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Lezione n° 47 Anatomia II

APPARATO GENITALE

Argomenti: apparato genitale maschile, apparato genitale femminile

Il professore comunica che gli organi genitali esterni, sia maschili che femminili, verranno trattati in una lezione a
parte.

1. APPARATO GENITALE MASCHILE

L'apparato genitale maschile è composto da alcuni organi pari (gonadi, vie spermatiche, vescichette seminali) e da
alcuni organi impari (genitali esterni, uretra, prostata).

FUNICOLO SPERMATICO

Il funicolo spermatico è un cordone cavo all'interno del quale il testicolo, che origina in posizione pre-renale, scende
mantenendosi nel sottoperitoneo fino a raggiungere l'orifizio inguinale interno, che è l’imboccatura interna del canale
inguinale, il quale viene formato proprio dal testicolo che spinge per andare a collocarsi nello scroto, sotto il
pavimento pelvico. Rappresenta quindi un'espansione della parete addominale anteriore.
Presenta una parete a strati e contiene strutture che sono state trascinate dal testicolo durante la discesa.

PARETE:
La parete è costituita da diversi strati che corrispondono agli strati della parete addominale anteriore.
Dall'interno all'esterno si trova:

- fascia spermatica interna, corrispondente alla fascia trasversalis.


- fascia cremasterica, costituita dal muscolo cremastere che è in continuità con i muscoli obliquo interno e trasverso
- fascia spermatica esterna, corrispondente all'aponeurosi dell'obliquo esterno.

Vascolarizzazione e innervazione della parete:


La parete del funicolo spermatico ha una propria vascolarizzazione e innervazione che deriva da rami che
vascolarizzano la parete addominale:
I rami arteriosi/venosi e i nervi che vascolarizzano e innervano la regione inguinale e sottoperineale si occupano anche
della vascolarizzazione e dell'innervazione del funicolo spermatico.

-Arteria e vena cremasterica: rami delle arterie e vene epigastriche inferiori


-Rami dell'arteria e vena pudenda esterna: rami dei vasi femorali, vascolarizzano principalmente cute e sottocute
-Nervo ileoinguinale e genitofemorale: derivano dal plesso lombare

STRUTTURE CONTENUTE NEL FUNICOLO SPERMATICO:

- Dotto deferente: rappresenta la continuazione distale dell’epididimo, inizia a livello della coda epididimale e
convoglia lo sperma ai condotti eiaculatori. Abbandona il funicolo spermatico a livello dell’anello inguinale interno per
piegare indietro e quindi in basso, descrivendo un arco per poi portarsi verso la prostata. Essendo un organo cavo,
presenta una tonaca muscolare propria che prende il nome di muscolo cremastere interno (non ha nulla a che vedere
con il muscolo cremastere esterno). Ha anche un’innervazione e vascolarizzazione propria: arteria e vena deferenziali
(che derivano dai rami vescicali superiori delle epigastriche inferiori) e nervi autonomi del plesso testicolare.

- Arterie testicolari (rami dell’aorta addominale, inferiormente alle renali).

- Vene testicolari: come in altre parti del corpo, le vene satelliti dell'arteria sono due. In questo caso le due vene si
anastomizzano formando una struttura plessiforme che prende il nome di plesso pampiniforme. A questo livello può
verificarsi una dilatazione varicosa patologica (varicocele) che può determinare una riduzione della fertilità a causa
dell’aumento di temperatura intorno al testicolo. La v. testicolare destra termina nella v.cava inferiore, mentre quella
sinistra termina nella v. renale sinistra

- Nervi testicolari
- Vasi linfatici testicolari
- Legamento vaginale (residuo peritoneale)

Dunque a livello del funicolo spermatico ci sono 3 sistemi vascolo-nervosi:


1) sistema cremasterico (muscolo cremastere esterno)
2) sistema del dotto deferente
3) sistema testicolare/genitale

Parete e contenuto hanno quindi sistemi vascolo-nervosi diversi, ma sono comunque anastomizzati fra loro.

SCROTO

Lo scroto è un sacco fibromuscolare che accoglie i testicoli. Rappresenta la parte terminale del funicolo spermatico.
Oltre ai 3 strati tipici del funicolo spermatico, lo scroto presenta cute e sottocute.
Il sottocute dello scroto contiene il dartos, costituito da muscolatura liscia e definito come un muscolo “pellicciaio”.
Sulla sua superficie esterna presenta un rafe al quale corrisponde internamente un setto.

