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LA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO NEGLI

STUDI PROFESSIONALI
___________________
I comportamenti anomali del cliente e l’obbligo di segnalazione delle
operazioni sospette previsto dalla legge

Donato Montagna
Colonnello della Guardia di Finanza in congedo
Esperto in normativa antiriciclaggio

Bologna – Sala Conferenze Marco Biagi – Piazza De’ Calderini Via Altinate, 2/2 1
Il RICICLAGGIO
cenni
Riciclaggio – Indicazioni GAFI:

Collocamento (Placement)
Immissione dei fondi provenienti da
attività illecite nel circuito finanziario
legale.
Nelle forme più evolute i fondi viaggiano
già nel circuito legale.
Momento delicato è il “passaggio” dal
reato presupposto al riciclaggio.

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Riciclaggio – Indicazioni GAFI:

Stratificazione (Layering) (“Guado del


Pellerossa”)
Esecuzione di una pluralità di
operazioni e trasferimenti al fine di far
perdere le tracce della provenienza
illecita dei fondi. Si tende a rendere più
difficile la ricostruzione del “paper trail”.
Rendere possibilmente "anonima" la
ricchezza, creando una copertura
apparentemente legittima

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Riciclaggio – Indicazioni GAFI:

Integrazione (Integration)
reinvestimento e reimpiego in attività economiche e/o
finanziarie dei capitali “ripuliti”.
La riemersione della ricchezza è agevolata dal
coinvolgimento, più o meno consapevole, di
intermediari e professionisti, anche esteri.
Assistenza giuridica per l’impiego del denaro in
investimenti di varia natura:
• costituzione di nuove società;
• incrementi del capitale sociale di quelle esistenti.

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Riciclaggio – Indicazioni GAFI:

Fasi delicate per Riciclatore:


1^ Fase: Placement;
3^ Fase : Integration

le diverse fasi possono svolgersi


ed esaurirsi in un solo Paese ma
anche coinvolgere ed interessare
più Paesi

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Riciclaggio

Ricorso a strutture commerciali


appositamente costituite
Raggiro di operatori commerciali
inconsapevoli
L’utilizzo di identità fittizie, di
documenti falsi e di “prestanome”
Lo sfruttamento delle differenze tra le
legislazioni internazionali
Il ricorso a forme di ricchezza anonime
ed a valori “al portatore”
L’utilizzo di internet
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I criminali sono consapevoli della
circostanza che quanto meno tracce
contabili si rendono disponibili agli
investigatori, tanto meno risulterà
agevole dimostrare l’esistenza di un
legame tra il criminale ed il patrimonio

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Finanziamento al Terrorismo

QUALSIASI ATTIVITÀ
DIRETTA, con qualsiasi mezzo

«in qualunque modo realizzati,


destinati ad essere, in tutto o in parte,
utilizzati al fine di compiere uno o più
delitti con finalità di terrorismo o in
ogni caso diretti a favorire il
compimento di uno o più delitti con
finalità di terrorismo previsti dal
codice penale, e ciò indipendentemente
dall'effettivo utilizzo dei fondi e delle
risorse economiche per la commissione
dei delitti anzidetti»
• prospettiva invertita rispetto al riciclaggio: l’origine dei
fondi può essere lecita
• frequente utilizzo di canali informali o extrabancari per il
trasferimento di fondi
• particolareimportanza dell’aspetto soggettivo (etnie a
rischio) e delle direttrici dei flussi finanziari
(transnazionale)
• entità
dei flussi finanziari movimentati: di norma è più
contenuta

l’individuazione dei flussi destinati al finanziamento del


terrorismo tende a essere più difficoltosa
Necessità una maggiore ‘capacità diagnostica’ dei soggetti
obbligati e della UIF
“Polimorfismo” del finanziamento del terrorismo: fenomeno tendente a
trasformarsi nel tempo
Natura delle operazioni: sempre più sofisticata sotto il profilo finanziario
Dislocazione territoriale dei flussi: sempre più di natura “autoctona” o in
estensione verso le stesse zone dei flussi del riciclaggio (es:
Paesi “Off-shore”)
Soggetti coinvolti: sempre più “homegrown” e cittadini convertiti all’Islam
Flussi di finanziamento: tendenza alla dispersione dei flussi in mille rivoli,
in connessione con il processo di decentralizzazione da un sistema
verticistico a uno basato su una rete di piccole cellule locali
finanziariamente autonome
Tendenza a un ulteriore ampliamento della già ampia zona “grigia” di
sovrapposizione con il riciclaggio
Segnalazioni originate da operazioni/richieste di accensione di
rapporti continuativi in cui sono coinvolti soggetti il cui nome
ricorre in liste del terrorismo ufficiali (ONU/UE/OFAC) o in
altri elenchi diffusi in passato dall’UIC

