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PROGRAMMA ELETTORALE

FRANCESCO COLAFEMMINA
SINDACO
Programma Elettorale - Francesco Colafemmina Sindaco

“Se non si può ridare vita a comunità organiche ordinate all’idea del bene
comune e di valori condivisi, la società non avrà altra alternativa che
l’autoritarismo o la disintegrazione”.
Alain De Benoist

La crisi del nostro paese ha radici lontane: mentre il mondo cambiava, i


giovani cominciavano a viaggiare oltre i confini regionali e nazionali,
mentre il vecchio assetto economico, fondato sul “posto fisso”, cedeva il
passo ovunque allo sviluppo dell’iniziativa privata, Acquaviva e la sua
classe dirigente restavano per troppo tempo ancorate a logiche arretrate e
inadeguate ad affrontare le sfide di tempi mutati. Nel frattempo il peso
della crisi economica sulla società da un lato, e quello del
ridimensionamento delle finanze pubbliche dall’altro, uniti ad annosi
ritardi della macchina amministrativa, hanno favorito un avvitamento su
se stesse delle dinamiche di sviluppo e di modernizzazione del paese e
della sua classe dirigente. Dinanzi ad un simile quadro desolante, segnato
dal degrado urbano, da uno scarso controllo del territorio, dalla
disoccupazione dilagante, dalla crisi del settore commerciale, e dalla
progressiva perdita del senso di appartenenza alla comunità, le nostre
soluzioni sono radicali quanto fondate su un sano realismo. Il paese deve
tornare ad essere comunità e trovare la propria vocazione nel recupero di
energie positive, concentrate sullo sviluppo, la creatività, nel solco delle
nostre radici e delle nostre tradizioni, superando la logica delle invidie,
degli individualismi e degli interessi particolari, per aprirsi ad una visione
più ampia. Dobbiamo integrare il cittadino in un sistema vivo, renderlo
concretamente protagonista della realtà comunitaria. E per farlo
dobbiamo aver chiaro che la nostra terra, la capacità irradiante di
opportunità per le imprese costituita dall’Ospedale Miulli e dalla nostra
zona industriale, l’investimento sulle idee progettuali delle nuove
generazioni e la conservazione della sapiente eredità culturale e pratica
delle vecchie generazioni sono il faro che guiderà la nostra azione politica
nel quinquennio 2018-2023. Il tutto nella consapevolezza che ogni piccolo
passo che riusciremo a fare verso l’attuazione di questo programma potrà
riverberarsi in un futuro che vada oltre un mero quinquennio e potrà
rimettere in circolazione quelle energie, quella vitalità comunitaria che per
troppo tempo è mancata al nostro paese o è stata soffocata da logiche
asfittiche e dall’anteposizione dell’interesse privato alla ricerca del bene
comune.
1. ORDINE e SICUREZZA

Il primo passo per una efficace ristrutturazione del tessuto connettivo


della comunità acquavivese è il controllo del territorio. Un controllo che
non va semplicemente inteso come incremento delle misure volte a
salvaguardare la sicurezza dei cittadini, ma anche come vera e propria
mappatura delle situazioni di degrado urbano, dal monitoraggio delle
Mappare il strade (buche, presenza di rifiuti, segnaletica orizzontale e verticale,
degrado urbano.
pulizia) alla mappatura di aree strategiche per il paese come il centro
antico (dove spesso le situazioni di degrado ed abbandono sono ignorate
per far posto alla retorica sulla piazza dei Martiri chiusa al traffico, ma
mortificata nella sua efficacia commerciale).
Oltre dunque ad un sistematico monitoraggio del territorio, occorre
definire al meglio gli strumenti che possano facilitare le condizioni di
controllo urbano attraverso il rinnovamento dell’illuminazione pubblica e
l’implementazione di un efficace sistema interconnesso di
videosorveglianza (al momento è ad esempio esistente un impianto che
copre la zona industriale ma è inattivo). Vanno poi incrementate tutte le
misure volte al contrasto della criminalità a partire dall’eradicazione del
Contrasto racket dell’accattonaggio davanti agli esercizi commerciali, nonché al
dell’accattonaggio
contrasto di tutte le attività di vandalismo e più in generale di
e del vandalismo.
danneggiamento del decoro urbano. Oltre alla città va tuttavia posta al
centro del controllo del territorio anche la campagna, non solo attraverso
la possibile introduzione di un sistema di fototrappole per il contrasto
dell’abbandono di rifiuti (anche pericolosi, come l’amianto), ma anche
attraverso operazioni di contrasto ai furti ai danni degli operatori agricoli
durante i periodi di raccolta dei principali prodotti della terra (cipolle e
olive e.g.). Per operare in questo senso sarà anche possibile avvalersi del
supporto di servizi di vigilanza privata che possano affiancare le forze
dell’ordine.

