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La maledizione della mummia

Louisa May Alcott

�Cosa sono questi, Paul ?� domand� Evelyn aprendo un vecchio cofanetto dorato ed
esaminandone con curiosit� il contenuto.

�Semi di una pianta egiziana sconosciuta� rispose Forsyth, con il viso accigliato,
mentre guardava alcuni granelli scarlatti sulla pallida mano sollevata della donna.

�Dove li hai presi ?� chiese la donna.

�Questa � una storia strana, a cui non crederai se la racconto� disse Forsyth, con
un'espressione assente che suscitava fortemente la curiosit� della donna.

�Per favore raccontami, mi piacciono i racconti bizzarri, non mi infastidiscono. E


poi, le tue storie sono sempre cos� interessanti� esclam�, guardandolo con
espressione supplichevole e dominante da cui rifiutarsi era impossibile.

�Forse sarai dispiaciuta, ma ti avverto in anticipo, potrebbe essere pericoloso


possedere questi semi misteriosi� disse Forsyth, sorridendo, mentre aggrottava le
sopracciglia nere, guardando la fiorente creatura che stava davanti a lui con il
viso affascinante e sfrontato.

�Raccontami, non ho paura di questi graziosi frammenti�, rispose lei con un fare
autoritario.

�Ascoltami bene. Lasciami esporre i fatti� disse Forsyth, camminando avanti e


indietro con lo sguardo lontano come colui che volta mentalmente le pagine del
passato.

Evelyn lo guard� un attimo e poi torn� ai suoi semi giocandoci, perch� il compito
sembrava ben adatto a una creatura vivace come lei, mezza bambina e mezza donna.

�Quando ero in Egitto�, cominci� Forsyth lentamente, �andai un giorno con la mia
guida e il professor Niles ad esplorare la piramide di Cheope. Niles aveva una
mania per le antichit� di tutti i tipi e nell'ardore spesso dimenticava il passare
del tempo, il pericolo e l'affaticamento. Abbiamo rovistato e camminato su e gi�
per gli stretti cunicoli, che quasi ci impedivano di respirare per via della
polvere e l'aria viziata, leggendo le iscrizioni sulle pareti, inciampando su
mummie, casse spezzate, o trovandoci faccia a faccia con qualche esemplare di
divinit� appollaiata sui piccoli scaffali dove i morti venivano riposti per secoli.

Dopo poche ore ero disperatamente stanco perci� consigliai al professore di tornare
pi� avanti. Ma egli era intenzionato a esplorare certi luoghi e non avrebbe
rinunciato. Avevamo solo una guida, quindi ero costretto a rimanere; Jumal, la
nostra guida, aveva notato la mia stanchezza, quindi ci propose di riposare in uno
dei passaggi pi� grandi, mentre andava a procurarsi un'altra guida per Niles. Ci
assicur� che eravamo perfettamente al sicuro se non ci fossimo allontanati, Jumal
poi ci lasci�, promettendo di tornare rapidamente. Il professore si sedette per
prendere appunti e io mi sdraiai sulla sabbia morbida e mi addormentai.

Mi risvegliai bruscamente da qualcosa di indescrivibile che istintivamente ci


avvisa del pericolo, e alzandomi, mi ritrovai solo: una torcia bruciava debolmente
dove Jumal l'aveva lasciata, ma Niles e l'altra torcia erano spariti. Un terribile
senso di solitudine mi grav� per un attimo, poi mi raccolsi e guardai bene: un
foglio di carta era appuntato sul mio cappello vicino e su di esso, nella scrittura
del professore vi erano queste parole:

"Sono ritornato indietro per aggiornare la mia memoria su certi punti, non seguirmi
finch� non arriver� Jumal, posso ritrovare la strada per tornare da te, perch� ho
segnato il percorso, dormi bene e sogna gloriosamente i faraoni N.N. "

Il mio entusiasmo iniziale era svanito, poi mi prese una certa ansia e
inquietudine. Decisi di seguirlo, poich� trovai una corda fissata a una pietra
caduta e sapevo che era questo l'indizio di cui parlava. Presi la torcia e seguii
la corda lungo il sentiero tortuoso, spesso gridavo, ma non ricevevo risposta,
continuavo a sperare ad ogni svolta, di vedere il vecchio che scrutava le antiche
reliquie. La corda era finita e abbassando la torcia, vidi che le tracce erano
andate avanti.

