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Dikran Dikranjan — Maria Silvia Lucido Aritmetica e algebra Indice 1 Insiemi, relazioni e funzioni 1 1.1 Ikconcetto di insieme e 1 1.2 Operazioni tra gli insiemi 3 13 Relazionie funzioni .. 6 14 Definizione rigorosa di applic: 7 1.5 Composizione di applicazioni 9 1,6 I numeri naturali e il principio di induzione 12 1.7 Insiemi finiti e infiniti. 16 1.8. Relazioni di equivalenza 20 19 Partizioni e coefficienti binomial 22 1.10 Relazioni di ordine e preordine . 25 1.11 Assioma della scelta 29 1.12 Prodotti cartesiani 31 1.13 Numeri cardinali 33 1.14. Esercizi su insiemi e relazioni 38 2 numeri interi, razionali, reali e complessi ... . 47 2.1 Inumeri interi . 47 2.2 [numeri razionali e reali 49 2.3 [numeri complessi ... SI 2.4 — Interpretazione geometrica delle operazioni tra numeri complessi. 55 2.5 Bsercizi sui numeri ........ 2.00 0eeecceeeeeeeeeeeeeeeeeeeees 56 3 Laritmetica det numeri interi 59 3.1 Tnumeri primi. 59 3.2. Massimo comun divisore ¢ minimo comune multiplo . 61 3.3 Ladivisione euclidea 62 VIN Indice 3.4 35 3.6 3.7 3.8 3.9 3.10 3.1 3.12 3.13 3.14 4 Strutture algebriche . 41 42 43 44 45 46 5 Gruppiesottogruppi 5.1 5.2 5.3 54 55 5.6 57 6 Omomorfismi e prodotti diretti di gruppi 6.1 6.2 63 6.4 65 6.6 7° ~— Gruppi abeliani . WW 7.2 13 14 Il teorema fondamentale dell’ aritmetica. 65 Congruenze in Z . 67 Equazioni congruenziali ed equazioni diofantee 69 Alcuni criteri di divisibilita . B Ii teorema di Fermat........ 5 Funzione di Bulero e teorema di Eulero . 6 I numeri di Fermat e di Mersenne . B Numeri perfetti e numeri amicabi 80 Distribuzione dei numeri primi . 82 Somme di due quadrati 83 Esercizi sull’aritmetica dei numeri inteti ........sseeeveeeeeee 86 Semigruppi . Monoidi . Spazi vettoriali Esercizi sulle strutture algebriche . . 107 Proprieta elementari dei gruppi e primi esempi . . 107 Gruppi di permutazioni 110 Sottogruppi 118 Classi laterali di un sottogruppo 124 Sottogruppi normali Gruppi lineari . Esercizi su gruppi ¢ sottogruppi Quozienti di gruppi... Omomorfismi di gruppo. I teoremi di omomorfismo per i gruppi . 149 Ul gruppo degli automorfismi di un gruppo . 153 Prodotto diretto di gruppi 157 Esercizi su omomorfismi e prodotti dirett . 163 Gruppi ciclici. Gruppi abeliani finiti . Alcuni gruppi abeliani infiniti Esercizi sui gruppi abeliani . . 10 11 12 Indice 1X : eruppi non abeliani: un primo approccio . . . 185 Alcuni sottogruppi normali . 186 eo Centralizzanti, equazione delle classi e lemma di Cauchy . 188 83 Semplicita di A, . 193 8.4 Azioni di gruppi e teoremi di Sylow 197 8.5 Esercizi sui gruppi non abeliani .. » 203 Anelii ¢ ideali .2u1 9.1 Definizioni ed esemp .2i1 9.2 Le leggi di cancellazione in un anello. . 213 9.3 corpo dei quaternioni . . 214 9.4 Sottoanelli . . 216 9.5 Ideali . . 217 9.6 L’anello quoziente . . 220 9.7 Ideali primi e ideali massimali in anelli commutativi + 222 9.8 — Esercizi su anelli e ideali . 223 Omomorfismi e prodotti diretti di anelli . . 231 10.1 Omomorfismie nuclei ........ . 231 10.2 Teoremi di omomorfismo per anell . 232 10.3 Anelli unitari e campo dei quozienti di un dominio . » 235 10.4 Prodotto diretto di anelli . 238 10.5 Reticoli e algebre di Boole. . 240 10.6 Esercizi su omomorfismi e prodotti diretti di ane . 244 Anelli di polinomi . 253 11.1 Lanello dei polinomi A(z] . 