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UNIVERSITÀ DI UDINE CONSORZIO UNIVERSITARIO


Unità di Ricerca in Didattica della Fisica DEL FRIULI

esplorare per interpretare nella scuola primaria

IL SUONO
Una proposta didattica basata su un percorso di esperimenti

a cura di
Marisa Michelini
Adele Toffolo

FORUM
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UNIVERSITÀ DI UDINE
Unità di Ricerca in Didattica della Fisica

CONSORZIO UNIVERSITARIO
DEL FRIULI

esplorare per interpretare nella scuola primaria


IL SUONO
Una proposta didattica basata su un percorso di esperimenti

a cura di:
Marisa Michelini, Adele Toffolo
Università di Udine
Unità di Ricerca in Didattica della Fisica
e-mail: michelini@fisica.uniud.it

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© Copyright 2006
Università di Udine
Unità di Ricerca in Didattica della Fisica
e-mail: michelini@fisica.uniud.it

ISBN:

Il presente lavoro è il frutto di ricerche svolte nell’ambito dei seguenti progetti:


– Interreg III Italia - Slovenia 2000-2006: Materiali per l’innovazione in didattica della fisica a supporto della formazione iniziale e in servizio
degli insegnanti - Asse 3: «Risorse umane, cooperazione e armonizzazione dei sistemi». Misura 3.2: «Cooperazione nella cultura, nella comuni-
cazione della ricerca e tra istituzioni per l’armonizzazione dei sistemi». Azione 3.2.4: «Collaborazione tra Enti ed Istituzioni nel campo della
ricerca scientifica».
– PRIN 2004-2006 - Fis 21: Le parti di confine in un modello di percorso in fisica: educazione scientifica elementare, campo, ottica e meccani-
ca quantistica. Formazione degli insegnanti - Programmi di ricerca scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (DM n 30 del 12 febbraio 2004).
– Progetti di diffusione della cultura scientifica 2000-2005 ai sensi della L.6-2000.
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PRESENTAZIONE

L’educazione scientifica è il problema del nostro secolo. A tutti i livelli viene chiesto di favorire
la formazione scientifica dei futuri cittadini, ma la nostra scuola non è pronta, perché gli inse-
gnanti non hanno avuto finora la necessaria formazione. Anche la didattica scientifica non è stata
curata a tutti i livelli con lo scopo di fornire autonomi strumenti di elaborazione dei concetti. Si
deve cominciare con il garantire le basi del modo di pensare scientifico nella scuola primaria. Lo
si deve fare offrendo ai futuri insegnanti strumenti professionali per l’educazione scientifica. La
formazione universitaria degli insegnanti è appena iniziata e mancano ancora strumenti didatti-
ci per questo importante compito. Anche per questo motivo l’Unità di Ricerca in Didattica della
Fisica dell’Università di Udine ha concentrato le proprie ricerche didattiche sui processi di
apprendimento dei più piccoli in campo scientifico. È stato studiato il ruolo dell’operatività nel
personale coinvolgimento esplorativo, sperimentale, concettuale ed interpretativo dei fenomeni, le
modalità di costruzione del pensiero formale in contesti formali ed informali, come quello della
mostra Giochi Esperimenti Idee (GEI). Sono stati realizzati laboratori cognitivi in cui sono state
esplorate proposte didattiche, idee spontanee e sequenze di ragionamento nella costruzione di
modelli interpretativi. Quando la coerenza delle proposte elaborate ha mostrato tenuta sia sul
piano disciplinare che su quello dei processi di apprendimento, abbiamo lavorato con gli inse-
gnanti di scuola primaria per rielaborare percorsi didattici e sperimentarli in situazioni diverse.
Il tirocinio degli studenti di Scienze della Formazione Primaria è stato fecondo per le ricerche
sui processi di apprendimento, per la ricaduta di proposte innovative nella scuola primaria e per
la formazione dei futuri insegnanti.
Accanto alle ricerche sui processi di apprendimento si sono così sviluppate quelle curricolari e di
ricerca e sviluppo di prototipi e schede per l’attività didattica.
Il presente lavoro è il frutto di ricerche svolte nell’ambito dei seguenti progetti:

- Interreg III Italia – Slovenia 2000-2006: Materiali per l’innovazione in didattica della fisica
a supporto della formazione iniziale e in servizio degli insegnanti –- Asse 3: «Risorse umane,
cooperazione e armonizzazione dei sistemi». Misura 3.2 «Cooperazione nella cultura, nella
comunicazione della ricerca e tra istituzioni per l’armonizzazione dei sistemi». Azione 3.2.4
«Collaborazione tra Enti ed Istituzioni nel campo della ricerca scientifica».
- PRIN 2004-2006 – Fis 21. Le parti di confine in un modello di percorso in fisica: educazio-
ne scientifica elementare, campo, ottica e meccanica quantistica. Formazione degli inse-
gnanti. Programmi di ricerca scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (DM n. 30 del 12
febbraio 2004).
- Progetti di diffusione della cultura scientifica 2000-2005 ai sensi della L. 6-2000.

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Esso ha coinvolto una tesi di laurea nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze della Formazione
dell’Università di Udine.
Il materiale prodotto è dettagliato ed autoesplicativo; si indicano tuttavia in questa sede i princi-
pali elementi della proposta didattica: impostazione, strategia, metodi a cui il materiale didattico
è finalizzato, i prerequisiti ed il percorso che sottende alla proposta di esperimenti. Tutti gli ele-
menti qui riportati sono stati oggetto di sperimentazione didattica ed analisi di ricerca. Il percor-
so didattico viene presentato alla luce delle ricerche didattiche in materia.
La presentazione della proposta didattica è accompagnata da materiali didattici per l’insegnan-
te e per gli studenti, che la rendono dettagliata e definita, senza costituire un rigido percorso gui-
dato. La modularità delle schede e la loro natura di stimolo esplorativo e problematico sono stati
criteri di riferimento per la redazione dei materiali didattici, che vengono offerti all’insegnante,
perché possa utilizzarli in percorsi didattici diversi, adatti alla classe in cui lavora.
Marisa Michelini

La ‘filosofia’ dell’azione del Consorzio universitario del Friuli (nel quadro delle linee-guida di caratte-
re generale approvata dall’Associazione Nazionale Consorzi universitari) si colloca nella promozione
dello sviluppo dei territori di riferimento tramite la collaborazione con l’Istituzione universitaria.
Ciò favorendo l’avvio e lo sviluppo di iniziative di formazione e di ricerca finalizzate al progresso eco-
nomico e alla crescita culturale del territorio stesso e delle sue Comunità.
Antesignano interprete di tale esigenza per quanto riguarda l’educazione scientifica, nel raccordo fra
territorio ed Università degli Studi di Udine è stato il Centro Interdipartimentale di Ricerca Didattica
(CIRD), costituito nel 1993, sostenuto dal Consorzio sin dalla sua attivazione, e nell’ambito del quale
è funzionante il Centro Laboratorio per la Didattica della Fisica (CLDF).
Sulla medesima linea si è collocato, nel 2003, il sostegno consortile alla pubblicazione “L’educazione
scientifica nel raccordo territorio/università a Udine”.
Sempre nel medesimo spirito il Consorzio al presente sostiene la serie di pubblicazioni predisposte
dall’Unità di Ricerca in Didattica della Fisica dell’Università degli Studi di Udine.
Di tutte le sopraddette iniziative il merito va a Marisa Michelini, protagonista ed anima delle stesse,
cui – unitamente ai suoi collaboratori - va la gratitudine del Consorzio universitario del Friuli per l’im-
pegno e la passione dimostrati e per l’alta qualità del lavoro.
Ernesto Liesch
Consorzio Universitario del Friuli

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LA PROPOSTA DIDATTICA

Introduzione
La trattazione dell’argomento suono nella scuola è oggi marginale; poiché però i fenomeni acusti-
ci sono strettamente correlati alla nostra vita quotidiana andrebbero indagati, almeno per quanto
riguarda la fenomenologia, fin dalla scuola primaria. L’obiettivo che sottende la proposta didatti-
ca qui articolata è fornire una soluzione ai principali nodi interpretativi riguardanti il suono.
Due sono le finalità principali:
1. la prima, disciplinare, mira a condurre i bambini attraverso i principali concetti che caratte-
rizzano i fenomeni acustici sul piano descrittivo ed interpretativo. I temi trattati sono i seguenti:
le sorgenti sonore, l’altezza e l’intensità dei suoni, la propagazione del suono, la velocità del
suono, i rivelatori di suoni, l’apparato uditivo umano, la pressione, le onde sonore e le loro carat-
teristiche;
2. la seconda, formativa, mira ad avvicinare i bambini ai temi trattati attraverso un approccio
rigoroso di tipo sperimentale, invitandoli, con le attività predisposte, a formulare ipotesi su con-
testi, a osservare fenomeni, confrontare risultati con previsioni, giungere infine a conclusioni.
La letteratura ci sostiene rispetto alla proposta interpretativa. Recenti studi hanno messo in evi-
denza come la possibilità di costruire un quadro organico di relazioni tra variabili descrittive ed
enti appartenenti ad un modello interpretativo sia legata all’esame di processi e alla loro anali-
si (Michelini 2003-2004).
I temi trattati sono stati selezionati tra i nodi di apprendimento emersi in letteratura. Specifici
elementi di raccordo tra tali nodi costruiscono un percorso organico per l’apprendimento di feno-
meni e la costruzione della loro interpretazione, mentre si pongono come modalità di supera-
mento delle difficoltà concettuali ad essi correlate.

Impostazione
Il punto di partenza della proposta didattica è il riconoscimento delle sorgenti sonore: oggetti
opportunamente stimolati oscillando o vibrando producono un suono, ma non tutte le vibrazioni
generano suoni.
Si affrontano due caratteristiche del suono, l’altezza e l’intensità, correlate alle sorgenti sonore
in quanto oggetti diversi per dimensioni, vibrando in modo diverso producono suoni diversi, in par-
ticolare di altezza differente, mentre uno stesso oggetto può produrre suoni diversi per intensità
in base all’ampiezza delle sue oscillazioni.
Si affronta la propagazione del suono focalizzando l’attenzione sul fatto che esso non viaggia nel
vuoto, ma necessita di un mezzo che può essere l’aria, un solido oppure un liquido.
I rivelatori sonori vengono semplicemente identificati come quegli oggetti, o apparati, che sono
in grado di percepire la perturbazione del sistema, le vibrazioni. Si esaminano il bicchiere di pla-

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stica modificato posto sulla cassa della radio, i due diapason, il modello di orecchio esterno.
Lo studio della pressione, si limita agli elementi necessari per comprendere il comportamento del-
l’aria durante la propagazione della perturbazione. Le onde sonore e le loro caratteristiche sono
proposte mediante esperimenti con le molle e la rappresentazione da parte dei bambini dell’onda.

Approccio
L’approccio è operativo per rendere gli alunni partecipi alle attività e mira a stimolare la loro
curiosità e la loro motivazione nei confronti degli argomenti trattati.
I bambini vengono invitati a partecipare attivamente e non è contemplata una spiegazione intro-
duttiva, solamente una breve introduzione verbale che molte volte richiama l’esperienza quoti-
diana degli alunni.

