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La scala pentatonica

Se mai qualcosa ha avuto successo all'interno di un discorso teorico - pratico nella musica, questa è
senz'altro la Scala Pentatonica. Infatti, questa è probabilmente la scala più usata in assoluto, in quanto ben
si adatta ai più disparati generi musicali, dal rock al pop, dal blues al jazz, dal country addirittura alla musica
classica. E' lecito domandarsi il perchè. Come vedremo, la Scala Pentatonica è un surrogato della Scala
Maggiore che (lo abbiamo visto nella sezione di teoria dedicata alla costruzione delle scale) si presta ad
essere la base di partenza per la costruzione di tutte le scale. Comparando le due scale, viene da pensare
che la pentatonica ha un carattere più melodico già di per se stessa, in quanto mostra al suo interno degli
intervalli larghi tra alcune note. Inoltre, nella sua forma minore, è da sempre stata associata
all'improvvisazione nel blues, genitore dichiarato di tutti i generi moderni da cui hanno tratto lezione. E
proprio questa situazione, specialmente per i chitarristi, è stata adeguatamente sfruttata, al punto che i
neofiti dello strumento sembrano essere più facilitati nell'imparare la fatidica posizione di una pentatonica
minore che non, ad esempio, una serie di accordi seppur semplici. Questo sembrerebbe ridurre la
pentatonica al ruolo di scala basilare. Niente di più sbagliato: come avremo modo di approfondire su queste
pagine, la Scala Pentatonica si presta a moltissime varianti, siano esse di natura armonica che di pratica
chitarristica...

Costruzione della
Scala Pentatonica.
Come primo passo, logicamente, dobbiamo analizzare come nasce la pentatonica. Occorre avere ben chiaro
il procedimento con il quale si possono costruire le scale e, nel caso vi siano dei dubbi, consiglio vivamente
di dare un occhiata all'apposita sezione prima di continuare.
Due sono i modelli pentatonici di base: la Scala Pentatonica Maggiore e la Scala Pentatonica Minore.
Per costruire la Scala Pentatonica Maggiore, si parte dalla scala maggiore relativa alla tonalità. L'esempio,
come al solito, viene fatto nella tonalità di C. Dalla scala maggiore vengono estratti cinque gradi secondo lo
schema seguente:

Scala Maggiore

C D E F G A B C
I° II° III° IV° V° VI° VII° VIII°

Scala Pentatonica Maggiore

C D E G A C
I° II° III° V° VI° VIII°

Facciamo una analisi della scala. Innanzitutto, e la cosa è ben chiara dal pentagramma, la scala è formata
da cinque suoni, da cui il nome Pentatonica. La sesta nota che vedete nel rigo è la tonica un'ottava sopra,
nota di chiusura della scala. La differenza tra scala maggiore e pentatonica maggiore è che in quest'ultima
non sono presenti il quarto e il settimo grado. Ma c'è un altro particolare interessante, e cioè che, partendo
dalla tonica e sommando una serie di intervalli di quinta giusta consecutivi, troviamo le stesse note che
fanno parte della Scala Pentatonica, seppure in ottave diverse. Nel rigo sotto potete osservare questa
situazione.
Ora dalla scala di C maggiore saliamo alla relativa minore, quindi alla scala di A minore naturale. Anche in
questo caso le note da estrarre sono cinque, anche se cambiano i gradi ai quali risalgono. Infatti, dalla scala
minore si prelevano il primo, terzo, quarto, quinto e settimo grado.

