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Tesori nascosti Ecco le opere negli inaccessibili sotterranei della basilica di San Lorenzo

I murales del tunnel dove


Michelangelo si nascose
per sfuggire ai Medici
Per secoli sono rimasti coperti da uno strato di biacca: teste, piedi,
gambe disegnati alle pareti della “Stanza Segreta” forentina in cui
Buonarroti si rifugiò per mesi. Ognuno “riferibile” a un’opera precisa
di Daniela Cavini

Q
uesta storia potrebbe non es- Lorenzo, commissionati proprio dal quel tramezzi. Sono mesi infernali, i forentini
sere vera. È il 12 agosto 1530 Giulio de’ Medici, prima Cardinale, ades- fanno il vuoto intorno alle mura, demoli-
e qualcuno a Firenze vuole so Papa. Fra lo stupore dei concittadini, il scono conventi e ville fuori porta, per non
Michelangelo morto. L’ordine Buonarroti ripone di slancio le statue sboz- dar protezione al nemico. Alle bombarde
viene da Papa Clemente VII, quel Giulio zate per la gloria degli ultimi rampolli del- e alla fame, si aggiunge adesso anche la
de’ Medici che insieme all’artista giocava, la dinastia – scomparsi nel fore degli anni peste: l’adorato fratello Buonarroto si spe-
da bambino. Il Pontefce, grazie alle trup- – e abbraccia con ardore la causa repubbli- gne di contagio fra le braccia dell’artista.
pe di Carlo V, ha appena riconquistato la cana. Sa di mettere in gioco la vita, eppure Michelangelo è sconvolto, l’euforia diven-
città. L’insurrezione è fallita, sono cadu- si schiera contro quella famiglia che lo ha ta angoscia. Si sente in trappola, diserta,
te – stavolta per sempre – le istituzioni allevato e fatto studiare, da ragazzo, e per fugge a Venezia. Poi ci ripensa e inspiega-
repubblicane. Una Firenze stremata dalla la quale stava lavorando ancora il giorno bilmente torna. Torna anche se si comin-
fame, dalla peste e dall’assedio, si (ri)con- prima della rivolta. Ma la febbre patriotti- cia a capire che questa Comune forentina
segna ai Medici, gli antichi signori di sem- ca lo contagia, il sogno della libertà è più ha troppo osato. Torna per riconsegnarsi
pre. Che stavolta non avranno pietà. forte. O forse solo l’occasione di scrollarsi a un assedio senza più speranza. Quando
In cima alla lista dei ricercati, il traditore di dosso il giogo perpetuo della ricono- Firenze cade, il 12 agosto, Michelangelo sa
Michelangelo Buonarroti. Quando Firenze scenza. Accetta così l’incarico di fortifca- che la scommessa persa potrebbe costargli
insorge, nel 1527, l’artista – che ha da tem- re la città e adattare le vecchie mura alla caro. Nelle rispettive opere, Vasari, Condi-
po estratto il Davide dalla pietra e popola- potenza delle nuove armi da fuoco. Ecco vi e Benedetto Varchi sono tutti d’accordo:
to di sibille e profeti la volta della Sistina l’architetto Buonarroti rinforzare bastio- Michelangelo ha bisogno di nascondersi,
– è alle prese con i sepolcri Medicei in San ni e campanili, scapitozzare torri. Elevare di aspettare che le vendette si compiano e

IN ATTESA DEL PERDONO PAPALE

L’insospettabile
nascondiglio
È proprio un grande sostenitore dei Medici, il priore
di San Lorenzo, a mettere a disposizione di Miche-
langelo un nascondiglio all’interno della Sacrestia
Nuova. L’artista sparirà dalla circolazione per poco
più di due mesi: il tempo necessario a Papa Cle-
mente VII di perdonarlo. La “Stanza Segreta” viene
scoperta solo nel 1975, ed è tutt’oggi inaccessibile al
pubblico per motivi di sicurezza.

