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Corso di Basic Design

Le regole della GESTALT Merrone


Corso di Basic Design Merrone
Le regole della GESTALT

Teorie atomistiche (processo percettivo come somma degli elementi


dell’oggetto)

All’inizio del Novecento in Germania alcuni studiosi svilupparono la


Teoria della psicologia della forma, GESTALT, che in contrasto con le precedenti
teorie, ritiene che l’Uomo tende a rielaborare i dati sensoriali in base a
fattori psicologici, cioè percepisce l’insieme dei singoli elementi di un’immagine
organizzati e unificati secondo precise leggi.
Nel 1950 nasce la psicologia COGNITIVISTA la quale studia i processi mentali
degli individui , la coscienza, l'intelligenza, la memoria, le emozioni, l'attenzione, la
percezione e i sentimenti.

A partire dagli anni ‘60 si parla anche di percezione emotiva


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Le regole della GESTALT

VEDERE E PENSARE

Le due grandi teorie della percezione , quella cognitivista e quella della


gestalt, assumono due schemi in un certo senso opposti per la
comprensione del "vedere“ e, per estensione, del "pensare“:

 nella prima i dati sensoriali sono sottoposti a interpretazione da parte del


pensiero,
 Nella seconda, la percezione avviene per l‘organizzazione dei dati
sensoriali secondo schemi innati.
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Le regole della GESTALT

COGNITIVISTA :
 i dati sensoriali sono sottoposti a interpretazione da parte del pensiero,
la percezione visiva è costruzione dell'immagine e avviene per confronto tra
l'informazione sensoriale fornita dall'occhio e le immagini precedentemente
percepite e conservate in memoria.

Nella figura A la maggior parte


degli osservatori riterrà si tratti di
un albero e come tale verrà
percepito. Appena si modificherà il
disegno con un piccolo particolare
(figura B) l'ipotesi dell'albero non
sarà più soddisfacente e verrà
sostituita con l'ipotesi faccia.

A B
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Le regole della GESTALT

GESTALT:
 la percezione avviene
per l‘organizzazione
dei dati sensoriali
secondo schemi
innati.
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Le regole della GESTALT

Lo psicologo Kanizsa ritiene che sia gli schemi gestaltici che quelli
cognitivisti possano essere validi e contribuire entrambi a spiegare i
fenomeni percettivi a seconda di particolari situazioni sensoriali.

Ci sono casi in cui il completamento della figura sembra avvenire tramite


la nostra conoscenza precedente,mentre in alcuni casi sembra avvenire
tramite schemi gestaltici.
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Le regole della GESTALT

Figura impensabile di Penrose


• Questo oggetto dimostra come alcune cose “possibili” per la
visione sono impossibili per il pensiero.
• Esistono perché li vediamo, ma non li decodifichiamo come
razionalmente possibili
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Le regole della GESTALT

Figura impensabile
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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo

La prima e più importante legge gestaltica è quella che ci fa organizzare


il campo visivo in unità separate e autonome, in figure distinte da tutto
il resto, percepito come puro e semplice sfondo.
Perché una certa immagine sia vista come figura, come oggetto
a sé, dovrà possedere tutto o in parte, certi requisiti, senza i quali la
sua forma tenderà a confondersi con quella degli elementi vicini.
Essa dovrà essere:
• unitaria,
• chiaramente circoscritta,
• delimitata da confini preferibilmente convessi
• spiccante per colore o chiarezza dallo sfondo.
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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo

G. Valieri – Manifesto Pubblicit.


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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo - 1
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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo - 2
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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo - 3

G: ILLIPRANDI - simbolo congresso internazionale a Venezia


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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo - 4
Caos percettivo

Due esempi di
difficile lettura
tra figura e
sfondo

La presenza di
molti elementi
frammentati e
diversamente
ingranditi
rende difficile
la lettura
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Le regole della GESTALT Rapporto figura sfondo - 5
Caos percettivo

Manifesti di Lech Majewski


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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo

Esistono precise condizioni in base alle quali è possibile stabilire


a priori cosa sarà letto come figura e cosa come sfondo:

1. L’area piccola
2. L’area chiusa
3. Il contorno
4. La larghezza costante
5. La simmetria
6. La direzione
7. La zona bassa
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo
1 - L’area piccola

Percepiamo come figura


l’area più piccola:
La riga nera è percepita come
forma
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo

2 - L’area chiusa

Percepiamo come figura


l’area chiusa:
Il cerchio come oggetto su
fondo bianco e non un
rettangolo bianco con un buco
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo
3 - Il contorno convesso

Percepiamo come figura quella


con il contorno convesso:
Anche invertendo i colori la percezione
non cambia
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo

4 - La larghezza costante

Le aree con larghezza costante


tendono a essere interpretate come
figure
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo

5 - La simmetria

Le aree simmetriche ci appaiono


come figura
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
6 - La direzione Rapporto figura sfondo

Croce nera croce bianca


Le aree orientate sugli assi orizzontali e verticali vengono lette come figure
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Le regole della GESTALT I principi percettivi del
Rapporto figura sfondo

7 - La zona bassa

L’area che sta nella parte inferiore del


campo viene interpretata come figura
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Le regole della GESTALT Condizioni di ambiguità nel
rapporto figura sfondo

Immagini ambivalenti

II mimetismo animale rappresenta un caso in cui le forme che osserviamo


interferiscono con la nostra istintiva tendenza a identificare, all'interno del
campo visivo, figure unitarie. ben distinte e chiaramente separate dallo
sfondo.
Anche gli artisti si sono ingegnati a mettere in crisi questa nostra
tendenza, creando immagini che ci costringono a interrogarci dì continuo
su cosa debba essere visto come rappresentazione di un oggetto e cosa,
invece, come spazio vuoto.
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Le regole della GESTALT Condizioni di ambiguità nel
CONTROSCAMBIO rapporto figura sfondo

Motivo islamico Rubin Escher - 1960


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Le regole della GESTALT Condizioni di ambiguità nel
CONTROSCAMBIO rapporto figura sfondo

Picasso - 1921 G. Gastel – 1984 Cop Vogue


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Le regole della GESTALT Condizioni di ambiguità nel
rapporto figura sfondo

In condizioni di ambiguità dell’immagine entrano in gioco e in aiuto altri


fattori:

•La nitidezza della forma (messa a fuoco del soggetto principale)


•Il contrasto cromatico (le tinte calde emergono rispetto a quelle fredde)
•La grandezza relativa delle figure (visione prospettica)
•La texture
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 1
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 2
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 3

L’uomo tende a privilegiare


percettivamentele le cose
gradevoli
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 4

Escher E. Rubin
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 5

S. Dalì
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 6
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Le regole della GESTALT Illusioni ottiche e ambiguità - 7
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Le regole della GESTALT Condizioni di ambiguità nel
rapporto figura sfondo

Il progettista grafico, conoscendo le regole, può decidere se


seguirle oppure no. L’ambiguità non sempre va evitata, basti
pensare a Escher o a Edgar Rubin oppure lo Yin e Yang.

Provate ora ad applicare tali principi a qualche vostra simulazione di


progetto
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Le regole della GESTALT ILLUSIONE OTTICA DI PONZO

 Le due barre orizzontali pur


essendo della stessa lunghezza,
per effetto di divergenza
provocato dalle due laterali,
appaiono di misure differenti
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Le regole della GESTALT ILLUSIONE OTTICA
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Le regole della GESTALT
LE ILLUSIONI OTTICHE
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Le regole della GESTALT ILLUSIONE OTTICA
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Le regole della GESTALT Leggi della configurazione

Sono otto le leggi dell’organizzazione della forma o del campo:

1. Legge della vicinanza


2. Legge della somiglianza
3. Legge del destino comune
4. Legge della continuità della direzione
5. Legge della forma chiusa
6. Legge della pregnanza o della buona forma
7. Legge dell’esperienza passata
8. Legge dell’articolazione senza resti ndi Kanisza
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Le regole della GESTALT 1 - Legge della vicinanza

