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Piermarino Spina

EDUCAZIONE ED
ESECUZIONE
MUSICALE

-Ideale democratico-
-Rosa Agazzi-
-Esecuzione musicale-
-Tutela dei beni musicali-
IDEALE DEMOCRATICO

Forma di vita
sociale con
PIANO EDUCATIVO interessi che si
amalgamano a
vicenda

Governo dipende da
suffragio universale COMUNITA’ DEMOCRATICA
+
interessata
POPOLO EDUCATO
___
STATO PROSPEROSO
- Opportunità accessibili
a tutti
- educati tutti all’inizi.
personale

Più di una forma di governo:


individui che riferiscono proprie
azioni agli altri:
- meno barriere di classe, di razza
e di territorio.

COGLIERE PIENO SIGNIFICATO


DELLE LORO ATTIVITA’
ROSA AGAZZI
1895

ASILO attività individuali del fanciullo

2 principi

FAMILIARITA’ MATERIALE DIDATTICO


NON PREORDINATO

ed. MUSICALE più importanza al canto


- Cantare dolcemente;
- Giuste pause;
- Tono moderato; L’educatrice:
- Respirazione. Momento di unione tra - sollecita spont. al fanciullo
suono vocale e parola - attirare al canto
- ripete scala diatonica
EDUCAZIONE canto poesia
DELLO SPIRITO
- letto
- recitato

educatrice: educatrice:
RITMO INTONAZIONE
ORECCHIO EDUCATO GIUSTA INTONAZIONE

giusto effetto estetico del


canto

una voce preparata aiuta


porterà il fanciullo a
facilmente il fanciullo
segnare il tempo con un
all’intonazione:
brano (individuale)
- senza orecchio (con
strumento)
- accordo smembrato di
DO
- nenie da cantare in
circolo
ESECUZIONE MUSICALE

Esecutore produce musica per uditorio


Partitura rapporto
scritta da altri (ruolo non diretto comp.):
già PREESISTENTE

1. PRIMA VISTA: es. senza precedenti;


2. PROVA (ESEC.): migliora performance;
3. LIVELLO ESPERTO: prodotto finito

- vera e propria necessità


- abilità contemporanea alla pratica
- precisa risposta di ritmo e qualità - molto tempo per provare
- legge antic. le batt. successive - principale fattore delle abilità
- affrontare pezzo per pezzo
- ripetere mentalmente il brano

- ampio numero di abilità


- unione tra
conoscenza del brano in questione CONOSCENZA SPECIFICA e
CONOSCENZA GENERALE

esperienza musicale dell'esecutore


TUTELA DEI BENI MUSICALI Pre 1999 le partiture non
considerate come dipinto o sito
archeologico

1999
Italia patrimonio musica occidentale

Beni musicali
come beni librali

PATRIMONIO DI TUTTI

- tutelati vari momenti di tutela


- restaurati
- conservati

1. realizzazione inventari —> elenco dei beni


cataloghi —> agg. stato fisico del bene
repertori —> registro per individ. biblioteche

2. restauro con metodi particolari


diversi dai libri; pentagramma
più corrosivo

3. fotocopie

4. edizioni: sopravvivenza del bene

a. ed. anastatica —> ripr. fotografica

b. ed. critica —> trascr. fedele

c. ed. moderna —> trascr. libere dalle originali


- L’IDEALE DEMOCRATICO
Sul piano educativo la realizzazione di una forma di vita sociale dove gli

interessi si amalgamano a vicenda, rende una comunità democratica più

interessata, più di quanto accada nelle comunità con un’educazione delibera e

sistematica. La spiegazione logica è che un governo che dipende dal suffragio

popolare non può prosperare se coloro che eleggono e seguono i loro

governanti non sono educati. La democrazia è più di una semplice forma di

governo: un numero di individui che ognuno deve riferire la sua azione a

quella degli altri; equivale quindi all’abbattimento di quelle barriere di classe, di

razza e di territorio nazionale che impediscono agli uomini di cogliere il pieno

significato della loro attività. E’ evidente che in una società alla quale sarebbe

fatale la diversificazione di classi sociali, deve provvedere a che le opportunità

intellettuali siano accessibili a tutti. Deve provvedere quindi affinché i suoi

membri siano educati all’iniziativa personale e all’adattabilità.

- ROSA AGAZZI
Rosa Agazzi nel 1895 apre un asilo i cui applicava i principi didattici basati

sull’incoraggiare le attività individuali del fanciullo. Due i principi:

1- della familiarità.

