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Federico II di Svevia o Federico 2 di Svevia nasce da Enrico IV e Costanza d’Altavilla a

Jesi. L’età avanzata della madre provocò un certo scetticismo circa la gravidanza e, per
questo motivo, fu allestito un baldacchino nella piazza della cittadina dove l’imperatrice
partorì pubblicamente. Federico IIdivenne re di Germania, d’Italia, di Gerusalemme e di
Sicilia(1198-1250).
Federico secondo fu un uomo molto colto ed amante della cultura; si circondò di poeti,
letterati, filosofi e scienziati. A Napoli fondò un’Università, che fu la prima università statale
del mondo occidentale. Attingendo al suo patrimonio personale fondò molte altre scuole
nel suo Regno, per permettere anche ai più poveri di istruirsi. Federico 2 parlava inoltre
molte lingue e stimava la scienza araba. Visse spostandosi continuamente fra i numerosi
castelli che fece costruire.
Federico II di Svevia si interessò particolarmente né alla Germania né alla liberazione di
Gerusalemme preferendo ristabilire l’ordine nel prediletto regno di Sicilia. Sottomise i
feudatari normanni togliendo loro i privilegi di cui si erano impadroniti, annullò le
autonomie cittadine ed ordinò di abbattere tutti i castelli costruiti abusivamente. Per
rafforzare il suo potere sul territorio fece costruire una rete di castelli molto efficienti grazie
ad ispezioni periodiche. Il governo di Federico II fu un governo forte ed accentrato ma ben
regolato da una serie di capaci funzionari.
Come profondo stimatore della scienza araba, Federico 2 di Svevia si rifiutò di attaccare
Gerusalemme e fu scomunicato da papa Gregorio IX, decisione mantenuta anche dopo
la riconquista della città, poiché riottenuta in maniera diplomatica e non violenta. Di ritorno
da Gerusalemme, nel 1231 emanò a Melfi le “costituzioni melfitane” nelle quali
esponeva i principi secondo cui intendeva governare. Erano principi molto innovativi per
l’epoca perché prevedevano tra l’altro l’abolizione della vendetta privata e l’obbligo per
ogni ceto sociale di seguire la legge senza eccezioni,sovrano incluso. Inoltre Federico
II sosteneva che il suo potere derivasse non più dal papa ma direttamente da Dio. Per
propagandare le nuove leggi fece coniare una nuova moneta detta Augustale nella quale
era raffigurato con la corona di alloro tipica del mondo romano.
Il progetto di Federico II di Svevia portò a contrasti con i comuni, che si videro negare
tutte le concessioni ottenute da Federico Barbarossa. Si ricostituì una lega guelfa,
appoggiata dal papa che venne però sconfitta nel 1237 dai comuni ghibellini appoggiati
da Federico II di Svevia. Con la vittoria si impadronì del carroccio di Milano portandolo
trionfalmente a Cremona. Fu poi spedito a Roma per essere conservato sul Campidoglio.
Il papa Gregorio IX, intaccato nell’immagine dalla sconfitta e spaventato dal potere di
Federico II, colse il pretesto per scomunicarlo nuovamente. A Gregorio IX
successe Innocenzo IV il quale scomunicò l’imperatore per la terza volta. Sebbene
Federico II cercò di raggiungere un accordo dando prove di buona volontà, il papa lo
dichiarò decaduto sciogliendo i sudditi dal giuramento di fedeltà. Bandì inoltre una vera e
propria crociata contro Federico II indicandolo addirittura come l’"Anticristo” e predicando
colpe terribili a suo carico. I due pontefici non scomunicarono Federico II di Svevia per
ragioni religiose ma perché sentivano minacciato il dominio dei loro territori.
Innocenzo IV si alleò infine con i comuni contrari all’Imperatore e, nel 1248, l’esercito
di Federico II di Svevia fu sconfitto. Il figlio Enzo fu fatto prigioniero e rinchiuso fino alla
morte nel “palazzo di re Enzo” a Bologna. Nel 1250 Federico secondo morì, sospettando
che anche i suoi collaboratori più stretti avessero tramato contro di lui.