Sei sulla pagina 1di 116

Tempo balsamico

Le piante della primavera


Biancospino - Camomilla - Carciofo - Castagno - Ciliegio - Ginko - Manna -
Ortica - Passiflora - Pesco - Pioppo - Prezzemolo - Prugno - Quercia -
Rosa canina - Tarassaco - Valeriana

Le piante dell'estate
Achillea - Altea - Artemisia - Avena - Bardana - Boraggine - Calendula -
Camepizio -Caprifoglio - Coriandolo - Cumino - Edera - Equiseto - Eufrasia
- Eupatorio - Fieno greco - Finocchio - Grano - Grindelia - Iperico -
Lavanda - Ligustro - Malva - Marrubio - Melissa - Menta - Millefoglio -
Mirtillo - Ribes - Rosmarino - Ruta - Salvia - Tiglio - Timo
Eliotropismo
Il movimento di organi vegetali
che orienta le foglie o i fiori nella direzione del sole.
( fototropismo, guidato da uno stimolo luminoso,
fenomeno tipico delle piante).

Può essere
positivo
(movimento orientato verso la luce solare, parti aeree)
negativo
(movimento orientato in verso opposto, radici).

“… benché trattenuta dalla radice, essa di volge sempre verso il sole…”


(Ovidio, Le Metamorfosi)
Piante sciafile
Non hanno bisogno di esposizione solare diretta.
Hanno foglie voluminose che consentono di assimilare
più radiazione luminosa
ma aumenta la traspirazione fogliare.
hanno bisogno di molta acqua
anche se coltivate all’ombra.

Prosperano nei boschi, nelle foreste tropicali,


generalmente ai piedi di piante di dimensioni maggiori.
Tutte le piante hanno bisogno di luce per svolgere la fotosintesi.

L’intensità luminosa si esprime in micro Einstein.


Einstein vinse il premio Nobel per la teoria sui quanti di Luce
mettendo in evidenza la natura corpuscolare e ondulatoria .

In una giornata di sole,


l’intensità luminosa supera i 1000 microEinstein per m2 al secondo.

La fotosintesi è una reazione fotochimica che si satura


quando l’intensità luminosa è eccessiva.
Ogni pianta presenta punti di saturazione caratteristici.
Vi sono piante che si saturano a 200, 300, 400, 500… per m2 al secondo.
le piante che si saturano presto non hanno bisogno di molta luce
per la fotosintesi.
Dalla fisica alla botanica
per cercare la simmetria

La sequenza di Fibonacci 1.1.2.3.5.8.13.21


spiega la crescita dei fiori, delle conchiglie, della Vita
Il risultato è una spirale.
L’ape ama la simmetria pentagonale del caprifoglio,
la forma esagonale della clematide
la struttura radiale delle margherite e del girasole.

Il fiore che raggiunge una simmetria perfetta


richiama più api e sopravvive nelle battaglie evolutive.

Simmetria è comunicazione.
Armonia delle Piante la simmetria come musica

Tutto è numero,
la nostra storia, quella delle piante
è fatta di successioni numeriche
che,
sulla semplicità matematica,
hanno il fondamento di affascinanti proprietà

Nella successione di Fibonacci,


pubblicata da Leonardo Pisano nel Liber Abaci,
Il numero (n-esimo) è uguale alla somma dei due numeri precedenti
e continua all’infinito.
Il numero delle spirali brattee su una pigna, su un ananas,
sui rami di varie specie di alberi, sulla disposizione dei petali,
ricorre con regolarità geometrica e numerica.
E’ la fillotassi.
I semi di un girasole sono disposti secondo l’angolo aureo;
il numero delle spirali, in senso orario é un numero di Fibonacci
e,
in senso antiorario, il numero di Fibonacci successivo.

La parte del fiore in cui avviene la crescita è l’apice,


sul suo bordo i primordi,
che si sviluppano fino a diventare semi, stami o foglie,
nascono ruotando rispetto al precedente di un angolo 2pi teta.
Lo sviluppo è bidimensionale
un primordio, crescendo,
sposta verso l’esterno i primordi più anziani per farsi spazio.
Come conseguenza, i primordi sono disposti
lungo una spirale generatrice e le spirali più larghe,
enumerate dalla successione di Fibonacci, sono chiamate parastichi.

Nel 1992, due matematici francesi, Couder e Douady,


ricondussero alla sezione aurea
(rapporto aureo, numero aureo, costante di Fidia o proporzione divina)
lo sviluppo nel mondo vegetale.
Geometricamente corrisponde al rapporto fra due lunghezze disuguali,
delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore
e la somma delle due.
E’ un numero irrazionale, approssimato,
due termini successivi della successione di Fibonacci.
Nel diciannovesimo secolo
i fratelli Louis ed Auguste Bravais,
(botanico il primo e cristallografo il secondo),
osservarono che in alcune piante le foglie si dispongono
sul fusto secondo una spirale vegetativa,
in cui l’angolo tra due foglie successive
è pressoché costante,
pari a circa 137,5.

Quest’angolo aureo,
garantisce un utilizzo ottimale della luce solare.
Contare le foglie finché una é perpendicolare alla prima,
dopo un giro completo, mettere a confronto il numero di foglie con quello
dei giri effettuati, forma il quoziente di fillotassi.