Scala Minore Naturale

Scala Pentatonica Minore

Il meccanismo, come potete vedere, risulta molto semplice. A questo punto dovreste armarvi di sacrosanta
pazienza e, utilizzando le tabelle sia delle scale maggiori che delle scale minori, provare a costruire voi
stessi le scale pentatoniche nei due tipi (maggiori e minori) in tutte le tonalità. Non è assolutamente difficile,
in quanto dalla scala bisogna solo estrarre i relativi gradi, che potete trovare quì riassunti:

Scala Pentatonica Maggiore
I° - II° - III° - V° - VI°

Scala Pentatonica Minore
I° - III° - IV° - V° - VII°
Chi invece vuole dedicare un po' più di tempo, con dei risultati sicuramente più evidenti, dovrebbe operare a
memoria i calcoli degli intervalli in ognuna delle tonalità di entrambi i modi.
Dopo tutta la parte teorica, per altro, come sempre, necessaria, possiamo arrivare a suonare le scale
pentatoniche. Vedrete che il sistema di lavoro e di studio, se giustamente seguito, vi porterà in breve tempo
ad assimilare le scale sia in termini di diteggiature, che, come vedremo, saranno definite con il termine box,
sia a livello di tecnica strumentale e, come passo immediatamente successivo, di applicazione armonica
nell'improvvisazione.

Le diteggiature delle scale pentatoniche


Entriamo nell'argomento pentatoniche osservando le diteggiature delle scale. Queste si possono suddividere
in cinque posizioni, che, come abbiamo già detto, vengono definite box. Inizieremo lo studio delle
diteggiature sul modo minore, anche perchè è il più usato, dopo di che vedremo il modo maggiore. Noterete
che all'interno di una tonalità, vale sempre il discorso di relatività maggiore - minore, ed infatti le scale che ci
apprestiamo ad imparare sono la pentatonica minore di A e la pentatonica maggiore di C. Per ogni
chiarimento potete sempre consultare la sezione dedicata alla costruzione delle scale pentatoniche. Chi
invece avesse bisogno di chiarimenti circa la lettura dei grafici delle scale, può trovare ampio ed esauriente
materiale nella sezione dedicata alle scale. Voglio in ogni caso ricordare che i numeri indicano le dita della
mano sinistra e il numero romano la posizione.

Scala Pentatonica di A Minore


Utilizziamo il box 1 come esempio per capire come suonare la
scala. In questo momento, occorre apprendere la diteggiatura
obbligatoriamente a memoria (e sottolineo obbligatoriamente). Il
numero colorato identifica le toniche, che saranno utili per verificare
la posizione che queste diteggiature quando saranno trasportate,
più avanti, in altre tonalità
Come potete vedere dal grafico della scala, viene utilizzata la seconda posizione. Bisogna quindi posizionare
la mano sinistra al secondo tasto, in modo da poter suonare con l'indice (1) il secondo tasto, con il medio (2)
il terzo, con l'anulare (3) il quarto e infine con il mignolo (4) il quinto tasto.
L'esecuzione della scala è fatta partendo dalla tonica più bassa. Nel box 1 questo fatto si traduce con il
suonare il quarto dito sulla sesta corda. Essendo in tonalità di A, suoniamo quindi la nota A sul quinto tasto
della sesta corda con il mignolo. La nota successiva la troviamo sulla quinta corda con il secondo dito, dopo
di che suoneremo la nota premuta dal quarto dito, sempre sulla quinta corda. In pratica, si sale dalla tonica
più bassa fino alla nota più alta della diteggiatura (il quarto dito sulla prima corda, che in questo caso è anche
la tonica alta), per poi ridiscendere alla nota più bassa, cioè il secondo dito sulla sesta corda, tornando infine
alla tanica bassa. Il meccanismo non è assolutamente difficile, ma comunque, per essere preciso, voglio
aggiungere anche l'intavolatura dell'esecuzione che potete vedere qui sotto.

Non dimenticate di utilizzare la pennata alternata e di eseguire le scale usando un tempo abbastanza basso:
avremo modo di lavorare sulla velocità tra poco. Le altre diteggiature devono essere suonate con lo stesso
sistema. Ricordate che la tonica più bassa non è necessariamente sulla sesta corda, e quindi fate sempre
riferimento alla corda dove, appunto, è situata la tonica più bassa.
Nei due box seguenti, la tonica più bassa è sulla sesta corda (box 2) e sulla quarta (box 3).
Attenzione nel box 4. Sulla terza corda, il primo dito è tra parentesi: infatti, se notate la posizione indicata (la
decima), il dito si trova indietro al nono tasto, mentre l'anulare suona in posizione, cioè al dodicesimo tasto. In
questo caso allargate solo l'indice senza comunque spostare la mano, le cui dita suonano normalmente in
decima posizione. Seguite scrupolosamente la diteggiatura indicata.