Un efficace controllo del territorio non può prescindere da un adeguato


piano della viabilità che coniughi le esigenze dei cittadini con quelle della
facile accessibilità al paese (e.g. riapertura del doppio senso di marcia in
via Sammichele, nuovo - discutibile - progetto di piazza Kennedy), e
Reintrodurre il
doppio senso su
consenta di evitare la formazione di ingorghi nelle ore di punta, senza
via Sammichele e mancare di considerare le esigenze di attività commerciali depresse da
rivedere la improvvise chiusure totali al traffico (pensiamo ad esempio a Piazza dei
viabilità. Martiri). Il problema della viabilità si ricollega inoltre a quello dell’assenza
di parcheggi di scambio utilizzabili in caso di eventi o manifestazioni, ma
anche durante i giorni di svolgimento del mercato (area di rispetto
cimiteriale). Nell’ambito delle azioni di pertinenza della polizia
municipale va peraltro annoverata l’azione di controllo dei venditori
ambulanti nel corso dei mercati. In particolare andranno sottoposte ad un
adeguato controllo le singole licenze; definiti gli spazi con segnaletica
orizzontale in viale Europa; effettuati controlli relativi alla dichiarazione
Controlli efficaci della provenienza di frutta e verdura, come da normativa comunitaria. Il
e regole uguali per tutto non certo in un’ottica “punitiva” nei riguardi dei commercianti,
tutti per il
mercato bensì al fine ad elevare la qualità dei servizi e il rispetto delle regole e della
settimanale. legalità quale paradigma del vivere comunitario. Sia in occasione del
mercato settimanale che di manifestazioni, feste religiose ed eventi, sarà
inoltre vietata la presenza di ambulanti abusivi, con l’obbligo alla
rimozione coatta delle merci esposte e l’allontanamento immediato.

Ogni azione funzionale al ripristino dell’ordine, non può non passare


anche attraverso un rinnovato senso civico che va diffuso fra gli adulti
come fra i giovani. L’obiettivo è dunque quello di concordare con le
associazioni cittadine, le scuole e gli operatori culturali, nonché con i
Recuperare il
titolari degli esercizi commerciali (in particolare: bar, pizzerie e
senso civico fra gli
adulti come fra i rosticcerie), azioni intese alla condivisione di buone norme di
giovani. comportamento civico. É fatto noto che le condizioni di degrado del
paese dipendono non solo dall’incuria amministrativa, ma anche dallo
scarso senso civico di alcuni cittadini. Occorre pertanto ricreare una
cultura civica attraverso il rispetto dell’ambiente e il rispetto delle persone.
Sarà inoltre posta particolare attenzione alla tutela della quiete pubblica
attraverso la redazione di un regolamento comunale relativo agli esercizi
commerciali che possa scoraggiare i comportamenti all’origine di
schiamazzi, o la diffusione musicale oltre un’orario specifico, al fine di
assicurare la tranquillità dei cittadini quale presupposto della qualità della
vita.

2. EFFICIENZA e SEMPLIFICAZIONE

In un’epoca di costanti limitazioni economiche alle attività dei comuni,


Trasparenza e
l’efficienza diventa il paradigma al quale conformare l’azione
controllo degli amministrativa. Sarà nostra premura vagliare accuratamente le spese del
sprechi. Comune, improntando ogni azione alla trasparenza, favorendo la
riduzione dei contenziosi che gravano, sotto forma di consulenze legali,
sul bilancio comunale, e tagliando gli sprechi. Un adeguato controllo di
gestione diventa imprescindibile laddove si voglia valorizzare l’efficienza e
il contenimento dei costi.
L’efficienza della macchina amministrativa nasce anzitutto dalla capacità
Valorizzare i di valorizzare le risorse umane del Comune, coordinandone il lavoro,
dipendenti del ascoltando le loro esigenze, le loro problematiche, avviando un dialogo
Comune: dialogo, costruttivo e volto ad un più efficiente coordinamento fra gli uffici.
efficienza e Naturalmente è fondamentale che la stessa burocrazia comunale non
meritocrazia.
venga percepita e non sia ostile al pubblico, ma centrata sul cittadino e
sulla semplificazione normativa. É quindi una grave carenza del Comune
l’assenza di un ufficio informazioni (U.R.P.) efficiente e disponibile verso
chiunque abbia necessità di rivolgersi alla P.A., in grado dunque di
Introduzione di guidare il cittadino, di indirizzarlo verso l’ufficio corretto, di illustrare le
un ufficio procedure adeguate, di fornire la modulistica necessaria. É anche
informazioni.
fondamentale che le risorse umane del Comune siano adeguatamente
formate ed aggiornate. Per avere una macchina amministrativa moderna
ed efficiente è importante investire concretamente sul loro aggiornamento
e instaurare meccanismi meritocratici in grado di premiare l’efficienza e la
disponibilità verso il cittadino.

La semplificazione passa anche dalla digitalizzazione della P.A. ed è


Rendere opportuno che il sito del Comune sia adeguato alle necessità attuali,
disponibili facilmente accessibile, trasparente, e offra al cittadino le informazioni più
certificati online.
utili, guidandolo verso la risoluzione delle sue necessità anche attraverso
l’accessibilità di certificati online rilasciati dal Comune.

