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LA CELLULA VEGETALE

La parete cellulare è
un rigido contenitore
con funzione di
sostegno e di
protezione, che
impedisce alla cellula
di deformarsi.

Il vacuolo è un
organulo pieno di
liquido che svolge
due importanti
funzioni:
1) magazzino di
sostanze disciolte in
soluzione (zuccheri,
Il cloroplasto contiene oli, sali sostanze di
un pigmento verde, la riserva);
clorofilla, che cattura 2) è responsabile dei
l'energia del sole e la turgore cellulare,
utilizza per produrre il consentendo alle
nutrimento e costruire i cellule dei fusto e
materiali utili alla cellula. delle foglie di
mantenere la forma
distesa.
Alcune cellule sono visibili anche ad
occhio nudo es: peli di cotone (4-5 cm.)

Generalmente le cellule sono visibili


solo al microscopio

Gli esseri viventi possono essere:

UNICELLULARI PLURICELLULARI
Gli organismi viventi più semplici sono
costituiti da una sola cellula. Un esempio
sono i batteri e molte specie di alghe.

Il Costridium Tetani,
Tetani che Un’ alga verde
presenta ben evidenti le unicellulare, il
numerose ciglia che gli Closterium dalla
consentono il caratteristica forma a
movimento. spicchio di luna.
LA CELLULA VEGETALE
La parete cellulare
svolge diverse funzioni:

Permette alla cellula di avere


una forma definita
La protegge da danni, infezioni,
shock omeostatici
Funziona da esoscheletro

assorbimento
Interviene in numerosi trasporto
processi fisiologici
diffusione
traspirazione
COME e QUANDO UTILIZZARE LE ERBE
LA RACCOLTA

Una volta raccolta, la maggior parte delle piante non si conserva


a lungo.
Per evitare che le erbe marciscano è
necessario raccoglierle in un giorno assolato
quando la rugiada è dissolta e i fiori sono
aperti.

Durante il ciclo vegetativo di una pianta vi è un periodo più o


meno preciso in cui ciascuna delle sue parti contiene in dose
ottimale i principi attivi evoluti.
LA RACCOLTA

Diverse parti, diversi momenti :

Generalmente i fusti si raccolgono in autunno


le gemme all’inizio della primavera
La raccolta delle foglie si effettua nel periodo
precedente la fioritura
periodo in cui queste sono maggiormente
attive.
I fiori e le sommità fiorite
devono essere raccolti
all’inizio della sbocciatura
prima che i petali Il periodo di
appassiscano fioritura varia
considerevolmente
e che l’ovario a seconda della
dia origine al frutto specie
LA RACCOLTA
Diverse parti, diversi momenti :

i frutti secchi

e carnosi

si raccolgono a maturazione

le radici si estraggono dal terreno all’epoca della


piena maturazione della pianta.

Quando la pianta si secca si raccolgono i semi

La corteccia si preleva quasi tutto l’anno


LA RACCOLTA

Per alcune piante


si legano
i fusti
Fogliosi con una
cordicella alla base
dei mazzi

si collocano poi i mazzi nel cestino di preferenza al


sole per anticiparne l’appassimento che è il primo
stadio dell’essiccazione.
LA RACCOLTA

Più veloce è l’appassimento più si evita il rischio


della fermentazione delle erbe, a condizione
però che queste siano poi poste subito ad
essiccare all’ombra in un luogo areato.

L’azione del sole, preziosa in questo primo


stadio, è da evitarsi in seguito soprattutto
per le piante ricche di essenze volatili come
le labiate e le ombrellifere

che esposte a lungo


al sole
perdono molti dei loro
principi attivi.
L’ ESSICCAZIONE

Dopo la raccolta si procede all’essiccazione che consente


di eliminare una certa quantità d’acqua conservata
dalle piante.

Questa operazione è molto importante e và eseguita subito !

Le radici, prima di essere messe ad essiccare


vanno lavate con molta cura, si consiglia di
tagliarle in pezzi di 1- 2 cm. quando sono ancora
fresche.

Posare le foglie staccate dai fusti, i fiori recisi ed i pezzetti


di radici senza mescolarli sul fondo di cassette

su cui è stata stesa una tela di juta che lasciando passare


l’aria, trattiene i piccoli frammenti.

Lo strato di materiale messo ad essiccare non deve


superare 1-2 cm di spessore
L’ ESSICCAZIONE

L’essiccamento completo, dopo un rapido


appassimento
al sole

sarà ottenuto all’ombra


in un locale ben areato e
privo di umidità

Una soffitta o un granaio sono ottimi locali per


l’essiccamento!

