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1. ENTO E FINALITA' Pag.

2. DESCRIZIONE DEL PROGR


SPERIMENTALE

2.1 Caratteristiche dei materiali

2.2 Prove a compressione

2.2.1 Caratteristiche dei provini


2.2.2 Apparecchiature di prova
2.2.3 ModalitB delle prove

2.3 Prove di scorrimento

2.3.1 Caratteristiche dei provini


2.3.2 Attrezzatura di prova
2.3.3 Modalita delle prove

3. RISULTATI DELLE PROVE

3.1 Prove a compressione

3.1.1 Provini non confinati


3.1.1.1 Prove monotone
3.1.1.2 Prove cicliche
3.1.2 Provini con£inatl
3.1.2.1 Prove monotone
3.1.2.2 Prove cicliche

3.2 Prove di scorrimento


3.2.1 Prove monotone
3.2.2 Prove cicliche

CONCLUSIONI

FIGURE
Camillo Nuti, Paolo E. Pinto

Sonuaario
I1 lavoro descrive la prima parte di un programma
sperimentale, svolto presso i laboratori del Dipartimento, con
il quale si intende accertare l'idoneità del calcestruzzo
leggero (CLS) quale materiale da utilizzare per le costruzioni
in zona sismica.
In questa prima fase si analizzano separatamente le
grandezze fondamentali che determinano il comportamento
ciclico di un elemento in cemento armato.
Sono presentati le modalità esecutive ed i risultati di
prove cicliche di compressione su provini con e senza armatura
di contenimento, nonchè di prove cicliche di scorrimento tra
barre longitudinali e conglomerato in provini cilindrici. Le
prove sono eseguite su provini sia in CLS che in C.A.
Sono ricavate le curve monoassiali tensione-deformazione,
mettendo in evidenza l'effetto delle armature di contenimento
sulla resistenza e sulla duttilità ultima.
Le prove di scorrimento sono state eseguite sia per cicli a
deformazione massima imposta, sia per cicli a tensione massima

Parole chiave
Studio Sperimentale, comportamento ciclico, calcestruzzo
leggero strutturale
Camillo Nuti, Paolo E. Pilato

Summary
The r e p o r t describes t h e f i r s t p a r t of a research program
c a r r i e d out t o a s s e s s t h e adequacy of lightweight concrete
(CLS) a s a materia1 f o r construction i n seismic a r e a s .

The f i r s t part d e a l s s p e c i f i c a l l y w i t h t h e foundamental


a s p e c t s of c y c l i c behavior of s t r u c t u r a l elements undergoing
large i n e l a s t i c deformations.
Test procedures and r e s u l t s a r e presented f o r repeated
compression t e s t s on specimens w i t h and without transverse
reinforcement, and t e s t s on c y c l i c bond s t r e s s - s l i p of
deformed bars embedded i n prismatic specimens.
The program i s c a r r i e d out i n p a r a l l e l f o r CLS and norma1
wieght concrete.
Results obtained f o r both m a t e r i a l s a r e compared and t h e
a p p l i c a b i l i t y of the available mathematical models i s checked.
The r e s u l t s i n d i c a t e t h a t t h e two m a t e r i a l s e x i b i t
c o n s i d e r a b l e analogy on t h e i r balance, both i n terms of
u l t i m a t e d u c t i l i t y and of s t a b i l i t y under l a r g e r e p e t i t i v e
actions .

Key words
Experimental research, c y c l i c behavior, leightweight concret,e
1

1. INQUADRAMENTO E FINALITA'

Lo studio descritto nel presente. rapporto costituisce


parte di un programma più vasto il cui scopo è di
accertare, in termini comparativi con il C.a. ordinario,
l'idoneità del conglomerato leggero strutturale (CLS) quale
materiale da utilizzare per le costruzioni in zone
sismiche.
Prove sperimentali e studi analitici di base sul
comportament.0 strutturale del CLS sono stati eseguiti nel
recente passato in misura più estensiva all'estero, in
particolare negli USA: [9], [lo], [13], ma anche nel nostro
Paese, seppure in numero ridotto e a carattere preliminare
[Il, [21,E121
Un aspetto che emerge in modo sistematico da tutti gli
studi esistenti è la decisiva dipendenza delle prestazioni
del CLS dalle caratteristiche dell'inerte artificiale
impiegato.
La produzione italiana del materiale CLS, dopo alcuni
anni di necessaria sperimentazione, ha ormai raggiunto un
adeguato livello di standardizzazione, che consente di
specificare o individuare in modo ben definito l'inerte e
la composizione dell'impasto che danno luogo alle
caratteristiche meccaniche e reologiche desiderate.
Questa realtà costituisce uno stimolo alla effettuazione
di una indagine completa ed approfondita che definisca il
comportamento di questo materiale per un ampio spettro di
sollecitazioni, con l'obiettivo successivo di riversarne le
conclusioni in un quadro di normativa e di indicazioni
progettuali.

I1 comportamento sismico di elementi strutturali in CLS


è sostanzialmente definito dai seguenti aspetti:
- il legame a compressione mono-assiale per carichi
*
ripetuti con forti deformazioni anelastiche
- influenza sul legame precedente delle armature di
contenimento
- il legame di aderenza acciai.0-CLS per azioni di
sfilamento a senso alternato e scorrimenti di notevole
entità.
I1 programma completo dello studio si compone di due
parti: la prima riguarda gli aspetti citati, la seconda
esamina sperimentalmente il comportamento di elementi
strutturali tipici delle strutture intelaiate sotto azioni
che conducono al collasso con ridotto numero di cicli.
In questa seconda fase verranno correlati i risultati
relativi alle caratteristiche del materiale, oggetto del
presente rapporto, con il comportamento degli elementi,
allo scopo ultimo di controllare i limiti di applicabilità
al CLS delle regole di progettazione antisismica valide
il CA (cemento armato normale) e di proporre eventuali
adattamenti delle stesse.

2. DESCRIZIONE DEL PROG SPERIMENTALE

I1 programma prevede lo svolgimento in modo


completamente parallelo di prove su elementi in CLS ed in
CA . P

I due materiali sono confezionati in modo da avere la


stessa resistenza cubica nominale a 28 giorni.

L'indagine si articola in tre tipi di prove:


- prove a compressione monotona e ripetuta su provini di
calcestruzzo senza armatura di contenimento
- prove a compressione monotona e ripetuta su provini di
calcestruzzo con armatura di contenimento
- prove per la determinazione del legame di scorrimento
2-6 con barre ad aderenza migliorata.

2.1 Caratteristiche dei materiali

I materiali soggetti a prova presentavano le seguenti


caratteristiche di resistenza cubica:
Valore medio Coeff.di variazione
CA R = 345 ~ ~ / c m ~C, = 3,5% (20 provini)
CLS R = 357 ~ ~ / c m ~C, = 1,9% (25 provini)

La composizione dei due tipi di calcestruzzo è descritta


n e l l e Tabb.l e 2, mentre la fig.1 riporta la
distribuz3one granulometrica degli inerti del calcestruzzo
ordinario.
Per quanto riguarda il CLS, il peso per litro
dell'argilla espansa era .pari 710 Kg/mc, con un
assorbimento a 3 0 ' del 12,6% ed una resistenza allo
schiacciamento (UNI 7549/7) di.6,37 MPa.
I1 peso per unità di volume dei due materiali valeva:

y = 2330 - 2360 Kg/mc

y = 1670 - 1700 Kg/mc

2.2 Psove a compressione

2.2.1 Caratteristiche dai provini


i.