Strategia
La strategia adottata propone le diverse attività seguendo il ciclo PEC: previsione, esperimento,
controllo.
Innanzitutto, per creare il contesto, viene predisposta la situazione di stimolo con la descrizione
degli oggetti e del modo in cui verranno utilizzati. Quindi, attraverso domande che stimolano la
riflessione, i bambini vengono invitati a formulare delle ipotesi riguardo al comportamento degli
oggetti ed al risultato dell’esperimento.
Più in dettaglio, le attività proposte nelle schede hanno inizio con l’osservazione dei materiali pre-
disposti per la realizzazione dell’esperimento e la descrizione dei passaggi per attuare la prova:
momenti necessari affinché i bambini raccolgano le idee per formulare la loro previsione
Una volta concluso il momento di previsione, viene realizzato l’esperimento che permette agli
alunni di osservare direttamente ciò che accade.
La terza fase consiste nel controllo e nel confronto dei risultati della prova con le ipotesi formu-
late inizialmente.
Infine gli alunni vengono invitati alla sintesi e alla conclusione.

Metodologia
Per la realizzazione del percorso didattico sono state predisposte schede operative così struttu-
rate:
- presentazione dell’esperimento attraverso descrizione e immagine fotografica;
- domande a scelta multipla per stimolare la creazione di ipotesi e previsioni;
- domande, alle quali rispondere dopo aver effettuato l’esperimento, che aiutano a sintetizzare i
risultati osservati e ad interpretarli;
- conclusione costituita da due parti: la prima prevede una conclusione individuale di ciascun alun-
no, la seconda una sintesi delle conclusioni alle quali il gruppo è giunto attraverso la discussione.

La realizzazione degli esperimenti avviene:


- sui banchi dei bambini, in modo che possano osservare, ma soprattutto ascoltare, meglio;
- sulla cattedra, facendo avvicinare gli alunni;
- sul pavimento, quando lo richiedono le dimensioni dell’esperimento.

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Il ruolo degli alunni nella realizzazione degli esperimenti è, a volte, quello di semplici spettatori
(10%), a volte di collaboratori (60%), altre volte di protagonisti (30%).
Per quanto riguarda le conclusioni, a volte concernono una singola attività, altre volte più situa-
zioni che presentano come filo conduttore un unico concetto. L’interpretazione, richiesta ad ogni
singolo alunno per iscritto, viene ripresa dall’insegnante che conduce un breve colloquio euristi-
co in cui gli alunni sono chiamati al confronto ed alla discussione.

Il percorso didattico
La proposta didattica è suddivisa in cinque sezioni, ognuna delle quali affronta un determinato
aspetto legato all’acustica:
- le sorgenti sonore;
- la propagazione del suono;
- i rilevatori di suoni;
- la pressione;
- le onde sonore.
Ciascuna sezione è costituita, a sua volta, da un numero variabile di schede nelle quali sono pre-
sentati specifici argomenti attraverso l’osservazione di esperimenti realizzati con materiali di
facile reperibilità e utilizzo.
Nelle seguenti tabelle per ciascuna scheda sono elencati gli argomenti trattati e gli esperimenti
ad essi correlati.

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SEZIONE A: LE SORGENTI SONORE

SCHEDA APPRENDIMENTI ESPERIMENTI

Scheda A1: 1. l’oscillazione di un corpo produce E1: L’oscillazione della lami-


la lamina metallica un suono na metallica
e la risma di fogli 2. il moto del corpo ed il suono cam- E2: L’oscillazione della risma
biano nel tempo di fogli

Scheda A2: 1. la vibrazione di oggetti opportuna- E3: L’elastico vibrante


l’elastico, il diapason mente stimolati genera un suono E4: Il diapason
ed il campanello 2. oggetti di forma e materiale diversi E5: Il campanello
producono suoni differenti

Scheda A3: 1. non tutti gli oggetti che oscillano E6: L’asciugamano
l’asciugamano producono un suono E7: Il pendolo
ed il pendolo 2. discriminazione tra oscillazioni che
producono suoni ed oscillazioni che
non producono suoni

Scheda A4: 1. discriminazione tra suoni gravi e E8: Musica con le lamine
l’altezza dei suoni suoni acuti metalliche
2. riconoscimento della relazione tra E9: Musica con le canne di
dimensioni delle sorgenti sonore e bambù
altezza dei suoni prodotti E10: Musica con i barattoli

Scheda A5: 1. discriminazione tra suoni deboli e E11: L’intensità del suono
l’intensità dei suoni suoni forti
2. relazione tra ampiezza dell’oscilla-
zione e intensità del suono

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SEZIONE B: LA PROPAGAZIONE DEL SUONO

SCHEDA APPRENDIMENTI ESPERIMENTI

Scheda B1: 1. il suono non si propaga nel vuoto E12: La campanella sottovuo-
il suono non viaggia to
nel vuoto

Scheda B2: 1. propagazione del suono nell’aria E13: La propagazione


il suono viaggia del suono nell’aria
nell’aria

Scheda B3: 1. propagazione del suono nei solidi E14: Il telefono con lo spago
il suono si propaga
nei solidi

Scheda B4: 1. propagazione del suono nei liquidi E15: Il diapason nell’acqua
il suono si propaga
nei liquidi

Scheda B5: 1. la velocità del suono è diversa E16: Ascoltare con l’orecchio
la velocità del suono in mezzi diversi appoggiato al tavolo

SEZIONE C: RILEVATORI DI SUONI

SCHEDA APPRENDIMENTI ESPERIMENTI

Scheda C1: 1. oggetti in grado di rilevare E17: I semi sul tamburo


strumenti le vibrazioni E18: I due diapason
che rilevano suoni

Scheda C2: 1. la struttura dell’orecchio umano E19: Il padiglione auricolare


alla scoperta 2. il funzionamento dell’orecchio E20: L’imbuto
dell’orecchio umano esterno sino al timpano

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SEZIONE D: LA PRESSIONE

SCHEDA APPRENDIMENTI ESPERIMENTI

Scheda D1: 1. la pressione come forza distribuita E21: La mattonella sulla pasta
una forza distribuita su una superficie di sale
su una superficie 2. proporzionalità inversa
tra superficie e pressione

Scheda D2: 1. la pressione è presente all’interno E22: La bottiglia con i fori


la pressione del liquido indipendentemente tutti alla stessa altezza
in un liquido dal fatto che venga esercitata E23: La bottiglia con i fori
una forza esterna allineati in verticale
(proprietà di stato del sistema) E24:Il tubo d’acqua
2. la pressione esercitata in un punto
del liquido si trasmette con
la stessa intensità in tutti i punti
del liquido ed in tutte le direzioni
(principio di Pascal)

Scheda D3: 1. comprimibilità dell’aria E25: La bolla d’aria nella


la pressione e l’aria 2. relazione tra pressione e volume: siringa piena d’acqua
comprimendo aumenta la pressione E26: Il palloncino gonfiato
e diminuisce il volume, espandendo d’aria
diminuisce la pressione e aumenta
il volume
3. elasticità dell’aria

SEZIONE E: LE ONDE SONORE

SCHEDA APPRENDIMENTI ESPERIMENTI

Scheda E1: 1. il suono si propaga sotto forma di E27: Il tubo di Kundt


il tubo di Kundt onde

Scheda E2: 1. la propagazione di un impulso: E28: L’impulso lungo la molla


le molle e le onde le onde trasportano energia ma E29: L’impulso lungo due molle
di compressione non materia di dimensione diversa
2. un impulso viaggia a velocità E30: Giocando a riprodurre
diverse in mezzi diversi l’onda
E31: La velocità dell’impulso
lungo una fila formata
dai bambini
Scheda E3: 1. il suono si propaga in tutte le E32: Ascoltando la musica
le onde sonore direzioni
si propagano
in tutte le direzioni

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MAPPA CONCETTUALE DEI CONTENUTI

Vibrazioni Ampiezza Intensità

SORGENTI SONORE Qualità del suono

Semini e zucchero
sul tamburo

Altezza

RIVELATORI FENOMENI ACUSTICI


DI SUONI

Orecchio

PROPAGAZIONE
Frequenza

Pressione = F/S
Parametri fisici

Pressione Onde sonore Lunghezza d’onda

Propagazione
Principio di Pascal Necessità di un mezzo dell’impulso e non
della materia

Fluidi Solidi

Aria Liquidi

Comprimibilità Elasticità

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esplorare per interpretare nella scuola primaria

IL SUONO
Gli esperimenti
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GLI ESPERIMENTI
Gli esperimenti proposti ai bambini attraverso l’attività didattica sono 32 in tutto e vengono
descritti nelle pagine seguenti (le immagini fotografiche sono inserite nelle schede didattiche per
studenti).

E1. L’OSCILLAZIONE DELLA LAMINA METALLICA


• Concetto: la vibrazione come sorgente sonora.
• Materiale utilizzato:
- una lamina metallica le cui dimensioni possono essere varie.
• Procedimento:
- prendere la lamina metallica e appoggiarla sul tavolo in modo che sporga di alcuni centi-
metri dal bordo;
- tenere ben fissa al tavolo la parte della lamina su di esso appoggiata;
- abbassare l’estremità libera e poi lasciarla andare.
• Risultati:
- l’estremità libera inizia ad oscillare producendo un suono.

Conclusioni
La lamina metallica, nel momento in cui viene fatta oscillare, diventa una sorgente sonora poi-
ché il suo movimento perturba lo stato d’equilibrio dell’aria circostante facendola comprimere ed
espandere in modo oscillatorio; si creano così zone d’aria compressa e zone d’aria rarefatta in
modo alterno nel tempo e quindi oscillanti nel tempo in ogni punto.

E2. L’OSCILLAZIONE DELLA RISMA DI FOGLI


• Concetto: la vibrazione come sorgente sonora.
• Materiale utilizzato:
- una risma di circa quindici fogli.
• Procedimento:
- prendere la risma di fogli ed appoggiarla sul tavolo in modo che sporga di alcuni centimetri
dal bordo;
- tenere ben fissa al tavolo la parte su di esso appoggiata;
- abbassare l’estremità libera e poi lasciarla andare.
• Risultati:
- l’estremità libera inizia ad oscillare producendo un suono.

Conclusioni
La risma di fogli, nel momento in cui viene fatta oscillare, diventa una sorgente sonora poiché il
suo movimento perturba lo stato d’equilibrio dell’aria circostante facendola comprimere e rare-
fare in modo oscillante; la vibrazione si trasmette nell’aria e si sente un suono.

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E3. L’ELASTICO VIBRANTE


• Concetto: la vibrazione come sorgente sonora.
• Materiale utilizzato:
- un elastico.
• Procedimento:
- tendere l’elastico alle due estremità;
- con le dita pizzicare l’elastico circa a metà della sua lunghezza e lasciarlo andare.
• Risultati:
- l’elastico inizia ad oscillare producendo un suono.

Conclusioni
L’elastico, nel momento in cui inizia ad oscillare, diventa una sorgente sonora poiché il suo movimen-
to perturba lo stato d’equilibrio dell’aria circostante facendola oscillare in stati compressi e rarefat-
ti, che si trasmettono alle regioni d’aria limitrofe, realizzando la propagazione sonora.