•Quoziente ½: olmo, tiglio, cedro, graminacee


•Quoziente 1/3: faggio, nocciolo, graminacee, rovo
•Quoziente 2/5: quercia, ciliegio, melo, agrifoglio, prugno, albicocco
•Quoziente 3/8: pioppo, rosa, pero, salice
•Quoziente 5/13: salice americano, mandorla

I quozienti corrispondono, con le note costituenti,


alle triadi maggiori e minori dell’armonia tonale,
la composizione di due intervalli armonici di terza,
base della maggior parte degli accordi musicali.
Nella fattispecie:

•do: 1/2 = ottava


•sol: 1/3 = quinta + ottava
•mi: 2/5 = terza + ottava (decima)
•fa: 3/8 = ottava + quinta (undecima = quarta)
•la bemolle: 5/13 = sesta minore + terza

considerati come frequenza in un’ottava : 2/1 è il DO, 3/2 è il SOL,


5/4 è il MI, 4/3 è il FA, 13/8 è il LA bemolle.
(da Francesco Epifani – Matematico)

Questa è armonia, il ritorno dell’Età dell’oro,


come all’epoca dei Medici a Firenze.
ll ritmo biologico è un sistema oscillante nel quale
eventi identici si producono a intervalli di tempo uguali.

Il ritmo è una caratteristica di tutti gli organismi viventi.

I ritmi biologici dei vegetali furono i primi ad essere individuati:


lo svedese Linneo (1730) concepì il principio di un orologio
basato sull’orario dello sbocciare dei fiori .

A ogni ora corrisponde l’attività di fiori differenti.


I fenomeni, a tutti i livelli di organizzazione, hanno carattere ereditario:
non sono acquisiti dal singolo individuo a ogni generazione,
ma fanno parte del patrimonio genetico di ogni specie vegetale
o animale considerata.
La variazioni ritmiche influenzano i ritmi biologici,
sono “sincronizzatori” (Halberg 1969) e
“agenti di trascinamento” (Pittendrigh 1960).

L’alternanza della luce (L=light) e dell’oscurità (D=darkness)


che segue un periodo di 24 ore,
è uno dei sincronizzatori più potenti dei ritmi circadiani
per i vegetali e per gli animali, per l’uomo.

L’assunzione di cibo
(quando l’alimento viene reso disponibile soltanto
durante le ore di riposo
si osserva la desincronizzazione dei ritmi circadiani,
nonostante la presenza del sincronizzatore L/D ,luce/buio,
che diviene secondario).
La simmetria non è facile da conquistare.

Ogni forma vivente deve dirottare


importanti risorse
per raggiungere l’equilibrio.

La bellezza delle forme è un dispendiosa.


Gli esseri viventi tendono ad un equilibrio perfetto.

Nei nostri geni c’è l’attrazione per la simmetria.


Corrispondenza ineccepibile
che unisce ed abbina l’una all’altra.

Simmetria è armonia.
Guido Grandi e la rosa rodonea
Cogliere la struttura logica interna,
catturare la simmetria caratteristica che pervade
ogni aspetto del mondo naturale ed umano.

Non resta che immergerci,


sorridendo a Chi può pensare
che tutto questo non sia scienza.
Il medico di Bismarck al suo paziente, esaurito
dall’eccessiva tensione dovuta agli impegni di governo,
consigliò come terapia di sdraiarsi mezz’ora al giorno sotto
una quercia.

Questo libro è un invito a sdraiarsi metaforicamente


all’ombra delle piante,
a passeggiare in un prato, a contemplare aquilegie
o crochi, asfodeli o giacinti, tigli o noccioli.
Ogni pianta, ogni fiore, con la forma,
con la struttura e i colori, parla
ognuno saprà intendere in una contemplazione
capace di rimuovere i fantasmi della psiche.

Avvertirà inconsciamente di essere penetrato in una


dimensione diversa da quella quotidiana.
Potrà forse evocare dagli alberi, dai fiori,
persino dagli ortaggi una serie di simboli.
Al solstizio d’estate
la tellurica presenza della GRANDE MADRE
sovrintende alla fecondità e alla fertilità.
immagine del cosmo che porta frutti e periodicamente si rigenera.

L’ALBERO GENEALOGICO profano,


la figurazione grafica delle successive generazioni di una famiglia,
indicate con i nomi dei componenti.

Un uomo “nasce” da una “stirpe”, traduzione dal latino STIRPS,


ceppo un “lignaggio illustre” : e se è robusto e “ben PIANTATO”.
Chi degenera moralmente, “traligna”.
Un’idea “è profondamente RADICATA”.

“Sdradicato” è colui che non ha più legami


con la famiglia o con le tradizioni del proprio Paese.
Legame tra noi e il mondo vegetale
testimoniato miticamente
dalle infinite metamorfosi di essere umani in fiori o piante
o dalle miracolose fecondazioni di donne o ninfe
per ottenere la fertilità, per generare un altro essere.

