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Glenn Perry Ph.D. è uno psicoterapeuta che pratica in California.

Astrologo professionista dal 1974, è il


direttore dell’Associazione per l’Astrologia Psicologica AAP e il direttore del Journal of Astro-
Psychology. Tiene seminari e workshop in tutto il mondo sull’applicazione dell’astrologia nel
counseling e nella psicoterapia. Ha scritto tre libri, tra cui Essays In Psychological Astrology, ed è
professore aggiunto al California Institute of Integral Studies.

Un intervista con Glenn Perry

Alcuni anni fa sono stato intervistato da Cristine Shulter di A&E Television per una puntata del
programma “The Unexplained” dedicata all’astrologia. Molte delle mie risposte furono tagliate al
momento del montaggio, ma avevo registrato una copia della conversazione. Questa è la trascrizione
ampliata e rivista di quell’intervista, che penso fornisca una introduzione chiara alla mia visione
dell’astrologia psicologica.

Cos’è l’astrologia e cosa la differenzia dalla psicologia astrologica?


L’astrologia è lo studio delle relazioni tra fenomeni celesti e fenomeni terrestri. Originariamente questo
significava osservare come i cambiamenti stagionali ed i fenomeni ad essi correlati, come le migrazioni
degli animali ed i cicli vegetali sembravano corrispondere al movimento del Sole e della Luna nelle
costellazioni. Gli antichi scoprirono presto che tempi differenti avevano qualità differenti. Più tardi si
fecero corrispondere le caratteristiche di un individuo nato in un dato istante al modo in cui la Luna, il
Sole e gli altri pianeti erano posizionati fra loro.
In altre parole il cosmo rispecchia la psiche e viceversa e le strutture psichiche si rivelano nella
struttura del sistema solare al momento della nascita. “Così in alto, così in basso”. Questo è l’assunto
fondamentale sul quale poggia l’intero sistema.
La psicologia astrologica è la commistione di astrologia e psicologia. Specificatamente è il tentativo di
integrare i principi astrologici con la teoria e la pratica psicologica, specialmente quella che si occupa
di lavorare concretamente con le persone. La psicologia astrologica è di fatto una teoria della
personalità, nello stesso modo della teoria freudiana della psicoanalisi o della psicologia analitica
junghiana, o di altre dozzine di teorie insegnate nelle facoltà universitarie. L’unica differenza è che
mentre le teorie della personalità convenzionali sono il frutto delle ipotesi dei loro ideatori, l’astrologia
è basata su dei referenti esterni – i pianeti – che sono osservabili e prevedibili. Ogni segno rappresenta
un impulso umano e ogni pianeta un processo psicologico che conduce alla soddisfazione di questo
impulso. Laddove le moderne teorie della personalità tendono ad essere ritratti metaforici dei loro
fondatori, l’astrologia fornisce un quadro oggettivo perché non deriva da un singolo individuo o da una
singola cultura. Nessuna teoria della personalità che può essere chiamata moderna ha più di cento anni
di storia, mentre l’astrologia è sempre esistita e continuerà a d evolversi per tutta la durata della storia
umana. Gli astrologi quindi, guardano alle nuove teorie della personalità come ad un tentativo di re-
inventare la ruota: non che non attribuiscano loro alcun valore, ma l’astrologia è un sistema più
complesso di qualunque teoria sviluppata negli ultimi cento anni. Quando le ricerche moderne e gli
studi clinici sono utilizzati assieme all’astrologia abbiamo un sistema di eccezionale profondità,
complessità e forza.
