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SENTENZE NEL CALCIO

Alfredo Giacobbe 29 marzo 2018

Donnarumma sta peggiorando?


Secondo la percezione pubblica il portiere del Milan sta avendo una stagione
difficile, ma è davvero così?
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L’errore di un portiere è spesso decisivo nel risultato di una partita, per questo ai
giocatori di movimento è più o meno concesso sbagliare mentre ai portieri no.
Gianluigi Donnarumma ha già commesso più di un errore e questo, unito al caos
estivo sul suo possibile trasferimento, ha creato una percezione negativa sulla sua
stagione. È il caso di ricordare che Donnarumma ha da poco compiuto 19 anni e
che era appena sedicenne quando nel 2015 lanciò la sua OPA alla porta del Milan.
Grazie all’intuizione e, perché no, al coraggio di Sinisa Mihajlovic, Donnarumma
scavalcò in un colpo solo Christian Abbiati, l’ultimo totem del Milan che fu, e Diego
Lopez, un portiere con una stagione da titolare al Real Madrid. Una stagione storta
insomma, nel percorso di crescita di un ragazzo così giovane, sarebbe
assolutamente giustificabile. Ma è davvero un’annata infelice?

I numeri di Donnarumma e quelli dei migliori portieri


Donnarumma ha stupito tutti per la sua precocità, sia in relazione alla stazza fisica
imponente, sia per la maturità con la quale riesce a stare tra i pali di un club di
prima fascia. La sua tecnica, seppur non priva di imperfezioni, accoppiata alle sue doti
atletiche, gli permette un’interpretazione spettacolare del ruolo. In questa
stagione, però, Donnarumma ha commesso degli errori gravi: secondo il sito
Squawka.com, finora in campionato Donnarumma ha commesso 3 errori che
hanno causato un gol. Dalla stagione 2015/16 ad oggi ne ha commessi in tutto 7 e
solo Andrea Consigli, tra i portieri che hanno militato in Serie A nello stesso
periodo, ha lo stesso numero di errori. La statistica può essere opinabile se si
pensa che, secondo la stessa, Donnarumma non ha commesso errori di questo tipo
in Europa League. Quello commesso a Londra contro l’Arsenal, che ha messo una pietra
tombale sul discorso qualificazione, ad esempio, non è stato conteggiato.
Il tipo di interventi di un portiere e la loro frequenza sono più limitati rispetto a
quelli di un uomo di movimento, quindi l’approccio statistico è ancora più
complesso. In Inghilterra hanno un certo peso i clean sheets, le partite terminate a
reti inviolate. I clean sheets di Donnarumma quest’anno sono già 10, e non c’è
ragione di pensare che non possa almeno eguagliare, da qui alla fine del
campionato, i 12 clean sheets della scorsa stagione, o gli 11 del suo primo anno,
quando da fine ottobre prese il posto di Diego Lopez.

Quando ha avuto Donnarumma tra i pali negli ultimi 3 anni, il Milan ha concesso
una media di 11,6 tiri a partita. Di questi, 3,9 tiri hanno raggiunto lo specchio della
porta e richiesto l’intervento del portiere. La percentuale di tiri parati da
Donnarumma quest’anno è del 76,7%, solo leggermente inferiore rispetto a quella
dello scorso anno (78,3%) e in linea con quella dell’annata d’esordio (76,2%). Per
avere un termine di paragone, bisogna considerare che la media di tiri parati dai
portieri impegnati nel nostro campionato negli ultimi 3 anni è inferiore a quella
tenuta da Donnarumma (71,7%). Per renderlo più probante, potremmo restringere
il test ai soli Handanovic, Reina e Buffon, presenti nelle ultime tre stagioni e
considerati tra i più affidabili estremi difensori del campionato: Donnarumma
risulterebbe ancora vincitore, perché i tre hanno una percentuale di parate
cumulativa del 75,5%. Una nota ancora sui volumi di tiro: la percentuale di parate
spesso premia i portieri che hanno più possibilità di mettersi in mostra. Ad
esempio i portieri delle piccole squadre, che concedono un volume alto di
conclusioni agli avversari, statisticamente hanno percentuali di parate migliori
rispetto ad altri. Nelle ultime tre stagioni, il Milan ha subito più di Inter, Napoli e
Juventus, che hanno affrontato in media 9,4 tiri a partita, di cui 2,8 nello specchio.
Questa circostanza potrebbe aver favorito la migliore prestazione percentuale di
Donnarumma.
La percentuale di parate, però, può essere ulteriormente sezionata. Gli Expected
Goals permettono di valutare la risposta di un portiere rispetto alla difficoltà del
tiro. Tale difficoltà può variare con la distanza dalla porta, così come per la
situazione di gioco dalla quale il tiro scaturisce.