È vascolarizzato da rami dell’arteria pudenda interna (ramo dell’iliaca interna) e dall’arteria pudenda esterna (ramo
della femorale). Le vene seguono le rispettive arterie. L’innervazione è fornita dal nervo ileoinguinale.
TESTICOLI

Sono sospesi nello scroto e hanno una forma ovoidale con una lunghezza di circa 4 cm e larghezza di 3 cm. Il testicolo
di sinistra è generalmente più basso di quello di destra e ogni testicolo giace obliquamente all’interno dello scroto, con
il polo superiore orientato antero-lateralmente e il polo inferiore invece postero-medialmente.

Il testicolo scende attraverso il funicolo spermatico fino allo scroto poiché la spermatogenesi risulta efficace a 33-34°,
temperatura tipica dello scroto. Nella cavità addominale invece la temperatura è di 37° e la spermatogenesi
risulterebbe abortiva.
Si capisce che il testicolo non origina nello scroto osservando il dotto deferente: dal basso si porta in alto, circonda la
vescica e si infila in essa da dietro. Se il testicolo fosse originato nello scroto, il dotto deferente non sarebbe stato così
lungo ma dallo scroto avrebbe bucato il pavimento pelvico e raggiunto la prostata.

COMPORTAMENTO DEL PERITONEO DURANTE LA DISCESA DEL TESTICOLO


Durante la discesa, il testicolo si trova sotto il peritoneo. Quest’ultimo si invagina di fianco al testicolo e lo segue nel
canale inguinale accompagnandolo fino nello scroto dove darà origine alla sua tonaca vaginale. La tonaca vaginale con
il suo foglietto aderisce al testicolo mentre con il suo foglietto parietale aderisce allo scroto. Il residuo del peritoneo
presente nel canale inguinale costituisce invece il legamento vaginale. il Dopo la discesa, i due foglietti del peritoneo
restano separati in prossimità del testicolo mentre si fondono sopra di esso.

Il doppio foglietto ricorda il comportamento delle sierose dei confronti degli altri organi: il testicolo può essere
paragonato al cuore rivestito dal suo pericardio.

STRUTTURA DEL TESTICOLO


Il testicolo presenta 3 tonache che dall’esterno all’interno sono:

- tonaca vaginale
- tonaca albuginea: rivestimento di connettivo denso (posteriormente è più spessa)
- tonaca vascolare: si trova sotto la tonaca albuginea e da essa originano i vasi che si portano a vascolarizzare il
parenchima (costituito dai diversi tubuli dell’organo)

Dalla tonaca albuginea si staccano dei setti, tra i quali sono presenti i tubuli seminiferi (all'interno dei quali avviene la
spermatogenesi).
In prossimità dell'ilo questi tubuli contorti diventano rettilinei e prendono il nome di tubuli retti. Prima di uscire dal
testicolo essi si mescolano nuovamente fra loro andando a costituire la rete testis, da cui originano i piccoli condotti
efferenti che si portano all'interno dell'epididimo (localizzato postero-lateralmente rispetto al testicolo). Questi
condotti efferenti si piegano nella testa dell'epididimo, passano nel corpo, nella coda e si continuano con il dotto
deferente. La particolare struttura aggrovigliata dell’epididimo è dovuta al fatto che quest’ultimo ha una funzione di
maturazione degli spermatozoi ed eliminazione di quelli aberranti.

La tonaca vaginale non avvolge completamente il testicolo: a livello dell'ilo infatti non è avvolto dalla tonaca vaginale
ma è fissato allo scroto. Questo gli permette di muoversi evitando però il movimento di rotazione, poiché se il
testicolo girasse i vasi si chiuderebbero e si avrebbe l'infarto testicolare (può comunque accadere che in alcuni
soggetti la tonaca avvolga anche l’epididimo).

All'interno dello scroto, il testicolo di destra e quello di sinistra sono separati da un setto.
Il polo inferiore del testicolo è fissato alla base dello scroto da due residui di muscoli striati che sono chiamati
gubernaculum testis. Essi sono responsabili del trascinamento del testicolo nella sua posizione; dopo aver svolto il
loro compito, questi muscoli non vengono più utilizzati e si trasformano in tessuto connettivo.

2. APPARATO GENITALE FEMMINILE

Dal punto di vista anatomico, le diverse strutture dell’apparato genitale femminile vengono classificate in gonadi, vie
genitali e genitali esterni.
Da un punto di vista pratico, l'apparato viene diviso in tratto genitale superiore, comprendente l’utero, le tube e le
ovaie, e tratto genitale inferiore comprendente la vagina e tutti i genitali esterni.

VAGINA

È un canale fibromuscolare rivestito da epitelio pluristratificato non cheratinizzato e presenta pieghe circolari che
conferiscono all'organo una discreta elasticità. Si estende dall’orifizio tra le piccole labbra fino all’utero, attraversando
il pavimento pelvico. Ha una lunghezza di 8-9 cm, un diametro di 2-3 cm ed è schiacciata antero-posteriormente
poiché davanti è presente la vescica e dietro il retto.

