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MELODIE

PER LA LITURGIA
DELLE ORE

FAMIGLIA DOMENICANA
1998
CANTERÒ IL NOME DI DIO,
L'ALTISSIMO (Sal 7,18)

Celebrare significa etimologicamente rendere


frequentato, trovarsi insieme: è un'azione propria
della comunità, non dell'individuo isolato.
Celebrare vuoI dire rivivere comunitariamente un
evento, ciò che fonda significativamente la propria
vita. Per i Cristiani questo evento ha un nome:
Gesù Cristo.
Il centro della liturgia della Chiesa è Cristo e il
suo mistero: il mistero dell' alleanza fra Dio e l'uo-
mo, resa finalmente nuova e definitiva nel sangue
sparso per tutti sulla croce. Dopo la sua ascensione
Gesù continua a vivere e ad intercedere per noi, ma
è sottratto alla nostra vista. Inizia il tempo della
presenza sacramentale, attraverso la mediazione di
segni sensibili, il tempo dell' attesa del ritorno del
Signore nella gloria: Vieni, Signore Gesù! È l'atto
di fede di chi sa che egli è vivente, è la struggente
confessione di chi avverte la propria povertà e
solitudine.
La Chiesa attende e prega, sapendo che l'attesa
non sarà delusa: lo sa perché lo Spirito le è stato
dato come pegno, lo Spirito che con lei prega e
dice: Vieni! È lo Spirito che conduce la Chiesa a
radunarsi, che dà sostanza alla sua memoria, che
alimenta la sua preghiera e rende efficaci i suoi
segni.

Veritas
La liturgia richiede che ci si interroghi sull' e-
sperienza personale e comunitaria che se ne ha: la

I
nostra preghiera comune è in grado di fecondare la
vita comune, favorendo la comunione, la miseri-
cordia, il perdono, di avvicinare le persone facendo
vivere la diversità come un valore che arricchisce
tutti? Solo così sarà veramente fans et culmen della
nostra vita. Se invece rimane circoscritta al
momento, all'ora che si celebra si rischia di vivere
la preghiera liturgica come un impegno da assolve-
re fra i tanti.
La qualità della nostra preghiera non si misura
in coro, bensì in capitolo, nelle riunioni comunita-
rie, in ricreazione: la cifra dell'efficacia della pre-
ghiera è il progresso della vita comune.
La preghiera liturgica è altresì segno della vita
di relazione con Dio e con la comunità; perché sia
veramente segno occorre che rimandi realmente
alla realtà significata; così la preghiera comune
deve essere realizzata dalla comunione di vita. Ne
va della sua autenticità.