L’uomo trae dalle piante le sue medicine,


l’ aiuto per le ascensioni nel mondo degli archetipi,
nel mondo immaginale.
Le proprietà medicinali o nutritive di una pianta corrispondono
al dio che l’informa secondo una logica simbolica,
che trova un riscontro nelle analisi chimiche contemporanee.
Le feste che segnano la rigenerazione dell’anno
vedono protagoniste le piante.

A maggio, l’albero eretto sulla piazza principale di un paese,


simbolo di quello cosmico.
Il prato fiorito di primavera evocò simboli e miti come luogo della
Grande Madre, arcaica Core:
Persefone, la “figlia di Demetra”.

Nei calendari greco e romano,


la stagione in cui i morti uscivano dalla terra,
le feste delle Antesterie.
Abbiamo privilegiato quelle dell’immaginario occidentale
anche se non sono necessariamente occidentali, come l’incenso o il tè;
trapiantate in Europa dall’Oriente, dalle Americhe e dall’Africa.
Non tutte hanno evocato miti, leggende, simboli o usanze.
Le megalopoli hanno perduto ogni contatto quotidiano con le piante
Nel cuore dell’olivo, del grano e del fico
si cela Colui che è al centro del cosmo e del tempo:
l’Unto per antonomasia, al quale alludono tutte le tradizioni,
chiamandolo in Egitto Osiride e in Grecia Dionisio.
I NOSTRI PRODOTTI
Phos
Dioscorea Polystachya (Dioscorea Batatas) rizoma

Marchantia Polymorpha (Lichen Petraeus) tallo

Lawsonia Inermis (Lawsonia) foglie

Sarracenia Purpurea (Sarracenia) foglie

Drosera Rotundifolia (Drosera) sommità fiorite


Dioscorea Polystachya
(Dioscorea Batatas)
Dioscoreaceae
Droga utilizzata: foglie, radici, tuberi.

Principi attivi: saponine steroidee (dioscina, diosgenina), preormoni


sessuali, DHEA, alcaloidi derivati dall’acido nicotinico.
“… la dioscorea batatas ha la particolarità di conservare Luce
Eterica nelle sue radici, questa luce sarà indispensabile per la gente
in futuro. L’essere umano è sempre meno capace di nutrirsi di luce”
R.Steiner
Definita «radice di luce»
per la sua capacità di raccogliere e conservare
l’etere di luce
in quantità elevatissima, unica in tutto il pianeta

l’assorbimento e la produzione di luce nell’essere umano


sono indispensabili al mantenimento di una buona salute
aminica
dalla quale dipende la salute fisica.
Rudolf Steiner
Digestivo, tonico.
Utilizzato nella stanchezza, inappetenza, cattiva digestione, diarrea
cronica, asma, tosse secca, diabete e instabilità emotiva.
Antinfiammatorio.
In oncologia:
- Promuove l’attività di Nuclear Factor KappaB
- Stimola la produzione di fattori ematopoietici nella
mielodepressione da citostatici
- Immunomodulante
Fonte di proteine.
Un duplice ruolo nella conservazione e difesa.
La dioscorina incrementa la produzione di CD4, CD8 e CD9
in corso di trattamenti chemioterapici.
Ha attività osteogenetica.
Marchantia Polymorpha
(Lichen Petraeus)
Marchantia

Principi attivi : dihydrostibenoil, plagiochina, riccardina,


meomarcantina.
Specie di lichene epatico.
Ha attività antibiotica, antitumorale e antimutagena.
Gli acidi lichenici (acido piroforico, olivina e atranorina)
Usati come incenso , mescolati alla resina di ginepro, sono afrodisiaci
L’acido usnico è derivato di benzafuranico dal colore giallo verde
metabolita che si accumula proporzionalmente all’intensità luminosa

I licheni lo producono per proteggersi dalla colonizzazione da altri batteri


può essere utilizzato nel controllo del biofilm che aderisce al substrato.
Cellule batteriche “riunite”.
Sostanze di natura fenolica
Risultato della simbiosi tra il microbionte e la sua alga
filtro per ombreggiare la popolazione.
Per proteggere il fegato ,ad attività antineoplastica.
La marcantina
blocca la crescita delle cellule di cancro della cervice uterina..

l’acido usnico
inibisce la replicazione del 40/70%
- cellule leucemiche K-652
- cellule umane di Ishikawa di adenocarcinoma dell’endometrio
Lawsonia Inermis
Lythraceae

Pianta spontanea, coltivata in India e Medio Oriente, Costa Africana del


Mediterraneo.
Medicinale e colorante naturale.
Le sue virtù consentono di rassodare la pelle, stimolano l’accoppiamento e l’henné è
l’albero più caro a Dio (Maometto)
La foglia contiene un componente di colore rosso-arancio.
Il lawsone viene usato come materiale di partenza nella sintesi di farmaci
antitumorali.
Antibatterica ed epatoprotettiva.
In oncologia:

l’isoplumbalgina ha attività citotossica nelle linee


di melanoma,
di cancro del colon,
polmonari non “small cell”,
del sistema nervoso centrale e renali.
Le piante carnivore
Carnivoro è un modo alternativo di ottenere nutrienti
normalmente assorbiti dal terreno
attraverso il sistema delle radici.

Vivono in terreni poveri di nutrienti.