• l’approfondimento dell’UIF è quasi sempre limitato a


verificare la corrispondenza con i soggetti indicati nelle liste

• in caso positivo, viene attivata un’analisi finanziaria ad ampio


spettro sull’operatività del soggetto e su eventuali terze
controparti emerse nel corso degli approfondimenti
• nella maggioranza dei casi, si tratta di “falsi positivi”
(omonimi)
Il segnalante matura il sospetto di finanziamento del terrorismo sulla
base di autonome valutazioni. Le casistiche più ricorrenti:
• operatività anomala posta in essere da soggetti di etnie a rischio, non
coerente con il proprio profilo economico, rilevante per i seguenti
aspetti:
 frequenza e importo delle operazioni, specie in contanti
 controparti delle operazioni (residenti in aree a rischio terrorismo
o con nominativi di origine araba)
 reticenza nel fornire informazioni sulle operazioni richieste
• soggetti indagati per terrorismo
• operatività anomala su rapporti intestati a onlus islamiche

Negli indicatori di anomalia della Banca d’Italia - Provvedimento del


27.8.2010 sono dedicati “due indici”:
Comunicazione del 18 Aprile 2016

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Art. 2 Decreto Legislativo 231/2007 : Ai soli fini del presente decreto le
seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono RICICLAGGIO:
a) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che
essi provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale
attività, allo scopo di occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni
medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle
conseguenze giuridiche delle proprie azioni;
b) l'occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza,
ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli
stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un'attività
criminosa o da una partecipazione a tale attività;
c) l'acquisto, la detenzione o l'utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al
momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un'attività
criminosa o da una partecipazione a tale attività;
d) la partecipazione ad uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l'associazione
per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare
o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne
l'esecuzione.
Riciclaggio
Ricettazione
Favoreggiamento Reale

Dalla definizione dell’art. 2 Impiego di Proventi illeciti


Decreto 231/2007
Concorso nel reato
Associazione per delinquere
Autoriciclaggio
Reati tributari
III DIRETTIVA
Nr 2005/60/CE del PARLAMENTO
EUROPEO e del CONSIGLIO
del 26 ottobre 2005
DIRETTIVA (UE) 2015/849 DEL
PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO

del 20 maggio 2015

relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di


riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il
regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del
Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della
Commissione
Obbligo Segnalazione Operazioni Sospette
-Collaborazione –

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È mutato il ruolo degli intermediari finanziari, dei
professionisti e degli intermediari non finanziari.
Ruolo non limitato alla sola “prestazione” a favore
dell’assistito, in funzione esclusivamente privatistica.
È richiesto di rispettare, da una parte, taluni divieti,
dall’altra, adempiere a specifici obblighi e
promuovere l’individuazione delle azioni illegali.

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PASSIVA: i destinatari della disciplina, se non sono in grado di
rispettare o adempiere agli obblighi di adeguata verifica
della clientela, non possono instaurare o proseguire il
rapporto continuativo né eseguire operazioni con il
cliente o prestazioni a suo favore. Le disponibilità del
cliente, eventualmente detenute, devono essere
restituite mediante bonifico su un conto corrente
indicato dal cliente, con la specifica che derivano dalla
restituzione per mancata Adeguata Verifica.

ATTIVA: favorire la tempestiva individuazione e segnalazione dei


comportamenti a rischio di riciclaggio o di
finanziamento del terrorismo.