Quali sono i benefici della psicologia astrologica? In cosa si differenzia rispetto
alle terapie convenzionali?
Ogni approccio alla psicoterapia si basa su certi postulati sulla psiche umana. Questi assunti derivano
dalla teoria della personalità su cui si basa la terapia. Dobbiamo ricordarci che questi postulati vengono
fatti su qualcosa che è invisibile, dato che nessuno ha mai visto un’anima, che la consapevolezza è
intangibile e la mente non è il cervello. La moderna psicologia si occupa di quello che Arthur Koestler
chiamò “il fantasma nella macchina”. Quando una di queste teorie è applicata nella terapia il risultato è
puramente ipotetico, ci aggiriamo nel buio come un medico medievale che senza alcuna conoscenza
anatomica doveva curare un blocco renale. Egli non aveva mai visto un rene, allo stesso modo in cui
noi non conosciamo quella scatola nera che chiamiamo psiche.
Ma l'astrologia fornisce al terapista, oltre ad una teoria della personalità, una lastra a raggi X della
psiche. L'astrologia è allo stesso tempo una teoria ed un mezzo diagnostico che ci da
contemporaneamente una visione della struttura archetipica della psiche – che condividiamo con tutti
gli esseri umani – e della struttura del singolo. Ogni carta è unica come un impronta od il codice
genetico. Questo significa che non dobbiamo più brancolare nel buio, ma possiamo vedere quello che
dobbiamo affrontare. La carta funziona come un punto di riferimento oggettivo che bilanci la
soggettività del processo terapeutico; bisogna comunque usare tutta la propria intuizione ed il proprio
sesto senso, ma la carta ci indirizza e ci mantiene comunque nella giusta direzione . Questo migliora il
processo interpretativo ed accelera l'intera terapia.
Un vantaggio supplementare è che l'astrologia permette all'esperto di vedere ed anticipare i processi
psicologici in corso. I pianeti si muovono lungo la loro orbita formando degli angoli con la posizione
che occupavano al momento della nascita, i cosiddetti transiti, e funzionano come cronometri per alcuni
tipi di esperienza . La psicologia dello sviluppo convenzionale ha fornito una gran quantità di
informazioni sulle esperienze umane lungo le sue varie fasi dello sviluppo ma non può dirci nulla sul
come, quando o perché lo sviluppo di un soggetto vari da quello di un altro. Ma l’astrologo può
studiare qualunque periodo della vita del suo cliente e prevedere con accuratezza stupefacente, la
natura essenziale delle esperienze di quel periodo.
La carta di nascita opera come una macchina del tempo diagnostica che permette al terapeuta di avere
accesso agli eventi psicologici che si manifestano dalla nascita alla morte. Per esempio posso studiare i
transiti di un cliente per un specifico periodo e trarne delle chiavi di lettura per gli eventi traumatici che
ha vissuto nell’infanzia o fare delle ipotesi per individuare eventuali crisi future. Queste non sono
previsioni generiche, ma centrate per tipo e durata. In questo modo la carta assiste il terapista sia nella
diagnosi che nella prognosi, poiché essa rappresenta - insieme a conflitti e complessi innati - le aree di
possibile crescita. Non c’è nulla del genere nella moderna psicologia. Come terapeuti siamo nella stessa
condizioni di conducenti senza cartine stradali: ci si aspetta da noi di condurre il nostro cliente a
destinazione, ma non riusciamo vedere la strada. L’astrologia ci fornisce la mappa. La carta può essere
interpretata come la mappa simbolica del processo di realizzazione personale, che mostra il viaggio
dell’anima.

Come funziona l’astrologia?