Gioia e libertà
Indizio della veritas del nostro pregare insieme
sono la gioia e un profondo senso di libertà interio-
re. Si tratta di maturare una mentalità comunitaria
che sappia riconoscere le doti di ciascuno, sappia
valorizzarle per il bene comune affinché tutti pos-
sano esprimersi in modo pieno, senza recare turba-
mento all'armonia del gruppo e senza primeggiare.
N aturalmente rispettare e valorizzare le qualità
individuali comporta dei rischi: sappiamo bene
quanto male porta alla vita comune la presenza di
personalità troppo spiccate... siamo malati di indi-
vidualismo. Tuttavia il timore dei rischi non è
II
motivo sufficiente per tutto ridurre a uniformità,
quell'uniformità spersonalizzata e spersonalizzante
che troppo a lungo - ed ancora oggi! - ha permeato
molti ambienti ecclesiali.
È la personalità dei timbri vocali, ben amalga-
mati tra loro, che arricchisce un coro. La verità
della nostra preghiera richiede che ciascuno preghi
con il timbro che la natura gli ha donato, sforzan-
dosi di affiatarsi con le altre voci. Perfezionare il
timbro, addolcirne le asperità, affinare l'intonazio-
ne non significa renderlo altro da sé. Così, la tona-
lità scelta per il canto o la recita può contribuire a
dare autenticità al momento celebrato. Lo stesso
dicasi per il ritmo: esiste un ritmo (equilibrio tra
suono e silenzio) naturale che scandisce i testi litur-
gici (sia letti che cantati) e li fa esistere nella persona
che li pronuncia: è come se invece di leggere si par-
1asse. E così la lettura diventa parola viva, e il susse-
guirsi di note solfeggiate diventa canto.
La maggior parte dell'Ufficio divino è composta
di Sacra Scrittura. La Scrittura diventa parola di
Dio per ciascuno di noi solo se si realizza nella
vita personale: la sua prima realizzazione è quella
di farla nostra quando la proclamiamo. Anche qui
bisogna fare attenzione a non esagerare con l'inter-
pretazione; dando al testo un'impronta troppo per-
sonale, non si trasmetterà più la parola di Dio, ma
la parola nostra. Tuttavia è un rischio che vale la
pena di correre: sarà necessario molto esercizio,
passando attraverso gradi successivi per purificare
il nostro parlare. La preghiera è l'azione che più di
ogni altra ci umanizza, facendo sempre più verità
su di noi.
III
Umiltà
Chi conosce bene le sue potenzialità ma anche i
suoi limiti, le doti ma anche i suoi difetti, è una
persona che fa verità su se stessa, ed è una persona
umile. Esaltare troppo i pregi rende orgogliosi, sot-
tolineare i difetti induce al disimpegno. Ritenersi
incapaci di svolgere un servizio spesso non rivela
umiltà ma una scelta di comodo. Troppo spesso ci
si rifiuta di compiere un servizio, di avere un ruolo
nella liturgia per timore di sbagliare, per paura
delle critiche. Nessuno deve attendersi prestazioni
perfette.
L'umiltà è quella conoscenza di sé che ci porta
ad assumere parte attiva alla vita comune, a comin-
ciare dagli incontri di preghiera; l'umiltà ci rende
attenti a non privare la comunità del nostro contri-
buto e al tempo stesso ci preserva dal perfezioni-
smo, che è segno di attenzione a noi stessi più che
al bene comune. Umiltà èanche rispetto per gli
altri: riconoscersi uno tra gli altri,. nè migliore nè
peggiore. La celebrazione dell'Ufficio non'è un
momento di preghiera individuale: è indispensabile
acquisire una sensibilità comuni.t aria per giungere a
quell' affiatamento necessario a far esprimere tutto
il gruppo: una comunità che prega non è l'aggrega-
.z ione di diversi individui che stanno vicini... ma
ognuno per conto proprio. Chi prega mentalmente,
chi non si adegua al ritmo, chi mantiene un tono di
voce più elevato, chi non si conforma ai gesti, chi
per qualsiasi ragione non si attiene alle regole che
la comunità si è data, non si può dire che manifesti
volontà di partecipare all' opus commune della lode
divina.
IV
Ogni comunità ha pertanto una grande responsa-
bilità di ordine culturale, deve tradurre in atto 1'in-
tuizione di san Domenico, di una preghiera che sia
contemplazione ad alta voce, nutrita dal fiotto apo-
stolico della nostra predicazione. I libri liturgici
sono come uno spartito musicale e nulla più.
Perché la musica diventi tale occorre eseguirla;
così è la liturgia. Occorre inventare, improvvisare,
costruire, ri-animare i testi e le azioni . A queste
condizioni di coralità la nostra liturgia sarà vera-
mente solemnis, nel significato per nulla coreogra-
fico dell' antica denominazione, cioè partecipata da
tutta la comunità in modo pleniore, secondo quanto
dicono le nostre costituzioni: "La celebrazione
liturgica è il centro ed il cuore di tutta la nostra
vita, la cui unità trova soprattutto in essa il suo
fondamento" (LCO 57).

Che ogni comunità possa celebrare la sua pre-


ghiera in spirito e verità, come Gesù rivelò alla
donna samaritana.
Liberata dalla schiavitù di scherni rigidi ed
immutabili, la nostra liturgia salga a Dio lieta e
sempre giovane, come lo Spirito che la anima e
continuamente intercede per noi con gemiti ine-
narrabili.

fra Massimo Rossi op


Responsabile della Commissione
Liturgica Nazionale - Sezione animazione

v
Introduzione

Il
Yl O Dio, vieni a salvarmi. H Signore, v1en1
Y1 Signore, apri le mie labbra Il e la mia bocca pro-

Il u
presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al

* .
~..
dami la tua lode.

J l..
Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e
. ..

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sempre nei secoli dei secoli. Amen. Al- le- lu- ia.