2- del materiale didattico non preordinato.

A questi due principi si ispirerà l’educazione musicale.

Molta importanza si da nel canto. Secondo la Agazzi, l’educatrice deve attirare

al canto, sollecitando la spontaneità del fanciullo, ripetendo la scala diatonica


con garbo. Essa considera il canto come momento di unione del suono vocale

e della parola. Il poeta anticipa il musicista, il quale compone la melodia più

adatta, senza fargli perdere il significato originale aggiungendo il ritmo giusto

per poter indicare gli stati d’animo.

Chi canta deve tenere conto dell’equilibrio che ci deve essere tra la parola e il

canto e da ciò consegue l’importanza del linguaggio e quindi della recitazione.

L’educatrice deve presentare la poesia o il testo preso in considerazione che

verrà innanzitutto letto e poi recitato, tutto ciò non con ripetizione mnemonica

ma con lo scopo di conquistare l’ascolto.

L’importante è anche il rispetto e il dosaggio delle pause, il tono moderato

della voce, la respirazione e la giusta cadenza; il respirare in modo errato

impedisce alla voce di estendersi e la buona pronuncia dà un tono particolare.

Con il termine canto, la Agazzi, vuole indicare il fatto di estetica che a sua

volta sarà l’artefice dell’educazione dello spirito.

I principali elementi della musica sono appunto il ritmo e l’intonazione: la

mancanza di uno o dell’altro, fa svanire qualsiasi effetto estetico del canto. Il

ritmo indica l’insieme ordinato di melodia e movimento. L’educatrice deve

avere l’orecchio educato al ritmo e può capire se i bambini sono più o meno

dotati. Può presentare un brano ed invitarli a segnare il tempo o

accompagnare il ritmo e può ricorrere all’esempio del fabbro che si presta a

fissare, per imitazione del movimento, il ritmo cadenzato. L’esercizio dovrà

essere simultaneo ed individuale.


Il bambino dai tre ai cinque anni conosce solo pochi suoni, quindi solamente

quando avremo ottenuto la sicurezza dell’intonazione si potrà allargare la sua

conoscenza.

Essenziale è il lavorare e cantare dolcemente affinché si associ l’emozione

dello spirito al lavoro del pensiero e della mano, così che nell’aria si diffonda

un sentimento collettivo fatto di pensosa serietà. Si conclude, quindi, dando il

merito alla Agazzi di aver intuito la complessa psicologia infantile ed il ruolo

importante del canto.

La prima premessa è che l’educatrice deve possedere queste essenziali

qualità musicali.

Una voce guidata ha la capacità di guidare meglio le voci dei bambini; se non

si ha questa condizione, ci si può aiutare con il suono di uno strumento. Se il

difetto è lieve, un pianoforte potrebbe giovare al suo intento; se si trattasse di

uno strumento a corda, dato che l’accordatura richiede la potenzialità intuitiva

dell’orecchio, potrebbe risultare di poco aiuto.

Per quanto riguarda la metodologia da poter utilizzare, si può proseguire in

questo modo. Nelle scuole elementari si può far riprodurre ad ogni alunno un

accordo smembrato della tonalità di DO maggiore; nelle materne, si può

effettuare solamente dalla terza sezione. Per il resto dei gradi, la forma

giocosa è sempre il punto di partenza e quindi l’educatrice ha pronta una serie

di nenie da cantare in circolo. L’organo uditivo del bambino non può ritenere

un periodo musicale ed è per questo che occorre facilitare l’udito appunto con

delle nenie appoggiate ad una sola nota.


- ESECUZIONE MUSICALE
Si parla di esecuzione musicale quando un esecutore (o esecutori) produce

musica consapevolmente per un uditorio. Nella cultura occidentale questa è

spesso scritta da qualcuno che non ha un ruolo diretto nell’esecuzione e

quindi, l’esecutore realizza qualcosa di preesistente.

Esistono varie fasi del rapporto tra musicista e partitura:

1. Lettura a prima vista: si tratta di un’esecuzione senza precedenti nella

quale il musicista viene messo per la prima volta davanti da uno scritto;

2. Prova o esercizio: prestazioni generate dopo un periodo di esposizione

ripetuta ad una partitura. Ha lo scopo di migliorare la performance fino a

raggiungere determinati criteri di adeguatezza;

3. Livello esperto: prodotto finito delle ripetizioni che può migliorare la

memorizzazione.