I provini utilizzati per tutte le prove erano di forma


cilindrica con diametro di 15 cm ed altezza 30 cm.
Litri assorbiti
Cemento 425 PTL 106
Acqua d'impasto 195
Sabbia 0/3 mm 205
Pisello 5/15 mm 2 94
Ghiaia 15/30 mm 184

Totali 984 2337

M.V. CLS fresco: 2330-2360 Kg/mc


Ced. al cono: 19.5:21.5 cm

Tab. l - Composizione e caratteristiche del calcestruzzo


con aggregati ordinari (CA) provenienti da Cava
Cerreto (fiume Po) - Torino

Litri assorbiti Kg/m


Cemento 425 PTL 113 350
Acqua d'impasto 160 160
Acqua assorbita --- 60
Sabbia 0/3 mm 170 450
Argilla espansa 3/12 mm 540 650

Totali

Peso litro arg.esp.: 710 Kg/mc


Assorbimento a 30" 12.6%
Resistenza allo schiacciamento (Neven)-UNI 7549/7: 6.37 MPa
M.V.CLS fresco: 1670-1700 Kg/mc
Coeff. di Walz: 1,05-1.06

Tab. 2 - Composizione e caratteristiche del calcestruzzo


leggero con argilla espansa (CLS)
5 per prove di tipo monotono
5 per prove a compressione ripetuta
5 di riserva
per un totale complessivo di:

15x4~2= 120 provini.

2.2.2 Apparecchiatura di psova

L'apparecchiatura di prova è illustrata in fig. 2. Essa


è costituita da una pressa oleodinamica da 300 t, a
regolazione di carico. Tra i piatti della pressa sono posti
il provino di conglomerato collocato sopra un cilindro
pieno in acciaio dellqaltezza di 300 mm e del diametro di
150 mm con a fianco due (in alcuni casi tre) tubi di
acciaio alti 600 mm con diametro di 60 mm e spessore di
8,3 mm. I tubi sono in acciaio al Cromo Nichel 4 tipo UNI
7846 normalizzato, bonificati in olio in modo da
raggiungere la soglia di snervamento per deformazioni
dell'ordine del 5,5'/--.
In questo modo, considerando trascurabili le deformazioni
del cilindro di metallo posto sotto il provino di
conglomerato, quest'ultimo pud raggiungere deformazioni
dell'ordine dellql% senza che i tubi raggiungano la soglia
di snervamento. Le caratteristiche di deformabilith dei
tubi sono state controllate prima e dopo l'operazione di
bonifica per verificare la linearità di comportamento fino
alle deformazioni massime da raggiungere.
I diagrammi-sforzi deformazioni dei tubi sono mostrati in
fig. 3.
Gli strumenti di misura sono illustrati in fig. 2 e
e
consistono in 4 strain gages posti al centro dei tubi, che
misurano il carico da essi assorbito, e da una cella che
misura il carico totale dato dalla pressa.
I1 carico assorbito dal provino in conglomerato è
ottenuto quindi per differenza tra i due.
Per la misura delle deformazioni assiali nel conglomerato
sono stati fissati alle estremità del provino due anelli in
acciaio inossidabile che portano le basi per tre
comparatori disposti a 120" tra loro; la misura utilizzata
nelle elaborazioni è la media tra le tre.
L'apparato di prova così predisposto permette di misurare
agevolmente anche il ramo discendente della curva forza
deformazione del conglomerato.In assenza dei tubi in
parallelo, la misurazione del ramo discendente
richiederebbe invece l'uso di una pressa a deformazione
controllata, in grado di mantenere il carico sempre in
equilibrio con la resistenza decrescente del provino.
I1 criterio di funzionamento e illustrato in fig. 4.
I1 sistema formato dai tre tubi e dal provino in
parallelo dà luogo ad una curva forza totale-spostamento
sempre crescente, tale cioè che per ottenere deformazioni
maggiori occorre sempre aumentare il carico sulla pressa.
I1 risultato si ottiene calibrando la rigidezza dei tubi
in modo che essa risulti maggiore, in valore assoluto,
della "rigidezza negativaw 'del provino nel suo ramo
discendente.
Occorre inoltre che i tubi rimangano in regime elastico
lineare per deformazioni almeno pari a quelle massime che

assorbite dai tubi e dal provino deve risultare minore


della portata massima della pressa.
Le condizioni citate conducono al seguente sistema di
disequazioni: .
K + K P > O
K 6, <
6m + Npr < Nmax
nel quale:
K = rigidezza dei tubi: neEA/l
E = modello elastico dell'acciaio
A = area del singolo tubo
1 = lunghezza dei tubi
n = numero dei tubi
Kp= rigidezza del provino di conglomerato
N = forza di snervamento dei tubi
P
6,= spostamento massimo raggiunto dalla prova
N ~=rforza ultima del provino
,,,N = portata massima della pressa

Le incognite del problema sono tre: area dei tubi,


lunghezza dei tubi e deformazione di snervamento degli
stessi, e possono essere ricavate con le tre condizioni
citate.

2.2.3 Modalità delle prove

Come detto in precedenza, per i due tipi di materiale e


per le diverse percentuali di confinamento sono state
eseguite prove a deformazione controllata di tipo sia
monotono che ciclico.
Le curve tensione-deformazione monotone sono state
ricavate eseguendo da 3 a 5 prove per ogni combinazione
materiale-confinamento.
Quelle cicliche sono state eseguite con le modalità
seguenti:

provini non confinati


I due tipi di prove eseguiti sono illustrati nella fig.

Come appare evidente, il primo tipo di prova mira ad


indagare la capacità del materiale di mantenere un
comportamento stabile per cicli a deformazione massima
crescente.
Il campo delle deformazioni ritenuto di interesse pratico

O IE I 4 , 8 ' / - *

La deformazione massima veniva incrementata ad ogni ciclo


della quantità:A& = 4,8/6.
La storia di carico descritta è stata utilizzata per i
provini di entrambi i materiali.

I1 secondo tipo di prova vuole invece esaminare il


comportamento del materiale, in termini di forza resistente
e di rigidezza, per cicli ripetuti a deformazioni massime
costanti e di valore elevato.
Veniva eseguito un primo ciclo fino a raggiungere la
deformazione: E0/2 (Eo =deformazione corrispondente alla
tensione massima), seguito da 10 cicli a deformazione
massima costante e pari ad E,, per poi proseguire in
maniera monotona fino a rottura. A differenza della prima,
i valori delle deformazioni imposte in questa prova
dipendono dalle caratteristiche del materiale. I1 valore di
.E è quello che risulta dalle prove di tipo monotono.

vini confinati a

E' stato eseguito un tipo di prova unico, illustrato


n e l l a fig. 6 .
Si ritiene che questo tipo di prova riunisca gli
o b i e t t i v i p e r s e g u i t i d a i due t i p i d i v e r s i d i prove c i c l i c h e
a d o t t a t i p e r i p r o v i n i non c o n f i n a t i .
In realtà, l a s c e l t a d i q u e s t a prova è s t a t a s u g g e r i t a
dai risultati di particolare stabilità e duttilità
evidenziati nelle prove di tipo monotono su provini
confinati.

