Sei sulla pagina 1di 136

MICHELE MOZZICATO

http://www.lamalafamiglia.it/file_scritture_canicattinesi/marriuordu/comu_si_rici.doc

COMU SI RICI A JANATTINISA?

vocabolario

JANATTINISI - ITALIANO

--------------------

e, in appendice,

FRASI E PROVERBI

--------------------

e, per finire,

SICCOMU NUN M'AFFRUNTU

1
"M'arriuordu" (è una fissazione) che se in paese era tornato uno
dei tanti emigranti cui l'aria di Torino (o di Milano) aveva
regalato qualche "neh" o "mica", gli si gridava: "Parra comu ti
fici ta matri!".
Ecco spiegato il motivo per cui nasce questo incompleto e strano
vocabolario (?) Janattinisi - Italiano.
Dirò subito che questa cosa non vuole essere una fonte di studio
per illustri cattedratici ma solo un manualetto senza pretese
per colui che ha voglia di ricordarsi come si parlava una volta
nel nostro paese. Ho cercato di riprodurre come meglio potevo i
suoni janattinisi dato che sono convinto che non esiste un
dialetto unico siciliano cosicchè, chi lo ricerca, non fa altro
che manipolazione del linguaggio con conseguente perdita di
genuinità (affermazione impegnativa che mi attirerà valanghe (!)
di critiche).
Vediamo ora quali accorgimenti ho usato per cercare di mettere
sulla carta suoni che, spesso, non hanno alcun riferimento
grafico.
Cominciamo con l'accento: è stato segnato solo nei casi di
parole non piane o in casi di dubbia pronuncia ed è stato
espresso sempre nella forma grave solo per motivi pratici.
Inoltre, la doppia D può avere il suo suono proprio come in
"suddu" (sordo) oppure gutturale come in 'dduocu" (lì, in quel
posto); "ggh" rende molto relativamente il suono tipico della
parola "gghièbbia" (vasca per la raccolta dell'acqua di
irrigazione) ma altri non ce ne sono; con "rr",infine, ho
indicato il suono di "rrota" (ruota) che non è una doppia r ma
una r con l'aggiunta di una strisciante s. Ho scritto come
fossero una sola parola termini composti (Agghenti=la gente) per
cercare di riprodurne fedelmente il suono.
Lo so, la lettura non sarà facile per chi non è canicattinese
(ma quanti saranno?).
Vorrei, poi, dire un'ultima cosa: non pretendo di aver fatto
un'opera completa; ho voluto elencare un certo numero di parole
tra cui, soprattutto, quelle che si distinguono maggiormente dai
corrispondenti termini italiani. Certamente, ne avrò dimenticati
tantissimi (tale e quale come gli errori che ho sicuramente
fatto quando ho scritto il libretto "M'arriuordu"); spero,
tuttavia, che si sappia vedere la buona volontà di fare qualcosa
piuttosto che soffermarsi (eccessivamente) sulle eventuali
manchevolezze.

Grazie.

Michele Mozzicato
Mogliano
Veneto 14.7.93

2
A Maria, unico amore mio.

3
Nell'avviare la stampa di nuove copie di questo libretto,
permettetemi di ringraziare:

- tutti coloro (pochissimi) che, volenti o nolenti,


sono stati "obbligati" ad ad accettarlo in dono;

- quanti (assicuro che sono tanti) me lo hanno richiesto o


continuano a farlo;

- tutti gli amici che, nell'occasione, si sono ricordati


della mia prima opera e mi hanno richiesto "M'arriuordu" in
numero tale da costringermi (ma si tratta di
piacevolissima costrizione) a prepararne una ulteriore
ristampa;

- quanti hanno voluto (non tantissimi ma assai ben accetti) ad


esprimermi, con semplici parole, il loro
apprezzamento;

- tutti gli amici che, con il loro significativo silenzio mi


hanno procurato un eccellente motivo di riflessione che
sprecherò di nuovo (identica cosa era avvenuta dopo
"M'arriuordu", ma io sono un tipo testardo);

- i canicattinesi sparsi per il mondo che mi hanno


fatto pervenire il loro consenso ed apprezzamento carico di
nostalgia tanto simile alla mia (ho ricevuto richieste dagli
U.S.A., Canada, Argentina, Australia, Svizzera, Germania e
da ogni parte d'Italia); di ciò vado fiero ed orgoglioso: più
che per i paesani in casa ho scritto per i "fuori casa" come
me;

- ed infine, ma non certo ultimo, il dr. Bonanno che ha


voluto recensire sul giornale (come per "M'arriuordu") questo
mio libretto (allego la fotocopia dell'articolo) riservando
alcune frasi persino ai miei "componimenti poetici" (puro
artigianato istintivo, vi assicuro) e pubblicandone
addirittura uno. Credo che nessuno si scandalizzerà se
dico che, pur eccessivo per i miei modesti meriti (e non
è falsa modestia), il tutto mi ha fatto veramente piacere,
anche perchè contribuisce validamente all'unico scopo
che mi sono prefisso sin da quando ho cominciato
quest'avventura: restituire alla memoria o portare a
conoscenza della maggior parte possibile di persone i
costumi, le tradizioni, il modo di parlare e di essere dei
canicattinesi. Grazie.

