Sei sulla pagina 1di 7

Lezione n° 16 del 09/11/15 Materia: Anatomia II

Argomenti: 1. Cavità orale - 2.Labbra e guance - 3. Palato - 4. Pavimento della bocca – 5. Mucosa orale - 6. Lingua - 7. Arterie e vene della lingua

1. CAVITA’ ORALE

Per cavo orale si intende ciò che è volgarmente definito bocca, ovvero la cavità delimitata anteriormente dalle labbra,
lateralmente dalle guance, superiormente dal palato e inferiormente dalla lingua e che posteriormente si continua con la
faringe. Nella cavità orale si possono distinguere 2 componenti:
1.Il vestibolo della bocca, che sta tra le labbra e i denti anteriormente, mentre tra guancia e denti lateralmente, tipico dei
mammiferi ai quali dà la funzione della suzione;
2.La cavità orale propriamente detta, che sta all’interno delle arcate dentali e che a bocca chiusa (in occlusione) è quasi
interamente occupata dalla lingua. Le due componenti del cavo orale, a bocca chiusa, comunicano attraverso lo spazio
retro-molare dove c’è gengiva ma non ci sono denti. Aprendo la bocca la separazione tra vestibolo e cavità viene meno.

Le due porzioni a bocca aperta non sono distinguibili, in occlusione il passaggio tra le due è sempre presente dietro
all’ultimo dente.

Filtro del labbro


Palato molle

Ugola

Arco palato glosso

Arco palato faringeo

Parete posteriore della faringe


Tonsilla palatina

2. LABBRA E GUANCE

Le labbra circondano la rima orale e sono delimitate superiormente dal solco naso-labiale che ha una depressione centrale
chiamata filtro, mentre inferiormente dal solco mento-labiale. Le labbra sono costituite da:
1.Una superficie esterna costituita da cute, quindi epitelio pluristratificato cheratinizzato con i relativi annessi come peli e
ghiandole;
2.Orletto roseo, quella parte delle labbra che comunemente si indica col termine labbro, costituito da un epitelio
pluristratificato poco cheratinizzato senza annessi come peli o ghiandole, punto di passaggio tra la mucosa della cavità orale
e l’epidermide;
3.Mucosa orale, costituita da epitelio pluristratificato non cheratinizzato (nel tempo può andare incontro a
cheratinizzazione se sollecitato o in caso di lesioni).
Le labbra sono legate alla gengiva da lembi di mucosa che prendono il nome di frenuli labiali, presenti sia nella parte
buccale del labbro inferiore che superiore. La parte interna di ciascun labbro è costituita dai muscoli orbicolare della bocca
e dai muscoli mimici che si dipartono a raggiera dall’orbicolare. Le labbra son vascolarizzate dalle due arterie labiali
(superiore e inferiore) che originano dalla faciale e hanno un cospicuo calibro.

Le guance son rivestite da mucosa orale all’interno e da cute all’esterno e togliendo esternamente gli strati dei muscoli
mimici più superficiali tra massetere e buccinatore è presente la bolla di Bichat, un deposito adiposo con una funzione non
esclusivamente di riserva poiché anche in casi di dimagrimento estremo rimane presente.

3. PALATO

Il palato è il limite superiore della cavità orale ed è costituito da palato duro/osseo e palato molle, facilmente riconoscibili
in vivo data la differenza cromatica tra i due, infatti la mucosa del palato osseo va incontro a leggera cheratinizzazione per il
contatto con la lingua e col bolo alimentare, quindi risulta più chiara, mentre il palato molle ha una colorazione più
rossa/giallastra.

Palato duro

Il palato duro si trova anteriormente a quello molle e dall’interno è costituito dalla mucosa e dalla lamina propria che
aderisce tenacemente al periostio almeno nei 4/5 anteriori (manca infatti la sottomucosa). Talvolta in rari casi (2-3%)
presenta un'esostosi (osso + mucosa) chiamata toro palatino. Il palato duro è vascolarizzato dall'arteria palatina maggiore
(che col nervo palatino maggiore forma il fascio vascolo-nervoso palatino maggiore) che arriva fino al foro nasopalatino
dove si anastomizza con l'arteria nasopalatina. Dal punto di vista chirurgico è importante fare attenzione al taglio dell’arteria
palatina maggiore, poiché se esso viene fatto troppo in prossimità del foro di uscita, essa si ritira (effetto tartaruga) portando
sanguinamento nella fossa pterigopalatina. Sulla superficie del palato duro, posteriormente agli incisivi, si può utilizzare la
papilla incisiva come punto di repere per individuare il canale incisivo.

