Sei sulla pagina 1di 11

a c c a d e m i a i ta l i a n a d i o d o n t o i at r i a p r o t e s i c a

Consensus
sulle ceramiche
metal free
— 2013 —
Milano Marittima - 20-21 giugno 2013
Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica - CONSENSUS 2013
Milano Marittima 20-2 giugno 2013

CERAMICHE DENTALI

• Le ceramiche dentali possono essere classificate in: strutturali (elevato contenuto di


vetro, ridotto contenuto di vetro, senza vetro) e da rivestimento (ceramiche per metallo e
frameworks ceramici, come allumina e zirconia).
• Nessun materiale ceramico può, ad oggi, essere considerato assolutamente
essenziale ed insostituibile. La scelta tra i diversi materiali disponibili deve essere operata
in base a criteri clinici, tecnici, biomeccanici ed economici.
• Caratteristiche ottiche e rendimento estetico (prevalentemente legati alla matrice
vetrosa) e proprietà meccaniche (prevalentemente legate alla componente cristallina)
sono in relazione inversa.
• Ad oggi, è scientificamente comprovato l’impiego clinico di ceramica feldspatica,
ceramica pressata con leucite, disilicato di litio e zirconia.
• Grazie all’introduzione dei nuovi materiali, sempre più performanti meccanicamente
ed esteticamente validi, l’impiego clinico delle ceramiche infiltrate e dell’allumina
policristallina va verso l’obsolescenza.

CERAMICA FELDSPATICA

• Considerato il rendimento estetico eccellente, tra i più elevati del suo genere, e la
mordenzabilità della superficie con acidi forti, le ceramiche feldspatiche e quelle pressate
caricate con leucite trovano a tutt’oggi indicazione nella realizzazione di faccette in
ceramica e restauri parziali con preparazioni non ritentive (“additional” e “no-prep”
restorations).
DISILICATO DI LITIO

• Il disilicato di litio offre un ottimo connubio di proprietà estetiche, mordenzabilità ed


elevata tenacità. Questo materiale trova oggi indicazione nella realizzazione di faccette,
corone anteriori e posteriori, intarsi e ponti a corta travata (3 unità) nel settore anteriore.
• Per quanto riguarda le faccette, il disilicato di litio può rappresentare una scelta
razionale in situazioni a rischio meccanico (denti lunghi, supporto dentale ridotto,
cementazione oltre la giunzione amelo-cementizia), grazie alla più elevata resistenza alla
flessione rispetto alle vetro-ceramiche tradizionali.
• Il disilicato di litio può essere utilizzato sia nella forma monolitica che in quella
stratificata, con elevati rates di sopravvivenza.
• L’utilizzo su impianti è comprovato per la realizzazione di corone singole nel settore
anteriore; inoltre, la solidarizzazione di tali corone su monconi in zirconia con cementi
resinosi ha evidenziato in studi in vitro un aumento della performance meccanica di tali
sistemi restaurativi.

ZIRCONIA

• Anche la zirconia può essere impiegata sia nella forma monolitica che in quella
stratificata.
• In quanto materiale policristallino, non può essere sottoposta a mordenzatura
acida.
• Il materiale è caratterizzato da eccellente resistenza meccanica e buone proprietà
estetiche, anche se meno soddisfacenti rispetto alle ceramiche vetrose, specialmente
quando è utilizzato in forma monolitica.
• Per quanto riguarda i dati disponibili in letteratura, a tutt’oggi le evidenze sia
cliniche che sperimentali supportano fortemente l’utilizzo di corone singole su elementi
anteriori e posteriori, sia su denti che su impianti, l’utilizzo di abutments nei settori frontali
(fino ai primi premolari) e la realizzazione di ponti di 3-4 elementi.
• Pur mancando, a tutt’oggi, evidenze scientifiche univoche in letteratura, nella
pratica clinica si sta diffondendo sempre più l’impiego della zirconia nella realizzazione di
ponti a lunga travata e full-arch bridges su denti ed impianti (soprattutto nella tipologia
monolitica, per eliminare il problema del chipping della ceramica di rivestimento).
L’evoluzione delle ricerche ed il costante miglioramento delle tecnologie di produzione
potranno permettere in futuro maggiore predicibilità di questi tipi di restauro.

RESTAURI MONOLITICI
• I restauri monolitici permettono di ridurre gli spessori delle preparazioni (0.4-1 mm),
consentendo indiscutibili vantaggi biologici di conservazione della struttura dentaria
residua e di riduzione dei rischi endodontici a carico dell’elemento protesico.
• L’eliminazione delle procedure di stratificazione permette di standardizzare le
tecniche di lavorazione mediante tecnologia CAD-CAM e di ridurre i costi odontotecnici del
manufatto.
• L’assenza di rivestimento ceramico elimina, inoltre, i rischi meccanici di frattura
coesiva della ceramica di rivestimento (chipping).
• Una corretta lucidatura delle superfici monolitiche è indicata sia con restauri in
disilicato che in zirconia.
• Il rendimento estetico dei restauri monolitici è generalmente inferiore rispetto a
quello dei restauri stratificati; le tecniche di stratificazione con ceramica di rivestimento,
pertanto, risultano particolarmente indicate nei settori ad alta valenza estetica.