E4. IL DIAPASON
• Concetto: la vibrazione come sorgente sonora
• Materiale utilizzato:
- un diapason.
• Procedimento:
- percuotere i rebbi del diapason su una superficie solida;
- appoggiare il manico del diapason sul tavolo.
• Risultati:
- i rebbi del diapason vibrano producendo un suono, che si sente quando si appoggia sul tavo-
lo il manico del diapason.

Conclusioni
Il diapason, nel momento in cui inizia a vibrare, diventa una sorgente sonora poiché il suo movi-
mento perturba lo stato d’equilibrio dell’aria circostante facendola comprimere e rarefare in
modo oscillante e allo stesso modo si trasmette la vibrazione nel solido. Il reticolo cristallino del
solido si deforma spostando ogni atomo momentaneamente dalla posizione di equilibrio e tra-
smettendo ai primi vicini questo processo.

E5. IL CAMPANELLO
• Concetto: la vibrazione come sorgente sonora
• Materiale utilizzato:
- un campanello.
• Procedimento:
- utilizzare il campanello nel modo consueto: scuotere il campanello in modo che il batacchio
batta sul metallo.
• Risultati:
- il campanello inizia a vibrare producendo un suono.

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Conclusioni
Il campanello, nel momento in cui inizia a vibrare, diventa una sorgente sonora poiché il suo movi-
mento perturba lo stato d’equilibrio dell’aria circostante facendola oscillare tra stati di com-
pressione e rarefazione che si trasmettono ai volumi di aria vicini.

E6. L’ASCIUGAMANO
• Concetto: non tutte le vibrazioni producono un suono percepibile dall’orecchio umano.
• Materiale utilizzato:
- un asciugamano.
• Procedimento:
- prendere due angoli dell’asciugamano e agitarlo.
• Risultati:
- l’asciugamano oscilla ma non produce alcun suono percepibile.

Conclusioni
L’asciugamano, sebbene oscilli, non produce alcun suono in quanto il numero di vibrazioni nell’u-
nità di tempo (la frequenza di oscillazione) non è sufficiente a perturbare l’aria circostante in
modo tale da far percepire il suono all’orecchio umano.

E7. IL PENDOLO
• Concetto: non tutte le vibrazioni producono un suono percepibile dall’orecchio umano.
• Materiale utilizzato:
- un pendolo.
• Procedimento:
- far oscillare il pendolo.
• Risultati:
- il pendolo oscilla ma non produce alcun suono percepibile.

Conclusioni
Il pendolo, sebbene oscilli, non produce alcun suono in quanto il numero di vibrazioni nell’unità
di tempo (la frequenza di oscillazione) non è sufficiente a perturbare l’aria circostante in modo
tale da far percepire il suono all’orecchio umano.

E8. MUSICA CON LE LAMINE METALLICHE


• Concetto: l’altezza del suono.
• Materiale utilizzato:
- due lamine metalliche di dimensione diversa, una è più lunga e più larga dell’altra.
• Procedimento:
- prendere una delle due lamine metalliche e appoggiarla sul tavolo in modo che sporga di
alcuni centimetri dal bordo;

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- tenere ben fissa al tavolo la parte della lamina su di esso appoggiata;


- abbassare l’estremità libera e poi lasciarla andare;
- ripetere il procedimento con l’altra lamina.
• Risultati:
- la lamina più grande genera un suono basso;
- la lamina piccola produce un suono acuto.

Conclusioni
Gli oggetti più piccoli producono un suono acuto, al contrario quelli grandi producono suoni più
bassi. Ciò dipende dal fatto che il numero di vibrazioni nell’unità di tempo è maggiore per gli
oggetti piccoli e minore per quelli grandi.

E9. MUSICA CON LE CANNE DI BAMBÙ


• Concetto: l’altezza del suono.
• Materiale utilizzato:
- alcuni segmenti di canna di bambù di diversa lunghezza.
• Procedimento:
- disporre sulla cattedra la serie delle canne di bambù, dalla più grande alla più piccola;
- prendere una canna di bambù per volta e soffiarvi dentro in modo da produrre un suono (è
possibile produrre i suoni anche percuotendo i segmenti di canna di bambù con una matita).
• Risultati:
- i suoni prodotti sono caratterizzati da una diversa altezza;
- le canne di bambù più corte generano suoni acuti;
- le canne di bambù più lunghe generano suoni gravi.

Conclusioni
Gli oggetti più corti producono un suono acuto, al contrario quelli lunghi producono suoni più
bassi. Ciò dipende dal fatto che il numero di vibrazioni nell’unità di tempo è maggiore per gli
oggetti piccoli e minore per quelli grandi. Ogni sistema sollecitato diventa sede di vibrazioni sta-
zionarie di frequenza dipendente dalla sua lunghezza. La sollecitazione si propaga dall’estremo
in cui si produce all’altro, dove in parte si riflette indietro a produrre le onde stazionarie e in parte
si trasmette avanti nell’aria, diventando il suono che sentiamo.

E10. MUSICA CON I BARATTOLI


• Concetto: l’altezza del suono.
• Materiale utilizzato:
- alcuni vasetti di plastica di dimensioni diverse;
- una matita.
• Procedimento:
- disporre sulla cattedra la serie dei vasetti di plastica dal più grande al più piccolo;
- percuotere i vasetti con la matita.

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• Risultati:
- i suoni prodotti sono caratterizzati da una diversa altezza;
- i vasetti più piccoli generano suoni acuti;
- i vasetti più grandi generano suoni gravi.

Conclusioni
Gli oggetti piccoli producono un suono più acuto poiché il numero di vibrazioni al secondo è mag-
giore, mentre quelli grandi producono suoni più bassi perché il numero di vibrazioni nell’unità di
tempo è minore.

E11. L’INTENSITÀ DEL SUONO


• Concetto: l’intensità del suono.
• Materiale utilizzato:
- una lamina metallica;
- un pennarello;
- un foglio di carta A3;
- nastro adesivo.
• Procedimento:
- bloccare un’estremità della lamina sul banco;
- abbassare l’estremità libera di alcuni centimetri e poi lasciarla andare;
- ripetere il procedimento abbassando la lamina di un centimetro o due al massimo;
- fissare perpendicolarmente alla lamina il pennarello col nastro adesivo;
- appendere il foglio al muro all’altezza del banco;
- appoggiare la lamina al tavolo e avvicinare il banco al muro in modo che il pennarello possa
lasciare un segno sul foglio;
- ripetere le prime tre fasi del procedimento.
• Risultati:
- il suono prodotto abbassando molto la lamina prima di lasciarla andare è forte;
- il suono prodotto abbassando poco la lamina prima di lasciarla andare è debole;
- il segno lasciato dal pennarello quando viene abbassata molto la lamina ha una ampiezza
maggiore del segno lasciato dal pennarello quando la lamina viene abbassata poco.

Conclusioni
L’intensità del suono dipende dall’ampiezza dell’oscillazione della sorgente sonora, in particola-
re maggiore è l’ampiezza più forte è il suono generato.

E12. LA CAMPANELLA SOTTOVUOTO


• Concetto: il suono nel vuoto non si propaga.
• Materiale utilizzato:
- un barattolo da conserva di vetro;
- un tappo da applicare al barattolo con due valvole, una che permetta all’aria di uscire dal vaso
e l’altra che ne permetta il rientro;

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- una campanella appesa al tappo


- una macchina per creare il vuoto, solitamente utilizzata per la conservazione degli alimenti,
dotata di pompetta.
• Procedimento:
- applicare il tappo al vaso;
- scuotere il vaso e ascoltare il suono della campanella;
- con la macchina per il sottovuoto togliere l’aria che c’è nel vaso;
- scuotere di nuovo il barattolo e ascoltare.
• Risultati:
- scuotendo il vaso la prima volta si sente chiaramente il suono della campanella;
- scuotendo il vaso dopo aver tolto tutta l’aria possibile il suono della campanella è molto flebile.

Conclusioni
Il suono nel vuoto non si propaga: togliendo l’aria dal vaso non si percepisce il suono come prima
poiché esso per propagarsi necessita di un mezzo, in questo caso l’aria. Nell’esperimento propo-
sto il suono seppure più debole comunque si sente poiché, con i materiali utilizzati, non è possi-
bile creare un grande vuoto per cui nel vaso rimane sempre un po’ d’aria.

E13. LA PROPAGAZIONE DEL SUONO NELL’ARIA


• Concetto: il suono si propaga nell’aria.
• Materiale utilizzato:
- un secchiello di plastica;
- un guanto in lattice;
- un elastico;
- alcuni semini neri solitamente utilizzati come mangime per uccelli;
- un coperchio di pentola;
- un mestolo di legno o di metallo.
• Procedimento:
- posizionare il guanto in lattice sull’apertura del secchiello e fissarlo con l’elastico in modo
da costruire un tamburo artigianale;
- spargere alcuni semini sul guanto, sulla membrana del tamburo;
- prendere in mano il coperchio di pentola e colpirlo con il mestolo a poca distanza dal tam-
buro.
• Risultati:
- a causa del colpo prodotto i semi vibrano e saltellano sulla membrana del tamburo.

Conclusioni
Il suono si propaga nell’aria. Con il colpo dato dal mestolo sul coperchio viene prodotta una
vibrazione che si propaga dal coperchio alle molecole d’aria circostanti le quali, a loro volta, pro-
pagano la perturbazione a quelle vicine fino a farla arrivare al tamburo e oltre. La membrana del
tamburo, la cui caratteristica è l’elasticità, percepisce la perturbazione delle molecole d’aria ed
inizia a vibrare, provocando a sua volta il movimento dei semini.

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E14. IL TELEFONO CON LO SPAGO


• Concetto: il suono si propaga nei solidi.
• Materiale utilizzato:
- due barattoli di alluminio per alimenti, solo con il fondo (si possono usare anche due bicchieri
di plastica);
- un chiodo ed un martello;
- alcuni metri di spago.
• Procedimento:
- con chiodo e martello produrre un buco al centro del fondo di ogni barattolo;
- inserire le due estremità dello spago nei fori dei barattoli e bloccarle con un nodo;
- due bambini prendono in mano un barattolo ciascuno, uno avvicina l’apertura del barattolo
all’orecchio e l’altro alla bocca e pronuncia una parola;
- un terzo bambino stringe lo spago tra le dita;
- i due bambini con i barattoli riprendono la comunicazione;
- tagliare lo spago;
- riprendere di nuovo la comunicazione.
• Risultati:
- nella prima situazione, barattoli collegati con lo spago, si percepiscono le parole del compa-
gno che parla;
- nel secondo caso, spago stretto tra le dita, le parole si percepiscono ma non è possibile com-
prenderle;
- nella terza situazione, barattoli non collegati, non si percepiscono più le parole.

Conclusioni
Il suono si propaga nei solidi, in questo caso lo spago. La perturbazione prodotta dalla voce
umana si propaga al barattolo e al filo fino a raggiungere l’altro barattolo. Quando il filo è
stretto tra le dita la vibrazione non si propaga come prima poiché l’elasticità del filo viene
ridotta.

E15. IL DIAPASON NELL’ACQUA


• Concetto: le vibrazioni si propagano nei liquidi.
• Materiale utilizzato:
- un diapason;
- un contenitore di plastica;
- acqua.
• Procedimento:
- riempire d’acqua il contenitore;
- colpire su una superficie solida i rebbi del diapason per indurli a vibrare;
- immergere i rebbi nell’acqua.
• Risultati:
- nell’acqua si formano piccole onde.