Va rimarcato che è arrivato il momento, dopo anni di retorica, in cui la


politica, intesa come amministrazione comunale, riprenda le redini
dell’indirizzo della macchina burocratica comunale e non sia complice di
una stasi che premia la mediocrazia, piuttosto che la meritocrazia e
l’efficienza. A tal fine la selezione del personale dovrà passare attraverso
una selezione concorsuale, fondata sulle capacità e le competenze tecniche.
Occorre inoltre privilegiare per la realizzazione di opere pubbliche, specie
quelle di particolare interesse, lo strumento del “concorso di
progettazione” o del “concorso per idee”, puntando sulle giovani risorse
del territorio, atteso che tali strumenti consentono e facilitano l’ingresso
nel mondo del lavoro dei giovani professionisti ed elevano la qualità
progettuale.

Semplificare i Semplificare la burocrazia significa anche agevolare l’insediamento di


criteri di
nuove imprese nella zona industriale, offrendo un quadro preciso delle
insediamento delle
PMI nella zona situazioni esistenti, delle disponibilità di lotti e degli adempimenti
industriale, con burocratici necessari all’apertura di nuovi opifici. La chiarezza su costi e
regole e costi burocrazia è il fondamento per ogni nuova attività imprenditoriale e deve
chiari. essere considerata una priorità per una amministrazione che voglia
attrarre investimenti sul territorio. Occorre prevedere un ampliamento
delle aree a destinazione produttiva, all’insegna del rispetto dell’ambiente e
valutando la sostenibilità delle nuove iniziative su tale area, ma avendo
come obiettivo quello di una adeguata progettazione di un simile parco
produttivo, in linea con le esigenze attuali del mercato. É finita l’era dei
mega capannoni industriali: occorre ridimensionare un’area produttiva
dotandola di reti tecnologiche avanzate e di servizi integrati che
consentano alle imprese di stare al passo con l’innovazione.

Adozione di un Alla chiarezza della burocrazia deve associarsi quella delle normative
Piano Urbanistico urbanistiche. L’annosa questione del PRG va superata dando al Comune
Generale che uno strumento urbanistico efficiente come il PUG, che possa rilanciare
superi i limiti del
Piano Regolatore.
l’edilizia e offrire una pianificazione urbana coerente con le reali esigenze
del territorio.

3. SVILUPPO e PROFESSIONALITA’

Il concetto di “sviluppo” inteso meramente come “accrescimento


progressivo” delle capacità produttive e delle risorse economiche di una
comunità fondata esclusivamente sull’interesse materiale, non esaurisce il
senso della nostra progettualità per il paese. Non possiamo più pensare lo
sviluppo come la discesa dall’alto di fantomatiche imprese che offrono il
“posto fisso” e garantiscono così occupazione e benessere alla comunità.
Le dinamiche legate all’economia pugliese mostrano che il centro del
tessuto imprenditoriale è costituito dalle PMI, con particolare prevalenza
delle piccole imprese1. E sono queste imprese a guidare una lenta ma
costante ripresa delle attività economiche dopo la crisi degli anni
2009/2011. In particolare i settori trainanti sono quelli
dell’agroalimentare, della chimica e della meccanica2. Frenano invece le
imprese nel settore dell’edilizia e resta stabile il comparto dei servizi.

In questo contesto occorre porre in atto misure che favoriscano le piccole


imprese locali, puntando sul superamento degli atavici limiti della cultura
d’impresa meridionale e favorendo altresì la creazione di reti d’impresa, la
cooperazione e la comunicazione costruttiva fra le realtà imprenditoriali

1Cfr. Rapporto PMI Mezzogiorno 2018, Confindustria - Cerved, gennaio 2018, consultabile
qui: https://know.cerved.com/wp-content/uploads/2018/04/Rapporto-PMI-
Mezzogiorno-2018.pdf
2Cfr. Economie Regionali, l’Economia della Puglia, novembre 2017, Banca d’Italia,
consultabile qui: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/
2017/2017-0040/1740-puglia.pdf
del territorio. Solo attraverso un cambio di rotta radicale si può far fronte
Favorire la alle problematiche costituite da una visione imprenditoriale fondata
cooperazione e la sull’individualismo e sull’assenza di dialogo e collaborazione fra le
rete fra le imprese. imprese. Le misure da attuare passano anzitutto da un censimento della
zona industriale e da una revisione delle norme urbanistiche ai fini
dell’insediamento di piccole imprese, specie nel settore dell’artigianato,
dell’informatica, della ricerca farmaceutica e della trasformazione dei
prodotti agricoli. La semplificazione del quadro normativo va associata
inoltre ad una rinnovata attenzione per il decoro urbano e allo sviluppo
di servizi in grado di assicurare una migliore fruibilità della zona
industriale.

