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LEGISLAZIONE E INTEGRAZIONE SCOLASTICA NELL’ITALIA PREREPUBBLICANA

- R.D. 13.11.1859 N. 3725 del Regno di Sardegna (CD. LEGGE CASATI – Min. Istruzione) – esteso con
l’unificazione a tutta l’Italia, in vigore dal 1960 al 1923 (riforma Gentile)

http://www.territorioscuola.com/download/Legge_13_Novembre_1859-n.3725(Legge_Casati).pdf

La legge disciplina l'intero ordinamento scolastico: lo Stato gestisce direttamente le scuole statali, i privati
restano liberi di aprire e gestirne di proprie. La scuola pubblica può rilasciare diplomi e licenze.

CONTENUTO

- Titolo I "Dell'Ordinamento della Pubblica Istruzione" : organizzazione della scuola a livello centrale
e locale, istituzione del Consiglio superiore della pubblica istruzione;
- Titolo II "Dell'Istruzione Superiore" : in materia di studi universitari ed accademici (18-21 anni);
- Titolo III "Dell'Istruzione Secondaria Classica": ginnasio (10-14 anni) e liceo (15-17 anni) garantivano
l’accesso all’istruzione superiore – presso i capoluoghi di provincia;
- Titolo IV "Dell'Istruzione Tecnica": scuole (10-12 anni) e istituti tecnici (13-15 anni);
- Titolo V "Dell'Istruzione Elementare": le scuole elementari (6-7 anni: ciclo inferiore obbligatorio +
8-9 anni ciclo superiore). Alfabetizzazione culturale di base + religione.

Concezione elitaria: maggiore importanza agli studi superiori; separazione tra formazione tecnica per classe
operaia e formazione umanistica per classi dirigenti.

Organizzazione dell'amministrazione scolastica nettamente accentrata (Ministero della pubblica istruzione).


Organi locali: il rettore per l'università; in ogni capoluogo di provincia, il provveditore agli studi per
l'istruzione secondaria e l'ispettore scolastico per l'istruzione elementare.

Costi prevalentemente a carico dei Comuni, che devono assumere i maestri.

La legge stabiliva l'obbligatorietà e la gratuità del primo biennio dell'istruzione elementare; peraltro, pur
minacciando pene a coloro che trasgredivano tale obbligo, non specificò quali fossero queste pene, né lo
fece il codice penale, con il risultato che le disposizioni sull'obbligo scolastico furono ampiamente disattese
(secondo i dati ISTAT nel 1861 l'analfabetismo maschile era del 74% e quello femminile dell'84%, con punte
95% nell'Italia meridionale).

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- Legge 15 luglio 1877 n. 3961, cd. legge Coppino
http://www.territorioscuola.com/download/legge_coppino_15_luglio_1877.pdf

- Eleva a cinque anni le classi della scuola elementare.

- Eleva l'obbligo scolastico a tre anni.

- Introduce l’educazione civica (“le prime nozioni dei doveri dell'uomo e del cittadino”, oltre la lettura, la
calligrafia, i rudimenti della lingua italiana, dell'aritmetica e del sistema metrico).

- Introduce sanzioni per chi disattende l’obbligo scolastico (ammenda).

I Comuni continuano a far difficoltà a sostenere le spese, ragione per cui la legge non fu mai pienamente
attuata.

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-Legge Orlando n. 407 del 1904

- Eleva l'obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età.

- Istituisce una “scuola popolare" formato dalle classi quinta e sesta.

- Impone ai Comuni di istituire scuole almeno fino alla quarta classe, nonché di assistere gli alunni
più poveri.

- Elargisce fondi ai Comuni con modesti bilanci.

- Scuole serali e festive per gli analfabeti.

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-LEGGE DANEO-CREDARO del 4 giugno 1911 n. 487

- avoca allo Stato le scuole elementari

- pone a carico dello Stato il pagamento degli stipendi dei maestri elementari

- istituisce i patronati scolastici comunali con il compito di dispensare vestiario, scarpe, libri ai
"fanciulli bisognosi" per consentire l'adempimento dell'obbligo scolastico

- Fin qui gli studenti “anormali” non sono accolti nella scuola pubblica; soprattutto ciechi e sordi
vengono accolti da enti morali e religiosi.

