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MICHELANGELO

Fiorentino, pittore, scultore e architetto

“Il benignissimo rettore del cielo volse clemente gli occhi alla terra, e veduta la vana infinità di
tante fatiche, gli ardentissimi studi senza alcun frutto la opinione presuntuosa degli uomini […] per
cavarci di tanti errori si dispose mandare in terra uno spirito che universalmente in ciascheduna
arte et in ogni professione fusse abile […] a mostrare cosa sia la perfezione dell’arte del disegno”

In tutte le arti quelli più bravi furono i toscani

Nacque nel 1474 a Caprese, vicino Arezzo (Repubblica di Firenze)

Discendente della famiglia dei conti di Camossa

Il nome venne scelto per essere “cosa celeste e divina”


Il padre, Ludovico, era podestà del castello di Chiusi (dopo questo egli se ne tornò a Firenze,
Michelangelo venne messo alla villa di Settignano con la moglie di uno scarpellino)
Ludovico ebbe più figli e, essendo poco agiato, avvicinò all’arte della lana e della seta i propri figli
Michelangelo, il più grande, venne mandato a scuola di grammatica dal maestro Francesco da
Urbino (perché si dedicava molto al disegno)

A 14 anni Michelangelo fece amicizia con Francesco Granacci, il quale lavorava con Domenico del
Ghirlandaio (il miglior maestro di quell’epoca)

Vasari possiede un quadro che era stato fatto da uno dei giovani che imparava con Domenico,
ritoccato da Michelangelo (ridintornò una di quelle femmine)il Ghirlandaio ammirava
Michelangelo

Iniziò con i ritratti (ritratto di Martino Tedesco: ritratto fatto in modo mai fatto primaacquistò
credito e nome)

Al tempo Lorenzo De’ Medici nel suo giardino aveva lo scultore Bertolo come maestro
Lorenzo voleva creare una scuola con a capo Bertolo (discepolo di Donato)
Dato che era vecchio, Lorenzo decise di fondare una scuola con a capo D. Ghirlandai e deliberò di
inviare nel suo giardino tutti gli apprendisti del Ghirlandaio

Michelangelo e Francesco Granacci vennero portati nel giardino di Lorenzo (Lorenzo notò subito
Michelangelo)
Lorenzo decise di tenere Michelangelo come un suo figlio, così Michelangelo entra a casa di
Lorenzo conoscendo molti nobili (aveva 15/16 anni)
Stette in questa casa per 4 anni, fino alla morte del Magnifico (1492)
Alla morte del Magnifico Michelangelo tornò a casa del padre
L’erede del Magnifico, Piero de’ Medici continuò ad avere rapporti con Michelangelo (dandogli
delle commissioni)
Pian piano Michelangelo acquistò fama (fece un crocifisso de legno per la chiesa di Santo Spirito) e
perfezionò il suo disegno (studi di anatomia)

I Medici vengono allontanati da Firenze, quindi Michelangelo si reca a Bologna e poi a Venezia
(dove non trovò niente, per questo tornò a Bologna)
A Bologna non ottenne un contrassegno (come era allora imposto), fu imprigionato perché non
poteva pagare la “multa”, venne liberato e accolto per un anno da messer Giovan Francesco
Aldovrandi (lo ammirava per il suo disegno e per la pronuncia toscana: udiva Michelangelo leggere
opere di Dante, Petrarca…)

Tornò a Firenze
Il cardinale San Giorgio notò Michelangelo e lo fece arrivare a Roma (stette qui un anno) ma non
fece fare niente a Michelangelo, perché non se ne intendeva
A Roma studiò molto l’arte
Il cardinale San Dionigi fece fare a Michelangelo una Pietà di marmo, che poi venne messa a San
Pietro (in questa statua c’è il nome di Michelangelo in una cintola che cinge il petto della
Madonna)
Un giorno Michelangelo entrò nel luogo dove c’era la Pietà e c’era un gruppo di lombardi che
attribuivano l’opera di Michelangelo al “Gobbo di Milano”
Quindi una sera con uno scalpello e un lume incise il suo nome

Pietro Goderini, allora gonfaloniere, vedeva in Michelangelo una grande virtù per questo gli affidò
una parte della sala del consiglio (da dipingere), facendo iniziare così una competizione con
Leonardo Da Vinci (il quale stava già dipingendo quella sala)
Michelangelo ottenne una gran fama: è per questo che a soli 29 anni (nel 1503, data della morte di
Papa Alessandro VI) venne chiamato da Papa Giulio II per fare la sua sepoltura
Giulio decise di far rifare la chiesa di San Pietro

Michelangelo andò a Carrara a cavare i marmi

Fece molte statue e chiese di poterle finire a Firenze qui finì l’opera che Pier Soderini gli aveva
chiesto
Intanto il papa lo richiamò e per questo Michelangelo si recò a Bologna (il papa si trovava lì per
vari impegni)

Una volta tornato a Roma il papa viene persuaso da Bramante (amico e parente di Raffaello da
Urbino) nel dare a Michelangelo il compito di affrescare la Cappella Sistina in onore dello zio Sisto,
così pensavano di allontanarlo dalla scultura (dove Michelangelo era perfetto) e metterlo in
difficoltà con la pittura a fresco (Michelangelo aveva poca pratica con i colori)

Tornato a Roma cercò in tutti i modi di non accettare l’incarico, sia perché voleva finire la sua
scultura, sia perché vedeva quel lavoro come un incarico molto difficile, cercò di mettere davanti
Raffaello

Bramante fece fare un palco per lavorare (bucando la volta?)