La “fuga di cervelli” è una costante della nostra comunità: sempre più


giovani abbandonano il nostro paese non solo per l’assenza di lavoro, ma
anche per l’assenza di opportunità di implementazione delle loro idee
Creare spazi di co- imprenditoriali. A tal fine occorre realizzare degli spazi di co-working,
working (lavoro in ossia aree attrezzate finalizzate a diventare incubatori di imprese, veri e
comune) per propri luoghi di lavoro e piattaforme di condivisione. L’obiettivo è quello
valorizzare le idee di offrire a giovani inferiori ai 30 anni, la possibilità di usare degli spazi
imprenditoriali
dei giovani.
in comune per sviluppare entro un determinato limite temporale le
proprie idee imprenditoriali e sviluppare una proposta concreta da
sottoporre a degli angel investors che possano credere nelle idee delle
nuove generazioni. Naturalmente l’amministrazione oltre a mettere a
disposizione tali spazi, attiverà relazioni con investitori ed esperti, al fine
di garantire un futuro alle idee imprenditoriali elaborate nell’incubatore
d’impresa comunale.

Il rallentamento del commercio su tutto il territorio comunale ha avuto


una particolare accelerazione nel centro antico. A tal fine, al termine delle
attività di monitoraggio dello stesso centro antico, sarà valutata la
Esenzioni fiscali
per le nuove
possibilità di adottare un programma di esenzione fiscale (relativa a
attività che si TOSAP, TA.RI. e tassa sulle affissioni) per le nuove attività che si
insediano nel insediano nel centro antico e per quelle già esistenti, pur nella
centro antico e per consapevolezza che tali misure, da sole, non sarebbero che un mero
quelle già esistenti.
palliativo. É infatti fondamentale la fruibilità del centro antico, la sua
accessibilità, la sua riconoscibilità, per alimentare la ripresa delle attività
commerciali. Dunque, è in un’ottica di sistema che si può rivalutare il
commercio nel nostro paese. Di tale ottica fa parte anche la
programmazione di eventi e manifestazioni che non siano soltanto
concentrate nel centro del paese, ma che tengano conto di aree più
periferiche, anche al fine di integrare la periferia nel tessuto vitale urbano.
Anche in considerazione del rapporto fra centro e periferia la tassazione
(e.g. TOSAP) va resa graduale man mano che ci si allontana dal centro, al
fine di bilanciarne il peso sulle attività commerciali più periferiche. La
Rimodulazione
della TOSAP fra
crisi del piccolo commercio è, d’altro canto, legata al tessuto della
centro e periferia. mobilità urbana e alla carenza di servizi: scarsità di parcheggi, abitudine
all’uso delle autovetture anche per piccoli spostamenti, spopolamento del
centro storico, predilezione per i centri commerciali che offrono non solo
una varietà di scelta dei prodotti, ma anche servizi ausiliari (ristorazione,
divertimento, intrattenimento dei più piccoli). La promozione delle
piccole attività commerciali non può non passare da un ripensamento
delle abitudini del cittadino, favorito da nuove opportunità per la
mobilità (e.g. aree di scambio, ripristino del bike sharing, sviluppo di una
rete fra commercianti di servizio consegne a domicilio specialmente per i
più anziani). Anche al fine di valorizzare alcune aree strategiche del paese,
come Piazza dei Martiri, è nostra intenzione favorire lo sviluppo di un
farmers market che sia gestito da una associazione locale e possa unire la
possibilità di acquistare direttamente da produttori agricoli selezionati
all’opportunità di partecipare ad eventi conviviali e culturali che integrino
al meglio l’esperienza dell’acquisto consapevole con quella della
riconnessione alle radici della comunità.

Il problema centrale di ogni politica dedicata al coordinamento e alla


promozione dell’economia del territorio è costituito dall’assenza di
interlocutori univoci con l’amministrazione e quindi della possibilità di
Istituzione di un instaurare un dialogo costruttivo fra imprenditori e istituzioni. Il nostro
Consiglio obiettivo è favorire una rappresentanza attiva delle categorie (imprenditori
Comunale delle
Attività agricoli, commercianti, artigiani, industriali) che vada al di là delle sigle
Produttive. nazionali o regionali e si concretizzi in appuntamenti mensili con gli
attori competenti a livello amministrativo al fine di scambiarsi
informazioni sulle necessità, le opportunità e le progettualità che
riguardano i diversi settori dell’economia locale. Un Consiglio comunale
delle attività produttive su base mensile è la soluzione che proponiamo al
fine di adottare protocolli d’intesa e accordi programmatici per riattivare
la relazione fra settore pubblico e privato.