Nella porzione più prossima ai genitali esterni, la vagina nella donna che non ha avuto rapporti sessuali è parzialmente
chiusa dall'imene, la quale può presentare diversi fori.
RAPPORTI TRA VAGINA E UTERO:
Normalmente l'angolo che si forma tra la vagina e il collo dell'utero è di circa 100°.
La cervice uterina ha una forma convessa e prospetta nella vagina che è tubiforme.
Il punto in cui la parete della vagina si ribatte sulla cervice uterina crea un recesso anulare che prende il nome di
fornice. In una sezione sagittale anteriormente il fornice risulta più basso rispetto alla porzione posteriore.

RAPPORTI:
- Anteriormente è presente la vescica e l’uretra. È separata da questi dal connettivo sottoperitoneale prevaginale
- Posteriormente è presente il retto, separato dalla vagina dal connettivo sottoperitoneale retrovaginale nel quale è
riscontrabile un addensamento corrispondente al setto di Denonvilliers.

UTERO
È un organo cavo che presenta la forma di pera capovolta.
In una donna nullipara (ovvero che non ha mai partorito) ha un’altezza di 6-7 cm, in una multipara è più grande.
Durante la gravidanza l'utero aumenta notevolmente il proprio volume da modificare i rapporti anatomici con gli altri
organi

PARETE:
L’utero presenta una:
-Tonaca mucosa, chiamata endometrio, che presenta variazioni cicliche
-Tonaca muscolare, chiamata miometrio, che risulta notevolmente ipertrofico poiché l'organo deve sostenere un
lavoro intenso in caso di gravidanza; non è raro che la parete dell'utero si rompa durante il parto.
-Tonaca avventizia, chiamata perimetrio
In alcune parti l'utero è rivestito dalla tonaca sierosa.

NB: non è presente la tonaca sottomucosa.

STRUTTURA DELL'UTERO
Nell'utero si distinguono un corpo e un collo, chiamato anche cervice. Tra le due componenti è presente un
restringimento chiamato istmo (non identificabile facilmente in tutti gli uteri).
- il corpo si estende dal fondo (superiormente) fino all’istmo (inferiormente). In prossimità della sua estremità
superiore le tube uterine (o tube di Falloppio) si collegano all’utero in corrispondenza dei corni uterini. È quasi
completamente avvolto dal peritoneo.
- a livello della cervice si riconoscono due porzioni: porzione sopravaginale e porzione intravaginale (quest'ultima è
detta portio e prospetta dentro la vagina, rivestita dal suo stesso epitelio). La cervice di una donna nullipara è
anatomicamente differente da quella di una donna primipara o multipara. È rivestita dal peritoneo solo a livello della
faccia posteriore, mentre la faccia antero-laterale è sottoperitoneale.

A livello dell'istmo si forma anteriormente un angolo che normalmente misura 120-170°.


Se questo angolo misura meno di 120° o più di 170-180° si parla di “flessione dell'utero”. Se l'angolo è minore di 120°
l'utero è antiflesso, se invece è maggiore di 170-180° l'utero è retroflesso. La retroflessione può creare difficoltà ad
andare incontro a gravidanza o a portare a termine la gravidanza.

Con il termine “versione dell'utero” si intende invece la modificazione dell'angolo tra utero e vagina, che può essere
minore di 100° (utero antiverso) o maggiore di 100° (utero retroverso). Anche le versioni, se eccessive, danno origine
alle stesse problematiche delle flessioni.
La flessione e la versione possono coesistere in diverse combinazioni.
CAVITA'
A livello del corpo la cavità è triangolariforme, schiacciata dall'avanti all'indietro e si continua supero-lateralmente con
la cavità della tuba.

A livello dell'istmo il triangolo diventa un canale relativamente circolare che costituirà la cavità della cervice uterina.
Il punto di passaggio tra canale cervicale e cavità uterina si chiama orifizio uterino interno. Il punto di passaggio tra
canale cervicale e vagina si chiama orifizio uterino esterno.

Una peculiarità del canale cervicale è quella di contenere l'arbor vitae dell’utero, costituito da diverse pieghe a rami
d’albero. Uno si trova sulla faccia posteriore, l'altro sulla faccia anteriore dell'utero. Quando l'utero è a riposo, l'albero
anteriore e l'albero posteriore combaciano e costituiscono una sorta di sigillo che protegge l'organo dalla carica
batterica presente a livello dei genitali esterni e del canale vaginale con cui è in comunicazione.