Ottengono una parte significativa delle loro sostanze
nutritive dal catturare insetti e altri piccoli invertebrati
con le loro foglie (Juniper, Robins e Joel 1989).
Ottengono tra il 10% e 80% del loro bilancio di azoto
dalla decomposizione della preda (Ellison e Gotelli 2001).

Alcune producono fluidi digestivi per rompere la preda


(Juniper et al 1989; Gallie Chang 1997),
rilasciando sostanze nutritive
che vengono poi assorbiti dalla pianta.
Sarracenia Purpurea
Sarraceniaceae

Storicamente utilizzata per uso interno come anti-virale.


I primi impieghi sono stati segnalati dai nativi americani
per il trattamento di vaiolo.
In oncologia:
il lupeoolo e betulino hanno attività anti-tumorale
in linee di melanoma e tumori cerebrali.
Drosera rotundifolia
(Drosera)
Droseraceae

Rugiada del sole

Dotata di trappole adesive. Ha lunghi tentacoli sulle foglie che possono muoversi
piegandosi in ogni direzione.
Le ghiandole trasudano nettare attraente, composti adesivi e gli enzimi digestivi.
E’ consigliata nelle malattie da raffreddamento, per calmare la tosse, nella
bronchite e come diuretico. È attiva contro gli stafilococchi, e gli streptococchi.
Amyris
Dal greco Amyron αμυρων, "intensely scented", balsamo,
nell’infertilità, nella nausea e nella cefalea.

Le spezie sono tra i principali afrodisiaci e cure per l’infertilità.


Costantino l’Africano (ca. 1020-1087) nato a Cartagine, viaggiò a Babilonia,
India, Egitto ed Etiopia ampliando le conoscenze europee,
attraverso la sua traduzione in latino dei testi scientifici arabi
che reintroducevano un rigore di metodo e di ricerca
dimenticati dalla caduta di Roma.
Partecipò alla fondazione della scuola medica di Salerno,
morì nel monastero benedettino di Monte Cassino.

Il suo De coitu (Sul coito),


fino al 19 secolo, era il testo di riferimento a gli aspetti della salute sessuale.
Le spezie figurano in tutti i rimedi.
Dall’elisir di zenzero, cannella dopo i pasti principali,
al ricostituente mattutino: i chiodi di garofano.
La disfunzione come sintomo di uno squilibrio.
Ibn al-Jazzar (898-980) medico tunisino,
costituisce la fonte delle ricette di Costantino :
lo zenzero era il rimedio ideale come afrodisiaco, nell’impotenza:
Al-Tifashi, al Cairo nel tredicesimo secolo, raccomandava
cannella, chiodi di garofano, zenzero e cardamomo.
L’infertilità di coppia colpisce il 15-20% delle coppie
nei paesi industrializzati.

La percentuale varia in base all’età:


30-34 anni : 28,5% (2 coppie su 7)
35-39 anni : 40% (2 coppie su 5)
40-44 anni : 50% (2 coppie su 4)
(Dati OMS)
L’infertilità femminile incide per circa il 50%,
gravata dal “fattore età”,
di donne che ricercano il primo figlio dopo i 40-44 anni.
Le principali cause sono i disordini ovulatori o le patologie
dell’apparato riproduttivo (policistosi ,endometriosi),
lo stile di vita e abitudini sbagliate
(fumo, inquinamento, alimentazione,interferenti endocrini).

L’infertilità maschile incide per il 30%,


uno dei motivi l’impotenza meccanica.
Il dato è inversamente proporzionale all’impiego delle spezie.

“Rari oli essenziali, eresie di profumi.


Giardino di melograni con cannella” (Cantico dei Cantici)
Ipoteca sulla fertilità
Interferenti endocrini
Endocrine Disrupting Chemicals (EDCs)
Secondo la definizione adottata dalla Unione
Europea
“un Interferente Endocrino è una sostanza
esogena, o una miscela, che altera la
funzionalità del sistema endocrino,
causando effetti avversi sulla salute di un
organismo, della sua progenie o di una (sotto)
popolazione”
(European Workshop on the Impact of
Endocrine Disrupters on Human Health and
Wildlife, Weybridge, UK, 2-4/12/1996).
Classificazione degli EDCs

L’enorme quantità di composti che


potrebbero interferire con il sistema
endocrino umano e animale non ne
facilita la classificazione.
In via generale è possibile raggruppare
questi composti in cinque categorie
principali
1) Farmaci o estrogeni sintetici (come
ad esempio il 17-b estradiolo o
l’estrogenosintetico dietilstilbestrolo,
DES).
2) Pesticidi, distinguibili in:
· organofosforici;
· carbammati;
· piretroidi sintetici;
· organoclorurati;
3) Plastificanti e prodotti derivanti dalla
combustione del PVC (ma anche della carta e
delle sostanze putrescibili) come le diossine

4) Sostanze di origine industriale come:


· fenoli;
· ritardanti di fiamma;
· acido perfluorooctanico e suoi sali;
· diossine;
· alcuni metalli pesanti (piombo, cadmio e
mercurio).
La maggior parte degli EDCs hanno carattere
lipofilo
e questo permette loro di diffondere attraverso
la membrana cellulare, di legare eventualmente
i recettori per ormoni steroidei e di accumularsi
a livello del tessuto adiposo