2.3 Prove di scorrimento

Come p e r l e prove d i compressione, anche q u e s t o t i p o d i


prove e r a e s s e n z i a l m e n t e r i v o l t o , p i ù che a l l a e l a b o r a z i o n e
e x novo d i un modello 'microscopico' del legame 2 - 8 i n
regime c i c l i c o , a l c o n f r o n t o t r a il comportamento d e i due
materiali.
In particolare, e s s e n d o d i s p o n i b i l i s t u d i r e c e n t i che
f o r n i s c o n o legami d i aderenza c i c l i c a p e r il CA con b a r r e
ad aderenza m i g l i o r a t a [4], [Il] l e p r o v e miravano ad
a c c e r t a r e l a p o s s i b i l i t à d i e s t e n d e r e t a l i m o d e l l i a l CLS.

2.3.1 Caratteristiche del provini

I p r o v i n i erano c o s t i t u i t i da p a r a l l e l o p i p e d i 30x15~30
cm, m o s t r a t i i n f i g . 7 .
A l centro d e l provino e r a i n s e r i t a l a barra, d i diametro
0 2 0 , i n a c c i a i o FeB44K a d a d e r e n z a m i g l i o r a t a . L a zona d i
e f f e t t i v a a d e r e n z a t r a b a r r a e conglomerato era r i d o t t a a
c i r c a 11 c m con l ' i n s e r i m e n t o n e l l e due zone t e r m i n a l i
d e l l a b a r r a d i monconi d i t u b o i n p l a s t i c a d i d i a m e t r o
*
i n t e r n o @ 24. L ' i n g r e s s o d e l conglomerato a l l ' i n t e r n o d e i
t u b i a l momento d e l g e t t o era i m p e d i t o mediante s i g i l l a t u r a
11

con mastice a l s i l i c o n e .
I n d i r e z i o n e o r t o g o n a l e a l l a b a r r a da s f i l a r e e r a
p r e d i s p o s t a una gabbia m e t a l l i c a d i dimensioni t r a s v e r s a l i
/
14x9 cm, c o s t i t u i t a da b a r r e v e r t i c a l i $ 10 ad aderenza
m i g l i o r a t a , con 4 s t a f f e $ 8 chiuse con s a l d a t u r a .
Sul piano o r i z z o n t a l e d e l provino contenente l a b a r r a $
2 0 il g e t t o e r a i n t e r r o t t o , n e l l a zona e s t e r n a a l l a gabbia,
con un f o g l i o d i p l a s t i c a provvisto d i un f o r o c e n t r a l e .
La b a r r a e r a f i l e t t a t a ad una e s t r e m i t à ; a l l a f i l e t t a t u r a
e r a c o l l e g a t a l a macchina d i prova, i n grado d i a p p l i c a r e
l a f o r z a n e i due s e n s i . Sul provino non agivano a l t r e f o r z e
o p r e s s i o n i l a t e r a l i , a d i f f e r e n z a d i quanto può avvenire
i n v a r i a misura ad esempio i n un nodo t r a v e - p i l a s t r o .
I1 r i s u l t a t o d e l l ' e s p e r i m e n t o è q u i n d i c o s t i t u i t o d a l
legame d i a d e r e n z a 2-8 i n a s s e n z a d i p r e s s i o n i d i
confinamento~dovutea c a r i c h i e s t e r n i .
Va o s s e r v a t o che u n r a z i o n e t r a s v e r s a l e e r a comunque
p r e s e n t e , e s e r c i t a t a d a l l e b a r r e $ 10 d e l l a gabbia.
Lo scorrimento d e l l a b a r r a c e n t r a l e i n f a t t i provoca uno
s t a t o d i t r a z i o n e ortogonale a d e s s a , c u i f a normalmente
s e g u i t o una l e s i o n e . L ' a l l a r g a m e n t o d i t a l e l e s i o n e è
s u f f i c i e n t e a m e t t e r e i n c a r i c o l e b a r r e d e l l a gabbia s i n o
a l l a s o g l i a d i snervamento.
I1 fenomeno è noto come meccanismo "shear f r i c t i o n " ; p e r
l e prove e s e g u i t e l a f o r z a massima e s e r c i t a t a d a l l e 4 b a r r e
$ 10 e r a compresa n e l l ' i n t e r v a l l o 15-18 t o n .
L'impiego d i p r o v i n i con armature t r a s v e r s a l i i n prove d i
aderenza è p r a t i c a c o s t a n t e , n e c e s s a r i a p e r e v i t a r e
portamenti d i t i p o " f r a g i l e w , e corrisponde d ' a l t r a
r t e a l l a s i t u a z i o n e che s i v e r i f i c a n e l l a r e a l t à .
e r quanto r i g u a r d a i n f i n e l a i n t e r r u z i o n e d e l provino
d o t t a d a l f o g l i o i n p l a s t i c a , essa serve a delimitare *la
ione d i conglomerato i n t e r e s s a t a d a l fenomeno, evitando
eguenza d i s p e r s i o n i d e i r i s u l t a t i dovute a p a r t i
12

adiacenti eventualmente non fessurate.


La limitata estensione della zona di contatto tra barra e
conglomerato autorizza ad assumere che lo sforzo di
scorrimento si distribuisca in modo sostanzialmente
uniforme lungo la barra, non appena superata la tensione di
adesione.
Poichè inoltre la sollecitazione 'nella barra risulta
sempre molto al di sotto del limite elastico può
concludersi che il risultato sperimentale fornisca un
legame 7-8 di natura locale, non influenzato dal fatto,che
il carico viene applicato nei due sensi dalla stessa
estremità (quella filettata).
E' comunque da osservare che il legame 'locale' sopra
definito è in realtà una grandezza 'mediata', che include
gli effetti sia della eterogeneità "in piccolo" del
conglomerato, sia della presenza discontinua dei risalti
nella barra.
La lunghezza della zona di scorrimento adottata è
sufficiente a garantire la stabilità di questa operazione
di media.

2.3.2 Attrezzatura di prova

Le prove sono state eseguite utilizzando una pressa


universale a doppio braccio idraulico con capacità da 2 a
20 t per il braccio maggiore e da 0,2 a 1,O t per quello
minore.
I1 posizionamento del provino nella pressa è illustrato
nella fig. 8. La fig.9 descrive i criteri ed i
dispositivi adottati per applicare il carico nelle due
direzioni.
Per applicare alla barra una forza di trazione, veniva
giuntato ad essa tramite un manicotto filettato un tirante,
bloccato inferiormente ad un punto del basamento della
macchina. La traversa mobile della pressa, distanziata dal
provino mediante rulli di contrasto, saliva e metteva così
in trazione la barra entro il provino.
Per applicare alla barra una forza di compressione,
rimosso il blocco inferiore, la traversa si muoveva verso
l'alto solidamente con il manicotto filettato, mentre il
provino era contrastato superiormente da due profilati
metallici.
I1 dispositivo descritto si è rivelato di impiego
particolarmente efficace consentendo di eseguire
speditamente prove con numerosi cicli di scorrimento.
Le grandezze misurate erano il carico della pressa e gli
spostamenti tra provino e barra misurati sulla faccia
opposta a quella di carico.
Le misure erano effettuate mediante due trasduttori ad
induttanza, collegati ad una centralina automatica di
acquisizione Hottinger e quindi ad un elaboratore per la
memoria e la stampa dei dati. La prova veniva seguita
attraverso il video grafico dell'elaboratore.