Riguardo al settore agricolo, l’estrema frammentazione del territorio unita


alla refrattarietà a forme di cooperazione, resta il principale ostacolo verso
Favorire la nascita una modernizzazione del comparto. L’amministrazione in questo senso
di cooperative
agricole di giovani
non può che farsi promotrice di un duplice progetto consistente da un
mappando i lato nella mappatura dei terreni abbandonati sia comunali che di privati e
terreni dall’altro nel porre in atto tutte le misure favorevoli alla cooperazione, a
abbandonati. partire dal coinvolgimento delle nuove generazioni. In particolare oltre
alla valorizzazione dei prodotti tipici del territorio (cipolla rossa, olio,
vino), occorre puntare sulla diversificazione delle colture agricole,
attraverso forme di produzione associata fra i singoli agricoltori,
attraverso una programmazione annuale delle colture orticole, evitando
l’erosione del territorio da parte di imprenditori che mirano allo sviluppo
di colture estranee alla vocazione territoriale (e.g. uva da tavola). É inoltre
fondamentale integrare i processi di produzione primaria con quelli di
produzione post-primaria, ossia favorire la trasformazione dei prodotti
agricoli, in una visione di filiera, che includa la valorizzazione di un
brand territoriale. Ovviamente nel quadro di un generale miglioramento
qualitativo degli standard produttivi, nonostante il limite della
parcellizzazione del territorio, è fondamentale da un lato la promozione
del biologico e dall’altro la cura dell’accessibilità ai terreni agricoli. La
condizione delle strade vicinali è infatti notevolmente degradata, per non
parlare dello stato di degrado di numerosi luoghi di frequente abbandono
di rifiuti.

4. P A RT E CIP A ZI O NE E SOLID A RI ET À

Il dialogo è il fondamento della vita comunitara. La lotta ad una visione


unilaterale della società che mette l’individuo al centro, e lo isola dalla
partecipazione alla vita politica (spesso ridotta alla mera interazione sui
social), passa attraverso il coinvolgimento non retorico o pro-forma del
cittadino alla vita amministrativa del proprio Comune. Per troppo tempo
abbiamo sentito parlare di processi “partecipati”, ma il più delle volte si è
trattato di procedure autoreferenziali, o guidate da gruppi di interesse
incapaci di rappresentare concretamente le esigenze diffuse della
cittadinanza. La partecipazione non può essere soltanto proclamata e non
può neppure sostituire le prerogative e le responsabilità di chi amministra
Istituzione di un un Comune, ma va attuata attraverso un dialogo costruttivo con chi ha
Consiglio dei uno sguardo più concentrato su una fetta di territorio cittadino.
Quartieri con un In questo senso il nostro obiettivo è quello di coinvolgere i cittadini
rappresentante dei
attraverso l’istituzione di un consiglio dei quartieri, al quale partecipino
Quartieri che
possa esporre rappresentanti di quartiere, cittadini che volontariamente e senza alcuna
all’Amministrazio retribuzione, si rendano disponibili ad esporre all’amministrazione
ne i singoli problematiche, esigenze, opportunità di specifiche aree del territorio
problemi di una comunale. Tutti i cittadini potranno rivolgersi al loro rappresentante di
fetta del nostro
territorio. quartiere per esporre esigenze e problematiche specifiche da presentare
ufficialmente nell’ambito di un Consiglio dei Quartieri convocato a
cadenza mensile.
Ogni progetto di partecipazione non può prescindere dalla solidarietà che,
d’altronde, non può restare una mera azione retorica, uno slogan. Anche
la Giunta comunale e i Consiglieri devono poter testimoniare nei fatti la
vicinanza a chi ha bisogno, a chi è al margine della nostra comunità e
necessita di aiuto e supporto. La creazione di un fondo comune su base
Fondo di
volontaria nel quale possano confluire donazioni dallo stipendio della
solidarietà di
Sindaco, Giunta e Giunta e dei Consiglieri è la risposta a tale esigenza. Tale fondo le cui
Consiglieri. donazioni saranno anonime e volontarie, risponderà alla necessità di
Istituzione di un contribuire al supporto degli acquavivesi in difficoltà e potrà essere gestito
Supermercato dall’assessorato ai servizi sociali. Il fondo non rispondendo a principi
Solidale per i
meno abbienti. demagogici (taglio dei costi della politica) e conformandosi al principio
evangelico del “non sappia la destra quello che fa la sinistra”, si configura
come un supporto laico a chi ha bisogno e come un attestato di vicinanza
da parte della politica a chi è ai margini della società. A tale progetto si
ricollega anche l’istituzione di un “supermercato solidale”, ossia un luogo
dove vengono forniti gli alimenti di prima necessità ai bisognosi del paese
i quali saranno in possesso di una carta elettronica e verranno registrati in
un apposito registro presso gli uffici dei servizi sociali del nostro Comune
in maniera tale da avere anche un costante monitoraggio delle situazioni
di indigenza.
É altresì nostra intenzione valorizzare i cittadini disoccupati riconoscendo
Valorizzare i
la dignità del lavoro anche attraverso il ricorso a lavori socialmente utili,
disoccupati
investendo sui concentrati in particolar modo sul ripristino del decoro urbano e guidati
lavori socialmente dall’assessorato ai servizi sociali in un’ottica anche formativa, per
utili. reintrodurre nel mercato del lavoro coloro che pur avendo delle
specializzazioni faticano a trovare una nuova occupazione, sono privi di
stimoli alla ricerca di un lavoro e necessitano comunque di attività
saltuarie per sostenere il ménage familiare.
Una comunità non deve essere letta solo in senso sincronico, ma è
composta da diverse fasce di individui con bisogni specifici che non
possono essere trascurati o diluiti in generiche iniziative. A tal fine va
rilevato che la popolazione di Acquaviva è distribuita come segue in fasce
d’età: minori di 18 anni - ca. 3600 unità; 18-65 anni - ca. 12.500 unità;
maggiori di 65 anni - ca. 4500 unità. Il rapporto fra giovani e meno
giovani è sbilanciato a favore dei meno giovani, pertanto non si può
prescindere da iniziative che coinvolgano i più anziani nella vita della
Valorizzare comunità, anche favorendo lo sviluppo di luoghi di socializzazione e di
l’Università della assistenza agli anziani. L’operatività dell’Università della Terza Età è in tal
Terza Età e
attivare la figura senso da valorizzare come strumento di integrazione e socializzazione. Va
del Nonno Vigile. tuttavia intrapresa una strada ulteriore verso il dialogo fra le generazioni.
Così è nostra intenzione introdurre la figura del “nonno vigile”: anziani
che mettono il loro tempo libero a disposizione della comunità, offrendo
la propria presenza presso le scuole cittadine e i giardini comunali.
Allo stesso modo occorre offrire spazi sicuri e adeguati alle esigenze delle
famiglie e dei più piccoli, potenziando o affidando alla gestione di privati
aree gioco per bambini, attrezzate e dotate di servizi accessori di
intrattenimento per fasce d’età intermedie e per i genitori. Chiaramente
simili iniziative non possono prescindere da una visione di una città a
misura di bambino e di anziano, dove il senso civico deve passare dal
rispetto delle fasce più deboli anche a partire da un dato banale come la
percorribilità dei marciapiedi, spesso impossibile per le carrozzine dei più
piccoli.
Coinvolgere il Occorre poi essere attenti all’abbattimento delle barriere architettoniche,
Terzo Settore nel pensando alle esigenze dei disabili. In tal senso fondamentale è la
miglioramento
della qualità della
collaborazione con il Terzo Settore, le scuole e tutti i volontari che nella
vita dei nostra comunità hanno veramente a cuore le problematiche dei
diversamente diversamente abili senza scadere nelle dinamiche retoriche pre-elettorali,
abili. ma con l’intento di responsabilizzare le stesse associazioni mettendo in
atto pratiche e progettualità finalizzate migliorare in maniera concreta i
disagi sociali che costantemente vivono i disabili della nostra città.