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• Le misure sono proporzionate al rischio di riciclaggio dei proventi
di attività criminose o di finanziamento del terrorismo in
relazione al tipo di cliente, al rapporto continuativo, alla
prestazione professionale, al prodotto o alla transazione.
• L'applicazione delle misure previste deve essere proporzionata
alla peculiarità delle varie professioni e alle dimensioni dei
destinatari della presente normativa
• L’efficacia del processo di valutazione dipende dalla
conoscenza del cliente, in particolare della sua attività o
professione (ex art.3: “Essi adempiono gli obblighi previsti
avendo riguardo alle informazioni possedute o acquisite nell'ambito
della propria attività istituzionale o professionale”).

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(COLLABORAZIONE ATTIVA)

Strumento attraverso il quale il


SOGGETTO OBBLIGATO
(Intermediari finanziari,
professionisti e Intermediari non
finanziari) concorre in maniera
diretta all’individuazione di
possibili fenomeni di riciclaggio e di
finanziamento al terrorismo

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Il SOSPETTO è desunto ex art. 41 Dlgvo 231/2007
• Caratteristiche (normalità, congruità),
• Entità (valore nel contesto complessivo),
• natura dell'operazione (periodicità o negozio straordinario)
• o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta in ragione
delle funzioni esercitate,
• tenuto conto anche della capacità economica e
dell'attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli
elementi a disposizione dei segnalanti, acquisiti nell'ambito
dell'attività svolta ovvero a seguito del conferimento di un
incarico

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• Non è AUTOMATICA, frutto di valutazioni sui profili
oggettivi delle operazioni e soggettivi dei clienti e dei
titolari effettivi delle transazioni;
 particolarmente importante è la fase dell’adeguata verifica
della clientela, dove si accompagna alla identificazione
anagrafica ordinaria l’acquisizione di informazioni esaurienti
e veritiere sulla situazione economica e finanziaria dei
clienti;
 ausilio degli indicatori di anomalia e schemi
rappresentativi di comportamenti anomali.

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• l’assolvimento dell’obbligo non presuppone che le
informazioni in possesso del segnalante siano idonee a
provare la provenienza delittuosa dei beni oggetto
dell’operazione ovvero il finanziamento di attività
terroristiche, né tantomeno impone un dovere per il
professionista o l’intermediario di compiere verifiche o
controlli tesi ad accertare la commissione dell’illecito
di riciclaggio, di reimpiego dei capitali illeciti o di
finanziamento del terrorismo.
• innesca l’avvio di approfondimenti sul piano economico
e finanziario e, successivamente, di eventuali attività di
carattere tipicamente investigativo.
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Decreto del 16 aprile 2010

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


Determinazione degli indicatori di anomalia al fine
di agevolare l’individuazione di operazioni sospette
di riciclaggio da parte di talune categorie di
professionisti e dei revisori contabili.

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Art . 3 D.M. 16 Aprile 2010

1. Al fine di agevolare l’attività di valutazione dei professionisti


in ordine agli eventuali profili di sospetto delle operazioni di
riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, si forniscono
nell’allegato 1 al presente decreto indicatori di anomalia.
2. Gli indicatori di anomalia sono volti a ridurre i margini di
incertezza connessi con valutazioni soggettive o con
comportamenti discrezionali e sono improntati all’esigenza di
contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e
omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione di
operazioni sospette.
3. L’elencazione degli indicatori di anomalia non è esaustiva
anche in considerazione della continua evoluzione delle
modalità di svolgimento delle operazioni di riciclaggio o di
finanziamento del terrorismo.

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Art . 3 D.M. 16 Aprile 2010

4. L’impossibilità di ricondurre operazioni o comportamenti della


clientela ad uno o più degli indicatori previsti nell’allegato 1 al
presente decreto può non essere sufficiente ad escludere che
l’operazione sia sospetta. I professionisti valutano pertanto con
la massima attenzione ulteriori comportamenti e caratteristiche
dell’operazione che, sebbene non descritti negli indicatori,
rilevino in concreto profili di sospetto.
5. La mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in
uno o più indicatori di anomalia non è motivo di per sé
sufficiente per l’individuazione e la segnalazione di operazioni
sospette, per le quali è necessario valutare in concreto la
rilevanza dei comportamenti della clientela.
6. Per favorire la lettura e la comprensione degli indicatori, alcuni
di essi sono stati specificati in sub-indici che costituiscono
un’esemplificazione dell’indicatore a cui si riferiscono.