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Conclusioni
Le vibrazioni del diapason si propagano nell’acqua e ciò è dimostrato dal formarsi di piccole onde
che si allargano verso i bordi del contenitore. Il suono si propaga non solo nell’aria e nei solidi,
ma anche nei liquidi. A supporto di ciò si suggerisce di portare l’esempio delle orecchie immerse
in acqua per capire che il suono si propaga con la vibrazione.

E16: ASCOLTARE CON L’ORECCHIO APPOGGIATO AL TAVOLO (v. tabella con scheda)
• Concetto: la velocità del suono.
• Materiale utilizzato:
- il banco o un tavolo qualsiasi.
• Procedimento:
- battere un colpo sul tavolo con le nocche della mano;
- appoggiare l’orecchio al tavolo;
- battere di nuovo con le nocche.
• Risultati:
- si percepisce meglio il secondo colpo rispetto al primo.

Conclusioni
Nella seconda situazione è possibile percepire il suono e la vibrazione del materiale.
Il suono viaggia a velocità diversa in mezzi diversi: in particolare viaggia più lentamente nell’aria,
più velocemente nei liquidi e più velocemente ancora nei solidi.

E17. I SEMI SUL TAMBURO


• Concetto: la rilevazione del suono.
• Materiale utilizzato:
- un bicchiere di plastica;
- cellophane;
- un elastico;
- semini neri;
- una radio.
• Procedimento:
- tagliare il fondo del bicchiere e sostituirlo con del cellophane da fissare con l’elastico;
- posizionare il bicchiere capovolto sopra la cassa della radio;
- spargere sul cellophane alcuni semini;
- accendere la radio.
• Risultati:
- con la radio accesa i semi vibrano.

Conclusioni
i rilevatori di suoni hanno caratteristiche tali da percepire l’onda sonora e trasformarla in un’al-
tro segnale (vibrazione) percepibile. Un caso molto semplice è quello di una membrana elastica
ben tesa che percepisce la perturbazione che si propaga nell’aria, vibrando.

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E18. I DUE DIAPASON


• Concetto: la rilevazione del suono.
• Materiale utilizzato:
- due diapason.
• Procedimento:
- fare vibrare i rebbi di uno dei due diapason;
- avvicinare i due diapason;
- avvicinare l’orecchio al secondo diapason.
• Risultati:
- il secondo diapason, sebbene non venga battuto sul tavolo, inizia a vibrare ed è possibile per-
cepirne il suono.

Conclusioni
Il secondo diapason percepisce le vibrazioni del primo che si trasmettono attraverso l’aria.
Si può ripetere l’esperimento appoggiando il primo diapason sul tavolo e poi il secondo, per con-
statare che il tavolo trasmette in modo più efficace la vibrazione dal primo al secondo diapason.

E19. IL PADIGLIONE AURICOLARE


• Concetto: la funzione del padiglione auricolare.
• Materiale utilizzato:
- le mani;
- una radio.
• Procedimento:
- accendere la radio;
- mettere le mani a coppa dietro le orecchie;
- coprire i padiglioni auricolari con le mani.
• Risultati:
- con le mani a coppa dietro le orecchie si percepisce il suono più fortemente;
- coprendo il padiglione si sente la musica debolmente.

Conclusioni
La parte più esterna dell’apparato uditivo è costituita dal padiglione auricolare, la cui funzione
è quella di raccogliere e convogliare le onde sonore verso il condotto uditivo.

E20. L’IMBUTO
• Concetto: descrizione dell’orecchio esterno.
• Materiale utilizzato:
- un imbuto;
- un pezzetto di tubo di gomma lungo 10 cm;
- un pezzetto di lattice;
- un elastico;

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- qualche granello di zucchero;


- un coperchio di pentola;
- un mestolo.
• Procedimento:
- fissare in fondo all’imbuto il tubo di gomma;
- coprire l’estremità libera del tubo col lattice, per fissarlo usare l’elastico;
- cospargere con i granelli di zucchero la membrana in lattice;
- colpire col mestolo il coperchio di pentola vicino all’apertura dell’imbuto.
• Risultati:
- con il colpo i granelli di zucchero saltellano.

Conclusioni
È possibile paragonare l’imbuto all’orecchio esterno. In particolare, l’imbuto riproduce il padi-
glione auricolare, il tubo di gomma riproduce il condotto uditivo e la membrana in lattice il tim-
pano. La vibrazione sonora viene raccolta e convogliata dal padiglione verso il condotto uditivo che
lo trasmette fino al timpano il quale, per le sue specifiche caratteristiche, percepisce la perturba-
zione ed inizia ad oscillare.

Esperimento 21: la mattonella sulla pasta di sale


• Concetto: la pressione come forza distribuita su una superficie.
• Materiale utilizzato:
- pasta di sale;
- una mattonella.
• Procedimento:
- stendere la pasta di sale in modo che abbia un altezza di due o tre cm;
- posizionare orizzontalmente la mattonella sulla pasta;
- stendere di nuovo la pasta;
- posizionare verticalmente la mattonella sulla pasta.
• Risultati:
- la mattonella lascia un segno più profondo sulla pasta quando è posizionata verticalmente.

Conclusioni
L’impronta è più profonda quando la mattonella è posta in verticale poiché esercita la sua forza
peso su una superficie minore. La pressione, infatti, è una forza distribuita su una superficie: la
forza rimane la stessa (il peso della mattonella), mentre la pressione è inversamente proporzio-
nale alla superficie.

E22. LA BOTTIGLIA CON I FORI TUTTI ALLA STESSA ALTEZZA


• Concetto: per tutti i punti che si trovano ad una stessa altezza la pressione è la medesima.
• Materiale utilizzato:
- una bottiglia di plastica;
- un chiodo rovente;

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- una bacinella di plastica dal diametro di 40 cm;


- una brocca d’acqua.
• Procedimento:
- produrre con il chiodo rovente alcuni fori sulla bottiglia, tutti alla stessa altezza;
- posizionare verticalmente la bottiglia nella bacinella;
- riempire la bottiglia d’acqua.
• Risultati:
- l’acqua esce dai fori della bottiglia in zampilli tutti uguali tra loro.

Conclusioni
La pressione del liquido ad una determinata altezza è uguale in tutte le direzioni ed è per questo
che gli zampilli hanno la stessa intensità.

E23. LA BOTTIGLIA CON I FORI ALLINEATI IN VERTICALE


• Concetto: comportamento della pressione in un fluido (principio di Pascal).
• Materiale utilizzato:
- una bottiglia di plastica;
- un chiodo rovente;
- una bacinella di plastica dal diametro di 40 cm;
- una brocca d’acqua;
- nastro adesivo.
• Procedimento:
- tenere la bottiglia in verticale e produrre, con il chiodo rovente, alcuni fori uno sotto l’altro
in modo da ottenere una serie di buchi allineati secondo la lunghezza della bottiglia;
- coprire i fori con il nastro adesivo;
- riempire la bottiglia d’acqua e tapparla;
- prendere la bottiglia in mano, posizionarla orizzontalmente e schiacciare sotto i fori con le
dita;
- togliere il nastro adesivo continuando ad esercitare pressione.
• Risultati:
- dai fori della bottiglia esce l’acqua in zampilli tutti uguali tra loro.

Conclusioni
Gli zampilli d’acqua fuoriescono dalla bottiglia con la stessa intensità e con la stessa altezza poi-
ché in un fluido la pressione esercitata in un punto si trasmette in tutte le direzioni a tutti i punti
del fluido (principio di Pascal).

E24. IL TUBO D’ACQUA


• Concetto: comportamento della pressione in un fluido (principio di Pascal).
• Materiale utilizzato:
- un tubo di plastica lungo 40 cm;
- due pezzetti di lattice, ricavati da un guanto;

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- due elastici;
- una brocca d’acqua.
• Procedimento:
- sigillare una delle due estremità del tubo con un pezzetto di lattice bloccato con l’elastico;
- riempire il tubo d’acqua;
- sigillare l’altra estremità allo stesso modo della prima;
- premere col dito ad una delle due estremità ed osservare ciò che accade all’altra.
• Risultati:
- l’estremità non schiacciata sporge verso l’esterno.

Conclusioni
La pressione in un punto del fluido si trasmette a tutti i punti del fluido, che è praticamente
incomprimibile, ed è per questo che schiacciando ad una delle estremità del tubo l’altra sporge.

E25. LA BOLLA D’ARIA NELLA SIRINGA PIENA D’ACQUA


• Concetto: comprimibilità ed elasticità dell’aria.
• Materiale utilizzato:
- una siringa da 60 ml;
- una brocca d’acqua.
• Procedimento:
- riempire la siringa d’acqua;
- aspirare con la siringa un po’ d’aria in modo che si crei all’interno del liquido una bolla;
- con un dito tappare l’ugello della siringa;
- comprimere il pistone;
- tirare il pistone verso l’esterno.
• Risultati:
- comprimendo il pistone il volume della bolla d’aria diminuisce;
- tirando il pistone il volume della bolla d’aria aumenta.

Conclusioni
L’aumento di pressione, dovuto alla compressione del pistone, viene trasmesso dall’acqua all’a-
ria, così come la diminuzione della pressione dovuta al fatto che il pistone viene tirato verso l’e-
sterno. La bolla d’aria reagisce all’aumento e alla diminuzione di pressione comprimendosi ed
espandendosi. In particolare, il volume aumenta o diminuisce secondo una legge di proporziona-
lità inversa rispetto alla pressione. Attraverso l’esperimento si osserva, oltre che la comprimibili-
tà, anche l’elasticità dell’aria che ritorna ad assumere il volume di partenza: si vede lo stantuffo
tornare nel punto in cui era prima della compressione.

E26. IL PALLONCINO GONFIATO D’ARIA


• Concetto: compressibilità dell’aria.
• Materiale utilizzato:
- un palloncino gonfiato d’aria.

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• Procedimento:
- posizionare il palloncino, gonfiato d’aria e annodato, sul tavolo;
- con la mano premere sul palloncino più volte.
• Risultati:
- il palloncino si comprime e torna alla sua posizione iniziale.

Conclusioni
L’aria si comprime e torna alla posizione d’equilibrio iniziale grazie alla caratteristica di essere
comprimibile ed elastica.

E27. IL TUBO DI KUNDT


• Concetto: la natura ondulatoria del suono.
• Materiale utilizzato:
- un tubo cilindrico di vetro;
- polvere di sughero;
- un generatore di suono.
• Procedimento:
- cospargere l’interno del tubo con la polvere di sughero;
- generare un suono vicino all’imboccatura del tubo.
• Risultati:
- la polvere si dispone in mucchietti disposti perpendicolarmente alla lunghezza del tubo.

Conclusioni
Il suono generato si è propagato lungo il tubo attraverso l’aria la cui oscillazione ha provocato
lo spostamento della polvere di sughero che si è disposta in mucchietti, esplicitando la natura di
onda di compressione del suono.

E28. L’IMPULSO LUNGO LA MOLLA


• Concetto: le onde trasmettono il segnale (energia) ma non materia.
• Materiale utilizzato:
- una molla di plastica.
• Procedimento:
- tendere la molla alle due estremità allungandola in posizione orizzontale
- in prossimità di una delle estremità ravvicinare alcune spire e poi lasciarle andare.
• Risultati:
- l’impulso viaggia lungo la molla.

