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Diritto Pubblico - 2° Parziale

Fonti del Diritto


Fonte = Strumento di produzione del diritto, da cosa si genera il diritto
Ogni atto o fatto idoneo a produrre norme giuridiche, ossia ad innovare il sistema normativo
Norme giuridiche  dentro Codice Civile e Codice Penale

Ordinamenti moderni si basano su un Processo Costituente  Costituzione è alla base di tutto,


descrive lei stesse gli atti a cui attingere per produrre fonti

 La fonte  è l’atto o fatto idoneo a produrre diritto


 La disposizione  è l’enunciato linguistico di senso compiuto di cui un atto giuridico si compone
 La norma  è la regola di comportamento, il significato che gli interpreti assegnano alla
disposizione
 L’interpretazione  è l’attività intellettiva che consente di desumere dalla disposizione la norma

3 tipi di fonti:
 Fonti di Produzione
Producono il Diritto vero e proprio
 Fonti sulla Produzione
Producono regole per organizzare il sistema delle Fonti  metanorme
 Fonti di Cognizione
Strumenti attraverso i quali si viene a conoscere delle fonti
In Italia Gazzetta Ufficiale GU

Fonti di Produzione a loro volta si dividono in


o Fonti Atto
Costituzione e Regolamenti
Ha sempre alcune caratteristiche:
 Esistente  emanata nell’esercizio di un potere proprio dell’autore
 Valida  conforme alla norma di riconoscimento e alle norme gerarchicamente
sovraordinate
 Efficace  Capace di produrre effetti

o Fonti Fatto
Fatti fisici veri e propri
Consuetudine, Fonti Europee (perché direttive sovranazionali)

Sistema delle fonti


 Costituzione

 Fonti Primarie dello Stato  Leggi


Legge – Decreti Legislativi – Decreti Legge
 Fonti Secondarie dello Stato Regolamenti

 Fonti Primarie delle Regioni


Leggi Regionali
 Fonti Secondarie delle Regioni
Regolamenti Regionali
Antinomie
Contrasti tra norme
Due norme hanno significati incompatibili
Compito dell’interprete capire e risolvere le antinomie
Scienza giuridica ha elaborato dei Criteri per risolvere e scegliere  si chiamano Preleggi
4 criteri di Risoluzione delle Antinomie
1. Criterio Cronologico
2. Criterio Gerarchico
3. Criterio di Competenza
4. Criterio di Specialità

Criterio Cronologico
Se c’è contrasto tra due norme  vale la più recente lex posterior
Legge vecchia non è più efficace
Efficacia = idoneità di un fatto a produrre effetti giuridici

La prevalenza di una legge nuova su una legge vecchia si esprime attraverso l’


Abrogazione
Annullamento di una norma giuridica dall'entrata in vigore di una nuova legge, motivato da un
provvedimento

Può essere: erga omnes


 Abrogazione Espressa  Vale per tutti
Viene specificata dal Legislatore
 Abrogazione Tacita
Legislatore non si è preoccupato. Tocca al Giudice far pulizia 
inter partes
 Abrogazione Implicita
Vale solo per chi è sotto il
Legislatore ha integrato la norma vecchia 
Giuduce. Non vincola gli
altri giudici
Principio di Irretroattività
Leggi valgono solo per il futuro  Non valgono per il passato
Valida sempre
Si può fare una deroga se il Legislatore lo richiede (deve essere motivato)
NO Deroga in Campo Penale
(ad eccezione delle leggi penali in bonam partem)

Esistono alcuni casi particolari


 Deroga  se c’è un contrasto tra norme di carattere diverso si fa un’eccezione
Esempio: i terremotati non devono pagare le tasse
 Sospensione  sospesa applicazione di una norma per un certo periodo a una categoria o
zona

Criterio Gerarchico
Se c’è contrasto tra due norme  vale la più alta gerarchicamente lex superior

Prevalenza di una legge superiore su quella inferiore si esprime attraverso l’


Annullamento
Dichiarazione di illegimità
La disposizione in contrasto con una norma superiore diventa invalida  “inValidità”

Annullamento è
 Dichiarato da un giudice (Corte Cost per Legge – Giudice Amministr. per Regolamenti)
 causato da vizi formali (es. emanato da un organo non competente) o da vizi sostanziali
(produce un’antinomia)
Ha effetto erga omnes (vale per tutti) ed ex tunc (valido anche per il passato, per procedimenti non
decaduti, prescritti o non più impugnabili)

Campo d’azione  stesso filone gerarchico (Stato-Stato // Regioni-Regioni)

Criterio gerarchico  risulta dalla combinazione di due Principi

Principio di Costituzionalità
Supremazia della Costituzione sulle Leggi
Si preferisce la Costituzione alle Leggi

Principio di Legalità
Quasi implicito nelle Costituzioni
Supremazia della leggi sugli atti del potere esecutivo

Riserva di Legge
Costituzione prescrive che una determinata materia sia regolata dalla Legge
Meccanismo per evitare che alcune materie non siano disciplinate

È una regola per indirizzare la funzione legislativa.

Tipologie
Esistono 4 modi diversi:
1. Riserve a favore di atti diversi dalla legge
Sono rare e possono essere riserve a favore della legge costituzionale, riserve a favore dei
regolamenti parlamentari oppure riserve a favore dei decreti di attuazione degli Statuti
speciali

2. Riserva di legge formale


Su una certa materia può intervenire solo atto legislativo prodotto attraverso il procedimento
parlamentare.
C’è obbligatoriamente per  leggi che rappresentano strumenti attraverso i quali il
Parlamento controlla l’operato del Governo.

3. Semplici riserve di legge


Prescrivono che la materia da esse considerata sia disciplinata dalla legge ordinaria.
Materie particolarmente delicate  vanno approcciate solo con procedimento parlamentare.

4. Riserve Rinforzate
Meccanismo con cui la Costituzione
 si limita a riservare la disciplina di una materia alla legge
MA anche  pone ulteriori vincoli al legislatore.

Si possono distinguere in:


 Rinforzate Per Contenuto
Costituzione prevede  determinata regolazione possa essere fatta dalla legge ordinaria
soltanto con contenuti particolari.

• Rinforzate Per Procedimento


Determinata materia  deve seguire un procedimento aggravato rispetto la normale
procedimento legislativo.
Si fa per  limitare il potere della maggioranza politica nei confronti delle minoranze.

Criterio di Specialità
Se c’è contrasto tra due norme  vale la più speciale
Le due norme in conflitto rimangono entrambe efficaci e valide  ma viene scelta la più specifica

Meccanismo della Deroga


 se c’è un contrasto tra norme di carattere diverso si fa un’eccezione
Esempio: Non risponde delle conseguenze del fatto dannoso che non aveva le capacità di
intendere o di volere

Criterio di Competenza
Contrasto tra fonti di tipo diverso che non sono in relazione gerarchica  viene scelta quella che
appartiene alla sfera di competenza giusta
Viene invalidata la disposizione incompetente

Campo di competenza  Stesso livello gerarchico (primarie Stato-Regioni / secondarie Stato-Regioni)

La Costituzione
Complesso di Regole fondamentali di una data organizzazione sociale
Fonte al vertice della gerarchia
 possibilità di modificare la costituzione

Evoluzione del concetto di Costituzione


Da Codificazione di regole consuetudinarie  1250
A Corpo organico di leggi  1700

Ciclo del Costituzionalismo


1. Costituzioni Rivoluzionarie ‘700
Francia, USA

2. Costituzioni Napoleoniche
Purificazione del Diritto Civile
Francia (Lucca, Napoli e Sicilia)

3. Costituzioni della Restaurazione


Siamo alle origini dello Stato liberale
Primo è di Luigi XVIII nel 1814, poi Stati Tedeschi

