribuito un imponente arsenale ideolo
gico alla teoria dello Stato, e non certo limitandosi a ricamare sul concetto di
"antica costituzione". Ha cercato di imporre una visione laica, empiricamen
te determinata, della visione del passato, contrapponendosi tacitamente ad al
tri modi di concepire il tempo: il modo divino, "provvidenziale", o addirittu
ra mistico>>??. II ?linguaggio della corruzione>> si configura in questa prospet
tiva come il codice linguistico dell'opposizione, specie quella individuata da
Yates nella figura di Henry e nei circoli intellettuali d'elite gravitanti intorno

the literal level was any longer required to have a plausibile historical meaning?. Nella pro
spettiva anglo-boema adottata qui, ? opportuno accostare A Defence of Poetry di Sidney con
An Apology of Poetry di John Harington, anche per sottolineare il nesso con il tema della
vanitas derivante da Agrippa e che si ritrova nel Labirinto di Comenio. Christopher Hill ha
coito tutto questo anche in Walter Raleigh (soprattutto nella History of the World che Eli
sabetta port? con s? a Praga) e si ? soffermato sugli effetti suscitati dalla morte del princi
pe di Galles, collegandoli al quadro econ?mico sociale e sottolineando il ru?lo di Sir John
Harington di Kelston. Basti citare i seguenti versi: ?And past return are all my dandled days.
/ [Love] is won with a world of despair / And is lost with a toy. / The broken monumen
to of my great desires. / From fruitful trees I gather withered leaves / And glean the broken
ears with miser's hands, / Who sometime did enjoy the weighty sheaves/1 seek fair flowers
amid the brinish sand. / Of all which past the sorrow only stays. / What I possess is but the
same I sought; / My love was false, my labours were deceit. / The grief remaining of the joy
it had?. Cfr. Hill, Le origini intellettuall, cit., in particolare pp. 272 sgg.
99 Yates, Gli ultimi drammi, cit., p. 27, in connessione con le riflessioni di Ricupero, che ri
mandano a J.G.A. Pocock, The Ancient Constitution and the Feudal Law. A Study of En
glish Historical Thought in the Seventeenth Century, Cedric, Chivers Portway Bath, 1974: a
suo giudizio, le note e commenti di John Seiden pubblicati insieme al Polyolbion ?analiz
zano Fadattamento degli Stuart dei miti "britannici" alia luce delle ricerche archeologiche
e storiche del tempo? (pp. 28-29), e si sofferma sulle connessioni tra le immagini di ninfe,
il Tamigi ed Elisabetta.
100 Seiden che ?had already declared himself about the fabulous matter in a Latin treatise
of 1610, translated later as The Reverse or Backface of the English Janus [...] I have an un
easy feeling that he [Id. Caxton] would have seen the shrinking market for medieval fic
tion in Drayton's day and thrown in with the historians - or at least with the newer forms
of fiction that were coming to replace romance. I can see him printing Spenser and Holin
shed, Camden certainly (in translation), and his admirer Ben Jonson; but as for poor Dray
ton, who wanted to have it both ways - old fiction and new history - I rather think that
Caxton, like the printers of Drayton's own day, would have given him short shrift? (Levi
ne, Humanism and History, cit., pp. 52 e 53).
101 Ricupero, Storia, provvidenza, utopia, cit., p. 55.

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554 Giuseppe Cengiarotti

a questa figura. E, nel contempo, viene interiorizzato, assurgendo a metafora


della condizione umana"02. Di fronte a questo stato di cose le vie di fuga sa
ranno diverse. Nella generazione successiva, Comenio nel Labirinto sembra
vedere in Elisabetta proprio l'immagine amplificata del suo mito nella <<ripresa
elisabettiana>>, ma alla luce delle ambiguita di Giacomo I, dunque come figu
ra di un progetto politico difforme da quello perseguito dalo Zerotin e dallo
stesso Federico'03. Alla retorica dell'<<inverno del mondo>> (da Donne a Ralei
gh) propria di un approccio storico al tempo (Selden o Harrington, che dal