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7. I professionisti si avvalgono degli indicatori previsti
nell’allegato 1, che attengono ad aspetti sia soggettivi che
oggettivi dell’operazione, al fine di effettuare, sulla base di
tutte le altre informazioni disponibili, una valutazione
complessiva sulla natura dell’operazione.
8. I professionisti utilizzano gli indicatori quale strumento
operativo per la valutazione della sussistenza di
un’operazione sospetta, selezionando quelli rilevanti alla
luce della concreta attività prestata.
9. Al fine di rilevare operazioni sospette i professionisti
utilizzano altresì gli schemi e modelli di anomalia emanati
dalla UIF ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del
decreto legislativo n. 231 del 2007.

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in materia di:
• Imprese in crisi e usura – Comunicazione UIF del 24.09.2009 e 9.8.2011;
• Conti dedicati - Comunicazione UIF del 13.10.2009;
• Truffe informatiche - Comunicazione UIF del 05.02.2010;
• Frodi intracomunitari - Comunicazione UIF del 15.02.2010;
• Abuso di finanziamenti pubblici - Comunicazione UIF del 08.07.2010;
• Frodi nell’attività di leasing - Comunicazione UIF del 17.01.2011;
• Frodi nell’attività di factoring - Comunicazione UIF del 16.03.2012;
• Frodi fiscali internazionale e frodi nelle fatturazioni - Comunicazione UIF del
23.04.2012;
• Giochi e scommesse – Comunicazione UIF dell’11.04.2013;
• Trust – Comunicazione dell’UIF del 2.12.2013;
• Carte di Pagamento – Comunicazione dell’UIF del 18.02.2014;
• Allegato “1” – art. 3 – D.M. Ministero Giustizia 16 aprile 2010
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Fornisce informazioni palesemente inesatte o
incomplete ovvero false riguardo:
- la propria identità e quella dell'eventuale titolare
effettivo
- lo scopo e la natura della prestazione richiesta
- l'attività esercitata ovvero la situazione
finanziaria, economica e/o patrimoniale propria
e/o dell'eventuale gruppo di appartenenza
- il potere di rappresentanza, l'identità dei delegati
alla firma, la struttura di proprietà o di controllo

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Richieste di prestazioni professionali o del
compimento di operazioni aventi oggetto ovvero
scopo non compatibile con il profilo economico
patrimoniale o con l'attività del cliente ovvero con il
profilo economico patrimoniale, o con l'attività
dell'eventuale gruppo societario cui lo stesso
appartiene
Richiesta di prestazioni professionali con modalità
inusuali e palesemente ingiustificate rispetto al
normale svolgimento della professione o dell’attività.

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Pagamenti delle operazioni o delle prestazioni
mediante mezzi di pagamento provenienti da
soggetti estranei al rapporto negoziale, in assenza
di ragionevoli motivi
Proposta di regolare i pagamenti secondo modalità
tali da suscitare il dubbio che si intenda ricorrere a
tecniche di frazionamento del valore economico
dell’operazione, in assenza di ragionevoli motivi
legati all’attività esercitata o a particolari
condizioni adeguatamente documentate

41
Richiesta, in assenza di ragionevoli motivi, di
prestazioni professionali che, anche mediante
operazioni di natura societaria, hanno lo scopo o
l’effetto di dissimulare o di ostacolare
l’identificazione del titolare effettivo dell’attività
ovvero di occultare l’origine o la destinazione delle
risorse finanziarie coinvolte
Conferimenti o apporti di capitale in società o altri
enti mediante beni in natura per importi
palesemente sproporzionati a quelli di mercato

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Acquisto di beni a un prezzo molto elevato rispetto al profilo
economico-patrimoniale del cliente o del gruppo di appartenenza
in assenza di ragionevoli motivi o di specifiche esigenze.
Acquisto o vendita di beni a un prezzo palesemente
sproporzionato rispetto al valore di mercato degli stessi in
assenza di ragionevoli motivi o di specifiche esigenze.
Acquisto di beni effettuato con il rilevamento di azioni di società
con sede in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a
quello dei paesi della Comunità Europea in assenza di
ragionevoli motivi o di specifiche esigenze.
Investimento in beni immobili in assenza di qualsivoglia legame
con la località di ubicazione degli stessi e/o di convenienza
economica dell’investimento