Le piante raccolte per l’essiccazione vanno


disposte in mazzi capovolti e appesi a corde o
fili di ferro tesi attraverso i locali.
LA CONSERVAZIONE
Le piante ben essiccate vanno conservate al riparo da aria, luce,
umidità e polvere.
Si possono usare scatole di latta ben chiuse
o sacchetti di plastica o carta consistente
chiusi da nastro adesivo.

Nel caso si usassero sacchetti di plastica è necessario controllare


dopo 8 gg. se sulle pareti del sacchetto sia presente un leggero
appannamento da condensa

Ogni contenitore deve portare ben visibile


una etichetta con il nome della pianta
e la data di raccolta
Gomme

Balsami o
Oleoresine
Vitamine
Resine PROPRIETA'
FISICO-
FISICO-CHIMICHE
DEI PRINCIPI
Principi ATTIVI Mucillagini
Amari

Oli essenziali Enzimi

Acidi
Eterosidi (o organici
glicosidi) Tannini
ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI
NELLE DROGHE VEGETALI

Mucillagini
Sono polisaccaridi eterogenei che in acqua formano soluzioni colloidali, viscose
e non adesive.

Azione farmacologica:
antinfiammatoria, (si stratificano sulle mucose proteggendole dagli agenti
irritanti), emolliente, bechica, riequilibrante delle funzioni intestinali;
Uso:
gastrite, colite, infiammazioni della bocca, tosse secca, disordini intestinali;
Piante contenenti mucillagini:
malva, altea, lino, psillio, alghe.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGETALI

Tannini
Sostanze polifenoliche che hanno la capacità di tannare, cioè di trasformare la
pelle in cuoio, poichè formano dei legami con le sostanze proteiche della pelle.
Azione farmacologica:
a basse dosi: astringente, antinfiammatoria (per effetto della coagulazione degli
strati superficiali dei tessuti formando una pellicola di protezione), emostatica e
vasocostrittrice;
ad alte dosi: danneggiano i tessuti.
Uso esterno: per ferite, scottature, emorragie cutanee.
Uso interno : nelle diarree e come antidoto nell’avvelenamento da alcaloidi e
metalli pesanti ( i tannini fanno precipitare i metalli);
Uso cosmetico: pelli grasse, antiseborrea, antiforfora.
Piante contenenti tannini: noce, amamelide, quercia, ippocastano, cipresso, ratania,
Thè, uva rossa.

N. B. : Le droghe con tannini vanno prese lontano dai pasti


Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali

Principi Amari
Composti eterogenei, con struttura chimica varia; hanno pero’ in comune il
sapore amaro a cui è legata l’attività terapeutica.

Azione farmacologica:
stimolano l’appetito e favoriscono la digestione poiché aumentano la
secrezione gastrica con tre tipi di meccanismo:

azione riflessa – stimolano le terminazioni nervose del palato e della lingua e


dunque si ha aumento della secrezione gastrica; sono gli amari puri e vanno
presi come aperitivi, prima del pasto.
azione diretta – agiscono direttamente sulla mucosa gastrica, provocando una
leggera irritazione e quindi un aumento della secrezione gastrica;
appartengono a questa categoria gli amari aromatici che possono essere
assunti prima, durante o dopo il pasto.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( PRINCIPI AMARI )

azione mista – agiscono con entrambe i precedenti meccanismi.

NB.
I principi amari ad azione mista sono contenuti in buona quantità nelle spezie.
Molte piante contenenti principi amari agiscono sul fegato e talvolta sono
antipiretici.
Sono droghe che vanno prese nelle giuste quantità altrimenti possono irritare le
mucose.

Contrindicazioni: non vanno assunte in caso di gastrite e ulcera gastrica.

Piante contenenti i principi amari: tarassaco, carciofo, china centaurea, cicoria,


genziana, boldo ecc..
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali

GLICOSIDI/ETEROSIDI
Sono composti formati da gruppo riducente di uno zucchero più una molecola
non zuccherina, che è la parte funzionale, cioè quella che ha azione
farmacologica; questa parte non zuccherina entra in azione quando l’eteroside
viene scisso nei suoi componenti. La scissione avviene a livello di organi o
apparati diversi a seconda del tipo di eteroside.

Sebbene in natura costituiscano una classe di composti chimici ben definita,


caratterizzata dalla presenza di una o più unità zuccherine, tuttavia
contengono agliconi cosi’ vari e diversi per natura e complessità da renderli
una classe eterogenea, con notevoli differenze nelle proprietà chimico-fisiche e
nella attività farmacologica.

Per la loro classificazione è opportuno prendere in considerazione la natura


della parte aglicone e dunque l’azione farmacologica
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( GLICOSIDI o ETEROSIDI

Il termine glicoside o eteroside indica genericamente tutti quei prodotti


caratterizzati da una parte zuccherina chiamata glicone, legata ad una non
zuccherina detta aglicone o genina.