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YJ O Dio, vieni a salvarmi. ~
Il u
Signore, v1eru
Yl Signore, apri le mie labbra ~ e la mia bocèa pro-

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pdrest? i n mio rul·udto. Glo-ria al Padre e al Figlio e al-lo
arm 1atua oe. .._, ....,

$&J:JJJ I.P" ... J.


Sp1- n- to Santo. Come era nel prmc1p10 e ora e semprè

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& .P r .P WB
nei se-co-li dei se-co-li. Amen.
1

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Al-le-lu- ia.
l
JJ Il
Yl Signore, apn le mie labbra

~~.. J)JJ Il
a e la mia bocca proclami la tua lode.

Invitato rio

Grande è il Signa- re: venite, adoria- mo.

Sal.94 strofe a 4 versetti:

t~ ~~~,. . .,
p .< ...., lei 9•• W Il

jl Ju •• .j ll

strofa a 6 versetti:
r
2
•• Jl

J ~ J l J •• li li J Il

lu
venite,
11 r rJ
a- do- ria- mo.
11
Grande è il Signore:

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Sal.99, 66, 23 strofe a 4 versetti:

~
l## u
r lu j lu J Il

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strofe a 3 versetti:
.. ••
j l .. j lu J Il

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strofe a 2 versettz:
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Ve- m- te'-'accia- mia- mo al Si-
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r±±r ' J J l r []l


gno - re..... . . la sua glo- ria ri-
3
J l J. ' •b =Il J. Il
splen- de net San - tl. . . . . . • Ve-

J J
della terra,
di grazte

IU

servite il Signore
Jr
nella gioia,
SUOI atri con canti di lode
RIT.

Il
rresentatevi a lui con esultanza
lodatelo, benedite il suo nome;

*-~
2.
4.
Riconoscete che il Signore
poiché buono è il
è
J
Dio,
Signore,

.
r J.
egli et ha fatti e not SiamO SUOI,
eterna la sua miseri - cordia,
RIT.

J Il
suo popolo e greg~e del suo eascolo.
la sua fedeltà per ognt generaztone.

J
5. Gloria al Padre e al Figlio,
4
~~ 1111 J r
e allo Spirito Santo,

*l u
come era nel pnnapto e ora e sempre
F
j

RIT.

~· u
nei secoli dei
r
secoli.
J
Amen.
Il

Toni di inni a 4 versi

7
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* ~
Dio, che all' alba dei tempi

_J
.11
creasti la luce nuova,

j Il
*~~ 101=
accogli il nostro canto

,J
101
mentre scende la sera.

Doss. Te la voce proclami,


u
o Dio Trino ed unico,
r
~ up ,j

*
'.11 p

te canti il nostro cuore,

·~ ~ .11 J Il J J Il
te adori il nostro spirito. Amen.
5
-~#
~
8 ~
u J lei o
o Trinità beata, luce, sapienza, alllore,

lY u-
vesti del
-u
tuo
J
splendore

~
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101
j .Il J J Il
il g10mo che declina. Amen.

9
~
#
101
o
J)J
sole di giustizia,
..
Verbo del Dio
lUI j
vivente,

~• 101

irradia
lei
sulla
J
Chiesa

~~ 101
la tua
..
luce immortale.
J Il tJ J Il
A- men.

~
~~l l
IO
fP 101 ;sJ lUI 11 j
o unmenso ere- a- tore,
....... che all'impeto dei flutti

~
~b *ftJiel
segnasti
101

il corso e il
r
limite

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6 * p
nell'armonia del co-smo. A- men.
Il ~ •••
- u . -j l n-
Già l'ombra della notte s1 dilegua, un'alba nuova

u
sorge all' orizzonte: con il cuore e la mente sa-

lu-tiamo il Di - o di gloria. A- men

) J j J J
Artefice e Si - gnore della terra' - e' del cielo,

l*' n-
aurora
'n J
inestinguibile,

t## ;DJ Il ~.........j J l


'
1111 101

gwrno senza tramonto. A- men.