4. Costituzioni Liberali
Olanda, Francia, Spagna e nostro Statuto Albertino

5. Costituzioni Latino-Americane
Sempre Stati liberali ma il modello latino-americano si avvicinano al modello USA

6. Costituzioni Democratiche a Forma di Governo Razionalizzata


Weimar e Finlandia nel 1919
Importante la Costituzione dell’ Austria del 1920 (scritta da Hans Kelsen) prima che introduce
una Corte Costituzionale

7. Costituzioni Democratico-Sociali
Dopo la 2a Guerra Mondiale
Alcuni ordinamenti abbandonano lo Stato Liberale (che aveva permesso l’instaurazione del
Fascismo)
Viene preso spunto dalla Costituzione Austriaca del 1920 (si introduce sempre una Corte
Costituzionale che garantisce per la Costituzione stessa)
Molta più importanza ai diritti (perché schiacciati con i totalitarismi)  contro i diritti negativi
Italia, Francia, Germania le più importanti

8. Costituzioni della Decolonizzazione


Nigeria, Jamaica

9. Costituzioni Democratico-Sociali 2^ Gen


Spagna, Grecia, Portogallo
Paesi che escono più tardi dal totalitarismo
Stessi fini delle Costituzioni Democratico Sociali 1^ Gen + Diritti Sociali, positivi
Oltre a vari aggiornamenti con le condizioni costituzionali più recenti (attenzione a
controversie più recenti, legate ad un mondo più moderno)

 Costituzione come fonte


Da dove si genera il potere di una Costituzione?
Potere Costituente
Potere totalmente libero
È la Fonte di vertice dell’Ordinamento  da validità a tutte le altre norme

Costituzione può essere:


 Lunga / Breve
 Aperta / Chiusa
 Formale / Sostanziale
Viene applicata direttamente?
Ci dice qual è lo stato di salute della Costituzione
 Di Bilancio / Di Programma
 Rigida / Flessibile
Flessibile
È naturale o ordinaria la loro modificazione
Rigida
Prevedono dei procedimenti particolari per la modifica (referendum)
È una costituzione Garantita (non immodificabile)

Costituzione Italiana
Entra in vigore il 1° Gennaio 1948
Approvata dall’Assemblea Costituente
Eletta contemporaneamente al referendum

È una costituzione Lunga (contiene e somma mlti interessi e valori), Aperta (non pretende di
individuare una linea ma elenca i vari valori)
Questo carattere aperto  porta con se valori opposti, conflittuali  natura pluralista
Porta notevole dinamicità

Primi 12 articoli  Principi Fondamentali

Norme Costituzionali
Efficacia
All’interno della Costituzione permangono delle norme ad efficacia indiretta
Richiedono l’intervento dei pubblici poteri
Costituzione Italiana  Rigida

Legge Costituzionale
Atto normativo  adottato dal parlamento con una procedura aggravata (cioè più complessa)
Ha lo stesso rango della costituzione nella gerarchia delle fonti del diritto
Può integrare o modificare la Costituzione

C’è un procedimento particolare per modificare le leggi costituzionali


Questo mutamente si chiama Revisione Costituzionale
Procedimento particolare, descritto dall’ Art. 138
Servono 4 approvazioni (2 deliberazioni dalle 2 camere)

1. Doppia Votazione
Entrambe Camere approvano con maggioranza relativa – 1^ Lettura
Passano 3 mesi
Entrambe Camere approvano con maggioranza di 2/3  – 2^ Lettura
Presidente della Repubblica  promulga
Gazzetta Ufficiale

2. Maggioranze qualificate
Entrambe Camere approvano con maggioranza relativa – 1^ Lettura
Passano 3 mesi
Entrambe Camere approvano con maggioranza assoluta  – 2^ Lettura
Pubblicato il testo sulla Gazzetta Ufficiale
Entro 3 mesi può essere proposto un Referendum Popolare (senza quorum minimo)
Su richiesta di:
 500 000 elettori
 5 Regioni
 1/5 dei Parlamentari (per
ogni camera)
Se esito positivo
Presidente della Repubblica  promulga
Gazzetta Ufficiale

Limiti della Revisione Costituzionale


art. 139

Non è revisionabile la Forma Repubblicana dello


Stato
Interpretazione estensiva  non è solo la forma
repubblicana inviolabile (contrapposta alla
Monarchia)
 Non si può attaccare il carattere democratico, i
diritti inviolabili dell’uomo, l’art. 5 Italia è una e
indivisibile
La Legge
Legge Formale = Atto normativo prodotto dalla deliberazione delle 2 Camere e promulgato dal
Presidente della Repubblica.
L’aggettivo formale deriva dal particolare iter che precede l’approvazione di una legge formale.
E’ una fonte primaria.
Legge Formale Ordinaria
Comprende sia Leggi sia Atti aventi Forza di Legge

Atto con forza di legge  Si definisce tale un atto normativo che non ha la forma della legge ordinaria
(dunque non aderisce ad un iter standard), ma è equiparato alla legge formale ordinaria.
E’ una fonte primaria.

Legge e Atto con forza di legge  stessa forma attiva

Gerarchia delle fonti


Legge è la fonte primaria
Sottoposta alla Costituzione
Sovraordinata ai regolamenti

1. Costituzione e Leggi Costituzionali


2. Legge Formale
3. Atti aventi forza di Legge (Decreti Legislativi,
Decreit Legge)
4. Regolamenti Governativi

Procedimento Legislativo – Iter Legis


4 Fasi
1. Iniziativa Legislativa
2. Deliberazione delle Camere
3. Promulgazione
4. Pubblicazione

1. Iniziativa Legislativa
Presentazione di una Proposta di legge
Disegno di Legge se presentato dal Governo DDL
Progetto di Legge negli altri casi PDL
Forma
È un articolo redatto Articolato (commi vari)
Il testo di una determinata legge è accompagnato da una relazione. Che spiega il motivo per il
quale viene applicata
Va aggiunta anche una valutazione d’impatto
Testo Articolato + Relazione (e valutazione d’impatto)

Iniziativa può essere:


1-A. Governativa
Valida per tutte le materie
Iniziativa di uno o più ministri  deliberazione del Consiglio dei Ministri  autorizzazione
del Presidente della Repubblica  presentazione in una Camera (solitamente si alternano)
1-B. Parlamentare
No materia di Bilancio
Ogni deputato o senatore può presentare Progetti di Legge PDL
Solitamente sono collettivi (gruppi parlamentari o capigruppo)
1-C. Popolare
No materia di Bilancio
Proposta di 50.000 elettori. Firme raccolte al massimo in 6 mesi
Disapplicata fino al 1970 perché non era regolamentato il sistema di raccoglimento firme
1-D. Regionale
Consigli Regionali
1-E. CNEL
Non ha limiti normativi ma poco utilizzata

Iniziativa di legge non crea un obbligo per la Camera di deliberare


Capita spesso il fenomeno dell’insabbiamento

2. Deliberazione delle Leggi


Proposta di legge deve obbligatoriamente passare da una Commissione Permanente competente
Viene coinvolta però anche l’Aula (le Camere)

3 modalità:
2-A. Procedimento Ordinario
Presidente della Camera interpellata individua la commisisone per materia

I. Fase in Commissione
Nomina del Relatore (solitamente Presidente della Commissione)
Discussione sulle linee generali
Discussione Articolo per Articolo
ed eventuali Emendamenti di Commissione
Eventuale intervento del Comitato Ristretto
Adozione di un “Testo Base”
Relazione all’Aula (può esserci anche una Relazione di Minoranza)

II. Fase in Aula


Sistema delle 3 Letture – Tre Letture
1^ Lettura  Introdotta dai relatori, discussione generale
Può concludersi con votazione di non passaggio  termina iter
2^ Lettura  Discussione dei singoli articoli, degli emendamenti
Voto dei singoli articoli con i relativi emendamenti
Fase lunghissima
3^ Lettura  Approvazione finale del Testo Formale necessaria cazzo
Basta maggioranza semplice
Voto palese con procedimento elettronico

