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Proc. Penale Part.

PROCEDURA DI ARCHIVIAZIONE: ex Art. 409 c.p.p. (provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione)
Richiesta di archiviazione → controllo giurisdizionale da parte del giudice dell’indagini preliminari
- PM → concluse le indagini preliminari → decide di non esercitare l’azione penale (ad es. perché non ci sono
elementi di prova sufficienti a sostenere l’accusa, o ci sono elementi contraddittori) → trasmette il fascicolo con gli
atti delle indagini preliminari al GIP + richiesta di archiviazione →
o Il GIP può:
▪ Valutato il fascicolo → disporre de plano l’archiviazione con decreto motivato → decreto di
archiviazione → deve essere notificato alla persona sottoposta alle indagini nei cui confronti era
stata applicata una misura di custodia cautelare durante il procedimento.
▪ Non accoglie la richiesta del PM → Dispone un UDIENZA in camera di consiglio ex Art. 127
c.p.p → convoca le parti → non sono obbligate a presenziare → sentite le parti → il GIP può:
a) Ordinanza di archiviazione → se concorda con la richiesta di archiviazione → dispone
l’ordinanza di archiviazione.
b) Ordinanza di svolgere indagini → Il giudice ritiene necessarie ulteriori indagini → le
indica con ordinanza al PM di svolgere ulteriori indagini, fissando il termine massimo
per il loro svolgimento, che altrimenti diviene di 3 mesi
c) Ordinanza di formulare l’imputazione → Il giudice ritiene che ci siano elementi
sufficienti per sostenere l’accusa a dibattimento → dispone con ordinanza che, entro
10 giorni, il PM formuli l’imputazione. Entro 2 giorni dalla formulazione
dell’imputazione il GIP fissa con decreto l’udienza preliminare.

NOVITÀ → riforma orlando → ricevuta la richiesta di archiviazione → i GIP che non provveda con decreto di
archiviazione → deve disporre l’udienza in camera di consiglio entro 3 mesi → fissata l’udienza, ha poi altri 3 mesi per
decidere.

Coinvolgimento della persona offesa → contro-interessata all’archiviazione


- PM formula richiesta di archiviazione → deve darne avviso alla persona offesa → solo se nella querela o altro
atto successivo del procedimento, la persona offesa aveva richiesto di essere avvisato
➢ 2 eccezioni: la persona offesa va comunque avvisata se si tratta di
1. reati commessi con viole sulle persone
2. furto in abitazione
3. furto con strappo
- Art. 410 c.p.p. - opposizione alla richiesta di archiviazione → mira a chiedere la prosecuzione delle indagini
preliminari:
➢ Termine per presentare l’opposizione è di 20 gg / 30 gg per i reati prima citati → effetto: il GIP non
può validamente decidere prima che sia decorso il termine → non è un termine perentorio → se la
persona offesa presenta opposizione il 45 gg e non è ancora stata presa una decisione, l’opposizione è
ammissibile.

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➢ Requisiti opposizione → indicare, a pena di inammissibilità, oggetto dell’investigazione suppletiva +
relativi elementi di prova.

➢ Il gip può de plano disporre l’archiviazione (decreto di archiviazione) → solo se congiuntamente


ricorrono le due condizioni dell’inammissibilità dell’opposizione + e dell’infondatezza della notizia di
reato

➢ Altrimenti → prima di decidere deve obbligatoriamente disporre l’udienza in camera di consiglio.


➢ Il decreto è dichiarato NULLO in caso di:
1. Mancato avviso alla persona offesa (quando richiesto)
2. Inosservanza da parte del gip del termine per presentare opposizione
3. Decisione presa con decreto nonostante l’opposizione ammissibile
➢ Prima della rif. Orlando → la persona offesa ricorreva per cassazione
➢ Rif. Orlando → reclamo al tribunale che decide se il decreto di archiviazione è nullo (no more
cassazione)

Procedura dell’archiviazione per PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO: Art. 411 c.p.p.
- È necessario il coinvolgimento dell’indagato → il PM deve notificare all’indagato la richiesta di archiviazione
+ alla persona offesa→ hanno 10 gg per presentare opposizione→ opposizione per ottenere una decisione più
favorevole (tipo assoluzione??)

