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LE PROVE:

- Libro III – Art. 187 c.p.p. e seq.


- Ragionamento probatorio del giudice:
o Ragionamento complesso → comprende: attività materiali e attività logico-cognitive
o Consente al giudice di pervenire alla conoscenza di un fatto ignoto sulla base della conoscenza di un
fatto noto.
- Fenomeno probatorio → il giudice ha una percezione diretta di qualcosa
- Sulla base della conoscenza di fatti noti, il giudice perviene alla conoscenza di un altro fatto tramite
un’operazione logico-valutativa → operazione che parte da un fatto probatorio/fonte di prova per pervenire
ad un fatto provato/risultato di prova.
- Ambiguità → il termine prova → usato sia per descrivere la fonte di prova/mezzo di prova/evidence, che il
risultato di prova/proof.
- Azione logico-valutativa → INFERENZA
o INFERENZA INDUTTIVA → osserviamo 2 fenomeni: antecedente e conseguente, determiniamo una
correlazione tra loro → stabiliamo una regola → antecedente +conseguente = regola.
o INFERENZA DEDUTTIVA → abbiamo una regola e l’antecedente, deduciamo il conseguente →
regola + antecedente = conseguente.
o INFERENZA ABDUTTIVA → abbiamo una regola e conosciamo il conseguente, ne ricaviamo
l’antecedente → regola + conseguente = antecedente → RAGIONAMENTO DEL GIUDICE. →
N.B. la conclusione che ne emerge non è mai necessariamente vera, ma è solo la spiegazione migliore
((a ≠ dell’inferenza deduttiva per cui vera la regola, vero l’antecedente è necessariamente vero il
conseguente.))
▪ A cui si sommano: regole d’esperienza e massime d’esperienza.
- Principio della COLEVOLEZZA OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO → Art. 533 c.p.p.

- Principio del libero convincimento del giudice → permangono tuttavia delle deroghe a tale principio → regola
legali di valutazione della prova → es. Art. 192 c.p.p. – valutazione della prova
o Art. 192 comma 2 c.p.p. – PROVA INDIZIARIA → l’esistenza di un fatto non può essere desunta
da INDIZI a meno che non siano gravi, precisi e concordanti. → indizi: plurimi, gravi, precisi e
concordi.
▪ Prova INDIZIARIA ≡ prova INDIRETTA
• Prova indiretta → ha ad oggetto un fatto intermedio → dalla cui ritenuta esistenza il
giudice, con un’ulteriore inferenza giunge alla dimostrazione del fatto da provare →
la fonte di prova della prova indiretta non ha ad oggetto il fatto da provare, ma un
fatto intermedio.
▪ Il termine INDIZI → ambiguo → doppia valenza
1. Indizi – per applicare misure cautelari → “gravi indizi di colpevolezza” per l’applicazione
delle misure cautelari → la prova della colpevolezza richiede un livello dimostrativo
inferiore a quello “oltre ogni ragionevole dubbio” richiesto per la condanna
2. Indizi → prove indiziarie → per la condanna → livello dimostrativo richiesto: oltre ogni
ragionevole dubbio.

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o Testimonianza indiretta → è la testimonianza procedimentale di una testimonianza extra
procedimentale → il giudice dovrà adoperare due inferenze
o Prova critica → prova documentale
o Prova narrativa/dichiarativa → testimonianza

FENOMENO PROBATORIO:
1. Ammissione
2. Acquisizione
3. Valutazione

- Art. 190 c.p.p. → diritto alla prova


o Comma 1 → Principio dispositivo in materia di prova (REGOLA)→ le prove sono ammesse su
richiesta di parte.
▪ Il giudice provvede con ordinanza
▪ Il giudice esclude solo le prove:
• Vietate dalla legge
• Manifestatamente superflue & irrilevanti
o Comma 2 → ECCEZIONI alla regola generale → la legge stabilisce i casi in cui le prove sono ammesse
d’ufficio:
▪ Perizia
▪ Esame del testimone diretto (nel caso di testimonianza indiretta) – Art. 195 c.p.p.
▪ In udienza preliminare → è permessa l’acquisizione d’ufficio di prove necessarie per
l’emanazione di sentenza di non luogo a procedere.
▪ Art. 507 (& corrispettivo in appello Art. 603) → In dibattimento → è permessa l’acquisizione
di prove assolutamente necessarie solo dopo l’acquisizione delle prove su richiesta di parte
- 2 casi in cui la regola generale cambia → si espande o si restringe:
o Criterio restrittivo: Art. 190 bis c.p.p. – requisiti della prova in casi particolari:

o Criterio espansivo: Art. 495 c.p.p. – diritto alla controprova
▪ Se la prova è una controprova, il giudice non la potrà mai ritenere irrilevante → presunzione
di rilevanza della controprova, mentre invece rimane possibile una valutazione di superfluità.
▪ Irrilevanza → no
▪ Superfluità → valutazione caso per caso
N.B. non confondere:
- Le deroghe al criterio generale di ammissione della prova
- Le deroghe al principio dispositivo → cioè l’ammissione dell’acquisizione d’ufficio della prova

Art. 191 c.p.p. – prove illegittimamente acquisite → INUTILIZZABILI


Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate → inutilizzabilità rilevata
anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

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Art. 189 c.p.p. – Prove non disciplinate dalla legge:
- PROVE ATIPICHE → 2 condizioni perché il giudice possa assumerle:
1. Idoneità ad assicurare l’accertamento dei fatti
2. Non pregiudichi la libertà morale della persona
- Il giudice deve sentire le parti circa le modalità di assunzione della prova → il contraddittorio si sostituisce così
alla mancante previsione normativa circa l’assunzione.