"Scommetto che si � perso" pensai ormai allarmato.


Mentre ero fermo mi raggiunse una debole voce, e risposi, aspettando, poi gridai di
nuovo, e mi rispose un'eco ancora pi� esile.

Niles aveva continuato avanti evidentemente, ingannato dai riverberi dei bassi
passaggi. Non dovevo perdere tempo. Bloccai la mia torcia nella sabbia profonda per
tornare indietro e camminare lungo il sentiero diretto davanti a me, sbattendo
sulle pareti come un pazzo mentre andavo avanti, non volevo perdere di vista la
luce, nella mia voglia di trovare Niles, mi girai verso il passaggio principale e,
guidato dalla sua voce, mi affrettai. La sua torcia alliet� la mia visione e la
stretta delle sue mani tremolanti indicavano la terribile agonia che aveva
sofferto.

"Andiamo via da questo posto terribile" dissi asciugandomi il sudore dalla fronte.

"Vieni, non siamo lontani dal percorso possiamo raggiungerlo e poi saremo al
sicuro", ma mentre parlavo, una corrente d'aria fredda pass� sopra di me, un
perfetto labirinto di cunicoli stretti stava davanti a noi.

Cercai di ritrovare la strada guidato dalla terra calpestata, come avevo osservato
nel mio passaggio frettoloso, seguii le tracce sulla sabbia finch� pensai di
essere vicino alla mia torcia. Tuttavia, un brivido mi raggiunse, mi inginocchiai
per esaminare le impronte. Scoprii con sgomento che stavo seguendo quelle
sbagliate, tra quelli contrassegnati da un tacco da scarpone, vi erano impronte di
piedi nudi: non avevamo alcuna guida, e Jumal indossava solo sandali.

Alzandomi, affrontai Niles, con una parola disperata: "Perduti!" indicando la luce
che spariva rapidamente. Pensavo che il vecchio fosse stato sopraffatto, ma, con
mia sorpresa, era abbastanza calmo e stabile. Si mise a pensare un attimo e poi
disse tranquillamente:

"Altri uomini sono passati qui prima di noi, seguiamo i loro passi, perch� se non
hanno commesso errori, ci porteranno verso i grandi cunicoli, dove possiamo trovare
facilmente la strada d'uscita".

Siamo andati avanti coraggiosamente, fino a quando un passo falso fece cadere
violentemente il professore a terra ritrovandosi con una gamba ferita e con la
torcia quasi spenta. Era un'orribile situazione, e rinunciai a sperare mentre mi
trovavo seduto accanto al mio povero compagno spossato con rimorso e dolore, poich�
non l'avrei mai abbandonato.

"Paul" disse improvvisamente, "se non continui da solo non c'� un altro modo di
uscire. Ricordo di aver sentito che alcuni si erano salvati facendo un fuoco. Il
fumo sarebbe stato visibile pi� che il suono o la luce, e facendo da guida con una
caligine insolita, lo avevano seguito salvando cos� la squadra. Fai un fuoco e
fidati di Jumal".

"Un fuoco senza legno? " mi domandai. Dietro di me c'era un ripiano che mi era
sfuggito nelle tenebre, su di esso vidi un piccolo sarcofago. Questi sarcofagi
asciutti si trovano a centinaia, e vengono liberamente utilizzati come legna da
ardere. Lo tirai gi�, credendo che fosse vuoto, ma quando cadde si apr� e usci una
mummia. Abituato a quei luoghi, mi sorprese perch� il pericolo mi aveva
innervosito. Spostando la minuta crisalide marrone, distrussi la cassa e accesi la
catasta di legno con la mia torcia. Presto una nuvola leggera di fumo si alz�,
dirigendosi verso i tre passaggi che divergevano dal luogo in cui ci eravamo
fermati.

Mentre mi occupavo del fuoco, Niles, dimentico del dolore e del pericolo, aveva
trascinato la mummia pi� vicino e la stava esaminando con l'interesse di un uomo la
cui passione dominante era forte anche di fronte alla morte.

