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Mercoledì 8 novembre 2017

Ore 18.00 circa.


In Via Locatelli c'è molta agitazione ed un piccolo gruppo di persone si è aggregato di fronte
l'androne del loro condominio per discutere dell'arrivo improvviso di un gruppo di richiedenti asilo.
Cinque ragazzi di origine Afghana e Pakistana sono stati assegnati ad un appartamento del
condominio stesso facendo riscaldare gli animi dei residenti.
Dopo un po' la situazione inizia a degenerare per l'affollarsi della riunione coinvolgendo passanti,
proprietari dei negozi e altre persone di ritorno da lavoro.
Verso le 20.30 la folla era ingestibile. Persone ascoltavano senza pronunciarsi, altre incitavano la
folla a cacciare quei ragazzi dall'appartemento letteralmente a calci. Molti urlavano, scene
esilaranti, parole dette a caso e soprattutto tantissima ignoranza regnava in quella conversazione
ormai arrivata ai limiti dell'inverosimile. Litigi con parole pesanti, molti dei contrari non volevano
essere definiti razzisti ma semplicemente persone che vogliono tutelare le loro famiglie, le loro
donne, i loro figli, eppure i toni e le frasi che sono stati utilizzati andavano in questa direzione,
poichè ricordano la più classica delle argomentazioni di stampo razzista.
Ad esempio:
''Cosa diventerà questo palazzo dopo l'arrivo degli immigrati?''
''50 immigrati verranno qui nella nostra Pomigliano, 20 solamente in questo appartamento e noi non
vogliamo questo via vai di negri!''
''Voi non avete dei figli a casa! Io ho due figlie e adesso non potrò più farle uscire di casa!''
''Si sentono tante notizie al telegiornale di questi immigrati che arrivano e stuprano le nostre
donne!''
''Quel ragazzo – indicando uno dei richiedenti asilo – mi ha spogliato con gli occhi e sembrava
volesse stuprarmi"
''Dovevano avvisarci dell'arrivo di questi stranieri, fare una riunione condominiale!''
''Se scappano dal loro paese è perchè sono delinquenti e carcerati!" ...

Insomma, da come si è potuto capire, l'armamentario fraseologico utilizzato da questi individui non
è altro che una commistione di luoghi comuni e paura immotivata che involontariamente tutti
riceviamo dalle notizie dei quotidiani e dei mass media, che riflettono un latente provincialismo nei
modi di pensare nei confronti di ciò può apparire diverso e lontano da noi.
Un altro dato che non deve passare inosservato è che ad alimentare le discussioni sono state le false
voci riguardanti sia il numero delle persone ospitate nella casa sia che fosse necessario essere
avvisati, come se all'arrivo di un nuovo condomino in un palazzo fosse necessaria l'approvazione di
tutti gli abitanti.

Infine, la discussione si è conclusa dopo qualche ora dall'arrivo di due referenti dell'AICS
(Associazione Italiana della Cultura e dello Sport), ovvero l'associazione che gestisce le attività dei
richiedenti asilo e, in particolare, con l'arrivo dei carabinieri che hanno placato i toni e gli animi.

Giovedì 9 novembre 2017

I condomini decidono di redigere una dichiarazione da presentare al Comune con la quale si


sostiene la contrarietà degli abitanti del parco alla permanenza di questi ragazzi all'interno dello
stabile con la motivazione principale che i condomini non fossero stati avvisati preventivamente del
loro arrivo e che dovevano essere al più presto sfrattati per essere spostati in altra destinazione
pubblica, più consoni all'allocazione dei ragazzi. L'ammistratore è così passato per gli appartamenti
del palazzo per ottenere consensi e far firmare tale dichiarazione.
Ma la posizione di essere contrari "a priori" alla loro permanenza non fa altro che evidenziare ancor
di più le motivazioni ideologiche che alimentano un clima di intolleranza che la nostra cittadina non
può permettere.

Venerdì 10 novembre

In mattinata, in via Locatelli, di fronte il noto bar Mexico, compare uno striscione firmato
"Casapound Vesuvio" con la scritta BASTA IMMIGRAZIONE.
Oltre a ricordarvi che i suddetti membri di Casapound sono gli stessi che prendono a testate i
giornalisti e che vorrebbero trattare gli immigrati allo stesso modo, è necessario chiarire che in
questo clima delicato la comparsa di gruppi di estrema destra sul nostro territorio è solo la ciliegina
sulla torta di questa situazione.
Fortunatamente intorno alle 10.00 il Comune si è mobilitato per la pulizia del muro dove era affisso
lo striscione, evitando di dare ulteriore visibilità a questo scempio.

In conclusione, sicuramente la gestione dell'allocazione dei migranti sul nostro territorio non può
essere lasciata a sè stessa ed ha bisogno necessariamente di supervisione da parte degli
amministratori locali sia sul corretto svolgimento del processo di integrazione sia per evitare che si
possa lucrare sull'emergenza rifugiati.

Proprio per questo abbiamo ritenuto necessario che tutti vengano a conoscenza di quello che sta
accadendo, perchè è necessario rendersi conto che è facile parlare per idee che ci vengono inculcate
dall'esterno, ma è proprio quando certe vicende ci riguardano da vicino che mostrano la nostra
comunità per quella che è.
La condizione economica che si trova ad affrontare il nostro paese e l'arrivo degli immigrati in
esodo dalle guerre e dalla fame, aggravata da regolamenti europei che impongono la residenza dei
migranti nel paese di identificazione, mettono a dura prova la tenuta della nostra società e della
comunità europea in generale, ma anche la nostra stessa idea culturale del "diverso" e dell'estraneo.

Frasi come "basta immigrazione" oppure "Italia agli italiani" oppure "non sono razzista ma..." non
fanno altro che innestare una spirale che crea meccanismi di paura e violenza culturale, che non
sono altro che la dimostrazione di una "guerra tra poveri" che non ci permette di guardare oltre il
nostro naso e oltre al nostro benessere, come se questa crisi non ci avesse già imbarbariti tutti e non
fossimo più capaci di guardare al prossimo come essere umano.

I VERI MOSTRI NON SONO LORO.


RESTIAMO UMANI!