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La Terapia TECAR®* è rivoluzionaria nel trattamento della patologia traumatologica non chirurgica e nella

terapia del dolore e delle sue cause. Coperta da due brevetti internazionali, la Terapia TECAR® ha ottenuto
numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui: La medaglia d'oro al 14° Salone Internazionale delle Innovazioni
e Nuove Tecniche di Ginevra, al Salone Mondiale dell'Innovazione di Bruxelles (Premio Eureka) e al Salone
Internazionale delle Innovazioni di Madrid. Creata dalla collaborazione di un'equipe di medici e ingegneri, la
Terapia TECAR® si basa su un principio molto noto in fisica ed in elettronica, ma che trova per la prima volta,
un'applicazione biologica. Richiamando energia dall'interno delle biostrutture presenta il vantaggio di attivare gli
effetti biologici di biostimolazione, microiperemia e di ipertermia endogena in modo omogeneo sia in superficie
sia in profondità; questo ha consentito di raggiungere risultati terapeutici estremamente più rapidi evitando
alcuni effetti collaterali tipici delle terapie radianti

La Terapia TECAR® apre una nuova frontiera dei protocolli terapeutici medicali infatti, ha già ottenuto
notevoli successi quali: la medaglia d'oro al 14' salone internazionale delle innovazioni e Nuove Tecnologie di
Ginevra; la medaglia d'oro al salone mondiale dell'invenzione di Bruxelles “premio Eueka”; la medaglia
d'argento al salone internazionale delle innovazioni di Madrid. Gli inventori ed i BioIngegneri non è stato facile
creare qualcosa di nuovo nel campo della biotecnologia per la Medicina e della fisioterapia. Sopra tutto, non è
stato facile realizzare un innovativo programma di terapia fisica in grado di agire nei tessuti biologici profondi,
in un momento in cui la ricerca era rivolta verso le altre energie radianti trasferibili dall'esterno verso l'interno
dei tessuti biologici. Con l'adozione della tecarteapia è possibile risolvere gli eventuali problemi di
surriscaldamento delle superfici, disidratazione e dispersione dell'energia (in alcune tipologia di terapie radianti),
partendo dal principio inverso ossia non trasmettendo più alcuna radiazione dall'esterno, ma provocando la
condizione fisica per richiamare le cariche elettriche del corpo dall'interno dei tessuti verso la superficie
cutanea. Ci spieghiamo meglio. Facciamo un passo indietro: com'è noto, la caratteristica di ogni danno dei
tessuti è una perdita di sostanza che deve essere sostituita attraverso i processi rigenerativi e riparativi. Le
capacità di rigenerazione non sono sempre autosufficienti: è per questo motivo che si tenta di agevolarne il
percorso a partire dalla fase acuta, sino ad arrivare all'ultima, tramite campi elettromagnetici in terapia
strumentale. Un altro aspetto relativo al danno dei tessuti molli e compromissione dell'equilibrio chimico-
elettrico cellulare, il quale compromette i processi di guarigione. Quindi, l'applicazione di un campo magnetico
mirato, sia in potenza e frequenza che in lunghezza d'onda, può influire positivamente sui processi biologici del
tessuto patologico. La Terapia TECAR® è un sistema che produce ipertemia e biostimolazione mediante
trasferimento energetico per contatto capacitivo e resistivo. Questo strumento utilizza una frequenza
relativamente bassa di 0,5 Mhz, che sfruttando il principio del condensatore crea uno spostamento di cariche
all'interno del tessuto biologico; a questo scopo si utilizzano due diversi tipi di elettrodi: quelli
capacitivi”rivestiti in materiale isolante ceramizzato” , e quelli “resistivi”, non rivestiti di materiale isolante. La
differenza tra i due elettrodi comporta effetti diversi in relazione allo spostamento di cariche per l'addensamento
in una certa zona. Per comprendere meglio il meccanismo attraverso cui opera la tecarterapia spigheremo
l'effetto del condensatore: quando una corrente continua attraversa un conduttore, questa genera al uso interno
delle linee di forza dall'andamento circolare (costituiscono un campo magnetico). Le linee di forza hanno un
andamento allungato quando il conduttore è a spirale e descrivono una linea chiusa. La spirale utilizzata prende
il nome di “solenoide a bobina”. Seguendo il senso di circolazione della corrente si possono individuare un polo
magnetico nord e un polo magnetico sud ai due estremi del solenoide. Il polo magnetico si inverte al variare del
senso di circolazione della corrente. A livello delle linee di forza non si manifestano mutamenti quando questa
inversione si verifica poche volte al secondo (in questo caso il campo generato è definito magnetico).