"Vieni e aiutami a svolgerla, ho sempre desiderato di essere il primo a vedere i


curiosi tesori usciti tra le pieghe di queste bende avvolgenti, questa � una donna
e forse possiamo trovare qualcosa di raro e prezioso qui � disse, cominciando a
sgrovigliare i rivestimenti esterni da cui proveniva uno strano odore aromatico.

Lo seguii a malincuore, perch� per me c'era qualcosa di sacro nelle ossa di questa
donna sconosciuta, ma per ingannare il tempo lo aiutai, chiedendomi come questa
mummia scura e orribile, un tempo fosse stata una bella ragazza egiziana.

Dall'involucro fibroso caddero preziose sostanze gommose e spezie che esalavano dal
corpo entrando nei nostri polmoni, poi monete antiche e un curioso gioiello o due,
che Niles esamin� con impazienza.

Quando tutti i bendaggi furono definitivamente tolti, apparve una piccola testa
scoperta, rotonda: aveva ancora delle grandi trecce di quello che un tempo erano
stati dei capelli rigogliosi. Le mani avvizzite erano piegate sul petto e
stringevano un cofanetto dorato.

�Ah!� grid� Evelyn, lasciando cadere il cofanetto dalla sua mano rosea con un
brivido.

�No, non respingere il tesoro della povera mummia, non credo mi abbia mai perdonato
per averlo rubato o per averla bruciata� disse Forsyth, sbiancando in volto
rapidamente, come se il ricordo di quell'esperienza fosse ancora presente.

�Bruciata! Oh, Paul, cosa vuoi dire?� chiese la ragazza con eccitazione .

Mentre eravamo impegnati con la Signora Mummia il nostro fuoco stava per spegnersi,
il legno si era esaurito rapidamente, un suono debole e lontano ci fece sobbalzare
e Niles grid�: "Ammucchia ancora del legno, Jumal ci sta seguendo, non lasciare che
il fumo svanisca o saremo perduti!"
"Non c'� pi� legno, la cassa era molto piccola, � tutto finito", risposi,
strappando i miei indumenti e mettendoli sul fuoco .

Niles fece lo stesso, ma i tessuti leggeri si consumavano rapidamente e non


facevano fumo.
"Bruciala! " ordin� il professore, indicando la mummia.
Esitai per un attimo, ancora una volta in un debole eco di coscienza, la vita mi
era cara, e alcune vecchie ossa rinsecchite potevano salvarci, perci� eseguii in
silenzio.

Le fiamme si fecero strada e un fumo pesante sal� dalla mummia che bruciava,
inoltrandosi nei corridoi attraverso i bassi passaggi, e minacciando di soffocarci
con la sua nebbia aromatica. Anche la mia mente si annebbiava, la luce danzava
davanti ai miei occhi, come strani spettri che vagavano nell'aria e nell'atto di
chiedere a Niles perch� sospirava e sembrava cos� pallido, persi i sensi.

Evelyn fece un lungo respiro e mise via i �giocattoli� profumati dal grembo come se
il loro odore la opprimesse.

Il volto di Forsyth si era acceso mentre raccontava con emozione la storia e i suoi
occhi neri brillavano aggiungendo con una nervosa risata :
�Questo � tutto: Jumal ci ha trovati e liberati, abbiamo entrambi giurato di non
entrare mai pi� in nessuna piramide per il resto dei nostri giorni�.

�Ma come hai fatto a conservare la scatola ?� chiese Evelyn, guardandolo con una
smorfia mentre veniva raggiunta da una striscia di sole.

�L'ho portato via come souvenir, Niles si � tenuto gli altri semi �.

�Ma tu hai detto che una maledizione sarebbe stata invocata al possessore di quei
semi scarlatti� persever� la ragazza, la cui fantasia era eccitata dal racconto,
come per chi ha immaginato tutto ci� che ancora non � stato detto.