Quest’anno Donnarumma ha decisamente migliorato la sua prestazione sui tiri da


distanza ravvicinatissima, mentre è leggermente peggiorato per quanto riguarda la
difesa dei tiri scagliati da lontanissimo. Al di là di queste differenze, la performance
di Donnarumma è stata costante negli anni e sempre superiore alla media dei
portieri della Serie A. Il suo livello può considerarsi alla pari con il livello medio
espresso da Handanovic, Reina e Buffon.
La suddivisione per le diverse situazioni di gioco offre un’ulteriore chiave di
lettura. Donnarumma è migliorato, stagione dopo stagione, nelle occasioni che
nascono da palla inattiva (il primo gol in Serie A lo incassò su calcio di punizione da
Domenico Berardi). Al contrario, i numeri di questa stagione sulle parate effettuate
in azioni di gioco regolare e nell’uno contro uno sono i peggiori della sua giovane
esperienza in campionato. Se in almeno due casi su tre le prestazioni di
Donnarumma sono in linea coi migliori, lo stesso non si può dire delle situazioni di
uno contro uno: cumulativamente, nelle tre stagioni giocate, Donnarumma ha
risolto a proprio favore solo il 50% delle sfide contro l’attaccante lanciato a rete ed
è al di sotto della media di tutti gli altri portieri (59%), per non parlare della media
di Handanovic, Reina e Buffon (73%).

Per aria e per terra


Nei pali, Donnarumma è complessivamente tra i migliori portieri del campionato,
pur con qualche lacuna che le statistiche evidenziano. Invece le sue prestazioni
fuori dai pali, nelle uscite in presa alta e nelle giocate con i piedi, non sono sullo
stesso livello. Rispetto alla media dei portieri della Serie A che hanno giocato
almeno 1000 minuti, Donnarumma prova a contestare un pallone in aria meno
spesso degli altri portieri: ha infatti una media di 2,25 uscite alte ogni 90 minuti,
contro le 2,74 uscite dei colleghi. Oltre ad una più scarsa propensione all’uscita dai
pali (rispetto, ripeto, alla media del campionato), Donnarumma sembra anche
poco sicuro nei suoi tentativi: i suoi interventi di pugno (0,50/p90) sono superiori
alla media (0,38/p90). Handanovic, Reina e Buffon in media escono meno spesso
di quanto faccia Donnarumma (2,11 uscite alte/p90), ma sono più sicuri (solo
0,23/p90 respinte di pugno).
Anche osservando la distribuzione dei passaggi giocati, Donnarumma dà
l’impressione di non essere a suo agio quando è costretto a calciare la palla: gioca
passaggi su distanze mediamente più corte (24 metri, contro i 36 dei colleghi),
proprio per questo riesce ad avere una percentuale di passaggi riusciti superiore
(77% contro il valore medio del 71% degli altri portieri). Handanovic, Reina e
Buffon giocano passaggi di lunghezza media pari a 27 metri (e va anche tenuto in
conto che Reina gioca spesso sul corto per lo stile della sua squadra), ma lo fanno
con una percentuale di successo dell’82%.

In sintesi, Donnarumma sta disputando una buona stagione, macchiata però da


alcuni errori che ne rendono la percezione più negativa di quanto dovrebbe. Esclusi
determinate situazioni di gioco, la sua prestazione di quest’anno è in linea, se non
leggermente migliore, con le sue delle precedenti stagioni. È un portiere con sicuri
margini di miglioramento: ha una stazza imponente, difficile da superare per
l’attaccante che gli si presenta davanti, e un’esplosività che gli permette di andare a
terra velocemente. Per questi motivi, dovrebbe ricavare qualcosa in più dalle
situazioni di uno contro. Inoltre sia nelle uscite fuori dai pali sia nel gioco coi piedi
può essere più determinante, in particolar modo nel primo frangente, dove i
numeri che attualmente genera sono insufficienti per un portiere di quasi due
metri. Con la giusta guida, in un ambiente positivo, Donnarumma può diventare un
portiere di primissimo livello, non solo nel contesto della Serie A. Il tempo è dalla
sua parte.