2-B. Procedimento per Commissione Deliberante


Particolare
Commissione assorbe tutte le fasi del procedimento di approvazione  sostituisce l’aula
Può essere chiesto il passaggio all’Aula
 da Governo, 1/5 della Commissione o 1/10 delle Camere
Alcune materie sono escluse
“Riserve di Assemblea”
 Leggi Costituzionali
 Leggi Elettorali
 Leggi di Delega
 Trattati Internazionali
 Approvazione Bilanci
Necessario  commissioni sono composte proporzionalmente da tutti i gruppi parlamentari
 sono dei “mini parlamenti”
Composizione proporzionale

2-C. Procedimento per Commissione Redigente


Procedimento misto
Via di mezzo tra i due precedenti
Non è previsto dalla Costituzione ma dai regolamenti parlamentari

Commissione discute, valuta e vota gli articoli ed emendamenti


Camera  può votare Singoli articoli o solo il Testo Finale
Senato  può votare solo il Testo Finale

Conclusione dell’iter legis


Esauriti i lavori in una Camera  va mandato all’altra
Proposta di Legge deve essere approvata nel medesimo testo da entrambe le Camere  Navette
Può viaggiare più volte perché deve essere approvato Stesso identico Testo Finale

3. Promulgazione
Legge è perfetta
ma non ancora Efficace
Efficacia  vien data dalla promulgazione da parte del Presidente della Repubblica

Governo trasmette la Legge al Presidente della Repubblica  deve promulgarla entro 30 giorni
Presidente della Repubblica svolge ruolo:
 Formale
Testo deve essere identico
 Sostanziale
Valutare la costituzionalità

Può rinviare la legge  Rinvio 1 sola volta (quindi non è un veto, è un controllo)
Rinvio deve avere un Messaggio Motivato

Sia Promulgazione sia Rinvio  controfirmati dal Governo (può succedere che Governo consigli rinvio)

4. Pubblicazione
Sulla Gazzetta Ufficiale G.U.
Entrata in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione

Leggi Rinforzate
Alcune particolari leggi  previsto dalla Costituzione
Procedimento parlamentare più complesso del classico procedimento legislativo.

Esempio
Amnistia e Indulto  Leggi rinforzate
Iter particolare:
Prevedono una riserva di legge tale che, piuttosto che essere emanati dal Presidente della Repubblica,
vengono approvati con legge formale.

Fonti Atipiche
Hanno forma di Legge ma non funzionano come Leggi
Esempio
Leggi di Bilancio
Atti aventi Forza di Legge
Decreti Legislativi e Decreti-Legge
Funzione normativa del Governo  non di titolarità
Articolo 70 ci dice  Funzione legislativa avviene collettivamente dalle 2 Camere
Esercizio può essere delegato al Governo (art. 76)

Potere Legislativo è in mano al Parlamento (alle 2 Camere)

Procedimento
2 fasi:
 Prima Fase  Parlamento conferisce la delega al Governo con Leggi Delega
 Seconda Fase  Governo esercita la delega ed emana il Decreto Legislativo

Legge Delega
Legge con cui le Camere possono attribuire al Governo il potere legislativo.
La delega di funzioni legislative al Governo è un’eccezione all’articolo 70.

 Decreto Legislativo  delegato


Atto con forza di legge emanato dal Governo in esercizio della delega
Si usa per affrontare argomenti molto complessi e “tecnici”
Esempio Codici tributari

Ci sono alcuni Vincoli per la Delega


1. Conferita esclusivamente con legge formale
Procedimento Ordinario e Riserva di Legge formale

2. Conferita solo al Governo e non ai singoli organi che lo compongono (No singoli ministri)

3. Contiene indicazioni minime = contenuti necessari:


A. Restringere ambito tematico della funzione delegata  oggetto definito
Parlamento deve tracciare la cornice normativa
B. Deve indicare un Tempo limitato entro il quale il decreto deve essere emanato. Delega ha
una scadenza
C. Deve essere specifica  determinazione degli interessi da soddisfare e degli scopi da
perseguire resta quindi una competenza riservata al Parlamento
Recap
Oggetto Preciso - Tempo Definito - Direttive del Parlamento

Decreto Legislativo Delegato


Governo segue questo procedimento:
1. Proposta del Ministro competente
2. Delibera del Consiglio dei Ministri
3. Eventuali adempimenti ulteriori, se prescritti dalla legge di delega
4. Eventuale deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri a seguito dei pareri espressi
dai soggetti consultanti
5. Emanazione da parte del Presidente della Repubblica
6. Pubblicazione in Gazzetta

Attenzione che la Delega non è obbligatoria per il Governo, non sarebbe sanzionato  se Governo non
esercita avrà una responsabilità politica (Parlamento può sfiduciarlo in caso)
Posizione Costituzionale del D.lgs.
Atto equiparato alla legge
Posizione gerarchica  medesima posizione di legge
Ambito di competenza  più ristretto

Decreti Accessori
Succede che affianco ad una Legge abbia bisogno di un’attuazione, un coordinamento
Delega accessoria
Parlamento chiede al Governo di fare un D.lgs per attuarla, regolamentarla
Succede spesso con D.lgs che servono di transizione

Esempio sono  Testi Unici


Particolare caso di delega accessoria  Governo deve coordinare le leggi esistenti in una certa
materia, raccogliendole in un testo unico
Semplificazione legislativa

 Decreto Legge
Atto con forza di legge che il Governo è autorizzato ad emanare in casi di straordinaria urgenza.
Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
Ma  effetti sono provvisori
a meno che il Parlamento non converta il D.L. in legge (ha tempo 60 giorni)

Iter è lineare  Deliberazione del Consiglio dei Ministri


Emanazione del Presidente della Repubblica
Pubblicazione immediata sulla Gazzetta Ufficiale

Requisiti per l’emanazione del decreto legge:


Un D.L. è autorizzato in:
 Casi straordinari
 Casi di necessità
 Casi di urgenza

Largo margine di elasticità


Straordinarietà  può essere dovuta a moltissime situazioni (eventi naturali, comportamenti umani,..)
Non ci sono parametri rigidi

Un D.L.  non può essere emanato nelle materie coperte da riserva di legge formale, in materia
elettorale e sui tributi

Entro 5 giorni il Governo deve presentarsi alle Camere (anche se sciolte) per chiedere la Conversione
Termine di 60 giorni, tassativo.

Procedimento di Conversione
Alcune variazioni rispetto a quello ordinario  per assicurare tempi certi e brevi
Meccanismi differenti in Camera e Senato

D.L.  se non convertiti in legge entro 60 giorni, perdono efficacia sin dall’inizio.
Notizia immediatamente in Gazzetta ufficiale di mancata conversione.
Perdita di efficacia del decreto-legge  Decadenza
Travolge tutti gli effetti prodotti dal decreto-legge
Tutti gli effetti prodotti vanno eliminati  costituiscono degli illeciti
(viene ripristinata la situazione precedente)

Situazione che si crea dopo la Decadenza non è sempre sostenibile


Costituzione introduce strumenti opportuni
 La Legge Sanatoria degli effetti del decreto-legge decaduto
Legge che elimina le cause di invalidità
Tuttavia:
1. Parlamento non è affatto tenuto ad approvarla: è infatti una decisione politica.
2. Non è una soluzione tecnicamente praticabile sempre e comunque

 Governo è soggetto a responsabilità politica ma anche giuridica:


1) Responsabilità penale  i ministri rispondono singolarmente di eventuali reati
(presenza di colpa o dolo) commessi con l’emanazione del
decreto-legge
2) Responsabilità civile  i ministri rispondono solidalmente dei danni prodotti a terzi
3) Responsabilità amministrativo-contabile  i ministri che hanno espresso un voto
favorevole al decreto-legge rispondono solidalmente degli eventuali danni prodotti allo
Stato (danno erariale)