2.3.3 ModalitA delle prove

Sono state eseguite prove di tipo monotono e prove

Le prime venivano eseguite su provini integri portando la


barra a sfilamento completo (scorrimenti massimi misurati
di 2,s cm circa) .
I1 numero delle prove è stato pari a 3 per ciascuna
irezione (barra tesa o barra compressa) e per ciascun
ateriale, per un totale di 6 provini per ciascun
Lo scopo di tali prove era:
- conoscere l'andamento complessivo del legame 2-8
nell'intero campo di interesse
- verificare l'indipendenza di tale legame dal verso della
deformazione impressa alla barra
- rilevare eventuali differenze qualitative del legame per
i due materiali
- avere indicazioni utili alla calibrazione delle
successive prove cicliche.

Le prove a carattere ciclico sono state di due tipi:


- prove ripetute tra valori fissi del carico massimo nei
due versi, come indicato in fig. 10a.
- prove ripetute tra valori fissi dello scorrimento massimo
nei due versi, come indicato in fig. 10b.
In entrambi i casi era programmato di eseguire 5 cicli
completi per poi proseguire sino a sfilamento in una
direzione.

I livelli di carico previsti per le prove del primo tipo


erano fissati inizialmente a1lV85% del valore massimo
monotono. A causa della dispersione del comportamento, in
particolare dei valori di picco, i limiti sopradetti sono
stati in parte modificati nel corso del programma.
Per quanto riguarda i cicli a deformazione massima
costante, la scelta iniziale era di 0,30 mrn, nominalmente
pari a11185%'della deformazione relativa al carico massimo
monotono. Sono state poi aggiunte anche prove tra i limiti:
0,20 mm.
I1 numero di prove valide, di ciascun tipo e per ciascun
materiale, è stato pari a 3.
3.RISULTATI DELLE PROVE

3.1 Prove a compressione

3.1.1 Provini non confinati

I1 comportamento del conglomerato ordinario sottoposto a


carichi di compressione monotoni e ciclici per livelli di
deformazione spinti sino allo schiacciamento può
- ritenersi
ben documentato: uno stato deIllarte recente (1983) è
riportato in [ 3 I . I dati reperibili relativi al
calcestruzzo leggero sono senz'altro meno completi, in
particolare per quanto riguarda i carichi ciclici. Ciò è
anche giustificato dalle numerose varianti possibili legate
al differente inerte utilizzato.
I1 presente programma di prove, più che ad un'indagine
estensiva di natura "fisicam, intendeva principalmente
mettere in luce e quantificare le differenze di
comportamento tra i due materiali già note in via
qualitativa.
E' di rilievo sottolineare che in tutti i casi le prove
sono state condotte per deformazioni superiori a quella
corrispondente alla resistenza massima. Secondo alcuni
recenti punti di vista la significatività del ramo
discendente per provini non confinati è dubbia, tanto che
alcuni model'li teorici terminano il legame o-& al punto di
tangente orizzontale [6], [7].
In fig. 11, [8], si pud osservare l'importante effetto
prodotto sulla curva o-& dalle diverse modalità di prova,
ed in particolare dal confinamento esercitato dai piatti
della macchina. Al tendere a zero di tale confinamento il
collasso avviene in modo completo ed immediato, come per un
materiale fragile ideale.
Di recente sono stati proposti legami tridimensionali
anelastici ciclici per il conglomerato [7], [15], per
impieghi di analisi strutturale ciclica,nei quali si assume
quale stato critico puntuale il raggiungimento della
tangente orizzontale in un legame 0 - E generalizzato.
D'altra parte è intuibile come la fragilità del materiale a
livello puntuale non sia incompatibile con il comportamento
duttile che si osserva nelle strutture.
Nonostante tali osservazioni le prove sono state eseguite
secondo il criterio tradizionale di percorrere anche il
ramo discendente e verificare in quelle cicliche
l'esistenza delle cosiddette 'curve inviluppo'.
L'apparecchiatura e le modalità di prova essendo le
medesime per entrambi i materiali il confronto dei
diagrammi o-& monotoni e ciclici fornisce infatti comunque
una indicazione sulla sensibilità relativa dei due
materiali all'effetto del confinamento.

3.1.1.1 Prove monotone

I risultati delle prove monotone per il conglomerato


normale ed alleggerito sono riportati nei diagrammi di
f i g . 12. I valori numerici più significativi sono
riassunti nella t&. 3
CA CLS
N .provini 3 5
Modulo E*
30.000 16.700
34 35
E. 2.5°/0. 3.5"/.*
Tab. 3
* ~ o d u i oE secante misurato per una tensione pari a R ~ / ~

Dall'esame dei diagrammi trova conferma la conosciuta


maggiore deformabilità, a parità di resistenza, del
calcestruzzo leggero. In particolare la deformazione
corrispondente alla resistenza del materiale: E, è
risultata -2,5 ' /0 nel conglomerato normale e 3,5 " / o in
0 -
quello leggero.
Per quanto riguarda la deformazione ultima E, la media
dei risultati fornisce valori maggiori per il calcestruzzo
ordinario anche se Le differenze non sono determinanti.

soglia inferiore: E,,=3,5* / 0 o appare costituire iin ~ r la

Va osservato infine come il calcestruzzo ordinario, al di


là di Eo, perda carico in maniera più graduale, ad indicare
una maggiore sensibilità all'effetto di confinamento
esercitato dai piatti della Dressa.

empiriche più diffuse:

a) Normativa Italiana E=18 .OOOdRLi_(Ka/cmcrl ner i l r n

b) ACI E= i 3 3 2 0 d ~ ~ + 6 9 0 ln/717nll-5
0)

C) CEB-FIP E, = 0.04 d(p3.~b)


(Lightweight (Rb = ~/rnrn~ p = Kg/mc)
Aggregate Concrete)

Si ottiene infatti (Kg/cmq):


CLS
160.000
166.500

3.1.1.2 Prove cicliche

I risultati del primo tipo di prova (a deformazione


sempre crescente) sono illustrati in fig.13a per il
calcestruzzo ordinario e 13b per quello leggero le figg.
14a e 14b si riferiscono invece al secondo tipo di prova
(ciclica a deformazione massima costante).
E ' evidente che il comportamento dei due materiali non
presenta apprezzabili differenze dal punto di vista fisico.
E' possibile senz'altro estendere al conglomerato
alleggerito tutte le proprietà, ormai note da tempo, sul
comportamento monoassiale ciclico di quello normale.
In particolare:
- esiste una curva inviluppo dei carichi ciclici che si può
assumere coincidente con la curva di carico monotono
- la ripetizione dei carichi non influenza la deformabilità
ultima del materiale.
- dalla fig.13 si conferma l'esistenza per entrambi i
materiali della curva dei "comrnon points", luogo delle
intersezioni delle curve di scarico e di ricarico
[Karsan & Jirsa, 1969 [5]].Tali curve sono risultate
prossime alla curva monotona più di quanto trovato
da Karsan & Jirsa secondo la proposta illustrata nella
fig. 15.
- le curve di scarico e ricarico sono ra~~resentabifi
mediante semplici parabole la cui pendenza media
rispecchia la deformabilità iniziale dei due materiali.
- compiendo cicli successivi di scarico e ricarico sino
allo stesso livello di deformazione entrambi materiali
tendono a stabilizzarsi, in particolare per quanto
riguarda il valore della tensione massima, il cosidetto
"stability point" [ S I , che per entrambi vale al1 incirca
1'80% della corris~ondente tensione sulla c i i r v n
inviluppo.
- la velocità di stabilizzazione, e cioè il numero di cicli
necessario per raggiungere il valore asintotico della
tensione, è praticamente la stessa per
- i due materiali.
in fig. 14 si nota come al ricarico, anche dopo un
notevole numero di cicli, il materiale si riporti sulla
curva i n v i l u ~ ~ o
senza mostrare evidenti sean i d i
degradazione.

