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Lezione n°27 del 24/02/16

Materia: Anatomia II

MECCANICA RESPIRATORIA E VASCOLARIZZAZIONE


ARTERIOSA E VENOSA DEL TORACE

Paragrafo introduttivo: la professoressa chiede se riusciamo a visualizzare i documenti online che ha caricato ieri e
ricorda che, comunque, è materiale integrativo e non sostitutivo delle lezioni. Inizia poi recuperando muscoli e in
particolare il diaframma trattato nella lezione precedente.

Argomenti: alcune precisazioni sul diaframma, la meccanica respiratoria e vascolarizzazione toracica.

1. PRECISAZIONI SUL DIAFRAMMA

Il diaframma è l'elemento che separa la cavità toracica da quella addominale. È importante ricordare che la gabbia
toracica, intesa come componente ossea, include al suo interno alcuni organi della cavità addominali, tra cui il fegato.
Il diaframma, come spiegato nella scorsa lezione, è caratterizzato da una forma a cupola e, al di là della parte centrale
(detta centro tendineo, o frenico, del diaframma) identificabile per la sua forma “a trifoglio”, per le porzioni restanti
può essere utile orientarsi tramite gli orifizi. L’orifizio della vena cava (T8-T9) è situato a destra rispetto all’orifizio
aortico (T12) e, vicino alla parte sinistra del diaframma, è possibile identificare anche l’orifizio esofageo (T10); quindi
la parte in cui è visibile l’orifizio della vena cava è la destra, mentre quello aortico ed esofageo sono in prossimità della
foglia di sinistra. [n.d.r. La professoressa riprende poi alcuni concetti trattati nella lezione precedente, come per
esempio le varie tipologie di ernie e la definizione dei pilastri, specificando che quelli che si portano alle vertebre
lombari delimitano l’orifizio aortico e che, poco dopo averli superati, l’aorta toracica si ramifica.]

2. LA MECCANICA RESPIRATORIA

La respirazione è un processo meccanico che ha lo scopo di riempire d'aria polmoni per poi espellerla una volta
completato lo scambio alveolare di ossigeno e anidride carbonica. Questo meccanismo è reso possibile dal diaframma,
dai muscoli intrinseci del torace e dalla componente ossea di coste e sterno.

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Il muscolo diaframma è un muscolo a cupola che dal processo xifoideo segue le arcate costali e si inserisce
posteriormente sulle vertebre grazie ai pilastri; osservando nel dettaglio i suoi movimenti durante la respirazione si
individuano:
- Inspirazione: il diaframma si appiattisce abbassandosi e perde la sua tipica forma a cupola per permettere
l’ampliamento delle logge pleuropolmonari (aumento di volume della gabbia toracica); si ha, inoltre, un
allontanamento dal pericardio interrompendo l’interazione con il cuore;
- Espirazione: il diaframma ritorna alla sua forma fisiologica che permette la massima interazione con le logge
pleuropolmonari e con il pericardio.

La componente ossea si muove grazie ai muscoli intrinseci, i quali possono essere tra loro antagonisti nei due
movimenti respiratori. Per analizzare il movimento di inspirazione dobbiamo dividere la gabbia toracica in una parte
inferiore, che va dalla sesta alle ultime coste escludendo le fluttuanti, e una parte superiore, che comprende anche lo
sterno.
La parte inferiore si muove di un movimento orizzontale, definito movimento a manico di secchio (“dal basso verso
l’alto”), che porta a un aumento di volume in senso trasversale.
Per quanto riguarda la parte superiore, invece, essa si alza in senso anteroposteriore in un movimento definito a leva
di pompa, aumentando ulteriormente il volume (i polmoni si ampliano a tal punto che possono raggiungere anche la
loggia sovraclavicolare).

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3. VASCOLARIZZAZIONE DEL TORACE

VASCOLARIZZAZIONE ARTERIOSA

Parlando di vascolarizzazione si ricordi che esiste una vascolarizzazione parietale e una viscerale; tuttavia oggi
parleremo solo della vascolarizzazione parietale, in quanto la professoressa ha intenzione di affrontare quella viscerale
quando tratteremo singolarmente gli organi.