Michelangelo chiamò alcuni amici pittori per farsi aiutare (per vedere il modo di lavorare a fresco)
e gli fece iniziare l’opera ma, non soddisfatto, una mattina cancellò tutto ciò che era già stato fatto
e si chiuse nella cappella, senza far entrare nessuno

La cappella cominciò ad ammuffirsi e Michelangelo decise di abbandonare l’opera


Ma Giuliano da San Gallo aiutò Michelangelo a togliere le muffe
Michelangelo stupì tutti e Raffaello cominciò a fare varie opere per farsi notare, e Bramante cercò
di far assegnare l’altra parte della cappella a Raffaello, ma il Papa continuò a far lavorare
Michelangelo

In tutto impiegò 20 mesi, perché il Papa gli metteva fretta (minacciandolo di farlo buttare giù dal
palco)
Michelangelo scoprì l’opera la mattina di ognissanti
Michelangelo voleva ritoccare alcune cose a secco (ma dato che ci voleva molto per rimontare il
palco, restò così)
Michelangelo lavorò con la testa in su, lo stesso Vasari affrescò 5 stanze in volta per il palazzo del
Duca Cosimo e creò una sedia dove si poteva appoggiare la testa

Il Papa lodò moltissimo Michelangelo

1525: Vasari viene condotto a Firenze dal cardinale di Cortona e conosce Michelangelo (messo a
restare con Michelangelo per imparare l’arte)
Ma Michelangelo venne chiamato a Roma da Papa Clemente VII e accadde che Vasari restò con
Andrea del Santo
Per tutta la vita Michelangelo fu soggetto al potere dei papi (si portava dietro la sepoltura di
Clemente II, non riusciva a finire perché i papi successivi gli davano vari incarichi)

1546: morì Antonio da Sangallo, colui che gestiva la Fabbrica di San Pietro (se ne occupò 17 anni)
Il Papa decise allora di affidarla a Michelangelo
Michelangelo cercò di sottrarsi dicendo che l’architettura non era una sua specialità
Il Papa continuava a insistere e quindi Michelangelo fu costretto ad accettarlo

Stampate le Vite di Vasari, Vasari presentò l’opera a Michelangelo “che la riceve con molta
allegrezza”

Paolo III chiese a Michelangelo di tornare a Firenze per finire la sagrestia di San Lorenzo, ma
Michelangelo rifiutò perché era anziano
Il Duca Cosimo ordinò a Vasari di scrivere a Michelangelo per finire la scala della Libreria di San
Lorenzo

Per tutta la vita Michelangelo lavorò alla Pietà ma un giorno decise di romperla per vari motivi:
- La pietra aveva molti angoli
- Il giudizio alto del committente che non si sarebbe accontentato facilmente
Per questo l’opera rotta venne donata a Francesco Bandini

Negli ultimi anni della sua vita Michelangelo si servì di Tiberio Calcagni, perché per la vecchiaia non
poteva più disegnare

A causa di una lenta febbre Michelangelo morì e il suo testamento venne formato da tre parole:
- L’anima sua nelle mani di Dio
- Il suo corpo alla terra
- La roba ai parenti prossimi

† 17 febbraio 1563 (uso fiorentino) /1564 (uso romani)


Per la sua perfezione nel campo del disegno Michelangelo studiò moltissimo anatomia (non solo
degli uomini ma anche degli animali, in particolare i cavalli)
La virtù di Michelangelo gli è stata in vita e non dopo la morte (tutti i pontefici lo hanno voluto
sempre dietro)

Michelangelo fuggiva le compagnie, si allontanò da tutti i fastidi


Nonostante ciò aveva cara l’amicizia di molte persone grandi e dotte (come Ippolito, cardinale de’
Medici)

Molti dicono che non voleva insegnare a nessuno ma amava i suoi collaboratori e colleghi e spesso
dava consigli
Mai vendicativo, pazientissimo, modesto, prudente, savio

Fu un esempio dell’arte mandata da Dio

Sepoltura di Michelangelo: in Santo Apostolo

Il nipote di Michelangelo (Leonardo Buonarroti) si era trasferito a Roma appena saputo della
malattia dello zio, ma non arrivò in tempo, pregò che il corpo venisse portato a Firenze, così venne
portato lì (non si voleva gente al funerale)
Venne sepolto accanto a Cavalcanti
Il Duca ordinò che Michelangelo venisse onorato in Santa Croce (qui erano sepolti i suoi antichi) e
Leonardo Buonarroti pagò tutti i marmi