�Tra le sue spoglie, Niles trov� una pergamena, che riusc� a decifrare. Questa
iscrizione diceva che la mummia, appena bruciata in modo cos� stupido, era quella
di una famosa sacerdotessa la quale avrebbe lanciato la sua maledizione a chiunque
dovesse disturbare il suo riposo. Credo che la maledizione abbia qualcosa di vero,
� un dato di fatto che Niles non � mai guarito da quel giorno. Lui dice perch� non
si � mai ripreso dalla caduta e dalla paura, e potrebbe avere ragione, ma a volte
mi chiedo se dovr� condividere la maledizione, perch� sono superstizioso e quella
povera piccola mummia infesta spesso i miei sogni �.

Dopo queste parole segu� un lungo silenzio. Paul aveva descritto tutto
istintivamente mentre Evelyn lo guardava con un fare riflessivo. Ma le fantasie
tenebrose erano estranee alla sua natura, come le ombre lo sono a mezzogiorno,
perci� lei rise, una risata allegra. Riprendendo la scatola disse :

�Perch� non li piantiamo e vediamo quale meraviglioso fiore sboccer� ? �

�Dubito che possa nascere qualcosa dopo essere stati sepolti insieme a una mummia
per secoli�, rispose Forsyth gravemente.

�Lasciameli piantare e provare, lo sai che del grano � germogliato e cresciuto dopo
che � stato prelevato dalla cassa di una mummia, perch� mai non dovrebbero farlo
questi graziosi semi ? Vorrei tanto guardarli crescere, posso Paul ?�

�No. Preferirei lasciare da parte questo esperimento. Ho una strana sensazione, e


non voglio che qualcuno che amo si leghi con questi semi. Potrebbero essere un
veleno orribile o possedere un qualche potere malvagio, la sacerdotessa sapeva il
fatto suo, poich� se li � portati nella sua tomba �.

�Ora mi sembri scioccamente superstizioso e mi fai sorridere, sii generoso, dammi


un seme, solo per sapere se crescer�, ti ricompenser�. Evelyn, che ora stava
accanto a lui, si abbandon� e lo baci� sulla fronte mentre faceva la sua richiesta
in modo pi� coinvolgente.

Ma Forsyth non cedette. Sorrise e restitu� l'amoroso abbraccio, poi gett� i semi
nel fuoco e le diede il cofanetto dorato dicendo teneramente:
�Mia cara, lo riempir� di diamanti o di caramelle, se vuoi, ma non ti lascer�
giocare con gli incantesimi di quella strega. Hai abbastanza di tuo, quindi
dimentica i 'semi graziosi' e vedi come ho fatto di te uno Splendore dell' Harem�.
Evelyn aggrott� la fronte e sorrise. Gli amanti andarono fuori in giardino nel sole
primaverile godendosi la loro felicit�, senza essere turbati da un pauroso
presagio.

�Ho una piccola sorpresa per te, amore� disse Forsyth una mattina, tre mesi dopo il
suo matrimonio.

�Anch�io ne ho una per te� rispose la donna sorridendo debolmente.

�Quanto sei pallida e magra Evelyn! Tutto questo trambusto da sposa � troppo per te
� osserv� con ansia, guardando lo strano pallore del viso e stringendo le sue
piccole mani.

�Sono cos� stanca� rispose fiacca Evelyn e appoggi� la testa gravemente sul petto
di suo marito.

�N� il sonno, n� il cibo, n� l'aria mi danno forza, e una nebbia sembra offuscare
la mia mente. Mamma dice che � il caldo, ma ho i brividi anche al sole, mentre di
notte brucio di febbre. Paul caro sono felice che tu mi porti via per condurre una
vita tranquilla e felice con te, ma temo che sar� molto breve �.

�La mia piccola moglie fantasiosa! Sei solo stanca e nervosa, con tutta questa
preoccupazione, ma un paio di settimane di riposo in campagna e sboccer� il fiore
della mia nuova Eva. Non sei curiosa di sapere la mia sorpresa?� disse Forsyth per
cambiare argomento.

Lo sguardo vuoto che appariva sul viso della ragazza lasci� il posto a un certo
interesse, ma lei si sforzava di ascoltare le parole del suo amante.

�Ti ricordi il giorno in cui abbiamo frugato nel vecchio mobile ?�

�S� e un sorriso le sfior� le labbra per un attimo.