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Operazioni contabili aventi come scopo o come effetto quello di
occultare disponibilità finanziarie, soprattutto se per importi
rilevanti
Operazioni di investimento di natura finanziaria con caratteri e
per importi incoerenti rispetto al profilo economico-patrimoniale
e/o alla attività esercitata dal cliente o dall’eventuale gruppo
societario cui lo stesso appartiene
Operazioni di emissione e/o collocamento di strumenti
finanziari, aventi caratteristiche e importi incoerenti rispetto al
profilo economico patrimoniale e/o all’oggetto della società o
dell’eventuale gruppo societario cui la stessa appartiene
Richiesta di finanziamenti effettuata sulla base di atti,
rappresentati anche da titoli o certificati, talora anche di dubbia
autenticità, attestanti l’esistenza di cospicui depositi presso
banche insediate in Paesi con regime antiriciclaggio non
equivalente a quello dei paesi della Comunità europea

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45
COMUNICAZIONE UIF del 9 AGOSTO 2011

Operatività connessa al
RISCHIO USURA

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Sotto il profilo soggettivo
• richiesta di rilascio di carnet di assegni in numero eccessivo
rispetto al profilo economico-finanziario del cliente;
• rapporti finanziari reciproci tra nominativi che appaiono
ingiustificati, in quanto, ad esempio, i soggetti operano in settori
di attività economica poco attinenti
• rapporti finanziari con nominativi che risultano “protestati”,
appostati a sofferenza o comunque in difficoltà economica o
finanziaria;
• richiesta di finanziamenti la cui erogazione avviene, in assenza di
plausibili giustificazioni, a favore di altri soggetti;
• rimborso delle rate di finanziamento effettuato da terzi, in
assenza di elementi idonei a giustificare i rapporti tra le parti.

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Sotto il profilo oggettivo
• rapporti che presentano una movimentazione vorticosa, con
operazioni contestuali o ravvicinate nel tempo, di segno contabile
opposto e di importo identico o simile, soprattutto se presentano
un saldo periodico (mensile/trimestrale) di modesta entità e
risultano caratterizzati da:
• ripetute operazioni di versamento o di prelevamento in
contanti o con assegni per importi singolarmente inferiori alle
soglie di legge;
• ripetute operazioni di versamento o prelevamento di contante
allo sportello in cifra tonda ovvero di importo ricorrente;
• ripetute operazioni di prelevamento di contante effettuate
tramite carte di pagamento ricaricate in contanti e per importi
complessivi prossimi alle soglie massime del plafond;
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Sotto il profilo oggettivo
• ripetute operazioni di versamento o prelevamento
mediante assegni bancari, circolari o postali a cifra tonda;
• ripetute operazioni di versamento di assegni impagati a
prima presentazione, soprattutto se seguite dalla
presentazione di assegni di analogo importo;
• ripetute operazioni di versamento di assegni ovvero di
prelevamento con assegni emessi con la clausola “me
medesimo”;
• presenza di assegni versati e tratti nella stessa giornata, o in
un ristretto periodo di tempo, i cui importi sono coincidenti o
pressoché analoghi;

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COMUNICAZIONE UIF del 23 APRILE 2012

Operatività connessa alle


FRODI FISCALI INTERNAZIONALI
e FRODI NELLE FATTURAZIONI

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I destinatari degli obblighi antiriciclaggio devono prestare
particolare attenzione all’operatività inusuale che
caratterizza i seguenti settori, risultati più esposti a tali
fenomeni: attività di pulizia e manutenzione; attività di
consulenza e pubblicitarie; settori dei materiali ferrosi,
edile, dell’autotrasporto e del movimento terra, dei
materiali preziosi, delle opere d’arte; mercati dei
cosmetici; commercio all’ingrosso di olio e grano;
scambio di servizi e diritti negoziati su piattaforme
informatiche; attività di commercio di autoveicoli, di
accessori per auto e di beni a contenuto tecnologico
(computer, telefoni cellulari).