13-; ~ .. Dio, che di chiara luce


j j
tessi la trama al giorno,

~~ .. accogli il nostro
J j
canto

'~ 101
nella quiete del
(nei secoli dei seco - li.)
J J j
vespro.
Il J j Il
Amen.
7
144+ u

o
·!J j
Gesù salvatore,
Il

luce vera
El p J del mondo,

~ ~ 101

accogli
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le primizie

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~ 101
Il J j Il
della nostra preghiera. A -men
(nei secoli dei se - co - li.)
15
~~ .. t! ~ J
O Gesù redento - re,
.
101
.
tmmagme
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del Padre
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J
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~ ~ 101
accogli
(nei secoli
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dei
nostro
secoli.
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A-
J
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Il
16
~ ~ u
O Trinità
j
beata,
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luce, saptenza, amore,
J

~ ~ 101
vesti del tuo splendore
r
~ ~ 101 j Il
il gt.orno che declina
8 (nel g1orno che non muore. Amen.)
Toni di inni a 3 versi

17 ~~ .. 12 J , -· 0 r
Notte, tenebre e neb-bia, fuggite: entra la luce,

~~"
1
J;J !I n ] J Il
viene Cristo Signo-re. (oggi e sempre nei secoli. Amen.)

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18
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~

Accogli, o Padre buono, il canto dei fe- deli


r

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Il
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101
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(nei secoli dei se- co -li. A\......L men.)

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19
J)~J )j ~
~
·~
Al sorger della luce ascolta, Padre santo, la pre-

) J J Il~ J Il
ghiera degli.._,umili. (nei secoli dei secoli. A-men.)

20 ~~ " .. J l .. .. J
Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti,
9
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esulta di gioia la terra. (ora e nei secoli eterni. Amen.)

Toni di salmi a 2 versetti

21
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Toni di salmi a 4 versetti

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49
101
J
Ascolta, Dio, la voce del JnlO lamento,

~ Cf •~
1..

101
J)
dal terrore del nermco preserva la rma vita.

~ 11 n
Proteggimi
101
dalla congtura
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degli,_,empi,

~ 101

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JJJ
malvagi.
Il
16
50 ~ .,. j
~
Ascolta, Dio, la voce del roto lamento,

*·~· u
dal terrore del nemico preserva la mia vita.

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Proteggimi dalla congmra
j
degli,_,empi,

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dal tumulto dei malvagi.

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~
Ascolta, Dio, la voce ·- del m1o lamento,

dal terrore del nemico preserva la mia vita.


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Proteggimi dalla congmra deglismpi,

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dal tumulto dei malvagi.

J
Ascolta, Dio, la voce del mw lamento,
17
dal terrore del nemiço preserva la mia vita.

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Proteggimi dalla
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congtura
r
deglismpi,

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dal
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tumulto dei
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malvagi.
Il

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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

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j
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dal terrore del nemico preserva la mia vita.

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Proteggimi dalla congtura
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degli_.,..empi,

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dal
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tumulto dei malvagi.

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Ascolta, Dio, la voce del mto lamento,

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dal
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18
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Il
dal twnulto dei mal-vagi.

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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

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dal terrore del nemico preserva la mia vita.

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Proteggimi dalla congwra degli...,empi,

j Il
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dal twnulto dei malvagi.

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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

~
11
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Proteggimi dalla congwra degli...,empi,


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tumulto ·dei malvagi.

Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

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dal terrore del nemico preserva la mia vita.

J
Proteggimi dalla congtura deglismpi,

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~101
dal tumulto dei malvagi.

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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

J
dal terrore del nemico preserva la mia vita.

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Proteggimi dalla congtura deglismpi,

J •• Il
dal tumulto dei malvagi.
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59
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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

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dal terrore del nemico preserva la mia vita.
j

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Proteggimi dalla congiUra degli...,empi,

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dei mal- vagì.
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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,

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101
j
dal terrore del nemico preserva la mia vita.

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Proteggimi dalla congiUra
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degli.._,empi,

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dal
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j
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61
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Ascolta, Dio, la voce del mio lamento,
21
~~ u 101
dal terrore del nemico preserva la mia vita.
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Proteggimi dalla
101
congmra
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deglismpi,

~ ~
J
dal
u
tumulto dei malvagi.
J Il

~
62 ~b J
101
Ascolta, Dio, la voce del ffilO lamento,

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dal terrore del nemico preserva la mia vita.

=;i 101
Proteggimi dalla congmra deglismpi,
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J J Il
dal tumulto dci malvagi.

