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2Re 9-10

Il brano di 2Re 9 si apre senza esposizione; si parte con l�inizio dell�azione


narrato in showing. Il discorso diretto, con cui viene riportato il dialogo tra il
profeta Eliseo e uno dei figli dei profeti, indica che il tempo della narrazione �
pari a quello dello svolgimento dell�azione: ci� rivela che siamo gi� nel vivo
della narrazione e che il contenuto di tali versetti ha gi� una rilevanza
particolare per l�intero racconto. L�oracolo profetico, infatti, preannuncia
l�unzione di Ieu, che con il telling viene presentato come �figlio di Giosafat,
figlio di Nims�. La modalit� narrativa muove il lettore alla curiosit� per almeno
due elementi: l�unzione in disparte rispetto ai fratelli e l�intimazione della fuga
repentina del profeta.
Al v. 5 la scena cambia ambientazione: obbedendo al comando di Eliseo, il profeta
si reca presso Ieu per ungerlo re. Nella fattispecie, il profeta adempie le
richieste di Eliseo. Al lettore, tuttavia, non pu� sfuggire di rilevare una
differenza. Nel riferire le parole dopo l�unzione, il profeta riporta alcune parole
in aggiunta: i vv. 7-10, infatti, non vengono citati nell�oracolo di Eliseo
riportato ai versetti precedenti. Dal punto di vista narrativo, l�ellissi che si
crea suscita una forte curiosit� nel lettore: si tratta di un�iniziativa autonoma
di tale personaggio? Si tratta di una parte dell�oracolo profetico di Eliseo? In
tal caso, perch� un elemento cos� importante non emerge dai versetti precedenti?
Il contenuto di tali versetti � denso di violenza: la promessa di vendetta da parte
del Signore, riportata per bocca del profeta, carica il lettore di suspense. �
possibile individuare, in tali versetti, una complicazione nel racconto, dal
momento che, in forza del contenuto espresso, il racconto subir� una conseguente
evoluzione. Nei vv. 11-13, in un dialogo tra Ieu e i suoi compagni, il re appena
unto dal profeta rivela ai suoi commilitoni di essere stato designato a capo di
Israele e, conseguentemente, viene acclamato re e tributato degli onori militari:
si tratta di una vicenda a riconoscimento.
La conseguenza dell�unzione di Ieu ha luogo a partire dal v.14 IL re, infatti,
decide di ordire una congiura contro Ioram. Dal punto di vista narrativo, il
personaggio di Ioram � introdotto con un�analessi riguardante l�impegno di Ioram a
difesa di Israele e la sua condizione precaria, in quanto ferito in battaglia. Il
narratore, infatti, riferisce in telling che il re Ioram giaceva malato presso
Izre�l e che Acazia, re di Giuda, era sceso a visitarlo.
Nei versetti successivi, avvistata la schiera di Ieu da parte delle sentinelle di
Izreel, il re Ioram decide di inviare messaggeri incontro al condottiero che si
avvicina alle porte della citt�. In questo punto la narrazione produce una suspense
crescente, dal momento che, ben due volte, Ioram invia dei cavalieri incontro a Ieu
senza che questi facciano ritorno: nel racconto c�� un blank, in quanto non viene
riferito quale sia il motivo per cui i messaggeri si uniscano alla schiera di Ieu
senza far ritorno ad Izreel. Il mancato ritorno, tuttavia, induce Ioram e Acazia a
recarsi incontro alla schiera in avvicinamento: se risulta chiaro il motivo per cui
si muova Ioram, appare meno chiaro (quindi si tratta di un ulteriore blank) perch�
lo affianchi anche Acazia, re di Giuda. Il luogo dell�incontro � il campo di Nabot
di Izreel: non � un riferimento neutrale, perch� tale luogo � stato oggetto di
contesa e ha avuto un ruolo significativo nella storia precedente. Alla domanda di
Ioram - �tutto bene, Ieu?� - non si fa attendere la risposta vigorosa di Ieu, che
rinfaccia a Ioram la condotta idolatrica della madre Gezabele. Dl punto di vista
narrativo, � opportuno osservare lo scarto tra il punto di vista di Ioram che,
tutto sommato, si dimostra ignaro delle intenzioni di Ieu e il lettore che, grazie
alle rivelazioni del profeta e del narratore, ha avuto accesso ai piani di Ieu e
alla volont� di Dio.
Nei versetti successivi, � narrato, con minuzia di dettaglio, l�assassinio di
Ioram: costituisce di sicuro una svolta e una risoluzione per la vicenda narrata,
ma, in realt�, con tale evento si risolve anche un�ulteriore vicenda, quella della
vigna di Nabot. L�anamnesi di Ieu, nei vv. 25-26, infatti, richiama l�uccisione di
Nabot, il peccato di Acab e il compimento della promessa, da parte di Dio, di
vendicare il sangue di Nabot con quello della discendenza del re Acab. Dopo Ioram,
a cadere per mano della schiera di Ieu sar� Acazia, il quale, per�, vedr� la morte
a Meghiddo e sar� seppellito a Gerusalemme. Al v. 29, con un�analessi, in telling,
il narratore ricorda, quasi con taglio annalistico, l�anno di avvento di Acazia al
regno di Giuda: l�anno undicesimo di Ioram, figlio di Acab.
Dopo aver assassinato Ioram e Acazia, � la volta di Gezabele. La narrazione si
sposta a palazzo, a Izreel, dove la regina, avendo intuito la sua sorte, si adorna
per l�ultima volta, probabilmente per rimarcare la sua forte personalit� o per
persuadere Ieu Si pu� osservare che, nel dialogo tra i due, la regina si rivolge a
Ieu chiamandolo Zimr�: appare ignoto al lettore il motivo di tale identificazione,
quindi si tratta di un blank. Il narratore riporta l�assassinio di Gezabele in
maniera cruenta: scaraventata da palazzo, il suo corpo sar� dilaniato prima dagli
zoccoli dei cavalli, poi dalla ferocia dei cani. Si realizza, con la morte di
Gezabele, il compimento della profezia di Elia e, quindi, la risoluzione di un
intero arco narrativo che abbraccia pi� capitoli del I e II Libro dei Re.