Un discorso a parte merita, invece, l’Ospedale Miulli. Il nostro obiettivo è


quello di favorire il dialogo costruttivo con l’ente, risorsa del territorio,
che troppo spesso è stato coinvolto in programmi elettorali, oggetto di
Guardare dispute o contese riguardo al lavoro. Il Miulli va lasciato libero
all’Ospedale
Miulli come una dall’ingerenza di una pubblica amministrazione, e piuttosto considerato
opportunità per una opportunità per attrarre investimenti funzionali ad una importante
lo sviluppo di struttura sanitaria del territorio. É singolare che la libera iniziativa non
imprese abbia in questi anni guardato all’Ospedale come un centro dal quale si
funzionali alla
sanità e non come
irraggiano potenzialità, bensì come ad una risorsa da “occupare”, senza
risorsa da considerare minimamente la logica della concorrenza e della competitività.
sfruttare. Il dialogo con l’ente deve essere volto ad una possibile pianificazione di
attività ancillari all’assistenza sanitaria che possano incrementare la
gamma di servizi offerta, nell’interesse della comunità e con l’intento di
creare nuovi posti di lavoro e nuove iniziative private. É fondamentale
pertanto ricucire l’Ospedale al tessuto urbano cittadino, prevedendo anche
a livello urbanistico, la possibilità di dare vita ad attività che si integrino
con l’economia legata alla sanità. 