Nessuno può rispondere a questa domanda. Possiamo speculare sull’argomento e costruirci teorie, ma
rimane comunque il mistero. Una di queste teorie sostiene che la consapevolezza non comincia e
finisce necessariamente con questa vita – in altre parole che ci reincarniamo fino a raggiungere
l’illuminazione. Questa prospettiva suggerisce la infinita saggezza del cosmo che dispone che una
persona nasca quando i pianeti sono disposti in maniera tale da riflettere il destino che quella persona si
è scelta nelle vite passate. Le esperienze successive all’interno di un dato contesto sociale e familiare
derivano da una preesistente struttura della psiche. L’ambiente circostante, a cominciare dal proprio
corpo non è una causa primaria o secondaria di comportamento, è uno specchio che riflette la struttura
pre-formata della psiche: Una persona nasce nelle circostanze che riflettono la natura della sua
consapevolezza e le forniscono opportunità per la sua crescita, e le sue condizioni sociali, personali, e
dei pianeti nella sua carta natale sono dei simboli piuttosto che cause della sua condizione umana.
Cosa si può imparare del comportamento umano attraverso l’analisi di una carta
natale? Può farci qualche esempio?
Essenzialmente una carta natale è una mappa simbolica della consapevolezza , una mappa stradale del
viaggio che l’anima compie in una vita. Ogni pianeta simboleggia una differente facoltà psicologica
orientata a soddisfare un particolare bisogno. Se ogni elemento di una carta ha un suo preciso
significato, questi significati diventano infiniti quando si combinano fra loro. Nel suo insieme la carta
racconta una storia , un mito personale che mostra come quella persona soddisferà (o meno) i suoi
bisogni. Come ogni storia che si rispetti il conflitto appartiene alla carta, e senza conflitto non c’è
storia. Di fatto passiamo la maggior parte della nostra vita lavorando su un paio di problematiche di
base che la carta rappresenta. Un pianeta è simbolo di fattori psicologici, ma anche di problematiche
esterne, ambientali, quindi il modo in cui siamo fatti viene rispecchiato nella natura delle nostre
esperienze. Saturno ad esempio simbolizza la nostra ambizione e la nostra relazione con le figure di
potere: se questa funzione è ben integrata tendiamo ad avere successo, ma se non lo è avremo ogni
sorta di problemi con l’autorità e con la carriera in generale, e il modo in cui questo pianeta è costellato
in una carta, gli aspetti che forma e la posizione che occupa ci possono fornire interessanti spunti in
quest’ottica.
Ho trattato un caso in cui una madre era coinvolta in una intensa lotta di potere con sua figlia. La
bambina rifiutava i sfruttare le sue capacità a scuola e questo faceva impazzire la madre. Un esame
della carta di nascita della figlia rivelò una opposizione Luna- Saturno, il che suggeriva che la bambina
vedeva la madre come estremamente saturnina – fredda, critica, piena di aspettative verso la figlia, e
questo era esattamente quello che stava accadendo. La madre era diventata quello che la figlia si
aspettava, una autorità oppressiva che richiedeva la perfezione e minacciava il rifiuto se la figlia non si
fosse adeguata agli standard di perfezione richiesti. Ma allo stesso tempo era un problema psicologico
della figlia – una paura delle autorità che in quel momento era associata alla madre. La madre
semplicemente era stata risucchiata nel problema della figlia, invece di rappresentare la soluzione.
Quando discussi con la madre del problema – la convinzione della figlia che avrebbe dovuto essere
perfetta per essere amata dalla madre- questo cambiò la percezione del suo problema con la figlia. Essa
cominciò a considerare l’atteggiamento della bambina come un modo di scacciare la sua convinzione.
Se la bambina poteva non essere perfetta, ma essere comunque amata lo stesso dalla madre, questo
poteva far sentire la bimba più felice. I suoi risultati negativi a scuola erano semplicemente un test per
la madre.
Questa informazione fu molto importante per la madre, le permise di smettersi di incolparsi ed iniziare
ad affrontare la situazione con la figlia più creativamente.
Un altro caso di cui le posso raccontare – sempre relativo a Saturno - è quello di una donna di 50 anni
che aveva Venere opposta a Saturno, il suo bisogno di affetto ed intimità era in contrasto con il suo
bisogno di perfezione. Così essa credeva che bisognasse essere perfettamente accomodanti, pazienti , e