Conclusioni
Le spire trasmettono l’impulso l’una all’altra tornando poi nella loro posizione d’equilibrio. Lo
stesso accade alle molecole d’aria che durante la trasmissione della perturbazione non si spo-
stano dalla sorgente al rilevatore ma oscillano avanti e indietro rispetto alla loro posizione d’e-
quilibrio, per poi tornarvi una volta passata la perturbazione.

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E29. L’IMPULSO LUNGO DUE MOLLE DI DIMENSIONE DIVERSA


• Concetto: un’onda si trasmette con velocità diverse in mezzi diversi.
• Materiale utilizzato:
- due molle di plastica;
- due fascette di plastica.
• Procedimento:
- collegare le molle con le fascette;
- tendere le molle in posizione orizzontale;
- in prossimità di una delle estremità ravvicinare alcune spire e poi lasciarle andare.
• Risultati:
- l’impulso viaggia a velocità diverse lungo le due molle, in particolare è più veloce nella molla
piccola.

Conclusioni
Le onde viaggiano a velocità diverse in mezzi diversi e ciò dipende dalle caratteristiche del mezzo
stesso. Nel caso delle molle, le spire della molla piccola sono più vicine tra loro rispetto a quelle
della molla più grande e quindi trasmettono l’impulso più velocemente. Lo stesso accade per le
onde sonore: viaggiano più velocemente nel mezzo le cui molecole sono molto vicine le une alle
altre e ciò spiega la maggiore velocità nei solidi e la minore velocità nell’aria.

E30. GIOCANDO A RIPRODURRE L’ONDA: L’IMPULSO LUNGO UNA FILA DI BAMBINI


• Concetto: le onde trasmettono energia ma non materia.
• Materiale utilizzato:
- non è necessario alcun materiale, è necessaria invece la partecipazione dei bambini.
• Procedimento:
- i bambini in piedi si dispongono in riga;
- il capofila pensa un messaggio verbale e lo trasmette al vicino, quest’ultimo lo trasmette al
compagno accanto e così via finché il messaggio giunge all’ultimo della riga;
- ora il capofila, a gambe leggermente divaricate, oscilla verso il compagno accanto in modo
da avere un contatto spalla a spalla;
- il secondo bambino trasmette l’oscillazione al terzo e così fino alla fine della fila.
• Risultati:
- il messaggio e il movimento si sono propagati dal primo all’ultimo componente della fila.

Conclusioni
La propagazione è avvenuta senza uno spostamento dei bambini, ma soltanto attraverso una
oscillazione del corpo rispetto alla posizione di equilibrio.

E31. LA VELOCITÀ DELL’IMPULSO LUNGO UNA FILA DI BAMBINI


• Concetto: un’onda si trasmette con velocità diverse in mezzi diversi.
• Materiale utilizzato:
- un cronometro.

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È necessaria la partecipazione dei bambini.


• Procedimento:
- i bambini in piedi si dispongono in riga;
- il capofila, a gambe leggermente divaricate, oscilla verso il compagno accanto in modo da
avere un contatto spalla a spalla, il secondo bambino trasmette l’oscillazione al terzo e così
via fino all’ultimo della fila;
- l’insegnate dà il via e cronometra il tempo impiegato per far giungere il movimento dal primo
all’ultimo della fila;
- i bambini si distanziano l’uno dall’altro in modo da allungare la fila e ripetono la trasmis-
sione del movimento, l’insegnante li cronometra;
- i bambini si avvicinano l’uno all’altro in modo da accorciare il più possibile la fila e ripeto-
no l’attività mentre l’insegnante li cronometra.
• Risultati:
- l’oscillazione si è propagata dal primo all’ultimo componente della fila con velocità diverse
nelle tre situazioni. In particolare la propagazione è più veloce quando la fila è ravvicinata,
più lenta quando la fila è allungata e impiega un tempo intermedio nel primo caso.

Conclusioni
Così come accade nelle molle, anche l’impulso lungo la fila costituita dai bambini viaggia a velo-
cità diverse a seconda di quanto siano vicini o lontani i componenti della fila. È possibile effet-
tuare un paragone tra la fila dei bambini ed i mezzi di propagazione del suono: la fila allungata
corrisponde al mezzo aria in cui il suono viaggia lentamente per il fatto che le molecole sono
distanziate tra loro; la fila iniziale corrisponde ai liquidi, in cui il suono viaggia più velocemente
rispetto all’aria proprio perché le molecole sono più vicine tra loro; infine, la fila ravvicinata è
paragonabile ai solidi, molto compatti, che per tale caratteristica propagano il suono con veloci-
tà molto elevate.

E32. ASCOLTANDO LA MUSICA


• Concetto: le onde sonore viaggiano in tutte le direzioni.
• Materiale utilizzato:
- una radio.
• Procedimento:
- far sedere i bambini in cerchio;
- al centro del cerchio posizionare la radio ed accenderla.
• Risultati:
- la musica giunge alle orecchie di tutti i bambini.

Conclusioni
Le onde sonore si propagano in tutte le direzioni attraverso onde concentriche che si allontana-
no dalla sorgente.

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esplorare per interpretare nella scuola primaria

IL SUONO
Strumenti didattici
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IL SUONO
Strumenti didattici
Gli strumenti didattici consistono nel test presentato in ingresso ed in uscita, composto da diciot-
to items relativi alle diverse tematiche affrontate nell’attività e nelle schede didattiche che costi-
tuiscono il supporto per la realizzazione in classe del percorso proposto. Ogni scheda propone
diversi esperimenti per ciascuno dei quali gli alunni sono invitati a formulare le ipotesi relative
all’esito dell’esperimento, quindi ad osservare i risultati ottenuti confrontandoli con le previsioni
ed infine a trarre le opportune conclusioni.

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TEST D’INGRESSO E D’USCITA

IL SUONO

Nome: Cognome:

Classe: Scuola:

1. Pensa alla tua esperienza di tutti i giorni e racconta tre situazioni in cui hai sentito un suono.
A: ___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
B: ___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
C: ___________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________

2. Affinché tu possa sentire i suoni sono necessarie tre cose; pensa alle situazioni descritte:
• la voce della mamma che ti chiama;
• un’automobile che passa poco lontano da te;
• tu che batti le mani.

Cerca ciò che hanno in comune e prova ad elencare i tre elementi necessari per sentire un suono.
1: ___________________________________________________________________________
2: ___________________________________________________________________________
3: ___________________________________________________________________________

35
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3. Qui di seguito sono elencati alcuni oggetti: descrivi come li utilizzeresti per produrre un suono
e come lo producono.

OGGETTO COME LO UTILIZZO COME FA A PRODURRE


UN SUONO

Stecca da disegno _______________________ _________________________


_______________________ _________________________
_______________________ _________________________

Elastico _______________________ _________________________


_______________________ _________________________
_______________________ _________________________

Due pennarelli _______________________ _________________________


_______________________ _________________________
_______________________ _________________________

4. Giochiamo a far musica con alcuni barattoli di plastica di diversa grandezza. Dopo aver messo
i barattoli in fila dal più grande al più piccolo battiamo su ognuno con una matita.Ti aspetti che:
❐ i suoni siano tutti uguali
❐ i suoni siano tutti diversi

Spiega la tua previsione. ___________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Se prevedi che siano tutti diversi, i suoni saranno:


❐ più alti quelli prodotti dai barattoli più piccoli
❐ più alti quelli prodotti dai barattoli più grandi

Spiega la tua previsione. ___________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

5. Lorenzo sta giocando con la stecca da disegno: lui tiene ferma un’estremità sul tavolo mentre
l’altra l’abbassa e la lascia andare cosicché la stecca inizia ad oscillare. Lorenzo si è accorto che
la stecca produce un suono forte oppure un suono debole a seconda di quanto abbassa la stecca.
Ritieni che la stecca produca il suono più forte quando:
❐ Lorenzo abbassa poco la stecca
❐ Lorenzo abbassa molto la stecca

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6. Una volta che è stato prodotto, un suono arriva fino a noi. Come? Spiega.
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

7. Il suono viaggia:
❐ solo attraverso l’aria
❐ attraverso l’aria e anche attraverso i corpi solidi come un muro o un tavolo
❐ attraverso l’aria, attraverso i corpi solidi e anche attraverso i liquidi come l’acqua

8. Facciamo cadere un barattolo di alluminio vuoto in una stanza con la porta chiusa. Tu ti trovi
nella stanza accanto. Puoi udire il tonfo?
❐ SI ❐ NO Perché? Spiega. ___________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

9. Immagina di trovarti con le orecchie immerse nell’acqua, ad esempio nella vasca da bagno o
in piscina. Facciamo cadere un piccolo oggetto pesante, come un anello, sul fondo della vasca o
della piscina. Puoi udire il tonfo?
❐ SI ❐ NO Perché? Spiega. ___________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

10. Circa trecento anni fa uno scienziato di nome Robert Boyle volle fare un esperimento. Egli mise
un orologio dal forte ticchettio in una palla di vetro e con una pompa apposita tolse l’aria dalla
palla. Secondo te alla fine dell’esperimento, quando nella palla non c’era più aria, Robert Boyle:
❐ udiva ancora il ticchettio dell’orologio
❐ non udiva più il ticchettio dell’orologio
Perché?_______________________________________________________________________

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11. Immagina che qualcuno, a parecchia distanza da te, batta un colpo con un martello su una
rotaia del treno. Senti il suono prima se:
❐ rimani in piedi e tendi l’orecchio
❐ appoggi l’orecchio alla rotaia del treno
Perché?_______________________________________________________________________

Il suono viaggia:
❐ sempre alla stessa velocità in tutti i mezzi
❐ più velocemente nell’aria
❐ più velocemente nei liquidi
❐ più velocemente nei corpi solidi

12. Prendo un tamburo e lo cospargo di zucchero. Vicino al tamburo batto con un mestolo su un
coperchio di pentola. Ti aspetti che:
❐ non succeda niente
❐ i granelli di zucchero reagiscano al suono del coperchio
❐ altro
Motiva la tua risposta. ____________________________________________________________
______________________________________________________________________________

13. Qual è la parte del nostro corpo che ci permette di udire i suoni?
______________________________________________________________________________

Se conosci alcune sue parti elencale. ________________________________________________


______________________________________________________________________________

14. Matilde gioca con un palloncino pieno d’acqua e, con l’aiuto della mamma, fa quattro fori
alla stessa altezza, circa a metà palloncino. Matilde osserva ciò che accade. Secondo te:
❐ dai fori prodotti esce l’acqua
❐ dai fori non esce nulla
Motiva la tua risposta. ____________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Se stringi il palloncino in modo che esca l’acqua ti aspetti che le quattro fontanelle siano:
❐ tutte uguali ❐ diverse Perché? Spiega. ____________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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15. Immagina di camminare in riva al mare dove la sabbia è bagnata. Cammini per un tratto con
le scarpe da ginnastica e per un altro tratto con i tacchi a spillo.
Come saranno le impronte lasciate?
❐ tutte uguali
❐ più profonde quelle lasciate dalle scarpe da ginnastica
❐ più profonde quelle lasciate dai tacchi a spillo
Perché? Spiega. _________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

16. Linda e Maria giocano con la corda, ognuna di loro tiene in mano un’estremità. Linda ad un
certo punto alza e abbassa velocemente la corda provocando un’onda che viaggia fino all’altro
capo (Maria). Quando facciamo viaggiare un’onda da una sorgente (Linda) ad un ricevitore
(Maria) che cosa parte e che cosa arriva? ____________________________________________
_______________________________________________________________________________
Spiega: cosa si muove? __________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Ciò che si muove è anche ciò che viaggia? (Spiega)


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

17. Rappresenta nel riquadro il suono


che si allontana dalla campana.
Spiega il disegno.
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________

Mentre si allontana dalla campana, il suono:


❐ si affievolisce
❐ rimane sempre uguale
❐ diventa più forte
Perché? _______________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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18. Nella figura 1 è rappresentato un tamburo; i puntini sono invece le molecole d’aria che stan-
no attorno al tamburo. Quando col bastoncino colpiamo il tamburo e produciamo un suono, come
si comporta l’aria? Disegna i puntini nel secondo riquadro.

