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HEGEL

Al periodo di Jena risalgono i primi scritti propriamente filosofici di Hegel in cui inizia a delineare la struttura generale
del suo sistema. Dal suo punto di vista infatti non si può fare filosofia se non in continuità con quanto è già stato
pensato sia condividendone sia non condividendone i contenuti, ha dunque valenza il ripensamento e il confronto-
scontro con altri filosofi. La filosofia hegeliana in quanto conoscenza dell’assoluto si presenta nella forma di sistema
che prende conto di tutti gli aspetti della realtà nella sua unitarietà. La totalità è un complesso di articolazioni che
possono essere ordinate e comprese solo all’interno del sistema:

 La logica trascendentale espone le categorie ciascuna pe se in quanto determinazioni del finito.


 Mette in luce il lato negativo e apre la strada al lato positivo
 La dialettica (che passa attraverso la negazione superandola) segna il passaggio dalla logica alla ragione
 La ragione (che è la il grado più alto della conoscenza) apre la via al lato positivo superando la negazione che
è il riconoscimento del finito
 La negazione (Il finito) che viene superato è conservato in quanto parte della realtà e quindi l’assoluto si
presenta come una realtà differenziata, ricca e variegata al suo interno di determinazioni

Aufheben è il termine tedesco che Hegel utilizza per determinare il processo della dialettica che toglie, conserva ed
eleva ( togliere il finito in quanto tale -l’intelletto-, conservarlo ed elevarlo alla verità –la ragione-)

Il lato positivo della realtà è detto da Hegel “metafisica” ed è la conoscenza che si può avere dell’assoluto. Ciò che
propriamente esiste secondo Hegel è l’assoluto inteso come organismo unitario, di cui le singole cose sono le finite
manifestazioni. Le singole cose non possono sussistere di per se ma sono manifestazioni parziale dell’infinito di cui il
mondo ne è una manifestazione. Il finito si trova all’interno dell’infinito di Dio che è una realtà spirituale in continuo
divenire di cui tutte le cose sono un momento del divenire stesso.

L’assoluto è il punto di arrivo e non quello di partenza. Nella Fenomenologia della spirito è delineato il cammino che
porta la coscienza da un sapere imperfetto all’assoluto. Le varie tappe della conoscenza sono definite figure che
designano un tipo di manifestarsi dello spirito. La fenomenologia, che è il divenire di questo spirito, è lo studio sia del
processo sia dell’auto riflessione dello spirito che diventa conscio delle sue articolazioni.