�E quando volevi piantare quei semi rossi che ho rubato dalla mummia?�

�Mi ricordo� i suoi occhi si illuminarono come di una luce improvvisa.

�Beh, li avevo gettati nel fuoco, come ho pensato, e ti ho dato la scatola, ma


quando sono tornato a sistemare le mie cose ho trovato uno di quei semi sul
tappeto. Allora mi venne un idea un'improvvisa per gratificare il tuo capriccio, e
li mandai a Niles chiedendogli di piantarlo e di seguire i suoi progressi. L'ho
sentito oggi e mi ha detto che il seme � cresciuto meravigliosamente, � un arbusto
e sta per sbocciare il primo fiore, se fiorisce in tempo, per un congresso di
famosi scienziati, mi invier� il suo vero nome e la pianta stessa. Dalla
descrizione sono molto curioso e impaziente di vederlo�.

�Non devi aspettare, posso mostrarti il fiore nella sua fioritura� disse Evelyn con
un sorriso accattivante.

Stupito, Forsyth la segu� al suo piccolo salotto, e l�, in piedi sotto i raggi del
sole, c'era la pianta sconosciuta. Aveva delle foglie lussureggianti verdi chiare
sui fusti sottili violacei da cui si innalzava nel mezzo, un fiore spettrale
bianco, a forma di testa di serpente, incappucciato con degli stami scarlatti che
si ergevano come lingue biforcute, e i petali trasudavano gocce scintillanti di
rugiada.
�Un fiore strano e sconcertante! E' profumato?� chiese Forsyth, piegandosi per
esaminarlo, dimenticandosi, nel suo interesse, di chiedere come fosse arrivato.

�Nessuno profumo. Questo un po' mi dispiace, sono cos� affezionata ai profumi�


rispose la ragazza, accarezzando le foglie verdi che tremavano al suo tocco, mentre
i fusti viola accentuavano il loro colore.

�Adesso dimmi� disse Forsyth, dopo essere rimasto in silenzio per alcuni minuti.

�Quando eravamo insieme, due semi caddero sul tappeto. Poi li ho piantati dentro un
bicchiere nel terreno pi� ricco che ho trovato, ho innaffiato con cura , e sono
rimasta stupita dalla rapidit� con cui � cresciuta, non ho detto niente a nessuno,
perch� intendevo farti una sorpresa, ma questo bulbo ha avuto un lungo tempo per
la fioritura, e ho dovuto aspettare, si tratta forse di un buon auspicio che
fiorisca oggi, � quasi bianco, e voglio indossarlo, perch� ho imparato ad amarlo,
essendo stato il mio animaletto per cos� tanto tempo�.

�Io non lo indosserei, perch�, nonostante il suo colore innocente, � una pianta
maligna, con una specie di lingua biforcuta e la rugiada innaturale. Aspetta che
Niles ci confermi a che specie appartenga e se questo �animaletto� sia innocuo.
Forse la mia maga lo adorava come una bellezza simbolica. Questi antichi egizi
erano pieni di fantasia. E' stato molto furbo da parte tua nascondermi questa cosa,
ma ti perdono. Che freddo fa! Usciamo in giardino a cercare un poco di calore e
colore, mio amore�.

Ma quando la notte arriv�, nessuno poteva rimproverare la ragazza del suo pallore,
perch� ardeva come un fiore di melograno, gli occhi fiammeggianti, le labbra
scarlatte, tutta la sua vivacit� sembrava ricomparsa. Una sposa luminosa non
arrossisce mai sotto un velo nebbioso, e quando il suo amante la vide, era molto
sorpreso dalla sua bellezza quasi insolita che trasform� la creatura pallida e
languida della mattina in una donna radiosa e attraente.

Erano sposati, e se l'amore porta molta gratitudine e felicit�, allora questa


giovane coppia era veramente benedetta. Ma anche nel rapimento del momento, Forsyth
osservava come fredda e gelata fosse la piccola mano che stringeva, rispetto al
febbrile colore intenso della morbida guancia che baci�, e agli strani occhi
fiammeggianti che sembravano cos� delicati.