FIGURA 1 FIGURA 2

Spiega il tuo disegno. _____________________________________________________________


_______________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________

L’aria vicina al tamburo:


❐ non si sposta
❐ si sposta. Come? ______________________________________________________________

L’aria che ha toccato il tamburo è arrivata fino alla persona che ha udito il suono?
❐ SI ❐ NO Spiega. _________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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SCHEDE PER STUDENTI


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SEZIONE A. LE SORGENTI SONORE


In questa sezione si studia come viene prodotto un suono ed alcune sue proprietà, in particolare
altezza ed intensità.

Sul tavolo ci sono diversi oggetti: osservali.


Secondo te possono essere utilizzati per produrre un
suono? Se si come?
Scrivi la tua ipotesi completando la scheda qui di segui-
to nella sezione PREVISIONE.

La lamina produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? ________________________________________________________________________

La risma di fogli produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? _________________________________________________________________________

L’elastico produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? _________________________________________________________________________

Il diapason produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? _________________________________________________________________________

Il campanello produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? _________________________________________________________________________

L’asciugamano produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? _________________________________________________________________________

Il pendolo produce un suono? ❐ SI ❐ NO


Come? _________________________________________________________________________

Le tue previsioni sono sempre confermate facendo la prova? (Spiega)


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Considera almeno tre oggetti che secondo te producono un suono: cosa c’è in comune nel loro
modo di produrre un suono?
Oggetti: 1. _____________________ 2._____________________ 3. _____________________
_____________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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SCHEDA A1. LA LAMINA METALLICA E LA RISMA DI FOGLI

Prendiamo la lamina metallica, teniamo premuta un’e-


stremità sul tavolo. Spostiamo verso il basso l’estremi-
tà libera e poi lasciamola andare.

Come pensi che si comporterà la lamina?


❐ rimane ferma
❐ si muove: illustra come ______________________
____________________________________________
____________________________________________

Come pensi che si comporterà la lamina col passare del tempo ?


❐ si muove su e giù sempre allo stesso modo
❐ si muove su e giù sempre meno finché si ferma
❐ si muove su e giù sempre di più

Dopo aver lasciato andare l’estremità libera della lamina pensi di:
❐ udire un suono
❐ non udire nulla

Col passare del tempo pensi di:


❐ sentire un suono sempre uguale
❐ sentire un suono sempre più debole che poi scompare
❐ sentire un suono sempre più forte

Proviamo. Come si è comportata la lamina quando abbiamo lasciato andare l’estremità? __________
_________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Com’è cambiato il suo moto col passare del tempo? ____________________________________


______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Hai potuto udire qualcosa? (spiega se hai udito un suono a cosa pensi sia dovuto e come è cam-
biato nel tempo) _________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

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Prendiamo la risma di fogli, posizioniamola sul tavo-


lo facendone sporgere una parte. Spostiamo verso il
basso l’estremità sporgente e poi lasciamola andare
come abbiamo fatto con la lamina.

Come pensi che si comporterà il pacchetto di fogli?


❐ rimane fermo
❐ oscilla su e giù

Come pensi che cambi il moto del pacchetto di fogli col passare del tempo?
❐ si muove sempre allo stesso modo
❐ si muove sempre meno finché si ferma
❐ si muove sempre di più

Dopo aver lasciato andare i fogli pensi di:


❐ udire un suono
❐ non udire nulla

Se hai risposto “udire un suono”, col passare del tempo pensi di:
❐ sentire un suono sempre uguale
❐ sentire un suono sempre più debole che poi scompare
❐ sentire un suono sempre più forte

Proviamo. Come si è comportato il pacchetto di fogli quando abbiamo lasciato andare l’estremi-
tà che sporgeva dal tavolo? ______________________________________________________
_________________________________________________________________________________
Cos’è successo col passare del tempo? _______________________________________________
_________________________________________________________________________________
Hai potuto udire qualcosa? _______________________________________________________
_________________________________________________________________________________
Illustra ciò che accade, come cambia nel tempo e come lo spieghi ________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
Puoi concludere che: _____________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
Concludiamo insieme: ____________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SCHEDA A2. L’ELASTICO, IL DIAPASON ED IL CAMPANELLO

Dopo aver preso l’elastico lo tendiamo ai due estremi.


Quindi lo prendiamo fra pollice ed indice e tiriamo leg-
germente verso di noi, infine lo lasciamo andare.

Una volta lasciato andare, cosa fa l’elastico?


❐ rimane fermo
❐ inizia a vibrare.

Una volta lasciato andare l’elastico pensi di:


❐ udire un suono
❐ non udire nulla

Se hai risposto “udire un suono”, che cosa lo produce? _________________________________


_________________________________________________________________________________

Proviamo. Come si è comportato l’elastico?___________________________________________


_________________________________________________________________________________
Hai potuto udire un suono? ________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
Da che cosa è stato prodotto? ______________________________________________________

Prendiamo il diapason, e dopo aver colpito rebbi sul


tavolo avviciniamolo all’orecchio.
Poi prendiamo il campanello e agitiamolo in modo che
il batacchio colpisca il metallo.

Come pensi che si comporti il diapason? ___________


____________________________________________
Come pensi che si comporti il campanello? _________
____________________________________________

Proviamo. Con il diapason è successo quello che avevi previsto? ❐ SI ❐ NO


Spiega. ________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

Con il campanello è successo quello che avevi previsto? ❐ SI ❐ NO


Spiega. ________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SCHEDA A3. L’ASCIUGAMANO ED IL PENDOLO

Prendiamo l’asciugamano ed agitiamolo.


Pensi di poter udire qualcosa mentre l’asciugamano
oscilla? ______________________________________
____________________________________________
____________________________________________

Proviamo. È successo quello che avevi previsto?


❐ SI ❐ NO
Spiega. ______________________________________
____________________________________________
____________________________________________

Prendiamo il pendolo e facciamolo oscillare da una


parte e dall’altra.
Prevedi di udire un suono durante il suo movimento?
____________________________________________
____________________________________________

È successo quello che avevi previsto? ❐ SI ❐ NO


Spiega. ______________________________________
____________________________________________

Cosa puoi concludere? __________________________


____________________________________________
____________________________________________
____________________________________________

Concludiamo insieme ripensando agli esperimenti fin qui svolti:


_______________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SCHEDA A4. L’ALTEZZA DEI SUONI

Mettiamo in fila, dalla più grande alla più piccola, le


lamine metalliche. Teniamo premuta un’estremità al
tavolo mentre l’altra la facciamo oscillare.

Ti aspetti che:
❐ i suoni siano tutti uguali tra loro
❐ i suoni siano tutti diversi tra loro

Se hai risposto “suoni diversi” prevedi che:


❐ la lamina più grande produca un suono più basso e la lamina piccola un suono più alto
❐ la lamina più grande produca un suono più alto e la lamina più piccola un suono più basso

Proviamo. Che suono ha prodotto la lamina grande? ____________________________________


_________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
Che suono ha prodotto la lamina piccola? _______________________________________________
_________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Prendiamo una serie di canne di bambù di diversa lun-


ghezza e soffiamoci dentro.

La canna di bambù più corta produce:


❐ un suono alto
❐ un suono basso

La canna di bambù più lunga produce:


❐ un suono alto
❐ un suono basso

Proviamo. La canna di bambù più corta ha prodotto un suono ___________________________


_________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

La canna di bambù più lunga ha prodotto un suono ____________________________________


_________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

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Mettiamo in fila sul tavolo, dal più grande al più pic-


colo, alcuni barattoli di plastica e colpiamoli con una
matita in modo che si produca un suono.

Ti aspetti che il barattolo piccolo produca:


❐ un suono alto, acuto
❐ un suono basso, grave
Ti aspetti che il barattolo grande produca:
❐ un suono alto, acuto
❐ un suono basso, grave

Proviamo. Il barattolo più piccolo ha prodotto un suono _________________________________


_________________________________________________________________________________

Il barattolo più grande ha prodotto un suono __________________________________________


_________________________________________________________________________________

Cosa puoi concludere ripensando a queste tre esperienze? _______________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SCHEDA A5. L’INTENSITÀ DEI SUONI

Prendiamo la lamina metallica, blocchiamo un’estremità al tavolo quindi abbassiamo di alcuni


centimetri l’estremità libera e poi lasciamola andare.
Ripetiamo il procedimento, questa volta spostando di un solo centimetro verso il basso la lamina.

Ti aspetti di udire:
❐ due suoni uguali
❐ due suoni diversi

Il secondo suono, rispetto al primo, è:


❐ più forte
❐ meno forte
❐ di uguale intensità

Proviamo. Il primo suono è risultato __________________ rispetto al secondo. Il secondo suono


è risultato _______________ rispetto al primo.

Ora, perpendicolarmente alla stecca, fissiamo con del nastro adesivo un pennarello e appendia-
mo sul muro un foglio bianco. Appoggiamo la lamina sul banco e avviciniamo il banco al muro in
modo che il pennarello possa lasciare un segno sul foglio.
Ora ripetiamo l’esperimento precedente.

Ti aspetti che i segni lasciati dal pennarello siano:


❐ uguali
❐ diversi

Il secondo segno, rispetto al primo, è:


❐ più lungo (ha un’ampiezza maggiore)
❐ meno lungo (ha un’ampiezza minore)
❐ di uguale ampiezza

Proviamo. Il primo segno è _______________ del secondo. Il secondo segno è ___________


___________ del primo.

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ______________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SEZIONE B. LA PROPAGAZIONE DEL SUONO


In questa sezione si studiano i mezzi in cui viaggia il suono, la velocità di propagazione, la rifles-
sione e la natura del suono.

SCHEDA B1. IL SUONO NON VIAGGIA NEL ______________________

Prendiamo in mano il barattolo di vetro con la campanella


attaccata sul fondo e scuotiamolo in modo da far suonare
la campanella. Con la macchina per il sottovuoto togliamo
l’aria che c’è nel vaso. Ora scuotiamo di nuovo il barattolo
e proviamo ad ascoltare il suono della campanella.