 La figura viene percepita in


quattro gruppi di linee
parallele e non in un’unica
immagine
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Le regole della GESTALT 1 - Legge della vicinanza

A sinistra non sembrano esistere gruppi A destra 4 pulcini vengono letti come gruppo
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Le regole della GESTALT 1 - Legge della vicinanza

 P. della Francesca Flagellazione


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Le regole della GESTALT 1 - Legge della vicinanza

ESERCIZIO
 Potete realizzare elaborati simili sovrapponendo ina griglia
quadrettata a una foto molto contrastata, variando la
dimensione degli elementi sugli incroci in base all’intensità
chiaroscurale della foto
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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza

 Per il principio di somiglianza si


tende a raggruppare le parti o i
punti con caratteristiche simili.
In questo caso si tenderà a
percepire linee verticali formate
da cerchi neri alternati a bianchi
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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza
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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza

Nel dipinto di Gentile da


Fabriano, pittore tardo
gotico, è un esempio di
come la somiglianza della
forma possa concorrere a
collegare i personaggi
principali di un 'affollala
composizione:
i cerchi delle aureole
determinano, infatti, una
configurazione unitaria
che ci permette di
riconoscere come gruppo
a sé i tre Re Magi e i
mèmbri della Sacra
Famiglia.
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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza

Nel dipinto di P. Uccello la caccia 1460 la somiglianza del colore e


non la forma contribuisce a creare collegamenti tra elementi
rappresentati.
C’è uno stesso rosso che che collega i cavalieri e i battitori
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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza

Un ulteriore criterio di identifìcazione


formale è quello relativo alla
somiglianza delle dimensioni:
esso agisce quando riconosciamo tra gli
elementi una identità di grandezza, ma
anche quando, con un'osservazione più
attenta, possiamo cogliere, tra
elementi di grandezza variabile, un
costante rapporto proporzionale, come
nel quadro donne sulla spiaggia
1959 di Campigli, dove possiamo
riconoscere un legame tra le varie
figure basalo sulla similarità delle
dimensioni, ma anche perché
rimpiccioliscono con una progressione
regolare.
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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza

La somiglianzà di posizione
interviene
A - sia nel nel caso in cui le
figure sono unificate perché
prossime le une alle altre

Corteo di Teodora
Ravenna - 526

B - sia nel caso in cui esse


assumono la stessa posizione
rispetto a un elemento
comune,
Il sogno del
cavaliere
Raffaello - 1505
Battaglia di Isso
Pompei – III sec a.c.

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Le regole della GESTALT 2 - legge della somiglianza

L'ultimo tra i principali fattori


di unificazione formale è
l'orientamento degli
elementi nello spazio

Ritroviamo un caso di coordinamento di elementi in base al loro orientamento


spaziale, nei celebre mosaico della Casa del Fauno, a Pompei, che
rappresenta la storica battaglia di isso tra le truppe greche, capitanate
dall'imperatore Alessandro, e quelle persiane, agii ordini del Re Dario.
L 'orientamento delie lance preannuncia l'esito dello scontro:
non tutte le lance dei soldati di Dario sono infatti rivolte contro il nemico, ma
tre di esse si volgono dall 'altra parte, facendoci intendere che, nel mezzo
dello schìeramento persiano, c'è già chi pensa alla fuga.
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Le regole della GESTALT 3 - legge del destino comune

Elementi simili per movimento e orientamento vengono letti come unità


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Le regole della GESTALT 4 - legge della buona
continuità di direzione

Tendiamo a considerare uniti elementi simili accomunati dalla stessa direzione


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Le regole della GESTALT 5 - legge della chiusura

 L’immagine viene percepita


come un quadrato, anche se
incompleto
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Le regole della GESTALT 5 - legge della chiusura

ILLUSIONE OTTICA
L’OMISSIONE DEI DATI
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Le regole della GESTALT 5 - legge della chiusura