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Profilo soggettivo
• soggetti che risultano avere residenza o sede all’estero,
soprattutto se trasferita di recente, in particolare in Paesi o
territori a rischio ;
• società estere (specie se holding) controllate, anche
indirettamente, da soggetti residenti in Italia o
amministrate da organi di gestione in prevalenza composti
da soggetti ivi residenti;
• soggetti non residenti che hanno in Italia il proprio centro
di interessi, desumibile dal luogo di svolgimento principale
dell’attività prevista dall’oggetto sociale, dal compimento di
operazioni tipiche dell’esercizio di attività commerciale o
professionale nel Paese, dalla prevalenza di asset produttivi
in Italia, dalla preponderanza in Italia dei ricavi o dei costi
rispetto a quelli totali;
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Profilo soggettivo

• società estere controllate direttamente o


indirettamente da soggetti italiani, le quali
impiegano in prevalenza il proprio patrimonio
sottoscrivendo quote di fondi comuni immobiliari
italiani che investono in beni o proprietà
riconducibili ai medesimi soggetti;
• società in stato di insolvenza che trasferiscono
repentinamente la propria sede all’estero, specie
se in Paesi o territori a rischio;

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Profilo oggettivo
• rapporti utilizzati esclusivamente per effettuare
operazioni di trasferimento da e verso l’estero,
specie se per lungo tempo inattivi o poco
movimentati;
• trasferimenti di disponibilità da o verso l’estero,
specie se da o verso Paesi o territori a rischio, con
modalità, destinazioni o beneficiari non ricollegabili
all’attività del cliente ovvero privi di motivazione
economica sottostante o con causali generiche;
• prelevamento di contante per importi elevati,
soprattutto se in località vicine ai confini nazionali;

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Profilo oggettivo

• utilizzo all’estero di carte di pagamento o di moneta


elettronica per prelevamenti di contante, di ammontare
complessivamente rilevante;
• richiesta di chiusura di rapporti con contestuale
trasferimento dei saldi all’estero;
• operazioni di acquisti/cessione di beni o servizi a
prezzo palesemente superiore/inferiore rispetto ai
correnti valori di mercato effettuate con soggetti
rientranti nel medesimo gruppo, aventi sede all’estero,
specie se in Paesi o territori a rischio;

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Profilo soggettivo

• soggetti di recente costituzione i cui amministratori o


soci, per il profilo soggettivo (età, mancanza delle
cognizioni normalmente attese per il tipo di attività),
sembrano svolgere il ruolo di meri prestanome;
• soggetti i cui amministratori o soci sono ricollegabili
ad altre imprese operanti nel medesimo settore
economico per le quali risultano procedure
concorsuali pregresse o in corso o comunque eventi
pregiudizievoli di diversa natura;

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Profilo soggettivo
• soggetti privi di strutture operative reali, specie
se di recente costituzione;
• società dotate di mezzi patrimoniali limitati o
comunque non coerenti con il giro d’affari
evidenziato dai relativi rapporti presso il
segnalante;
• soggetti di recente costituzione che cessano
improvvisamente l’attività e vengono posti in
liquidazione, specie se dopo aver effettuato una
vorticosa operatività;
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Profilo oggettivo
Rapporti connotati da un’intensa operatività, specie se
attraverso contestuali movimenti in dare e avere, che
risultano caratterizzati da:
• ripetuti afflussi di bonifici riferiti a fatture e/o
versamenti di assegni, specie se a cifra tonda ovvero
se riconducibili a un’unica o a un numero limitato di
imprese controparti;
• prelevamenti in contanti a mezzo moduli di
sportello ovvero tramite carte di pagamento o
cambio assegni per cassa, specie se fino a
concorrenza delle somme accreditate;
58
Profilo oggettivo
• traenza di assegni e disposizione di bonifici a favore
di soci, esponenti aziendali o di soggetti loro
collegati, che risultano ingiustificati;
• assenza di operazioni a debito normalmente tipiche
per l’attività di impresa quali spese per utenze,
pagamenti a fornitori, emolumenti a dipendenti,
pagamento di imposte e tasse;
• sostanziale pareggiamento tra le poste a credito e
quelle a debito

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Profilo oggettivo
• emissione di fatture per beni e servizio non
coerenti con l’attività del soggetto, specie se
inerenti prestazioni di consulenza ovvero beni
immateriali;
• incongruenza nella numerazione o negli importi
delle fatture ovvero sospetta contraffazione
delle stesse;
• emissione di fatture a carico di controparti che
risultano inesistenti o fittizie;