Art. 131bis c.p. → esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto → requisiti:
- Reati puniti con la reclusione non superiore nel max a 5 anni
- Il comportamento non è abituale
- L’offesa recata al bene giuridico protetto è di particolare tenuità sia per le modalità della condotta, sia per l’entità
del danno o del pericolo provocato.

Tenuità del fatto → è sia una causa di proscioglimento che una causa di richiesta di archiviazione.

RIAPERTURA DELLE INDAINI → dopo l’archiviazione della notizia di reato → Art. 414 c.p.p.
- È possibile che le indagini vengano riaperte
- È obbligatorio un provvedimento autorizzativo al GIP → altrimenti tali indagini sono INUTILIZZABILI
- Problema → il provvedimento di archiviazione determina il ne bis in idem? → se sì, vuol dire riconoscere a tale
provvedimento il carattere/natura della sentenza → svelata la “truffa delle etichette” → nel 1995, sent. Corte
Cost. ha dichiarato che se il PM esercita l’azione penale dopo un provvedimento di archiviazione → l’imputato
va prosciolto perché l’azione penale non poteva essere esercitata → ha così riconosciuto piena efficacia
preclusiva al provvedimento di archiviazione.
➢ Quindi → La riapertura delle indagini deve essere motivata dalla presenza di elementi sopravvenuti
che determinano una nuova formulazione dell’accusa da parte del PM.

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Riforma orlando → Art. 407 c. 3bis c.p.p. → Sia la richiesta di archiviazione che la richiesta di rinvio a giudizio deve
essere fatta entro 3 mesi dal termine massimo di durata dalle indagini.
- Se non lo fa → avocazione del procedimento da parte del procuratore generale della repubblica → non è
che diventa invalida → avocazione OBBLIGATORIA

ESERCIZIO DELL’AZIONE PENALE:


- È contenuto nella richiesta di rinvio a giudizio → ex Art. 416 c.p.p. → depositata nella cancelleria del GUP
- Il PM deve avviare la Procedura Di Conclusione Dell’indagine – Art. 415 bis c.p.p.:
➢ Legge Carotti del 1999 → obbligo di notifica all’indagato + difensore + avviso alla persona offesa
(quando ha richiesto di essere avvisata o quando deve essere avvisata per legge) → AVVISO DI
CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI – Art. 415bis c.p.p.
1. Il PM deve prima depositare tutti gli atti di indagini → l’indagato ha la facoltà di prenderne
visione ed estrarne copia
2. Difesa → Entro 20 gg → l’indagato ha la facoltà di:
• presentare memorie,
• produrre documentazioni del difensore,
• chiedere al PM il compimento di alcuni atti di indagini,
• rilasciare dichiarazioni o
• chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
3. Se il PM esercita l’azione penale senza notificare o senza invito a presentarsi per rendere
l’interrogatorio ex Art. 365 c. 3/ senza sentire l’indagato → la richiesta di rinvio a giudizio è
NULLA

➢ Art. 417 c.p.p. - Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio:


1. Generalità imputato (e non più indagato), persona offesa dal reato
2. Enunciazione del fatto (in forma chiara) + circostanze aggravanti + di quelle che possono
determinare l’applicazione di misure di sicurezza.
3. Fonti di prova acquisite
4. Domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio
5. Data e sottoscrizione
➢ Ricorda → è sola nei casi in cui si proceda dinnanzi al tribunale monocratico che si può procedere senza
udienza preliminare → casi della citazione diretta a giudizio.

➢ GUP → entro 5 giorni dal deposito della richiesta di rinvio a giudizio deve fissare la data dell’udienza
preliminare (si svolge in camera di consiglio) → deve notificare le parti almeno 10 giorni prima dalla
data di celebrazione dell’udienza preliminare.
1. Udienza preliminare in camera di consiglio → 2 possibili conclusioni: Art. 424 c.p.p.
• DECRETO DI RINVIO A GIUDIZIO → segue poi il dibattimento
• SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE

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2. In udienza preliminare → partecipazione NECESSARIA del PM e del difensore (≠ dalla
camera di consiglio ex Art. 127 c.p.p. dove la partecipazione delle parti non è necessaria) →
non è pubblica

GIUDIZIO IN ASSENA DELL’IMPUTATO → consentito solo quando deriva da una scelta dell’imputato.
- (regolato nel 2014)
- L’imputato ha diritto di non presenziare al processo → notare che il legislatore si accontenta che l’imputato sia
a conoscenza (legale+effettiva) del procedimento → non serve quella del processo.
- Quando l’imputato non si presenta in udienza → bisogna capire se sia frutto di scelta oppure no → il giudice
deve fare dei controlli