Durante la gravidanza, il volume interno passa da 50 ml scarsi a 5000 ml. Gli organi addominali e i vasi retroperitoneali
ne risentono: si ha la compressione della vena cava (l'aorta non si comprime perché ha una propria pressione) con
conseguente stasi venosa e gonfiore dell'arto inferiore, la compressione del dotto toracico con conseguente stasi
linfatica, la compressione dello stomaco con conseguenti difficoltà digestive.

RAPPORTI
- Anteriormente è presente la vescica
- Posteriormente è presente il retto
- Inferiormente si continua con la vagina.
- Superiormente sono presenti le anse del tenue

Il fondo dell'utero è in rapporto, specialmente se spinto in avanti dalla cervice, con la parete addominale anteriore
sopra la sinfisi pubica.
Durante la gravidanza l'utero cresce tendendo a destra poiché a sinistra è presente il sigma.

ADDENSAMENTI CONNETTIVALI
Nel sottoperitoneo sono presenti degli addensamenti connettivali pari chiamati impropriamente “legamenti” che
costituiscono i mezzi di fissità dell’utero (sono già stati visti con la vescica):
- legamenti cardinali, detti anche legamenti cervicali trasversi o del Mackenrodt, si portano alla parete laterale della
pelvi
- legamenti utero-vescicali, prosecuzione dei legamenti pubo-vescicali
- legamenti utero-retto-sacrali
Questi addensamenti si connettono alla regione cervicale dell'utero, l'unica ad essere sottoperitoneale. Tutta la
restante parte dell'utero è intraperitoneale.
TUBE UTERINE (DI FALLOPPIO)

Sono organi cavi pari che permettono il collegamento tra ovaio e utero.
Sono costituite da quattro porzioni, che sono procedendo dall'ovaio verso l'utero:

-infundibolo: simile a una campana di tromba. Sul suo margine sono presenti 10-15 sfilacciature chiamate fimbrie.
Esse servono a catturare l'ovocita che “salta” dalla superficie dell'ovaio verso la tuba. Talvolta l'ovocita cade nella
cavità peritoneale e viene fagocitato dai macrofagi. Inoltre, quando è ancora appeso alla fimbria, può essere
fecondato da uno spermatozoo e successivamente cadere nella cavità peritoneale che costituisce un ambiente adatto
alle prime fasi di sviluppo. Si tratta di una gravidanza extrauterina intraperitoneale che risulta essere abortiva e può
dare origine a prodotti necrotici che infiammano il peritoneo.
La cavità peritoneale nell'uomo non è in comunicazione con l'esterno ma nella donna sì: la cavità uterina che
comunica con l'esterno è in comunicazione con le tube, le quali a loro volta si aprono nella cavità peritoneale.

-ampolla: porzione di tuba più ampia con un diametro di 1 cm.

-istmo: è più ristretto, il diametro è di 5 mm.

-porzione intramurale: porzione di tuba che attraversa lo spessore della parete uterina.

OVAIE

Hanno le stesse dimensioni del testicolo. Nella donna fertile le dimensioni sono 4 x 2 x 3 cm, nella donna anziana
l'ovaio è più piccolo e costituito principalmente da connettivo.
È un organo parenchimatoso appoggiato verticalmente sulla parete pelvica laterale.
Non è rivestito da peritoneo (a differenza della tuba e dell'utero) ma è rivestito da un epitelio cubico chiamato
impropriamente germinativo (infatti l'oogenesi non avviene a livello di questo epitelio). La linea di Farrè-Waldayer
segna la transizione tra l’epitelio e il peritoneo.
Macroscopicamente l'ovaio presenta una porzione corticale, più esterna e ricca di follicoli, e una porzione midollare,
più interna in cui i follicoli sono pressoché assenti. I follicoli secondari sono visibili anche ad occhio nudo.
COMPORTAMENTO DEL PERITONEO SULL'UTERO
Osservando uno scavo pelvico maschile, si nota il peritoneo che scende dal retto e si porta sulla vescica, la quale forma
una gobba. Nella donna è presente anche l'utero con le tube: in questo caso le gobbe sono due e il peritoneo,
appoggiandosi sulle tube, crea due ali formate da un foglietto anteriore e un foglietto posteriore. Queste grandi ali
costituiscono i due legamenti larghi dell'utero. All'estremità delle ali sono presenti le fimbrie che si appoggiano sulla
parete pelvica e bucano il foglietto posteriore del legamento largo permettendo la comunicazione tra cavità tubarica e
cavità peritoneale.
In posizione anatomica di antiflessione, il foglietto posteriore è rivolto verso l'alto mentre il foglietto anteriore è
rivolto verso il basso: per vedere il foglietto anteriore è necessario sollevare l'utero.