5. AMBIENTE, CULTURA, TRADIZIONI

Il rispetto dell’ambiente passa dalla consapevolezza che l’ambiente non è


un feticcio o il contenitore di una vaga ideologia, ma il luogo in cui si
esercita la nostra vita e che ci parla del nostro passato. Dunque, l’ambiente
è anche il luogo delle nostre tradizioni e della nostra cultura, così
inquinare o deturpare l’ambiente significa anche modificare l’intrinseco
legame con la nostra identità.
É prioritario il monitoraggio dell’ambiente, onde comprendere i livelli
Lotta all’amianto
medi di inquinamento da polveri sottili e da altri inquinanti (pesticidi
e tetti fotovoltaici
sugli edifici inclusi). Al monitoraggio ambientale devono seguire adeguate misure
pubblici. capaci di mitigare i rischi ambientali. In quest’ottica una priorità nella
nostra visione è costituita dalla lotta al rischio amianto. Sarà utile
affiancare al censimento della presenza di amianto sui tetti del nostro
paese la stipula di una convenzione per incentivare i cittadini alla
rimozione dell'amianto a prezzi agevolati e in assoluta sicurezza, con
aziende specializzate del settore. Inoltre sarà importante, anche ai fini di
una ottimizzazione dei consumi di energia elettrica, varare un piano a
costo zero di implementazione di tetti fotovoltaici sulle scuole del paese,
associando a tale progetto dei corsi sull’importanza delle energie
rinnovabili nelle stesse scuole.
Ambiente coincide anche con una rinnovata attenzione al tema dei rifiuti.
Bonus fiscali per Oltre a valutare un miglioramento progressivo della fiscalità relativa alla
chi conferisce TA.RI. è opportuno definire anche un programma di bonus fiscali relativi
rifiuti nel centro ai conferitori di rifiuti presso il centro di raccolta comunale.
di raccolta Il legame fra ambiente e cultura lo possiamo osservare nel nostro
comunale.
patrimonio architettornico e nel decoro urbano: deturpare un edificio sia
esso privato o pubblico coincide con un atto di “inquinamento” che va
represso con fermezza. Ciò non significa porre un limite assoluto alla
street art, ma far sì che l’autentica street art (da non confondere con il
vandalismo) venga integrata nella trama architettonica in special modo di
Regolamento per aree degradate o prive di stimoli estetici, come già avviene in numerose
l’uniformità e la città. Nello stesso tempo opere architettonicamente non conformi con il
coerenza estetica
del centro antico. contesto urbano e storico dovranno essere integrate al meglio nel reticolo
ambientale e culturale ereditato dai nostri avi; un concetto valido
soprattutto per il centro antico che necessita di un adeguato regolamento
che ne migliori la coerenza e la riconoscibilità storica.
La storia e la cultura tradizionale di una comunità non sono oggetti
museali, ma elementi vivi, che operano ancora nel nostro tessuto sociale e
nella nostra memoria, che fanno parte del nostro ambiente in senso lato.
Per tale ragione istituiremo una delega alla “cultura e tradizione” che
Promuovere la
nascita di una abbia il compito di valorizzare il legame fra la cultura e le nostre radici.
banda locale di Inoltre, al fine di riconnettere la comunità alle sue radici, è di
giovani studenti fondamentale importanza il recupero delle tradizioni che hanno
delle scuole ad contraddistinto il nostro paese: una su tutte quella bandistica. Prendendo
indirizzo
musicale. esempio dal modello Cisternino, dove nel 1994 un gruppo di genitori ha
avviato alla musica bandistica i propri figli, dando così vita ad un
complesso molto noto e apprezzato e costituito da elementi giovani e
giovanissimi, anche ad Acquaviva possiamo rinnovare la nostra banda
facendone una esperienza anzitutto di comunità e socializzazione, con il
supporto delle scuole ad indirizzo musicale presenti sul territorio.
L’educazione all’ascolto della banda può essere oltretutto un importante
contributo formativo per i giovani alla scoperta delle proprie radici.
Ovviamente è auspicabile l’organizzazione di un evento annuale dedicato
alle bande, che non sia una mera rassegna di concerti, ma una
manifestazione culturale che racconti il patrimonio di sonorità, umanità
ed emozioni che la banda ha sempre trasmesso ai suoi fruitori.
Allo stesso modo va aggiornata - sempre in linea con la tradizione - la
funzione di contenitori culturali come l’ex Cinema Cosmo che da alcuni
L’ex Cinema anni ci ostiniamo a definire “Teatro Comunale” pur essendo fuori
Cosmo: non un contesto una tale funzione. Occorrerà ripensare il “Teatro” in un’ottica
“Teatro”, ma una scevra da elitarismi preconcetti. Non bisogna pensare che un Teatro sia
“Sala
Multifunzionale”: culturalmente o ideologicamente “superiore” ad una sala multifunzionale
cinema, sala che possa ospitare un cinema d’essai, una sala convegni, un luogo in cui
congressi, luogo realizzare eventi prestigiosi, che vadano oltre l’asfittica limitazione di un
per eventi. teatro esclusivo e di sicuro non accessibile a tutta la popolazione cittadina.
Ci preme precisare che negare al Teatro la natura di teatro ottocentesco
non significa essere chiusi alle opportunità culturali rappresentate dalla
forma teatrale, ma risponde ad una esigenza di realismo e di pragmatismo
anche relativa alla gestione di un contenitore culturale che deve essere
plurale e versatile per poter essere fecondo e sostenersi economicamente.
Il concetto stesso di tradizione si sposa infine con la nostra identità di
comunità dalle radici contadine. Ed è importante stimolare il recupero
Favorire la delle buone prassi agricole e delle tradizioni colturali locali. La nostra idea
conservazione
degli antichi
è che occorre salvare “la semente”, ossia le conoscenze degli anziani
saperi contadini agricoltori del nostro paese, detentori di una antica sapienza che rischia di
degli anziani. perdersi. Dobbiamo far sì attraverso corsi di formazione e incontri con
associazioni e cittadini, di preservare questi saperi, di stimolare le giovani
generazioni all’ascolto degli anziani, di rivalutare il patrimonio di
conoscenze e pratiche agricole che caratterizzano la nostra tradizione, al
fine di renderlo ancora presente e operante nella comunità.