253 11.2 Domini fattoriali . . 257 11.3 Domini principali . 261 11.4 Domini euclidei 11.5 _ Divisibilita nell’anetlo dei polinomi, radici di un polinomio ...... 11.6 Fattorizzazione negli anelli di polinomi ... . 270 11.7. Polinomi irriducibili su un dominio fattoriale . 272 18 Esercizi su anelli di potinomi . 215 Estensioni di campi.. . 281 12.1 Estensioni finite 12.2. Radici di un polinomio ed estensioni semplici . 12.3. Elementi algebrici ed estensioni algebriche 12.4 Estensioni semplici infinite . ... 12.5 Campo di spezzamento di un polinomio 12.6 Campi algebricamente chiusi. 12.7 Polinomi ciclotomici su Q . : 12.8 Polinomi su campi finiti . 303 12.9 Gli automorfismi di un campo finito. X Indice 13 12.10 Alcuni criteri utili per discutere la riducibilit& dei polinomi 309 12.11 Esercizi su campi 310 Svolgimento e suggerimenti per la risoluzione di alcuni eserc 317 13.1 Esercizi del capitolo 1 317 13.2 Esercizi del capitolo 2 326 13.3 Esercizi del capitolo 3 331 13.4 Esercizi del capitolo 4 335 13.5. Esercizi del capitolo 5 338 13.6 Esercizi del capitolo 6 344 13.7. Esercizi del capitolo 7 349 13.8 Esercizi del capitolo 8 355 13.9 Esercizi del capitolo 9 360 13.10 Esercizi del capitolo 10 . » 366 13.11 Esercizi del capitolo 11 . 372 13.12 Esercizi del capitolo 12 . Prefazione Questo libro basato sulla nostra esperienza nell’insegnamento dei corsi di Arit- metica e Algebra 1 ¢ 2 al corso di laurea in matematica del nuovo ordinamento presso la Facolta di Scienze dell’ Universita di Udine a partire dal 2000. Gli appunti iniziati allora sono la base del libro. La scelta del materiale ¢ la sua quantita é stata determinata e aggiornata nel corso di tali insegnamenti. La necessita di scrivere un nostro testo anziché usare quelli gidesistenti era nata dalle nuove esigenze delle lauree triennali italiane. Nei primi tre capitoli si introducono i concetti alla base di ogni altro corso di matematica e possono coprire un corso bimestrale di Aritmetica. L’obiettivo del resto del libro di introdurre le strutture algebriche fondamentali: i semigruppi, i gruppi e gli anelli. I capitoli 4-8 sono pensati per un corso bimestrale di Algebra 1 (gruppi e cenni sulle strutture algebriche), mentre i capitoli 9-12 sono pensati per un corso bimestrale di Algebra 2 (anelli e campi). Alla fine di ogni capitolo, riportiamo molti esercizi che riguardano il materiale esposto nel capitolo. La lettura del libro deve essere accompagnata da un lavoro serio sugli esercizi. Alcuni di essi, denotati con * sono pid difficili e possono essere tra- lasciati durante una prima lettura del testo. Allo scopo di incoraggiare lo studente a provare a risolvere gli esercizi pef conto proprio prima di andare a guardare la solu- zione, abbiamo raccolto svolgimuett e suggerimenti nell’ultimo capitolo. Crediamo che possa essere molto utile avere in un unico volume sia i} testo che gli esercizi con gli svolgimenti. Il libro ne contiene oltre 500, di cui oltre 300 con soluzione 0 suggerimento. Il processo di creare e trasmettere matematica ha due componenti molto diver- se: l’idea ispiratrice di ogni dimostrazione @ il “cuore” (il nocciolo) che il lettore deve capire ¢ ricordare, mentre la costruzione di un argomento rigoroso é Ja “spina dorsale” senza la quale non é possibile trasmettere correttamente la dimostrazione. Abbiamo cercato, per