I principali vasi presenti nel torace e responsabili dell’irrorazione arteriosa sono: l’aorta toracica, situata
posteriormente, e la succlavia con la sua prosecuzione in ascellare, situata anteriormente. Da entrambe le principali
arterie originano dei rami perforanti che arrivano a livello della cute e del sottocute e dei rami propri.

I rami della succlavia sono:


- A. toracica interna o mammaria interna che segue i margini sternali fino alla sesta cartilagine costale dando
origine poi alle arterie intercostali anteriori (di destra e sinistra), situate tra nervo e vena intercostale, che
anastomizzano, a pieno canale, con le arterie intercostali posteriori (aorta toracica);
- Dal tronco costocervicale (nel livello intrascalenico), posteriore al tronco tireocervicale, origina l’arteria
intercostale suprema o superiore che irrora le prime due coste e scende a livello della loggia infraclavicolare
e anastomizza, a livello della terza costa, con l’arteria intercostale posteriore. Possibile variante anatomica: in
caso non sia presente l’aorta toracica, l’arteria intercostale superiore fornisce anche i rami intercostali
posteriori;
- Appena prima del tratto ascellare abbiamo dei rami deputati all'irrorazione del torace anterolaterale. Essi
sono: l’arteria coraco-acromiale, arteria toracica superiore e arteria toracica laterale o mammaria esterna;
- Dall’arteria ascellare si diparte l’ultima arteria di interesse che è la sottoscapolare, che, seguendo il margine
mediale della scapola, irrora lateralmente il torace.

I rami dell’aorta toracica sono:


- Le arterie intercostali posteriori, che anastomizzano totalmente con le anteriori della succlavia.

Il circolo arterioso del torace è in anastomosi con la cavità addominale, soprattutto grazie all’arteria mammaria
interna, la quale, a livello della sesta costa, dà due rami: l’arteria muscolo frenica e l’epigastrica superiore.
L’arteria muscolo frenica segue l’arcata costale fino alla nona/decima cartilagine costale e poi perfora il diaframma
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irrorando i muscoli dell’addome; inoltre, alcuni rami continuano lateralmente anastomizzando con le arterie
intercostali posteriori e altri ancora arrivano al pericardio.
L’epigastrica superiore prosegue nella cavità addominale dove anastomizza con l’epigastrica inferiore, creando, quindi,
uno stretto rapporto vascolare tra le due cavità.

VASCOLARIZZAZIONE VENOSA

Le anastomosi con i vasi della cavità addominale riguardano anche il circolo venoso.
Le vene sono satelliti delle arterie e le principali sono: la vena cava inferiore, a livello addominale, e la vena cava
superiore, che si occupa del drenaggio toracico e dell’arto superiore.

Oltre a queste dobbiamo ricordare che a livello toracico è presente il sistema azygos. Questo sistema è costituito da
vasi con origine addominale, vene lombari che salgono lungo il torace, simulando il corrispettivo dell’aorta toracica, e
giungono poi alla vena cava superiore o al tronco brachicefalico dove vi si immettono con numerose varianti
anatomiche. Questo sistema mette in comunicazione le due vene cave e permette il drenaggio parietale (vene
intercostali posteriori) e viscerale del torace.

VASCOLARIZZAZIONE DEL DIAFRAMMA

Il diaframma è vascolarizzato da arterie e vene freniche. Le arterie freniche possono derivare dall’aorta addominale,
appena sotto l’orifizio aortico, oppure dal tronco celiaco o dalle arterie renali. Le vene freniche presentano diversa
immissione a seconda dell'emidiaframma, di destra o di sinistra, nel quale si trovano: a destra la vena confluisce nella
vena cava inferiore, a sinistra la vena frenica può dare due rami che possono immettersi nella vena cava inferiore o
nella vena renale-surrenale.