Numerose di queste sostanze derivanti


dall’inquinamento ambientale vengono assunte
con la dieta attraverso la sostanza grassa
consumata insieme alla carne, al latte etc.
La valutazione del rischio

• Osservazioni sulla fauna selvatica in


ambienti particolarmente inquinati da
specifici composti chimici, riportavano
anomalie nello sviluppo degli organi
riproduttivi di molluschi, pesci, anfibi,
rettili, uccelli e mammiferi.
La riproduzione e lo sviluppo pre- e postnatale sono le
fasi biologiche più sensibili agli effetti endocrini degli
EDCs

Gli effetti indesiderati degli EDCs finora


osservati, mediante studi in vivo e in vitro, sono:
-l’indebolimento della capacità riproduttiva
maschile e femminile
-lo sviluppo di difetti morfologici o funzionali
alla nascita
-lo sviluppo del cancro
-l’alterazione della linea germinale e la
progressione transgenerazionale del danno
causato da EDCs
Effetto degli EDCs sull’apparato riproduttivo
femminile

indebolimento della capacità riproduttiva


femminile
• Pubertà precoce
• Sindrome da ovaio policistico
• Menopausa precoce (POF)
• Fibrosi dell’utero
• Cisti ovariche
• Endometriosi
• Infertilità/sub-fertilità
• Gravidanza ectopica
• Aborto spontaneo
Effetto degli EDCs sull’apparato riproduttivo
maschile

indebolimento della capacità riproduttiva maschile


•Infertilità
•Oligo/azoospermia
•Diminuzione della qualità del seme
Effetto degli EDCs sullo sviluppo embrionale

sviluppo di difetti morfologici e funzionali alla


nascita
Apparato riproduttivo maschile
• Disgenesia del testicolo
• Criptorchidismo
• Ipospadia

Apparato riproduttivo femminile


• Anomalie dello sviluppo di utero e ovidutti
Impatto sulle nuove generazioni
tramite alterazione del meccanismo
dell’imprinting
effetto epigenetico

• Alterazione della metilazione del DNA e


dell’acetilazione degli istoni nella linea
germinale dopo esposizione in utero a
EDCs.
Meccanismo d’azione degli EDCs

Alcuni EDCs si legano al recettore degli androgeni,


provocando attivazione o inattivazione del recettore

DDT è un estrogeno simile, ma: induce alterazioni


riproduttive. Il metabolita DDE agisce come un anti-
androgeno bloccando il recettore per il testosterone. Si
producono effetti che sono fenotipicamente simili agli effetti
causati da estrogeni
Campagna demografica Italiana per
l’incremento delle nascite

Oggi
Ieri
Punica granatum (Melograno) frutto

Zingiber officinale (Zenzero) rizoma

Cinnamomum zeylanicum (Cannella ceylon) olio essenziale

Syzygium aromaticum, Eugenia Caryophyllata (Chiodi di


garofano) olio essenziale

Elettaria cardamomum (Cardamomo) olio essenziale


Punica granatum (Melograno)
Punicacea.
Il frutto vermiglio della melagrana
allude all’immagine della Grande Madre che genera il cosmo
.

Augurio di prosperità e fecondità:


un grano rosso per ogni amico,
un grano imporporato
come il volto dell’Amata alla quale l’Amato .

Attraverso il tuo velo la tua gota


è come uno spicchio di melagrana.
(Cantico dei cantici)
“La melagrana si apre e lascia venire cento figli” (Vietnam).
I Romani ne ornavano il capo delle spose
con rametti della pianta, per augurare loro gli attesi frutti.

Erano dedicati a Giunone, la quale


pingevasi con un melo granato in una mano,
come conservatrice dell’unione dei popoli.
Giunone è la Grande Madre,
raffigurata anche in forma di vaso
che contiene tutto ciò
che nasce e riprende tutto ciò che muore.
I principi attivi

Alcaloidi (pellegrina nella radice),

Fitoestrogeni (estrose, estradiolo, daidzina, genistina, daidzeina, genisteina e


cumestrolo, (nei semi).

Fenoli : delfinidin 3-glucoside, delfinidin 3,5-glucoside, cianidin 3-glucoside, cianidin 3,5-


diglucoside, cianidin 3-glucosio, pelargonidin, delfinidin, cianidin 3,5-diglucoside.

Acido ellagico, depside (tannino idrolizzabile la cui molecola deriva dalla condensazione
di più unità elementari di acido gallico).
L’attività anticancerogena dell’acido ellagico si esplica sulla fase iniziale del processo
della carcinogenesi. Gli enzimi del citocromo P450 partecipano all’attivazione e al
metabolismo delle sostanze cancerogene.
Ha un’azione preventiva dell’arteriosclerosi.
Inibisce la formazione del legame tra cancerogeni e DNA,
attraverso un legame diretto.

Stimola l’attività dell’enzima glutatione-S-transferasi


(GST),nel fegato.

Stimola l’enzima glutatione riduttasi, nel fegato.

Inibisce i danni da ossidazione lipidica,


indotta dai radicali liberi.

Disattiva i metaboliti reattivi della carcinogenesi.