Se Conversione avviene positivamente


Parlamento può intervenire con emendamenti che modifica il testo
Si possono realizzare differenti casi:
1. Novazione
Decreto legge è convertito senza emendamenti  norme del decreto legge vengono
immediatamente convertite dalla legge di conversione
2. Emendamenti soppressivi
Parziale mancata conversione del decreto legge
3. Emendamenti sostitutivi
viene sostituita la disposizione in toto (cambio frase)
4. Emendamenti aggiuntivi
Aggiunta di una disposizione nuova che operi pro futuro
5. Emendamenti modificativi
Parziale modificazione di una disposizione del decreto legge

Referendum
è una Richiesta fatta al corpo elettorale di esprimersi su una determinata questione
Ha una Doppia Natura
 Istituto di Democrazia Diretta
 Fonte del Diritto

4 tipi di referendum:
 Referendum Abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (art. 75)
 Referendum Costituzionale  leggi costituzionali e revisione costituzionale
 Referendum Consultivo per fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove regioni
 Referendum Consultivo per passaggio da una Regione a un'altra di Province o Comuni

Referendum abrogativo
Strumento  incide direttamente sull’ordinamento giuridico attraverso l’abrogazione delle leggi o atti
con forza di legge dello Stato, oppure di singole disposizioni in essi contenute.
È un atto-fonte dell’ordinamento dello stesso rango della legge ordinaria.
È una forma di legislazione negativa  con referendum si possono solo togliere disposizioni

In realtà si possono introdurre norme nuove come effetto della manipolazione del testo normativo.
Controprova di questa capacità produttiva di norme nuove  referendum elettorale del 1991
Referendum compete con la legge  Competizione tra fonti
Essa è regolata da un’altra legge (1970)
Periodo molto importante
1970  legge sul Divorzio
Compromesso Politico: va bene Legge sul Divorzio ma allo stesso tempo ci date la possibilità di
ritornare alla posizione precedente sull’Aborto
Legge sull’interruzione volontaria della Gravidanza poi promulgata nel 1981

Procedimento per Referendum Abrogativo 4 fasi

1. Fase Preparatoria
2. Fase di Controllo di legittimità – di ammissibilità
3. Fase Costitutiva
4. Fase Dichiarativa

1. Fase Preparatoria
Iniziativa
 Richiesta popolare
Parte dai promotori (gruppo di almeno 10 cittadini) che depositano il quesito che intendono
sottoporre a referendum
Notizia in Gazzetta ufficiale
Entro 3 mesi devono essere raccolte, e depositate in Corte di Cassazione, 500.000 firme

 Richiesta regionale
Sempre depositando in Cassazione il testo da sottoporre a referendum
Iniziativa parte da almeno 5 Consigli di Regioni

2. Fase di Controllo
A. Controllo di Legittimità
Ufficio Centrale della Corte di Cassazione dedicato ai referendum
Le richieste vanno depositate tra il 1° gennaio e il 30 settembre dello stesso anno
Non si può nell’anno precedente alla scadenza della legislatura
Non si può nei 6 mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali

B. Controllo di Ammissibilità
Parametro di giudizio è la Costituzione  difatti giudicare è la Corte Costituzionale
Non si può fare Referendum su
 Leggi tributarie e di bilancio, amnistia e indulto, Trattati internazionali
Un referendum può avere oggetto solo atti e leggi equiparate (quindi no leggi costituzionali)
No leggi Tributarie e di Bilancio
No leggi su Amnistia e Indulto  argomento complesso che potrebbe essere manipolato
No autorizzazione a ratificare trattati internazionali

Se la Corte dichiara Referendum 


Presidente della Repubblica fissa il giorno della votazione  tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Gli elettori possono votare sì o no.
Sì per abrogare

C’è Quorum Strutturale  deve votare la maggioranza degli aventi diritto di voto
Proclamazione dei Risultati
Quorum funzionale:
Se i no superano i sì, lo stesso quesito non può essere riproposto prima che siano trascorsi cinque anni.
Se il risultato è favorevole  Presidente della Repubblica, con proprio decreto, dichiara l’avvenuta
abrogazione della legge, dell’atto e della disposizione.
Il decreto è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale

Questa procedura si interrompe per:


 Scioglimento anticipato delle Camere: procedimento sospeso e riprende un anno dopo
l’elezione
 Abrogazione della legge prima dello svolgimento del referendum

Regolamenti
Regolamento Parlamentare
Atto che disciplina l’organizzazione e il funzionamento di ciascuna Camera
Particolare rilievo al procedimento legislativo.
È approvato a maggioranza assoluta e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

I regolamenti degli altri organi costituzionali sono:


 Regolamenti del Governo
 Regolamento del Presidente della Repubblica  strumento di gestione amministrativa
 Regolamenti della Corte Costituzionale

Regolamento dell’Esecutivo
Atti normativo
Fanno parte anche regolamenti amministrativi (Regolamenti regionali e Regol. degli enti locali)
Atti sostanzialmente legislativi ma formalmente amministrativi
Non si distinguono dalle leggi ordinarie per contenuto o importanza  hanno sempre la forma di
decreto
Regolamenti dell’esecutivo sono atti normativi emanati dagli organi dell’esecutivo

Regolamento dell’esecutivo è una fonte secondaria, sottoposta nella gerarchia delle fonti a quelle
primarie.

La Costituzione non disciplina i regolamenti dell’esecutivo,

Procedimento di emanazione dei Regolamenti Governativi


 Proposta di uno o più ministri
 Deliberazione del Consiglio di Stato (parere non vincolante)
 Adozione da parte del Consiglio dei Ministri
 Regolamento viene emanato con decreto del Presidente della Repubblica
atto è perfetto ma non ancora efficace
 Controllo della Corte dei Conti
 Pubblicazione sulla G.U.

Tipologie:
 Regolamenti di Esecuzione
Norme che assicurano l’operatività delle disposizioni di leggi ed atti aventi forza di legge
Predisporre gli strumenti amministrativi e procedurali necessari a rendere operativa la legge
Avvengono quando una Legge contiene norme in dettaglio

 Regolamenti d’Attuazione
Emanati per l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei decreti legislativi
Avvengono quando una Legge contiene solo norme di principio (atratte
 Regolamenti indipendenti
Quando manca la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge
Avvengono quando una Legge è priva di disciplina legale
Spazio di operatività è estremamente limitato

 Regolamenti di organizzazione
Risalgono all’epoca pre-repubblicana, quando l’esecutivo aveva potere sull’organizzazione dei
pubblici uffici
Ora non funzionano

 Regolamenti Delegati
Producono un fenomeno che prende il nome di delegificazione = semplificazione
Serve a snellire la materia legislativa, attraverso un’adeguazione dell’apparato legislativo alle
dinamiche veloci del mercato e della società .

Regolamento Ministeriale
Procedimento
 Emanazione da parte del Ministro con decreto Ministeriale
 Parere del Consiglio di Stato
 Comunicazione al P.D.R. (che può anche sospendere l’adozione dell’atto)
 Controllo della Corte dei Conti
 Pubblicazione sulla G.U.