3.1.2 Provini confinati

3.1.2-1 Prove monotone

L'insieme dei risultati sperimenta,li relativi a prove


monotone sui due materiali e per i tre livelli di
confinamento è illustrato nelle fiaa. 16a e 16b.
L'effetto di una pr:essione laterale di confinamento,
esercitata nel caso in esame da una armatura spiroidale, è
quello di produrre un miglioramento di tutte le
ratteristiche meccani.che del conglomerato; si riscontra
in particolare :
- un aumento della resistenza Rc
- un aumento del valore E, (deformazione corrispondente
alla resistenza massima Re)
- un aumento della deformazione ultima E..
u
una diminuzione della pendenza del ramo discendente della
curva tensione-deformazione
La quantificazione di questi effetti è stata oggetto di
alcune campagne sperimentali 193, [lo], [l31 le quali hanno
dato luogo a proposte di espressioni quantitative. La
rispondenza di tali proposte al caso in esame viene
discussa nei seguenti paragrafi.

Resistenza a compressione

Risulta che l'aumento di resistenza è approssimativamente


proporzionale alla pressione di confinamento, valutata
quest'ultima considerando le armature al limite di
resistenza.
Nelle proposte analitiche, l'effetto concentrato delle
staffe viene distribuito uniformemente lungo l'altezza del
provino, introducendo però un termine correttivo che tiene
conto della perdita di efficacia con l'aumento
dell'interasse. Si cita ad esempio l'espressione [lo]:

Rc = Rco + (1-s/d)
ove Rc = resistenza del provino confinato
= resistenza del provino senza armatura

a = fattore di proporzionalità dipendente dal tipo


di materiale
Oc = pressione laterale
S. = passo delle staffe
d = diametro esterno della spirale

I valori sperimentali ottenuti in [lo] sono illustrati


nella fig.17 per il calcestruzzo ordinario ed alleggerito.
Nella stessa figura sono anche riportati i risultati
della presente ricerca per i due tipi di materiale per i
quali si è ottenuto un valore medio di a pari
1

rispettivamente a 5 e 2,s.
Il confronto d e i r i s u l t a t i mostra come l e r e t t e di
interpolazione d e i d a t i o t t e n u t i n e l l a presente indagine
a b b i a n o un c o e f f i c i e n t e a n g o l a r e maggiore p e r e n t r a m b i i
m a t e r i a l i . S i o s s e r v a t u t t a v i a che il campo d e l l e p r e s s i o n i
d i confinamento q u i i n d a g a t e , tipico dei valori adottati
n e l l a progettazione corrente, r i s u l t a più r i s t r e t t o d i
q u e l l o e s p l o r a t o i n [ I O ] , e che n e l l ' a m b i t o d e l l o s t e s s o
campo di staffatura i risultati delle due ricerche
potrebbero considerarsi statisticamente uguali. rette
Le
i n t e r p o l a n t i proposte i n [l01 r i s e n t o n o d e l m i n o r
c o n t r i b u t o p e r c e n t u a l e che s i ha a l c r e s c e r e d e l l a q u a n t i t à
d i armatura c e r c h i a n t e .

Deformazione alla resistenza massima: E.

N e l lavoro [ l o ] s i s u g g e r i s c e d i c a l c o l a r e E. sommando
a d un v a l o r e medio a s s u n t o p a r i a 0,003, valido i n assenza
d i cerchiatura e considerato indipendente d a l l a r e s i s t e n z a
e dal tipo di materiale (calcestruzzo ordinario o
a l l e g g e r i t o ) , un termine proporzionale alla pressione
laterale di contenimento e quindi alla percentuale
meccanica d i a r m a t u r a .
Come i n d i c a t o a l p r e c e d e n t e p a r a g r a f o 3 . 1 . 1 . 1 , nella
p r e s e n t e i n d a g i n e i v a l o r i d i E. i n a s s e n z a d i confinamento
sono r i s u l t a t i d i 2 , 5 ° / 0 o per calcestruzzo ordinario e
3,5"/- per quello alleggerito, una differenza troppo
s e n s i b i l e p e r p o t e r essere t r a s c u r a t a .
L a f i g . 18 i l l u s t r a i r i s u l t a t i e l e l e g g i l i n e a r i d i
interpolazione proposte in [IO]; in essa sono anche
r i p o r t a t i i r i s u l t a t i medi o t t e n u t i n e l l a p r e s e n t e ricerca,
che risultano in soddisfacente accordo con le rette
p r o p o s t e , p e r m a t e r i a l i a r e s i s t e n z a S 3 4 MPa. e
l3eformazion.e ultima Eu

L'aumento della deformazione ultima costituisce


l'effetto più sentito di una pressione laterale di
contenimento. Si osserva infatti che contro un valore di
riferimento per provini non armati pari a 3 , 5 " / 0 -, i
risultati ottenuti con qualsiasi quantità di armatura hanno

o, è di delicata determinazione sperimentale; si osserva


d'altronde che il comportamento del materiale al di sopra
di una soglia del 5 O 0 / 0 o è privo di interesse ai fini delle
applicazioni strutturali. E' interessante tuttavia notare
che al crescere della quantità di armatura di contenimento
il meccanismo di rottura subisce una progressiva
trasformazione.
Elevate percentuali danno luogo ad un comportamento più
stabile e continuo, mentre .in presenza di armature più
distanziate si osservano delle improvvise perdite di
resistenza, dovute a estese fratturazioni passanti (ed in
genere inclinate rispetto alla verticale), che vengono poi
recuperate quando, a seguito d e l l ~ n c r e m e n t o della
deformazione radiale, lsarmatura cerchiante aumenta la
propria pressione.
Si riporta infine che, nel caso del calcestruzzo
ordinario maggiormente staffato si è pervenuti in più di un
provino alla rottura per trazione dell'acciaio della
spirale; questo fenomeno non si è mai verificato per i
provini in calcestruzzo leggero.

Pendenza del ramo discendente

Come più volte osservato la presenza di una armatura di


contenimento può essere considerata equivalente alla
applicazione di una pressione laterale isotropa. E'
interessante esaminare i risultati (figg.16a e 16b) da
questo punto di vista.
La pressione laterale è proporzionale alla espansione
laterale del provino, ma la sua efficacia èanche
influenzata dal passo della armatura .E1 stato già notato
come con armature laterali più finemente distribuite il
processo di fratturazione sia più controllato e quindi le
ondulazioni osservabili nei rami discendenti tendono ad
attenuarsi. .
Poiché in tali rami si assume comunemente l'ipotesi che
l'armatura si trovi in condizioni di snervamento, la
pendenza dovrebbe risultare confrontabile con quella
ricavata in una prova con stato di tensione triassiale a
pressione laterale costante. E' risultato di fatto che
l'effetto della pressione laterale sulla pendenza della
curva al di là di .E è sempre notevole e cresce molto più
che proporzionalmente con essa. Per i tre valori di CFc
considerati i valori medi del gradiente (negativo): Ao/A&
(~g/cmq)sono riportati nella tabella seguente:

0,(l-s/d) oc(Kg/cmq) CA CLS

5.100
2.800
O

Valori del gradiente della curva o-& oltre .e (Kg/cmq)

Con le cautele necessarie dovute al numero ridotto di


prove, sembra di poter concludere che per valori elevati
di 0, l'effetto del confinamento sia più sensibile per il
CLS che per il CA (a differenza di quanto osservato per
l'aumento di resistenza) .
Per CFc = 90 Kg/cmq, che corrisponde al 25% della
resistenza monoassiale non confinata, l'andamento della
curva 0-E di entrambi i materiali approssima quello di un
corpo elasto plastico perfetto.