sopportare tutto in amore, disposti ad ingoiare qualunque boccone, essa non meritava niente di meglio.
Durante la sua infanzia questo aspetto si era materializzato sotto forma di un padre molto amato, ma
molto freddo, ascetico, ossessivo, assente, impegnato nel lavoro piuttosto che nella famiglia. Per essere
amata da un padre fatto in quella maniera, aveva imparato a non chiedere nulla, ad essere perfetta, e
paziente. Quando era diventata adulta aveva trasferito questo sentimento inconscio su tutti gli uomini.
La sua carta natale mi permise di focalizzare in maniera molto veloce sia il suo problema infantile che
le conseguenze nella vita adulta.
Nel mio lavoro psicoterapeutico, non parlo della carta con i miei pazienti, la uso come uno strumento
diagnostico. Questo mi aiuta a velocizzare enormemente la fase diagnostica della terapia, e mi aiuta ad
empatizzare più velocemente e profondamente con la visione del mondo del mio paziente – della sua
mitologia personale.
Una volta che la carta ci ha aiutato a comprendere il paziente, il terapista può utilizzare una varietà di
modalità per affrontare il problema. L’astrologia non è una terapia, come una lastra a raggi X non è
una cura per il cancro. E’ uno strumento diagnostico- ma sicuramente il migliore che abbiamo a
disposizione in psicologia.
Qual’è la differenza tra l’astrologia psicologica e l’astrologia orientata alla
predizioni o agli eventi?
L’astrologia convenzionale tende a focalizzarsi sugli eventi rappresentati in una carta e si fanno
predizioni sul carattere od il destino di una persona. Il problema di questo tipo di approccio è che la
personalità è descritta come un’entità statica, fissata nel tempo. Ho già detto qui ed altrove che questo
tipo di astrologia funziona, ma se possa aiutare o meno le persone è un altro conto.
L’approccio psicologico si concentra sui bisogni e gli impulsi nascosti, il mondo interiore del paziente,
quello che egli si aspetta dagli altri. Esso cerca di svelare come il comportamento e gli eventi derivano
dal sistema interiore inconscio simbolizzato dalla carta. La personalità non è vista come rigida,
cristallizzata, ma come un processo dinamico verso uno stato di più grande consapevolezza e
complessità. Da questa prospettiva la forma di un evento, la sua manifestazione fisica, è meno
importante, reale del suo significato, poiché ci dice dello sviluppo della persona. Troppo spesso
l’astrologia è distorta nel tentativo di evitare gli eventi negativi, è ridotta ad un enorme cartello stradale
cosmico "ATTENZIONE, CURVA!” . L’assunzione implicita è che la conoscenza del futuro ci può
servire per evitare catastrofi o sfruttare opportunità. Tuttavia ci sono almeno tre problemi in questa
modalità di pensiero.
Prima di tutto c’è la presunzione che gli eventi non voluti non abbiano valore. Invece, come il dolore
fisico è un segnale che c’è qualcosa che non va nel corpo, gli eventi esterni segnalano che c’è
qualcosa che non va nella psiche. In altre parole essi costituiscono fonti preziose di informazione per
correggere gli atteggiamenti negativi.
In secondo luogo, alcune catastrofi e tragedie sono necessarie, ad esempio per sviluppare la
compassione. I tentativi di evitare un avvenimento spesso lo fanno accadere, come l’Edipo Re di
Sofocle ci insegna. Personalmente non credo che l’astrologia dovrebbe essere usata come un
profilattico contro l’inseminazione di energie cosmiche indesiderate. E’ comunque un atteggiamento
inutile, il che ci fa riflettere quanto sia vero il noto detto “la vita è quella cosa che accade mentre si
stanno facendo altri piani” .
In terzo luogo, l’astro-psicologia non fa distinzione tra psiche ed evento: il suo punto di partenza è la
connessione sincronica tra psiche e cosmo. Gli eventi sono semplicemente i prodotti derivati della
consapevolezza, una materializzazione della psiche, e come tali forniscono i necessari nutrienti per la
sua ulteriore evoluzione. Credo che un atteggiamento corretto verso gli eventi della nostra vita debba
essere di riverenza. La questione fondamentale è “che cosa posso imparare da questa esperienza ?” e
non “come posso evitare questa esperienza?”. Troppo spesso l’astrologia è mal indirizzata nel
tentativo di controllare od evitare esperienze difficoltose, come se fossero intrusioni virulente senza
alcun significato o valore per le nostre vite. C’è una certa hubris nell’atteggiamento dell’astrologia
predittiva. Come il Dalai Lama ci ricorda con grande saggezza “Il non riuscire ad ottenere quello che
vogliamo è un fantastico colpo di fortuna”.