I glucosidi possono essere classificati, più precisamente, facendo


riferimento
alle seguenti quattro caratteristiche della molecola:
- la parte zuccherina;
- la parte che rappresenta l’aglicone;
- il tipo di legame tra l’aglicone e la porzione zuccherina;
- le proprietà fisiche e/o farmacologiche.

Si definirà, ad esempio:
glucoside , quando vi é un solo legame zuccherino, il glucosio;
ramnoside se il legame è con il ramnosio;
fruttoside se il legame è con il fruttosio.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( GLICOSIDI o ETEROSIDI

Se la parte zuccherina è composta da due o più zuccheri diversi, si debbono


indicare tutti. Indicheremo con ramnoglucoside un glicoside che ha come
zuccheri semplici sia il ramnosio che il glucosio.

I termini fenol-, antrachinon-, cumarin-, flavonol-, e sterol-, mettono invece in


evidenza il tipo di aglicone (parte non zuccherina) presente nella molecola
glicosidica, costituito rispettivamente da:
- un fenolo;
- un antrachinone;
- una cumarina,
- un flavonolo,
- uno sterolo.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( GLICOSIDI o ETEROSIDI

Eterosidi antrachinonici
Eteroside formato da uno zucchero + derivato dell’antracene.
si trova:
nei vegetali freschi, in forma ridotta (antranolo)
nei vegetali essiccati, in forma ossidata;

Az. farmacologica
A seconda della dose puo’ avere azione lassativa o purgativa; l’effetto si
manifesta dopo circa 6 – 24 ore dall’assunzione.
Si usano dopo circa due anni dalla raccolta poiché l’antranolo, contenuto
nella pianta fresca è irritante e puo’ causare dolori intestinali.
Vanno assunti con cautela – possono dare assuefazione

Controindicazioni:
In gravidanza, durante l’allattamento, in caso di emorroidi.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( GLICOSIDI o ETEROSIDI - Eterosidi antrachinonici )

Alcune piante contenenti E. Antachinonici:


ALOE ferox - FRANGULA (Ramnus frangula) - è la meno irritante -
CASCARA SAGRADA - RABARBARO CINESE (Rheum officinalis)
RABARBARO ALPINO (Rumex alpinus) - SENNA (Cassia angustifolia)

Esempio tisana per la stitichezza


Frangula 40% - Piantaggine 15% - Calendula 15% - Altea radice 15%
Finocchio 15%

stitichezza lieve
Frangula 10% - Rabarbaro 10% - Piantaggine 20% - Camomilla 20%
Finocchio 20% - Altea 10% - Melissa 10%

soggetto colitico con problemi di fegato


Altea 30% - Frangula 20% - Tarassaco 20% - Camomilla 20% - Anice 20%
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( GLICOSIDI o ETEROSIDI - Eterosidi antrachinonici )

DROGHE ATTIVE SULL’INTESTINO

La stitichezza o stipsi (dal greco stipis= restringimento) è un disturbo che


consiste in un ritardo nell’evacuazione del bolo fecale, rispetto al ritmo che
viene considerato normale, di una o anche due volte nelle 24 ore.

Le cause normalmente sono da attribuirsi a


- vita sedentaria, con conseguente atonia delle pareti intestinali
- alimentazione ricca di carne, che viene quasi completamente assorbita e
con - poche scorie fecali
- inibizione psichica

Lasciando da parte la stitichezza causata da gravi patologie, possiamo comunque


considerare le stitichezze dovute ad una alterata motilità dell’intestino, di natura
nervosa oppure di origine muscolare.
- Si puo’ infatti avere una stitichezza atonica, quando la muscolatura
intestinale ha diminuito il suo tono e quindi la forza delle contrazioni;
- una stitichezza spastica, quando si ha un ipertono della muscolatura
intestinale con conseguenti contrazioni spastiche.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( GLICOSIDI o ETEROSIDI - Eterosidi antrachinonici )

droghe attive su intestino

Meccanismo d’azione di alcune droghe sull’intestino:

Droghe antrachinoniche:
favoriscono lo svuotamento dell’intestino stimolando prevalentemente la
muscolatura dell’intestino crasso;

Purganti meccanici:
che favoriscono lo svuotamento dell’intestino aumentando il volume fecale;

Purganti osmotici:
sono quelli che richiamano nell’intestino acqua dal sangue (sali e zuccheri);

Purganti oleosi:
che agiscono favorendo la progressione delle feci.