Spensierata e bella di spirito, la sposa sorridente faceva la sua parte in tutte le


feste di quelle lunghe serate e quando alla fine la luce, la vitalit� e il colore
cominciarono a svanire, gli occhi amorevoli celavano la stanchezza naturale
dell'ora tarda. Quando l'ultimo ospite se ne and�, Forsyth venne raggiunto da un
domestico che consegn� una lettera contrassegnata dalla frase "Urgente". Aprendola
lesse queste righe, scritte da un amico del professore:

"Egregio signore, il povero prof. Niles � morto improvvisamente due giorni fa,
mentre si trovava al Club Scientifico, e le sue ultime parole sono state: 'Dite a
Paul Forsyth di stare attenti alla maledizione della mummia, perch� questo fiore
fatale mi ha ucciso'.
Le circostanze della sua morte erano cos� curiose, che le aggiungo a questo
messaggio. Per diversi mesi, come ci disse, aveva osservato una pianta sconosciuta
e quella sera ci port� il fiore da esaminare. Poi altre questioni ci hanno
assorbito fino a tarda ora, e la pianta venne dimenticata. Il professore portava
all'occhiello della giacca uno strano fiore bianco a forma di serpente, con macchie
pallide scintillanti che lentamente si trasformavano in gocce scarlatte, le foglie
sembravano insanguinate.
� stato osservato che, al posto del pallore e della debolezza cui era caduto di
recente, il professore era insolitamente eccitato e sembrava in uno stato d'umore
quasi innaturale . Alla chiusura del meeting, nel bel mezzo di una viva
discussione, cadde improvvisamente, come se fosse colpito da apoplessia. Fu portato
a casa privo di sensi e dopo un momento di lucidit� in cui mi dette il messaggio
mor� agonizzando, delirando su mummie, piramidi, serpenti e qualche maledizione che
si era impossessata di lui.
Dopo la sua morte, alcuni lividi scarlatti, come quelli del fiore, apparvero sulla
sua pelle, che si raggrinzi come una foglia secca. Su mio desiderio, la pianta
misteriosa venne esaminata e le migliori autorit� scientifiche rivelarono che si
trattava di un veleno mortale noto alle sacerdotesse egiziane: la pianta assorbiva
lentamente la vitalit� di colui che la coltivava, e il fiore, indossato per due o
tre ore, produceva follia o morte "

Subito Forsith lasci� cadere il messaggio dalle mani. Non lesse ulteriormente, ma
si affrett� a tornare nella stanza dove aveva lasciato la sua giovane moglie. Come
se fosse consumata dalla stanchezza, si era gettata su un divano e stava col viso
quasi nascosto.

�Evelyn, mia cara, svegliati e rispondimi: oggi hai portato quel fiore strano?�
sussurr� Forsyth.

Non c'era bisogno di una risposta, perch�, scintillante sul suo petto, vi era il
fiore malvagio. I suoi petali bianchi appuntati ora avevano macchie scarlatte,
vivide come gocce di sangue appena versato.

Ma l'infelice sposo quelle macchie le vide appena, perch� il volto della donna che
aveva davanti lo spavent� per la sua totale vacuit�. Teso e pallido, come se
qualche malattia l'avesse consumata, il viso giovane e bello, appena poche ore
prima, era di colpo invecchiato colpito dall'influenza della pianta che aveva
prosciugato la sua vita. Nessun movimento degli occhi, nessuna parola, nessun
movimento della mano, solo un debole respiro: il battito del suo polso e gli occhi
aperti, rivelavano che era viva.

Povera giovane moglie! La superstizione di cui lei aveva sorriso si era rivelata
vera: la maledizione che aveva atteso il suo momento per secoli fu finalmente
soddisfatta, rovinando la sua felicit� per sempre. La morte lo perseguit� nel corso
della sua vita, e per il resto degli anni Forsyth si isol� da tutti prendendosi
cura con patetica devozione della sua Evelyn, ormai divenuta un pallido fantasma.
Mai pi�, sia con la parola o con lo sguardo, pot� ringraziarlo per l'amore che
continuava a vivere anche di fronte a questo tragico destino.

FINE