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Profilo oggettivo
• pagamento di fatture con modalità non tracciabili ovvero
effettuato da parte di terzi estranei al rapporto negoziale;
• rapporti riconducibili a società/associazioni sportive
dilettantistiche sui quali si verificano contestuali
versamenti da parte di soggetti che intendono
sponsorizzare l’attività e prelevamenti giustificati da
esigenze di gestione operativa delle società/associazioni
sportive (es. spese inerenti l’acquisto di divise sportive, il
pagamento del trasporto o delle trasferte delle squadre,
l’elargizione di compensi o rimborsi spese a collaboratori e
atleti).
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Comunicazione UIF del 15 Febbraio 2010

Operatività connessa alle


FRODI ALL’I.V.A.
INTRACOMUNITARIA

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Il fenomeno della frode all’IVA intracomunitaria consente,
attraverso condotte anche penalmente rilevanti (quali
l’emissione di fatture per operazioni inesistenti o le
dichiarazioni fraudolente mediante utilizzo di fatture false),
di sottrarre ingenti risorse finanziarie all’erario e di
assicurare notevoli profitti alle organizzazioni criminali.
La frode è realizzata da entità spesso prive di effettiva
organizzazione o consistenza economica (cd. missing trader),
anche interposte (c.d. imprese "cuscinetto" o buffer), talora
create ad hoc e successivamente chiuse ovvero costituite in Stati
caratterizzati da sistemi normativi carenti dal punto di vista
della regolamentazione e dei controlli.

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Tali soggetti, sfruttando il principio comunitario di
tassazione IVA nello Stato di destinazione del bene,
per le operazioni effettuate tra imprese, acquistano
beni senza IVA da un soggetto residente in un diverso
Stato UE e li rivendono con IVA a un soggetto
nazionale, a prezzi più bassi della media di mercato e
senza riversare l’imposta incassata all’erario. I beni
possono quindi confluire nel mercato al consumo
nazionale oppure, dopo diversi passaggi, essere
rivenduti al primo cedente, residente in altro Stato
UE, seguendo uno schema circolare (“frode carosello”)

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Profilo soggettivo

• imprese in precedenza non operative, ovvero di recente


costituzione, operanti in settori economici interessati
dalla movimentazione di elevati flussi finanziari (ad
esempio, il commercio di autoveicoli o di beni di largo
consumo, quali i computer e i telefoni cellulari, nonché
beni alimentari);
• imprese con capitale non superiore ai limiti minimi
previsti, prive di unità operative (impianti, depositi,
magazzini, esercizi aperti al pubblico) ovvero aventi
sede in paesi a regime fiscalmente privilegiato o non
equivalente nel contrasto al riciclaggio;
• imprese che, di norma, non chiedono affidamenti né
sono titolari di altre attività finanziarie presso
l'intermediario;

65
Profilo soggettivo

• imprese i cui soci o amministratori risultano di


dubbio profilo reputazionale per precedenti penali,
anche a carico di soggetti notoriamente contigui ai
medesimi, ovvero sono gravati da procedure
pregresse pregiudizievoli (quali protesti, fallimenti,
ecc.) o risultano nullatenenti o irreperibili;
• imprese che presentano documentazione, all’atto
dell’apertura del rapporto o dell’operazione, che
appare falsa o contraffatta o comunque non
riconducibile all’attività commerciale svolta;
• imprese che risultano cedute ovvero cessate poco
tempo dopo la loro costituzione.

66
Profilo oggettivo
• vorticosa movimentazione del conto caratterizzata da
flussi d’importo molto rilevante in un ristretto periodo di
tempo;
• movimentazione del conto caratterizzata
prevalentemente da ricezioni o trasferimenti di fondi
da/verso l’estero per importi elevati;
• accrediti di assegni o bonifici di importo ingente disposti
da operatori nazionali, ai quali fanno contestualmente
seguito trasferimenti, tramite assegni o bonifici, verso
altri Paesi della UE o verso paesi extra-UE;
• flussi in entrata contestualmente seguiti da trasferimenti
di fondi privi di apparente giustificazione commerciale, in
favore di altre società che non sembrano collegabili
all’attività svolta dal cliente;