Palato molle

Il palato molle si trova posteriormente al palato duro, è vascolarizzato dall'arteria palatina minore, ed è rivestito da mucosa,
sotto alla quale è presente una sottomucosa contenente le ghiandole salivari minori (palatine). Sia palato molle che palato
duro hanno due facce: una faccia orale e una faccia nasofaringea, tuttavia per abitudine descrittiva si dice che solo il palato
molle ha due facce, le quali differiscono per l’epitelio che le riveste, infatti la mucosa buccale è costituita da epitelio
pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato mentre la mucosa naso-faringea da epitelio pseudo stratificato delle vie
aeree.
I muscoli del palato molle sono quattro, divisibili in due gruppi, più l'ugola. Tra i muscoli del palato molle e il palato duro è
presente una struttura tendinea, l'aponeurosi palatina, costituita dal tendine di questi muscoli che si attacca al palato duro.
- Il primo gruppo è costituito dai muscoli superiori: elevatore del palato molle e tensore del palato molle, visibili da
dietro; le fibre del tensore confluiscono sull'elevatore, entrambi hanno origine sulla base cranica e costituiscono la parte
superiore del palato molle. La contrazione dell'elevatore porta il palato in alto mentre il tensore in alto ma anche
irrigidendolo.
- Il secondo gruppo è costituito dai muscoli inferiori: palatoglosso e palatofaringeo riconducibili sulla superficie del
palato molle a due strutture, rispettivamente l'arco palatoglosso e l'arco palatofaringeo. Il palatoglosso si porta dal palato
alla lingua mentre il palatofaringeo dal palato alla faringe. La loro contrazione porta il palato in basso.
Questi due gruppi costituiscono rispettivamente due arcate muscolari, le quali si incrociano, e, per evitare che si sfilaccino,
entra in gioco il quinto muscolo del palato molle ovvero il muscolo dell'ugola posto ortogonalmente nel punto di incrocio
delle due fibre.
Tra l'arco palatoglosso e l'arco palatofaringeo si trova una fossa, chiamata fossa tonsillare, in cui vi è la tonsilla palatina,
dietro alla quale passa il nervo glossofaringeo. I vasi che vascolarizzano la tonsilla arrivano dall'a. faringea ascendente e a.
palatina ascendente, rami della faciale, che bucano il costrittore superiore.

4. PAVIMENTO DELLA BOCCA

Il pavimento è costituito da lingua e solco sottolinguale, connessi tra loro dal frenulo linguale che si trova sulla superficie
inferiore della lingua nel piano mediano di simmetria. Ai lati del frenulo si possono distinguere le caruncole linguali,
bitorzoli alla base dei quali sbocca il dotto della ghiandola sottomandibolare. A fianco del dotto vi è la ghiandola
sottolinguale, la quale non ha un canale di uscita dato che ogni adenomero scarica direttamente nella cavità orale.
Altra struttura molto importante della loggia sottolinguale a livello del 3° molare è il nervo linguale, di circa 3-4mm di
diametro, che passa sotto il dotto della sottomandibolare portandosi medialmente.
Nel solco sottolinguale non si trova l'a. linguale, che penetra molto più posteriormente nella lingua, l'unica degna di nota è
l'a. sottolinguale, che comunque è molto piccola.

5. MUCOSA ORALE

Può essere cheratinizzata o non cheratinizzata; oltre alla mucosa che riveste il palato c'è un'altra mucosa orale cheratinizzata,
la gengiva, termine che indica solamente la porzione distale della mucosa che riveste l'arcata gengivo-dentale (processo
alveolare), ovvero quella più prossima ai denti, più chiara/opaca. La linea di separazione tra gengiva e mucosa orale è detta
linea muco-gengivale.
La mucosa orale è suddivisibile in 3 tipologie:
1. Di rivestimento, ovvero la mucosa orale pluristratificata non cheratinizzata;
2. Masticatoria, cioè la mucosa del palato duro e la componente gengivale del processo alveolare;
3. Specializzata, presente sulla lingua e costituita dai calici gustativi, presenti anche in vari punti del palato in numero
minore.
Il fornice vestibolare è il punto in cui la mucosa orale passa a mucosa del labbro.
Annesse al cavo orale abbiamo delle ghiandole, le salivari maggiori: sottomandibolare (nella loggia sottomandibolare,
sdoppiamento della fascia cervicale profonda; si può portare anche nella loggia sottolinguale incrociando posteriormente il
margine del miloioideo), parotide (nella loggia parotidea, compresa tra foglietto superficiale e profondo della fascia
parotidea profonda) e sottolinguale visibile con mandibola resecata (nella loggia sottolinguale, non delimitata da
sdoppiamento fasciale, ma da miloioideo in basso e mucosa cavo orale in alto).