Scala Pentatonica di C Maggiore.


A questo punto il procedimento è chiaro e possiamo vedere quindi le diteggiature della Scala Pentatonica
Maggiore. Come esempio ho preso la tonalità relativa maggiore di quella minore precedente, e quindi la
tonalità di C maggiore. Le note da suonare sono le stesse, anche se cambiano le toniche, e quindi sono
diverse anche i punti di partenza e di arrivo. Valgono perciò le regole già viste. L'intavolatura, abbinata al box
1, vi aiuterà ancora, ma solo nella prima diteggiatura.
Trasportare nelle altre tonalità
Voglio semplicemente ricordare come sia tutto sommato semplice trasportare le diteggiature di una scala
sulla tastiera della chitarra al fine di suonare in tonalità diverse. Infatti, la presenza evidenziata nelle
diteggiature della tonica serve anche ad avere un riferimento costante per la trasposizione tonale. Per fare un
esempio, se dovete esercitarvi sulla pentatonica minore di E, è sufficiente che abbinate i vari box facendo
combaciare i numeri in blu (cioè le toniche) con i tasti e le corde su cui di trovano le note E. Potete vericare il
procedimento analizzando i box della pentatonica minore di E che trovate subito sotto. Chi non conosce
perfettamente le note sulla tastiera può consultare la guida della tastiera, dove vengono visualizzate tutte le
note dello strumento.
Vi posso infine consigliare di suonare le scale pentatoniche in tutte le tonalità, magari sfruttando gli esercizi
che trovano nelle pagine seguenti.

Scala Pentatonica di E Minore


Ricordiamo che il rapporto maggiore-minore vale, ovviamente, anche per tutte le tonalità. Ad esempio,
collegando il discorso alla tonalità di Em appena vista, la relativa maggiore è la tonalità di G. Nella partitura
sotto potete vedere il Box 3 in G maggiore, suonato in seconda posizione. E' palese il fatto che la
diteggiatura è la stessa del box 3 in Em.

Esercizi sulle diteggiature


delle scale pentatoniche
Da questo momento in poi il lavoro viene dedicato allo studio delle scale pentatoniche a livello di esercizio
pratico. E' fondamentale pianificare un sistema di lavoro, in quanto le scale pentatoniche hanno una
particolarità che le rende abbastanza interessanti sotto il profilo tecnico anche per quanto riguarda la mano
destra. Infatti, avendo due note per corda, risultano più complicate come esecuzione, e quindi dovete
prestare molta attenzione, oltre che alle diteggiature stesse in fase di esercizio, anche al corretto uso della
pennata.
Come potrete facilmente notare, gli esercizi sono a difficoltà crescente, in modo da creare una sorta di
allenamento controllato. Inoltre sono tutti scritti sul box 1 in A minore, e ovviamente devono poi essere
eseguiti su tutti i box. Calcolate che questo tipo di studio, se fatto scrupolosamente, porterà a dei risultati
molto elevati, che possono essere raggiunti solamente con la pratica quotidiana. Voglio riassumere
brevemente una procedura di studio valida per ogni esercizio.

 Innanzitutto memorizzate l'esercizio, in modo tale da non doverlo leggere sempre.