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-Le prime esperienze di scolarizzazione dei disabili esterne alle scuole statali

- 1900 ospizio scuola romano del neuropsichiatra infantile De Sanctis per minorati psichici:
accoglienza da mattina a sera ogni giorno, per tutto l’anno, “onde ricevere il necessario
nutrimento, le cure mediche, l’educazione fisica e morale, l’istruzione, il tutto adatto ai bisogni di
ogni singolo alunno”.
- Le Amministrazioni comunali e provinciali da una parte e gli enti religiosi e privati dall’altra ,
istituirono le prime scuole speciali. Ma esse non furono supportate dal Ministero, in quanto
l’ideologia fascista adottò criteri emarginanti nei confronti dei deboli. La legislazione non si occupa
in questa fase di scolarizzazione degli anormali fisio-psichici, ma solo dei ciechi e dei sordomuti.

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-RIFORMA GENTILE 1923 – 5 regi decreti

- Scuola elementare preparatoria (materna) 3 anni

- scuola elementare uguale per tutti: 5 anni (3 inferiore +2 superiore)

- scuola media inferiore, con due sbocchi differenziati. Un canale impegna il giovane al
proseguimento degli studi alle scuole superiori per ottenere un titolo di studi valido (per accedere a
questo canale lo studente doveva superare uno specifico esame di cultura generale), un canale
immette direttamente lo studente, al termine dei tre anni, nel mondo del lavoro senza consentire
un proseguimento degli studi.

- scuola media superiore, di tre anni per il liceo classico, di quattro per il liceo scientifico, di tre o
quattro anni per i corsi superiori dell'istituto tecnico, dell'istituto magistrale e dei conservatori.

- istituisce l’istruzione magistrale.

- obbligo scolastico elevato a 14 anni di età

- Il R.D. del 31 dicembre 1923 n. 3126 estende l’obbligo scolastico ai ciechi e ai sordomuti che non
presentavano altre anormalità. Tale obbligo doveva essere adempiuto in apposite “classi differenziali”
per i sordomuti; per quanto riguarda i ciechi in appositi istituti prescelti dal Ministero.

- 1928 Istituzione della scuola di avviamento professionale

-Segue la fascistizzazione della scuola (1938 leggi raziali – 1939 Carta della scuola di Bottai)

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In epoca fascista

-REGIO DECRETO 5 FEBBRAIO 1928, n. 577 - APPROVAZIONE DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI E DELLE
NORME GIURIDICHE, EMANATE IN VIRTÙ DELL'ART, 1, N. 3, DELLA LEGGE 31 GENNAIO 1926, N. 100,
SULLA ISTRUZIONE ELEMENTARE, POST-ELEMENTARE, E SULLE SUE OPERE DI INTEGRAZIONE.
(PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.95 DEL 23 APRILE 1928)

http://www.flcgil.it/files/pdf/20071022/regio-decreto-n.-577-del-5-febbraio-1928-3475521.pdf

TITOLO DEDICATO ALL’ISTRUZIONE DEI CIECHI E SORDOMUTI

ART. 175. (ART. 170 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).

L'OBBLIGO SCOLASTICO È ESTESO AI CIECHI E AI SORDOMUTI, I QUALI NON PRESENTINO


ALTRA ANORMALITÀ CHE IMPEDISCA LORO DI OTTEMPERARVI. PER I SORDOMUTI È
ESTESO FINO AL 16/A ANNO DI ETÀ.

ART. 176. (ART. 171 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).

CON DECRETI REALI DI CONCERTO TRA IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE E IL


MINISTRO DELL'INTERNO SARÀ DETERMINATO QUALI DEGLI ISTITUTI CHE PROVVEDONO
ALL'EDUCAZIONE DEI CIECHI E DEI SORDOMUTI DEBBANO ACCOGLIERE GLI SCOLARI
OBBLIGATI IN VIRTÙ DELL'ARTICOLO PRECEDENTE, LA MISURA DEI CONTRIBUTI CHE LO
STATO PAGHERÀ AGLI ISTITUTI PRIVATI CHE ASSUMONO TALE CURA, LE
TRASFORMAZIONI DA APPORTARSI AGLI STATUTI DEI SINGOLI ISTITUTI ED
ALL'ORDINAMENTO DIDATTICO DI ESSI, PERCHÉ POSSANO RISPONDERE AI NUOVI
COMPITI LORO ASSEGNATI DALLA LEGGE.

