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IL RESTAURO DEL FREGIO DI GIULIO ARISTIDE SARTORIO

In agosto, durante la pausa estiva dell’attività parlamentare, Montecitorio apre l’Aula alle

ristrutturazioni straordinarie. Solo allora è possibile intervenire sul Fregio (lungo 105 metri e alto 4) dipinto nel 1908-12 da Giulio Aristide Sartorio, come monumentale celebrazione

di una giovane Italia unita. Delle 50 tele che lo compongono 21 sono state smontate

nell’agosto 2006 e (dopo pulitura e ritocchi) vengono ora ripristinate nella sede originaria sotto il Velario dell’Emiciclo. “L’intervento di restauro ha rappresentato per l’Istituzione un impegno di particolare rilevanza –sottolinea il Presidente Fausto Bertinotti- sia sotto il profilo organizzativo (basti pensare che esso si realizza nel cuore della sede della Camera dei Deputati, con tutti i vincoli che ciò comporta) sia dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche adottate per la sua esecuzione”. Il Sartorio fu artista versatile per formazione culturale e capacità tecnica: ammiratore della Rinascenza e del realismo seicentesco, si mosse fra adesioni preraffaelite ed approdi simbolisti. Usava abilmente la preparazione accademica pittorico-scultorea e le moderne tecniche foto-cinematografiche. Il senso di un progresso fondato sulla continuità fra tradizione ed innovazione (che lo espose allora agli alterni giudizi di chi vi leggeva eccessiva modernità o classicismo decadente) è uno dei motivi (dopo l’inspiegabile dimenticanza del secolo scorso) dell’odierna riscoperta di un raro protagonista dell’arte figurativa europea fra ‘800 e ‘900.