102 Scrive William Drummond, Cypress Grove (1633): ?L'elemento del fuoco ? spento, Ta
ria non ? che acqua rarefatta, la terra, hanno scoperto, si muove e non ? pi? il centro del
Tuniverso, ? diventata un magnete. Le stelle non sono fisse, ma nuotano negli spazi eterei,
le comete sono issate sopra i pianeti. Alcuni dicono che c'? un altro mondo di uomini e di
animali nella luna, con citt? e palazzi. Il sole ? smarrito, poich? non ? altro che una luce
prodotta dalla congiunzione di molti corpi splendenti, una fessura nei cieli inferiori attra
verso cui si diffondono i raggi di quelli pi? alti; e si ? osservato che ha delle macchie. Co
s? per i moti svariati di questo globo ch'? il cervello dell'uomo, le scienze son diventate opi
nioni, anzi, errori, e lasciano Timmaginazione in mille labirinti. Che cos'? tutto ci? che sap
piamo a confronto di ci? che non sappiamo??. Oppure George Chapman, The Tragedy of
Charles, Duke of Byron: ?II mondo ? rovesciato: la virt? gettata ai piedi del vizio, e un'ot
tusa quiete confonde valore e codardia, fama e infamia. Ritorna Tet? dura e terribile, quan
do l'aria spessa nascondeva il cielo, e tutte le stelle erano immerse in un umore denso e qua
si impenetrabile; quando il rosso sole non manteneva il suo stabile posto, non seguiva il suo
corso sicuro, sorgendo e tramontando; n? entro i suoi netti confini, nelle sue salde conver
sion^ si scorgevano le distinzioni f?conde del tempo e dello spazio, nelle ben var?ate sta
gioni dell'anno; quando le incursioni scomposte dei flutti devastavano e divoravano la ter
ra, e quando ogni cosa appariva sfrenata e selvaggia, niente era peggio che oggi [...] e su
questo nostro caos io star? vagheggiando un altro mondo? (cit. in Gentili, La recita, cit.,
pp. 14-15).
103 Cfr. M.T. Beonio-Brocchieri Fumagalli, La chiesa invisibile. Rlforme politico-religiose nel
basso Medioevo, Milano, Feltrinelli, 1978, dove si possono leggere pagine significative di
Jan Hus e di Petr Chelcicky, che rappresentano le matrici della cultura politica riformata
ceca. Utili anche le analisi di Robert Kalivoda contenute in Husitsk? ideologic ?II non
conformismo cristiano m?di?vale porta all'umanit? moderna anche un programma di rivo
luzione sociale plebea. Nelle rivoluzioni in cui il sistema sociale feudale viene gradualmen
te sopraffatto dalla ?poca borghese, la cui serie ? iniziata dalla rivoluzione hussitica nel XV
sec?lo, il chiliasmo dell'antico cristianesimo si trasforma gi? in diretta ideologia rivoluzio
naria. L'awento della "terza epoca" cessa di essere dipendente da un intervento miracolo
so divino; Tuomo semplice deve egli stesso lottare per ottenere la sua liberazione umana e
sociale con un attacco rivoluzionario al dominio delle classi dominanti. La prima forma sto
rica di questa ideologia rivoluzionaria, nella quale culmina lo sviluppo del nonconformismo
cristiano, appare agli inizi del XV sec?lo con il radicalismo dei taboriti e dopo cento anni
riappare in Germania nella dottrina di M?ntzer. Dai neofiti di M?ntzer, il chiliasmo rivo
luzionario penetra nei Paesi Bassi dove avr? il suo ruolo nella genesi della rivoluzione olan
dese; dopo alcuni decenni riappare con un ruolo an?logo nella rivoluzione inglese? (R. Ka
livoda, La realt? spirituale moderna e II marxismo. Strutturalismo, Freud, il libertinismo, trad,
it, Torino, Einaudi, 1971, p. 150).

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555 Astrea, Vertumnus, Oceana

la corruption intravede le isole dell'utopia) Comenio - che pure la mantiene


nella figura della ?madre morente>> - preferira la fuga della vidkn profetica,
se dalle tenebre della corruzione del mondo appare la lux.

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