N.B. le prove atipiche NON sono ammesse nel caso di prove lesive di 3 diritti fondamentali individuali:
- Art. 13 Cost. – libertà personale
- Art. 14 Cost. – inviolabilità del domicilio
- Art. 15 Cost. – libertà e segretezza delle comunicazioni
→ doppia riserva → 1. Atto motivato dell’autorità giudiziaria + 2. Nei casi e modi previsti dalla legge

Art. 187 c.p.p. – Oggetto della prova → sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono:
- All’imputazione
- Alla punibilità
- Alla determinazione della pena → ex Art. 133 cp
- Alla determinazione della misura cautelare
- I fatti da cui dipende l’applicazione delle norme processuali (es. quelle sui testimoni assistiti)
- Se vi è costituzione di parte civile → anche i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato

Art. 188 c.p.p. – libertà morale della persona nell’assunzione della prova
- Divieto di utilizzare tecniche che possono influire sulla libertà di autodeterminazione del dichiarante, o alterarne
la capacità di valutare e ricordare i fatti.

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Art. 192 comma 3 e 4 c.p.p. – criterio legale di valutazione della prova per le dichiarazioni rese da:
- Dal coimputato del medesimo reato; o
- Da persona imputata in un procedimento connesso ex Art. 12; o
- Da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede ex Art. 371 comma 2 lett. b

→ Tali dichiarazioni vanno valutate unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano l’attendibilità.

- Riferimento → testimoni assistiti: Art. 197 bis c.p.p.


o Ibrido tra il testimone (obbligo di presentarsi + accompagnamento coattivo) e l’imputato (assistiti dal
difensore + facoltà di non rispondere)
o non diventano tutti testimoni assistiti → quelli ex Art. 12 lett. a (connessi forti) sono incompatibili con
l’ufficio di testimone ex Art. 197 c.p.p.
o quelli ex Art. 12 lett. c e quelli ex art 371 c.2 lett. b → connessi deboli → diventano possono diventare
testimoni assistiti → durante le indagini devono essere avvertiti che se renderanno dichiarazioni
assumeranno l’ufficio di testimoni assistiti → ex Art. 64 comma 3 lett. c c.p.p. → se renderanno
dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità altrui, in ordine a tali fatti, assumeranno l’ufficio
di testimone → Art. 197 bis (testimoni assistiti) – persone imputate o giudicate in un procedimento
connesso o per reato collegato.
▪ Assistiti da un difensore
▪ Obbligo di dire la verità
▪ Le eventuali dichiarazioni autoincriminanti non possono essere utilizzate contro chi le ha
rese nel procedimento a suo carico.
▪ Possono comunque rifiutarsi di rispondere a singole domande
▪ Possono essere sentiti come testimoni assistiti:
• gli ex imputati di reato connesso o collegato → cioè quelli per cui è stata
pronunciata una sentenza definitiva di proscioglimento, di condanna o di
patteggiamento. [ricorda: chi è stato condannato definitivamente conserva la
possibilità della revisione della sentenza di condanna se emergono nuove prove che
lo scagionano, quindi non lo si può obbligare ad autoincriminarsi + vale lo stesso
anche per chi è stato definitivamente prosciolto → principio del ne bis in idem, però:
▪ il PROSCIOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO è sentito come normale
testimone → nel 2006 e poi nel 2017 la corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’Art.
197 bis nella parte in cui prevede che chi sia stato prosciolto per non aver commesso il fatto
sia tutelato tramite testimonianza assistita.
▪ L’ARCHIVIATO → viene sentito come normale testimone → ex Corte di Cassazione
▪ Per l’ex indagato e per l’ex imputato NON vale la distinzione tra connesso forte e connesso
debole.
- Recupero dibattimentale delle dichiarazioni rese:
o Imputato o indagato di reato connesso debole o del collegato → vale la stessa regola dei testimoni
normali ex Art. 500 → lettura per verificare l’attendibilità, ma non sono prove.

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o Imputato/indagato di reato connesso forte → Art. 513 c.p.p. → è possibile dare lettura delle
dichiarazioni rese durante le indagini preliminari soltanto con l’accordo delle parti → ossia con il
consenso della persona nei cui confronti tali dichiarazioni sono rese.

STRUMENTI PROBATORI regolati dalla legge


- Mezzi di prova – Libro III, Titolo II
- Mezzi di ricerca della prova – Libro III, Titolo III
- Art. 189 c.p.p. – ammesse le prove atipiche a condizione che → siano idonee ad assicurare l’accertamento dei
fatti + non pregiudichino la libertà morale + siano sentite le parti sulle modalità di assunzione.