6. LINGUA

La lingua è costituita da una superficie dorsale e una superficie ventrale. La mucosa ventrale è molto sottile, tanto che si
possono vedere alcuni vasi e non ha cheratina o papille gustative. La superficie dorsale invece è spessa e cheratinizzata,
poiché spinge il cibo contro il palato, e presenta un solco longitudinale che divide la lingua in due antimeri. Nei 2/3
posteriori presenta la V linguale, chiamato altresì solco posteriore, con al centro una piccola depressione profonda 1,5mm
(foro cieco) da cui nella vita embrio-fetale origina la tiroide. Dietro la V linguale vi è la mucosa della radice della lingua,
dove c’è la tonsilla linguale.

I 2/3 anteriori della lingua, che hanno mucosa spessa e cheratinizzata, presentano le papille gustative, le quali hanno diversa
forma. Possono essere filiformi, che ricordano i fili d’erba; foliate, tozze/quadrate simili a foglie; fungiformi, a
caratteristica forma di fungo; circumvallate, simili a fungiformi ma caratterizzate dalla presenza di un solco a margini alti,
+/- profondo, a circondarne il corpo centrale.

Per quanto riguarda la loro localizzazione le


circumvallate sono in un’unica fila davanti alla V
linguale, Le foliate (deputate ai sapori acidi)
sono ai lati della lingua nella porzione posteriore
in parte alle circumvallate, le fungiformi sul
margine della lingua e sull’apice, la maggior
parte del dorso della lingua è costituito da papille
filiformi. Le papille gustative sono ricoperte sui
margini laterali dai calici gustativi, poiché se
fossero stati posizionati sul margine apicale
verrebbero danneggiati dal cibo. Ciascun calice è
costituito da cellule epiteliali capellute, innervate
dal nervo, e sotto ad esse ci sono cellule di
sostegno/rimpiazzo.

Non tutte le papille hanno i calici gustativi, e tale assenza è giustificata dalla funzione. Infatti le filiformi servono a rendere
ruvida la superficie della lingua per spostare il cibo durante la masticazione e presentano caratteristiche terminazioni
nervose libere amieliniche a funzione tattile, identificabili come meccanocettori. Le papille foliate sono invece a esclusiva
funzione gustativa e sono pertanto dotate di numerosi calici gustativi. Le fungiformi sono invece caratterizzate da un varia
rappresentazione recettoriale: di particolare rilevanza sono i meccanocettori, già visibili sulle filiformi, e i termocettori,
tipici invece esclusivamente delle fungiformi; presentano comunque calici gustativi. Infine le circumvallate sono, come le
foliate, sono eminentemente gustative.
Muscoli e scheletro della lingua

La lingua è un organo muscolare, ha al suo interno dei muscoli e uno scheletro fibroso.
Lo scheletro fibroso della lingua è costituito da connettivo molto denso, ed è formato da due lamelle fibrose ortogonali, una
è disposta frontalmente e prende inserzione sull'osso ioide e si porta in alto all'incirca fino alla V linguale, l'altra corrisponde
al setto linguale, il cui margine superiore è il solco linguale.
I muscoli si dividono in intrinseci ed estrinseci. Quelli intrinseci cambiano forma alla lingua mentre gli estrinseci spostano
la lingua. I muscoli intrinseci sono costituiti da fibre con diversa direzione (fibre verticali, longitudinali oppure orizzontali)
che si portano da un punto all'altro dello scheletro fibroso. I muscoli estrinseci collegano la radice della lingua a svariate
strutture e sono: genioglosso (origine sull'apofisi geniene; movimento in avanti), stiloglosso (dal processo stiloideo;
movimento indietro), poi il palatoglosso (dal palato; movimento in alto e indietro) e ioglosso (dallo ioide alla lingua;
movimento in basso).

Tutti i muscoli della lingua tranne il palatoglosso sono


innervati dal nervo Ipoglosso (XII encefalico). Nel 50 % delle
persone il miloioideo cede un contingente di fibre alla lingua
formando il miloglosso, muscolo estrinseco accessorio, e in
questi casi si può dire che la lingua sia innervata dal
trigemino.
7. ARTERIE E VENE DELLA LINGUA

La lingua è vascolarizzata dall'a. linguale che origina dalla carotide esterna ed entra nella lingua passando dietro il muscolo
ioglosso. Una volta nella lingua dà alcune arterie: 1 arterie della parte dorsale, 2 arteria sottolinguale e 3 arteria linguale
profonda.
Le vene sono più complicate. Nello schema base si riconosce una vena linguale, da cui originano la vena linguale dorsale, la
vena sottolinguale e la vena linguale profonda; talvolta in alcuni soggetti la vena sottolinguale e la vena linguale profonda
originano direttamente dalla retromandibolare o dalla giugulare interna.