D. Libeskind - Berlino Museo Ebraico

L’insieme dei segni variamente ordinati


delle aperture sono percepiti come
unico elemento figurativo perché
racchiusi in una grande forma
rettangolare
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Le regole della GESTALT 6 - legge della pregnanza
o della buona forma

 Gli psicologi della percezione definiscono "pregnanti" quelle


forme in cui prevalgono caratteristiche di ordine, di
semplicità, di coerenza e che svolgono perciò, nei processi
percettivi, un ruolo di particolare rilievo: tali sono per esempio le
linee verticali e orizzontali, il cerchio, il quadrato, il triangolo
e le altre figure geometriche regolari.
 Essi costituiscono un termine di confronto costante in ogni
percezione, perché noi tendiamo a organizzare i vari elementi
che rientrano nel campo visivo secondo una forma generale che
abbia quanto più possibile i loro stessi requisiti di semplicità,
regolarità e concisione.
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Le regole della GESTALT 6 - legge della pregnanza
o della buona forma

 La figura viene percepita come


un parallelogramma compreso
tra due linee e non come una
W sulla sommità di una M
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Le regole della GESTALT 6 - legge della pregnanza
o della buona forma
Nessuno vedrà mai nella
bandiera europea la
rappresentazione di un
poligono o di una margherita,
su tutte prevale la più
pregnante. cioè la più
regolare, il cerchio.
Se togliamo una sola stella
continueremo a vedere un
cerchio, seppure incompleto,
ma se riduciamo le stelle a
tre soltanto, comparirà un
triangolo. perché sarà ora
quella la forma più
pregnante. quella che
presuppone cioè
l'organizzazione più semplice
degli elementi.
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Le regole della GESTALT 6 - legge della pregnanza
o della buona forma
Nel dipinto ài Kasidinskìj. troviamo
un interessante effetto espressivo
derivante dalia legge della
pregnanza.
Gli elementi sono collocati entro un
quadrilatero chiaro, a sua volta
contenuto in un quadrilatero nero:
la forma irregolare del quadrilatero
interno, messa a diretto confronto
con la forma più "pregnante" dei
quadralo esterno, appare come una
sua derivazione, come un quadrato
che sia stato sottoposto, per così
dire a una pressione che lo ha
deformato e ciò contribuisce a
rendere più ricco di tensioni il
campo entro cui si svolge la
composizione vera e propria.
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Le regole della GESTALT 7 - legge dell’esperienza

 L’esperienza culturale
pregressa ci consente di
percepire queste linee come
una F e una E.
 Il semplice ribaltamento della
figura la rende un aggregato di
segmenti incoerente
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Le regole della GESTALT 7 - legge
dell’esperienza
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Le regole della GESTALT
6 - 7 Un esempio di applicazione delle
leggi della buona forma e dell’esperienza

Le frecce bianche le leggiamo prima


come frecce (buona forma) e poi come
lettere V e A (esperienza)

I testi in bianco (chi, dove, quando) fanno


raggruppamento (2 - somiglianza) anche se
non hanno alcun allineamento
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Le regole della GESTALT 8 - legge dell’articolazione senza
resti di Kanisza

Benchè per la legge della


vicinanza i segmenti b+c
potrebbero fare gruppo a se,
questo tipo di associazione
lascerebbe da soli (resti) a e d.

Per questo interpretiamo la


figura come due gruppi di
oggetti a+b e c+d solo così
non rimangono elementi isolati
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Le regole della GESTALT ESERCIZI

