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Intervista Ministro agli Affari Esteri

Franco Frattini
Di Carla Piro
Per ARTE IN

Al Ministero degli Affari Esteri ed al suo Ministro Franco Frattini fanno


riferimento ambasciate, consolati, rappresentanze permanenti presso
le maggiori istituzioni internazionali (Consiglio d’Europa, NATO, OCSE,
ONU, UNESCO, UE), ma anche 89 istituti italiani di cultura, una fitta
rete scolastica, nonché l’intensa attività culturale finalizzata a
promuovere il nostro ricco patrimonio intellettuale.
Tante iniziative lasciano intendere che la cultura sia un canale
privilegiato per l’azione diplomatica e che la conoscenza reciproca
favorisca le relazioni individuali ed internazionali.
Considero la promozione della lingua e della cultura italiana uno degli
strumenti di politica estera tra i più efficaci a disposizione. La nostra cultura ha
sempre rappresentato per ogni civiltà i valori del diritto, della libertà e della
democrazia. Inoltre oggi le spetta la missione di promuovere l’immagine
complessiva della Nazione e dei suoi abitanti in chiave moderna: deve essere
garanzia di solidità e azione propulsiva per un futuro in cui il nostro Paese
svolga un ruolo importante sulla scena politica internazionale e nella
produzione industriale. Sono convinto che l’Italia (proprio ricorrendo alle
peculiarità derivanti dalle sue sensibilità culturali) possa suggerire in politica
estera nuove forme di dialogo e strategie di stabilizzazione della pace in
territori a rischio o in teatri di conflitti.

Il legame fra azione diplomatica e promozione culturale si concretizza


in iniziative che affiancano Mibac e MAE. Quali obiettivi comuni e
vantaggi individuali se ne traggono?

Con la sottoscrizione dell’intesa (luglio 2008) tra Ministero degli Affari Esteri e
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è voluta attivare una stretta
collaborazione, tra le due amministrazioni ed i suoi due ministri (voglio
sottolineare l’amicizia che mi lega a Sandro Bondi), nella promozione della
cultura italiana all’estero. L’intento comune è produrre ed esportare cultura
avvalendosi anche di modalità innovative e delle nuove tecnologie.
Grazie a questo accordo il MAE beneficia della produzione culturale del MiBac
(prestiti museali per le mostre all’estero; tournées di compagnie teatrali, di
balletto, di teatri d’opera e di orchestre; diffusione della produzione
cinematografica e della editoria italiane), al fine di arricchire la sua proiezione
esterna; mentre il MiBac usufruisce della rete estera (sedi diplomatiche e
consolari) e dell’attività degli Istituti Italiani di Cultura, delle Scuole italiane
all’estero, dei lettorati.

Il sistema culturale è costituito da arte, letteratura, moda, design,


cucina, sport, scienza, tecnologia, economia: icone specchio di una
complessità irriducibile a quella immagine stereotipata che alcune
volte ci viene attribuita.
Ciascuno di questi elementi contribuisce a comporre l’immagine dell’Italia e
ognuno trova, in contesti diversi, il giusto apprezzamento. L’impegno del MAE
è rivolto alla promozione all’estero della lingua e della nostra cultura nelle sue
espressioni più canoniche: la letteratura, l’arte figurativa, il teatro. Il cinema e
l’audiovisivo, in particolare, sono uno strumento di immediata efficacia nel
trasmettere la vitalità dell’Italia di oggi.
Accanto alla ricchezza del patrimonio e della tradizione è, inoltre, importante
sostenere tutti gli altri aspetti che offrano un’idea moderna e dinamica del
Paese. Con questo spirito il Ministero ha lanciato la “Collezione Farnesina
Design”, che mira a promuovere l’eccellenza del design italiano (punto di
incontro tra arte ed industria), a cui è riconosciuto un consolidato primato. Qui
si evidenzia la capacità di mettere il genio e la fantasia al servizio di
un’importante sfida economica, commerciale e industriale.
Sono tante le icone rappresentanti aspetti diversi e positivi di un’Italia
vincente, che il MAE si impegna a valorizzare. Valentino Rossi (al quale ho
consegnato il “Winning Italy award n°1”), con le sue 103 vittorie e 9 titoli
mondiali, è indirettamente grande ambasciatore della eccellenza italiana.
Motivo di orgoglio è la nostra presenza nei teatri di crisi e in Africa o lo
straordinario risultato raggiunto con i bambini di Gaza (salvati portandoli in
Italia). Valorizzare tale capacità di raggiungere l’eccellenza in molti campi
costituisce la risposta migliore a chi ripropone un'immagine dell’Italia
superficiale e stereotipata.
Anche nel settore della ricerca vantiamo eccellenze non sempre riconosciute in
ambito internazionale: il Ministero degli Affari Esteri sostiene la proiezione
internazionale delle Università e degli Istituti di ricerca italiani.

Dunque la creatività si manifesta altresì nella ricerca scientifica e


tecnologica. Crescente è il numero di giovani talenti (per la cui
formazione vengono spesi annualmente migliaia di euro), i quali
lasciano il Paese, impoverendolo economicamente ed
intellettualmente. Fra gli impegni di cooperazione internazionale
promossi dal MAE sono previste iniziative per incentivare il ritorno dei
nostri “cervelli in fuga”?
Se un livello fisiologico di “fuga di cervelli” non può essere evitato, il compito
del MAE (di concerto con il Ministero dell’Università e della Ricerca e la
Conferenza dei rettori) è bilanciare, incentivando l’attrazione di talenti
(studenti e ricercatori) stranieri. Più che di “fuga”, parlerei di opportuna e
auspicata “circolazione di cervelli”, che consenta ai nostri studiosi di andare
all’estero e tornare arricchiti da tale esperienza, ma anche di attrarre scienziati
stranieri in uno scambio virtuoso e profiquo (“cross-fertilizing”).
Il primo passo da compiere è sostenere la capacità dei nostri atenei di attirare
studenti dall’estero: in questo senso, verrà a breve formalizzata l’istituzione di
un gruppo di lavoro con l’obiettivo di elaborare un sistema di strategie volte
all’internazionalizzazione delle università. E’ stata già realizzata una
piattaforma interattiva (http://accordi-internazionali.cineca.it/ dove 80
università italiane hanno inserito 6.735 accordi vigenti con atenei stranieri), il
cui compito principale è accrescere le interazioni fra mondo accademico,
sistema produttivo ed Enti locali.