quanto possibile, di dare l’idea principale della dimostrazione in un breve commento iniziale e poi esporre con rigore tutti i dettagli della dimostra- zione stessa. Laddove questo non é stato fatto, consigliamo al lettore di farlo. Tutte le dimostrazioni terminano con G, per permettere una lettura pitt agevole del testo. XVI Introduzione rappresentazione come prodotto diretto di gruppi ciclici. Si calcolano inoltre i gruppi di automorfismi dei gruppi ciclici. Nel capitolo 8 si affrontano le propriet& dei gruppi non abeliani. Si considerano vari modi di “misurare” la mancanza di commutativita del gruppo (il sottogruppo derivato, i centralizzanti, i normalizzanti, ecc.). Si provano I’equazione delle classi, il lemma di Cauchy ed il primo teorema di Sylow per i gruppi finiti. Dimostriamo inoltre che il gruppo alterno A, semplice per n > 4. Concludiamo questo capitolo con le azioni di gruppi che permettono di dare una dimostrazione diversa del primo teorema di Sylow e di dimostrare il secondo e il terzo teorema di Sylow. Lobiettivo dei capitoli 9-12 @ di studiare le strutture algebriche con due ope- razioni: gli anelli e i campi. E richiesta la conoscenza della teoria dei gruppi abe- liani esposta nei capitoli 6~7 e la conoscenza delle propriet principali degli spazi vettoriali studiate nei corsi di geometria e richiamate nel paragrafo 4.5. Nel capitolo 9 analizziamo gli anelli e le sottostrutture ad essi associate: sottoa- nelli, ideali ¢ quozienti. Vengono inoltre definiti gli ideali primi e gli ideali mas- simali di un anello commutativo e ne viene data una caratterizzazione attraverso V'anello quoziente. Dimostriamo il teorema di Krull, che garantisce T'esistenza di ideali massimali negli anelli commutativi unitari. Introduciamo i quaternioni, i nu- meri particolari “quattro-dimensionali” inventati dal matematico irlandese William Rowan Hamilton (1805-1865) 160 anni fa con molte applicazioni in geometria, in meccanica razionale e in fisica. .Lcapitolo 102 dedicato ai prodotti diretti e al concetto di omomorfismo di anello. Motivati dal passaggio dal dominio Z al suo campo dei quozienti Q, si dimostra che ogni dominio ammette un campo dei quozienti. In questo capitolo introduciamo: anche i reticoli e le algebre di Boole come strutture algebriche. Dimostriamo che ogni reticolo distributivo e limitato si pud rappresentare come un reticolo di sottoinsiemi di un dato insieme. Questo paragrafo pud essere tralasciato durante una prima lettura del testo. Nel capitolo 11 viene introdotta una costruzione specifica per gli anelli: |’anello di polinomi ¢ si descrivono in modo pid approfondito i domini, anelli commutati- vi unitari senza divisori dello zero. Si studiano i domini che soddisfano il teorema fondamentale dell’ aritmetica, cioé i domini in cui ogni elemento non invertibile si fattorizza in modo unico in prodotto di elementi primi. Si dimostra poi che i domini principali, cio’ i domini in cui ogni ideale @ principale, hanno questa proprieta. Si studiano i domini euclidei, in cui vale una legge di divisione con resto, come in Z. I domini euclidei risultano principali. Viene inoltre data la dimostrazione che I’anello degli interi di Gauss @ un dominio euclideo. Nel capitolo 12 si studiano i campi e le estensioni dei campi in relazione al pro- blema generale della soluzione delle equazioni polinomiali. L’esempio motivante 2 dato dall’ estensione C di R ottenuta mediante l’aggiunta della soluzione i del- Vequazione z* + 1 = 0. Descriviamo le estensioni algebriche semplici, i campi di spezzamento di un polinomio ¢ introduciamo i campi algebricamente chiusi. In particolare, viene dimostrato il teorema fondamentale dell’ algebra. Studiamo inoltre alcuni polinomi notevoli e i polinomi sui campi finiti. Ltultimo capitolo contiene oltre 300 suggerimenti e svolgimenti degli esercizi. 