Per i regolamenti ministeriali ed interministeriali non c’è problema di classificazione


Possono essere emanati solo se una legge conferisce loro tale potere

Il regolamento amministrativo  non può produrre l’abrogazione delle leggi perché violerebbe la
gerarchia delle fonti
Legge secondaria è gerarchicamente sotto la legge primaria

Fonti Europee
Sistema delle Fonti che formano l’ordinamento giuridico europeo
2 macrocategorie:
 Fonti Originarie  Diritto Convenzionale
- Trattati
 Fonti Derivate  Diritto Derivato
- Fonti previste nei trattati come atti

Trattati
Sono norme costitutive di un ordinamento giuridico nuovo e autonomo
Sono frutto della volontà congiunta degli Stati Membri
Non possono essere modificati da organi comunitari
Modificarti solo con una procedura complessa, normata dall’art. 48 del TUE

Nei trattati quindi troviamo le Fonti primarie (come se fossero la Costituzione dell’Europa perché
gerarchicamente in alto)

Diritto derivato  Fonti derivate dai trattati


 Vincolanti
 Regolamenti
 Direttive
 Decisioni
 Non Vincolanti
 Raccomandazioni
 Pareri

Vincolanti
Regolamenti UE
Sono lo strumento più potente e complet a disposizione delle Istituzioni comunitarie
Hanno portata generale  pongono norme astratte per tutti i soggetti nell’UE
Obbligatori in tutti i loro elementi
Direttamente applicabili  non serve recepimento

Direttive UE
Atti normativi che hanno destinatari solo gli Stati membri
Definiscono solo i risultati da raggiungere  non il mezzo
Obbligatorio raggiungere gli obiettivi
Lasciano libertà in merito agli strumenti per arrivare all’obiettivo
Necessitano un recempimento da parte dello Stato  anche se contengono sempre più direttive
dettagliate che portano effetti molto concreti

Decisioni UE
Provvedimenti amministrativi
Obbligatorie in tutti gli elementi
A portata individuale  vincolano specifici Stati o soggetti vari espressamente designati

Non vincolanti
Pareri
Esprimono il punto di vista di un organo su un determinato oggetti o comportamento

Raccomandazioni
Inviti rivolti agli Stati a conformarsi ad un certo comportamento

Diretta Applicabilità
Qualità di determinati atti europei  producono immediatamente i loro effetti giuridici
nell’ordinamento nazionale
Funziona nei Regolamenti UE

Effetto diretto
Riguarda le norme  non è una nozione definita dal legislatore ma dall’interprete (quindi Corte di
giustizia dell’Unione Europea)
“Capacità di una norma europea di creare direttamente diritti in capo ai singoli, anche senza
l’intermediazione dell’atto normativo statale”

Incrociando le caratteristiche Diretta Applicabilità ed Effetto Diretto


4 possibilità:
 Norme direttamente efficaci (self-executing) espresse da atti direttamente applicabili
 Regolamenti UE
 Norme non direttamente efficaci espresse da atti direttamente applicabili
 Norme direttamente efficaci (self-executing) espresse da atti non direttamente applicabili
 Norme non direttamente efficaci espresse da atti non direttamente applicabili
 Direttive UE
Rapporto Norme Italiane e Europee
Corte costituzionale ha potuto “leggere” nell’art.11 un’autorizzazione costituzionale a “cedere” parte
della sovranità nazionale per aderire, “in condizioni di parità ” all’UE.
Nonostante ciò  manca una vera e propria disciplina dei rapporti tra l’ordinamento italiano e quello
europeo

Tappe del “Cammino Comunitario” della Corte Costituzionale


Primo momento
Venne utilizzato il criterio Cronologico
Conflitti risolti secondo le regole della successione del tempo.

Soluzione non gradita alla Corte di Giustizia dell’UE

Secondo momento
Applicato il criterio Gerarchico
Soluzione scomoda  si rischiava che un regolamento UE “violato” dalla legge italiana rimanesse
paralizzato per mesi, in attesa che la legge venisse dichiarata illegittima.

Vicenda Granital – Giudice La Pergola


12 anni prima che la Corte Costituzionale rispondesse al conflitto tra normativa italiana e ed europea

Si capisce che non funziona il metodo gerarchico:


Sentenza sviluppa il suo ragionamento in questi punti;
1. Ordinamento europeo e Ordinamento italiano sono 2 ordinamenti giuridici autonomi e
separati, ognuno dotato di un proprio sistema di fonti (teoria dualistica)
2. Normativa europea non entra a far parte del diritto interno
Fonti interne ed europee sono valide ed efficaci nel proprio ordinamento secondo le condizioni
poste dall’ordinamento stesso
3. Con la ratifica del Trattato  legislatore italiano ha riconosciuto la competenza delle
istituzioni europee ad emanare norme giuridiche in determinate materie e che queste norme si
impongano direttamente nell’ordinamento italiano
4. Conflitti tra norme  risolti dal giudice italiano applicando il criterio di Competenza
Norma italiana se non è competente non viene abrogata o dichiarata illegittima  viene
solamente non applicata in favore della norma europea
Regioni e Governo Locale
Stato italiano  complesso sistema di Autonomie Regionali e Locali
Stato Regionale e Autonomista

Regioni hanno
 Autonomia Politica
Hanno un indirizzo politico, anche diverso da quello dello Stato
 Autonomia Legislativa
 Autonomia Amministrativa
 Autonomia Finanziaria
Libertà di aggiungere tributi, di stabilire come spendere le risorse e di partecipare ai tributi
statali

Nel 1948  viene scritta la Costituzione


Previste 15 regioni ordinarie + 5 regioni speciali con maggiore autonomia (Sicilia, Sardegna, Friuli
Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta)
Condizione di ulteriore autonomia alle province di Trento e Bolzano

Enti territoriali subordinati:


Province e Comuni

Nonostante la previsione costituzionale  regioni prendono forma solo nel 1970

Nel 2001  con la Legge Costituzionale 3/2001


Parlamento ha disegnato una Repubblica delle autonomie
Più livelli territoriali, ciascuno dei quali dotato di autonomia politica.
Maggior decentramento

Viene riformato tutto il titolo V della Costituzione – “Regioni ed Enti Locali”


Articoli dal 114 al 133

Attraverso 2 riforme
 Riforma del 1999
Legge Costituzionale 1/1999
Prevede:
o Nuova procedura per l’adozione degli Statuti
o Ampliamento delle Competenze Statutarie
o Forma di governo transitoria

 Riforma del 2001


Anticipata dalla Legge Bassanini del 1997
Principi di Sussidiarietà  Governo interviene solamente nei casi in cui l’amministrazione
locale non possa assolvere ai compiti di ”differenziazione” e “adeguatezza”.

Forte decentramento politico  Stato diventa realmente una Repubblica delle autonomie
Modifica del riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni

 Stato perde la potestà legislativa generale


Può legiferare solo nelle materie individuate e riservate dalla Costituzione

 Legge statale e regionale sono sottoposte agli stessi limiti


 rispetto della Costituzione, dell’ordinamento europeo e degli obblighi internazionali.
 Principio del “Parallelismo delle funzioni
Tutte le funzioni dell’amministrazione pubblica dovrebbero essere tendenzialmente
assegnate ad un’amministrazione locale.

 Sono state mantenute le cinque Regioni speciali.

Meccanismo di raccordo della Camera delle Regioni

 Commissione bicamerale integrata


Commissione parlamentare per le questioni regionali è un organo bicamerale che svolge
compiti consultivi limitati essenzialmente all’ipotesi di scioglimento anticipato dei Consigli
regionali.
Disposizione costituzionale del 1948  modificata con la riforma del 2001

 Sistema delle conferenze


Strumento con cui si svolge la “leale collaborazione” tra Stato ed enti locali.
- Conferenza Stato-Regioni
- Conferenza Stato, Città e autonomie locali
 le quali sono riunite nella Conferenza unificata.
Sono presiedute dal Presidente del Consiglio o da un ministro da lui delegato
Servono al confronto tra Governo e istituzioni regionali e locali per l’elaborazione di alcuni atti
del Governo che incidono sugli interessi e le competenze delle Regioni.

La Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali


 tuttavia Comuni e Province comunque assoggettate da un “centralismo” esercitato dalle Regioni

Si risolve con la legge Delrio (2014)


Ordinamento della Provincia (ente intermedio) è stato fortemente rivisto
Provincia resta ente, ma di secondo grad
Organi sono eletti non dai cittadini ma dagli organi comunali.