Nella prima situazione, vaso con aria, prevedi di:


❐ udire il suono della campanella
❐ non udire il suono della campanella

Nel secondo caso, vaso senza l’aria, prevedi di:


❐ udire il suono della campanella
❐ non udire il suono della campanella

Il suono della campanella che si trova nel barattolo senza l’aria, se per caso si sente, è
❐ uguale
❐ più forte
❐ più debole
del suono della campanella che si trova nel barattolo con l’aria.
Perché? _______________________________________________________________________
Spiega le tue previsioni. ___________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Proviamo. L’esperimento ha confermato la tua previsione? ❐ SI ❐ NO

Riporta i risultati nella tabella seguente.

Cosa puoi concludere? ___________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SCHEDA B2. IL SUONO VIAGGIA NELL’ _________________

Appoggiamo il tamburo sul tavolo e mettiamo sulla mem-


brana alcuni semini neri. Prendiamo in mano il coperchio
di pentola e colpiamolo col mestolo non lontano dal tam-
buro. Osserviamo ciò che accade ai semini.

Come si comporteranno i semini?


❐ rimangono fermi
❐ si muovono

Come si comporterà la membrana del tamburo?


❐ inizia a vibrare
❐ rimane ferma

Proviamo. Come spieghi ciò che osservi? _____________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

Che cosa fa:


• il mestolo che batte sul coperchio __________________________________________________
• l’aria _________________________________________________________________________
• la membrana del tamburo _______________________________________________________
• il tuo orecchio _________________________________________________________________

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________

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SCHEDA B3. IL SUONO SI PROPAGA NEI SOLIDI _______________________

Prendiamo i due barattoli collegati con lo spago. Uno di


voi avvicina un barattolo all’orecchio mentre un altro lo
avvicina alla bocca e pronuncia una parola nel barattolo.
Successivamente un terzo alunno stringe tra le dita lo
spago mentre la comunicazione è in corso.
Ripetiamo l’esperimento con i due barattoli non collegati
dallo spago e confrontiamo le due esperienze.

Nella prima situazione, barattoli collegati con lo spago,


prevedi che il bambino che ha avvicinato il barattolo all’orecchio:
❐ senta la parola del compagno
❐ non senta nulla

Quando il compagno ha stretto tra le dita lo spago, il bambino con il barattolo vicino all’orecchio:
❐ sente la parola del compagno uguale a prima
❐ non sente nulla
❐ sente la parola del compagno più debole.

Il bambino che stringe lo spago:


❐ non percepisce nulla
❐ percepisce qualcosa nello spago, cosa? Spiega. _______________________________________
_______________________________________________________________________________

Pensi che lo spago:


❐ trasporti le vibrazioni
❐ non trasporti nulla
❐ altro. Spiega. __________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Nella seconda situazione, barattoli non collegati, prevedi che il bambino che ha avvicinato il
barattolo all’orecchio:
❐ senta la parola del compagno
❐ non senta nulla

Proviamo. Nel primo caso, barattoli collegati con lo spago, la parola è giunta fino all’altro capo
del telefono? ____________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Che cosa è successo quando il filo è stato stretto tra le dita? ____________________________
______________________________________________________________________________

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Che cosa avete percepito quando avete tenuto lo spago fra le dita? _______________________
______________________________________________________________________________

Che cosa avete percepito tenendo in mano i barattoli mentre si parlava? ____________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

SCHEDA B4. IL SUONO SI PROPAGA NEI ___________________

Appoggiamo sul tavolo la bacinella con dentro l’acqua. Pren-


diamo il diapason, colpiamo i rebbi sul tavolo ed immergia-
molo subito nell’acqua.

Nell’acqua:
❐ non accadrà nulla
❐ si formeranno degli spruzzi

Proviamo.
Le tue previsioni sono state confermate? ❐ SI ❐ NO
Spiega perché. __________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Cosa osservi, come lo spieghi? _____________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Ripensando alle diverse esperienze svolte


1. campanella nel barattolo con aria e senz’aria
2. semini che rimbalzano sul tamburo
3. barattoli collegati con lo spago
4. diapason immerso nell’acqua
come possiamo spiegare la formazione e la propagazione del suono?
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________

54
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SCHEDA B5. LA VELOCITÀ DEL SUONO

Nel vecchio West, gli indiani usavano un accorgimento per scoprire in anticipo se arrivavano i sol-
dati inglesi a cavallo: appoggiavano le mani e l’orecchio a terra e si mettevano in ascolto.
Più tardi, quando nel West vivevano banditi e sceriffi e la ferrovia collegava ormai tutto il paese,
i ladri che assalivano i treni carichi di merci e denaro adottarono lo stesso accorgimento degli
indiani per sapere in anticipo se il treno era in arrivo: essi appoggiavano le mani e l’orecchio sulle
rotaie e in questo modo si accorgevano subito se il treno stava arrivando oppure no.

Che cosa percepivano gli uomini appoggiandosi per terra o sulle rotaie?
❐ nulla
❐ il suono e le vibrazioni prodotte dai cavalli e dai treni
❐ il nitrito dei cavalli ed il fischio dei treni

Perché non si mettevano semplicemente in ascolto per cercare di udire i suoni nell’aria?
❐ si sarebbero accorti troppo tardi dell’arrivo dei soldati o del treno
❐ non si sarebbero accorti del loro arrivo
❐ si sarebbero accorti troppo in anticipo.

Che cosa pensi che accada nell’aria?


❐ il suono viaggia allo stesso modo in aria, nella terra, nelle rotaie
❐ il suono nell’aria viaggia più lentamente e incontra un maggior numero di ostacoli
❐ il suono viaggia più velocemente in aria che nella terra o nelle rotaie
Spiega la tua risposta ____________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Ora batto un colpo con le nocche della mano sul tavolo. E subi-
to dopo batto di nuovo, questa volta mentre appoggiate l’orec-
chio sul tavolo.

Pensi di percepire meglio:


❐ il primo colpo
❐ il secondo colpo quando hai l’orecchio appoggiato al banco

Con il secondo colpo il suono è arrivato fino a te viaggiando


attraverso __________________________________________
___________________________________________________
___________________________________________________

(È possibile provare anche con l’acqua: quando fate il bagno


battete con le nocche sulla vasca tenendo la testa fuori dal-
l’acqua. Subito dopo battete di nuovo le nocche sulla vasca con
le orecchie immerse in acqua.)

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Il materiale:
❐ influisce sulla propagazione delle onde sonore
❐ non influisce

Proviamo con materiali diversi. Le tue previsioni sono state confermate? ❐ SI ❐ NO


Spiega. ________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Racconta la tua esperienza a parole e con disegni


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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SEZIONE C. RILEVATORI DI SUONI


In questa sezione si studia come viene rilevato un suono.

SCHEDA C1. STRUMENTI CHE RILEVANO SUONI

Prevedi che i granelli di sabbia reagiscano al suono della


musica? ❐ SI ❐ NO
Se sì come? ___________________________________
_______________________________________________

Proviamo. Come si sono comportati i granelli di sabbia?


_______________________________________________
_______________________________________________

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: _____________________________________________________________


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Prendiamo due diapason e poniamoli ad una certa distan-


za l’uno dall’altro (pochi metri).
Facciamo vibrare il primo diapason battendolo sul tavolo.
Avviciniamo poi l’orecchio al secondo diapason.

Prevedi che:
❐ non accada nulla
❐ il secondo diapason inizi a vibrare producendo un suono

Proviamo. I risultati hanno confermato la tua ipotesi? ❐ SI ❐ NO


Come si è comportato il secondo diapason? ___________________________________________
______________________________________________________________________________

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________

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SCHEDA C2. ALLA SCOPERTA DELL’ORECCHIO UMANO

Accendiamo la radio e ascoltiamo la musica per qualche secondo. Poi mettiamo le mani a coppa
dietro alle orecchie.

Tra la prima e la seconda situazione prevedi:


❐ che non ci sia alcuna differenza
❐ di sentire meglio senza le mani
❐ di sentire meglio con le mani dietro alle orecchie

Proviamo. Cos’è successo?_________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Ora ascoltiamo di nuovo la musica per qualche secondo, poi copriamo i padiglioni auricolari con
le mani.

Tra la prima e la seconda situazione prevedi:


❐ che non ci sia alcuna differenza
❐ di sentire meglio senza le mani
❐ di sentire meglio con i padiglioni auricolari coperti

Proviamo. Cos’è successo?_________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Cosa puoi concludere dopo queste due esperienze? _____________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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Prendiamo un imbuto,colleghiamo ad esso un tubo


ed in fondo a questo fissiamo un pezzetto del guan-
to in lattice.
Possiamo paragonare l’imbuto al nostro orecchio
esterno: la parte più ampia corrisponde al padiglio-
ne auricolare, il pezzetto allungato al condotto udi-
tivo esterno e la membrana in lattice corrisponde
alla membrana del timpano.
Mettiamo alcuni granelli di zucchero sulla membra-
na dell’imbuto e sotto la parte più larga producia-
mo un suono con due pennarelli.

I granelli di zucchero:
❐ reagiscono al suono saltellando
❐ non si muovono

Proviamo. Come si sono comportati i granelli? ________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________

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SEZIONE D. LA PRESSIONE
In questa sezione si studia la caratteristica dell’aria di essere un mezzo elastico attraverso l’ap-
profondimento del concetto di pressione.

SCHEDA D1. UNA FORZA DISTRIBUITA SU UNA SUPERFICIE

Prendiamo la pasta per la pizza e, dopo averla stesa, appoggiamo sopra la mattonella prima ver-
ticalmente e poi orizzontalmente.

Ti aspetti che la mattonella lasci un segno:


❐ uguale nelle due situazioni
❐ più profondo quando la mattonella è posta orizzontalmente
❐ più profondo quando la mattonella è posta verticalmente

Perché? ________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Proviamo. La tua ipotesi è stata confermata? ❐ SI ❐ NO

Cosa hai osservato? Come lo spieghi? _______________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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SCHEDA D2. LA PRESSIONE IN UN LIQUIDO

Prendiamo una bottiglia di plastica sulla quale sono stati


prodotti tutt’intorno alcuni fori alla stessa altezza.
Riempiamola d’acqua e osserviamo cosa accade.

Cosa ti aspetti che accada? _______________________


______________________________________________
______________________________________________
______________________________________________

Perché? _______________________________________
______________________________________________

Proviamo. La tua previsione è stata confermata?


❐ SI ❐ NO

Che cosa osservi? ________________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Come lo spieghi? ________________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Prendiamo la bottiglietta di plastica sulla quale sono


stati fatti alcuni fori, uno sotto l’altro. Riempiamo la
bottiglia d’acqua e stringiamola.

Ti aspetti che l’acqua:


❐ esca da tutti i fori
❐ non esca dai fori
❐ esca solo da alcuni fori: quali? __________________

Se l’acqua esce dai fori:


❐ gli zampilli sono uguali per tutti i fori
❐ gli zampilli sono diversi

Proviamo.
Schiacciando la bottiglia l’acqua _______________________ dai fori. Gli zampilli sono _______
________________________.
Spiega. ________________________________________________________________________

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Prendiamo il tubo di plastica che è stato chiuso alle estre-


mità con due pezzetti di lattice e riempito d’acqua.
Schiacciamo una delle estremità ed osserviamo l’altra.