3.1.2.2 Prove cicliche

I risultati della prova ciclica descritta al par. 2.3.3


sono riportati nelle figg.19,20,21 per le tre quantità di
armatura cerchiante.
Si confermano qualitativamente tutte le osservazioni già
espresse per i campioni non confinati al par. 3 .l. 1.2. In
particolare è degna di nota la ottima stabilità dei cicli
ripetuti con aree di isteresi modeste quando non inferiori
a quelle dei provini non confinati. Questa sorprendente
efficacia della armatura si realizza anche per livelli
massimi di deformazione delllordine di dieci volte di
quelli adottati nei campioni senza armatura.
I1 livello massimo di deformazione ciclica
con~iderata:20'/~-, per il quale i materiali non hanno dato
luogo a deterioramento rilevabile alla fine dei 10 cicli,
può certamente considerarsi un limite superiore delle
deformazioni indotte da azioni sismiche intense su
strutture convenientemente progettate.
L'equivalenza tra i due materiali è completa, ferma
restando la già notata diversa influenza (a favore del
calcestruzzo ordinario) sulla resistenza massima della
quantità di armatura cerchiante.
3.2 Prove di scorrimento

3.2. l Prove monotone

Descrizione generale del legame tensione di


aderenza-scorrimento (2-8) .

Cn tipico diagramma monotono di una prova a sfilamento è


illustrato nella fig. 22.
I1 primo tratto del diagramma ha una rigidezza molto
elevata dovuta alla adesione tra barra e legante del
conglomerato.
Questo legame si distrugge pe'r valori delle T
relativamente modesti: dell'ordine dei 10 Kg/cmq. Oltre
questa soglia si osserva una progressiva riduzione di
rigidezza collegata, come è stato ampiamente documentato in
sede sperimentale [41,(17], con lo schiacciamento del
conglomerato adiacente ai risalti delle barre e, a livelli
di carico sufficientemente elevati, con l'apertura di
lesioni diagonali che si irradiano in forma di superfici
coniche con vertice sulla barra.
I1 valore della 2 massima dipende principalmente dalla
resistenza a compressione del conglomerato, e dalla-
geometria della barra ad aderenza migliorata. Quest'ultima
viene generalmente descritta dal parametro a, rapporto tra
l'area frontale dei risalti e la superficie laterale della
barra tra due risalti successivi.
Al di là della deformazione di resistenza massima il
conglomerato integro attorno alla barra si riduce, sino a
che la zraggiunge un valore residuo 23 in corrispondenza al
danneggiamento dellqintera porzione contenuta tra due
risalti successivi.
Le grandezze descritte presentano tutte una considerevole
dispersione. Ad esempio per i valori della rigidezza nel
d e l l a curva d i vera e propria adesione, s t a n t e l a maggior
percentuale d i cemento presente n e l CLS.
I n f i n e per quanto riguarda l a r e s i s t e n z a massima, e s s a s i
sviluppa n e l CLS a l i v e l l i d i deformazione minore, più o
-
meno l a metà, r i s p e t t n a 1 r n n n l n m a r = t n - - A : ---:

3.2.2 Prove cicliche

Descrizione del legame ciclico 2-8

Una t i p i c a curva 2-6 c i c l i c a è i l l u s t r a t a i n fig.22.


Caricando il provino vergine si percorre la curva
monotona. I1 ramo d i s c a r i c o a p a r t i r e da un g e n e r i c o
v a l o r e 6 d e l l o scorrimento r i s u l t a pressochè v e r t i c a l e .
Caricando i n senso - n-n
rrr
inVe
Utb W& -------
nv c; r G L L w ~ ~ f
a ~ i c u ~ c-un
= n - -i- -
- primo
--

t r a t t o molto rigido f i n o ad un valore Z f , tensione


"d'attrito", piuttosto modesto, per poi procedere a
r i g i d e z z a pressochè n u l l a -
s- i n o ----
aiin s ryiunus c-uiiibli
u t a m a n Lt U
n - n
v-u . rCI J
p a r t i r e da 6=0 continuando a c a r i c a r e i n senso negativo s i
Percorre una curva che va a sovrapporsi con q u e l l a d i primo
c a r i c o s e l ' '.i n v------.- r z r a n ~=- t ~ C L..--
C
e r i~nnp P - r ~ vGiiuca
u v ULIU
n-- ~ ~ > v s- l--; -a m e n r0
- - - - L o -

i n f e r i o r e a11180%c i r c a d i q u e l l o c u i corrisponde l o s f o r z o
d i scorrimento massimo. 1
In caso c o n t r a r i o l a curva d i c a r i c o i n senso negativo
r i s u l t a t u t t a più bassa d e l l a curva d i primo c a r i c o .
Scaricando e caricando i n senso p o s i t i v o , s i n o ad 6-0, il
comportamento è analogo a quanto o s s e r v a t o per g l i s c a r i c h i
d a i v a l o r i p o s i t i v i . A p a r t i r e da 6=0, p e r deformazioni e
c a r i c h i p o s i t i v i , non s i Dercorre
- - - - - - - niìi
A- r--
1 p r q v ~ r = rus
&U J:
"ULplllllu
v u n-:--

carico, e le tensioni a parità di


corrispondenti
scorrimento r i s u l t a n o sensibilmente p i ù p i c c o l e r i s p e t t o a l
c i c l o precedente, p e r p o i aumentare a l d i l à d e l l ' u l t i m o
valore d e l l o scorrimento prima d e l l a inversione.
Si osserva che eseguendo cicli tra valori fissi dello
scorrimento la tensione di inversione decresce in maniera
sensibile al primo ciclo ed in maniera minore ai
successivi, per stabilizzarsi su di un valore costante
dopo circa 10 cicli.
Anche la tensione "dPattrito"'Cf tende a diminuire e poi
a stabilizzarsi, con comportamento analogo alla tensione di
inversione.
Dopo aver eseguito un certo numero di cicli, se la prova
viene continuata al di là del valore dello scorrimento
massimo prima raggiunto, si ritorna sulla curva vergine se
la deformazione massima precedente era inferiore a11180%
circa della deformazione corrispondente alla T massima,
altrimenti la curva risulta più bassa, in dipendenza sia
dello scorrimento di inversione precedente che del numero
di cicli effettuati.
Elementi degni di interesse sono il fatto che la tensione
"d'attrito" 'Cf che si osserva dopo la prima inversione
cresce al crescere della deformazione di inversione, anche
quando questa supera il valore corrispondente a 'Cmax, per
poi deteriorarsi ai cicli successivi con la progressione
già osservata.
La tensione residua ", che si raggiunge per scorrimenti
dell'ordine dell'interasse tra i risalti delle barre,
risulta praticamente indipendente dalla storia di carico.

