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Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia

Insegnamento di Medicina del lavoro

Criteri per la raccolta dell’ANAMNESI LAVORATIVA

Obbiettivo dell’anamnesi lavorativa è l’individuazione di fattori di rischio professionali e una valutazione


preliminare dei rischi cui è stato esposto il lavoratore.

L’anamnesi lavorativa deve essere raccolta rispettando l’ordine cronologico delle attività svolte. Una prima
suddivisione delle attività svolte, di solito, viene effettuata tenendo conto dei diversi datori di lavoro (Ditte,
Aziende, ecc.) presso cui il lavoratore ha prestato la propria opera.

Per ogni datore di lavoro è opportuno raccogliere le seguenti informazioni:


1. Anno di inizio/anno di fine rapporto di lavoro.
2. Descrizione sintetica del comparto/settore di attività.
3. Denominazione del reparto di assegnazione.
4. Mansione attribuita.
5. Descrizione dei compiti svolti.

Le informazioni da 1 a 5 devono essere raccolte in ordine cronologico, nell’ambito del rapporto con lo stesso
datore di lavoro, tenendo in considerazione i cambiamenti del reparto di assegnazione e/o della mansione
attribuita.

Esempio
Dal 1956 al 1983 presso la Ditta Elettrocavi SpA di Turbigo.
Nel reparto “preparazione guaine” come “addetto ai mulini” dal 1956 al 1967 e come “quadrista” dal 1967 al
1970.
Dal 1971 al 1979 nel reparto “trafilatura cavi” come “capo reparto”.
Dal 1980 al 1983 nel reparto “magazzino-spedizione” come “addetto al controllo delle spedizioni”.

La descrizione dei compiti svolti (punto 5) deve comprendere la raccolta di informazioni circa:
• caratteristiche generali dell’ambiente di lavoro e presenza di specifici fattori di rischio (es. microclima,
rumore, polveri, fumi, radiazioni),
• descrizione degli strumenti di lavoro impiegati,
• sostanze/materie in uso lavorativo,
• presenza di dispositivi collettivi di protezione (aspiratori),
• caratteristiche, la disponibilità e l’impiego di dispositivi individuali di protezione,
• durata dei compiti che comportano esposizione al rischio professionale rispetto alla durata del turno di
lavoro.

Altre informazioni utili da raccogliere:


• giudizio soggettivo del lavoratore sulle condizioni dell’ambiente di lavoro,
• risultati di eventuali indagini di monitoraggio biologico e/o ambientale,
• eventuale esecuzione di sorveglianza sanitaria e suoi risultati,
• eventuale presenza di sintomi/malattie in altri colleghi di lavoro,
• eventuale segnalazione all’INAIL per malattia professionale e il grado di invalidità riconosciuto.

La comparsa di sintomi durante il lavoro è elemento suggestivo per riconoscere una malattia professionale;
tale elemento va sempre ricercato con attenzione e, in caso positivo, va ripreso e approfondito nell’anamnesi
patologica.