- Durante l’udienza preliminare → è obbligatorio verificare che l’assenza dell’imputato sia frutto di una sua scelta:
➢ Controllo 1: se l’imputato ha avuto CONOSCENZA LEGALE del processo → corretta notificazione
dell’atto
➢ Controllo 2: CONOSCENZA EFFETTIVA
1. Controllo di circostanze sintomatiche del fatto che l’imputato abbia avuto effettiva conoscenza
del procedimento a suo carico → ex Art. 420bis c.2 c.p.p.:
• Abbia dichiarato o eletto domicilio, oppure
• Sia stato arrestato, fermato, sottoposto a misure cautelari, oppure
• Abbia nominato un difensore di fiducia, oppure
• In ogni altro caso in cui risulti comunque con certezza che l’indagato ha avuto
conoscenza del procedimento.
2. Se non abbiamo nessuno di questi elementi sintomatici → non si può procedere→ il GUP
deve:
1. Disporre la sospensione del processo con ordinanza, fino a che non sopravvenga
la conoscenza effettiva
+
2. Ordinare nuovo tentativo di notifica all’imputato
➢ Controllo 3: verificare che L’ASSENZA non deriva da un LEGITTIMO IMPEDIMENTO → assoluta
impossibilità per caso fortuito, forma maggiore o altro legittimo impedimento
1. Se sussiste → rinvio dell’udienza + ordine di rinnovare l’avviso

La grande novità del 2014 → se non sussistono la conoscenza legale + quella effettiva (che si manifesta tramite quegli
elementi sintomatici ex Art. 420bis) → non si può processare → il giudice sospende con ordinanza → il processo potrebbe
anche non celebrarsi mai perché → restano sospesi i termini di prescrizione del reato, anche se sussistono dei termini
massimi ex Art. 161 comma 2 → quindi ad un certo punto il reato si estingue per prescrizione.

2. ≠ Se non si ha conoscenza del processo (ho avuto conoscenza del procedimento perché sono
stato coinvolto occasionalmente nelle indagini, poi vado all’estero e non so più nulla del
processo) → il processo può essere celebrato → ma se la mancata conoscenza da parte

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dell’imputato era incolpevole, quando vi è una sentenza definitiva, può chiedere la
RESCISSIONE DEL GIUDICATO alla corte d’appello.
3. N.B. il legislatore consento la rescissione del giudicato in caso di mancata conoscenza del
processo da parte dell’imputato → NON in caso di mancata conoscenza del procedimento
4. La stranezza qual è: che il legislatore consento lo svolgimento del processo sul presupposto
della semplice conoscenza del procedimento (es. ci sono in corso indagini a mio carico), e poi
consente la rescissione del giudicato sul presupposto della mancata conoscenza del processo
→ quindi un soggetto viene processato contumace legittimamente, ma si sa già che ci sarà il
rischio che poi richieda la rescissione del giudicato → ovviamente la mancata conoscenza
deve essere INCOLPEVOLE.

- Oltre ad essere obbligatoria la presenza dell’imputato → è anche obbligatoria la presenza del difensore → sia
nell’udienza preliminare che nel dibattimento → l’imputato può essere assistito da 2 difensore, se uno manca,
anche per legittimo impedimento, l’imputato può non consentire che si proceda in assenza dell’altro.

Tornando all’udienza preliminare:


- Compiuti tutti gli accertamenti preliminari sulla presenza delle parti → il giudice apre la discussione – Art. 421
c.p.p. → ossia inviata le parti a formulare le conclusioni:
1. Inizia il PM
2. L’imputato può chiedere di rilasciare dichiarazioni spontanee o di essere sottoposto ad interrogatorio
o che si applichino le forme dibattimentali dell’esame incrociato
3. Parti private, se ci sono, parte civile, responsabile civile tramite i loro difensori
4. Difensore imputato
1. È possibile una sola replica per PM e difensori
- Se il giudice decide di poter decidere allo stato degli atti → dichiara chiusa la discussione ed emana:
a. il decreto di rinvio a giudizio
o
b. la sentenza di non luogo a procedere.