MEZZI DI PROVA MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA


1. Testimonianza 8. Ispezioni → per rintracciare segni/tracce del reato su
cose o persone.
2. Esame delle parti → le parti private (il PM è 9. Perquisizioni → per ricercare cose
incompatibile a testimoniare)
3. Confronto → due dichiaranti sono esaminati 10. Sequestro Probatorio → (≠ s.conservativo e
contemporaneamente per mettere a confronto le loro s.preventivo)
dichiarazioni difformi.
4. Ricognizione → di persone o di cose → il testimone è 11. Intercettazioni di conversazioni e comunicazioni
chiamato a riconoscere una certa persona/cosa tra tre
persone/cose simili.
5. Esperimento giudiziale → per accertare se un fatto può
o meno essere avvenuto in un determinato modo e
situazione.
6. Perizia → è ammessa quando occorre svolgere indagini,
o acquisire dati/valutazioni che richiedono specifiche
competenze tecniche, scientifiche o artistiche → la perizia
è depositata in dibattimento, segue poi l’esame del perito e
di eventuali consulenti.
7. Prova documentale

- Prove costituende → si formano nel processo


- Prove precostituite → esistono già fuori dal processo → l’attività probatorio consiste nell’introdurle nel
processo.

- Le prove del dibattimento sono ≠ dagli atti di indagini preliminare, che non sono prova e non sono atti di
acquisizione della prova.
o Atti di indagine preliminare → sono attività cognitive di accertamento dei fatti!
- Mezzo di prova → hanno il loro atto omologo nell’indagine preliminare:

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o Testimonianza (dibattimento) → assunzione di informazioni da persona in grado di riferire circostanze
utili (indagine preliminare).
o Ricognizione (dib.) → individuazione di persone o di cose (ind.prelim.)
o Perizia → accertamento tecnico
- Invece → gli atti di mezzi di ricerca dalla prova → non hanno un atto omologo → disciplinati nel libro III,
anche se sono tipicamente atti che si collocano nelle indagini preliminari in virtù della loro tendenziale
irripetibilità → il legislatore, nel disciplinarli, non esclude che possano avvenire durante il dibattimento → infatti
dice l’autorità giudiziaria dispone la perquisizione, il sequestro etc. → riferimento generico all’autorità
giudiziaria che ricomprende sia il PM nelle indagini preliminari che il giudice nel corso del dibattimento →
mentre per i mezzi di prova dice il giudice.

LA TESTIMONIANZA:
- Capo I, Libro III, Titolo II – Artt. 194 – 207 c.p.p.
- La testimonianza è il resoconto che un soggetto fornisce in giudizio di una sua passata percezione sensoriale o
più raramente il resoconto di un suo comportamento.
- Art. 194 c.p.p. – Oggetto e limiti della testimonianza:
o Il testimone è esaminato sui fatti che costituiscono oggetto di prova.
o Non può deporre sulla moralità dell’imputato, salvo che si tratti di fatti specifici, idonei a qualificarne
la personalità in relazione al reato ed alla pericolosità sociale. → no morale, sì fatti.
o L’esame può estendersi anche ai rapporti di parentela e di interesse che intercorrono tra il testimone
e le parti o altri testimoni nonché alle circostanze il cui accertamento è necessario per valutarne la
credibilità.
o La deposizione sui fatti che servono a definire la personalità della persona offesa dal reato è
ammessa solo quando il fatto dell’imputato deve essere valutato in relazione al comportamento di
quella persona.
o Il testimone è esaminato su fatti determinanti. Non può deporre sulle voci correnti nel pubblico né
esprimere apprezzamenti personali salvo che sia impossibile scinderli dalla deposizione sui fatti.
- Riassumendo:
o Fatti oggetto di prova → fatti determinati → no voci correnti o apprezzamenti personali.
o No, moralità dell’imputato → sì fatti → a meno che non sia necessario per determinare pericolosità
sociale.
o Sì, rapporti di parentela/ interesse e circostanze per determ.credibilità
o Dichiarazioni sulla personalità della persona offesa, solo se necessarie per valutare il suo comport.

- Art. 195 c.p.p. – TESTIMONIANZA INDIRETTA → norma molto importante


o È la testimonianza processuale di una testimonianza extra-procedimentale → contenuto narrativo
o Il giudice, a richiesta di parte, dispone che sia chiamato il testimone diretto.
o Può disporlo anche d’ufficio → rientra nei casi eccezionali di acquisizione di prova d’ufficio
o Se nonostante la richiesta di parte il giudice non dispone l’ascolto del testimone diretto → inutilizzabili
le dichiarazioni testimonianza indiretta → salvo impossibilità per morte, infermità o irreperibilità.