Ma l’astrologia può predire il futuro?


Sicuramente può predire la qualità di determinati periodi di tempo ed è la cosa che fa meglio, ma non è
esattamente predire un evento specifico, concreto. Mi piace dire che l’affidabilità della predizione è
inversamente proporzionale alla concretezza dell’evento. In altre parole, più uno si concentra su un
evento specifico, più alte sono le possibilità di sbagliare, perché una stessa configurazione simbolica
può manifestarsi in molti modi . L’astrologia predice gli archetipi, non gli eventi. La cosa importante
non è l’evento in sé ma il suo significato: l’evento specifico è in qualche modo irrilevante perché eventi
diversi possono avere un medesimo significato, e un evento si manifesta sempre nella forma e nella
natura dell’archetipo costellato.
Anche a livello della realtà fisica ora sappiamo che l’Universo è indeterminato, cioè non prevedibile.
Tuttavia gli eventi si possono manifestare all’interno di un certo modello in un modo relativamente
prevedibile secondo il calcolo delle probabilità. La parola chiave qui è relativamente, perché in un
qualunque sistema c’è sempre un certo grado di libertà. Lo stesso avviene nell’astrologia dove un certo
aspetto od un certo transito possono manifestarsi in un certo numero di modi solo relativamente
prevedibili a livello fisico, ma anche se non conosciamo la sua precisa manifestazione sul piano fisico,
possiamo conoscere con accuratezza significativa il significato e la qualità di quel transito. Di nuovo la
domanda non è se l’astrologia riesca a predire gli eventi (e lo può fare con relativa accuratezza), ma
come riesca a capire il significato di quegli eventi, cosa quell’evento ci richiede, come poterlo usare per
sviluppare il nostro potenziale. .

Qual è la storia dell’astro-psicologia? Quando è cominciata?