GEOMETRIE DI PREPARAZIONE

• Ad oggi, non esistono controindicazioni ad alcun tipo di geometria marginale di


preparazione per ceramica feldspatica, disilicato di litio e zirconia.
• In ogni caso va evitata la presenza di spigoli vivi e devono essere rispettati gli
spessori occlusali minimi, in funzione della situazione clinica.
• Le procedure cliniche e tecniche rimangono ancora, allo stato attuale delle
conoscenze e delle tecnologie, operatore-sensibili.

CEMENTAZIONE

• La scelta della tecnica di cementazione viene effettuata in relazione alle tipologie di


restauro, di ritenzione e di substrato (smalto, smalto-dentina, dentina, dentina terziaria).
• Le preparazioni parziali non ritentive, come quelle per faccette, intarsi, corone
parziali in vetro-ceramica, necessitano di sistemi di cementazione adesiva che
garantiscano adeguata forza di adesione, oltre ad un sigillo marginale efficace; pertanto
risultano fortemente vantaggiose l’adesione sul fronte del substrato dentale e la
mordenzatura, silanizzazione ed adesione su quello del restauro ceramico.
• In presenza di restauri su preparazioni ritentive e stabilizzanti o di materiali non
mordenzabili, come metallo-ceramica o zirconia, il sigillo marginale rappresenta un fattore
clinicamente più rilevante rispetto alla forza di adesione. Pertanto, una procedura di
cementazione semplificata mediante l’utilizzo di cementi self-adhesive può essere
impiegata, in ragione degli importanti vantaggi (eccellente sigillo marginale, basso stress
da contrazione, riduzione della sensibilità postoperatoria).
• Circa i trattamenti di superficie della zirconia (sabbiatura moderata con alumina 50
micron, 1-1.5 bar; trattamento tribochimico; applicazione di primers dedicati), non vi sono
in letteratura dati univoci. E’ controindicato il condizionamento della superficie di intaglio
dei restauri in zirconia con acido ortofosforico.
• E’ fondamentale fotopolimerizzare adeguatamente i cementi resinosi (foto e duali),
considerando che la profondità massima alla quale è possibile ottenere una
polimerizzazione efficiente è pari a 2 mm.
• L’isolamento del campo deve impedire il più possibile la contaminazione del
substrato dentale con i fluidi orali come saliva, sangue, fluido sulculare. L’utilizzo della
diga di gomma è fortemente consigliato per le procedure di cementazione adesiva. Una
procedura semplificata può includere l’utilizzo di sistemi alternativi di controllo dell’umidità
e dei contaminanti.

TECNOLOGIE DI LABORATORIO

• I frameworks metal-free devono essere modellati in forma anatomica, al fine di


ottimizzare il supporto e gli spessori della ceramica di rivestimento e di ridurre l’insorgenza
di complicanze meccaniche, limitando i carichi di flessione e taglio.
• Le tecnologie CAD-CAM consentono l’elevata standardizzazione delle procedure di
fabbricazione, oltre alla possibilità di riprodurre con buona precisione in materiali
restaurativi definitivi le morfologie dei restauri provvisori, adeguatamente scannerizzate.
Ciò nonostante, effettuare interventi di modifica o correzione su strutture metal-free ad
ampia travata risulta più indaginoso e rischioso, rispetto ai restauri tradizionali, ad esempio
per l’impossibilità di effettuare saldature.
• Ad oggi, non esistono evidenze che dimostrino la superiorità dei sistemi CAD-CAM
rispetto alle tradizionali procedure odontotecniche di modellazione manuale e fusione,
anche se la tendenza operativa va spostandosi sempre più verso le tecnologie eseguite in
dominio digitale.

