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RIFLESSIONE E SPECCHI

1. Immagini reali e immagini virtuali


Iniziamo a studiare le immagini che si vengono a creare in presenza di uno specchio.
Cominciamo questa analisi considerando il caso di uno specchio piano. Dove appare
l'immagine che si forma in uno specchio piano? Ci è chiaro dalla nostra esperienza
quotidiana che l'immagine di un oggetto che noi vediamo in uno specchio appare
posizionata dietro lo specchio. Usando le leggi della riflessione possiamo capire la
ragione di questo fenomeno. Osserviamo la figura seguente:

I prolungamenti di due raggi riflessi si incrociano in un punto che diventa l'immagine


dell'oggetto. Si può dimostrare, con l’aiuto della geometria, che la distanza tra
l'oggetto e lo specchio è uguale alla distanza tra lo specchio e l'immagine dell'oggetto.
Dal momento che tale immagine non esiste nella realtà ma si forma sul
prolungamento dei raggi riflessi prodotto dal nostro cervello, si parla di immagine
virtuale. Un'immagine si dice invece reale quando si forma al punto di intersezione di
raggi luminosi reali.
Se l'oggetto non è puntiforme ma esteso è possibile costruire l'immagine dell'oggetto
costruendo le immagini di tutti i suoi punti.

L'immagine e l'oggetto sono simmetrici rispetto allo specchio e hanno le stesse


dimensioni.

2. Riflessione e specchi
Consideriamo uno specchio sferico, costituito da una calotta sferica. Lo specchio si
dice concavo se la superficie riflettente è posta nella parte di calotta rivolta verso il
centro della sfera, lo specchio si dice invece convesso se la superficie riflettente è
rivolta dalla parte opposta rispetto al centro della calotta sferica. Prima di procedere
è necessario introdurre ancora un po' di nomenclatura: si definisce vertice V dello
specchio il punto in cui lo specchio interseca l'asse di simmetria passante per il suo
centro C. Tale asse di simmetria prende il nome di asse ottico principale.

Tutti i raggi provenienti da direzioni parallele all'asse ottico principale vengono riflessi
in un punto che prende il nome di fuoco F dello specchio. Questa proprietà può essere
utilizzata per costruire l'immagine di un oggetto che si riflette in uno specchio sferico
assieme alla seguente altra proprietà: un raggio di luce che passa per il centro C della
calotta sferica ha un angolo di incidenza sullo specchio uguale a 0°. Pertanto anche
l'angolo di riflessione è uguale a 0° e il raggio riflesso percorre lo stesso cammino
ottico del raggio incidente.
Dobbiamo ora distinguere tre casi possibili per quel che concerne la posizione relativa
dell'immagine e dell'oggetto:
1) l'oggetto si trova alla destra del centro C,
2) l'oggetto si trova tra il fuoco F e il centro C,
3) l'oggetto si trova tra il vertice V e il fuoco F.
Queste tre possibilità sono raffigurate nella figura sottostante:

1) Se l'oggetto si trova alla destra del centro C si forma un'immagine reale rimpicciolita
e capovolta dell'oggetto. L'immagine è reale perché su di essa arrivano i raggi
luminosi.
2) Se l'oggetto si trova tra il fuoco F e il centro C si forma un'immagine reale, ingrandita
e capovolta dell'oggetto.
3) Se l'oggetto si trova tra il vertice V e il fuoco F si forma un'immagine virtuale e
ingrandita dell'oggetto alla sinistra del vertice V. L'immagine è virtuale perché si forma
sui prolungamenti dei raggi luminosi passanti per l'oggetto.

Gli specchi concavi possono essere utilizzati per far convergere i raggi del Sole in un
unico punto.