Diversamente, se i poli si invertono qualche migliaio di volte in un secondo le linee di forza si espandono
allungandosi nello spazio (in questo caso si parla più propriamente di campo magneto-elettrico). Quando
vennero superate le 10000 inversioni di polarità magnetica al secondo, l'andamento delle linee di forza non è più
chiuso, me queste si spezzano proiettandosi all'infinito. In questo modo viene trasmessa energia nello spazio. Il
campo generato da un solenoide percorso da una corrente superiore a 10000 Hrtz è denominato elettromagnetico.
Le onde elettromagnetiche consentono il trasferimento dell'energia da un generatore a un conduttore, all'interno
del quale l'energia stessa viene dissipata. La frequenza della Terapia TECAR®, come abbiamo già detto, è di 0,5
Mhz e per fornire qualche punto di riferimento ricordiamo che per la radiodiffusione si utilizzano frequenze dai
500.000 Hz ai 100 Mhz, per i canali televisivi tra i 100 Mhz e il Ghz, che la radarterapia si colloca tra le
frequenze dei 2 e 3 Ghz e che oltre un Thz ci sono i raggi infrarossi. Quando una radiazione (energia che si
irradia nello spazio) è in grado di spezzare un legame molecolare viene definita “ionizzante”. Le radiazioni
ionizzanti dette “dure”, sono prese seriamente in considerazione in ambiente medico per la loro capacità di
provocare la proliferazione delle cellule. Molto utile per comprendere il funzionamento della Terapia TECAR®
è anche il riferimento ai principi della “generazione di forze elettromotrici indotte”, su cui si basa, per esempio,
la magnetoterapia. Pensiamo ad un campo magnetico collocato in un conduttore che non sia collegato
elettricamente al conduttore che produce il campo magnetico stesso. La variazione del campo magnetico sarà
sufficiente ad indurre una forza elettromagnetica nel secondo conduttore. Esso agirà come un generatore nuovo,
benché elettronicamente isolato dal primo generatore (Legge di Faraday-Noimann). La Terapia TECAR® sfrutta
il principio del condensatore utilizzando la “corrente capacitiva di spostamento”. Contrapponendo l'elettrodo
al tessuto biologico, questo strumento attrae e respinge cariche elettriche in modo alternato all'interno del tessuto
biologico stesso. E' così possibile curare patologie acute e croniche efficacemente e in tempi molto più ridotti di
quanto normalmente necessari. La modalità attraverso cui agisce la Terapia TECAR® è unica e coperta da due
brevetti internazionali. Essa, infatti, elimina i classici problemi causati dai sistemi radianti, grazie al
trasferimento di energie capacitive e resistive che non provocano né surriscaldamento del tessuto biologico, né
disidratazione . Non si incontrano più difficoltà ad intervenire su parti delicate (come l'occhio) o a trattare
pazienti che presentano protesi in sintesi. E' possibile operare tanto sul tessuto osteoarticolare, quanto sui tessuti
molli; sia in superficie, sia in profondità. Per comprendere ancora più approfonditamente come agisce la Terapia
TECAR®, ricordiamo ora la definizione di energia: “capacità di una forza fisica di compiere un lavoro”.
Esistono vari tipi di energia ed è possibile trasformare una forma di energia in un altro. L'energia (che si misura
in Joule) è il prodotto della potenza (calcolata in Watt e uguale al rapporto tra il lavoro svolto in un certo
intervallo di tempo e l'intervallo stesso) per il tempo (s). Le radioonde sono un mezzo per trasferire energia da un
trasmettitore a un ricevitore, attraverso lo spazio. Abbiamo già parlato di una modalità di trasferimento di
energia attraverso un segnale elettromagnetico quando abbiamo citato la legge di Faraday-Noimann (tramite
“concatenamento di conduttori di 1° e 2° specie con un campo magnetico elettrico variabile). Un'altra possibilità
è fornita dall'“effetto antenna” che utilizza la possibilità di un conduttore di emettere onde elettromagnetiche
nello spazio, producendo un campo magnetoelettrico ad alta frequenza. Se la frequenza è alta a sufficienza, il
solenoide non è più necessario e al suo posto si utilizzano due conduttori collegati ai due poli di un generatore
(ad alta frequenza). “Antenna marconiana” è il nome di questo sistema di due conduttori. Se la frequenza supera
un Ghz, l'antenna utilizzata è talmente piccola che opponendole un riflettore per proiettare l'energia in avanti è
possibile accrescere l'efficacia della trasmissione energetica in una determinata direzione. Quella descritta è
l'unica modalità per il trasferimento energetico delle radiazioni “molli”. Il trasferimento energetico può avvenire
anche “per contatto capacitivo e resistivo”. La Terapia TECAR® ha, come modello fisico, un condensatore
formato da due conduttori separati da un isolante.