Carl Gustav Jung, il noto psicologo svizzero, è stato il primo a riconoscere il vasto potenziale
dell’astrologia quale strumento per esplorare le profondità della psiche. In vari scritti, in periodi diversi
della sua vita, egli fece riferimento al suo profondo rispetto per l’astrologia e per il contributo che essa
poteva fornire alla psicologia ed ammise di averla impiegata nel lavoro analitico con i suoi pazienti, in
caso di diagnosi difficoltose, studiando le carte natali per avere un ulteriore punto di vista fornito da
un’altra visuale. Egli considerava i segni ed i pianeti come simboli dei processi archetipici che si
sviluppavano nell’inconscio collettivo. Questi archetipi non sono altro che i principi universali che
organizzano e dirigono tutta la vita psicologica. Un archetipo è contemporaneamente oggettivo e
soggettivo, operante sia in quello che è frutto della creatività dell’uomo, che nei processi naturali: esso
informa non solo l’esperienza umana, ma anche il moto planetario. Questa è in poche parole la natura
duale dell’archetipo che permette ad un tema natale di collegare le caratteristiche interiori di un
individuo con gli eventi esterni che lo stesso potrebbe affrontare nella sua vita. Gli archetipi, secondo
Jung, sono psicoidi, danno forma alla materia come alla psiche. Una configurazione astrale definisce
sia le disposizioni innate che le condizioni esterne che quel soggetto dovrà affrontare. Le sue
osservazioni delle relazioni tra i fenomeni psicologici ed i dati astrologici contribuirono alla
formulazione della sua teoria della sincronicità, che definì come “il verificarsi simultaneo di un certo
stato psichico con uno o più eventi esterni che sembrano avere significati paralleli a quello stato
soggettivo ”. Egli credeva che l’astrologia funzionasse proprio per sincronicità, e cioè che la struttura
che la struttura psichica del nascituro si trovasse in "significativo parallelo" con le posizioni planetarie
di quel momento. Sebbene Jung non abbia mai sviluppato una teoria sistematica dell’astrologia,
sembrerebbe che la sua teoria della psicologia analitica ne sia stata fortemente influenzata. Ci sono così
tante somiglianze che sembrerebbe ovvio concludere che almeno alcuni dei suoi concetti fondamentali
siano stati direttamente presi a prestito dall’astrologia. Se non bastasse la considerazione esplicita dei
pianeti come archetipi e della sincronicità come strumento per spiegare coincidenze astrologiche, gli
astrologi possono riconoscere chiaramente nella nozione junghiana dei due atteggiamenti - estroverso
ed introverso - la divisione bipolare dello zodiaco in due polarità: segni positivi/maschili (estroverso) e
negativi/femminili (introverso). Similmente, le quattro funzioni (intuizione, sensazione, pensiero e
sentimento) trovano a grandi linee un riscontro astrologico nei quattro elementi - fuoco, terra, aria e
acqua.
Come il compianto Richard Idemon ha sottolineato Jung è stato una specie di Mosè: sebbene abbia
indicato agli altri la via non ha mai raggiunto la Terra Promessa di un linguaggio psicologico
universale. E’ arrivato all’astrologia, ma non la ha approfondita abbastanza, non ne ha attinto quanto
avrebbe potuto, dovendo per questo accontentare di un gruppo limitato di simboli e funzioni per cui ha
dovuto inventare ex novo un linguaggio
Negli anni ’30, Dane Rudhyar prese a riformulare la moderna astrologia nei termini della psicologia
analitica di Jung. Egli si concentrò specialmente sull’idea junghiana che la psiche fosse un campo di
forze di segno opposto dinamicamente in equilibrio, e che tendesse teleologicamente ad evolvere nella
direzione di una completezza: un processo che Jung denominò di "individuazione".
Negli anni ’60 il progetto di Rudhyar di riformulare l’astrologia ricevette nuovo slancio dal movimento
umanistico in campo psicologico. La psicologia umanistica, come esposta negli scritti di Abraham
Maslow, Carl Rogers, Rollo May fra i più noti, era sorta come risposta al tetro pessimismo insito nella
visione freudiana e nel concetto meccanicistico del potenziale umano implicito nel behaviorismo. Sia la
psicoanalisi che il comportamentismo erano deterministici nella misura in cui essi concepivano la
personalità come il risultato di cause esterne alla persona stessa e cioè ereditarietà, nucleo familiare,
condizioni ambientali e così via. Gli psicologi umanisti si opposero a questa tendenza sviluppando un
modello che potesse spiegare l’evidente finalismo ed il comportamento in senso evolutivo degli esseri
umani.
Rudhyar fu il primo a riconoscere che l’astrologia e la psicologia umanistica erano complementari
l’uno all’altra. Il radix poteva essere utilizzato come uno strumento atto a rilevare il complesso
territorio interiore che gli psicologi umanisti stavano cominciando ad esplorare. Come la psicologia
umanistica era stata la risposta al determinismo sottostante la psicoanalisi e al behaviorismo, allo stesso
modo l’astrologia umanistica costituiva una risposta al determinismo dell’astrologia tradizionale
centrata sugli eventi. Richiamandosi al titolo di un’opera di Carl Roger, "La terapia centrata sul
paziente" (1951), Rudhyar sviluppò quella che definì l'astrologia centrata sulla persona, in cui si
mostrava principalmente interessato al modo in cui l’astrologia poteva essere utilizzata per facilitare il
processo di auto-realizzazione. Egli sentiva che come linguaggio psicologico e strumento diagnostico,
l’astrologia poteva servire come guida per l’integrazione e la trasformazione della personalità.
Se è la carta del cielo di nascita che può fornirci un insight sui conflitti interiori del nostro cliente, sono
i transiti e le progressioni che ci dicono quando questi conflitti verranno alla luce. I movimenti
planetari indicano la natura, il significato e la durata delle varie fasi di sviluppo, ciascuna dei quali
presenta le proprie sfide e le proprie opportunità. Mentre i transiti possono essere messi in relazione
con eventi esteriori che sembrano imporsi sul soggetto, l’astrologia suggerisce l’ipotesi che questi
eventi siano manifestazioni esteriori, sincroniche, di cambiamenti interiori: gli eventi esterni servono
per avviare o stimolare la crescita psicologica interiore. Visti in questo modo, i transiti rivelano quelle
parti della propria natura che sono pronte ad essere consapevolmente integrate, esplorate o trasformate.