Qual è, secondo lei, la condizione necessaria per identificare il “made


in Italy”?
L’immagine con cui il nostro Paese si presenta nel mondo comprende una
molteplicità di aspetti riassunti nel concetto “made in Italy”, che non si riferisce
solo alle diverse componenti della produzione di merci, ma richiama una
tradizione culturale ed uno stile di vita tipicamente italiano. Il legame tra
cultura e attività produttive è evidente: deve essere altrettanto chiaro che il
sostegno alla cultura e la promozione di un’immagine positiva del Paese ha
ricadute favorevoli sull’economia. L’Italia continuerà ad essere portatrice di un
messaggio politico fondato sulla pace e sui valori della democrazia; tuttavia
anche la “diplomazia economica” assume un peso significativo.
Oggi il mondo è diverso da quello di 10 o 20 anni fa: i grandi attori economici
asiatici tendono ad assumere una rilevanza di cui di tenere conto quando si
entra in quei mercati con un’intensa attività di diplomazia economica (che
nell’insieme è culturale).
Il ruolo delle nostre ambasciate sta cambiando: gli ambasciatori italiani sono
espressione della posizione politica del governo nazionale, ma sono inoltre
portatori di un messaggio che sostenga il “made in Italy” e la penetrazione del
sistema industriale, il quale non è solo politico, ma economico e -torno a dirlo-
culturale.

BOX
LA POLITICA CULTURALE DEL MAE
Il Ministero degli Affari Esteri è l’organo che attua la politica estera del
Governo, dedicando ampio spazio alla diffusione della cultura italiana nel
mondo ed alle collaborazioni scientifico-tecnologiche, mediante le numerose
attività coordinate dalla Direzione Generale per la promozione e cooperazione
culturale. Questa sostiene, inoltre, le missioni archeologiche, antropologiche,
etnologiche italiane in paesi stranieri e svolge attività di carattere diplomatico-
culturale relative al recupero di beni artistici sottratti al patrimonio nazionale o
internazionale. Considerevole è l’impegno presso l’Unesco, a cui l’Italia apporta
un notevole contributo economico, tecnico e progettuale.
Spettacoli, mostre, concerti, corsi di lingua, incentivi alla traduzione di libri
italiani e borse di studio concesse a cittadini stranieri: sono gli aspetti più
rilevanti di questa attività promozionale. Alla Direzione Generale per la
promozione e cooperazione culturale fa anche riferimento una fitta rete
scolastica (composta da 183 scuole italiane all’estero, 62 sezioni italiane presso
scuole straniere e 261 lettori nelle Università straniere) e 89 Istituti Italiani di
Cultura presenti nei cinque continenti. Gli IIC rappresentano un luogo di
incontro e dialogo per intellettuali, artisti e per tutti coloro che vogliano
instaurare o mantenere un rapporto con il nostro paese. Sono, dunque, un
centro propulsore di iniziative di cooperazione, che supportano le attività
promosse da ambasciate e consolati, con lo scopo di favorire il dialogo
interculturale e l’azione diplomatica.
LA COLLEZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA
La sede del Ministero degli Affari Esteri (nota come “La Farnesina”,
caratterizzata dalla presenza di una imponente sfera in bronzo di Arnaldo
Pomodoro) ospita una prestigiosa collezione di Arte Contemporanea (curata da
Maurizio Calvesi), che (con oltre 200 dipinti, sculture, mosaici ed istallazioni
rappresentative dell'arte italiana del XX secolo) testimonia la vitalità artistica
del nostro paese.

L'iniziativa vuole documentare come la cultura contemporanea -spiega il


Ministro Franco Frattini- “sia parte integrante della politica estera e rappresenti
un veicolo privilegiato per il dialogo internazionale”.
Nell'allestimento della collezione si è cercato di armonizzare le opere con lo
spazio, così da valorizzare le diverse forme espressive del Novecento. Il lungo
percorso che si snoda fra corridoi, sale riunioni e ambienti di rappresentanza
offre una location d’eccezione per un secolare viaggio nell'arte italiana: dal
Futurismo di Balla e Boccioni, proseguendo con la Metafisica di Giorgio De
Chirico, per giungere fino alle produzioni artistiche attuali.

La formula adottata per l'acquisizione dei lavori (da artisti, fondazioni e


collezionisti) è il "comodato temporaneo", che consente l'alternanza delle opere
esposte e quindi la dinamicità della mostra: sempre nuova e diversa. Nel corso
degli anni si sono alternati nel Palazzo della Farnesina, lavori di artisti quali:
Afro, Angeli, Balla, Boccioni (con "Forme uniche di continuità nello spazio”, più
noto come il “Camminatore", immortalato sui nostri 20 centesimi di Euro) -
Boetti, Burri, Cambellotti, Caporossi, Ceroli, Carrà, Cascella, Cucchi, De
Chirico, Depero, Dorazio, Merz, Mirko, Paladino, Paolini, Penone, Plessi, Sironi,
Soffici, Turcato, Vedova ed altri.