Risultati sperimentali

Nelle fig. 25 e 26 sono riportati i risultati


sperimentali ottenuti per cicli tra valori costanti dello
scorrimento per i due materiali. ,
Come già detto al par. 2.3.3 i limiti tjmaX ed sono
29

raggiungeva una Zmax pari a circa il 60-70% della


resistenza massima monotona, nel secondo un valore tra 1'80
ed il 90%.
I1 degrado della tensione corrispondente alle
deformazioni tjmax e aminal crescere del numero dei cicli è
illustrato nella fig.27.
Si osserva che il massimo effetto di degrado si verifica
dopo il primo ciclo in corrispondenza del quale si
raggiunge il 60% circa della Z di prima inversione. I1
degrado per 8max=0.20 mm risulta minore, la differenza
essendo peraltro di lieve entità, come indicato in fig.27.
Nei cicli successivi al primo il degrado ulteriore è
modesto e dopo cinque cicli la Z appare stabilizzata
attorno al 50% di quella di prima inversione.
La "resistenza d'attrito" mantiene un valore di entità
apprezzabile soltanto alla prima inversione,al termine
della quale essa risulta compresa tra 10 e 20 Kg/cmq,
mentre nei cicli successivi risulta quasi costante e di
entità modesta ( 2 5 5 Kg/cmq) . Questi risultati sono in
accordo con quanto riportato da altri sperimentatori
l 4 1 C111 [ l 4 1
I due aspetti sinora considerati: la diminuzione della 7
corrispondente a timax e la variabilità di 'tf, si presentano
con caratteristiche qualitative e quantitative analoghe nei
due materiali.
Risulta dalle prove che, per entrambi i materiali, cinque
cicli tra i valori di zmax ed tjrnin adottati non influenzano
il legame di aderenza per livelli di deformazione
superiori. In particolare i valori della tensione massima
restano so.stanzialmente invariati con una appena
avvertibile tendenza all1aumento.
A differenza di quanto comunemente accettato, le prove
hanno messo in luce una dipendenza della tensione residua
dalla storia di carico, con tendenza all'aumento nel caso
30

monotono ciclico

1 122 0.36
2 104 0.32
3 119 0.25
4 109 0.26
5 125 0.35
6 113 0.33

* 6 = 0.30 mrn

CA
monotono ciclico

Pr0v.n. 21 23121 Pr0v.n.


(kg/cmq)

1 149 0.31
2 133 0.35
3 126 0.37
4 155 0.39
5 155 0.39
,V.M. 143.8 0.36
C.V.D. 9.2% 9.1%

* 6 = 0.30 mm

Tab. 4 - Prove d i s c o r r i m e n t o : v a l o r i d e l l a r e s i s t e n z a massima


21 e d e l l a r e s i s t e n z a r e s i d u a 23. P e r l e p r o v e cicliche l a
23 è o t t e n u t a dopo 5 c i c l i .
di prove cicliche. Nella tab.4 sono riportati - i rapporti
--
z3/z1 nel caso di prove monotone e cicliche per i due
materiali.
Il valor medio di % 2 / % , Iper
J '
il CLS vale 0,47 d o* ~ o5- cicli
-

contro il valore 0,31 ottenuto su 6 prove. monotone;


l'effetto è minore per il conglomerato ordinario ove i
rapporti precedenti valgono rispettivamente 0,38 e 0,36.
Le curve proseguite fino a sfilamento dopo i 5 cicli per
i due materiali sono riportate nelle figg.28 (a e b) .La
somiglianza con le curve vergini - è molto marcata, salvo un
effetto di appiattimento del ramo discendente che si
verifica mediamente per scorrimenti dell'ordine di 10-15
mm, ossia pii3 o meno la distanza tra due risalti delle
barre.
Nonostante la presenza di sollecitazione ciclica, nonchè
il fatto che questa avvenisse tra limiti diversi (0,2-0,3
mm) la dispersione fra le curve non è superiore a quella
trovata per il caso monotono (vedere figg. 23 e 24).
Nelle figg. 29a e 29b sono illustrate le curve ottenute
eseguendo cicli tra valori costanti del carico massimo e
minimo. Tale valore è stato fissato in 90 Kg/cmq,
corrispondente ad una percentuale tra il 70% e 1'80% della
resistenza massima.
A differenza delle prove a deformazione costante, si nota
in queste come il valoce della tensione di attrito 'Cf non
subisca degrado apprezzabile, e si mantiene in rapporto
costante, tra 0,16 e 0,20, rispetto alla tensione di
inversione. Ciò si verifica per entrambi i tipi di
materiale, e pur non avendo effettuato prove al riguardo, è
logico presumere che questa regola si mantenga sintanto che
lo scorrimento è inferiore alla metà dell'interasse tra i
risalti.
Nel confronto tra i due materiali si nota che la
deformazione complessiva cumulata dopo cinque cicli risulta
sistematicamente minore nel CLS rispetto al calcestruzzo
normale. La minore deformabilità nei fenomeni di
scorrimento nel CLS era stata già notata nel caso delle
curve di sfilamento monotono.

4 CONCLUSIONI

E' stata svolta una estesa campagna sperimentale avente


per oggetto l'esame comparato del comportamento del
calcestruzzo leggero e di quello ordinario soggetti ad
azioni cicliche oltre la soglia elastica e sino alla
rottura.1 materiali provati sono quelli di più comune
impiego nellledilizia: resistenza cubica di circa 350
Kg/cmq, ed un peso rispettivamente di 1700 Kg/mc e 2400

Le prove a compressione semplice monotona su provini


senza armatura di contenimento indicano che una

entrambi i materiali senza comparsa di fenomeni di i


fragilità.Tale valore rappresenta per il CLS 4l
3

approssimativamente la deformazione alla resistenza


massima: Eo, oltre la quale inizia il ramo discendente che
tuttavia si è manifestato ~ o c ostabile. Per il CA la E-
-u è
-

risultata circa del 2" O ,ed il ramo discendente ha sempre


raggiunto valori del 3,S o / o con caratteristiche di 1
stabilità superiori a auelle del CLS. !i#
Le prove a compressione ripetuta, sia quelle con
deformazione massima sempre crescente sia suelle con cicli
a deformazione massima fissa, mostrano che il comportamento
dei due materiali è, dal punto di vista della stabilità
meccanica, indistinguibile. I1 primo tipo di prova mette in,
luce l'esistenza di una curva inviluppo che risulta
coincidente con la curva monotona. Scaricando il provino al
raggiungimento della curva inviluppo, si ottengono dei
cicli stabili fino a deformazioni massime superiori al

entrambi i materiali da un altro punto di vista: 10 cicli d


di carico e scarico alla deformazione E, non alterano la -

l'area del ciclo di isteresi sia il valore della tensione


massima si stabilizzano dopo appena due o tre cicli.

Le armature a spirale predisposte nei provini contenuti


variavano in percentuale di volume dal 1.5% al 3%, valori
che possono ritenersi ai limiti inferiore e superiore della

L'effetto dell'armatura cerchiante sulla curva G-E


monotona è risultato sempre molto sensibile anche nel caso
della percentuale minima. In particolare la grandezza che è

passata dal valore 3.5"/.. dei provini non armati a valori


sempre superiori al 5 0 ° / 0 - .
Nessuna differenza sistematica sul valore di E, è emersa
per i due materiali.
L'aumento di resistenza prodotto dalla armatura laterale
si è confermato all'incirca proporzionale alla pressione
laterale di contenimento. Per il CLS l'aumento è inferiore
a quello del CA, essendo il coefficiente di proporzionalità
pari a circa 2,5 contro 5.
Vista la notevole stabilità ed estensione del ramo
plastico delle curve o-& in presenza dell'armatura
laterale, è interessante un esame di aualche maaaior

Le ondulazioni tipiche dei provini poco armati,' da


collegare verosimilmente a processi di fratturazione
pressione laterale efficace: Gc(l-s/d), e con essa decresce
rapidamente anche la pendenza delle curve oltre E ~ .
Questo miglioramento è più sentito per il CLS che non per
il CA. Per il valore massimo 'della adottato nelle prove,
entrambi i materiali hanno assunto un comportamento
assimilabile a quello di un mezzo elasto-plastico ideale.