 Fate attenzione alla divisione ritmica: lavorate, se possibile, con il metronomo, impostato prima a
velocità bassa, per poi alzarla man mano che prendete confidenza con l'esercizio.
 Utilizzate sempre la pennata alternata. Anche se in alcuni casi sembra essere d'impaccio, è l'unico
modo per migliorare in velocità e precisione.
 Quando vi sentite abbastanza sicuri nell'esecuzione dell'esercizio, provate a cambiare tonalità. In
questo modo sarete agevolati nello studio della stessa diteggiatura in un altra posizione sulla tastiera.
Bastano due o tre tonalità a vostra scelta, non è tanto importante quali, ma piuttosto il fatto di
lavorare in punti diversi sulla tastiera.
 La pratica quotidiana, come già detto, è fondamentale, ma non deve essere un peso. Se siete
stanchi, o avete altre cose per la testa, non suonate: non siete obbligati per forza a farlo! Ricordate
che è meglio studiare poco e bene che tanto e male. Ritengo che la disciplina, sotto questo lato, porti
a dei risultati sicuri.
 Siate comunque sempre i migliori critici di voi stessi, sia nello studio che nel suonare dal vivo o in
sala di registrazione. Quello che oggi vi sembra bello, domani dovrebbe farvi schifo... E' chiaramente
un modo di dire, ma serve sempre nella vita come nella musica.

Per finire, voglio aggiungere che uno studio fatto bene sulle pentatoniche dovrebbe durare circa un mesetto,
con una media di un'ora al giorno. Non fate però l'errore di suonare magari un giorno cinque ore e poi per
una settimana niente, in quanto rende molto meno. Cercate di mantenere un livello di lavoro omogeneo.

Nell'affrontare gli esercizi, seguite esattamente i consigli proposti nella pagina precedente. Ricordo che in
questa pagina lo studio viene fatto sulla diteggiatura box 1 della pentatonica di A minore. Quando vi sentite
preparati sufficientemente su questa diteggiatura potete passare ad affrontare le altre.

Esercizio #1.

Esercizio #2.

Esercizio #3.
Esercizio #4.

Esercizio #5.
Esercizio #6.

Esercizi per la memorizzazione


delle scale pentatoniche
La serie di esercizi che andremo ad eseguire in queste pagine hanno lo scopo di sviluppare una perfetta
conoscenza delle diteggiature valutandone più posizioni. Mentre nella pagina precedente abbiamo lavorato
su di una singola diteggiatura per volta, ora dovremo lavorare su diteggiature a coppie. La difficoltà è data
dal fatto che, suonando su doppia posizione, bisogna pensare in alcuni punti su due diteggiature
contemporaneamente. Lo scopo è quello di potere sfruttare tutta la tastiera dello strumento come fosse una
sola grande scala pentatonica.
Utilizzeremo come esempio il 1° esercizio: seguite attentamente le indicazioni e memorizzatene il
procedimento, che sarà comunque simile per tutti gli altri esercizi.

Esercizio #1.
Nel primo esercizio che affrontiamo dovremo lavorare sul box 1 e box 2 in Am, in modo molto intuitivo. Si
tratta infatti di suonare il box 1 in senso ascendente (dalla 6a corda alla 1a), mentre il box 2 lo suoneremo in
senso discendente (dalla 1a alla 6a). Particolare molto importante è che in questi esercizi non faremo
riferimento obbligatoriamente alla tonica come nota di partenza, ma piuttosto sulla nota più bassa nella
diteggiatura in fase ascendente, o più alta nella diteggiatura in fase discendente.
L'esecuzione è quindi molto logica. Si parte dalla nota più bassa del box 1 (nota G), si sale fino alla prima
corda fino alla nota più alta del box 1 (nota A). Si passa al box 2, partendo dalla nota più alta (nota C) si
scende fino alla nota più bassa (nota A) del box 2, dopo di che si ricomincia il ciclo. Ovviamente non
dobbiamo fare pause nel cambio tra un box e l'altro. Una volta acquisito il sistema, è consigliato il suonare a
tempo con l'ausilio del metronomo fino alla perfetta memorizzazione. Obbligatorio, infine, l'uso della pennata
alternata.
Esercizio #2.
Nel secondo esercizio invertiamo i sensi ascendenti e discendenti delle diteggiature. Si parte quindi dalla
nota più alta del box 1, scendendo fino alla più bassa. Nel box 2 si sale dalla più bassa fino alla più alta, e si
ricomincia. Sempre a tempo e con pennata alternata

Una volta appreso perfettamente il sistema, potete suonare tutta la serie di esercizi a seguire, dove verranno
incrociati i vari box delle scale pentatoniche secondo le direttive di ogni singolo esercizio. Attenzione al fatto
che alcuni di questi potranno essere molto complicati, soprattutto in merito al fatto che potranno contenere
diteggiature magari anche distanti fra loro.
Nelle pagine successive vedremo di lavorare su coppie di corde in senso orizzontale.