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o Ufficiali e agenti di polizia → non possono deporre sulle info ottenute durante le indagini preliminari
→ rinvio Art. 62 c.p.p. → fa fede cosa c’è nel verbale! No testimonianza PG → recupero dei verbali a
dibattimento solo in casi eccezionali → divieto di testimonianza indiretta della PG ripristinato dalla
legge 63/2001.
o Link to Art. 111 comma 4 Cost. → contradditorio nel momento di formazione della prova → tutto ciò
che il testimone ha detto nelle ind.prelim sentito dalla PG in qualità di persona informata sui fatti →
non vale come prova, se non in casi eccezionali (es. morte imprevedibile) → REGOLA D’ORO, Art.
500 comma 2 c.p.p. → nel caso di contraddittorietà tra le dichiarazioni rese nelle ind.prelim. e quelle a
dibattimento → prevale la dichiarazione dibattimentale

- Art. 196 c.p.p. – capacità di testimoniare


o Ogni persona ha la capacità di testimoniare
o Il giudice, anche d’ufficio, può ordinare gli accertamenti opportuni per verificare l’idoneità mentale o
fisica a testimoniare → perizia.

- Art. 197 c.p.p. – INCOMPATIBILITÀ con l’ufficio di testimone:


1. Coimputato medesimo reato e i Connessi forti ex Art. 12 lett. a → salvo che nei loro confronti sia stata
pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, condanna o applicazione della pena su richiesta
(patteggiamento).
2. (Persone imputate proc.) Connessi deboli ex Art. 12 lett. c e reato collegato ex Art. 371 c. 2 lett.b →
salvo che non abbiano consentito ad assumere l’ufficio di testimoni assistiti.
3. Responsabile civile
4. Persona civilmente obbligata alla pena pecuniaria.
5. Coloro che nel medesimo procedimento hanno svolto o svolgono la funzione di:
a) Giudice
b) PM
c) Loro ausiliario
d) Difensore che ha svolto indagini difensive.

- Art. 197bis – Persone imputate o giudicate in un procedimento connesso o per reato collegato che
assumono l’ufficio di testimone: TESTIMONI ASSISTITI
o Imputato in proc. connesso ex Art. 12 o imputato di un reato collegato ex Art. 371 c.2 lett.b → quando
per loro è stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento/condanna/patteggiamento →
possono sempre essere sentiti come testimoni.
o Connesso debole e imp.reato collegato:
a) assumono l’ufficio di testimone solo se decidono di rendere dichiarazioni
b) devono essere avvertiti
c) sono assistiti da un difensore
d) facoltà di non rispondere alle domande concernenti la sua responsabilità per i reati per cui si
procede a suo carico, non può essere obbligato a rispondere
e) comunque, le dichiarazioni rese non possono essere utilizzate contro chi le ha rese.

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- Art. 198 c.p.p. – Obblighi del testimone:
o Obbligo di dire la verità → obbligo penalmente sanzionato → punito ex Art. 372 c.p. → è un impegno
civile.
a) Non può essere obbligato a deporre su fatti da cui potrebbe emergere la sue respons.penale.
o Obbligo di presentarsi
o Prima che inizi l’esame → il testimone è avvertito del suo obbligo e delle conseguenze della falsa
testimonianza ex Art. 497 c.p.p.
a) Art. 207 c.p.p. → se il giudice ritiene che il testimone stia dicendo il falso o se si rifiuta di
rispondere
• Il giudice rinnova l’invito a dire il vero
• Con la decisione che definisce la fase processuale in cui il testimone ha prestato
ufficio → il giudice, se ravvisa indizi del reato di falsa testimonianza, ne informa il
PM trasferendogli i relativi atti.

…. Manca una minima parte: gruppo 11 → intercettazioni


Art. 266 c.p.p. – intercettazioni
- È un mezzo di ricerca della prova che lede il diritto fondamentale ex Art. 15 Cost. → diritto alla libertà e
segretezza delle comunicazioni e conversazioni.
o Ergo → doppia riserva → riserva di legge (la legge stabilisce tassativamente i casi e i modi) + riserva
giurisdizionale (atto motivato del giudice)
- Il codice non fornisce una definizione di “intercettazione” → ci ha pensato la giurisprudenza: presa di cognizione
mediante il necessario utilizzo di uno strumento meccanico di una conversazione privata tra soggetti diversi da
quello che ascolto mediante lo strumento.
- Etc etc

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LIBRO V – INDAGINI PRELIMINARI & UDIENZA PRELIMINARE

Art. 326 c.p.p. – Finalità delle indagini preliminari


- Il PM e la PG svolgono, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, le indagini necessarie per le determinazioni
inerenti all’esercizio dell’azione penale.
o Verifica la fondatezza della notizia di reato e la sussistenza di elementi idonei a sostenere l’accusa →
per decidere se esercitare o meno l’azione penale.

Art. 327 c.p.p. → direzione delle indagini preliminari → il PM dirige e dispone direttamente della PG

Art. 327bis c.p.p. → attività investigativa del difensore

Art. 328 c.p.p. → giudice per le indagini preliminari – GIP


- Funzioni di garanzia e di controllo
- Funzioni in via incidentale → soltanto su richiesta delle parti private o del PM

Art. 329 c.p.p. – obbligo del segreto:


- Gli atti di indagine compiuti dal PM e dalla PG sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa
avere conoscenza, e comunque non oltre la chiusura delle indagini preliminari.
- Quando necessario per la prosecuzione delle indagini → il PM → con decreto motivato → può disporre la de
secretazione di alcuni atti

Art. 330 c.p.p. – ACQUISIZIONE DELLE NOTIZIE DI REATO


- PM e PG prendono notizia dei reati → di propria iniziativa o le ricevono.