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA
1) Abt et al. Cochrane Database Syst Rev, 2012;2:CD003814
2) Beier et al. Int J Prosthodont, 2012;25:79-85
3) Beuer et al. Dent Mater, 2012; 28:449-456
4) Burke. J Esthet Restor Dent, 2012;24:257-265
5) Conrad et al. J Prosthet Dent, 2007;98:389-404
6) Cortellini & Canale. J Adhes Dent, 2012; 14:7-10
7) Della Bona & Kelly. J Am Dent Assoc, 2008;139:8S-13S
8) Ersu et al. Int J Prosthodont, 2012; 25:582-584
9) Fabbri, Dellificorelli, Canistraro, De Lorenzi, Zarone, Sorrentino. Int J Period Rest Dent,
2013; in press
10) Frassetto A, Navarra CO, Marchesi G, Turco G, Di Lenarda R, Breschi L, Ferracane
JL, Cadenaro M. Dent Mater, 2012;28:1032-9
11) Gehrt et al. Clin Oral Investig, 2013; 17:275-284
12) Guess et al. Clin Implant Dent Relat Res, 2012;14:633-645
13) Harder & Kern. Clin Oral Implant Res, 2009; 20:48-54
14) Kern et al. Int J Prosthodont, 2012; 25:622-624
15) Kern et al. J Am Dent Assoc, 2012; 143:234-240
16) Kim et al. Implant Dent, 2013; 22:66-70
17) Larsson & Vult von Steyern. Acta Odontol Scand, 2012; Dec 4 [Epub]
18) Layton et al. Int J Prosthodont, 2012;25:590-603
19) Liu Y, Tjäderhane L, Breschi L, Mazzoni A, Li N, Mao J, Pashley DH, Tay FR. J Dent
Res, 2011;90:953-68
20) Makarouna et al. Int J Prosthodont, 2011; 24:204-206
21) Pashley DH, Tay FR, Breschi L, Tjäderhane L, Carvalho RM, Carrilho M, Tezvergil-
Mutluay A. Dent Mater, 2011;27:1-16
22) Petridis et al. Eur J Esthet Dent, 2012;7:138-152
23) Poggio et al. J Prosthet Dent, 2012;107:316-321
24) Radovic I, Monticelli F, Goracci C, Vulicevic ZR, Ferrari M. J Adhes Dent,
2008;10:251-8
25) Raigrodski et al. J Prosthet Dent, 2012;107:170-177
26) Schmitt et al. Int J Prosthodont, 2012; 25:585-589
27) Schwarz et al. Clin Implant Dent Relat Res, 2012; 14:e119-e125
28) Sorrentino et al., Clin Implant Dent Relat Res, 2012;14:184-197
29) Wang et al. Int J Prosthodont, 2012;25:441-450
30) Watt & Gonway. Evid Based Dent, 2013;14:15-16
31) Zarone, Russo & Sorrentino. Dent Mater, 2011;27:83-96
INDICAZIONI PER LA CEMENTAZIONE RITENTIVA/ADESIVA

Fosfato Zn CVI Policarbossilato Resinoso foto Resinoso Resinoso Resinoso


duale auto autoadesivo

Inlay/onlay lega SI SI SI NO NO NO NO

Inlay estetico NO NO NO SI SI SI SI

Onlay estetico NO NO NO SI SI SI SI

Faccetta NO NO NO SI SI NO SI

Corona lega SI SI SI NO NO SI SI

Corona vetrosa NO NO NO NO SI SI SI

Corona SI NO NO NO SI SI SI
policristallina

Perno metallico SI SI NO NO SI SI SI

Perno fibra NO SI NO NO SI SI SI

Maryland NO NO NO SI SI SI SI
TABELLA SULLE POSSIBILITA’ DI IMPIEGO CLINICO DELLE CERAMICHE INTEGRALI

= : Non utilizzabile

NO: Sconsigliato

SI: Possibile ma necessita di validazione clinica e scientifica

SI: Possibile e affidabile

TIPO DI CERAMICA Feldspatica Leucite Disilicato Disilicato Zirconia Zirconia Zirconia Metallo-
+ monolitico + Monolitica Monolitica ceramica
ceramica ceramica +
stratificata stratificata veneering
/pressata parziale
Inlay
SI SI SI SI = = = =
Onlay
SI SI SI SI = = = =
Veneer
SI SI SI SI = = = =
Corone singole NO SI
anteriori NO SI SI SI SI SI
Corone singole NO SI
anteriori su impianti NO NO SI SI SI SI
Corone singole
NO NO SI SI SI SI SI SI
posteriori
Corone singole
NO NO SI SI SI SI SI SI
posteriori su impianti
Ponti anteriori <4
= = SI SI SI NO SI SI
unità
Ponti anteriori <4 NO SI
unità = = SI SI SI SI
su impianti
Ponti anteriori > 4
= = NO NO SI NO SI SI
unità
Ponti anteriori > 4 NO SI
unità = = NO NO SI SI
su impianti
Ponti posteriori <4
= = NO NO SI SI SI SI
unità
Ponti posteriori <4 SI SI
unità = = NO NO SI SI
su impianti
Ponti posteriori >4
= = NO NO SI SI SI SI
unità
Ponti posteriori >4
= = NO NO SI SI SI SI
unità su impianti
Full-arch su denti
= = NO NO SI SI SI SI
Full-arch su impianti
= = NO NO SI SI SI SI