Zingiber officinale (Zenzero)
Zingiberacea.

Pianta erbacea perenne originaria dell’Estremo Oriente, coltivata in tutta


la fascia tropicale e subtropicale. Arriva ad un metro di altezza.
Tempo balsamico: gennaio
Si utilizza il rizoma, carnoso.
Dall’indiano zingibil o dall’arabo zinol-schabil, radice.
Coltivato in Africa dove fu importato dai portoghesi e in Giamaica.

Arrivò in Europa grazie agli Spagnoli nel XVI secolo.


In Senegal le Donne se ne fanno cinture per risvegliare i sensi del loro sposi.
Dall’antico Egitto era base dei massaggi afrodisiaci praticato dai coniugi
“in un bicchierino di olio, mescolare zenzero, chiodi di garofano, salvia, timo e foglie
di noce. Spalmare lungo la colonna vertebrale partendo dal coccige fino alla
cervicale. Susciterà reazioni erotiche imprevedibili, profonde e prolungate che
porteranno ad una completa soddisfazione dei sensi. Il massaggio è reciproco, in
stanza accogliente, con luce soffusa”.
Ildegarda di Bingen (1098-1179)
lo usava contro la peste e lo suggeriva ai marinai
per prevenire lo scorbuto.

In Inghilterra per produrre il pan di zenzero (ginger bread).

In Giappone per il gari, sottaceto per il sushi


e come pickle (sottaceto agrodolce) nelle bevande analcoliche.

In bevande analcoliche (ginger ale, ginger berer)


Utilizzato nella dolciaria fiorentina medievale
(6° novella dell’8° giornata del Decamerone).

“…per incantare la Persona dei Sogni…”


Per il Chai, la ricetta:
due tazze di latte,
una tazza d’acqua,
the nero,
4 baccelli di cardamomo,
mezza stecca di cannella di goia,
zenzero fresco
qualche seme di anice,
chiodi di garofano,
zucchero scuro
In un pentolino cardamomo (baccello aperto) e le spezie dopo due minuti
aggiungere due cucchiai di tè, all’inizio del sobbollire aggiungere latte e
zucchero per 15 minuti….
I principi attivi
olio essenziale (zingiberene)
zingerone antibiotico su Escherichia Coli
gingeroli, carminato
shogaoli (sapore pungente)

Stomachico ha azione antinausea (mal di mare, gravidanza,


chemioterapia cisplatino), antiemetico, antipiretico,
antinfiammatorio nell’artrite.
Abbassa il colesterolo.
Cinnamomum zeylanicum
Lauracea.
Cannella Regina o di Ceylon

Originaria delle regioni calde dell’Asia.


Si utilizza la corteccia interna dei germogli
nati ogni due anni.

Cinnamomum dall’Ebraico Kinnamon


e dall’Indiano hamama = odoroso.

Per gli Ebrei ginnamon e i Romani cinnamomum


La storia
Il suo nome, usato dall’inizio del XII secolo,
deriva dal latino canna per la forma.
Ogni parte della pianta è aromatica:
le foglie strofinate emanano un profumo di violacciocca,
la mandorla del frutto fornisce un olio essenziale,
“cera di cannella”.
“Verso mezzogiorno l’ultima delle terre abitate l’Arabia la quale
sola fra tutte le terre, produce incenso, mirra, cassia, cinnamomo
e ladano…” (Erodono)
I principi attivi:
olio essenziale: 4% costituito per 65-75% di aldeide cinnamica,
Eugenolo 10%, Safrolo, Monoterpeni, Sesquiterpeni, 2 eptanone
(methyl-n. Amylketone).

Antibatterico impiegato nel tifo,


ha attività emmenagoga, digestiva, tonica, carminativa,
stimolante il centro vasomotore, il ritmo cardiaco,
la frequenza respiratoria e la motilità intestinale.
È afrodisiaca.
Syzygium aromaticum,
Eugenia Caryophyllata
(Chiodi di garofano)
Myrtacea

Albero sempre verde di 10 mt, cresce spontaneamente nelle Molucche,


Antille, Madagascar, Indonesia.
La spezia (chiodi di garofano) è costituita dai boccioli floreali
essiccati.
Tempo balsamico: estate
Il nome Eugenia, da Eugenio di Savoia (1663-1736)
Storia

In Cina 2.200 anni fa era profumo e medicamento.


Arrivò in Occidente nel XVIII secolo a.C. ,
attraverso la via dell’incenso.
In Italia nel vin brulé.
I principi attivi
olio essenziale dei fiori:
eugenolo 70-90%
eugenil-acetato 2-15%
caryophillene beta 2-7%
humulene alpha 1.5%
caryophillene ossido 1.8
Elettaria cardamomum
(Cardamomo)
Zingiberacea

In Hindi, Elaichi di Chloti.


Pianta tropicale che cresce nelle foreste in Iran, India, Malesia,
nei 500 e 1.500 metri con capsula, baccello che contiene i semi.
Raccolto, solo a mano, tra agosto e febbraio.
Storia
Per allontanare, negli ambienti, l’invidia.
Prima di un incontro “affettivo”, per sorprendere il partner.
Pianta magica per l’Amore puro. Anche in cucina.
Dal sapore di limone.