Notizia di reato:
1. Nominata → denuncia e referto
a. Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricai di un pubblico servizio
b. Denuncia da parte di privati → ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile d’ufficio può farne
denuncia → in alcuni casi la denuncia è obbligatoria: delitti di sequestro di persona a scopo di
estorsione, furto di armi ed esplosivi, delitti contro la personalità dello stato puniti con l’ergastolo →
in ogni altro caso la denuncia è una facoltà del privato
c. Referto → è la dichiarazione con cui l’esercente una professione sanitaria porta la commissione di un
reato perseguibile d’ufficio…
2. Innominata/ non qualificata → è costituita da atti o fatti vari

Condizioni di procedibilità:
- Querela
- Istanza di procedimento
- Richiesta di procedimento
- Autorizzazione a procedere

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- Condizione di procedibilità → se manca il processo non si può instaurare → se si instaura deve concludersi con
sentenza di non doversi procedere per il difetto di una condizione di procedibilità.

Notizia di reato:
- Può pervenire agli uffici della procura → spesso da un privato tramite querela
- O essere il risultato di un’attività conoscitiva svolta dal PM o dalla PG
- Pervenuta → dovere di iscrizione nel registro delle notizie di reato (specifica/nome indagato/nominativa o
generica/non nominativa → registro particolare → modello 44 → registro degli ignoti)
o Modello 45 → registro delle non notizie di reato → notizie di assoluta e manifesta irrilevanza penale
→ il PM può liberarsene senza dover richiedere al GIP l’archiviazione della notizia di reato
a) Infatti → regola generale → se il PM non esercita l’azione penale in relazione ad una notizia
di reato DEVE chiedere al GIP l’archiviazione della notizia di reato
b) Altra eccezione → archiviazione per tenuità del fatto

- Iscrizione notizia di reato → rilevante per una serie di termini:


o Termini indagine preliminare → max 6 mesi, rinnovabile etc.
o Termini legati all’instaurazione di riti speciali:
a) Giudizio direttissimo → può essere instaurato entro max 30 gg dall’iscrizione Art. 449 c.p.p.
b) Giudizio immediato → non oltre 90 gg dall’iscrizione Art. 453 c.p.p.
c) Procedimento per decreto penale → non oltre 6 mesi dall’iscrizione Art. 459 c.p.p.

- Sanzione per il PM che non osserva i termini delle indagini preliminari


o Art. 407 c. 3 c.p.p. → gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza dei termini sono inutilizzabili
o Se il PM iscrive tardivamente → nessuna sanzione processuale su quegli atti, che saranno utilizzabili
→ il PM risponderà solo in sede disciplinare
a) Riforma orlando → capi uffici procura → devono controllare che i loro sostituti rispettino gli
obblighi e i termini.

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ATTIVITÀ D’INDAGINE DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA:
- Attività d’Indagine
o Autonoma
o Delegata
o Parallela
o Guidata

1. ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI SOMMARIE da


a. Persona sottoposta alle indagini
b. Persone che possono riferire circostanze utili ai fini dell’indagine

A)- Art. 350 c.p.p. – Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini:
INDAGATO
c. Quasi-interrogatorio:
i. Ufficiali di PG (no agenti!) assumono sommarie info utili per le indagini dall’indagato
→ 2 condizioni:
1. NON si trovi in stato di arresto o fermo (=sia in stato di libertà)
2. Necessaria assistenza del difensore e obbligo di presenziare del difensore
→ ricorda! → spendibilità → il verbale del quasi-interrogatorio NON può essere letto a dibattimanto!

d. Sul luogo e nell’immediatezza del fatto → anche senza il difensore → la PG assume info dall’indagato
i. Vietata ogni documentazione di queste dichiarazioni
ii. Utilizzabili SOLO ai fini della IMMEDIATA prosecuzione delle indagini

e. Dichiarazioni spontanee dell’indagato → anche senza difensore + anche da persona privata della
libertà personale + possono raccoglierle ufficiali e agenti (crollo garanzie).
i. Non utilizzabili a dibattimento → salvo che per le contestazioni ex Art. 503 c.3 c.p.p.
ii. Pienamente utilizzabili
1. Nell’indagini preliminari
2. Nell’udienza preliminare
3. Nei riti premiali (patteggiamento, abbreviato e decreto penale)
f. Ex Art. 370 c.p.p. → INTERROGATORIO DELEGATO dal PM
i. Delegabile sia ad ufficiale che ad agente PG
ii. Indagato in stato di libertà
iii. Assistenza obbligatoria del difensore
iv. Si può dare lettura dei verbali a dibattimento

B)- ASSUNZIONE D’INFORMAZIONI DA PERSONE CHE POSSONO RIFERIRE CIRCOSTANZE UTILI


(persone informate sui fatti → potenziali testimoni)
Art. 351 c.p.p. - Altre Sommarie Informazioni