Esercizi di tecnica avanzata


sulle scale pentatoniche
Uso dei frammenti di scala
Dopo avere visto nella pagina precedente come le diteggiature complete possono essere utili al fine di
memorizzare intere posizioni sulla tastiera, passiamo ora a lavorare sui frammenti di scale. In pratica
dobbiamo analizzare la possibilità di sfruttare solo un settore della diteggiatura, inteso come numero di corde
a coppie.
E' fondamentale innanzitutto pensare in termini di posizioni, e quindi avere ben presente tutti i box, anche se
in alcuni casi potranno essere diverse le dita della mano sinistra, le quali si adatteranno a diteggiature più
consone in merito al loro utilizzo. Iniziamo quindi in tonalità di Am, ricordando che la scelta della tonalità è
data dal fatto che questa, in fondo, è la più comune e più semplice da capire, data la totale assenza di
alterazioni.
L'esecuzione deve essere a semicrome e rigorosamente a pennata alternata. Inoltre, devono essere evitate
pause tra i cambi di posizione, ben sapendo che in alcuni casi la mano sinistra si troverà a saltare tra un box
e l'altro.
Ricordate infine di suonare a metronomo, partendo da una velocità bassa (intorno ai 60bpm) per poi
aumentare il timing una volta acquisita buona padronanza degli esercizi.

Esercizio #1.
Nell'esercizio che ora vediamo si lavora unicamente su prima e seconda corda. Ogni posizione comporta
quindi un totale di quattro note per ogni box, suonate in senso ascendente dalla più bassa alla più alta della
posizione. Particolare importante, come già accennato sopra, deve essere il fatto che la diteggiatura
consigliata in alcuni casi è la più utile sotto il profilo pratico. Nulla vieta, comunque, di utilizzare la
diteggiatura standard.
Una volta raggiunto la zona più alta della tastiera, potete tornare verso le prime posizioni scalando
diteggiatura per diteggiatura.

Esercizio #2.
Nel secondo esercizio lavoriamo su ogni box, come nel precedente, ma partendo dalla nota più alta di ogni
diteggiatura. Pennata sempre alternata.

Esercizio #3.
Proviamo a cambiare coppia di corde, spostando la zona di lavoro su seconda e terza corda. In questo caso
diventa più difficile organizzare l'esercizio, in quanto la posizione delle diteggiature è più scomoda. Quella
consigliata è sicuramente la scelta migliore tra le probabili diteggiature.
Esercizi su tutte le coppie di corde.
A parte la coppia su seconda e terza corda, tutte le altre coppie hanno le stesse identiche diteggiature,
spostate lungo la tastiera a seconda della posizione. Analizziamo brevemente questo concetto.
Paragoniamo come esempio la box 1 sulla coppia di corde 1a e 2a con la box 5 sulla coppia di corde 4a e
3a. Le note saranno le stesse, così come sarà uguale la diteggiatura da adottare con la mano sinistra.
Questo indica il fatto che in pratica una volta imparato ad usare una serie di frammenti su di una coppia di
corde , in realta si è assimilato anche la possibilità di suonare anche sulle altre coppie, con la sola differenza
che occorre spostarsi in latri punti della tastiera ed, eventualmente, anche di ottava. Tranne, come già detto,
sulla coppia seconda e terza corda, che faranno delle proprie diteggiature.
Finito questo preambolo introduttivo, possiamo lavorare quindi su tutte le coppie di corde utilizzando i pattern
di note già visti sopra negli ex 1 e 2, ma anche provando alcune delle possibili varianti che sono illustrate
sotto. Ogni quartina di sedicesimi che vedete nell'esempio dovrebbe essere trasferita nelle diteggiature.
Anche in questo caso conviene fare un esempio pratico.