I due elementi sono collegati a un generatore elettrico di differenza di potenziale che li rifornisce di cariche
(poiché cariche di segno opposto si attraggono, presso ognuno dei due elementi aumenterà la densità di carica).
Si genera una corrente che va dal generatore al condensatore. Il condensatore si carica mentre la corrente
diminuisce gradualmente fino ad annullarsi quando il condensatore è carico. Se si verifica un'inversione della
polarità del generatore, la corrente seguirà la direzione inversa a quella precedente e caricherà il condensatore
con polarità opposta. Come prima, la corrente, dopo essere stata massima all'inizio, si annullerà caricando il
condensatore. Si parla di “corrente alternata” quando il suo passaggio avviene nei due sensi, in seguito
all'inversione ciclica della polarità del generatore. Questo spostamento (effettivo) di cariche dà il nome alla
corrente di “spostamento”,

che carica un condensatore per effetto dell'attrazione. Questo concetto lo possiamo applicare in medicina: un
condensatore formato da un elettrodo mobile può essere collegato a uno dei poli di un generatore ad alta
frequenza (circa 0,5 Mhz) e al tessuto biologico, che possiamo considerare come un conduttore elettrolitico (di
2° specie).Questa 2° armatura è anch'essa collegata a un polo del generatore così che le cariche nel corpo sono
attratte o respinte rispetto alla zona sottostante l'elettrodo mobile metallico. Il trasferimento è molto efficace
grazie al collegamento al generatore, che fornisce in continuazione cariche al corpo, creando un circuito elettrico
chiuso. Il trasferimento di energia secondo Faraday-Noimann è utilizzato in magnetoterapia perché provoca
correnti indotte nelle strutture biologiche, dalle membrane cellulari alle strutture ossee. Il trasferimento per
contatto capacitivo e resistivo è più complesso. Il trasferimento energetico presenta tre tipi di livello: basso,
medio, alto. Al livello basso, si verifica una “biostimolazione ultrastrutturale” a livello cellulare, ma non c'è una
dissipazione endotermica. Aumentano le trasformazioni di energia a livello cellulare (ADP in ATP) e il consumo
di ossigeno aumentano, si attivano la microcircolazione arteriosa e venolinfatica, senza vasodilatazione (nei
grandi vasi). A livello medio, avviene una “biostimolazione ultrastrutturale” a livello delle cellule e un aumento
della temperatura entro la struttura biologica. Questo incremento di temperatura è molto diverso dal calore
generato dai sistemi radianti di ipertermia. E' per questo motivo che la Terapia TECAR® è in grado di agire
anche sulle zone più delicate o su soggetti con protesi di metallo con notevoli ed immediati risultati e senza
effetti collaterali nocivi. Si verificano vasodilatazione capillare e precapillare, con un grande incremento del
flusso ematico e linfatico locale. Nelle cellule avvengono alcuni cambiamenti: si ingrandiscono, si arricchiscono