I provini confinati sono stati assoggettati a storie di


carico cicliche ben più severe di quelle relative ai
provini non confinati, con 10 cicli a valori costanti di
deformazioni massime pari rispettivamente al 5 ' / 0 e , 10"/..
e 20"/00 per poi proseguire sino alla rottura. In tutti i
casi di armatura e per entrambi i materiali non sono stati
rilevati segni di degrado rispetto alle curve monotone.

I1 tipo di prova adottato per lo studio del legame T-6


ciclico, (sfilamento alternato su provini con armatura) è
particolarmente significativo perchè direttamente collegato
ai fenomeni che avvengono nelle zone di intersezione
trave-pilastro.
E' bene ricordare che i legami 2-43 sperimentali più che
leggi costitutive rappresentano le risposte delle
particolari "strutture" utilizzate nelle diverse prove. Di
qui l'importanza di effettuare prove con modalità uniformi
e la possibilità di trarre da esse giudizi di natura
esclusivamente comparativa.
Le prove a sfilamento monotone (la differenza tra il caso
di barra tesa e compressa è in prima approssimazione
trascurabile) hanno indicato un comportamento dei due
materiali del tutto simile.
La resistenza massima è risultata leggermente superiore
per il CA (15%-20%); la rigidezza, sia del tratto iniziale e

di adesione, sia nel successivo sino alla deformazione .E


corrispondente alla resistenza di picco, risulta doppia nel
CLS (nel CLS .E E 1 mrn, nel CA .E -= 2 mm); la tensione di
sfilamento residua, raggiunta in entrambi i casi per uno
scorrimento pari circa al1 ' interasse tra i risalti della
barra (circa 12 mm), è praticamente uguale per i due 1
materiali.

Le prove cicliche danno informazioni sulla stabilità del


legame 2-8. 11 risultato sperimentale è il seguente: nei
caso di cicli tra limiti di deformazione costanti,
corrispondenti a valori tra il 60% ed il 9 0 % della
resistenza a scorrimento, l'effettuazione di 5 cicli non ha
alterato il legame per valori maggiori dello scorrimento
sino allo sfilamento completo della barra. Si è semmai
osservato un lieve aumento delle resistenze, sia di picco
che residua, rispetto alle prove monotone. Nell'ambito dei
5 cicli la 2 massima raggiunta al termine del primo ciclo
vale circa il 60% del valore raggiunto in corrispondenza
della prima inversione.
I1 valore si stabilizza, dopo un paio di cicli ulteriori,
attorno al 50% della T di prima inversione, dando luogo ad
un diagramma di isteresi a forma ed area costante.
Le prove tra limiti costanti della tensione, fissati a
circa il 70-80% della resistenza massima, hanno mostrato un
buon comportamento per entrambi i materiali.
Nel caso del CLS la deformazione necessaria per
raggiungere il valore fissato della T è risultata, a
parità di numero di ciclo, sempre minore rispetto al CA. Si
conferma così, anche nel caso ciclico, la minore
deformabilità del CLS già notata nelle prove monotone.
In conclusione il complesso delle indagini eseguite a
scopo comparativo tra i1 CLS ed il CA ha evidenziato un
comportamento sostanzialmente equivalente dei due
materiali, in particolare per gli aspetti che intervengono
in presenza di azione sismica, quali la duttilità monotona
36

e la non degradabilità sotto deformazioni imposte


fortemente anelastiche.
Prove su elementi e sottoinsiemi strutturali sono
ovviamente necessarie prima di poter estendere il giudizio
di sostanziale equivalenza alla scala delle strutture
reali.

BIBLIOGRAFIA

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Stress-Strain Curves o£ Normal and Lightweight
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Ringraziamenti

G l i a u t o r i r i n g r a z i a n o il S i g .
V i n c e n z o La Mesa p e r l a
preziosa collaborazione n e l l a esecuzione d e l l e prove d i
l a b o r a t o r i o ed elaborazione d e i d a t i s p e r i m e n t a l i .
Fig. 1 - Distribuzione granulometrica degli inerti utilizzati per il
calcestruzzo ordinario
Fig. 2 - Prove a compressione: vista schematica della apparecchiataura
utilizzata e della sistemazione del provino,
1 - piatti della pressa; 2 - tubi in acciaio al
cromo nichel; 3 - base cilindrica in acciaio; 4 -
provino in CA od in CLS; 5 - strain-gages (4
per ciascun tubo); 6 - comparatori; 7 - anelli di
acciaio.
SIGILLRTWIA CON
msricr aL sricmc

Fig. 7 - P r o v i n i i n CA e d i n CLS p e r l e prove d i s c o r r i m e n t o .


contrasto; 6 - rulli di contrasto
. -- --rante
-
nrnnTrihi i + C-
di
-
DISPOSIZIONE DELLE FORZE AGENTI
ATTREZZATURE SUL rnOVllhl0

Barra Tesa I

CONTRASTO TESO

BLOCCO SERRATO

PUNTO FISSO

Barra Compressa

TI DI
STO
A

DELLA
TRAVERSA
CONTRASTO SCARICO
BLOCCO RIMOSSO I
Fig. 9 - Prova di scorrimento: disposizione delle attrezzature ,e
schema delle forze agenti sul provino per ottenere la
situazione di barra tesa e di barra compressa.
CC)
a
Fig.lQb -Prove cicliche a compressione con cicli ripetuti a deformazione
massima costante su provini non confinati in CLS: diagramma 0-E.
Common Point Limit

Fig. 15 - Prove c i c l i c h e a compressione s u p r o v i n i i n CA


non c o n f i n a t i : c u r v a i n v i l u p p o , d e i "Common P o i n t "
e degli "Stability Point" proposta da Karsan e
J i r s a [5].
Fig. 1 7 -Prove monotone a compressione s u p r o v i n i c o n f i n a t i . Aumenti
d i r e s i s t e n z a d o v u t i a l l a s p i r a l e d i contenimento o t t e n u t i
i n [l01 ( c u r v e c o n t i n u e ) , e n e l l a p r e s e n t e i n d a g i n e
s p e r i m e n t a l e (curve t r a t t e g g i a t e ) .
Fig.20b -Prove cicliche a compressione su provini in CLS con spirale passo
3 .7 5 cm : curve o-&.
Fig. 22 -Prova di scorrimento: diagramma tipo tensione scorrimento
per carico monotono e ciclico.
I.*Y-VIIF11140311114 raggiunta
1 numero d e i c i c l i p e r i
punti indicati
;urlo a prove con
i c u r i a prove con
Fig.28a -Prova di scorrimento ciclica a deformazione massima costante su
provini in CA: curve ottenute proseguendo la prova sino a sfilamento
completo dopo aver eseguito i cinque cicli a deformazione costante
(provini 12,13,18,19).