Sei sulla pagina 1di 6
Cultura, societa, sviluppo: Jerome Seymour Bruner Bruner @ uno dei piu importanti e noti psicologi contemporanei, con la sua attivita di ricerca ha contribuito agli sviluppi della pedagogia e della didattica. Nato a New York il 1° ottobre 1915 ha ricevuto numerosi riconoscimenti e lauree honoris causa in université di tutto il mondo. Grande influenza hanno esercitato su di lui Piaget e Vygotskij, quest’ultimo specialmente per il concetto di cultura, per il concetto di zona di sviluppo prossimale e per il ruolo del linguaggio nello sviluppo del pensiero. Vygotskij, psicologo sovietico padre dell'approccio “storico-culturale” della psicologia, influenzato degli eventi storici in corso (la rivoluzione sovietica) cercd di contribuire ai mutamenti sociali in atto occupandosi in particolare di tematiche relative all'istruzione, all’educazione e alle differenze dello sviluppo cognitivo. La scuola storico culturale metteva V'accento soprattutto sui fattori storici sociali e culturali dello sviluppo psichico dell'individuo. Mentre Piaget sottolineava come lo sviluppo avenisse per stadi, definiti dall’eta, dalla maturazione e dalla crescita, Vygotskij focalizzava la sua attenzione sulle correlazioni tra le differenze strutturali dello sviluppo cognitivo e l’influenza dell’'ambiente, delle relazioni e della cultura cui un soggetto @ sottoposto. Il processo di crescita,quindi, per Vygotskij é favorito dall’ambiente e dall’interazione con gli adulti, al contrario di come sosteneva Piaget, secondo cui lo sviluppo é il frutto della matuzarione di alcune strutture psichiche e della spinta motivazionale della curiosita. Altro aspetto a cui si rifa il pensiero di Bruner é@ l’idea di una zona di sviluppo prossimale, definita da Vygostkij come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale. Gli adulti hanno qui un ruolo fondamentale, infatti attraverso il loro esempio, le spiegazioni verbali e loro supporto aiutano il bambino a diventare autonomo. In altre parole la zona di sviluppo prossimale corrisponde alle potenzialita cognitive del bambino che devono essere sollecitate e sviluppate dalla famiglia, dalla scuola e dalle altre comunita di riferimento in base alle sue inclinazioni. Le teorie di Bruner, inoltre, si basano sull’ opera “Pensiero e Linguaggio” di Vygostkij in cui egli sottolinea come il linguaggio nasca inizialmente come comportamento sociale e solo successivamente fornisca un _— contributo fondamentale allo sviluppo del pensiero e alla formazione di concetti. Dai 3 anni circa il linguaggio pud essere distinto in: + linguaggio egocentrico, ovvero un linguaggio utilizzato per sé stesso come strumento per la conoscenza della realta. + linguaggio comunicativo, ovvero uno strumento per interagire con gli altri. Inizialmente il linguaggio egocentrico @ espresso dal bambino a voce alta per esempio attraverso domande o affermazioni mentre sta facendo qualcosa; successivamente (dopo i 4/5 anni) comincia a diventare linguaggio interiore senza suoni, utilizzato nei processi di riflessione e ragionamento anche in eta adulta. Anche Piaget considera fondamentale la funzione del linguaggio nello sviluppo cognitivo, ma al contrario ritiene che il pensiero preceda il linguaggio. Per Bruner, il linguaggio é il veicolo e il supporto pit potente per Il’apprendimento, ed é anche un forte principio ordinatore del pensiero. Attraverso il linguaggio, bambini e adulti rappresentano le convenzioni e i significati socialmente e culturalmente determinanti. Ad esempio, i nostri genitori , parlando oltre che agendo, ci spiegano quali comportamenti seguire, ci tramandano conoscenze ed esperienze e ci indicano quali sono le “verita” in cui credere. Il linguaggio, @ un amplificatore cognitivo, un potente ordinatore del pensiero, delle azioni e delle esperienze, in quanto ci aiuta a rendere pit chiari e compiuti i passaggi del pensiero stesso. Un segno evidente di sviluppo e crescita intellettiva, del resto, € rappresentato proprio dalla capacita delle persone di raccontare a se stessi e agli altri, utilizzando parole e simboli, le proprie azioni, intenzioni e conoscenze. Bruner si e posto in contrapposizione al