INCREMENTO MATERIALI PROBATORI durante l’UDIENZA PRELIMINARE


Durante l’udienza preliminare → si possono aggiungere dei nuovi materiali probatori a quelli raccolti durante le indagini
preliminari → ergo può capitare che la decisione del GUP sia presa sulla base di atti ≠ da quelli dell’indagine preliminare:

Meccanismi di integrazione probatoria durante l’U. P.:


- Art. 421 bis c.p.p. – ORDINANZA PER L’INTEGRAZIONE DELLE INDAGINI → determina il verificarsi di
più udienza preliminari e non una regressione alla fase delle indagini (norma simili a quella prevista per le
indagini coattive durante la procedura di archiviazione – Art. 409 c. 3 c.p.p.)
- INCIDENTE PROBATORIO – Art. 392 c.p.p.
- Introduzione di PROVE DOCUMENTALI
- Deposito ATTI INDAGINI DIFENSIVE da parte della difesa → il PM ha 60 gg per svolgere contro-indagini

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- Attività di INTEGRAZIONE PROBATORIA DEL GIUDICE → è uno di quei casi eccezionali in cui è possibile
l’acquisizione d’ufficio della prova → per evidente decisività di tale prova per l’emanazione della sentenza
di non luogo a procedere. → favorevole all’imputato.

Questi ☝︎↑ sono i casi in cui si ACQUISISCONO VERE E PROPRIE PROVE in udienza preliminare.

- Art. 425 c.p.p. - Sentenza di non luogo a procedere → proscioglimento dell’imputato → casi:
➢ L’azione penale non poteva essere iniziata
➢ Il fatto non era previsto dalla legge come reato
➢ Il reato è estinto
➢ Il fatto non sussiste
➢ L’imputato non l’ha commesso
➢ Etc. varie formule di proscioglimento
➢ Ora ex Art. 425 comma 3 c.p.p. → il GUP deve emanare sentenza di non luogo a procedere anche
quando gli elementi acquisti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere
l’accusa in giudizio → mentre prima della riforma Carotti del ’99 → se il PM avesse chiesto in rinvio
a giudizio, l’avrebbe ottenuto.
1. Con l’Art. 425 c. 3 il criterio di archiviazione per non sostenibilità dell’accusa a giudizio alla
luce di elementi insufficienti, contraddittorie etd → è diventato anche il criterio per
l’emanazione della sentenza di non luogo a procedere in udienza preliminare.

Fondamentale adempimento in chiusura dell’udienza preliminare in caso di rinvio a giudizio → formazione del fascicolo
per il dibattimento.

Se vi è decreto di rinvio a giudizio → che fissa la data della prima udienza dibattimentale, per cui deve decorrere un
termine non inferiore a 20 gg, e deve essere notificata alle parti!
- Materiali che sono giunti all’udienza preliminare
➢ Fascicolo atti investigativi/fascicolo delle indagini
➢ Fascicolo del difensore
➢ Atti acquisiti o compiuti durante l’udienza preliminare (documenti prodotti dalle parti, ulteriori atti di
indagine difensiva ed eventuali indagini suppletiva del PM, le indagini integrative del PM, atti compiuti
in u.p. come l’interrogatorio dell’imputato.)

- Al termine dell’udienza preliminare si formano:


➢ Il FASCIOCOLO PER IL DIBATTIMENTO – atti che il giudice per il dibattimento potrà conoscere
sin dall’inizio → Art. 431 c.p.p.
1. Atti relativi all’esercizio dell’azione penale + azione civile
2. Verbali atti non ripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria
3. Docs acquisiti all’estero mediante rogatoria internazionale e degli atti non ripetibili
4. Verbali atti assunti con incidente probatorio
5. …

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6. Corpo del reato e le cose pertinenti al reato
7. Le parti possono concordare l’acquisizione di atti contenuti nel fascicolo del PM e degli atti
relativi investigazioni difensive.
➢ Il FASCICOLO DEL PM – Art. 433 c.p.p. → tutti gli altri atti, compresi quelli delle indagini difensive
che non entrano nel fascicolo del dibattimento

N.B. tutte le prove di tipo dichiarativo (dichiarazioni persone informate sui fatti, dichiarazioni imputato reato connesso
etc,) NON entrano nel fasciocolo per il dibattimento! Restano in quello del PM → il giducie del dibattimento non le può
conoscere.