67
Profilo oggettivo
• giri di fondi per importi ingenti effettuati fra imprese
riconducibili ai medesimi soggetti;
• giri di fondi intercorsi per importi significativi con soci,
specie se residenti o aventi sede in paesi a regime fiscalmente
privilegiato o non equivalente nel contrasto al riciclaggio;
• cessione a terzi, a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di
mercato, di beni a contenuto tecnologico, di autoveicoli e in
generale di beni agevolmente trasportabili e di largo
consumo;
• cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di una
sola impresa cliente o di un numero molto limitato d’imprese
clienti;
• movimentazione priva di addebiti per forniture (luce, gas,
acqua), tributi (soprattutto versamenti Iva), previdenza
sociale, o comunque caratterizzata da addebiti della specie in
misura insignificante in rapporto ai volumi movimentati.
68
Comunicazione UIF del 2 Dicembre 2013

OPERATIVITA’ CONNESSA CON


L’ANOMALO UTILIZZO DI TRUST.

69
70
CASISTICHE
Clienti oggetto di maggiore attenzione
durante i controlli della Guardia di
Finanza

71
Acquisizione di tutta la documentazione conservata
dal professionista ai fini antiriciclaggio, ma anche di
quella detenuta ad altro titolo considerata rilevante ai
fini della ricostruzione dell’effettiva operatività della
clientela e del relativo profilo rischio.
Incroci di dati ed informazioni, anche mediante
l’esame degli strumenti informatici in uso nello
studio e con il controllo delle e-mail.
Disamina delle registrazioni operate sulle
scritture contabili obbligatorie,
individuando tra un campione di clienti un
congruo numero di operazioni commerciali
e finanziarie, d’importo elevato, rispetto alle
quali verificare le modalità di pagamento.
Nel caso di operazioni diverse da quelle contabili
(es.: predisposizione contratti), il professionista deve
dimostrare gli accorgimenti adottati ai fini
dell’individuazione delle irregolarità.

Circolare 83607/2012
Scheda normativa e
modulo operativo n. 6
Selezione del campione

La pattuglia operante ha cura di selezionare un


idoneo e rappresentativo campione di operazioni
e/o prestazioni professionali perfezionate nel
contesto dell’attività istituzionale esercitata dal
professionista, potenzialmente da assoggettare al
preliminare obbligo di adeguata verifica
L’individuazione del campione, è CONCENTRATA su
operazioni/prestazioni professionali riconducibili a nominativi di
clienti (persone fisiche o giuridiche):

maggiormente ricorrenti nell’attività svolta dal


professionista ispezionato;
non residenti o non operanti nella zona di competenza
del professionista, soprattutto se gli stessi hanno la sede
dei propri affari in aree geografiche più soggette ad
infiltrazioni criminali;
che hanno richiesto l’esecuzione di operazioni ovvero
prestazioni professionali di importo significativo;
L’individuazione del campione, è CONCENTRATA su
operazioni/prestazioni professionali riconducibili a nominativi di
clienti (persone fisiche o giuridiche):

 che ricorrono frequentemente al denaro contante, a libretti di


deposito al portatore ovvero ad altri titoli al portatore, nonché a
valuta estera e all’oro;
 che eseguono conferimenti o apporti di capitale in società o altri enti
mediante beni in natura per importi palesemente sproporzionati a
quelli di mercato;
L’individuazione del campione, è CONCENTRATA su
operazioni/prestazioni professionali riconducibili a nominativi di
clienti (persone fisiche o giuridiche):

 nei confronti dei quali siano state rese prestazioni professionali


aventi ad oggetto finanza strutturata a rilevanza transnazionale,
in particolare con Paesi a fiscalità privilegiata, ovvero non
rientranti nella lista dei cosiddetti “Paesi terzi equivalenti” ai fini
antiriciclaggio;
 Gravati da precedenti penali, fiscali o di polizia, in particolare per
reati a scopo di profitto. Previa consultazione delle banche dati in
uso al Corpo o dello SDI delle Forza di polizia;
L’individuazione del campione, è CONCENTRATA su
operazioni/prestazioni professionali riconducibili a nominativi di
clienti (persone fisiche o giuridiche):
SANZIONI violazione agli
Obblighi di Segnalazioni Operazioni
Sospette

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82
Vi ringrazio per l’attenzione

83