1 Insiemi, relazioni e funzioni Nel primo ¢ nel secondo paragrafo si introducono il concetto di insieme e di appar- tenenza e le operazioni tra insiemi. Nei paragrafi 3 e 4 si definiscono le relazioni su insiemi e le applicazioni. I paragrafi 6 ¢ 7 sono dedicati alla distinzione tra in- siemi finiti e infiniti e in particolare ai numeri naturali ed il principio di induzione. I paragrafi 8, 9 e 10 trattano le relazioni di equivalenza, i coefficienti binomiali ¢ le relazioni d’ordine e preordine. Il paragrafo 11 2 dedicato all’assioma della scelta eal lemma di Zom, mentre il paragrafo 12 ai prodotti cartesiani. Infine il paragra- fo 13 tratta 'equipotenza di insiemi ed i numeri cardinali, Questi ultimi paragrafi, possono essere tralasciati da chi non fosse interessato ad una trattazione rigorosa dell’ argomento. 1.1 Il concetto di insieme e di appartenenza I concetti di insieme e appartenenza “é” sono primitivi e non verranno definiti ri- gorosamente. Un insieme X @ determinato dai suoi elementi 2; scriveremo z € X e leggeremo appartiene a X. Scriveremo spesso anche X = {a : vale P(z)}, dove P(x) & qualche propriet& che descrive gli elementi di X. Nel caso in cui X abbia come elementi 7, 22,...,2n scriveremo X = {21,22,...,p}, coe X & determinato dalla lista dei suoi elementi; @ importante ribadire che questi elementi sono a due a due distinti. Vediamo qualche esempio. (a) L'insieme di tutti gli studenti dell’ Universita di Udine. (b) Vinsieme di tutte le rette del piano. (©) L’insieme delle lettere dell’ alfabeto latino. @ Linsieme dei colori dell’arcobaleno. ‘Vediamo ora qualche esempio numerico. Esempio 1.1. (a) Linsieme N = {0,1,2,3, 4, ...} dei numeri naturali. (b) Liinsieme Z = {0,-£1, +2, +8, +4, ...} dei oumeri interi. 2 Aritmetica e algebra (©) Limsieme Q dei numeri razionali. (d) Liinsieme R dei numeri reali. (©) Liinsieme Ny. = {2 € N : « > 0} dei numeri naturali positivi. (f) Liinsieme Ry = {2 € R : x > 0} dei numeri reali positivi. (g) L'insieme dei numeri primi P = {2,3, 5, ...}. Esempio 1.2. (a) L’insieme {0,2,4,...} dei numeri naturali pari si pud scrivere anche cosi: {x €N: x = 2y per qualche y € N}. (b) Lintervallo aperto Ja, bf = {c ER: a a}, Ja,tool={ceR:a >a}. Essendo ogni insieme completamente determinato dai suoi elementi, due insiemi X eY coincidono, cio’ X = ¥, see solo se hanno gli stessi elementi. In altre parole per ogni z € X vale anche z € Y ¢ per ogni y € Y vale anche y € X. Se per due insiemi X ed Y 8 verificata solamente la prima delle implicazioni, cio’ per ogni a € X vale anche x € Y, diremo che X & sottoinsieme di Y o che X @ una parte di o ancora che X & contenuto in Y, e verra indicato con Xxcy. In questa circostanza diremo anche Y contiene X e verra indicato con Y2X. Valgono simultaneamente X C Y e Y C X see solo se X = Y. Se invece vale X C ¥,manon vale X = Y, diremo che