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Tipologia D

L'istruzione è un diritto?
Cosa è un diritto?
La penna è realmente più forte della spada? (Puoi uccidere un uomo ma non un idea)
È giusto cambiare il mondo tanto per cambiarlo?
La pace è possibile?(einstein)
(Dire I have a dream è diventato di moda ormai e questo lo rende sempre meno efficace)
L’istruzione in molti paesi non è il principale problema, mancanza di strutture
È un mio diritto affermazione di imposizione non argomentata

È un mio diritto! Quante volte abbiamo sentito persone fare questa affermazione senza essere
nemmeno capaci di argomentare una giustificazione? Lo stesso vale per Malala, ma dato che non lo
fa lei cerchiamo di capire come è arrivata a questa conclusione. Se afferma che l’istruzione è un
diritto in quale delle categorie di diritto andrebbe a collocarsi? Non può rientrare nel diritto naturale
in quanto non deriva dalla natura stessa dell'uomo, infatti allo stato di natura l'uomo non aveva un
istruzione o meglio poteva riceverne una limitata all’ambito familiare, ovvero quello che il padre sa
lo può insegnare al figlio, e di sicuro questo genere di insegnamento non è precluso o Malala. Se
non rientra nelle leggi dello stato non si può parlare di diritto positivo, inoltre obbligare delle
famiglie a far fornire ai propri figli un istruzione può comportare gravi crisi finanziarie in un paese
non completamente sviluppato, un esempio, se in una famiglia povera la donna rimane incinta,
questi non avranno abbastanza soldi per abortire e perciò devono per forza far nascere il figlio o
figlia che sia, bisogna ricordare che in almeno 3 mesi della gravidanza la donna non avrà potuto
lavorare e dovrà nutrirsi di molto più cibo del normale, una volta nato perciò la famiglia si troverà
in una situazione di povertà maggiore rispetto all'inizio, perciò alla famiglia si possono presentare
due opzioni: l'abbandono o far lavorare il figlio appena questo sarà fisicamente capace, se si
precludesse loro la possibilità di far lavorare la prole ovviamente rimarrebbe loro una sola opzione.
Una persona possiede tanti diritti quanti sono quelli concessi dallo stato in cui vive, infatti nessuno
ha diritti in un mondo senza stato.
Ogni ragazzo a una certa età comincia a pensare che il mondo in cui vive è un mondo da cambiare,
ogni uno ha una propria idea, ma mai nessuno pensa a sufficienza alle ripercussioni di questo
cambiamento, infatti se il cambiamento in questione può giovare a tutti perché nessuno dei grandi
geni che sono passati nella storia ha mai provato a realizzarlo. Ogni cambiamento comporta una
perdita per almeno un gruppo di persone, nel dire questo non intendo che viviamo nel epoca
migliore e più felice della storia nella quale non si può che peggiorare. Il mondo voluto da Malala è
un mondo dove in ogni luogo e in ogni momento le persone siano in pace l'una con le altre, questa
idea è una delle più utopiche, distopiche e semplicistiche che si possano avere perché in un mondo
dove tutti sono in pace con chiunque l'uomo deve aver perso gran parte della sua umanità perché
possa durare, come dice Einstein -ci sarà la Guerra fino a quando ci sarà l'uomo-, può sembrare una
frase senza grandi ragionamenti dietro invece se si riflette attentamente si capisce che l'uomo ha
bisogno della guerra, non necessariamente tra stati, ma anche solo tra etnie o tra amici, per capire
meglio basta guardare alla maggior parte dei giochi esistenti, questi prevedono nemici contro cui
battersi per vincere, e la vittoria non può essere raggiunta da tutti ma solo da uno o da una squadra.