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Undicesima per Annum, B

PERDONO
Signore, se pretendiamo che si realizzi il tuo Regno
nei tempi e nelle modalità che decidiamo noi, senza
ascoltare te… abbi pietà di noi

Cristo, se non diamo a noi e agli altri tempo e modi


necessari per riconoscere e valorizzare la tua presenza e
azione … abbi pietà di noi

Signore, se siamo legati a realtà più veloci ma anche


meno solide che ci rendono frettolosi rischiando di
rinunciare a diventare tuoi discepoli… abbi pietà di noi

GRAZIE
Grazie, o Padre, perché a tutti doni la possibilità di
realizzare il tuo regno perché ognuno dei tuoi figli gusti
la gioia del tuo amore

Grazie, Signore Gesù, perché trovi le parole migliori


per farti capire da tutti gli uomini ed entrare così nella
nostra mentalità per educarci alla fiducia in Dio
Grazie, Spirito di vita, perché ci accompagni con
pazienza e fiducia, ci educhi ad accogliere un dono che
non dipende solo dalla nostra azione autonoma
Undicesima per Annum, B

Troppo frettolosi e impazienti per i tempi del Regno?


Domenica scorsa uno dei temi della liturgia della parola
evidenziava il rischio di perdere l’occasione di incontrare Dio in
Gesù perché incapaci di leggere con occhi limpidi la sua presenza.
Di fronte a qualcosa che ci supera possiamo cercare spiegazioni che
ci rassicurano, ma ci portano lontano dalla meta. Dichiarare che
Gesù è posseduto dal demonio, opera in forza di satana è la
bestemmia contro lo Spirito che preclude la salvezza… pure offerta.
Ora ci chiediamo: Perché questo? Perché il rischio di perdere
l’occasione della salvezza che pure ci è ampiamente donata?
Una risposta viene suggerita dal vangelo di questa domenica:
il Regno di Dio ha tempi e modalità di realizzarsi diversi da quelli
che noi umanamente possiamo prevedere. Se ci fidiamo di Dio
allora pian piano ne assumiamo lo stile, i tempi, le modalità
concrete; altrimenti siamo come chi arriva in stazione e vede il
treno allontanarsi perché cocciutamente convinto che doveva
partire da un altro binario.
Il dono di Dio ha in sé una potenza enorme: non serve che noi
stiamo svegli di notte per vedere se spunta qualcosa nel terreno; il
seme contiene una forza che forse sfugge alla nostra misurazione
miope, ma non al suo compito. Ci serve tempo, ma anche il granello
che appare troppo piccolo può diventare una pianta. Il tempo, che
porta con sé la pazienza e la costanza; che chiede umiltà
nell’attendere e fiducia nel collaborare; che esige fedeltà alla
proposta e domanda di assumere tempi che non sono nostri.
E noi, ancora più del passato, siamo abituati a strumenti
veloci, siamo portati a svolgere operazioni sicure e quasi
immediate… dove il tempo tra il clik e l’attuarsi dell’operazione è
sempre minore, quasi impercettibile. Siamo nel tempo in cui
apparire è uno dei verbi più declinati; in cui contare il like è
diventato un’ossessione e condiziona le nostre scelte e alla fine la
nostra stessa realizzazione, racchiuso in un selfie.
Sembra quasi che siamo da soli nel realizzare il regno, che
invece è da accogliere come dono; ma ricevere un dono significa
anche riconoscere una relazione, accettare un legame… e le
condizioni perché funzioni. E se puntiamo ad essere i costruttori di
noi stessi, uomini e donne che si fanno da soli… allora lo spazio per
Dio si limita, e i tempi che lui ha indicato per realizzare le sue
promesse diventano per noi impossibili da contare e lontani dalla
nostra idea del tutto-sùbito. Sarà Dio a cambiare i suoi tempi,
adattandosi alla nostra modernità? O saremo noi a dover assumere
i suoi come misura che dà senso alla nostra vita, e come risposta al
Undicesima per Annum, B

suo dono?

Ci ritroviamo attorno alla mensa dell’Eucaristia,


dopo aver condiviso la Parola che salva,
e desideriamo rendere grazie a te, Dio santo e
fedele,
per Gesù, tuo Figlio e nostro Signore.

Come il terreno che ha accolto il tuo don,


riconosciamo che Gesù ha seminato in noi il tuo
Regno
perché cresca e si consolidi.
Grati a questa grazia lodiamo te, Dio fedele alle
promesse,
Padre che provvedi a tutti i tuoi figli,
come l’agricoltore che desidera i frutti
e si impegna nel portarli a maturazione
per arricchire la mensa della festa
che hai preparato per noi nella casa della gioia.
Nelle parabole riconosciamo la tenerezza di Gesù,
attento a offrire la Parola ai piccoli e ai poveri
primi destinatari del Regno,
donato a tutti gli uomini
perché nessuno resti escluso dalla tua grazia.

Guidati dal suo Spirito,


in sintonia con i nostri fratelli nella fede,
e aiutati dall’intercessione degli angeli e dei santi,
siamo in cammino
verso la piena manifestazione del tuo amore,
e cantiamo riconoscenti la tua lode: Santo…