Anche dopo l’emanazione del decreto che dispone il giudizio → PM e difesa possono continuare a svolgere indagini
finche non inizia il dibattimento → principio della continuità investigativa:
- Art. 430 c.p.p. – Attività integrativa di indagine del PM e del difensore:
➢ Successivamente all’emissione del decreto che dispone il giudizio → il PM e il difensore possono, ai
fini delle proprie richieste al giudice del dibattimento, compiere attività integrativa di indagine, fatta
eccezione degli atti per i quali è prevista la partecipazione dell’imputato o del difensore di questo.
- Art. 430 bis c.p.p. – divieto di assumere informazioni → è vietato il PM, alla PG ed al difensore → assumere
informazioni dalla persona ammessa ex Art. 507, o indicata nella richiesta di incidente probatorio etc.

FASE PRE-DIBATTIMENTALE
- Tra il decreto che dispone il rinvio a giudizio e la prima udienza dibattimentale → fase degli atti preliminari a
dibattimento, libro 7 → tra cui il deposito delle liste testimoniali

N.B. Art. 469 c.p.p. - PROSCIOGLIMENTO PRIMA DEL DIBATTIMENTO → eccezionalmente, nella fase pre-
dibattimentale, il giudice del dibattimento può emanare una sentenza di proscioglimento quando sussistano motivi di
proscioglimento che non richiedano un giudizio di merito:
- se il reato è estinto e per accertarlo non serve il dibattimento (es. morte del reo)
- se l’azione penale non doveva essere iniziata o proseguita (es. condizioni di procedibilità: un reato che deve
richiede la querela e questa manca)
- per particolare tenuità del fatto
➢ In tutti questi casi → il giudice, in camera di consiglio, dispone il proscioglimento solo se, sentiti il PM
e l’imputato (+ persona offesa nel caso di particolare tenuità del fatto), le parti non si oppongono →
quindi emana sentenza di non doversi procedere → è inappellabile.
➢ Ricorda:
▪ Questa sentenza pre-dibattimentale può essere emanata SOLO una volta sentite le parti e se
non si oppongono
▪ È inappellabili → suscettibile solo di ricorso per cassazione.

Per il 30 e lode → N.B. l’Art. 129 c.p.p. stabilisce che in ogni stato e grado del processo bisogna prosciogliere l’imputato
se si ravvisa la sussistenza di una qualunque causa di proscioglimento → ergo, Art. 469 deroga all’Art. 129 perché
stabilisce che in fase pre-dibattimentale si possa prosciogliere solo in uno di quei tre casi.

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PRIMA UDIENZA DIBATTIMENTALE – DIBATTIMENTO
- La fase degli atti preliminari a dibattimento si protrae dalla fine dell’udienza preliminare fino agli atti
introduttivi del dibattimento → momento iniziale: ricezione del decreto che dispone il giudizio → momento
finale: costituzione delle parti
- Art. 492 c.p.p. → dichiarazione di apertura del dibattimento → compiute tutte le attività indicate negli artt. 484
e seq., il presidente dichiara aperto il dibattimento + L’ausiliario che assiste il giudice dà lettura dell’imputazione
➢ Quindi il dibattimento inizia solo dopo che si sono compiute queste attività → ATTI INTRODUTTIVI
- ATTI INTRODUTTIVI: Art. 484 e seq. c.p.p.
➢ Costituzione delle parti → il presidente controlla la regolare costituzione delle parti → se manca il
difensore dell’imputato, viene designato uno d’ufficio → si applicano per quanto compatibili artt.
420bis, ter, quater e quinquis (assenza imputato in udienza preliminare)
▪ Verifica la conosce legale (regolare avviso dell’udienza dibattimentale) e la conoscenza
effettiva.
➢ Eventuale accompagnamento coattivo dell’imputato assente → quando la sua presenza è necessaria
per una prova diversa dall’esame, es. la ricognizione
➢ Questioni preliminari → ex Art. 491 c.p.p. - attengono alla regolare instaurazione del dibattimento o
la sua organizzazione → devono essere proposte subito dopo la costituzione delle parti:
▪ Questioni relative la competenza per territorio o per connessione, connessione per materia per
eccesso
▪ Questioni relative la costituzione e l’intervento di parti private
▪ Questioni relative le nullità di atti anteriori, non ancora sanate
▪ Quando non vi sia stata udienza preliminare → Inosservanza disposizioni sulla composizione
monocratica o collegiale del tribunale
▪ Omissione udienza preliminare quando richiesta
▪ Questioni relative il contenuto del fascicolo del dibattimento e la riunione o separazione dei
giudizi
- Il giudice decide immediatamente con ordinanza.
➢ Queste decisioni non sono immediatamente impugnabili, ma sono con l’impugnazione della sentenza
di primo grado.