6. ASSOCIAZIONISMO E SPORT

Le Associazioni, specialmente quelle che si occupano della promozione


territoriale, ma anche quelle legate alla solidarietà, all’inclusione sociale e
allo sport, hanno ricevuto negli ultimi anni un trattamento incostante e
guidato più da logiche da “manuale Cencelli” che dalla necessità di
premiare chi opera in maniera professionale sul territorio, offrendo
Collaborazione
ricadute sociali importanti sulla comunità. É nostra ferma intenzione
con la Pro-Loco e premiare il merito e non semplicemente ricercare il consenso politico a
incremento delle tutti i costi. Crediamo nella positività del lavoro svolto in questi anni
attività dell’Info dalla Pro Loco, sia come associazione di promozione territoriale che ha
Point nell’ottica
organizzato eventi molto apprezzati a livello non solo locale, sia come
di promozione
del territorio. Info-point turistico che ha dato vita a competenze crescenti nel settore
della comunicazione turistica e del marketing territoriale. La
collaborazione fattiva con la Pro-Loco e l’incremento delle attività
dell’Info-point con l’obiettivo di valorizzare le risorse umane, giovani e
professionali, che credono nel valore del territorio, è una nostra priorità e
si collega alla nostra visione di una comunità che o si riconnette alle
proprie radici o muore. Numerosi eventi e manifestazioni culturali di alto
profilo sono state ridimensionate o private dell’adeguato supporto
progettuale e finanziario dal Comune negli ultimi anni, con una gestione
miope delle risorse. Faremo il possibile per ridare spazio a chi ha dedicato
competenze, dedizione, tempo ed energie, alla valorizzazione del territorio
quale contenitore culturale capace di attrarre utenti dai paesi limitrofi e
non solo, e di stimolare il commercio locale, attraverso manifestazioni
Valorizzare la qualitativamente elevate.
meritocrazia nel Decentrare le manifestazioni culturali e gli eventi è altresì importante.
dialogo con le Così come valorizzare le energie giovani che hanno dato prova di grandi
associazioni.
capacità organizzative e di volontà di dare vitalità al nostro paese.
Vanno altresì premiate le associazioni di volontariato e legate alla
solidarietà che svolgono realmente una azione con ricadute positive sulla
comunità. Acquaviva è una realtà estremamente vivace sotto il profilo
associativo. Per questa ragione il ripristino della Consulta delle
associazioni sarà una nostra priorità che va inquadrata in quella ricerca di
dialogo costruttivo che vogliamo realizzare anche con le associazioni di
categoria e con i rappresentanti di quartiere. La gestione delle relazioni
Responsabilizzare con le associazioni non può essere basata su contiguità politiche o di
gli attori del interessi, ma sulla qualità del loro operato sul territorio. E pertanto anche
territorio nel la Consulta deve essere intesa quale luogo di dialogo concreto e non
contesto della
meramente formale e le associazioni devono sentirsi responsabili dinanzi
Consulta delle
Associazioni. alla cittadinanza della loro assenza nella Consulta; solo attraverso un
dialogo, privo di imposizioni o di rapporti “privatistici” con
l’amministrazione comunale, ma capace di dare valore al merito e
responsabilizzare gli operatori del settore, si può integrare l’azione delle
associazioni con le esigenze dei cittadini e della comunità.

Un particolare approfondimento merita lo sport, troppo spesso trascurato


o gestito con superficialità dalle amministrazioni locali e non in un’ottica
volta alla crescita della socializzazione, della convivialità, liberando anche
l’iniziativa privata in tale settore. Le strutture sportive comunali vanno
Introdurre affidate a chi sia in grado di investire, anche attraverso fondi europei, del
un’ottica
imprenditoriale CONI o regionali, sul loro ammodernamento e in chiave imprenditoriale,
nella gestione per soddisfare le esigenze dei cittadini anche in termini di servizi accessori
degli impianti legati all’intrattenimento. La logica da introdurre nella gestione degli
sportivi comunali. impianti sportivi deve essere strettamente correlata alla visione
imprenditoriale del gestore e alle ricadute positive in termini di
socializzazione e capacità di coinvolgimento dei cittadini nelle sue azioni.
Va totalmente obliterata una prassi di disimpegno da parte
dell’amministrazione comunale relativamente all’uso e allo stato delle
strutture sportive. Sarà inoltre fondamentale la riattivazione di una
specifica Consulta delle associazioni sportive che favorisca il dialogo fra le
stesse, e le responsabilizzi e coinvolga anche al fine di definire una
programmazione di manifestazioni sportive aperte a tutte le categorie di
utenti (dai bambini ai disabili).