22
cantico Dn 3, 57 - 88. 56

63 i soli
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Benedite, opere tutte del Signore, il Signore

~~ 101 101 j
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
tutti

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Benedite, angèli del Signore, il Signore,

~~ 101 101 j Il
benedite, cieli, il Signore.

64 ~~(• •l" •••••• l ,c ?


Bea- to l'uomo che ha cura del debole, nel gibrno della

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sventura il Signore lo libera. flexa
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Bea-to l'uomo che ha cura del debole, nel giorno della

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sventura il Signore lo libera. flexa
23
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Beato l'uomo che ha cura del debole, nel giorno della

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Signore lo libera.
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sventura il Signore lo libera. flexa
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sventura il Signore lo · libera. flexa

Toni di cantici del Nuovo Testamento

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7l
IU
)J JC ............

Benedetto sia Di - o, Padre del Signore

u:
r
nostro Ge- sù C risto, che ci ha benedetti con ogru

Il
benedizione spirituale nel cieli, m Cri- sto.

72 ~l ":a 3 ..,,;
Jl
...
101
...
Jl J
Grandi e mirabili sono le tue opere,

~- 101
o Signore Dio on ~ m - po - tente;
F1 r
~~ 101
~ Jj Il
gi~ste e veraci le tue vie, o Re delle gen- ci.

strofe a 4 versetti: ...


73
~~ Jol
J) fJ J
Ringraziamo con gw - t a Dio.
25
Padre del Signore nostro Ge - sù Cristo,
r
perché ci ha messi in grado di partecipare
t
~~ ..
alla sorte dei santi nella
J
lu - ce.
n u
!_- Rlt.
74
t§ l nr r J J fF r arfi r=-r-
1
Al- le- lu- ia, al- le- lu- ia, al- le- lu - - ia.
1

I 11

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lo. lo.

lol
j1 101 J) J
Salvezza, gloria e po-tenza

~- lol
sono del
J1
nostro Dio,
r
f' lol

ven e giusti sono 1 SUOl giudi-


~ JJ
Zl.
Il

~-
lo. lo.

lol
Jl lol jì J lol
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spi-

ri- to Santo. Come era nel principio e ora e sempre


26
~l
l
101
~Jj Il
ne1 secoli dei secoli. A- men.

s- r n l J J Il
Rlt.
75
~ n l 43 n l
J l

Alle- lu- 1a, alle- lu- 1a,


l

alle- lu - ia.

~ 101
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio;
~
d
,. h

~ ta
ven e giusti
b
sono
j
1 SUOI
J )) JJ
giu- di- zi.
Il
Rlt.
76
~~~~ BI J J J Et r l ;j
Il
Alle- lu - 1a, alle- lu- t a.

~~~~ ... l JJQ)J


Salvezza, gloria e potenza

~~~~ n J~ lp )> J
.sono del nostro Di- o;

~~~~ J
... J jJ
ve- n e
D
giusti
r
~-~~ 101
D p J J Il
sono SUOI gm- di- Zl.

27
Toni di responsori

77 ~~ .. N
Yl e a Salga a te, Signa- re, *
1

-~ J1l>J=II
la m1a preghie- ra.

~ ~.. m :DJ l .. JdlJ Il


Y/ Come profumo d' in- cen- so, R' la mia preghie- ra.

~~ .. D.. ~ J1.. Sl
Y/ Gloria al Pa - dre e al Fi - glio e allo Spi- ri- to

~q]JII ,, bJiu })b~ll


San- ro. R' Salga a te, Signo- re, la mia preghie- ra.

78
-t .. lJ 1.. Ji l J Jl Dl J
Y/ e R Ero mor-to: ora vivo per sempre.
1

* Al- le - lu- ia,


1

al- le- lu- ia. Yl La morte e gl' in- ferì sono in mio

~
~ p:b- ~ l iP' l!~-lJ l ;ljl>J
-
Il J )5
po- te- re. .W Al- le - lu- ia, al- le- lu- ia. Y/ Gloria al

~&)l .. @J1,. :Q)JII,. b~


Pa-dre e al Fi- glio e allo Spiri-to Santo. :W Ero mor-to:
28
~~ J5Ìl JiJllJ)J .pJ@)J Il 1

.li . . al- le- lu- .Ia.


ora vtvo per sempre. Al- le - lu- Ia,

VERSEm

~w J
79
u Il
Il Signore è buono, ama la giustizia:

~~ .li
buoni _contempleranno il suo
J Il
volto.

so ~ l1 .. J 1
Y/ Chi è come te, Signore, Dio dell' universo?