Il sistema aggiornato degli enti locali:


 Comune
Ente locale rappresentativo della propria comunità
Cura gli interessi e promuove lo sviluppo, dotato di autonomia statuaria, normativa,
organizzativa e amministrativa, nonché di autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito delle
leggi di coordinamento della finanza pubblica.
Organi eletti direttamente dai cittadini.

 Provincia
Ente intermedio tra Comune e Regione i cui organi sono eletti dai sindaci e dai consiglieri dei
comuni.
Funzioni di coordinamento ma anche di gestione.

 Città metropolitana
Si sostituisce alla Provincia ed è governata da un sindaco metropolitano (sindaco del
capoluogo di regola)
+ Consiglio eletto dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni compresi nella sua area.
Si occupa soprattutto dei piani territoriali, del coordinamento dei servizi e della mobilità.

 Unioni dei Comuni


Enti locali costituiti da due o più Comuni con funzioni o servizi di competenza.
Organi delle Regioni dopo le riforme
Consiglio Regionale
Organo titolare della funzione legislativa
Eletto da elettori regionali
Ha potere di fare proposte alle Camere
5 Consigli regionali possono chiedere il referendum
Se previsto dallo Statuto  si occupa dei Regolamenti

Presidente della Regione (ha anche presidenza della Giunta)


Rappresenta la Regione ad esempio nelle Conferenze Stato Regioni o di fronte alla Corte Costituzionale
Eletto a suffragio universale direttamente dall’intero corpo elettorale regionale.
Dirige la politica della Giunta e ne è responsabile, promulga leggi, emana regolamenti regionali, dirige
le funzioni amministrative delegate dallo Stato.

Giunta regionale
Organo esecutivo della Regione  (titolare della funzione amministrativa)
È diretta dal Presidente che nomina i componenti e può revocarli.
Partecipa all’indirizzo politico della Regione
Se previsto dallo Statuto  si occupa dei Regolamenti

Forma di Governo delle Province


Inutile farle perché andranno dismesse e comunque non sono elette dal corpo elettorale ma solo
designate dai Consigli Comunali

Forma di Governo dei Comuni


Corpo elettorale elegge il Sindaco sostenuto da una lista e il Consiglio Comunale
Elezione popolare diretta del Sindaco.
Il Sindaco dura in carica fino a cinque anni e può ricoprire più di due mandati consecutivi.

Per l’elezione dei Consigli comunali  combinazione di elementi del maggioritario e del proporzionale
Modalità diverse in base alla popolazione.
 Comuni fino a 15.000 abitanti
Ogni candidato Sindaco deve essere collegato ad una lista di candidati a consigliere comunali.
Eletto Sindaco il candidato che ottiene la maggioranza relativa
In caso di parità di voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più
voti.
 Comuni con oltre 15.000 abitanti
Candidato Sindaco deve essere collegato a una o più liste di candidati a consigliere comunale,
ma è possibile il voto disgiunto.
È eletto Sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta
Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta al primo turno  si procede ad un
secondo turno elettorale di ballottaggio tra i due candidati.

È prevista in ogni caso una clausola di sbarramento al primo turno pari al 3%.

Consiglio Comunale
Organo di indirizzo politico amministrativo
Adotta lo Statuto, i regolamenti

Giunta Comunale
Composta dal Sindaco + Numero variabile di Assessori (nominati dal Sindaco)
Organo esecutivo
Collabora con il Sindaco nel Governo
Approva il programma di mandato da sottoporre al Consiglio

Sindaco
Eletto direttamente dal Corpo Elettorale
Mandato 5 anni
Limite dei 2 mandati
Siede nel Consiglio e presiede la Giunta, nominando e revocando i membri detti “assessori”
È Ufficiale di Governo
Titolare del potere di Ordinanza

Le fonti delle autonomie


Statuto - Legge regionale - Regolamento regionale.
Statuto diverso per ogni regione
Abbiamo due tipi
 Statuti ordinari  Regioni ordinarie
Forme e condizioni di autonomia sono già state definite dalla Costituzione del 1948.
Dopo la riforma costituzionale del 1999  si trova negli statuti la definizione della propria
forma di governo della Regione.

 Statuto speciale  Regioni speciali


Descrive la loro organizzazione.
Ogni Regione speciale ha infatti una propria disciplina, derogatoria rispetto a quella dettata
dalla Costituzione.
Vengono adottati con legge costituzionale.

Prima del 1999


Per modificare lo Statuto  Serviva approvazione con Legge della Repubblica
Dopo 1999
Basta una Legge Regionale ma con Procedimento Rinforzato

Con la riforma del 2001  anche le Regioni speciali possono scegliere Forma di Governo e Legge
Elettorale, grazie alla Legge statuaria
Ogni Regione o Provincia autonoma può dotarsi di una Legge Statuaria che ridisegni la FdG e la Legge
Elettorale
Si tratta di una legge regionale rinforzata  deve essere approvata a maggioranza assoluta con 2
deliberazioni a distanza di 2 mesi, può essere impugnata dal Governo entro 30 giorni e può essere
sottoposta ad un referendum approvativo

Ampliato lo spazio di scelta lasciato alle Regioni


Adesso  Unici Limiti derivano dal rispetto della Costituzione e del suo spirito.

Legge Regionale
La legge regionale è una legge ordinaria formale
Viene collocata tra le fonti primarie  Competenza della legge regionale è garantita dalla stessa
Costituzione
Legge Statale e Legge Regionale  stesso piano
Ad essa sono equiparate le leggi provinciali emanate dalla provincia di Trento e Bolzano.

Procedimento di formazione della legge regionale


Disciplinato da:
Costituzione - Statuto - Regolamento interno del Consiglio regionale
3 fasi:
 Iniziativa
Spetta alla Giunta, ai consiglieri regionali o altri soggetti individuati dagli Statuti (enti locali,…)
 Approvazione in Consiglio regionale
Previsto il ruolo delle Commissioni consiliari in sede referente,
Sono previste anche le classiche tre “letture” in assemblea.
La legge è approvata a maggioranza relativa, ma gli Statuti possono prevedere maggioranze
rinforzate.

 Promulgazione
Da parte del Presidente della Regione e pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale BUR

Potere dello Stato

Prima della Riforma:


Leggi regionali non potevano essere promulgate se prima non passavano il controllo governativo
Serviva  La delibera legislativa regionale (legge votata da un’assemblea elettiva, ma non ancora
promulgata) veniva trasmessa al Governo che poteva autorizzare o rinviare

Dopo la Riforma
Controllo preventivo del Governo è stato eliminato
Ora il controllo è degli Organi interni al Consiglio stesso (in certi casi, organi esterni di “garanzia
statuaria”, formati da tecnici).

Allo Stato è consentito solo di impugnare le leggi regionali successivamente alla loro pubblicazione,
cioè quando esse già sono in vigore, senza poter esercitare un veto preventivo.
Può impugnare le leggi regionali solo quando queste sono già in vigore,
Non può esercitare un veto preventivo (dopo il 2001)

Estensione della Potestà Legislativa Regionale


“Rovesciato il guanto” delle competenze legislative

Prima del 2001


Art. 117 Cost. elencava le materie su cui le Regioni ordinarie avevano potestà legislativa
Leggi statali potevano delegare ulteriori competenze alle Regioni (potestà attuativa).
Tutto il resto era di Potestà Statale

Dopo il 2001
Ora invece l’art 117 stabilisce:
 Elenco di materie su cui c’è potestà legislativa esecutiva dello Stato (es. affari esteri, ordine
pubblico etc.)
 Un elenco di “materie” su cui le Regioni hanno potestà legislativa concorrente (esempio, tutela
e sicurezza sul lavoro, professioni, tutela della salute).
Tutto il resto è Potestà della Regione

Da Potestà Residuale dello Stato  a Potestà Residuale delle Regioni

Ci sono altri fattori da tenere conto


A. Gli obblighi internazionali
Posizione del legislatore regionale e Legislatore statale  stesso livello
Vincolati entrambi  al rispetto degli obblighi derivanti dall’UE e degli obblighi internazionali.