Paesaggi creati con forme geometriche

Prova a ideare e realizzare


illustrazioni simiili con un
software di grafica vettoriale
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 Se fossimo privi della capacità di elaborare e interpretare gli stimoli ottici che ci
provengono dagli oggetti, questi sembrerebbero strani esseri in continua
trasformazione.
 Un semplice piatto, per esempio, rivelerebbe la sua forma rotonda solo se visto
perfettamente dall'alto, mentre in tutti gli altri casi, cambiando il punto di vista,
apparirebbe come un'ellisse di proporzioni sempre diverse.
 Per fortuna interviene un'ulteriore legge gestaltica, che ci permette di riconoscere la
rotondila del piatto quale che sia il punto di vista da cui lo osserviamo.
 E’ questa la legge della costanza percettiva, così detta proprio perché,
grazie a essa, riconosciamo come costanti, nel flusso continuamente mutevole
delle sensazioni visive, le caratteristiche fondamentali degli oggetti.
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 Disegni qui a sinistra, anziché


vedere cinque differenti
quadrilateri, riconosciamo un
quadrato di forma costante
che si inclina
progressivamente, passando
da una posizione frontale a
una trasversale.
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 Il secondo disegno presenta


una serie di quadrati sempre
più piccoli, ma, per la tendenza
a vedere come costanti le
dimensioni degli oggetti, ci è
facile interpretarlo come una
"fuga" di quadrati uguali,
dislocati diversamente nello
spazio.
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 Similmente, per effetto della


costanza del colore,
addebitiamo a un'accresciuta
illuminazione la variazione
cromatica che si osserva nel
disegno a fianco, come se
fossimo in presenza non di
colori diversi, ma dei
medesimi, sui quali sìa
proiettato un fascio di luce.
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 I disegni precedenti dimostrano che, interpretando le variazioni di forma,


di dimensioni o di colore come effetto, rispettivamente, del diverso
orientamento delle figure nello spazio, della loro maggiore o minore
distanza e delle mutate condizioni di luce, possiamo percepire, anche
in un'immagine bidimensionale (che si sviluppa cioè esclusivamente
in altezza e in larghezza), la terza dimensione, cioè la profondità.
 Gli psicologi delta percezione chiamano appunto indizi di profondità
quegli aspetti dell'immagine che determinano l'impressione della
tridimensionalità dello spazio.
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 Osservando questa fotografìa,


notiamo che, procedendo dal
basso verso l'alto, le figure dei
fenicotteri si rimpiccioliscono e
si addensano progressivamente,
che i colori si sfumano e i profili
diventano sempre meno nitidi,
finché gli animali sì riducono u
piccole macchie puntiformi.
 Sono questi gli
“indizi di profondità”
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 LA GRANDEZZA
RELATIVA
Le due barche non sono di
dimensioni diverse ma
semplicemente ad una distanza
differente da chi guarda
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 LA POSIZIONE DEGLI OGGETTI


Nella definizione della profondità svolge un ruolo importante
la linea d’orizzonte che guida la collocazione degli oggetti
nello spazio
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Le regole della GESTALT Costanza percettiva e
Indizi di profondità

 I GRADIENTI DI
PROFONDITA’
progressioni più o meno
costanti date con il colore, i
contorni, la luce, il chiaro-scuro
o dalla graduale rotazione della
forma
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Le regole della GESTALT La SINESTESIA
 Abbiamo fin qui trattato esclusivamente di fenomeni visivi, ma, nell'osservazione di
un'immagine, capita a volte che una sensazione visiva ne evochi un'altra,
attinente a una diversa area sensoriale.

 Benché ogni organo di senso sia specializzato a reagire a un solo tipo di stimoli, tra
i vari sensi c'è infatti una comunicazione ininterrotta:
non diciamo per esempio che un colore è "squillante", come se si trattasse di
un suono, oppure che è "caldo" o "freddo" come se, invece di fornirci uno
stimolo visivo, ci desse una sensazione termica? Non sentiamo parlare di
note "alte" o "basse" come se, invece che di suoni, si trattasse di sensazioni
spaziali?