I Greci e i Romani lo usavano nelle profumerie e pasticcerie.


Fa parte di piatti orientali il “byrani”, nel caffè e cioccolata.
“ I semi macinati aggiungi alle torte di mele ne fanno una splendida
torta d’Amore”.
Nel Papiro Ebers (1550 a.C.) ne è descritta l’attività Afrodisiaca,
il suo nome è “semi del paradiso”.

La ricetta per aumentare il piacere:


due cucchiai di semi in un bicchiere di vino brulé
o in una tazza di tè, per rapide pozioni.

E’ il rito d’amore con Orixa Aji Thossu o “Loa voodoo Erzulie”,


il mercoledì, venerdì, sabato e domenica.
La ricetta:
Grani di cardamomo
miele
grappa
caffè
a digiuno, durante le prime luce del giorno.
…versare in una ciotola grappa, macerare i semi e miele, lasciare per
tre notti all’aperto sotto l’influenza della luna crescente. Alla fine,
rimuovere i grani dalla grappa e metterli nel caffè, bevendolo con il
proprio partner…
Conosciuto dai Romani per produrre profumo,
La spezia più cara dopo zafferano e vaniglia.
I principi attivi
olio essenziale
Terpinolene, geraniolo, mircene, sabinene, limonene, borneolo,
terpinolo.
Clam
Acido linoleico coniugato nella prevenzione di
disordini oncologici, cardiovascolari e metabolici
(ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia,diabete mellito tipo 2).
Carthamus tinctorius
(Cartamo, zafferanone)

Asteracea (composita)
Tempo balsamico: luglio-settembre

Spontanea e infestante, coltivata, continentale e costiera annuale,


raggiunge 4 metri di altezza in India, Kazakistan, Messico ed
Etiopia.
Fiori simili a quelli dello zafferano.
Gli Egizi lo adoperavano per tingere le bende delle mummie.
In cucina può sostituire lo zafferano, colore intenso, ma sapore lieve.
Fa coagulare il latte e rende consistente creme e budini.
Come colorante per rossetti, per la seta (giallo, rosso, rosa e scarlatto).

Nel Medioevo si somministrava agli anziani un infuso


ancora oggi dato in India e Africa.
I principi attivi
(semi olio di)
dal 25 al 37% di acido linoleico coniugato (CLA)
costituito da acidi octadecadienoici isomeri posizionali e geometrici dell’acido
linoleico (e non).
A differenza dell’acido linoleico, tutti gli isomeri CLA possiedono legami
coniugati (due doppi legami separati da un legame singolo).
Il CLA è presente nei tessuti animali, incluse le carni di ruminanti, il pollame, le
uova e i prodotti caseari che hanno subito un trattamento con il calore.
La modificazione della composizione corporea
è legata all’isomero trans-10, cis-12 CLA in grado di ridurre la
lipasi lipoproteica, le concentrazioni intracellulari di
trigliceridi e l’espressione del mRNA per la steroil-CoA
denaturasi (nelle colture cellulari di adipociti).
Nelle membrane il livello di saturazione modula la fluidità,
flessibilità, permeabilità e l’attività degli enzimi associati alla
membrana stessa.
La trasformazione neoplastica cambia la composizione,
incrementando il rapporto colesterolo-fosfolipidi riducendo il
contenuto di PUF nei fosfolipidi.
I cambiamenti determinano
aumento proliferazione cellulare
riduzione apoptosi
cambiamenti nella comunicazione tra cellule e resistenza ai
chemioterapici.
Il CLAM riduce la crescita di linee cellulari di epatocarcinoma e la
riduzione del contenuto di C-myc nella linea cellulare di tumore
polmonare.
Coralba
Antiossidante e protettivo
del sistema cardio-circolatorio
riduce i danni cellulari provocati dai radicali liberi.
Aronia melanocarpa Elliot (Aronia) frutto succo concentrato

Inula helenium L. (Enula) radice estratto idroalcolico

Hibiscus sabdarilla DC (Karkadé) fiori estratto idroalcolico

Hippophae rhamnoides L. (Olivello spinoso) frutto succo


concentrato
Aronia melanocarpa Elliot (Aronia)
Rosacea.
Originario dell’America del Nord e Lapponia

E’ un arbusto di medie dimensioni: sviluppa numerosi fusti eretti,


densamente ramificati, che raggiungono i 90-150 cm di altezza.
Le foglie lanceolate sono di colore verde brillante, divengono rossastre o
arancioni in autunno, in primavera inoltrata produce mazzi di fiori
bianco-rosati, con cinque petali, in estate, i fiori succedono piccoli frutti
tondeggianti, penduli che diventano neri a maturazione.
In inglese “black chokeberry” (bacca amara), piccolo frutto
I principi attivi
flavonoidi,
antocianine (colore delle bacche)
acido ascorbico
con azione anti radicalica, antinfiammatoria, vaso protettrice e
regolatrice della permeabilità vasale. Per degenerazione dell’organismo
dovute all’età, l’integrità dei capillari, in cui il collagene è una dei
costituenti principali. Modula la risposta immunitaria.
Karkadé
Hibiscus sabdariffa DC
(Ibisco)
Malvacea

Un genere di 300 specie, arbusti e alberelli dai fiori imbutiformi e


appariscenti, ma effimeri. Utilizzati in fitoterapia.
Dal latino althea.
La radice cotta nel vino o nell’acqua mielata per curare
“tutti i vizi del petto e del polmone, del ventre e per le sciatiche”
(Anonea)

“La decottion del seme” si addiceva “alla dissenteria,


al rigittar del sangue e al flusso del corpo”.
Nelle isole polinesiane, le ragazze portano tra i capelli un
fiore di ibisco rosso o bianco con il centro di color porpora,
specie quando si recano a ballare.
Gli uomini ne posano uno sopra l’orecchio:
se è il destro significa che sono fidanzati,
se è il sinistro denuncia la loro disponibilità.
E’ un fiore sensuale con i lunghissimi stami visitati dagli uccelli
che stanno sospesi nell’aria senza potervisi posare
a causa dei ramoscelli troppo esili.
La breve durata ha suggerito il simbolo della fugace bellezza.
Dall’hibiscus sabdariffa, dell’Africa orientale, si ricava una bevanda
di colore rosso rubino, acidulo per la presenza
degli acidi citrico e tartarico, rinfrescante
il karkadé,
parola di origine eritrea di moda in Italia all’epoca delle sanzioni,
quando il governo raccomandava di usare prodotti nazionali o
importati dalle colonie. Nel dopoguerra dimenticato come simbolo
del regime fascista, è stato recentemente riscoperto, d’estate,
come bevanda dissetante.
I principi attivi
Flavonoidi
Acido ibiscico, ostalico, malico
Antociani
Fitosteroli.
Gli estratti sono antipertensivi per inibizione dell’enzima di conversione
dell’angiotensina.
Uno studio clinico controllato in doppio-cieco, randomizzato, ha valutato in
pazienti ipertensi, l’efficacia terapeutica, la tollerabilità e la sicurezza
dell’estratto secco di hibiscus versus lisinopril.

Digestivo, tonico, stimola il collagene nella cellulite.


Hippophae rhamnoides L.
(Olivello spinoso)
Eleagnacea.

Arbusto cresce in luoghi aridi e sabbiosi sulla Costa Europea e Asia


Centrale
Tempo balsamico: agosto
I principi attivi
Acido ascorbico (6 mg/g nel succo fresco) del frutto
Sitosterolo, campesterolo, stigmastanolo, isofucosterolo, cicloartenolo, amirina,
citrostadienolo, friedetanolo.
Polifenoli tra cui flavonoidi derivati dall’acido fenolico, catechine,
proantocianidine e carotenoidi. Tra i flavoni, il principale l’isoramnetidina-3-0-
glicoside.
Epicatechina, catechina, rutina, quercitina, syringetina, myrincetina.
Monomeri di flavan-3-olo e proantocianidine dimeriche e trimeriche.

(olio ottenuto per spremitura dai semi e dai frutti)


Vitamina E, sotto forma di tocoferolo ,
alfalinoleico, acido stearico, etildodecenoato, decanolo, etil decanoato,
etil dodecanoato e un trigliceride denominato 1,3 dicaoriloil-2-
linoleoilglicerolo.

Polisaccaridi: xilosio, arabinosio, glucosio e galattosio (nelle foglie)

L’epicatechina, un trimetro chimicamente appartenente ai tannini


condensati (nei frutti)

I polifenoli sono radical-scavenger sulle specie reattive dell’ossigeno


(ROS)
con attività antiossidante, antipertensiva, ipocolesterolemizzante,
protettiva dei capillari e flebotonica.
Il licopene
ha un’attività antiossidante inibente sulla sintesi del
colesterolo,
con aumento del catabolismo delle LDL.
La presenza nella droga di sostanze lipidiche
contribuisce ad aumentare l’assorbimento di licopene e
carotenoidi durante il riscaldamento (infuso).
La miscela dei tocoferoli nell’olio di semi
(alfa, beta e epsilon-tocoferolo),
è più efficace della vitamina E di sintesi
nella prevenzione della trombosi, dell’infarto del miocardio.
Gli acidi grassi essenziali, omega 3, omega 6 e omega 9
hanno azione strutturale,
precursori di prostaglandine, trombossani e leucotrieni,
regolano il sistema cardiovascolare dei reni.
Epicatechina, quercetina, antocianine, vitamina C, vitamina E
sono antiossidanti esogeni
nel declino della memoria e dell’invecchiamento.

Hanno un’azione preventiva nei confronti arteriosclerosi.


Inula helenium L. (Enula)
Asteracea (composita)

Pianta erbacea perenne, può arrivare a 2 metri.


Tempo balsamico: marzo
Dal greco enàein, purificare o Helenium, Elena, sorella di Dioscuri,
moglie di Menelao che la teneva in mano quando incontrò Paride.
Il vino all’Enula è aperitivo espettorale.

Usato per tingere gli abiti di blu,


sia come mordente, con l’aggiunta di more di rovo.
I principi attivi
(radici)
Lattoni sesquiterpenici
Elanine
Alantolo Inulina
Stonachina,
balsamico della tosse.
GRAZIE