Tra gli esempi proviamo il primo. La sequenza, pur essendo scritta sulle prime due corde, la rapportiamo ad
esempio sulle coppie 4a e 3a, estendendone il pattern su tutti i box. Faremo quindi in modo che ogni box
venga suonato, appunto, con il pattern appena scelto. Il risultato sarà il seguente:

Sta ora a voi organizzare il grosso del lavoro, traspostando sulle varie coppie di corde i vari esempi, e
cercando di essere più che altro organizzati nello studio di questi pattern e, sopratutto, di questo sistema a
coppie di corde.

Il fraseggio
sulle scale pentatoniche.

Le scale pentatoniche si prestano all'apprendimento del fraseggio, vuoi per lo loro popolarità, ma anche per
la logica costruttiva nelle diteggiature, che abbiamo già identificato con il termine box. Ora è quindi giunto il
momento di affrontare sul campo la scala pentatonica, lavorando sulla costruzione delle frasi basate appunto
sulla sequenza di note della scala stessa, uscendo in alcuni casi dalla diteggiatura per andare a sviluppare
un fraseggio su più posizioni, che poi è la cosa comune quando si suona in improvvisazione.
E' opportuno specificare il fraseggio con il termine lick, per indicare come questo non sia solo un esercizio
fine a stesso ma anche una frase vera e propria da utilizzare in fase di composizione o di improvvisazione.
Per questo motivo adotteremo anche diverse tonalità, in modo da agevolarne l'uso nelle più svariate
situazioni. In ogni singola frase, dopo il numero del fraseggio, viene identificato il box (o i box, nel caso se
usino più di uno) e la tonalità della scala pentatonica utilizzata.
Nelle pagine successive lavoreremo sui licks veri e propri. Questa pagina, invece, è dedicata sia a chi non
ha mai preso dimestichezza con l'utilizzo della scala pentatonica nel fraseggio, ma anche a chi vuole trovare
degli esercizi non difficili, ma non per questo meno utili, con i quali è possibile ad esempio fare del
"riscaldamento" prima di suonare, studiare o registrare. Mentre, se torniamo al primo caso, è opportuno
allenare le mani (ma non solo, anche la ...testa), a vedere la scala non più come sequenza di note fine a se
stessa, ma piuttosto come la possibilità di gestirne ogni suo singolo aspetto, melodico o tecnico che sia.
Passate qualche giorno a sperimentare gli esercizi proposti, lavorando, se possibile, con il metronomo,
impostato naturalmente a velocità a voi più consone (sempre basse, mi raccomando, almeno all'inizio). Gli
esercizi sono in serie crescente di difficoltà di esecuzione, e come tali vanno eseguiti. Dopo qualche giorno
di apprendimento, potete passare alla sezione successiva.

Ex. 1 ­ Box 2 in Am
Questo primo esercizio, che per semplicità di esecuzione conviene analizzare sul Box 2, è in pratica la base
che spiega come lavorare su tutti gli esercizi successivi. In pratica vengono utilizzate quattro note distribuite
su due corde, ripetute due volte, suonate ad ottavi e che finiscono sulla nota da quarto. Tutto viene poi
ripetuto scalando di una corda e mantenendo ovviamente la struttura all'interno della diteggiatura.
Obbligatoria la pennata alternata e l'esecuzione, come sempre, a tempo (lento per chi inizia...).

Ex. 2 ­ Box 1 in Am
Rapportiamo quindi l'esercizio negli altri Box, cominciando con il Box 1. Ovviamente, rispetto al precedente
esercizio non cambia nulla, tranne la posizione. L'esecuzione, anche se scritta sulle prime corde, viene fatta
su tutte le coppie, come nell'ex 1.
Ex. 3 ­ Box 3 in Am

Ex. 4 ­ Box 4 in Am
Nel Box 4 ricordate di fare sempre attenzione alla terza corda, sulla quale il dito indice si trova a lavorare
fuori posizione.