Il capitolo 10 si apre con un�informazione in telling, in cui il narratore informa


il lettore della presenza di settanta figli di Acab a Samaria. Un nuovo inzio
dell�azione � rappresentato dall�invio di una missiva da parte del nuovo re agli
anziani di Samaria: in tale lettera, il re ordinava agli anziani di designare come
loro re il figlio minore di Acab. La scena si complica, in quanto gli anziani,
disattendendo al volere di Ieu, rispondo al re confermando il loro appoggio e la
loro fedelt�, ma rifiutandosi di individuare tra loro alcun re. La suspense
narrativa � crescente: il re invia una seconda lettera nella quale richiede lo
sterminio immediato dei settanta figli di Ieu, le cui teste avrebbero dovuto essere
consegnate al re all�indomani. Gli anziani di Samaria obbedirono fedelmente. LE
parole di Ieu al v. 9 rivelano il punto di vista del re: non si tratta di un�azione
di vendetta personale contro la casa di Acab, ma della realizzazione della volont�
di Dio espressa per bocca di Elia. Al v 11, in un sommario, il narratore, infatti,
sancisce la fine della casa di Acab in Izreel.
Nei vv.12-14 ha luogo un�ulteriore complicazione: sterminata la casa di Acab, la
narrazione potrebbe avviarsi verso una conclusione, ma il lettore viene sorpreso da
una nuova iniziativa da parte di Ieu. Il re, infatti, si reca a Samaria, dove si
imbatte nei fratelli di Acazia, re di Giuda. Con sorpresa il lettore apprende che
Ieu da ordine di catturarli. Vi sono almeno due blanks nella narrazione: il motivo
per cui la ferocia di Ieu si rivolge anche alla casa di Azaria e il motivo per cui
d� un primo ordine di catturarli vivi e, successivamente, li fa uccidere presso
Bet-Eked.
Al v.15, viene introdotto un nuovo personaggio Ionad�b, introdotto in telling come
�figlio di Recab�: il re Ieu si accerta della sua lealt� e lo fa salire sul proprio
carro: Ianad�b, cos�, diviene testimonio di un ulteriore sterminio, in quanto Ieu
elimin� anche i membri della casa di Acab presenti a Samaria, come indicato nel
sommario al v.17.
Nei versetti successivi, Ionad�b � testimone di un ulteriore eccidio. Ieu, con uno
stratagemma, fa radunare i profeti e i seguaci di Baal all�interno del tempio della
divinit� con il pretesto di offrire un olocausto. Si pu� notare l�ironia nel testo,
dal momento che i profeti di Baal, che credono di essere stati convocati per
offrire un sacrificio a Baal, saranno sterminati come sacrificio a YHWH. In questa
vicenda � possibile osservare una differenza tra punti di vista: sia i seguaci di
Baal che gli stessi servi di Ieu sono ignari dei piani del re: il lettore, invece,
a causa di un intervento in telling del narratore al v. 19, conosce in anteprima le
intenzioni del re ed �, pertanto, caricato di suspense. Lo sterminio dei seguaci di
Baal ha i connotati di una distruzione totale, dal momento che viene demolito il
tempio con ogni sua immagine: l�opera di Ieu, sottolinea il narratore in un telling
a valenza eziologica, ha effetti anche nel futuro, dal momento che il tempio non
sar� ricostruito e sar� ridotto a latrina �fino ad oggi�.
I vv. 28-31, riferiscono un�ambiguit� nell�operato di Ieu che, se da un lato ha
agito con forza per eliminare il culto di Baal, d�altro canto ha evitato di
distruggere i vitelli d�oro di Dan e Betel, segno del peccato di Geroboamo. Si
tratta di un giudizio del narratore, che mette in guardia il lettore dall�avere un
giudizio pienamente positivo sulla figura di Ieu. Sebbene il Signore lodi Ieu per
la sua obbedienza e la sua osservanza concedendo il trono di Israele a lui e alla
sua discendenza, il narratore ribadisce che Ieu non si mostr� all�altezza di tale
concessione da parte di YHWH. Ci� coincide con una complicazione del racconto, che
ha come conseguenza l�indebolimento progressivo del regno di Ieu, di cui il testo
riporta l�epilogo nel sommario conclusivo dei vv. 34-36.

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