d'acqua e si riproducono molto più velocemente. diminuisce la biostimolazione, tuttavia si ha una maggiore
vasodilatazione, il flusso emolinfatico si incrementa in misura significativa. L'arrossamento locale è visibile ad
occhio nudo, così come l'aumento del turgore. Il sistema a trasferimento energetico per contatto capacitivo agisce
focalmente. Nel punto in cui viene applicato l'elettrodo attivo, e soltanto lì, si verifica l'effetto biologico dovuto
all'attrazione e concentrazione delle cariche. Grazie a questa possibilità è semplice controllare l'ampiezza
dell'effetto terapeutico. Gli interventi sulle zone che richiedono un trattamento terapeutico possono essere più
specifici, poiché si possono escludere le zone limitrofe che, in alcuni casi, potrebbero presentare
controindicazioni al trattamento.

E' molto interessante notare come gli strati profondi del tessuto biologico siano interessati uniformemente e la
risposta endotermica profonda sia omogenea. Infatti, l'aumento di temperatura entro la struttura biologica è
direttamente proporzionale alle correnti che dalle aree periferiche si spostano nella zona di
applicazione. L'intensità di queste correnti dipende dalla forza attrattiva e repulsiva dell'elettrodo ed è controllata
dall'operatore esterno a livello del generatore, quindi non è condizionata dall'aspetto resistivo del tessuto. Nella
zona sottostante l'elettrodo, ove si concentrano le cariche richiamate, la corrente ha un'intensità costante, quindi è
costante anche il calore (Q). Se idealmente suddividiamo il tessuto in vari strati, ciascuno possederà una quantità
di calore Q e, dal punto di vista elettrico, corrisponderà ad una piccola resistenza R. Q è direttamente
proporzionale a R e all'intensità della corrente al quadrato:

Q1=R1 x I 2

Q2=R2 x I 2

Q3=R3 x I 2

Abbiamo già detto che l'intensità della corrente capacitiva è connessa alla forza di attrazione e repulsione
dell'elettrodo, ossia I = K :
Q1=R1 x K

Q2=R2 x K

Q3=R3 x K

é R1, R2 e R3 non esercitano influenza (come già detto, l'aspetto resistivo del tessuto non influenza l'intensità
della corrente) risulta che:

Q1, Q2, Q3=K

Quindi, se il richiamo delle cariche elettriche nello spessore del substrato del tessuto biologico è lineare, è
costante il calore che si sviluppa. Facciamo alcune riflessioni. La corrente non è a contatto diretto ma è soltanto
un movimento attrattivo/repulsivo di cariche elettriche grazie al trasferimento per contatto capacitivo
dell'energia. Sebbene si eviti di proiettare sulla superficie cutanea concentrazioni particolarmente elevate di
energia, si producono in profondità risultati evidenti dal punto di vista biologico. Poiché ciascun sottile strato di
tessuto ha un valore specifico Qn=Rn x I, le eventuali protesi di metallo non rendono il trattamento
controindicato. Infatti, il metallo è un ottimo conduttore e la sua resistenza R è uguale ha 0.
Di conseguenza:

