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I manoscritti di Leonardo sono scritti con una prosa considerata una delle

migliori del Rinascimento poiché era semplice, coincisa e simile alla lingua
parlata. Una peculiarità di Leonardo è che era solito scrivere i suoi
appunti procedendo da destra verso sinistra, in modo tale che essi
fossero leggibili facilmente dagli altri solo mediante uno specchio.

Il Codice Atlantico (Codex Atlanticus) è la più ampia raccolta di disegni e


scritti di Leonardo da Vinci. È conservato presso la Biblioteca Ambrosiana
di Milano. Alla morte di Leonardo, i suoi manoscritti furono ereditati da
Francesco Melzi, che li portò a Milano. In questo codice sono presenti
numerose annotazioni relative a calcoli aritmetici e queste annotazioni
mostrano le sue incertezze nel calcolo. Pertanto si concentrò sugli studi
relativi alla geometria. Tuttavia, poiché aveva difficoltà nella
comprensione del latino, non potè consultare le principali opere
matematiche. In seguito Luca Pacioli pubblicò in volgare un’opera
matematica, che Leonardo comprò e apprezzò moltissimo. Infatti in
seguito egli riportava nel suo codice moltissimi brani di Pacioli con
commenti.

Leonardo apprese come svolgere calcoli aritmetici solo all’età di 50 anni.

Tra le pagine dei manoscritti vi erano inoltre progetti di carattere


musicale: egli progettò, per esempio, tamburi meccanici trainati da
animali. Questo strumento è disegnato e spiegato nel codice Atlantico.

Michelangelo si occupò anche di poetica, considerata da lui una “cosa


sciocca”. A differenza dei contemporanei, egli si rifà a Dante e non a
Petrarca.