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Abbiamo sempre riconosciuto al presidente emerito della provincia di Caserta e

consigliere comunale del gruppo di Primavera Casertana Riccardo Ventre parecchie


delle qualità che fanno l'uomo politico.. Ma siamo sicuri di non andare fuori bersaglio
dicendo che le recenti esternazioni, che proclamano improbabili espulsioni sono un
anacronistico tentativo di riproporre un regolamento di conti in stile vetero-
democristiano.
Trovare scusanti o attenuanti a questo revival, è impresa abbastanza ardua. Se
c'era un partito refrattario ad ogni forma di bonapartismo era proprio la DC . Il
bonapartismo si poteva fare e anzi si doveva fare in quello comunista dove il
segretario era oggetto di culto e suprema istanza decisionale. Queste però sono
imprese lontane nel tempo e più congeniali ad altri temperamenti e non sono qualità
dell'uomo che abbiamo conosciuto, negoziatore nato, paziente, serafico, distaccato
fino a far affiorare in taluni il sospetto infondato di menefreghismo.
Noi in questo “contraddittorio scenario”, come si usa chiamarlo, non ci
ritroviamo. Non ci ritroviamo tanto meno in questo comporsi e scomporsi di gruppi o
meglio di famiglie, in cui di stabile c'è soltanto il provvisorio e di affidabile soltanto
il tradimento. Non apprezziamo e né comprendiamo i motivi di questa iniziativa
disgregatrice. Se c'è un disaccordo non c'è nessun bisogno di allargarlo, amplificarlo.
Ci piacciono è vero i campanili e le campane! Ma c'è campana e campana! C'è quella
dell'Angelus e quella del baraccone da fiera che suona ad ogni inizio della giostra.
Onorevole non è piaciuto la campana che annunciava il suo contrordine! Ha prodotto
più di un rintocco stonato. Non siamo in pochi a domandarci quali garanzie possa
dare un partito un movimento un uomo che dal giorno all'indomani cambia campo,
etichetta e bandiera in una marcia verso il nulla politico. Non ci facciamo illusioni.
Sappiamo benissimo che la rottura col proprio gruppo che sostiene i motivi
dell'opposizione alla attuale gestione politico amministrativa della città, è
conseguenza di una scelta grave. Sappiamo altrettanto bene che il modo migliore per
portarla a termine è mostrasi decisi. Questo però dovrebbe avvenire per motivazioni
plausibili, senza riproporre azioni che tentano di mascherare simultaneità di
comportamenti improntati cioè, sia alla dissidenza che alla contestuale appartenenza
altre formazioni politiche che sostengono da par loro il governo del paese e quello
della città di Caserta.
Siamo convinti che un dibattito pacato e schietto possa contribuire a costruire la
storia di oggi e a questo siamo disponibili sempre. Sappiamo anche che l' opportunità
di verifiche di eventuali incognite costituisce, a tutti i livelli in un processo dialettico
civile e responsabile, la principale se non unica forza di persuasione.. Ecco la ragione
della nostra determinazione a proseguire ,confermando le scelte di campo che ci sono
congeniali, il civico impegno a far crescere la coscienza cittadina e l'attaccamento alla
città intesta come collettività per rimettere insieme i fili strappati dalla carenza di
partecipazione , dalla ambizione personale, dalla sudditanza e dalla avidità di potere.