 Alla base di questi accostamenti c'è quella facoltà, definita dagli psicologi
"sinestesia“ o "percezione simultanea", che ci permette di riconoscere
le qualità comuni a sensazioni di diverso tipo e, conseguentemente, dì
arricchire la nostra capacità di cogliere, interpretare e valutare gli stimoli percettivi.
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Le regole della GESTALT La SINESTESIA

Un semplice esperimento ideato da


Wolfgang Kohler (1887-Ì967), uno dei
padri della Gestaltpsychologie, ci permette
di verificare come agisca questo genere di
percezione "intrasensoriale": si tratta di
associare le parole takete e maluma ai
disegni qui riprodotti:
benché le due parale siano prive di
significato e i disegni non rappresentino
alcunché di concreto. riusciamo a cogliere
un 'analogia, una similitudine tra
suono e forme e non ci è difficile riferire
“takete" al disegno più in alto e "maluma“ a
quello sotto.
Takete - Maluma
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Le regole della GESTALT La SINESTESIA

nel 1923 Kandinskij sottopose per esempio ai suoi allievi un questionario


in cui si chiedeva di associare i colori primari alle forme geometriche
elementari:

la gran parte degli allievi concordò nel collegare il giallo ai triangolo, il


rosso al quadrato e il blu al cerchio, cogliendo, in questo caso,
un‘affinità tra qualità cromatiche e formali.
La SINESTESIA

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Le regole della GESTALT Sono possibili anche i


parallelismi tra
colori e suoni. Lo
stesso Kandinskij
descrive così, nel suo
libro Lo spirituale
nell'arte (1912), le
caratteristiche
sonore delle diverse
qualità di rosso:

Il rosso caldo ricorda il suono di una campana media che chiami per l'Angelus, o una forte
voce di contralto, o una viola che suoni un largo,
• mentre il rosso freddo, quando è scuro, ricorda un pò i toni appassionati, medi e gravi
del violoncello,
• quando è chiaro, i toni più alti, chiari, melodiosi del violino.
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Le regole della GESTALT La SINESTESIA

nel dipinto profumo di Luigi


Russalo (esponente del Futurismo,
movimento artistico affermatesi in
Italia intorno al 1910),
il giallo rimanda per esempio a ima
sensazione odorosa.
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Le regole della GESTALT La SINESTESIA

Riconosciamo tale uso del colore,


anche in molte opere commerciali,
quali manifesti e inserzioni
pubblicitarie, etichette, confezioni
di cibi,bevande o profumi.
I prodotti alimentari di cui
esistono una variante "dolce” e
una "amara" come le polveri di
cacao, sono, per esempio, offerti
in confezioni in cui i colori
evocano le rispettive sensazioni
gustative.
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ESERCIZI di VERIFICA

Nei disegni qui riprodotti, le varie


forme appaiono dislocate sullo stesso
piano ma, colorando il disegno con
matite o pennarelli, puoi farne
emergere, di volta in volta, solo
alcune, ottenendo diversi motivi
ornamentali con effetto di
"controscambio".
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ESERCIZI di VERIFICA

Prova a rintracciare l'elemento a nei disegni b, c e d, marcandone il


profilo con una matita nera.
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ESERCIZI di VERIFICA

Completa questo disegno


secondo il tracciato suggerito
dalle forme più "pregnanti" e
colora le varie figure che
otterrai.
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ESERCIZI di VERIFICA

Indica sul quaderno quali


sono le caratteristiche (forma,
colore, dimensioni, posizione,
orientamento) che restano
costanti e quali invece quelle
che mutano nello sviluppo di
ciascuna di queste dieci
sequenze ritmiche.
Per dimostrare la facilità con
cui trasferiamo da un piano
all'altro i contenuti delle nostre
sensazioni, il grande storico
Corso di Basic Design dell'arte
MerroneE. Gombrich
suggerisce un gioco, che
ESERCIZI di VERIFICA
consiste nel definire le più
diverse sensazioni (visive,
tattili, uditive ecc.)
Prova anche tu a classificare con ping utilizzando due soli
o pong le parole che seguono in base
termini: ping e pong
alle sensazioni che ti evocano (puoi
anche aggiungerne, se vuoi, di tue)

Stanlio, tamburo, zanzara,


violino, Ollio, cioccolata,
limone, cerchio, elefante,
giorno, triangolo, notte…