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- Gioco di rinvii → obbligo di rispondere secondo verità alla pg → ma NON esiste il reato di falsa informazione
alla PG

Altre attività:
- Attività identificativa della persona sottoposta alle indagini → Art. 349 c.p.p. (leggi)
- Perquisizioni personali e locali

ATTIVITÀ DI INDAGINE DEL PM


- LIBRO III:
o Atti tipici:
a) Perquisizioni
b) Ispezioni
c) Intercettazioni (con autorizzazione GIP)
Regolati nel libro III tra i mezzi di ricerca della prova per la loro natura tendenzialmente
irripetibile
o Altri atti investigativi → atti omologhi ai messi prova:
a) Accertamento tecnico (perizia a dibattimento)
b) Individuazione di perone o cose (ricognizione)
c) Assunzione di info da perone in grado di riferire circostanze utili alle indagini
(testimonianza)
d) Interrogatorio di persona imputata di un proc.collegato o connesso (testimonianza)
e) Confronto → confronto

- Accertamenti tecnici irripetibili – Art. 360 c.p.p.


o Oggetto: persone, cose o luoghi → soggetti a modificazione
o Obbligo di coinvolgere la difesa
o Accertamenti del consulente nominato dal PM + eventuali accertamenti consulenti persona offesa e/o
indagato
o La difesa può:
a) Non fare nulla
b) Nominare un proprio consulente che affiancherà quello del PM
c) FORMULARE RISERVA DI INCIDENTE PROBATORIO
• Richiesta di incidente probatorio al giudice → il giudice nomina un perito (non
consulente) + possibilità di farlo affiancare dai consulenti delle parti
• Riforma orlando → Art. 360 c. 4bis c.p.p. la richiesta deve essere formulata entro
10 gg
• Se il PM non rispetta la riserva → l’incidente probatorio NON può essere utilizzato
a dibattimento → ma può essere utilizzato nel giudizio abbreviato.

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- Assume informazioni da PERSONA INFORMATA SUI FATTI:
o Art. 362 c.p.p.
a) Non può chiedere info sulle domande fatte dal difensore e le risposte date
b) Il PM può disporre l’accompagnamento coattivo di sua iniziativa (non serve
autorizzazione giudice
c) Non è necessaria la presenza del difensore
d) Obbligo di dire la verità → il procedimento a suo carico per falsa testimonianza può iniziare
solo dopo → sentenza di 1 grado, sentenza di non luogo a procedere o archiviazione.
• Punito fino a 4 anni → ma non è permesso l’arresto in flagranza
(Ricorda: non esiste il reato di falsa testimonianza alla PG, ma eventualmente accusa di favoreggiamento)

- Interrogatorio o Confronto di persona sottoposta alle indagini (INDAGATO) Art. 375


o Invito a presentarsi → accompagnamento coattivo previa autorizzazione del giudice
o L’indagato ha sempre la facoltà di non rispondere
o È sempre assistito dal difensore

Chiusura indagini preliminari → emerge il diritto di difesa nelle indagini preliminari!


Art. 415bis c.p.p. – Avviso all’indagato della conclusione delle indagini preliminari:
- Il PM che voglia richiedere il rinvio a giudizio deve:
o Notificare all’indagato e al suo difensore (+ per certi reati anche la persona offesa) della conclusione
i.p. → sommaria enunciazione del fatto
o Depositare tutti gli atti + metterli a disposizione della difesa (prenderne visione ed estrarne copia)
o Indagato → avvisato che ha la facoltà, entro 20 gg, di:
a) Presentare memorie
b) Produrre documentai del difensore
c) Chiedere al PM compimento atti di indagine
d) Rilasciare dichiarazioni
e) Chiedere di essere interrogato (il PM è obbligato a procedere)

Come l’indagato viene a conoscenza delle indagini preliminari :


1. Art. 335 c.p.p. → richiesta alla segreteria della procura se ci sono indagini a tuo carico → salvo per alcuni
reati, viene comunicata.
2. Richiesta di proroga i.p. da parte del PM → la proroga è un provvedimento che il giudice adotta interpellando
la difesa
3. Applicazione di misure cautelari
4. Il PM compie uno degli ATTI investigativi GARANTITI (dove è obbligatoria la partecipazione del difensore)
→ richiedono l’invio dell’INFORMAZIONE DI GARANZIA ex Art. 339 c.p.p. → l’invio dell’informazione
di garanzia per gli atti che richiedono la presenza del difensore, contiene anche l’invito a nominare il difensore
di fiducia, o in mancanza, nomina difensore d’ufficio.

