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1.

GLI STAKEHOLDER
Con il termine stakeholder si indica un soggetto (o un gruppo di soggetti) influente nei confronti di
un'azienda, volontariamente o meno. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i
finanziatori come banche e azionisti, i collaboratori ecc.
Gli stakeholder sono gruppi che condizionano l’impresa e verso i quali quest’ultima è responsabile,
venendosi a creare, così, un sistema di rapporti biunivoci.

Tuttavia, non tutti gli interessi e le sollecitazioni degli stakeholder sono egualmente rilevanti. Vi sono
interessi economici “istituzionali”, che si riferiscono ai lavoratori e a coloro che conferiscono capitale di
rischio, e interessi non istituzionali, ovvero che non si riferiscono a membri dell’istituto aziendale.
Gli stakeholder sono analizzati come oggetto dell’attenzione delle imprese in base a:
- Legittimità: ovvero come legittimi portatori di istanze o richieste, basate su un contratto, sul diritto legale
o anche su un diritto morale (uguaglianza, rispetto ecc.)
- Potere: basato sul grado di rilevanza delle risorse apportate
- Urgenza: urgenza delle richieste degli stakeholder

Dunque esistono alcuni stakeholder detti primari che incorporano tutti gli elementi, avendo così un alto
grado di rilevanza, mentre altri sono secondari.
Quelli primari sono i gruppi senza i quali l’impresa non riuscirebbe a realizzare il suo scopo, perdendo la sua
capacità di perdurare (interagiscono in modo diretto con l’azienda).
Quelli secondari sono comunque importanti ma non essenziali per la sopravvivenza dell’impresa.
Esistono poi gli stakeholder a carattere derivativo, come ad esempio al concorrenza, la stampa o gli attivisti,
che influenzano sull’organizzazione dell’impresa. Essi infatti possono mobilitare l’opinione pubblica a favore
o contro l’impresa.

Gli interessi degli stakeholder possono essere convergenti o divergenti, più si trova un equilibrio/benessere,
più è facile trovare nel lungo periodo la chiave di sopravvivenza ed il successo dell’impresa.
Bisogna anche prendere in considerazione altri benefici di natura non economica che garantiscono
condizioni ottimali per l’impresa, come una buona reputazione, fiducia, un clima pacifico con i dipendenti
ecc. che formano il capitale sociale (non da confondere con l’altro capitale sociale) che garantisce il valore
della società.

2. LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELL’IMPRESA


Le scelte decisionali di un’azienda vengono affrontate anche tenendo conto di problematiche legate alla
sfera sociale, come quelle ecologiche e ambientali.
Si parla, in questo senso, di Corporate Social Responsibility (CSR) per definire l’attitudine dell’impresa a
considerare anche gli aspetti di potenziale influsso sull’ambiente circostante, che si esplica attraverso
l’impatto e gli effetti dell’input (risorse utilizzate dall’azienda) e dell’output (prodotto).

Dimensione sociale
– Legata all’ambito delle politiche sociali
– Miglioramenti dell’attività lavorativa dei propri dipendenti (sicurezza e ambiente di lavoro)
– Sponsorizzazioni e donazioni per eventi con tematiche sociali
– Destinazione parte dei profitti ad ONG o associazioni di volontariato (terzo settore)