Droghe che favoriscono lo svuotamento dell’intestino stimolando


prevalentemente la muscolatura dell’intestino tenue (olio di ricino);
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali

OLII ESSENZIALI
Gli olii essenziali sono sostanze volatili ed odorose, contenute nei vegetali,
formate da una miscela di sostanze organiche diverse;
ogni olio essenziale percio’ più che un principio attivo è un fitocomplesso nel
fitocomplesso.
Hanno attività diverse dalle rispettive droghe e si caratterizzano per l’odore
odore
penetrante, solitamente gradevole.

L’estrazione si ottiene per:


distillazione in corrente di vapore;
spremitura;
enfleurage;
estrazione con solventi;
Estrazione con gas in condizioni normali ed estreme (gas ipercritici)
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( OLI ESSENZIALI )

COSA SONO
Sono sostanze volatili, particolarmente concentrate in alcune parti delle
piante, che evaporando a temperatura ambiente (passano facilmente allo
stato gassoso), producono i vari aromi.

DOVE SI TROVANO
Generalmente nei peli ghiandolari e nei tessuti di foglie, fiori e frutti, nelle
bucce dei frutti, ma anche nelle radici, nella corteccia, nelle resine.
Quando sbucciamo un’arancia o sfreghiamo tra le mani un ramoscello di
lavanda siamo consapevoli del particolare profumo di quella pianta.
Si tratta per lo più di oli essenziali che attribuiscono alle spezie ed alle erbe il
loro specifico profumo e fragranza.

SONO UTILI
per la difesa delle piante (dai parassiti e dagli animali erbivori) ma anche per
attirare gli insetti impollinatori
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( OLI ESSENZIALI )

TENDONO AD EVAPORARE
vanno conservati al buio ed al fresco; Hanno la capacità di attraversare
l’epidermide;
AZIONE FARMACOLOGICA
antisettica (battericida e batteriostatica)

NB :
Gli olii essenziali utilizzati per uso interno vengono eliminati attraverso gli
organi emuntori, compresa la pelle, per cui, in questi siti, svolgono un’azione
terapeutica.
Segue: ALCUNI DEI PIU’ IMPORTANTI PRINCIPI ATTIVI PRESENTI NELLE DROGHE VEGetali
( OLI ESSENZIALI )

PROPRIETA’ DI ALCUNI O.E.


Eudermiche: Rosa, Arancio dolce, Gelsomino, Mandarino
Anti acne : Lavanda, Camomilla, Limone, Origano
Anti couperose : Rosa, Geranio, Camomilla
Anti rughe : Rosa, Fiori d’arancio, Carota, Finocchio dolce, Salvia
Anti cellulite: Rosmarino,Limone,Cipresso,Ginepro,Salvia,Pompelmo
Rilassamento cutaneo:Limone, Menta, Geranio
Flebotoniche e stimolanti la circolazione linfatica Cipresso, Geranio,
Limone, Betulla, Mirto, Ginepro, Pino, Maggiorana
Antitossiche e cicatrizzanti: Lavanda, Camomilla, Geranio, Cipresso
Antisettiche e antimicrobiche: Chiodi di Garofano, Timo, Origano
Rilassanti: Lavanda, Melissa, Camomilla

N.B.
Gli olii essenziali non vanno mai applicati puri sulla pelle, ma sempre
diluiti in olii o cere vegetali
“Preparazioni ERBORISTICHE”
classificazione secondo il metodo di preparazione

Preparazioni ottenute mediante:


 operazioni meccaniche condotte sulla droga(es. polverizzazione)

 macerazione in un solvente della droga essiccata; il nome della preparazione prende il suffisso –ito, es.
idrolito, oleolito, alcolito, idrolito zuccherino (sciroppo), alcolito zuccherino (elisir)

 macerazione in un solvente della droga fresca:tinture madri, macerati glicerinati

 spremitura della droga fresca:succhi

 distillazione della droga fresca o secca in solvente; il nome della preparazione prende il suffisso –ato, ad
es.idrolato, alcolato ecc.

 macerazione della droga fresca o secca in solvente appropriato e successiva evaporazione; si tratta degli
estratti che si suddividono in:
- estratti fluidi, per ottenere i quali si fa evaporare il solvente fino a che il peso della soluzione eguaglia
quello della droga di partenza
- estratti molli, per i quali si fa evaporare il solvente finchè assumono consistenza pastosa (che non
bagni più la carta da filtro)
- estratti secchi, in cui il sovente è completamente evaporato
IDROLITI (estratti acquosi -
tisane)

Per idrolito, o più comunemente tisana, si


intende una preparazione estemporanea in
cui, tramite un opportuno
solvente (l'acqua), si favorisce la fuoriuscita
dei principi attivi (nutrienti) contenuti in
una droga (porzione di pianta).