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RICORDA:
- Interrogatorio, ispezione e confronto → difensore → diritto di assistere con preavviso
- Perquisizioni e sequestri → Atti a sorpresa → difensore → diritto ad assistere, ma sena preavviso (problema
della pronta reperibilità del difensore)

Come si esplica il diritto alla difesa nelle indagini:


1. Interrogatorio, anche spontaneo
2. Prendendo parte ad atti investigativi
3. Attività investigativa difensiva

ATTIVITÀ INVESTIGATIVA DIFENSIVA:


- Legge n.397/2000 → investigazioni difensive introdotte nel codice
- 3 ≠ modalità di assunzione di info:
1. Colloquio non documentato
2. Rilasciare una dichiarazione scritta e autenticata dal difensore
3. Verbalizzare le dichiarazioni

- Difensore → che vuole assumere informazioni da una persona informata → deve avvertirla della facoltà di
non rispondere:
o Se sceglie di rispondere → obbligo di dire la verità → altrimenti falsa testimoniaza al difensore punito
sempre fino a 4 anni
o Se si rifiuta → il difensore può:
a) Chiedere al PM di sentire questa persona → che diventerà un atto del PM a cui però partecipa
il difensore
b) Chiedere al GIP che quelle dichiarazioni siano assunti mediante incidente probatorio
- Per sequestri o quando le pa non danno docs → può chiedere al PM che se rifiuto trasmette la richiesta al GIP
- Per accertamenti su luoghi, persone o cose o aree di privati → può rivolgersi al GIP per l’autorizzazione
- Accertamenti irripetibili → deve informare PM che potrà affinacarvi il suo consulete

- Atti investigazioni difensive → fascicolo del difensore → conservato presso la segreteria del GIP competente
→ utilizzate anche per valutare la richiesta del PM di applicare misure cautelari

- Per questi atti valgono gli stessi meccanismi per quelli del PM in caso di recupero dibattimentale → es. persone
che rilascia dichiarazioni al difensore e muore prima del dibattimento → impossibilità sopravvenuta di natura
oggettiva → es. contestazioni dichiarazioni a dibattimento → regola d’oro

Problema → deposito in udienza preliminare fascicolo investigativo → richiesta giudizio abbreviato → riforma orlando
→ Art. 438 comma 4 c.p.p. → il PM ha diritto a 60 gg di tempo per svolgere eventuali indagini integrative → dopo, alla
luce delle nuove indagini → la difesa ha diritto a ritirare la richiesta di abbreviato.

INCIDENTE PROBATORIO – Art. 392 c.p.p.

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PROCEDIMENTI SPECIALI/ RITI SPECIALI/ RITI ALTERNATIVI – LIBRO VI

- Il procedimento ordinario 1 grado → è composto da: Il procedimento speciale → caratterizzato


o Indagini preliminari dall’assenza di almeno uno di questi
o Udienza preliminare segmenti → incide su diritti costituzionali
o Dibattimento → ergo → deve essere espressamente
disciplinato ed autorizzato dalla legge.
5 tipi di procedimento speciale:
1. Giudizio Abbreviato
2. Applicazione di pena su richiesta delle parti (patteggiamento)
3. Giudizio Direttissimo
4. Giudizio immediato
5. Procedimento per decreto
Altri procedimenti speciali:
a. Procedimento di oblazione → consente la chiusura anticipata del processo evitando il dibattimento con
contestuale degradazione dell’illecito penale in illecito amministrativo → richiesta dell’imputato di regolare in
denaro la propria pendenza penale → esperibile solo per i reati contravvenzionali punibili con l’ammenda.
b. Giudizio immediato richiesto dall’imputato → consente di saltare l’udienza preliminare anticipando il
dibattimento.
c. Procedimenti che derivano da una contestazione suppletiva nell’udienza preliminare o nel dibattimento
d. Procedimento davanti al giudice monocratico per i reati ex Art. 500 c.p.
e. Procedimento penale davanti al Giudice di Pace → (impronta conciliativa più che repressiva)

Non sono riti speciali → il “non doversi procedere per particolare tenuità del fatto” o altri istituti in appello come il
“patteggiamento in appello”.

Riti fondati su:


1. Requisito soggettivo → scelta volontaria di → una o entrambe le parti:
a. Giudizio abbreviato
b. Patteggiamento
c. Oblazione
d. Sospensione del processo con messa alla prova
e. Giudizio immediato richiesto dall’imputato
2. Requisito oggettivo → imperativamente affermati dal magistrato penale → (es. l’evidenza dell’accusa):
a. Giudizio direttissimo
b. Giudizio immediato
c. Contestazione suppletiva del reato concorrente o del reato continuato
3. Gruppo misto → affermazione imperativa magistrato + scelta volontaria:
a. Contestazione suppletiva del fatto nuovo
b. Giudizio direttissimo esperibile col consenso delle parti.

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- Carattere premiale → premiano la rinuncia difensiva dell’Imputato con sconti di pena ed altri vantaggi.
- Mentre la scelta di rinunciare all’udienza preliminare, come nel giudizio direttissimo consensuale → ha lo scopo
di tutelare meglio la posizione della difesa.