' ., .. J Il
:W Sei forte, Signore, fedele alla parola.

81
~ -~~
Y/
..
Chi medita la legge
j)
del
jll ~
Signore,
Il

-~~ 1(~p J
~ :w u
porta frutto a suo tempo.
Il

82 ~·~t. h®J)811
'Il Il Signore è veramente risorto, alleluia,

•# . - -
~l.. . 15WJ1)~ 11
R' ed è apparso a Simone, alleluia.
29
Antifona "O Lumen"

83
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O
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Il~ ........ .-.-.. •. ~;-•
lu - men Ec - clé

.z;-. • •
•••
si - re,
li.
Do - ctor ve-ri - cl
•il
• ...
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ç •

• •
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tis, Ro sa pa-ti - én - ti - re,

E bur ca-sti - ti - tis, A

• • • •
• • • • =il
• •
quam sa- pi- én - ti - re pro-pi-na-sti

gra tis: Prre-di-cl- tor gra - ti - re,

ç;--. :-· • ç. ;•-. .Il ....-. •


nos iun- ge be - a - tis. T. P. Al - le

• • l''u - .
1a.
30
Responso rio " O Spem Mirarn"

84

~ o: .. -. Cs • • .. ~ ~

• Il
;-::r=-• lì ..... • . • , ....

spem mi

~
yp • • ;-q•
• • ::-;;- ...• • •
ram quam de di-sti

~ •
mor-tis
; • • n • •~
ho
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ra
l ;
te
• • ;::,.,


dum post m or- rem

~ .. ~. :ti., ••
pro-mi- si sti

ce pro fu

~ ~- -~ • ..
--'iiOiìlll...
-
~-
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;J •: ·:t"~ .. • Il
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tu rum fra cri - bus:

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Pa - ter quod di
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..l...-:;,
xi-sci, nos

~ - .-; "' ;p e. n-:;


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31
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et - bus.

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T. P. Al- le
..... ;

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lu
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• • •
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ta.
Il

~p Yl Qui rot
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da- ru sti

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~ ........
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~- • •?~i ii •
m re - gro - rum cor - po- n bus,

~• - x
...-
-~ ; ~ ............. • ~- •
no- bis o - pem fe- rens Chri - sti

~ _,
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• • • ~ i
• •
re - gris me - de re

~ ; -....• • .......• C::; ..~


Il • •-- • Il
mo - n bus. "'lm-ple
32
Antifona "Salve, Regina"

85
~ ......•
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ma-ter mi-se- ri-c6r - di
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sal ve. Ad

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éxsu-les fì- li - i H e - va:. Ad te

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su-spi-ra mus, ge-mén-tes et flen - ces

~ ..--==--. - ......
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in hac • ·-~~ le.•

.. ..
la - cri- ma - rum val

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E - ia er - go ad- vo- cl - ta
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nostra,
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33
••
tu os mi-se-ri - c6r

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cu-los
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Et Ie-sum, be-ne
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____......., ... • ...---. • • i .:; ~ •


di - ctum fru-ctum ven-tris tu l,

.......................
no bis post hoc ex- si- li - um

o
...
stén-de.
. o de - mens,

. . ..-
o a, o

......-;
dul - cis
~-
. .... . r-.1.11
Vir.-go Ma-ri - a.

•=-· ·::::; .~ Il
1
• -- À • •
T.P. Al - le 1a.
34
86 SALM018A

I cieli narrano la gloria di Dio, *


e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio *
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Non è linguaggio e non sono parole, *


di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce *
e ai confini del mondo la loro parola.

Là pose una tenda per il sole


che esce come sposo dalla stanza nuziale, *
esulta come prode che percorre la via.

Egli sorge da un estremo del cielo


e la sua corsa raggiunge l'altro estremo: *
nulla si sottrae al suo calore.

Gloria al Padre e al Figlio*


e allo Spirito Santo,
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

35