La tecnica estrattiva codificata dalla comunità


comunità
scientifica,
scientifica prescrive che l'idrolito debba rispettare
generalmente un rapporto D/E di 1:33 o di 1: 20
(rispettivamente 3% o 5%) ovvero che per 100 gr., di
solvente deve essere utilizzata 3 o 5 gr. di droga
(n.b.
n.b. il termine D/E significa che utilizzando un dato
quantitativo di droga si dovrà ottenere un preciso
volume di estratto; nei casi su esposti, per ogni grammo
di droga utilizzata si dovrà ottenere, rispettivamente,
33 o 20 grammi di estratto).
Ne deriva che:

rispettando il rapporto 1:33 (3%) si otterrà 100 gr. Di


soluzione in cui sono presenti i P.A. contenuti in 3 gr.
di droga secca.

rispettando il rapporto 1:20 (5%) si otterrà 100 gr. Di


soluzione in cui sono presenti i P.A. contenuti in 5 gr.
di droga secca.
Nella pratica comune,
comune invece, è
consuetudine l'utilizzo empirico di
un certo quantitativo di droga
(indicato in cucchiaio, cucchiaino,
pizzico, manciata - da 1 a 5 gr.
circa) e di acqua (solitamente una
tazza - 200/250 ml. circa).

Ne deriva che:

usando un cucchiaio di droga per tazza di acqua


(circa 4 gr in 200 ml ovvero un rapporto di 1:50 - 2%)
si otterrà 200 gr. circa di soluzione in cui sono
presenti i P.A. contenuti in 4 gr. di droga secca.

usando un cucchiaio di droga per tazza di acqua


(circa 2 gr in 200 ml ovvero un rapporto di 1:100 - 1%)
si otterrà 200 gr. circa di soluzione in cui sono
LABORATORIO ERBORISTICO APPUNTI DI FITOPREPARAZIONI

 IDROLITO : Estrazione di principi attivi a mezzo del solvente acqua


Droga utilizzata : secca (ma anche fresca)
Rapporto D/S : 1 : 33 (Cioè 3 gr. di droga, pari al 3 %, per 100 di solvente )

Metodi di preparazione

- Macerazione
Si mettono a macerare le erbe nell’acqua per 2/12 ore e poi si filtrano
- Infusione
Si fa bollire l’acqua e poi si versa sulla droga
Si lascia in infusione per 15 minuti e poi si filtra e si pesa;
Si fa il reintegro dell’acqua mancante per mantenere lo stesso rapporto 1 : 33
- Decozione
Si fa bollire l’acqua con la droga per circa 5 -10 minuti
Si lascia in infusione per 10 - 15 minuti poi si filtra
Si pesa e si fa il reintegro dell’acqua mancante per mantenere lo stesso rapporto 1 : 33

Pur essendo molto semplice, tuttavia, la preparazione di un idrolito richiede il rispetto di poche, semplici regole:

- evitare che l’acqua arrivi al bollore

- durante le operazioni in cui è previsto l’uso di acqua calda, è importante porre un coperchio sulla
tisaniera poiché il valore medicinale di molte erbe è dato anche dai loro oli eterei che, se non si usa questa
accortezza, si disperdono nell’aria.

- rispettare sempre le dosi consigliate.


ALCOLITI (estratti idroalcolicii
- tinture)

Per alcolito, o più comunemente tintura, si


intende una preparazione galenica in cui,
tramite un opportuno
solvente (miscela di acqua e alcol), si
favorisce la fuoriuscita dei principi attivi
(nutrienti) contenuti in una droga
(porzione di pianta) essiccata.

La tecnica estrattiva codificata dalla comunità


comunità
scientifica prescrive che l'alcolito debba rispettare un
rapporto D/E di 1:5 o di 1: 10 (rispettivamente 20% o
10%) ovvero che per 100 gr., di solvente deve essere
utilizzata 20 o 10 gr. di droga
(n.b.
n.b. il termine D/E significa che utilizzando un dato
quantitativo di droga e di solvente si dovrà ottenere un
preciso volume di estratto; nei casi su esposti, per ogni
grammo di droga utilizzata si dovrà ottenere 20 o 10
grammi di estratto)
Ne deriva che:

 rispettando il rapporto 1:5 (20%) si otterrà


100 gr. Di soluzione in cui sono presenti i P.A.
contenuti in 20 gr.di droga secca.
Pertanto, in 1 gr. (40 gtt. circa - dose
normalmente consigliata) di tintura sono
presenti i P.A. contenuti in 0,2 gr. di droga.