GIUDIZIO ABBREVIATO:
- Art. 438 e seq. c.p.p.
- Rito deflattivo del dibattimento → l’imputato accetto di essere giudicato in udienza preliminare sulla base degli
atti di indagini che così assumono il carattere di vere e proprie prove
o Espressa deroga al principio del contradditorio nel momento di formazione della prova → coerente con
Art. 111 Cost. → consenso dell’imputato.
- Muta la funzione dell’udienza preliminare → da filtro per accertare la necessità o meno del dibattimento →
diventa sede del giudizio sulla responsabilità dell’imputato.
- Leggi rilevanti → legge Carotti n.479/1999 e Riforma Orlando 2017
o PRIMA della Legge Carotti: 3 presupposti
a) Richiesta imputato
b) Consenso del PM → possibile il dissenso → valore ostativo
c) Assenso del GUP → verifica che si potesse decidere sulla base degli atti delle indagini
preliminari.
o DOPO con la L. Carotti: vengono recepite le indicazioni della Corte Costituzionale
a) Unico presupposto → la richiesta dell’imputato
b) La richiesta di giudizio abbreviato → diritto dell’imputato → Art. 438 c. 4 c.p.p. → il giudice
deve necessariamente disporre il rito → dispone il rito con ordinanza.
• Unico potere decisorio che rimane al GUP → nel caso di richiesta di giudizio
abbreviato condizionato.
- Conseguenze:
o Il PM deve arrivare all’udienza preliminare con indagini approfondite per poter fronteggiare
un’eventuale richiesta di giudizio abbreviato.
o Richiesta giudizio abbreviato dell’imputato → subito dopo aver depositato i risultati delle indagini
difensive → interviene la corte costituzionale nel 2009 → indicazioni recepite dalla riforma orlando:
a) Art. 438 c. 4 c.p.p. → Quando l’imputato chiede il giudizio abbreviato immediatamente dopo
il deposito dei risultati delle indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso
il termine non superiore a 60 gg, eventualmente richiesto dal PM, per lo svolgimento di
indagini suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa. In tal caso, l’imputato ha
facoltà di revoca della richiesta.

Imputato:
a. Richiesta semplice di giudizio abbreviato
a. Termine → formulazione delle conclusioni in u.p.
i. Il giudice dispone il giud.abbr. con ordinanza

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b. Richiesta di giudizio abbreviato condizionato
a. L’imputato subordina lo svolgimento del giudizio abbreviato all’assunzione di determinate prove che
egli reputa necessarie per la decisione.
i. Il giudice disporrà il giudizio abbreviato, solo se ritiene l’Integrazione probatorio necessaria
ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale →
NECESSARIETÀ & COMPATIBILITÀ
ii. Se il giudice rigetta la richiesta → l’imputato può rinnovarla a dibattimento prima della
dichiarazione di apertura del dibattimento (fase degli atti preliminari al dibattimento).
1. Se anche il giudice a dibattimento ritiene che non vi siano i presupposti per accogliere
la richiesta → si procede con le forme ordinarie.
NOVITÀ RIF. ORLANDO:
- Richiesta di giudizio abbreviato condizionato → l’imputato può chiedere in via subordinata:
o Giudizio abbreviato semplice → che viene necessariamente disposto se rigetta quello condizionato
o Patteggiamento → prima che venga disposto, il giudice deve verificare che vi sia il consenso del PM
→ presupposto indefettibile per aversi patteggiamento.
- Art. 438 comma 6 bis c.p.p.:
o La richiesta di giudizio abbreviato (semplice o condizionato) → determina:
a) Sanatoria di tutte le nullità non assolute
b) Non rilevabilità dell’inutilizzabilità, a condizione che non derivino da un divieto probatorio
(quelle sull’an/inutilizzabilità patologiche) → eccepibili le inutilizzabilità sull’an, non più
eccepibili quelle sul quomodo.
c) Preclude la possibilità di eccepire sulla competenza per territorio

Parte civile:
- Non ha alcun potere in merito → può solo non accettare il giudizio abbreviato ed esercitare la sua pretesa
risarcitorio direttamente in sede civile senza subire la sospensione del procedimento ex Art. 75 c. 3 c.p.p.

Svolgimento del procedimento:


- Art. 441 c.p.p. → in camera di consiglio
- Si applicano le disposizioni previste per l’udienza preliminare → ad eccezione degli artt. 422 e 423 c.p.p. →
N.B. → non significa che non sia ammessa un’integrazione probatoria da parte del giudice nel giudizio
abbreviato o una modifica dell’imputazione → significa che sono previste norme apposite.
o Art 422 c.p.p. – Attività di integrazione probatoria del giudice
o Art. 423 c.p.p. – modificazione dell’imputazione in udienza preliminare
- Al termine del procedimento svolto nelle forme del giudizio abbreviato → il giudice verifica se può
effettivamente decidere allo stato degli atti:
o Se può → pronuncia sentenza di proscioglimento o di condanna
o Se non può → è consentita l’integrazione probatoria d’ufficio
a) Se si procede ad integrazione probatoria → è applicabile l’Art. 423 c.p.p. sulla modifica
dell’imputazione → si applica la specifica disciplina ex Art. 441bis c.p.p.

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Giudizio abbreviato → comporta uno SCONTO DI PENA
- Riforma orlando → distinzione tra delitto e contravvenzione
o Delitto → sconto di pena 1/3
o Contravvenzione → sconto di pena 1/2

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