Il guanto all’estremità che non viene schiacciata:


❐ non si muove
❐ si gonfia verso l’esterno
❐ rientra verso l’interno

Proviamo. La tua previsione è stata confermata? ❐ SI ❐ NO

Cosa hai potuto osservare? Come lo spieghi? __________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Ripensando agli esperimenti svolti


1. palloncino riempito d’acqua e bucato
2. bottiglia con i fori riempita d’acqua
3. tubo di plastica
Cosa possiamo concludere? ________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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SCHEDA D3. LA PRESSIONE E L’ARIA.

Prendiamo una siringa, riempiamola d’acqua e tirando il


pistone verso l’esterno facciamo entrare un po’ d’aria.
Ora tappiamo col dito il foro e poi schiacciamo il pisto-
ne verso il basso osservando la bolla d’aria. Successiva-
mente tiriamo il pistone verso l’esterno e osserviamo
ancora la bolla.

Nella prima situazione ti aspetti che la bolla:


❐ diventi più grande ❐ si deformi
❐ diventi più piccola ❐ si sposti verso il foro
❐ rimanga uguale ❐ si sposti verso lo stantuffo

Nel secondo caso ti aspetti che la bolla:


❐ diventi più grande ❐ si deformi
❐ diventi più piccola ❐ si sposti verso il foro
❐ rimanga uguale ❐ si sposti verso lo stantuffo

Proviamo. Le tue ipotesi sono state confermate?


❐ SI
❐ NO
❐ solo per il primo caso
❐ solo per il secondo caso

Come si è comportata la bolla d’aria schiacciando il pistone? ____________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Come si è comportata la bolla d’aria tirando il pistone verso l’esterno? _____________________


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme:_____________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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Prendiamo un palloncino e gonfiamolo d’aria.


Teniamolo fermo e con la mano battiamo sopra il pal-
loncino.

Quando batto, il palloncino:


❐ rimane fermo
❐ si allarga
❐ si restringe
Motiva la tua risposta. ___________________________
_______________________________________________________________________________

Quando tolgo la mano, il palloncino:


❐ torna alla posizione iniziale
❐ rimane fermo
Motiva la tua risposta. ____________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Che cosa succede all’aria circostante il palloncino, cioè all’aria che si trova vicino al palloncino?
_______________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Proviamo. Che cosa fa:


1. il palloncino __________________________________________________________________
2. l’aria ________________________________________________________________________

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


_______________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Racconta alcune tue esperienze simili, a parole e con disegni


_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

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SEZIONE E. LE ONDE SONORE


In questa sezione si studia la natura ondulatoria del suono.

SCHEDA E1. IL TUBO DI KUNDT

Prendiamo un tubo di vetro o di plastica trasparente con all’interno polvere di sughero. Utilizzando
un mestolo ed un coperchio di pentola produciamo un suono vicino al tubo ed osserviamo la polvere.

Come si comporta la polvere?


❐ non si muove
❐ si sposta
Perché? ________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________

Se hai risposto “si sposta”, come si dispone la polvere:


❐ si ammucchia tutta da una parte
❐ forma diversi mucchietti
❐ altro ________________________________________________________________________
Spiega. ________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Proviamo. L’esperimento ha confermato la tua previsione? ❐ SI ❐ NO


Come si è disposta la polvere? _____________________________________________________
______________________________________________________________________________

Perché?_______________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Che cosa fa l’aria? _______________________________________________________________


______________________________________________________________________________

Cosa puoi concludere? ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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SCHEDA E2. LE MOLLE E LE ONDE DI COMPRESSIONE

Tendiamo la molla alle due estremità, orizzontalmente.


In prossimità di una estremità ravviciniamo alcune spire
e poi lasciamole andare.

Cosa ti aspetti che viaggi?


❐ la molla
❐ il restringimento delle spire, l’impulso

Le spire:
❐ si spostano per un momento e poi tornano alla loro posizione iniziale
❐ si allontanano e non tornano alla loro posizione iniziale

Proviamo. Le tue previsioni sono state confermate? ❐ SI ❐ NO


Che cosa hai osservato? ___________________________________________________________
______________________________________________________________________________
Come lo spieghi? ________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Prendiamo due molle di diversa grandezza ed uniamole


intrecciando le spire. Ripetiamo l’esperimento precedente.

Ti aspetti che l’impulso (il restringimento delle spire):


❐ viaggi allo stesso modo lungo le due molle
❐ viaggi ad una velocità diversa lungo le due molle.

Proviamo. Che cosa hai osservato? __________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Come lo spieghi? ________________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Ripensando alle due esperienze con le molle, concludiamo insieme: ________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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Ora giocate voi a fare la molla.

1. Mettetevi in riga, il capofila pensi un messaggio verbale che a partire da lui dovrà propagarsi
fino all’ultimo componente della riga senza che nessuno di voi si sposti dalla propria posizione.
Ti aspetti che il messaggio si propaghi dal primo all’ultimo della riga? ❐ SI ❐ NO

2. Ora il messaggio che propagherete dovrà essere un movimento. Accordatevi per fare ciascuno
ciò che fa il compagno precedente all’istante precedente in modo che lo stesso movimento si pro-
paghi dal primo all’ultimo componente della riga. Non dovete spostarvi dal punto in cui vi trova-
te, potete spostarvi solo momentaneamente dalla vostra posizione di equilibrio.

Ti aspetti che il messaggio si propaghi dal primo all’ultimo della riga? ❐ SI ❐ NO


Che cos’è che si sposta?
❐ il mezzo (la catena costituita da voi bambini)
❐ l’impulso

3. Ripetete l’esperimento precedente ma questa volta cronometriamo quanto tempo impiega l’im-
pulso a propagarsi dal primo all’ultimo componente della riga. Una volta misurato il tempo ripe-
tete l’esperimento prima allungando la riga, cioè distanziandovi maggiormente l’uno dall’altro,
poi accorciando la riga, cioè avvicinandovi l’uno all’altro.

Ti aspetti che l’impulso viaggi:


❐ più velocemente quando siete più distanziati
❐ più velocemente quando siete vicini l’uno all’altro
❐ impiegando sempre lo stesso tempo

Situazione 1
Il messaggio verbale si è propagato dal primo all’ultimo della riga? ❐ SI ❐ NO
Affinché il messaggio giungesse dal primo all’ultimo componente della riga è stato necessario
qualche spostamento dalla posizione in cui ciascuno di voi si trovava?
Ad esempio il primo della riga si è spostato fino a raggiungere l’ultimo compagno per riferirgli il
messaggio? ❐ SI ❐ NO

Come lo spieghi? ________________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Che cosa si è spostato, che cosa si è propagato?


❐ il mezzo (cioè voi)
❐ il messaggio

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Situazione 2
In questo caso ciò che si propaga non è più un messaggio verbale ma è un ___________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
L’impulso si è propagato dal primo all’ultimo della riga? ❐ SI ❐ NO
Come lo spieghi? ________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

Ripensa all’esperimento del tamburo coi semini.


Cosa fa l’aria? Le molecole d’aria
❐ si spostano dal punto in cui si trova il mestolo fino alla membrana del tamburo
❐ oscillano avanti e indietro, come voi bambini e come le spire della molla, trasportando l’im-
pulso.

Situazione 3
L’impulso si è propagato alla stessa velocità nei tre casi? ❐ SI ❐ NO
L’impulso si è propagato più velocemente quando ______________________________________
______________________________________________________________________________
L’impulso si è propagato più lentamente quando _______________________________________
______________________________________________________________________________
Possiamo paragonare queste tre situazioni al suono che viaggia con velocità diverse nei diversi
mezzi:
- nei solidi le cui molecole sono molto vicine il suono viaggia ______________________________
- nei liquidi dove le molecole non sono tanto vicine il suono viaggia _________________________
- in aria dove le molecole sono molto distanziate il suono viaggia __________________________

Ripensiamo ai diversi esperimenti:


- tubo di Kundt
- molla
- gioco
e concludiamo insieme riferendoci al comportamento dell’aria quando viene prodotto un suono:
(Nel riquadro disegna con puntini cosa pensi succeda all’aria)

__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
__________________________________
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SCHEDA E3. LE ONDE SONORE SI PROPAGANO IN TUTTE LE DIREZIONI

Al centro del cerchio formato da voi mettiamo


una radio.
Se l’accendiamo prevedi che la musica:
❐ viaggi in tutte le direzioni e raggiunga tutti voi
❐ non viaggi in tutte le direzioni
e raggiunga solo qualcuno di voi

Illustra nel disegno qui accanto come viaggia


la musica secondo te.

Facciamolo.

La musica ha raggiunto tutti voi? ❐ SI ❐ NO


Perché? _________________________________
________________________________________
________________________________________
________________________________________

Illustra nel disegno qui accanto come viaggia la


musica.

Cosa puoi concludere? _____________________


________________________________________
________________________________________
________________________________________

Concludiamo insieme: ____________________________________________________________


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

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indice

pag. 3 PRESENTAZIONE
pag. 5 LA PROPOSTA DIDATTICA
pag. 5 INTRODUZIONE
pag. 5 IMPOSTAZIONE
pag. 6 APPROCCIO
pag. 6 STRATEGIA
pag. 6 METODOLOGIA
pag. 7 IL PERCORSO DIDATTICO
pag. 11 MAPPA CONCETTUALE DEI CONTENUTI
pag. 13 BIBLIOGRAFIA
pag. 15 GLI ESPERIMENTI
pag. 17 E1) l’oscillazione della lamina metallica
pag. 17 E2) l’oscillazione della risma di fogli
pag. 18 E3) l’elastico vibrante
pag. 18 E4) il diapason
pag. 18 E5) il campanello
pag. 19 E6) l’asciugamano
pag. 19 E7) il pendolo
pag. 19 E8) musica con le lamine metalliche
pag. 20 E9) musica con le canne di bambù
pag. 20 E10) musica con i barattoli
pag. 21 E11) l’intensità del suono
pag. 21 E12) la campanella sottovuoto
pag. 22 E13) la propagazione del suono nell’aria
pag. 23 E14) il telefono con lo spago
pag. 23 E15) il diapason nell’acqua
pag. 24 E16) ascoltare con l’orecchio appoggiato al tavolo
pag. 24 E17) i semi sul tamburo
pag. 25 E18) i due diapason
pag. 25 E19) il padiglione auricolare
pag. 25 E20) l’imbuto
pag. 26 E21) la mattonellla sulla pasta di sale
pag. 26 E22) la bottiglia con i fori tutti alla stessa altezza
pag. 27 E23) la bottiglia con i fori allineati in verticale
pag. 27 E24) il tubo d’acqua
pag. 28 E25) la bolla d’aria nella siringa piena d’acqua
pag. 28 E26) il palloncino gonfiato d’aria
pag. 29 E27) il tubo di Kundt
pag. 29 E28) l’impulso lungo la molla
pag. 30 E29) l’impulso lungo due molle di dimensione diversa
pag. 30 E30) l’impulso lungo una fila formata dai bambini
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pag. 30 E31) la velocità dell’impulso lungo una fila di bambini


pag. 31 E32) ascoltando la musica

pag. 33 GLI STRUMENTI DIDATTICI


pag. 35 Test d’ingresso e d’uscita

pag. 41 SCHEDE PER STUDENTI


pag. 43 Sezione A: Le sorgenti sonore
pag. 51 Sezione B: La propagazione del suono
pag. 57 Sezione C: Rilevatori di suoni
pag. 60 Sezione D: La pressione
pag. 65 Sezione E: Le onde sonore