X 2 sottoinsieme proprio di Y e lo indicheremo conX CYoYDX. . - ~ Lacondizione x ¢ 0 per ogni x determina un insieme 0, privo di elementi, che chiameremo l’insieme vuoto. Vale) C X per ogni insieme X: infatti basta trovare una proprieta P tale che nessun elemento di X soddisfa P. Per esempio: O={cEN:2r=5}, O={cEQ:2? =2}, @={@eER:2*=-11}, O={rEX:a¥¢a}. Gli elementi di un insieme possono avere natura del tutto arbitraria. In parti- colare, possono essere insiemi essi stessi. Per esempio, se X ed Y sono insiemi, possiamo considerare l’insieme Z = {X,Y}, che ha come elementi X e Y. Se ab- biamo n insiemi A;,...,An, possiamo considerare l’insieme Z = {Aj,..., An}. Spesso ci riferiamo a Z dicendo anche “Z & una famiglia di insiemi” (“famiglia” e “insieme” sono sinonimi, la sfumatura serve solo per facilitare la comprensione). Ecco un esempio di una famiglia infinita di insiemi. Insiemi, relazioni e funzioni 3 Esempio 1.3. Per ogni x € R sia A, Vintervallo |x, + 1{ in R. Allora gli insiemi Az, al variare di in R formano una famiglia infinita di insiemi, che denoteremo con {Az : 2 € R}. Analogamente quando si ha una famiglia di insiemi A,, indiciata con gli elementi idi un insieme di indici J, scriveremo {A; : 1 € I}. - Dato un insieme X consideriamo la famiglia P(X) di tutte le parti o sottoinsiemi di.X. Questa famiglia si chiama l’insieme delle parti di X. Si noti che P(@) non & vwuoto, essendo P(#) = {0}. Si veda inoltre che P({0}) = {0, {0}}. Se un sottoinsieme {2} di un insieme X contiene un solo elemento si dice singoletto. 1.2 Operazioni tra gli insiemi Siano X ed Y due insiemi, Lunione di X e Y & Vinsieme X UY che ha come element tutti gli z tali che valga c € X oppure x € Y’. In altre parole, XUY ={r:2€Xoxrey}. Non é difficile vedere che XOXuUYeYCXuY. (1) Lunione X UY 8 il pid piccolo insieme che soddisfa la proprietA (1). Infatti se Z soddisfa (1), cio8 se X C Ze Y C Z, allora anche X UY C Z:sex e XUY, allora sihax € X oz € Y e in entrambi casi segue x € Z. Si vede analogamente che l’operazione unione gode delle seguenti propriet&: (1) X UY =Y UX per ogni coppia di insiemi X e Y (commutativita); (2) (XUY)UZ = XU(Y UZ) per ogni terna di insiemi X, Y e Z (associativita); (3) AU A= A per ogni insieme A (idempotenza). Lintersezione di due insiemi X e Y @ l’insieme X MY che ha come elementi tutti gli x tali che vale x € X e x € Y. Inaltre parole, XNY={x:2EXexreY}. Per esempio, 'insieme N, = {e € N: 2 > 0} dei numeri naturali positivi si pud vedere come l’intersezione Ry ON. Possiamo descrivere Iintersezione anche come XNY={reX:ceY}={reY:2e X}. Due insiemi X ed Y si dicono disgiunti se X NY = 0. Non 2 difficile vedere che X NY C Xe XNY CY eXNYeil pid grande insieme che soddisfa tale proprieta, si veda l’esercizio 1.3. Lroperazione intersezione gode delle seguenti propriet2: 4 Aritmetica e algebra (1) XNY =¥ NX per ogni coppia di insiemi X e ¥ (commutativita); (2) (XAY)NZ =X 0(¥ NZ) per ogni ternadi insiemi X, ¥ e Z (associativita); (3) AN A= A per ogni insieme A (idempotenza). Definiamo I’unione di una famiglia arbitraria di insiemi F ponendo U A= {2:2 € Aperqualche A € F}. AGF Vediamo un esempio. Esempio 1.4, Linsieme dei numeri reali R si pud vedere come un’ unione (infinita) di suoi intervalli R= Ule2+2h. eZ Questa uguaglianza resta vera se gli intervalli |x, x + 2[ di lunghezza 2 vengono