B. Interferenze statali nelle materie regionali


Leggi statali che perseguono obiettivi vicini possono incidere anche in materie riservate alle Regioni.
Corte Costituzionale decide di volta in volta (bel casino)

C. Sussidiarietà :
Criterio di distribuzione delle funzioni amministrative.
Alcune funzioni amministrative vengano attratte verso l’alto perché non possono essere
convenientemente esercitate in basso o perché richiedono coordinamento centrale.

D. Successione delle leggi nel tempo

Conflitto di Competenza

Regolamenti Regionali
Riforme costituzionali  profondamente inciso sulla funzione regolamentare delle Regioni

La riforma del 2001 ha introdotto il principio di parallelismo tra funzioni legislative e funzioni
regolamentari
Limita la potestà del Governo  può emanare solo regolamenti alle materie su cui ha potestà
legislativa esclusiva,
Regioni quindi  hanno potere regolamentare in tutte le altre materie.

Gerarchia delle fonti dell’ordinamento regionale,


Regolamenti sottoposti alle leggi
Leggi però non sono sottoposte allo Statuto.
Corte Costituzionale
La corte Costituzionale è posta a tutela della Costituzione e svolge un controllo di legittimizzazione
dell’ordinamento legislativo

Il suo Ruolo  deve dare un senso alla rigidità della nostra Costituzione
Non era una necessità condivisa da tutti i costituenti  ad esempio i Comunisti perché dal punto di
vista storico, la volontà suprema decisionale era del soviet, dei comitati
In questo caso esiste una Corte che ha potere superiore a tutto

C’è stato un compromesso: prevediamo che esista una corte suprema di legislazione costituzionale ma
deve essere pluralista
Deve rappresentare: Magistratura 1/3 – Ruolo terzo 1/3 (nominati dal PdR) – Parlamento 1/3
(nominati dal Parlamento)

Giustizia Costituzionale
Sistema di controllo giurisdizionale del rispetto della Costituzione
Rappresenta la principale garanzia della rigidità della Costituzione

Esistono 2 tipi di Giustizia Costituzionale


 Accentrato
Controllo di costituzionalità è riservato solo ad un organo specializzato
o Puro
o Impuro
 come in Italia
Ha una dimensione astratta e una dimensione concreta, cioè il giudizio incidentale

 Diffuso
Controllo di costituzionalità è effettuato da qualsiasi giudice

Il Giudizio può essere:


 Preventivo  legge viene valutata prima della sua entrata in vigore
 Successivo  legge annullata dopo che entra in vigore

Giudizio può anche essere:


 Politico  eseguito da politici
 Giurisdizionale  eseguito da giudici
Grado di indipendenza maggiore

Italia  Accentrato, Successivo e Giurisdizionale. Accentrato con accesso in via incidentale.

Giudizio in via incidentale


Legittimita' costituzionale si presenta come un “incidente”, appunto, durante un normale giudizio
Il giudice a quo (a quo vuol dire il primo che lo incontra)  sospettando che la legge che sta per
applicare sia illegittima, non potendo disapplicarla ne' potendo violare la Costituzione, sospende il
giudizio e presenta la questione alla Corte Costituzionale.

Neutralità  La Corte costituzionale deve essere neutra rispetto a:


1. Politica
I componenti vengono scelti “fra I magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori
ordinaria e amministrativa, i professori ordinari in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti
anni di esercizio”
2. Parti
In Italia l'organizzazione regionale della Repubblica non si riflette in alcun modo sulla
composizione della Corte Costituzionale.
Funzioni della Corte Costituzionale
 Sindacato di Costituzionalità  legittimità costituzionale delle leggi e degli atti (anche quelli
regionali)

 Conflitti Stato/Regioni  conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato
e le Regioni, e tra le Regioni

 Giustizia Penale costituzionale  PdR in stato d’accusa dal Parlamento e giudicato dall Corte
Costituzionale integrata

 Tutela di diritti in via diretta

 Altre funzioni anomale  non previste dall’art. 134

Composizione:
15 giudici
5 eletti dal Parlamento in seduta comune con scrutinio segreto
5 sono nominati dal Presidente della Repubblica  Decreto del Presidente della Repubblica,
controfirmato dal Premier
5 sono nominati dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa:
 3 eletti dalla Corte di Cassazione
 1 eletto dal Consiglio di Stato
 1 eletto dalla Corte dei Conti

Può funzionare al minimo con 11 componenti


Può succedere che la Corte lavori non al massimo numero. Ora sono in 14 perché non si trova una
figura da nominare nel Parlamento

Specifiche
Devono essere Magistrati (anche a riposo), professori universitari ordinari di materie giuridiche o
avvocati dopo 20 anni di esercizio

Durata della carica


9 anni, non rinnovabile
Non c’è istituto della Prorogatio

Incompatibilità con:
 Cariche politiche elettive (Parlamento o Consigli regionali)
 Qualsiasi impiego, ufficio o professione. Se un membro della Corte Costituzionale è professore
universitario o magistrato viene allontanato dall'incarico per tutto il periodo di permanenza
nella corte.
 Giudici della Corte costituzionale non possono far parte di associazioni o partiti.

Status del giudice costituzionale e prerogative della corte:


 Immunità e improcedibilità
“I giudici della Corte Costituzionale non sono sindacabili nè possono essere perseguiti per le
opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.”
I giudici godono anche della stessa immunità personale accordata ai Parlamentari.

 Inamovibilità
I giudici costituzionali non possono essere rimossi dal proprio incarico né sospesi dal loro
ufficio se non a seguito di una deliberazione della Corte stessa.

 Convalida delle nomine


La convalida delle nomine dei membri della Corte Costituzionale spetta alla Corte stessa che
delibera a maggioranza assoluta.
 Trattamento economico
I giudici della Corte costituzionale hanno un trattamento economico non inferiore a quello di
un magistrato ordinario investito delle più alte funzioni.
Garantito poi il reinserimento nel contesto lavorativo

 Autodichia
Come il Parlamento, la Corte Costituzionale gode di competenza esclusiva per giudicare i
ricorsi in materia di impiego dei propri dipendenti.

 Autonomia finanziaria
La Corte Costituzionale redige il proprio bilancio.

Il Presidente
Membro della Corte, eletto a maggioranza assoluta con scrutinio segreto.
Mandato triennale rinnovabile. 3 anni
Ha funzione di rappresentanza esterna e coordina il lavoro della Corte
Designa un vice-presidente
Ha voto doppio in caso di parità

Elementi del Giudizio


Oggetto:
Leggi dello Stato e delle Regioni ed atti aventi forza di legge  Decreti legge e legislativi
Leggi Costituzionali

Parametro
Articolo della Costituzione che si considera violato
Norme costituzionali
Parametro Interposto

5 Funzioni della Corte


1. Giudizio sulla costituzionalità delle leggi (anche quelle regionali) solo via incidentale
2. Giudizio sui conflitti di attribuzione tra organi dello Stato
3. Giudizio sui conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni
4. Giudizio sulle accuse al Presidente della Repubblica
5. Giudizio di ammissibilità del Referendum

Giudizio di Costituzionalità delle Leggi


1. Oggetto
 Leggi Costituzionali (quindi che portano alla Revisione costituzionale)
• Leggi formali ordinarie
• Atti aventi forza di legge (decreti legge e decreti legislativi)
• Leggi regionali
Dopo la riforma del titolo V sono allo stesso livello

2. Parametro
Dato principalmente dalle disposizioni costituzionali e dalle leggi costituzionali.
Vi sono casi in cui il giudice costituzionale può utilizzare come parametro di giudizio le norme
internazionali consuetudinarie, le direttive UE  si parla dunque di parametro interposto
(importante!).
3. Vizi – 2 tipi
 Vizi formali → Riguardano il processo di formazione dell'atto legislativo: colpiscono gli
atti che hanno seguito un procedimento difforme rispetto a quello prescritto dalla
Costituzione.
 Vizi materiali → Riguardano i contenuti normativi dell'atto legislativo. Essi colpiscono
non l'atto, ma le sue singole disposizioni che risultano incompatibili con le norme
ricavabili dalle disposizioni costituzionali.

2 tipi di Giudizio
 Giudizio in Via Incidentale
Questione di legittimità costituzionale viene sollevata da  un Giudice ordinario durante un processo
(giudizio a quo)
Caratteristiche:
Successivo e Concreto
Condizioni
Questione di legittimità costituzionale sollevata  all’interno di un giudizio e dinanzi ad un'autorità
giurisdizionale.
2 Requisiti:
o Rilevanza
→ La questione deve essere rilevante al fine del giudizio
Serve per risolvere un problema, per arrivare alla sentenza
o Non manifesta infondatezza
→ Giudice deve stabilire che la questione di legittimità abbia una concreta fondatezza
Giudice ha un dubbio sulla costituzionalità di una legge
Verificati questi 2 requisiti  giudice emette un'ordinanza di rinvio motivata e lascia il giudizio di
costituzionalità alla Corte Costituzionale, sospendendo il giudizio principale.
L’ ordinanza è pubblicata sulla G.U.  per rendere noto a tutti che su una certa disposizione legislativa
pende un giudizio di costituzionalità
Giudici devono essere cauti nell’applicare una disposizione che potrebbe essere giudicata
incostituzionale

 Giudizio in via principale


Questione di legittimità è proposta direttamente (non nel corso di un giudizio)
Legittimità costituzionale puo' essere sollevata dallo Stato contro leggi regionali o da parte della
Regione contro leggi statali o di altre leggi regionali.
Impugnazione entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla GU
Per gli Statuti Provinciali  entro 30 giorni dalla pubblicazione notiziale

Disparità nei motivi di ricorso


 Impugnazione statale  promossa dal Governo quando ritiene che una legge approvata dal
Consiglio regionale violi qualsiasi disposizione costituzionale.
 Impugnazione della Regione nei confronti della legge statale può fondarsi solamente sulla
invasione della sfera di competenza attribuita dalla Costituzione.
Via Principale  si occupa solo dei Conflitti di attribuzione Stato Regioni o tra poteri dello Stato
Per richiedere giudizio della Corte Costituzionale
Serve un Atto introduttivo = “Ricorso”
Deliberato dal Consiglio dei Ministri (in caso di ricorso contro una legge regionale)
dalla Giunta Regionale (in caso di ricorso contro una legge statale o legge regionale)

Il ricorso in via principale ha precedenza rispetto a quelli in via incidentale e la Corte Costituzionale,
data l'urgenza del caso, deve fissare l'udienza entro 90 giorni.
È solo dal 2001 che lo Stato può agire solo succesivamente alla pubblicazione della legge regionale
 prima solo controllo preventivo

Tipologia delle decisioni della Corte


A. Inamimissibilità – B. Rigetto – C. Accoglimento

A. Ordinanze di Inammisibilità
Mancano i presupposti per procedere ad un giudizio
Corte non può dare un giudizio se:

 Mancano i requisiti oggettivi o soggettivi per sollevare la questione


Questione non è stata sollevata da un giudice oppure non durante un giudizio
Non sono rispettati i termini per l’impugnazione

 Mancanza di rilevanza

 Mancanza di indicazioni sufficienti per stabilire il thema decidendum


Non sono indicate chiaramente le norme impugnate
 Errori procedurali
 Questione sottoposta ha un problema natura politica
(Es. uso improprio del potere discrezionale del Parlamento)

B. Sentenze di Rigetto
La questione non ha “manifesta fondatezza”
La Corte non dichiara che la legge impugnata è legittima
MA
 si limita a respingere la questione sollevata dal giudice
Effetto inter partes  vale solo per lui

C. Sentenze di Accoglimento
Corte  dichiara illegittima la disposizione impugnata.
Effetto erga omnes (vale per tutti) ed ex tunc (vale anche retroattivamente)
Quindi:
Effetti nello spazio  erga omnes
Effetti nel tempo  Efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione
Retroattiva per le questioni passate non ancora esauriti (cioè non cadute in
prescrizione o decadenza)
!! Unica eccezione  condanne penali (effetto retroattivo vale sempre)

Altri tipi di sentenza:


 Sentenze interpretative di rigetto
Corte dichiara infondata la questione di legittimità costituzionale
Dubbio di legittimità del giudice  si basa su una cattiva interpretazione della disposizione

 Sentenze manipolative di accoglimento


 Accoglimento parziale
Corte dichiara illegittima la disposizione solo in parte.

 Sentenze additive
Corte dichiara illegittima la disposizione in una parte non scritta dal Legislatore
Legislatore si è dimenticato di aggiungere una parte  che crea problemi

 Sentenze sostitutive
Corte dichiara illegittima una disposizione “nella parte in cui prevede X anziche' Y”
Corte cosi' corregge un errore materiale del legislatore
Diritti e Libertà
Diritti
Situazioni giuridiche soggettive attive
Varie tipologie di situazioni giuridiche
 Attive
o Libertà Negative
o Diritti Positivi
o Diritti Assoluti
o Diritti relativi
o Diritti soggettivi
o Interessi Legittimi
 Passive
o Doveri
o Obblighi

Diritti Costituzionali
La base fondamentale è l’art. 2 della Costituzione
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo,
sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità,
e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

I diritti esistevano anche prima dello Stato  infatti “riconosce”

Principio di Uguaglianza
Art. 3 Cost.  principio di eguaglianza
Formulazione complessa  2 commi
Primo comma  principio di eguaglianza formale + specifici divieti di discriminazione
Secondo comma  principio di eguaglianza sostanziale.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, …
Comma 1
Principio di Eguaglianza Formale
Trattare in modo eguale situazioni eguali e in modo diverso situazioni diverse.
Questa prescrizione si rivolge al legislatore che deve impedire la creazione di privilegi o
discriminazioni.

… senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,


di condizioni personali e sociali”
Comma 2
Principio di Eguaglianza sostanziale
“Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che impediscono l’eguale godimento dei diritti e
delle libertà .
Programma d’intervento che ha il compito di eliminare gli handicap sociali, ma questo compito può
essere assolto solo derogando al principio di eguaglianza formale.
Recap FINALE

Nel 2001  intodotto il principio dipaprallelismo tra funzione legilsative e funzioni regolamentari
Governo può regolamentare solo in materie in cui può legiferare
Ora la cluasola di competenza residuale è data alla Regione

Prima del 1997


C’era parallelismo tra funzioni legislative e funzioni amministrative
Regione può legiferare  Soltanto sulle materie descritte dall’art. 117
Regione può solo amministrare negli ambiti in cui può legiferare

La legge Bassanini del ‘97


Principio di Località
Ora le regioni possono amministrare su tutto quello che compete l’ambito locale

Nel 1999
Nuovo art. 123
Regolamenta le 15 regioni normali
Introduce nuovi principi  allargamento di competenza della regione
Ambito di Forma di Governo

Introduce  l’elezione diretta del Pres della Regione

Nel 2001
Introduce i principi di sussidarietà, adeguatezza e differenziazione
In ambito amministrativo tutto viene dato ai comuni
Ora funzionano 3 principi:
Tutto viene delegato al Comune

Principio di Adeguatezza  se il Comune non è in grado allora la competenza passa al livello superiore
Principio di Differenziazione  enti dello stesso livello possono avere competenze diverse