Ex. 5 ­ Box 5 in Am

Dopo avere analizzato come sviluppare la base degli esercizi su ogni diteggiatura della scala pentatonica,
possiamo ora incrementare la difficoltà di esecuzione adattando opportunamente gli esempi successivi a
ciascuno dei Box. In ogni esercizio trovate solamente scritta la diteggiatura sulle prime due corde: a voi il
compito di estenderla su tutte le altre coppie di corde, e su ognuno dei cinque Box. Ricordiamo sempre
l'esecuzione a pennata alternata e l'uso, se possibile, del metronomo.
Un ultimo consiglio su come suonare questa serie di esercizi potrebbe essere quello di svilupparne uno al
giorno. Ad esempio, il primo giorno suonate l'esercizio base (dal 1 al 5), il secondo giorno l'ex. 6 (adattato
ovviamente a tutti i Box), il giorno successivo l'ex. 7 e così via.
Nel caso invece questi esercizi vengano usati come riscaldamento, sta a voi la scelta su come utilizzarli.

Ex. 6  Ex. 7 
Ex. 8  Ex. 9 

Nelle due pagine successive trovate ora una serie di licks molto utili da adattare alle più svariate situazioni.
Buon divertimento.

Licks
Prima di cominciare, ricordiamo la conoscenza essenziale delle tecniche base quali il bending, i legati etc.
Nel caso contrario si faccia riferimento alle opportune sezioni. Inoltre, se non diversamente indicato, la
pennata è sempre alternata.

Lick 1 ­ Box 2 in Gm

Box 2 in tonalità di Gm per un fraseggio


semplicissimo, che non esula dalla diteggiatura
standard.

Lick 2 ­ Box 1 e 5 in Cm
In questo caso lavoriamo sui due box indicati. La diteggiatura consigliata è quella standard, ma possono
essere usate anche altre dita, a seconda della comodità personale.
Lick 3 ­ Box 5 e 4 in Dm

Fate attenzione al cambio di tempo tra i


sedicesimi e la terzina. Inoltre è interessante
notare come la mano sinistra si sposta dalla
quinta alla terza posizione per le ultime due
note, le quali fanno parte del box 4.

Lick 4 ­ Box 2 e 1 in Am

Una frase ad ottavi dove viene sviluppata


una ritmica che prevede l'utilizzo di alcune
legature di valore tra una nota in levare ed
una in battere, allo scopo di rendere più
"movimentato" il ritmo. Notare come nel
Box 1 la diteggiatura sia più comoda,
grazie all'utilizzo del dito indice e anulare
al posto i medio e mignolo.

Lick 5 ­ Box 2, 3 e 4 in Ab
Anche se la parte iniziale di questa frase sembra basata sulla pentatonica di F minore, l'utilizzo reale è poi
anche, e soprattutto, sulla relativa maggiore, cioè Ab. Seguite attentamente la diteggiatura indicata, che può
essere variata in alcuni casi.
Ad esempio, sul primo movimento, è possibile suonare con lo stesso dito (anulare) sia la nota F che la nota
C, facendo attenzione ad utilizzare un piccolo barrè con l'ultima falange del dito stesso.
Durante l'esecuzione della frase nel Box 4 è possibile variarne la diteggiatura (ne è indicato il modo) rispetto
a quella standard che, se volete, potete ovviamente utilizzare.
Lick 6 ­ Box 1, 2 e 5 in Em
Rispetto alle precedenti, questa frase è più ricca sotto l'aspetto ritmico. Dovrete prestare attenzione alle due
sestine di sedicesimi, nel cambio di posizione tra il Box 1 e il Box 2. Compare anche il bending, subito
seguito da un release, che serve a variarne l'esecuzione, sempre a pennata alternata. La diteggiatura
indicata è "quasi" obbligatoria, o per lo meno è la più adatta.