Serve credere all’astrologia perché funzioni?


Non c’è bisogno che il paziente sappia che il terapista sta usando l’astrologia. Nel mio lavoro, chiedo
sempre i dati di nascita dopo tre o quattro incontri e questa è l’unica cosa che essi sanno. Un terapista
non deve spiegare la teoria che c’è dietro quello che sta facendo, sarebbe intrusivo del suo lavoro.
Quello che è importante è che si entri in contatto con il paziente, e che si dica solo quello che lo può
realmente aiutare a crescere e guarire. Se l’astrologia ci aiuta ad accrescere ed approfondire la
comprensione, questo solo conta.

E’ una tecnica migliore dei metodi tradizionali?


Lo ripeto di nuovo, non è una tecnica, un metodo o una terapia, ma una vera e propria teoria della
personalità ed un mezzo diagnostico. Per le ragioni che ho spiegato prima, si, è una teoria migliore per
la comprensione degli esseri umani in generale, ed in particolare uno strumento di lavoro più efficace.
Le farò un esempio: immagini che qualcuno venga da lei e le dica di volere che lei lo porti nel cuore
dell’Amazzonia, fino al Rio delle Amazzoni, ma lei non conosce quel luogo anche se non lo sa
nessuno. Ma quella persona insiste perché lei gli faccia da guida.
Se ci fosse una guida che le dica dove troverà i piranha, i serpenti e le piante carnivore e dove invece
incontrerà panorami incantevoli e amichevoli indigeni, non la vorrebbe quella guida? Questa è la
situazione della moderna psicoterapia. Senza l’astrologia, non avremmo una mappa che ci dica quando
e quali processi specifici accadranno. E tuttavia siamo noi le guide dei nostri pazienti. Non sto
parlando di predire gli eventi, ma i processi – qualità e durata di sfide, crisi e cambiamenti.

Ci sono dei limiti ?


Naturalmente. La vita resta un mistero: stiamo cercando di misurare l’incommensurabile con il
microscopico ed ad un certo punto dobbiamo fermarci e riconoscere i nostri limiti di esseri umani.
Tutte le tradizioni mistiche concordano che la realtà ultima è ineffabile, inconoscibile se non per
esperienza diretta. L’astrologia non può predire eventi reali se non con un certo margine di incertezza,
ma può predire qualità di esperienza che si possono manifestare in vari modi – modi che debbono
essere coerenti con un determinato simbolismo.
Dobbiamo tenere a mente tuttavia che l’astrologia non può essere migliore degli astrologi. Possiamo
affidare ad un bambino la guida di un Boeing, ma questo non vuol dire che possa volare. L’astrologia
non è la pillola magica: richiede disciplina, dedizione e preparazione come qualunque altra cosa. Se
non altro, il mio rispetto per la regalità dell’universo, di Dio se lo vogliamo chiamare così, è cresciuto
man mano che ho continuato a studiare l’astrologia. Essa mi obbliga a credere che l’universo è ripieno
di Dio e anche se non possiamo sempre conoscerne tutte le sue profondità, l’astrologia ci fornisce
comunque un messaggio, una stele di Rosetta, per decifrare i suoi significati e agire all’unisono con
esso.