LETTURA A PRIMA VISTA

Nella vita la lettura a prima vista è una vera e propria necessità, ciò non lo è

però per la musica. Per questo essa non viene insegnata precocemente come

il linguaggio. E’ pertanto un’abilità che viene impartita contemporaneamente

alla pratica musicale. Vi sono molti musicisti che non la esercitano e quindi

tendono a memorizzare. La lettura musicale, al contrario del linguaggio,

richiede una precisa risposta di ritmo e qualità (eccetto per la recitazione).

Come si sviluppa la prima vista? Un miglioramento di questa abilità consiste

nel leggere anticipatamente ciò che si è scritto nelle battute successive o

quello che si sta attualmente leggendo.


LA PROVA O ESERCIZIO

I musicisti trascorrono gran parte del loro tempo nel provare. Questa attività è

il fattore principale nel determinare le abilità esecutive tramite una prova di

qualità. Importante è provare in modo produttivo; se le parti creano difficoltà

devono essere affrontate pezzo per pezzo, in modo tale da legare tra loro le

sequenze memorizzate. L’esercizio finale consiste nella capacità di ripetersi

mentalmente il brano distante dallo strumento.

ESECUZIONE A LIVELLO ESPERTO

L’esecuzione a livello esperto richiede un ampio numero di abilità. Queste

sono abilità tecniche specifiche che l’esperto dimostra di aver sviluppato

simultaneamente e di mettere in modo coerente al servizio della musica.

Al contrario, un esecutore non esperto, pur disponendo di queste abilità

troverà difficoltà sul prestare attenzione ad altri aspetti.

Quindi l’esecuzione a livello esperto è l’unione della conoscenza specifica,

quindi del brano in questione, e della conoscenza generale, dell’esperienza

musicale dell’esecutore.

Quel che distingue un principiante da un esecutore esperto è proprio l’entità e

la disponibilità di tali conoscenze.


- TUTELA DEI BENI MUSICALI
Prima del 1999 in Italia le partiture musicali non erano considerate un bene al

pari di un dipinto d’arte o di un sito archeologico. In Italia si conserva più della

metà del patrimonio musicale di tradizione scritta occidentale, e non sorprende

dunque che l’assenza di una legislazione che ne tuteli la conservazione sia

stata considerata in molti paesi europei un danno all’intera cultura occidentale.

Nel 1999 il decreto legislativo inserisce per la prima volta gli spartiti musicali

nella più vasta categoria di beni librari.

Per questo i beni musicali devono essere considerati patrimonio di tutti e

pertanto tutelati, restaurati e conservati perché possano essere fruiti. Se in

cattive condizioni, il manoscritto musicale deve essere restaurato,

eventualmente trascritto o pubblicato in modo che possa essere eseguito e

studiato. La tutela avviene ovviamente in modo diversi a seconda dell’oggetto,

ma alcuni criteri di base sono gli stessi.

1- Il primo momento di tutela è la realizzazione di inventari, cataloghi e

repertori che indichino che quel particolare manoscritto è conservato in una

determinata biblioteca. L’inventario è poco più che un elenco di beni musicali

conservati in una biblioteca; il catalogo aggiungi alle indicazione dell’inventario

un gran numero di informazioni relative allo stato fisico del bene; il repertorio è

una sorta di registro che consente di individuare la biblioteca in cui il bene è

conservato.

2- Successivamente avviene il restauro delle fonti maggiormente danneggiate.

Il restauro di una partitura è necessario soprattutto nei casi piuttosto frequenti


in cui il fondo musicale non è conservato in un ambiente adatto, dove

l’eccessiva umidità o una temperatura non idonea ne favoriscono il degrado.

Esso avviene in criteri diversi da quelli adottati per i beni librari, perché il

pentagramma e in generale la notazione musicale corrodono la carta in modo

tale da richiedere competenze specifiche.

3- Importante momento di tutela, è la realizzazione e la diffusione di fotocopie.

Le edizioni garantiscono la sopravvivenza del bene, sempre che siano

realizzate secondo criteri scientifici. Esistono tre tipi di edizione musicale:

l’edizione anastatica, l’edizione critica e quella moderna.

L’anastatica: riproduzione fotografia;

Critica: trascrizione fedele della fonte;

Moderna: trascrizioni libere dalle originali, non sempre rispettose della fonte.