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el L aocoonte
La testa d
rITraTTo
a MeMorIa
Michelangelo aveva studiato
dal vivo il “Laocoonte”
(qui accanto) quando fu
ritrovato a Roma. Vasari
afferma che l’artista aveva
una straordinaria capacità
mnemonica. L’ex direttore
del Museo delle Cappelle,
Dal Poggetto, ipotizza che
la testa disegnata sul muro
della “Stanza Segreta” ne
possa essere il ritratto a
memoria, nonché lo studio
preparatorio per la statua
del San Cosma destinata alle
tombe della Sacrestia Nuova

alinari
e lasciata poi terminare
all’allievo Montorsoli.

pio dell’insurrezione. C’è un sotterraneo,


sotto la Sacrestia Nuova, chiuso da una bo-
tola. Lì lo scultore si rintana, un loculo di
dieci metri per due, le fnestrelle sbarrate,
sulla sinistra. In questo tunnel illuminato
a candele di sego, il maestro aspetta che il
destino si compia, che sia vita o sia morte.
Anche se è comunque già sconftta.

Le visite dello scolaro. Nei lunghi giorni


tutti uguali, il recluso si aggrappa ai muri
della cantina come ai fogli di un album da
disegno, e con un tizzone carbonizzato co-
mincia a prendere appunti. Il sotterraneo
diventa cosi palcoscenico di una sorta di
seduta psicoterapica, in cui passato e fu-
turo si confondono, e i ricordi si mutano
in progetti. Dall’animo dolente del fug-
giasco sgorga un fume di graffti: studi
di piedi, profli di donna, fgure sdraiate,
rotazioni di corpi, braccia, gambe. I segni
sono rapidi, i tocchi nervosi. Sono curve
che accolgono idee, intuizioni interrot-
te che poi riprendono il largo. L’artista
sembra provare sul muro le grandi fgure
che un giorno, se mai dovesse uscirne,
il bagno di sangue si plachi. Deve sparire. scolpirà. E sono fgure che si muovono, si
E in fretta. muovono. Si muovono. La testa inclinata
di un uomo dagli occhi vuoti e vibranti…
Sotto la Sacrestia Nuova. Gli viene in le gambe di un principe assiso… un gi-
aiuto l’insospettabile priore di San Loren- gante dal braccio alzato pronto a sfuggire
zo, Giovanni Battista Figiovanni, noto so- alla pietra che lo trattiene… un vecchio
stenitore dei Medici, uno con cui l’artista scarmigliato dalle spalle ricurve, vegliato
non si era neppure troppo bene inteso, in da un angelo nella disfatta… un misterio-
passato. «Io lo canpai dalla morte» scrive il so proflo di donna. In poche settimane il
sacerdote nelle sue Ricordanze «et salva‘li cunicolo si popola di murales, compagni
la roba». Il priore mette a disposizione del di una prigionia spezzata solo dalle rapi-
Buonarroti un posto dove diffcilmente lo de apparizioni del giovane scolaro Anto-
cercheranno: proprio la chiesa dei Medici, nio Mini, l’unico autorizzato a fare visita
il San Lorenzo a pochi passi dal Palazzo al maestro, a portargli i pasti. Anche lui,
di Famiglia. Quelle Cappelle dove l’artista ogni tanto, acchiappa un tizzone e dise-
scolpiva le sepolture dei cadetti allo scop- gna qualcosa. Per poi svignarsela nelle

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giga nteschi
Tre piedi

Un “CoLosso di san Lorenzo”?


Sulle pareti della “Stanza Segreta” ci
sono tre grandi disegni di piedi, due
visti frontalmente, uno di proflo. Sono
piedi immensi. A quei tempi a Firenze si
fantasticava sul “Colosso di San Lorenzo”:
certo Michelangelo sognava sul muro una
grande statua, magari qualcosa a più forte
impatto politico repubblicano. Un nuovo
David (nella foto qui sopra)?