Q1=0 x I 2 =0

Mentre nelle terapie radianti esiste il pericolo di surriscaldare le protesi presenti all'interno dei tessuti, la
Tecarterapia scongiura qualsiasi rischio in questo senso.
Queste riflessioni fanno comprendere come la Terapia TECAR® sia completamente sicura ed innocua a livello
biofisico. Utilizzando un sistema resistivo costituito da elettrodi non isolati, gli effetti biologici sono diversi da
quelli ottenuti dal sistema capacitivo. Con questo tipo di trasferimento energetico l'area delle cariche si trova nel
biotessuto tra l'elettrodo non isolato attivo e il polo di ritorno (controelettrodo), ovvero nel punto più resistivo.
Articolazioni, tessuto osseo e tendini trattati con questo metodo reagiranno come il materiale circostante
l'elettrodo capacitivo. Le modalità terapeutiche cambiano quando si utilizzano gli elettrodi resistivi: infatti, sulle
patologie osteoarticolari e articolari si può agire con maggiori risultati a livello terapeutico, grazie alla corretta
geometria tra il controelettrodo e l'elettrodo. Approfondiamo l'applicazione di questo modello fisico alla
biologia. Paragonando il trasferimento di energia per contatto capacitivo e resistivo ad altri sistemi radianti, si
può notare come il rendimento sia maggiore nel primo caso. Infatti, nei sistemi a proiezione l'energia viene
gradualmente assorbita dalla biostruttura e, quindi, diminuisce scendendo in profondità. Il suo decadimento non
è lineare, ma rapido e in tutte le direzioni: la cute sola assorbe, infatti, il 30% dell'energia ed, esponenzialmente,
questa diminuisce fino a ridursi all' 1% della qualità iniziale a 5 mm di profondità. Grazie al trasferimento
energetico per contatto capacitivo e resistivo si ottiene un effetto endotermico dall'interno della struttura
biologica verso la cute tale da limitare il degrado energetico, avvicinando la dissipazione di energia
all'assorbimento lineare ideale. Il condensatore nel sistema a trasferimento energetico capacitivo è formato dalla
cosiddetta 1° armatura, costituita dalla piastra di metallo dell'elettrodo attivo mobile, dal rivestimento dielettrico
(isolante e ceramizzato) dell'elettrodo attivo e, infine, dalla 2° armatura, ovvero dal substrato biologico che viene
a contatto con la piastra, che diventa la sede di un movimento di correnti, poiché è da considerarsi un conduttore
di 2° specie.

I due effetti biofisici più importanti legati a questo sistema sono quelli specifici del trasferimento energetico del
segnale di radiofrequenza e quelli legati alle correnti di spostamento. I primi si presentano a livello
ultrastrutturale sulla soglia energetica cellulare; i secondi agiscono producendo una profonda endotermia nella
zona che si trova al di sotto dell'elettrodo mobile. Il condensatore nel sistema a trasferimento energetico
mediante elettrodi resistivi, ossia non isolati, è costituito da una 1° armatura, formato dalla piastra metallica
dell'elettrodo che si può tenere fisso o in movimento, dalla 2° armatura, ossia dal substrato biologico a contatto
con la piastra (che come nel sistema precedente diviene sede di un movimento di cariche e, infine, dalla zona più
resistiva, dove si addensa il maggior numero di cariche, che gioca il ruolo di dielettrico del condensatore. L'area
in cui avviene la reazione non deve essere necessariamente vicina all'elettrodo attivo non isolato, ma può essere
anche relativamente lontana. Le zone interessate verranno raggiunte perfettamente posizionando gli elettrodi in
modo corretto. Con la Terapia TECAR® si possono trattare: tendiniti, stiramenti, strappi, artrosi, edemi,
distorsioni, dolori articolari, lombalgie, cervicalgie, contratture muscolari, patologie dell'occhio, ecc., senza
nessun effetto collaterale, con un recupero sbalorditivo in termini di tempo e durata del beneficio. Può essere
trattata in profondità qualsiasi parte del corpo, basta scegliere l'elettrodo adeguato. E' possibile ripetere la terapia
anche tre volte al giorno, se il paziente ha la necessità di tornare al più presto possibile in attività, senza alcuna
controindicazione. E' stato messo a punto in collaborazione con il Prof. Carlo Tranquilli (medico dello Sport) e
la sua équipe di fisioterapisti la “Tecar® chinesi terapia”. Questo tipo di tecnica è basata sull'applicazione
della Terapia TECAR® durante sedute di riabilitazione di chinesi e di terapia manuale, consentendo la riduzione
dei tempi di recupero in tutte le contratture muscolari ed antalgiche (es.: colpo di frusta), contribuendo a
rilasciare sinergicamente gruppi muscolari agonisti ed antagonisti nella chinesi articolare passiva. Per fornire
un'ulteriore conferma dell'efficacia di questa innovativa terapia, citiamo alcuni pareri a livello medico. “... Non
avrei mai pensato di ridurre la componente infiammatoria di una caviglia in così poco tempo ”. Dr. H.
Schonhuber (Centro di Traumatologia dello Sport a artroscopia, Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e
responsabile della commissione medica della squadra nazionale di sci) “...
La Terapia Tecar® produce effetti positivi sia in patologie acute che in patologie croniche.