sostituiti con gli intervalli }a, « + 1[ di lunghezza 1? Come nel caso dell’unione, si pud definire |’ intersezione di una famiglia arbitra- tia F di insiemi, ponendo ()) A= {a: 2 A per ogni A € F}. AGF Alcuni esempi di intersezioni infinite si possono vedere negli esercizi 2.1 e 2.2. Verifichiamo ora le leggi distributive dell’intersezione rispetto all’unione e del- T’unione rispetto all’intersezione. Proposizione 1.5. Siano A, B e C tre insiemi, allora valgono: (a) (ANB)UC =(AUC)N (BUC); (b) (AUB)NC =(ANC)U(BNC). DIMOSTRAZIONE. (a) Sia z € (AN B) UC, allorao x € AM B oppure z € C, ciod o x € Ae x € Boppure z € C. Se x appartiene ad Ae a B, alloraz € AUC ex é BUC. Sez € C,alloraz € AUC ez € BUC. Pertanto in ogni caso z€(AUC)N(BUC). ‘Supponiamo oraz € (AUC) (BUC). Alloraz € AUC ex € BUC. Se @ non appartiene a C, allora daz € AUC si ricavache x € Aedaz € BUC si ricava che deve stare anche in B. Quindi o z € C oppure z € AN B, cio’ 2e(ANB)UC. (b) Si prova in modo analogo ad (a). 0 Definizione 1.6. Una famiglia {A :; A € F} di sottoinsiemi non vuoti A di un insieme X @ una partizione di X se @ X=UserA, () ANB=0seA,BeFeAPB. Insiemi, relazioni e funzioni 5 Vediamo qualche esempio. Esempio 1.7. (a) Sia X un insieme. Allora {{ar} : x € X} @ una partizione di X. (b) Consideriamo i seguenti tre insiemi X = {studenti dell’ Universita di Udine}, F = {facolta presenti presso l’ Universita di Udine} e Xj = {studenti iscritti alla facolta f € F}. Allora {Xj : f € F} &una pattizione di X. (c) Linsieme {[n,n + 1: n € Z} @ una partizione di R. La differenza di due insiemi X e Y, deta anche complementare di Y in X & Vinsieme X \ ¥ che ha come elementi tutti gli x € X tali che x ¢ Y. In altre parole X\Y={e:ceXer¢Y}. (2) Esempio 1.8. (a) Tl complementare di Q in R & I'insieme dei numeri irrazionali. (b) 1 complementare dei numeri pari in N @ 'insieme dei numeri dispari. (©) Icomplementare dei numeri dispari nell’insieme dei numeri primi P 2 {2}. E facile vedere che X \ X = @ per ogni insieme X. Pid precisamente, si ha: Lemma 1.9. Siano X ed Y insiemi. Allora X\Y = see solo se X CY. DIMOSTRAZIONE. Sia X\¥ = @. Se x € X, allora non possiamo avere x ¢ Y, altri- menti x € X\Y contrariamente all’ipotesi X \Y = 0. Questo dimostra l’inclusione XxCY. Viceversa, se X C Y, allora non esiste un elemento z € X tale che x ¢ Y. Pertanto la proprieta (2) definisce l'insieme vuoto, O Vediamo ora alcune propriet& della differenza. Proposizione 1.10. (Leggi di de Morgan) Siano X un insieme, A € P(X) e F un sottoinsieme di P(X). Allora (@) A\ per B= Uper(A\ B) (6) A\ Uper B= NM per(A \ B). DIMosTRAZIONE. (a) Se z € A\ \gerB, allorac € A ed esiste Bo € F tale che x ¢ Bp. Pertanto x € A \ Bo e quindi a maggior ragione z € Upez(A \ B). Supponiamo viceversa z € Uger(A \ B), allora esiste Bo tale che z € A \ Bo. Pertanto z ¢ Bye quindiz ¢ (\pcxB,cioét € A\ pez B. (b) La dimostrazione 8 analoga. 0 Introduciamo ora il prodotto cartesiano di due insiemi. Siano X ed Y due insiemi non vuoti. Per un elemento z € X e un elemento y € Y l’insieme {{x}, {x, y}} si dice coppia ordinata con prima coordinata x e seconda coordinata y e si denota con (x,y). Non @ difficile vedere che due coppie (x,y) € (21, y1) coincidono se e solo sex = £1 € y = yy. Il prodotto cartesiano X x Y di X per Y &1’insieme di tutte le coppie ordinate («,y), dover € XeyeY.