rispettando il rapporto 1:10 (10%) si otterrà


rispettando
100 gr. di soluzione in cui sono presenti i P.A.
contenuti in 10 gr. di droga secca.
Pertanto, in 1 gr. (40 gtt. circa - dose
normalmente consigliata) di tintura sono
presenti i P.A. contenuti in 0,1 gr. di droga.
LABORATORIO ERBORISTICO APPUNTI DI FITOPREPARAZIONI

 ESTRATTO IDROALCOLICO ( o TINTURA o ALCOLITO )


(Estrazione di principi attivi a mezzo del solvente acqua/alcool)
- Droga utilizzata : secca ( fresca per la Tintura Madre)
- Rapporto D/S 1 : 5 (Cioè 20 gr. di droga, pari al 20 %, per 100 di solvente)

Metodo di preparazione

- controllare il grado alcolico più indicato per estrarre i P.A. dalla droga che si vuole utilizzare
- diluire l’alcool con l’acqua nella proporzione prevista dalla tabella
- polverizzare la droga
- mettere a macerare la droga nella soluzione Acqua/alcool
- mescolare possibilmente per almeno 2 ore
- lasciare macerare per 15 giorni
- dopo 15 giorni si filtra strizzando bene il composto
- pesare la soluzione ottenuta e verificare il quantitativo di solvente perduto quindi, prelevare il solvente mancante (sempre
- - - rispettando la gradazione alcolica di partenza), versarlo nel recipiente dove è stato posto il residuo di droga e lasciare
macerare - per 15 minuti sempre mescolando.
- filtrare di nuovo
- pesare, verificare l’esattezza del peso e inflaconare
- munire il flacone di Etichetta con l’indicazione del tipo di estratto (droga), la gradazione alcolica e la data
LABORATORIO ERBORISTICO APPUNTI DI FITOPREPARAZIONI

 FUNZIONALITA’ DI VARIE MISCELE DI E. IDROALCOLICI

- Depurativo gastro-enterico: Malva – Achillea – Finocchio

- Sistema nervoso: Melissa – Iperico – Asperula

- Insonnia(calmante SNC) Melissa (per il giorno) - Passiflora (per la notte)

- Cistite: Uva ursina – Malva – Erica

- Influenza: Altea – Timo – Eucalipto - Lavanda (anche per la tosse)

- Influenza prevenzione Rosa canina - Echinacea



Estratto Fluido
Per Estratto Fluido, si intende una preparazione
galenica in cui, tramite un opportuno solvente
(miscela di acqua e alcol), si favorisce la
fuoriuscita dei principi attivi (nutrienti)
contenuti in una droga (porzione di pianta)
essiccata.

La tecnica estrattiva codificata dalla comunità


comunità
scientifica prescrive che l' Estratto Fluido debba
rispettare un rapporto D/E di 1:1 (cioè 100% ) ovvero
che per 100 gr., di solvente deve essere utilizzata 100
gr. di droga secca (in taluni casi anche fresca)
(n.b.
n.b. il termine D/E significa che utilizzando un
dato quantitativo di droga e di solvente si dovrà
ottenere un preciso volume di estratto; nel caso su
esposto, per ogni grammo di droga utilizzata si
dovrà ottenere 1 grammo di estratto)
Ne deriva che:
> rispettando tale rapporto si otterrà 100 gr. di
soluzione in cui sono presenti i P.A. contenuti in 100 gr.
di droga secca.

Pertanto, in 1 gr. (30/35 gtt. circa) di Estratto Fluido


sono presenti i P.A. contenuti in 1 gr. di droga secca.

Di conseguenza
conseguenza:
> 1 gr. di E.F. corrisponde a 5 gr di tintura
> 1 gr. di E.F. corrisponde a 10 gr. di T. M.
Estratto Secco

Per Estratto Secco, si intende una preparazione galenica


in cui, tramite una specifica tecnica di concentrazione,
partendo da un Estratto Fluido, si ottiene un composto
in cui sono presenti, in forma concentrata, i principi
attivi (nutrienti) contenuti in un certo quantitativo di
droga (porzione di pianta) essiccata.

La soluzione da cui deriva L' Estratto Secco risulta essere, quindi, l'Estratto
Fluido in cui il rapporto D:E è di 1:1 che, sottoposto ad evaporazione del
solvente, produrrà un residuo di sostanza solida che corrisponde ai P.A.
presenti nella soluzione utilizzata.
Ne deriva che:

> utilizzando 1000 gr. di Estrattto Fluido e


sottoponendolo a concentrazione, si otterrà una massa
solida il cui peso sarà circa dieci volte inferiore alla
soluzione di partenza.

Il rapporto D:E relativo a questo preparato sarà quindi


10 volte superiore a quello dell'Estratto Fluido cioè 10:1.