Lick 7 ­ Box 2 in Cm

Ecco un sistema interessante, e tutto


sommato semplice, per suonare out (fuori
tonalità). In pratica si sposta una stessa
diteggiatura, che in questo caso è la Box 2
di Cm, avanti (o indietro) per la tastiera.
Nella partitura sono indicate le tonalità
usate dal Box 2, in modo da avere pieno
riferimento con le note da suonare.
Lick 8 ­ Box 5 in Bm

In questo esempio la sonorità della pentatonica viene in parte


nascosta dallo sviluppo verticale dell'accordo di Bm. Questo
passaggio è costruito sulla triade minore, e sviluppato
all'interno del Box 5.

Lick 9 ­ Box 5, 1 e 2 in E
Un frase sulla pentatonica di E maggiore, con finale in stile country. Attenzione a seguire la diteggiatura
indicata., oltre al bending e allo slide presenti nella seconda battuta.

Lick 10 ­ Box 5 in F

Una frase in stile funky-blues,


con divisione di tempo a terzine.
Fate anche attenzione alla
coppia di ottavi nella prima
battuta. Sempre in questa
battuta, notate l'uso dello
stoppato, sulle ultime tre note,
che serve a dare maggiore
risalto alla ritmica.

Lick 11 ­ Box 5, 1 e 2 in G
Frase di non facile esecuzione, soprattutto nella parte centrale che prevede dei salti di corda. L'introduzione
è affidata ad un doppio Box, il Box 5 e Box 1, uniti dalla stessa diteggiatura, così come indicato. La pennata
è rigorosamente alternata, secondo la regola standard.
Lick 12 ­ Riff in Em
Più che una frase, dovremo in questo caso parlare di riff. Infatti la struttura sulla quale è composto può
essere usata come intermezzo tra due strofe cantate, oppure come introduzione ad un solo. E' interessante
notare come è stata usata la scala pentatonica di Em, utilizzando anche dei bicordi per dare armonia al riff
stesso.

Pentatoniche
a tre note per corda.

L'uso delle scale pentatoniche non è riferito solamente alle diteggiature standard, come i box già analizzati,
ma anche a diteggiature che possiamo definire più moderne. Queste infatti prevedono l'uso di scale a tre
note per corda , contrariamente alle diteggiature standard che comprendono due note per corda. Un
sistema analogo è usato, ad esempio, anche per le comuni scale a sette note, (maggiori, diminuite etc.). La
differenza rispetto a questo tipo di scale è data dal fatto che le diteggiature delle pentatoniche a tre note per
corda sono molto larghe e più complicate rispetto alle altre. Di conseguenza è opportuno passare un buon
periodo di esercizi prima di poterle affrontare "sul campo".
La particolarità interessante di queste diteggiature è il fatto che nella sequenza scalare ripetono sempre due
note su ogni cambio di corda, dando alla scala una sonorità piuttosto inusuale e moderna.
In questa pagina vedremo le diteggiature in tonalità di Am, tonalità ovviamente presa solo a titolo di esempio.
Fate attenzione a non esagerare con lo studio di queste scale, in quanto il rischio tendinite è abbastanza
alto, proprio a causa dello streeching richiesto dalle scale stesse.

Penta1

In questa prima diteggiatura, che definiremo per convenzione penta1, vediamo come le dita si dovranno
allargare esageratamente per coprire in pratica due box. E questo, sostanzialmente, succede anche in tutte
le altre diteggiature. E' palese come la posizione indicata sia, più che altro, indicativa. La libertà nella
diteggiatura è consentita sulla scelta del dito medio o anulare, a seconda della comodità della propria mano.
La tonica più bassa può essere utilizzata come nota di partenza della scala, secondo una tecnica comune
agli esercizi già proposti per i box "normali" a due note per corda. Memorizzate le diteggiature, esercitandovi
utilizzando, come sempre, la pennata alternata.

Penta2

Penta3

Penta4
Penta5