AGLI ISTITUTI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE POSSONO ESSERE ANNESSI SPECIALI


GIARDINI D'INFANZIA.

ART. 177. (ART. 172 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).

NEL CASO CHE I GENITORI PROVVEDANO PRIVATAMENTE ALL'ISTRUZIONE DEI CIECHI E


SORDOMUTI OBBLIGATI, QUESTI DEVONO AL 14/A E RISPETTIVAMENTE AL 16/A ANNO DI
ETÀ SOSTENERE UN ESAME PRESSO UNO DEGLI ISTITUTI RICONOSCIUTI A NORMA
DELL'ARTICOLO PRECEDENTE.

ART. 178. (ART. 173 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).

NESSUNO PUÒ ESSERE NOMINATO ALL'UFFICIO DI DIRETTORE, DI INSEGNANTE O DI


ASSISTENTE NELLE SCUOLE PREVISTE DALL'ART. 176 OVE NON SIA PROVVEDUTO DELLO
SPECIALE TITOLO DI ABILITAZIONE RILASCIATO DA SCUOLE ALL'UOPO ISTITUITE.

ART. 179. (ART. 174 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).


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AGLI EFFETTI DELL'ARTICOLO PRECEDENTE È ISTITUITA UNA SCUOLA PER INSEGNANTI E
MAESTRI ISTITUTORI DEI CIECHI IL CUI ORDINAMENTO È STABILITO PER DECRETO REALE.

I POSTI NECESSARI AL FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA DI METODO PER LA


PREPARAZIONE DEI MAESTRI DEI SORDOMUTI PRESSO IL REGIO ISTITUTO DEI
SORDOMUTI DI MILANO CONTINUANO AD ESSERE CONFERITI MEDIANTE INCARICO CON
LA RETRIBUZIONE PREVISTA NELLA TABELLA ALLEGATO G.

ART. 180. (ART. 175 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).

FERME RESTANDO NELLO STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DEL MINISTERO DELLA
PUBBLICA ISTRUZIONE LE ASSEGNAZIONI A FAVORE DEGLI ISTITUTI PER I SORDOMUTI, È
ASSEGNATA ANNUALMENTE, A COMINCIARE DAL 1 LUGLIO 1924, LA SOMMA DI DUE
MILIONI DI LIRE PER GLI SCOPI DI CUI APPRESSO:

a) ISTITUZIONE E MANTENIMENTO DELLA REGIA SCUOLA PER INSEGNANTI E ASSISTENTI


DEI CIECHI;

b) ISTITUZIONE E MANTENIMENTO DEI GIARDINI D'INFANZIA PER CIECHI E SORDOMUTI;

c) ADATTAMENTO E MIGLIORAMENTO DEI LOCALI DEGLI ISTITUTI DEI CIECHI E


SORDOMUTI;

d) ACQUISTO DI ARREDI E MATERIALE SCOLASTICO PER LE SCUOLE E GIARDINI


SUDDETTI;

e) BORSE DI STUDIO A FAVORE DEI SORDOMUTI;

f) PER QUALSIASI ALTRA PROVVIDENZA A FAVORE DELL'ISTRUZIONE E DELL'EDUCAZIONE


DEI CIECHI E SORDOMUTI.

CON DECRETO DEL MINISTRO PER LE FINANZE SU RICHIESTA DEL MINISTRO PER LA
PUBBLICA ISTRUZIONE SARÀ PROVVEDUTO ALLA ISCRIZIONE IN BILANCIO DELLA SOMMA
SUDDETTA ED ALLA SUA RIPARTIZIONE.

ART. 181. (ART. 176 TESTO UNICO 22 GENNAIO 1925, N. 432).

I CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DEI SINGOLI REGI ISTITUTI DEI SORDOMUTI HANNO


FACOLTÀ DI PROVVEDERE, CON PERSONALE INCARICATO, ALLA ASSISTENZA RELIGIOSA
E SANITARIA DEGLI ALUNNI, AGLI INSEGNAMENTI DI EDUCAZIONE FISICA E DI ARTI E
MESTIERI ED ALLE ALTRE FORME DI EDUCAZIONE CHE, A GIUDIZIO DEL MINISTERO,
SIANO RITENUTE INDISPENSABILI PER L'ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DAL
PRESENTE TITOLO.

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-R.D. 26.04.1928 n. 1297 REGOLAMENTO GENERALE SUI SERVIZI DELL’ISTRUZIONE ELEMENTARE

http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/rd1297_28.htm

TITOLO VI DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI ISTITUTI PER I FANCIULLI CIECHI E SORDOMUTI

Capo I - Dell'istruzione dei ciechi.

Istituti per l'istruzione elementare dei ciechi.

Art. 446.-

Con R. decreto, promosso dal Ministro per l'interno, di concerto con quello dell'istruzione, è
determinato, ai sensi dell'art. 176 del testo unico, quali degli attuali istituti dei ciechi debbono
provvedere al mantenimento di scuole elementari per l'assolvimento dell'obbligo scolastico.

Tali istituti, a norma dell'art. 1 del R.D. dicembre 1923, n. 2841, vengono posti alla dipendenza del
Ministero della pubblica istruzione e sono dichiarati enti d'istruzione e di educazione.

Art. 450.-

I bambini ciechi, per essere ammessi negli istituti, di cui all'art. 446, devono avere compiuto l'età di
4 anni: in casi speciali i direttori degli istituti possono accogliervi bambini anche in età minore.

Art. 453

Non oltre il 10 settembre di ogni anno gli istituti inviano al Ministero, insieme con l'elenco dei
fanciulli ammessi, le domande di coloro che non poterono essere accolti.

Il Ministero provvede ad assegnare a questi ultimi i posti che eventualmente risultassero vacanti
presso gli altri istituti.

Art. 454.-

I programmi e le prescrizioni didattiche varie per le scuole dei ciechi sono quelli stabiliti per le
scuole elementari comuni, con le modificazioni indicate nell'ordinanza ministeriale 27 giugno 1924.
Ogni variazione alle stesse non può essere disposta che con Regio decreto.

Art. 460.-

La scuola di metodo per maestri, istruttori od assistenti dei ciechi, di cui all'art. 179 del testo unico,
è istituita in seguito a convenzione stipulata tra un istituto di ciechi eretto in ente morale ed il
Ministero della pubblica istruzione.
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Art. 469.-

Il corso della scuola di metodo si compie in un anno.

Al concorso possono essere ammessi coloro che si trovino nelle condizioni fissate dal bando e
posseggano il diploma di abilitazione all'insegnamento elementare od altro titolo di studio non
inferiore a quello di ammissione ad un istituto di istruzione media di secondo grado.

Art. 470.-

Alla fine del corso gli alunni conseguono il titolo di speciale abilitazione.

Istruzione dei sordomuti.

Regi istituti per i sordomuti di Roma, Milano e Palermo

Art. 478

La tutela e la vigilanza sui Regi istituti dei sordomuti, in quanto non sia diversamente disposto nel
presente regolamento, sono esercitate dal Ministero della pubblica istruzione.

b) Ammissione degli alunni.

Art. 479.-

Ogni anno, al termine dei corsi, il Consiglio di amministrazione notifica agli enti, che mantengono
posti di loro patronato, il numero di quelli vacanti, invitando gli enti a designare i nuovi alunni.

Art. 481.-

Il Consiglio di amministrazione forma una graduatoria degli aspiranti ai posti gratuiti e semi-gratuiti,
tenendo in particolare conto le condizioni finanziarie di famiglia e subordinatamente il luogo di
nascita e quello di abituale dimora.

Art. 482.-

I posti disponibili dopo il conferimento di quelli riservati agli enti di cui all'art. 479 sono di
preferenza assegnati agli aspiranti per i quali le famiglie assumano, mediante regolare obbligazione,
l'onere del mantenimento.

I posti residuali sono conferiti secondo l'ordine della graduatoria di cui al precedente articolo e con
preferenza agli aspiranti che possono contribuire per la metà alle spese di mantenimento.