- Riforma Orlando → partecipazione a distanza dell’imputato tramite collegamento audio visivo con l’aula di
udienza → sempre per i reati dell’Art. 51 c. 3 c.p.p. (procure distrettuali) o per i delitti ex Art. 407 comma 2 lett.
a (delitti di terrorismo) → Art. 146bis norme di attuazione del codice.

→ UDIENZA PRE-DIBATTIMENTALE:
- In genere è pubblica → ma può, per specifiche esigenze, svolgersi a porte chiuse
- Principio della concentrazione → regola generale l’udienza che non può concludersi in un giorno → dovrebbe
proseguire il giorno seguente non festivo ex Art. 471 c.p.p.

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→ PRINCIPIO DI CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA
- Eventualità che nel corso del dibattimento si modifichi l’imputazione → il giudice NON può modificare
l’imputazione e NON può pronunciarsi su fatti nuovi o diversi rispetto a quelli in relazione ai quali l’imputato è
stato rinviato a giudizio e che non sono stati oggetto di modifica dell’imputazione a dibattimento.
- La sentenza che viola il principio di correlazione con l’accusa è NULLA →
➢ nullità speciale ex Art. 522 → test di riconducibilità all’Art. 178 c.p.p.
▪ capacità del giudice/numero dei giudici → no
▪ iniziative del PM nell’esercizio dell’azione penale o partecipazione → yep
▪ intervento, assistenza e rappresentanza dell’imputato e delle altre parti → ni
➢ questa nullità speciale → ' riconducibile alle nullità assolute ex Art. 178 → ergo è una NULLITÀ
ASSOLUTA

Nel corso del dibattimento → l’imputazione si può MODIFICARE → il principio di correlazione tra accusa e sentenza
non si deve necessariamente parametrare sull’imputazione originaria, la quale, in determinate circostanze può mutare:
➢ FATTO NUOVO → artt. 517 e 518 c.p.p. → cioè fatto ulteriore che viene contestato e si aggiunge
all’imputazione originaria.
1. Il fatto ulteriore emerge a dibattimento → il PM deve raccogliere quella notizia di reato come
tutte le altre, tuttavia può → con il consenso dell’imputato → richiedere in udienza al
presidente del tribunale la contestazione del fatto ulteriore → il presidente acconsente
verificato il consenso dell’imputato e che tale contestazione non infici la speditezza del
procedimento.
2. È una forma di azione dell’esercizio penale → contestazione suppletiva
3. ATTENZIONE → deroga al consenso dell’imputato ex Art. 517 → deroga prevista dall’Art.
12 c. 1 lett.b) (connessione mono-soggettiva) → se tra il fatto per cui si procede e quello nuovo
emerso sussiste un particolare legame, allora la contestazione può esser fatta senza il consenso.
➢ DIVERSITÀ DEL FATTO:
1. Il fatto è lo stesso, ma è ≠ da com’' descritto nell’imputazione (es. si è verificato il 20 e non il
18 giugno) → il PM deve modificare l’imputazione → se il PM non provvede → il giudice
non può pronunciarsi → quindi restituisce gli atti al PM affinché proceda alla modifica → Art.
521 comma 2 c.p.p. → ovviamente la ≠ deve essere rilevante ai fini dell’esercizio del diritto
di difesa.
Però ATTENZIONE → Se il fatto è “troppo” diverso → es. Tizio è rinviato a giudizio per percosse,
ma a dibattimento si scopre che Caio è stato solo ingiuriato → il giudice deve proscioglier per le
percosse e il PM deve procedere a parte per le ingiurie.

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FINE FASE PRE-DIBATTIMENTALE → dichiarazione di apertura del dibattimento → FASE DIBATTIMENTALE

Apertura del dibattimento → inizio della FASE DI AMMISSIONE DELLA PROVA


- La fase di ammissione della prova muove dalle richieste di prova formulate dalle parti!
➢ Procedimento probatorio → 3 fasi:
1. Ammissione
2. Acquisizione
3. Valutazione

Modalità di ACQUISIZIONE della prova a dibattimento – ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE

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