" Prof. P. Ganzit (Istituto Medicina dello Sport Torino) “...


Sono rimasto sorpreso dalla riduzione dei tempi di recupero dopo la terapia.

” Prof. C. Tranquilli (medico dello Sport - Istituto di Scienza dello Sport del CONI Roma, Medico della
squadra nazionale under 21 di calcio) “...
E' stata una piacevole sorpresa a seguito do alcune applicazioni di Terapia TECAR®, constatare, attraverso un
monitoraggio ecografico eseguito personalmente, la risoluzione rapida dell'edema nelle lesioni di tipo distrattivo
e confusivo ”. Dr. P. Bergamo (Fisiatra e Medico dello Sport) “...
Si è notato un notevole effetto di stimolo al macro e micro circolo periferico che ha portato a un notevole
successo soprattutto nel trattamento delle patologie muscolari traumatiche e da sovraccarico e di quadri
infiammatori cronici articolari ”.

" Dott. P. Mondardini (capo servizio dipartimento di Traumatologia e Riabilitazione, Istituto di medicina dello
Sport di Bologna CONI - FMSI) “...
Ho avuto modo di conoscere la Terapia TECAR® e ne ho apprezzato la reale efficacia del trattamento di lesioni
muscolari e articolari in termini di scomparsa del dolore e del recupero delle funzioni .
La considero un'utile, innovativa metodica a nostra disposizione nel campo della traumatologia sportiva”.

Bibliografia:
Balllester Ferrerei F., Saldana Velez M., Alonso Hugut Ma. – “Aplicion de la transferencia electrica capacitiva
en oftalmologia (T.E.C.)”, archivios de la Sociedad Espanola de oftmologia. Vol LXXIII 1998, 3: 145-
151. Calbert J. – “Tratado de la trasferencia electrica capacitiva”, Barcelona: Doyoma; 1192 Ley A.,
cladellas J. M., Colett S. et al. – “Transferencia electrica capacitive (T.E.C.). Tecnica no invasive de hipetermia
profunda en el tratamiento de los glicomas cerebrales. Resutados preliminares”, Neurochirurgia 1992, 3:118 –
123. Ley Valle A. – “Tratamiento quirurgico de los gliomas malinios” in Ley Valle A. – “Tumores del sistema
nervioso central”, Barcelona: Doyma; 1993: 55-64. Martinez R.A., Bordas J.R. – “Tratamiento del asma
mediante transferencia electrica capacitiva”, Reabilitcion fisica XXI 1992, 3:18-19