Art. 483.

I presidenti dei Regi istituti, dopo l'assegnazione di tutti i posti disponibili, trasmettono al Ministero
le domande degli altri graduati per l'eventuale accoglimento, a norma degli articoli 508 e seguenti,
in altri istituti di sordomuti prescelti per l'assolvimento dell'obbligo.

I Regi istituti possono ammettere alunni esterni a frequentare le proprie scuole subordinatamente
ai posti disponibili nelle varie classi.
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Art. 484.-

Il Consiglio di amministrazione può in ogni tempo deliberare l'allontanamento dell'alunno accolto a


qualsiasi titolo, quando non si riscontrino in lui le condizioni volute dalla legge per l'assolvimento
dell'obbligo scolastico o quando sia riconosciuto non adatto alla vita interna dell'istituto.

Quando l'alunno, comunque dimesso, non possa essere riconsegnato alla famiglia o alle persone
legalmente incaricate della sua custodia, l'istituto segnala il caso al prefetto ed alla locale
Congregazione di carità per le opportune provvidenze.

Art. 485.-

I fanciulli possono essere accolti nei Regi istituti all'età di 6 anni, sempreché vi sia annesso lo
speciale giardino d'infanzia.

Art. 487.-

Gli alunni, che abbiano compiuto il 16esimo anno di età ma non il corso di studi, possono a giudizio
del direttore essere mantenuti nell'istituto fino al termine del corso nel caso che risultino posti
vacanti.

2 - Altri istituti di sordomuti per l'adempimento dell'obbligo scolastico.

a) Designazione degli istituti.

Art. 508.-

Agli effetti dell'art. 176 del testo unico, sono scelti quegli istituti, che attualmente provvedono alla
educazione ed istruzione dei sordomuti, i quali, sia per la situazione geografica, sia per i locali, sia
per lo stato patrimoniale, per le condizioni di vita interna e per l'ordinamento scolastico, risultino
idonei per l'assolvimento dell'obbligo.

Art. 509.-

Il Ministero, compiuti gli opportuni accertamenti, promuove i necessari accordi con gli istituti che,
anche per il concorso di altri enti eventualmente interessati all'istruzione e all'assistenza dei
sordomuti, risultino idonei. Dopo di che stipula una convenzione con gli istituti prescelti.

Art. 515.-

Negli istituti scelti per l'assolvimento dell'obbligo scolastico i fanciulli possono essere accolti fin dal
IV anno di età, purché negli istituti stessi funzionino gli speciali giardini d'infanzia.

b) Ammissione degli alunni.

Art. 517.-

Al termine di ogni anno scolastico gli istituti prescelti per la istruzione dei sordomuti danno notizia
ai provveditori ed al Ministero del numero dei posti che si renderanno disponibili all'inizio dell'anno
scolastico successivo per le necessarie pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale del Regno e nel
Bollettino ufficiale del Ministero.

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Art. 518.-

Le domande che gli interessati rivolgono direttamente agli istituti per la concessione di posti
dovranno essere presentate non oltre il 15 agosto. Non può richiedersi l'ammissione per più di un
istituto.

Alle domande vanno allegati i documenti previsti dall'art. 480.

Per l'accettazione delle domande gli istituti procedono secondo le norme del proprio statuto.

Art. 519.-

Non oltre il 10 settembre di ogni anno gli istituti inviano al Ministero, insieme con l'elenco dei
fanciulli comunque ammessi, le domande di coloro che non poterono essere collocati.

Il Ministero provvede ad assegnare a questi ultimi i posti che eventualmente risultassero vacanti
presso altri istituti.

3 - Scuole di metodo.

Art. 520.-

Al conferimento del titolo d'insegnante, maestra giardiniera e assistente per sordomuti


provvedono:

a) la Regia scuola "Girolamo Cardano" annessa al Regio istituto dei sordomuti di Milano;

b) la scuola "Benedetto Cozzolino" annessa all'Istituto per i sordomuti del Reale Albergo dei poveri
in Napoli, pareggiata con decreto luogotenenziale 10 giugno 1917, n. 1112.

I programmi delle scuole suddette risultano dall'allegato n. 3 al R. decreto 2 luglio 1925, n. 1995.

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