Pertanto, 1 gr. di Estratto Secco conterrà i P.A. presenti


in 10 gr. di droga essiccata.
Comparazioni:

> IDROLITO al 3% - 100 GR = 15 gr. di Estratto Idroalcolico (Rapp. D:E 1:5)


IDROLITO al 3% - 100 GR = 3 gr: di Estratto Fluido (Rapp. D:E 1:1)
IDROLITO al 3% - 100 GR = 0,3 gr. di Estratto Secco (Rapp. D:E 10:1)

> ESTRATTO IDROALCOLICO 1:5 (20%) :


1 gr. (35 gtt. circa) = 7 gr: di Idrolito al 3/
1 gr. (35 gtt. circa) = 0,2 gr: di Estratto Fluido
1 gr. (35 gtt. circa) = 0,02 gr: di Estratto Secco
LABORATORIO ERBORISTICO APPUNTI DI FITOPREPARAZIONI

 MACERATI GLICERINATI (Gemmoderivati)

Il Solvente è una miscela di acqua, glicerina ed alcool


Rapporto D/S 1:20 (5%) peso secco.
Droga: gemme, le radici secondarie e tutti i tessuti embrionali della piante
Macerazione: 4 o 5 giorni in alcool a 90°
21 giorni in miscela acqua/alcol/glicerina

- Sono utilizzati nella “Gemmoterapia”, branca della Fitoterapia che è stata perfezionata da Paul Henry nel 1956.
- Sono una via di mezzo tra i prodotti fitoterapici e i prodotti omeopatici (con un concetto però diverso).

PREPARAZIONE:
Viene raccolto il vegetale in primavera. Le gemme sono usate fresche entro 24 ore dalla raccolta e triturate
messe a macerare in alcool per 4-5 giorni e poi si aggiunge acqua e glicerina in parti uguali e si lascia a macerare per
3 settimane, quindi si filtra e la soluzione ottenuta viene diluito a 1/10 in una miscela di Acqua/Alcool/Gicerina (5-3-
2)che
Corrisponde alla prima decimale dei prodotti omeopatici.
I Macerati Glicerinati vengono utilizzati con ottimi risultati pur presentando un contenuto in p.a. molto esiguo.
Questi preparati agiscono nei tessuti più profondi del nostro organismo.
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 SCIROPPO
Esempi di Formulazioni: (segue)

Rilassante
Idrolito di : finocchio, Biancospino(se tachicardia), camomilla(se spasmi), achillea(se intestinale).
Tintura di : Melissa, Asperula, Ortica, Malva

Antinfluenzale
Idrolito di : eucalipto o liquirizia (per infiammazioni), altea
Tintura di : Echinacea, Rosa canina, Timo, Ortica

Depurativo gastrointestinale
Idrolito di : piantaggine, liquirizia
Tintura di : Malva, Achillea, Finocchio

Lassativo
Idrolito di : Malva, Finocchio
Tintura di : Senna, Melissa
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 MELLITI

Formula: Miele (pref. di acacia) 80%


Infuso 15%
Estratti idroalc. 5%
O.E. 1% (30 gocce circa)

Preparazione:

Si versa l’infuso o decotto nel miele, si agita per due minuti, poi si aggiunge la tintura e l’olio essenziale

Mellito per problemi da raffreddamento


L’infuso o il decotto, preparato con 40 gr. di petali di rosa canina in 100 gr. di acqua, si aggiunge al miele - 300 gr.- meglio se
di acacia e, con l’aggiunta di poche gocce di olio essenziale di eucalipto, lo 0,5% ha proprietà antinfiammatorie e lenitive.
Miele rosato
50 gr. di petali di rosa canina
250 gr. di miele
Preparare un infuso con i petali e lasciare riposare per una giornata intera. Quindi filtrare il liquido con un telo sottile,
premendo bene tra le dita in modo da far uscire dai petali tutto il loro aroma. Versare poco per volta nel miele l’infuso ottenuto
mescolando con cura in modo da incorporarlo perfettamente.

Mellito antinfluenzale
Miele di castagno 240 gr.
Idrolito di echinacea e rosa canina 45 gr.
Estratto idroalc. di eucalipto e timo 15 gr.
O. E. di limone 45 gocce
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 ELISIR

Ingredienti:
zucchero di canna 35%
infuso o decotto al 5% 45%
alcol puro a 95° 10%
estratti idroalc. 10%

Preparazione:
Preparare un infuso con 100g d'acqua e 5 di pianta secca; se ne prelevano 45g ai quali si aggiungono 35g di zucchero.
Si lavora a bagnomaria fino a sciogliere tutto lo zucchero nell'infuso, dopodiché si filtra con il passino.
Si preleva il 10% di alcol puro e la stessa quantità di estratti idroalcolici che si aggiungeranno alla soluzione zuccherina.
Esempio per dose doppia:
90g infuso + 70g zucchero = 160g
10% di 160g = 16g sia di alcol puro che di uno o più E.I.