comportamentismo. Egli, infatti, critica idea comportamentista che la percezione e |’elaborazione delle informazioni e gli altri processi cognitivi superiori (pensiero e linguaggio), avvengono secondo la logica meccanica dello stimolo/risposta, e si rifé invece alla teoria motivazionale. Il comportamentismo non _ prevede V'educazione del bambino bensi una formazione e programmazione. Per i comportamentisti |l’essere umano alla nascita é una tabula rasa e I’insegnamento é basato solo sul comportamento e non sul motivo per cui viene compiuta una determinata azione. Secondo i comportamentisti,infatti, le azioni compiute da un soggetto sono frutto della casualita, non vi é@ pianificazione, e attraverso la ripetizione di svariati tentativi si arriva all’obbiettivo prefissato e si tendera a ripetere tale azione (riforzo positivo). Al contrario le teorie cognitive si basano sull‘innatismo e sull’empirismo. L’essere umano @ caratterizzato da schemi innati e caratteristiche personali, che lo portano a pianificare una determinata azione. Secondo questa impostazione, |'interazione con il mondo esterno, viene guidata principalmente dalle condizioni in cui si trova l'organismo e dalle sue necessita o motivazioni. Per Bruner, un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo é dato dalla rappresentazione, una sorta di sistema di codifica dell’informazione. Bruner individua tre forme di rappresentazioni: + Rappresentazioni esecutive: legate ad azioni pratiche, sono caratteristiche del primo anno di vita permangono anche nei periodi successivi, ad esempio per —allacciarci le scarpe seguiamo una rappresentazione di sequenze di movimenti piuttosto che delle istruzioni verbali. + Rappresentazioni iconiche: si basano su immagini mentali, permettono di evocare un oggetto o una situazione anche in sua assenza + Rappresentazioni simboliche: consistono nell’utilizzo di simboli ovvero segni convenzionali, e permettono di sviluppare il pensiero logico-scientifico, caratterizzato da coerenza e sistematicita, e quello narrativo, caratterizzato da attribuzioni di significato all’esperienza. ll narrativo per Bruner @ basato sul criterio della verosimiglianza e presenta le caratteristiche del racconto, tramite il quale é possibile ricondurre ad unitarieta e dare senso alle vicende personali. E grazie ai racconti messi a disposizione della cultura che si apprende e si arricchisce l'esperienza. La narrazione @ quindi la modalita conoscitiva per eccellenza perché non é solo ricostruzione a posteriori dell’'esperienza ma fornisce a questa il suo tessuto, ovvero gli schemi dell’esperienza stessa ed @ quindi fondamentale per l’atto della costruzione di significato. Un aspetto fondamentale del concetto di narrazione in Bruner, é la componente emozionale. Le emozioni, possono essere definite come stati complessi dell’organismo caratterizzati da fattori psicologici e fisiologici. Le emozioni, influenzano l’attenzione, la motivazione e gli interessi personali. Lo sviluppo emotivo é altrettanto fondamentale quanto quello percettivo-motorio e cognitivo; molti studi hanno evidenziato che elementi percettivi, motori, cognitivi ed emotivi interagiscono tra loro nello sviluppo. || bambino matura nuove cognizioni attraverso la percezione e il movimento cosi anche i suoi stati emotivi influenzano V'acquisizione di nuove conoscenze. La narrazione, quindi, a differenza di una sterile enumerazione di dati, toccando gli aspetti pil emotivi, riesce a fissarsi maggiormente nell’attenzione di chi ascolta. Secondo Bruner, alla base di ogni processo cognitivo vi é la formazione di concetti. Ogni individuo pensa e agisce per concetti. Tutti gli eventi e le situazioni con cui l’'uomo viene a contatto vengono percepite come esemplari che riconducono ad un certo concetto. Il concetto é caratterizzato dagli attributi che possono essere rilevanti, quelli fondamentali per il riconoscimento di un determinato oggetto e irrilevanti in mancanza dei quali l’oggetto o V'evento viene ugualmente riportato a quel concetto. Gli attributi rilevanti per I'attribuzione di un’informazione a un certo concetto sono detti anche ricorrenti in quanto ricorrono i tutti gli esemplari di quel dato concetto.