sopra la botola vengono rimossi. La porta


si solleva. Dieci scalini più sotto, si apre
un loculo pieno di muffe flamentose, an-
nerito dalla carbonella e dal fango secco,
eredità dell’alluvione del ’66.
Comincia la rimozione dei detriti, mentre
un restauratore si accinge agli usuali saggi
di pulitura delle pareti. Il 15 novembre di
buon’ora, il direttore del Museo, Paolo Dal
Poggetto, riceve la notizia: il bisturi avanza,
due strati di intonaco cedono dolcemente,
su un terzo strato più antico stanno affo-
strade cittadine bagnate a sangue. l’antico lavoro per le tombe della Famiglia, rando superbi disegni di gambe. Ma di
Ma il potere, si sa, valuta gli uomini per nelle Cappelle; non senza aver prima fat- cosa è l’inizio? Di “uno dei più importanti
quel che possono fruttargli. Sbollita l’ira, to eliminare, giù nel sotterraneo, le tracce ritrovamenti artistici del XX secolo” (Fre-
Clemente VII si ricorda che Michelangelo che potrebbero mettere nei guai il buon derick Hartt)? Oppure della scoperta “degli
è il più grande artista vivente, e gli è in- priore. Così i disegni fniscono sotto uno scarabocchi di un vivace gruppo di artisti
dispensabile per gli ambiziosi progetti di strato di biacca, una scialbatura destinata dal talento limitato” (Caroline Elam)?
celebrazione familiare. “Papa Clemente fe’ a cancellarli e che invece li proteggerà, per In realtà, il rinvenimento è soprattutto
fare diligenza di trovarlo”, scrive il Vasari riconsegnarli alla Storia. l’inizio di una saga non solo italiana: la
“con ordine che non se li dicesse niente, contesa a distanza fra più tifoserie, capace
anzi, che se gli tornassi le solite provisio- Una saga internazionale. Questa storia di paralizzare la gestione della scoperta e
ni, purchè egli attendessi all’opera di San invece è vera. È il novembre 1975 e a Firen- di tornare a seppellire per oltre 30 anni la
Lorenzo”. Il cerchio si chiude. Dopo averli ze si sta cercando un’uscita di sicurezza realtà del sotterraneo. Diffcile compren-
voluti morti, ed aver fatto di tutto perché per le Cappelle Medicee. Un vecchio di- dere come mai ci sia chi nega la paternità
lo fossero, Michelangelo torna a essere pendente ricorda di aver visto, nel lavama- michelangiolesca senza neppure sentire
pagato per celebrare la grandezza dei Me- ni sinistro della Sacrestia Nuova, la botola la curiosità di scendere di persona nel-
dici. Inchiodato più che mai a quel futu- di accesso a un sotterraneo utilizzato un lo scantinato (Ulrich Middeldorf, James
ro servile cui aveva voluto sottrarsi. Sono tempo come deposito di carbone per le Beck). Oppure chi si esprima – come l’au-
passati due mesi, lo scultore riprende stufette dei custodi. Gli armadi ammassati torevole Charles de Tolnay – quando la

La contesa a distanza fra i critici d’arte ha paralizzato la gestione della scoperta fatta nel
1975 e ha seppellito nuovamente, per oltre 30 anni, la misteriosa realtà del sotterraneo

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emours
iano di N
... e quelle di Giul

iL bastone di santa Chiesa


Secondo Paolo Dal Poggetto, il disegno
di queste gambe sarebbe lo studio
preparatorio per la statua di Giuliano
duca di Nemours (nella foto piccola,
nella Sagrestia Nuova in San Lorenzo, a
Firenze), terminata da Michelangelo (e
dalla bottega) dopo la fne dell’assedio.
La spada, nel disegno in mano a Giuliano,
diventerà nell’opera il “Bastone di Santa
Chiesa”: ciò sembra potersi riferire al

del D avid... ritorno dei Medici a Firenze e al rinnovato


Le gambe appoggio della casata al Papato.

pulitura delle pareti è da poco iniziata e


affora solo qualche disegno a malapena
leggibile. O ancora, come mai illustri stu-
diosi che pur hanno ben visto, si richiu-
dano in un fragoroso silenzio: cosa ancora
più inesplicabile se si tratta dei Sovrinten-
denti di Firenze dell’epoca, gli “allenatori”
della squadra di cui Dal Poggetto fa parte.
Insomma, mentre laggiù nel sotterraneo
un intero mondo torna lentamente alla
luce e il direttore delle Cappelle non riesce
a contenere l’entusiasmo, l’impressione è
che il team non sia esattamente dalla sua
parte. Il tutto senza una reale valutazione
tecnica dei disegni murali: è come se le
L’opera Commissionata
squadre si schierassero non in rapporto
daL sUo ex nemiCo
Nel sotterraneo ci sono anche
all’opera ritrovata, ma in base a chi dice
molti studi di “gambe”: notando cosa. Le logiche interne alla corporazione
anche la somiglianza con il David sembrano, ahimè, prevalere.
(opera alta 516 cm, realizzata da
Michelangelo agli inizi del ‘500 e L’aiuto del garzone. Intanto Dal Poggetto
oggi all’Accademia, a Firenze), si esprime, eccome. La sua attribuzione
Dal Poggetto ipotizza che si tratti – magari ottimistica, ma certo non l’auto-
di studi preparatori per la sua statua promozione di un mercante – è argomen-
del David-Apollo (oggi al Museo del tata con gli strumenti della storia dell’arte,
Bargello, in alto a destra).
lo studio del contesto, i confronti, l’analisi
L’opera, iniziata verso la metà degli
Anni 20, fu portata a termine dopo
dei disegni autograf: per lui, la maggior
l’assedio addirittura su richiesta parte dei murales della “Stanza Segreta”
dell’uomo che aveva cercato è opera di un Michelangelo fuggiasco e
Michelangelo per arrestarlo, il solitario, con qualche tratto più ingenuo
governatore di Firenze Baccio Valori. vergato dal garzone Antonio Mini. La testa
ll a caduta
Astante a

alinari
L’Eva tEntata
L’Eva tentata fu affrescata da Michelangelo nella
Cappella Sistina fra il 1508 e il 1512 (foto a destra).
Secondo la spiegazione di Dal Poggetto, il disegno
murale Astante alla caduta fa parte di un gruppo
di prove eseguite dall’artista sul muro in vista di
un disegno della Caduta di Fetonte realizzato dopo
l’assedio e donato all’amico Tommaso de’ Cavalieri.

taglia. O da chi proclama che manchino le


prove del nascondiglio dell’artista proprio
in quella stanzetta. Argomenti rispettabili,
ma insuffcienti a mantenere acceso l’in-
teresse. Se non è Michelangelo, chi è? Chi
in quel momento storico poteva schizza-
re su un muro tanto fascino? Intanto solo
inclinata di un uomo dagli occhi vuoti e gante dal braccio alzato pronto a sfuggire agli studiosi è permesso scendere la ripida
vibranti, sulla parete destra, è il ritratto a alla pietra degli scalini, ci dà l’idea di cosa scala che conduce al sotterraneo: per mo-
memoria del Laocoonte (che Michelan- sarebbe stato il Cristo Risorto previsto nel- tivi di sicurezza, il pubblico è – e rimane
gelo aveva studiato dal vivo), studio pre- la lunetta sopra la tomba dei due fratelli tutt’oggi – tenuto alla larga dallo scantina-
paratorio per il San Cosma destinato alle Lorenzo e Giuliano, i Magnifci, se l’artista to e dal suo prezioso contenuto. L’ipotesi
tombe della Sacrestia Nuova e lasciato re- l’avesse mai realizzato. Dal Poggetto pro- di staccare i disegni e trasferirli altrove vie-
alizzare poi all’allievo Montorsoli; le gam- duce un testo appassionato, confutato da ne presto (e per fortuna) respinta. Senza
be di un principe assiso sono quelle del chi sostiene che la grandezza dei mura- perizie commissionate, lontano dalle lu-
giovane duca di Nemours, statua che sarà les non permetta confronti con i disegni singhe del mercato, il dibattito critico del-
presto terminata al piano superiore; il gi- cartacei del Buonarroti, di ben più piccola la comunità scientifca sembra esaurirsi. Il

La botola di accesso alla “Stanza Segreta” e i direttori delle Cappelle


L’ingresso alla “Stanza
Segreta” viene
riscoperto nel 1975,
durante dei lavori al
Museo delle Cappelle
Medicee. Dava accesso
a un sotterraneo uti-
lizzato un tempo come
deposito di carbone. A
sinistra, l’ex direttore
delle Cappelle, Paolo
Dal Poggetto. A destra,
l’attuale direttrice
Monica Bietti.

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Leda e il C
risto riso
rto

IL poSSIbILE autorItratto E I “prEparatorI”


Qui a sinistra, un possibile autoritratto dell’artista durante la forzata prigionia. Secondo Dal Poggetto
potrebbe trattarsi di un disegno preparatorio per il San Matteo e l’Angelo. Qui sopra, a sinistra, una
fgura femminile in piedi e il suo proflo ingrandito: potrebbe essere il disegno preparatorio per la Leda
in piedi, opera realizzata di cui si sono perse le tracce. A destra, quello che l’ex direttore ipotizza essere il
Cristo Risorto previsto nella lunetta sopra la tomba dei due fratelli Lorenzo e Giuliano, i Magnifci. Questo
dipinto non fu realizzato a causa della defnitiva partenza per Roma di Michelangelo, nel 1534.

il nostro desiderio sia di mostrarli», af- il tempo parole autografe lasciate dal mae-
ferma Monica Bietti, direttrice del Museo stro come indicazioni agli allievi (pilastro;
delle Cappelle Medicee. «Ma se qualche basa; “la soglia di fuora” scritto misterio-
studioso non fosse d’accordo, che si faccia samente all’incontrario, aroufdailgosal);
avanti. È l’ora di aprirlo, questo dibattito. ci sono operai che calcolano sul muro i
È l’ora di andare negli archivi, fare ricerca. blocchi di marmo o le giornate lavorate;
Senza pregiudizi». e ancora, ecco la richiesta di uno scolaro
(VIENI A VEDERE) o la frma di un fun-
Senza un cartellino. È curioso notare zionario (marco di dome//nicho meljnj).
come il ripescaggio dei graffti avvenga Schizzi, segni, appuntature di matita. Da
tempo di far uscire l’unica pubblicazione proprio quando sono ormai usciti di sce- quest’ammasso di linee e di progetti, dalla
in commercio sull’argomento e Dal Pog- na tutti gli antichi oppositori, mentre Pa- varietà dei disegni, dalla densità dei penti-
getto viene magistralmente trasferito nel- olo Dal Poggetto è pensionato a Fiesole a menti, esce vivida la bottega di Michelan-
le Marche. Sono passati neppure 4 anni. scrivere poesie. Ma ancora di più colpisce gelo al lavoro.
Della scoperta e del suo autore si perdono come la potenza dei miti – incluso quello Siamo a pochi passi dai sepolcri dei prin-
le tracce. Fino a oggi. della “Stanza Segreta” – offuschi talvolta il cipi Medici, qui ogni settimana sflano
Oggi la tecnologia regala ai graffti l’im- senso delle cose. Nel 1975 infatti, a poca riverenti di fronte alle statue del Giorno
mortalità virtuale. In occasione del 450° distanza dal sotterraneo, vengono a galla o alla Notte migliaia di persone, non ci
anniversario della morte dell’artista – l’an- nell’abside della Sacrestia Nuova anche sono problemi di sicurezza, e neppure
no prossimo – diventa possibile navigare i disegni di architettura: si tratta di due di attribuzione: eppure nessuno alza il
sulle pareti del cunicolo grazie ad un itine- grandi fnestre, delle architravi, le cor- naso, nessuno capisce o forse neppure
rario multimediale realizzato dalla Soprin- nici, le edicole che Michelangelo traccia vede il senso di quanto lasciato sul muro
tendenza del Polo Museale Fiorentino, de- sulle pareti per mostrare a falegnami e cinquecento anni fa, oggi protetto da un
dicato ai capolavori del Buonarroti sparsi scalpellini come debbano preparare il le- vetro, senza neppure un cartellino – altro
per la città. Che includono a questo punto gno e la pietra per la libreria Laurenziana, che touch-screen – a spiegare che si è di
anche i famigerati murales, fnalmente ac- lì accanto. Siamo nel 1525, i disegni sono fronte al ritratto di vita di un cantiere del
cessibili. «La maggior parte di questi dise- sicuramente del Buonarroti, e su questo Cinquecento probabilmente senza para-
gni è di una bellezza sorprendente, ovvio per una volta sono proprio tutti d’accordo. goni al mondo.
che per noi si tratti di Michelangelo e che Non solo: tracciate a carboncino, sfdano Daniela Cavini
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