Si utilizza a bicchierini o a cucchiai, a seconda della funzione, puro o diluito in un po’ di acqua tiepida
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 ACETOLITI (o tinture acetiche (5-6% acido acetico)

- DOSE: rapporto droga/solvente 10-20%


- PREPARAZIONE: macerazione per 10 gg.
- CONSERVAZIONE: si conservano ma è possibile la formazione di muffe.

ACETOLITI STORICI:
Aceto dei 4 ladroni:
assenzio 16 grammi
rosmarino 16
salvia 16
menta 16
ruta sommità fiorite 16
lavanda 16
aglio bulbi 2
calamo rizoma 2
cannella corteccia 2
noce moscata 2
chiodi garofano 2
aceto bianco 1 litro
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 ACETOLITI STORICI: (Segue)

aceto antisterico
ruta 50 grammi
rosmarino 50
menta 50
alcol etilico 50 ml
aceto vino bianco 1 litro

aceto da tavola
alloro 30 grammi
rosmarino 20
ginepro 20
Cannella 10
menta 10
timo 10
aceto vino bianco 1 litro
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 ENOLITI ( O Tinture Vinose )


Preparazione funzionale a base di vino, rapporto droga/solvente 3 - 5%

Vini utilizzabili:
- rossi per le droghe astringenti
- bianchi per le droghe diuretiche
- liquorosi per le droghe con forti quantità di resine

PREPARAZIONE: macerazione per 10 giorni


POSOLOGIA: 1 cucchiaio o bicchierino
CONSERVAZIONE: in bottiglia scura

VINO DI GENZIANA:
genziana radice 30 gr
vino bianco 1 litro
macerare per 10 gg, filtrare e assumere 1 bicchierino prima dei pasti

VINO DI GINSENG: (pianta adattogena, azione tonica e non eccitante)


- ginseng radice contusa 50gr
- marsala 1 litro
macerare per 10gg, filtrare e bere a bicchierini la mattina
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 Oleolito (Funzione topica-esterna)


Estrazione di principi attivi di natura grassa. Si usano erbe aromatiche e poche altre
- Droga utilizzata : secca ( ma anche fresca )
- Rapporto D/S 1 : 10 (Cioè 10 gr. di droga (pari al 10 %) per 100 di solvente)
- Solvente: olio di girasole

Metodi di preparazione (si può procede in due modi)

I°metodo (a freddo)
- polverizzare la droga e metterla a macerare nell’olio per un mese e anche più e poi filtrare
- pesare la soluzione ottenuta e verificare il quantitativo di solvente perduto quindi, prelevare il solvente mancante (versarlo
nel
recipiente dove è stato posto il residuo di droga) e lasciare macerare per 15 minuti sempre mescolando.
- filtrare di nuovo, pesare, verificare l’esattezza del peso, inflaconare e munire il flacone di Etichetta con l’indicazione del tipo
di
estratto (droga) e la data

II°metodo (a caldo)

porre il recipiente con la droga e l’olio a bagnomaria per circa 2 ore non superando la temperatura di 45/50 gradi.
lasciare macerare per 7 giorni quindi filtrare strizzando bene il composto
pesare la soluzione ottenuta e verificare il quantitativo di solvente perduto quindi, prelevare il solvente mancante, versarlo
nel recipiente dove è stato posto il residuo di droga e lasciare macerare per 15 minuti sempre mescolando.
filtrare di nuovo, pesare, verificare l’esattezza del peso, inflaconare e munire il flacone di Etichetta con l’indicazione del tipo di
estratto (droga) e la data
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 ESTRATTO GLICOLICO
Estrazione di principi attivi a mezzo del solvente glicole
Droga utilizzata : secca ( ma anche fresca )
Rapporto D/S : 1 : 5 (Cioè 20 gr. di droga (pari al 20 %) per 100 di solvente)

Metodo di preparazione

- polverizzare la droga e porla in macerazione nel solvente


- mescolare possibilmente per almeno 2 ore
- lasciare macerare per 15 giorni
- dopo 15 giorni si filtra strizzando bene il composto
- pesare la soluzione ottenuta e verificare il quantitativo di solvente perduto quindi, prelevare il solvente mancante, versarlo
nel
recipiente dove è stato posto il residuo di droga e lasciare macerare per 15 minuti sempre mescolando.
- filtrare di nuovo, pesare, verificare l’esattezza del peso, inflaconare e munire il flacone di Etichetta con l’indicazione del tipo
di
estratto (droga) e la data
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE!