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DISCOURSE AND DIGITAL PRACTICES

Introduzione, H. Jones, Chik, A. Hafner

Con “affordance” ci si riferisce all’invito all’uso. La presenza dei media digitali,


o meglio l’invito all’uso di essi, permette la produzione dei testi multimodali.
Gli spazi interattivi su cui si scrive, come i blog, i siti o i social networks,
rendono possibile la coesistenza di diverse forme d’interazione sociale.
La sfida interessante è capire le relazioni complesse che ci sono tra il discourse
e le digital practices.
Cosa sono le digital practices?
Le digital practices si studiano nella linguistica applicata, literacy studies e nel
discourse analysis. Bourdieu (1977) ha enormemente influenzato queste
ricerche. Il punto di partenza coincide con le pratiche sociali che le persone
utilizzano. Con il termine pratica si definisca la strada che mescola le
convenzioni sociali alle abituali disposizioni e ci si riferisce a ciò che è
osservabile, collezionabile o documentabile quindi eventi, relazioni, scopi,
azioni, luoghi, tempi, circostanze, emozioni, strumenti e risorse che
coinvolgono persone reali. Le pratiche sono “performate” da persone reali in
contesti reali. Un esempio di digital practice è il tagging che può avere diversi
significati e scopi. Le pratiche digitali si mescolano a altre partiche culturali,
vecchie o nuove, diventando assemblaggi di azioni che prevedono strumenti
associati con le tecnologie digitali, riconoscibili da specifici gruppi di persone
come strade per realizzare uno scopo, un’identità , comportamento o relazione
sociale. Esse superano le barriere del fisico e del virtuale e del sistema
tecnologico e sociale.
Cos’è il discourse analysis?
Il termine discorso può riferirsi alle modalità con cui le persone utilizzano il
linguaggio e altri sistemi semiotici per realizzare azioni sociali particolari. In
questo contesto è il modo in cui le persone costruiscono e gestiscono i proprio
mondi sociali attraverso vari sistemi semiotici. Quindi, il discourse analysis è
lo studio di come le differenti technologies of entextualisation (lingue e sistemi
semiotici, media come televisione e computer) condizionano i tipi di
significato nelle differenti situazioni, i tipi di azione che possono performare,
le relazioni che possono formare e le persone che possono essere.
Generalmente ogni discourse analysis considera tutti i quattro elementi in
seguito riportati e cercano di capire la relazione tra il micro livello del discorso
e il macro livello del discorso. Il micro livello include il modo il cui i testi sono
messi insieme per produrre azioni specifiche. Il macro livello considera il
modo in cui i testi si riflettono sull’ordine sociale.

(i) Testi; come le differenti tecnologie ci permettono di combinare


elementi semiotici a testi socialmente riconoscibili.
Con testi non si intente i testi scritti in senso tradizionale ma si
includono le conversazioni scritte e parlate, video, fotografie,
dipinti, disegni, street signs, websites, software, interfacce, video
games e altri aggregati di elementi semiotici che fungano da
strumento. Un testo è quindi una collezione di elementi semiotici
che deve possedere degli elementi.

a. Texture quindi quella proprietà di connettività generata da


coesione e coerenza. La coesione è la connessione semantica
e sintattica tra le parti del testo, la coerenza è l’ordine
sequenziale delle parti del testo riconoscibili dai lettori come
logiche e piene di significato. Un aggregato semiotico deve
possedere la proprietà del packaging and flow, la
combinazione di differenti elementi sintattici o semantici e la
disposizione di questi elementi in un contesto temporale
(video games). La texture è generata per essere usata dagli
utilizzatori. Lo stesso discorso è valido per Flickr. Attraverso
Flickr non si entra in una collezione di parole ma le liste di
tag associate con le immagini diventano piene di
caratteristiche sintattiche e semantiche. La semplice
classificazione iniziale è uno strumento di comunicazione e
di storytelling è una forma di discourse.

b. Connessione con altri testi. I media digitali sono


caratterizzati da hypertextual linking, copying and pasting e
combinazioni, per questo è facile connettere i testi
mescolandoli assieme (intertextual and heteroglossic
aspects). Cambiano quindi tutte le modalità di lettura e
scrittura. Vasquez fa l’esempio di come le recensioni online
creano link con altri testi in modo creativo. L’intertestualità
è un processo sociale attraverso cui le persone non creano
link tra i testi, ma creano relazioni con gli altri
dimostrandosi come membri competenti di una comunità
particolare.

c. Carattere dialogico. Il testo principale risponde al dialogo dei


testi precedenti e crea la possibilità di dialogo anche per testi
successivi. Leggere e scrivere sono diventati una
conversazione con altri lettori. Si parla dunque di multi
modalità consistente in una combinazione di modalità
semiotiche scritte, visuali e sonore. La cosa più importante
della multi modalità è che i significati non sono espressi in
una stabile configurazione, ma attraverso una combinazione
articolata che si chiama resemiotisation, un processo che
trasforma concetti astratti in grafici e immagini. Attraverso
questi dialoghi si possono comunicare identità, affiliations e
orientamento nei confronti degli altri.

(ii) Contesti; le situazioni sociali e materiali in cui i testi sono


costruiti, consumati, scambiati e appropriati. I discourse soni
testi e conversazioni che entrano nel mondo reale. Gli effetti del
contesto sulla lingua sono molto complessi anche quando si tratta
di testi tradizionali scritti o orali poiché molti aspetti devono
essere presi in considerazione. Il context of culture per esempio è
un set di aspettative che riguarda come le persone si debbano
comportare in differenti situazioni. Le tecnologie hanno reso tutti
questi aspetti molto più difficili perché hanno alterato le
esperienze spazio temporali creando complessi layerings. I
contesti si alternano tra caratteristiche sincroniche e
asincroniche, caratteristiche online e offline e infine aspetti fisici
e virtuali. I testi cambiano a seconda dei contesti, a seconda di
come si muovono in questi spazi virtuali e fisici. In questo
contesto di parla di recontextualisation dove intextuality e
multimodality creano le caratteristiche del testo. La maggior
parte delle comunicazioni non è pubblica o privata
oggettivamente, ma dipende da come il lettore interpreta. Questo
significa che i contesti non sono prefabbricati.

(iii) Azioni e interazioni; ciò che fanno le persone con i testi e con gli
altri. In questo caso è importante citare Austin e il suo lavoro
How to do things with words. I digital media permettono alle
persone di mettere in atto specifiche azioni rendendole possibili.
Gli ambienti, le sostanze, i luoghi, gli eventi o le creature sono
strumenti che rendono possibili determinate azioni. I media
digitali non sono proprietà delle tecnologie, ma dipendono dagli
utilizzatori, da come interagiscono con essi introducendo dati e
interpretando gli output. Fondendosi insieme diventano
servomechanisms. E’ qui che si parla d’interaction, una joint
action in cui le persone entrano per creare un mondo. Si parla di
responsiveness per capire come le tecnologie interagiscono con
gli umani e per capire come le tecnologie facilitino l’interazione
umana, si parla anche di positioning theory per delineare tutte le
identità e relazioni online che i siti mettono a discposizione dei
propri utilizzatori.

(iv) Potere e ideologia; come le persone utilizzano i testi per


dominare e controllare gli altri e per creare certe versioni di
realtà. In questo contesto si parla di come il discourse permetta
di costruire precise versions of reality, quindi ideologies e certe
relazioni tra individuo e gruppo. Un esempio può essere fatto
attraverso l’azione del tagging, positioning o mediating. Nelle
ideological agendas e biases possono trovarsi esempi di ideologie
e potere.Sebbene i nuovi media si propongano democracy e
equality rinforzano in relatà i vecchi media come nel caso
dell’abbonamneto premium. Gli spazi virtuali non mettono a
disposizione spazi per i ragazzi per divertirsi, ma insegnano a
loro come valutare certe forme di consumption, relazioni sociali e
nozioni di privacy e sicurezza. La pratica digitale della curation è
rappresentata nel digital marketing, online communication,
online education e digital literacy studies. In base all’ideologia si
concepisce un testo, si crea un proprio testo e si distribuisce. La
Curation è un concetto sempre ideologico, sempre retorico e
spesso politico.

L’approccio di analisi che considera il testo senza contesto è inadeguato. La


digital technology diventa non solo un oggetto di ricerca ma uno strumento di
ricerca.

Capitolo 5 - Intertestualità e interdiscorsività nelle


recensioni online, Vásquez
Nel processo di costruzione di un testo, chi parla, chi scrive o chi utilizza i
media digitali non costruisce il testo attraverso l’intertestualità dei link ma
anche l’intertestualità delle conoscenze in generale.

La consapevolezza intertestuale è una chiave nel momento in cui costruiamo


un nuovo testo e nel momento in cui lo interpretiamo. I significati non
risiedono però unicamente nel testo in quanto singolo, ma piuttosto il
significato di ogni testo deriva dal significato di una fitta rete fatta dai
significati di altri testi preesistenti e di altre pratiche testuali e sociali.
L’intertestualità è un processo interno al testo.
Le forme di intertestualità si trovano in:
- Blog e i wikis: sono caratterizzati dalla presenza di link
(hyperlinking).
- Retweet, l’iterazione più recente di questa pratica.
- Ripetizioni che servono per garantire coerenza tra aspetti asincronici
comunicativi. Si parla di “second story” in cui il fatto di raccontare
qualcosa stimola un racconto collaterale.

L’interdiscorsività, invece, è un fenomeno esterno al testo, è un concetto


connesso all’intertestualità. E’ l’appropriazione di convenzioni discorsive,
risorse e pratiche di generi diversi. E’ stata studiata molto meno rispetto
all’intertestualità.

Nelle recensioni online (user generated content), si trovano forme di


intertestualità e di interdiscorsività. Le recensioni online possono essere
definite asincroniche, one to many e forme di CMC in cui gli utilizzatori non
hanno connessioni offline. Sono testi ibridi spesso descrittivi e narrativi.
Inizialmente era stato considerato che nelle recensioni online non ci fosse
l’aspetto intertestuale poiché l’autore generatore del contenuto non cercava di
incoraggiare i lettori a rispondere al suo input. Tuttavia, è stato poi
considerato il contrario. C’è una comunicazione reattiva che non riguarda
nemmeno più un solo discorso ma molti discorsi.

Data Analysis
Sono state analizzate 1000 recensioni provenienti da diversi siti e associate a
prodotti di ristorazione, hotel, film e altro.

References to other reviewer and to other texts


Il termine agreement è definite tradizionalmente da Brown e Levinson come
un segno di cortesia, tuttavia è stato interpretato in questo contest come un
aspetto di solidarietà, aspetto di collaborazione tra i partecipanti. Anche
esempi di disaccordo possono essere trovati nelle recensioni online. Tuttavia,
il verbo “agree” si presenta venti volte rispetto al verbo “disagree” che si
presenta tre sole volte. Ciò che è evidente è che chi recensisce va on record
quando si tratta di agreement e off record o attarverso uno stile implicito
quando si tratta di disagreement (I do agree vs unlike others). I commenti in
entrambi i casi influenzano i lettori.
Oltre alle referenze intertestuali di fonti online, si trovano fonti offline
(popular media source, product’s label o popular cultur texts) che possano
cominciare il processo della clarification. Esempi di questo tipo sono
riscontrabili in espressioni di questo tipo: “I have read, a study published on
the online Journal, this is a legend, on the Food Network they say…”

Intediscursivity: intertextual relationshio with other genres


Nelle recensioni sono visibili convenzioni discursive diverse ed associate ad
altri generi. “Haiku #713, BIUTIFUL” è un esempio di genre-mixing (poetico,
ludico). La recensione trasforma il genere prosaico in un literacy genre.
I messaggi sono “canned”, preconfezionati un po’ come i testi commerciali,
non semplicemente informativi o descrittivi. Infatti, il contesto della
pubblicità che ci circonda condiziona il nostro linguaggio, tanto che alcuni
testi non sono creati da professionisti di marketing ma da individui semplici e
non specializzati “Try it, you will love it!”.
Alcune recensioni sono anche attiviste, richiedono partecipazione sociale e
quindi inseriscono una political agenda (es: ***ASPARTAME KILLS***).

Capitolo 12 – Flows of language online and offline, Lee

Il capitolo si occupa di dimostrare come ci sia una crescente presenza


dell’internet specific language negli spazi pubblici fisici. I digital discourse
sono ricostruiti e ricontestualizzati negli spazi offline.
La presenza della lingua di internet in questi spazi non è solo un segno di
consapevolezza della lingua della netspeak, ma contribuisce al processo di
enregistrement della lingua di internet.

Il processo è evidente in campo commerciale e istituzionale a Hongkong.


Alcuni testi offline hanno stilizzato alcune parole giocando con la tipografia e
l’ortografia dell’inglese. E’ il caso di: 4UR Convenience a Londra, See U again
@ apm a Hongkong, THNK B4 U DRNK in Nuova Zelanda. Questi simboli sono
popolari nella CMC, computer mediated communication, e si riferiscono a
quella che viene definita “chatspeak”, “textspeak” o “netspeak”. Questi testi si
trovano in luoghi pubblici, spazi commerciali in città cosmopolite e aree
urbane. L’uso del termine online si riferisce ai CMC, computer-mediated
contexts, e l’uso del termine offline si riferisce al PCBS, physical context
beyond the screen.
I precedenti studi avevano attribuito caratteristiche linguistiche di questo tipo
ai soli testi e attività online. Tuttavia, queste pratiche hanno viaggiato offline
dando vita a nuovi significati. Analizzando lo spazio pubblico si sono utilizzati
approcci metodologici nel contesto della ricerca linguistica e della
geosemiotica.

Public and academic discoursive construction of internet specific


language
Oggi la consapevolezza delle caratteristiche della comunicazione online
comincia ad essere profonda. Labels come “chatspeak” o “textspeak” si
riferiscono alla lingua che contiene caratteristiche, abbreviazioni e simboli
tipici del SMS (short message system). C’è tuttavia una paura circa l’impatto
negativo della tecnologia sulla correttezza e sulla grammaticalità della lingua.
Qualsiasi cambio o deviazione dalla lingua standard crea delle preoccupazioni
relative alla caduta della lingua. Tuttavia, queste ideologie rinforzano la
costruzione della varietà linguistica e del processo di enregistrement,
attraverso il quale un repertorio linguistico diventa riconoscibile socialmente e
differenziabile all’interno di un linguaggio. Ma un altro processo rende
possibile l’enregistrement, il public dispays of netspeak. I linguisti e i
ricercatori “new media” hanno contribuito al processo analizzando meglio i
testi, le pratiche e la lingua online identificando e documentando
caratteristiche ortografiche, tipografiche, morfologiche e sintattiche.

Digital discourse and linguistic landscape reasearch


I primi aspetti di e-grammar che hanno cominciato a verificarsi negli spazi
offline riguardano le pubblicità (l’uso di lolspeak). La linguistic Landscape è
una nuova area di ricerca che studia il linguaggio nella forma scritta e nella
sfera pubblica (public road signs, public signs, government buidings signs,
place names, street names, advertising billboards). In questo contesto, si parla
di geosemiotica, ovvero il significato del segni e dei discorsi in relazione a dove
sono collocate e a come le stesse persone interagiscono con questi. C’è una
distinzione da fare tra i significati indexical (indicizzati) e quelli symbolic
(simbolici). Per esempio, la presenza dell’inglese in un café di Starbucks in
Cina non necessariamente indicizza, si rivolge a un gruppo di persone parlanti
inglese, ma è simbolo di globalizzazione, dell’immagine di essere occidentali.
Lo studio analizza le tracce della lingua online nella sfera offline di Hongkong
e il significato sociale di questi stessi testi.

The study: data and methods


Nella ricerca sono state raccolte 243 foto di Hong Kong, sono state caricate su
Flick che a permesso il processo utile di geotag. Dopo aver raccolto le foto, i
dati sono stati differenziati a seconda di:
location, lingua e internet-specific language features.
In seguito, sono state divise in due a seconda della fonte:
- CB commercial business (83%)
- IO institutional official.
A Hong Kong la lingua è divisa in tre: inglese, cinese, bilingua.
La lingua testuale è quindi divisa secondo la realtà sociolinguistica, trilingual
language policy: lettura e scrittura in inglese e cinese, parlato in cantonese,
Potonghua e inglese. Molti segni è necessario che siano bilingui (are required
to be bilingual). I segni non possono esser letti con facilità poiché si tratta di
simboli e icone. Ci vuole consapevolezza del significato della lingua di internet
e delle sue caratteristiche (precondition) prima della ricontestualizzazione
nello spazio pubblico. Occorre essere informati bene sul loro significato. Elicit
viewers percepions (percezioni provocate nell’osservatore).

Internet language on dispay; commodifying and indexing a global


register
Quando la Netspeak è utilizzata offline non è uguale a prima, nell’ambito
online, ma è on display e possiede nuovi significati. Vediamo alcuni esempi:

(i) THEMENU@Level7: @ non è da leggere come se fosse la


preposizione “at”. Chi è intervistato concepisce l’uso del simbolo
@ come qualcosa di “cool” o “cute”, non come una preposizione.
E’ definibile come un simbolo della globalizzazione, non un
simbolo con un significato convenzionale e arbitrario. C’è un
intreccio: i valori economici sociali si collegano con il parlato
locale, il local speech.

(ii) SeeUagain@apm: in questo caso non c’è una traduzione cinese


del termine e l’uso dell’inglese non è una decisione pragmatica,
riflette piuttosto la realtà globale. Come è stato precedentemente
visto il significato è simbolico non indexical, indicizzato.

(iii) “LIKE” di Facebook: il fatto di cliccare sul tasto LIKE si traduce


come una considerazione positiva rispetto al post. Tuttavia la
popolarità di Facebook e del marketing di Facebook ha creato una
cultura di link e di condivisioni complesse che hanno reso
possibili nuovi significati. To LIKE era un’azione possibile
attraverso l’utilizzo del mouse, adesso To LIKE è un’emozione
che si traduce in una scelta del consumatore.

Language ideologies and the marketisation of institutional


discourses
La netspeak non è confinata solo in contesti commerciali, ma anche in
“discourse” istituzionali: per esempio “English@CUHK” in un dipartimento
accademico oppure “Discover&Innovate@CityU” nella missione dell’università.
A Hong Kong il fenomeno linguistico del code switching è spesso trovato nelle
scritture online degli studenti, tuttavia non è incoraggiato (is discouraged)
nell’educazione formale (termini come Ipad sono considerati inappropriati
anche nelle esaminazioni orali). Tuttavia, il fenomeno del code-switching è
utilizzato dalle istituzioni e adottato in discorsi formali.
SI possono fare le seguenti considerazioni:
- La lingua di internet diventa in questo modo uno strumento per le
autorità per esercitare il potere attraverso informazione e
conversazione;
- Esiste una tensione evidente tra le ideologie della lingua standard e
l’uso della lingua di internet da parte dei giovani;
- Esiste una tensione tra la lingua standard e la creatività linguistica.