Michele Mozzicato
Ottobre 1993

4
A

ABBAGNARI-insuppare, intingere. Abbagnaricci u pani = dilettarsi con qualcosa o


qualcuno.
ABBALLARI-ballare.
ABBANNUNARI-abbandonare.
ABBARRULIRISI-perdersi d'animo, sbigottirsi.
ABBASTARI-bastare, essere sufficiente.
ABBATTUTU-indebolito, spossato. Ribaltato.
ABBIÀRISI-buttarsi. Disporsi a fare un pisolino.
ABBIDDIÀRISI-farsi bello, bearsi.
ABBIENTU-quiete, tregua, posa.
ABBINIGNÀRISI-degnarsi, compiacersi.
ABBIRSATU-sistemato, benestante.
ABBRANCICÀRISI-aggrapparsi, arrampicarsi.
ABBRANCULIRI-avere le membra rattrappite.
ABBRUCIARI-bruciare, scottare, ardere.
ABBRUSCARI-abbrustolire, torrefare. Abbruscari u pilu=bastonare per bene qualcuno.
ABBRUURARI-abbeverare, annaffiare, irrigare.
ABBRUURATURA-abbeveratoio.
ABBUCCARI-perdere l'equilibrio, traboccare, rovesciarsi. Piegarsi, arrendersi.
ABBUCCUNI-con la pancia a terra, bocconi, prono.
ABBUDDARI-immergere, ammaccare.
ABBUDDUNI-ammaccatura.
ABBUFFÀRISI-abbuffarsi, rimpinzarsi.
ABBUFFICARI-gonfiare.
ABBUFFINIARI-imitare, prendere in giro.
ABBULARI-volare.
ABBULLARI-bollare, colpire con la palla.
ABBUNNANZIUSU-di manica larga, abbondante.
ABBUSCARI-guadagnare, procacciare, prendere botte.
ACCALARISI-umiliarsi, cedere, accondiscendere.
ACCAMORA-ora, forse, probabilmente.
ACCANZARI-ottenere, conseguire.
ACCAPARI-finire, terminare.
ACCARPARI-bruciacchiare le vivande cuocendole.
ACCARPATU-bruciacchiato (cibo).
ACCATT'ANNU!-prima che arrivi quel giorno!
ACCATTARI-comprare.
ACCATTIGGHIARI-solleticare
ÀCCIA-sedano.
ACCIANARI-salire, andare in collera, essere eletto.
ACCIANARISI-compiacersi (di se stesso).
ACCIANARISINNI-insuperbirsi, gonfiarsi.
ACCIAPPARI-afferrare con destrezza.
ACCICCIARISI-azzuffarsi.
ACCIETTU-asola. Tanti Accetta, tanti buttuna.
ACCIUNCARI-paralizzare.
5
ACCRASTARI-riuscire a prendere, catturare.
ACCUCCIARISI-accucciarsi.
ACCUDDÌ-in quel modo.
ACCUMINCIARI-cominciare.
ACCUPARI-soffocare, sentirsi opprimere.
ACCURA!-bada!, vacci piano.
ACCUSSÌ-in questo modo.
ACCUZZARI-abbreviare, accorciare.
ACCUZZATURA-scorciatoia.
ÀCIU-latrina, baraonda e simili.
ACQUANNU, ACQUANNU-finalmente che...
ACQUANUÈ-arcobaleno.
ADDÀURU-alloro.
ADDICAZIONI-preoccupazione.
ADDICCATU-abituato ad ottenere.
ADDICHIARISI-preoccuparsi, sbrigare noiose incombenze.
ADDÌCULA-ortica.
ADDIDDÌ-a spasso (riferito a neonato).
ADDIEU-neonato.
ADDIMURARI-tardare, indugiare, perdere tempo.
ADDITTA-in piedi. Carriri Additta comu e jatti=cadere sempre in piedi come i gatti.
ADDIVARI-allevare, avere un bambino piccolo.
ADDUBBARISI-satollarsi, saziarsi.
ADDUMÌSCIRI-addormentare.
ADDUNÀRISI-accorgersi.
AFFACIRNATU-affaccendato.
AFFRIDDATU-infreddolito.
AFFRIVIGGHIATU-febbricitante.
AFFRUNTÀRISI-vergognarsi.
AFFRUNTU-vergogna. Senza Affruntu=sfrontato.
AFFUCARI-soffocare, strangolare.
AFFUDDÀRISI-accalcarsi.
AFFUNARI-rubare.
AGGHENTI-la gente, gli altri.
ÀGGHIA-aglio.
AGGHIANCHIARI-imbiancare.
AGGHIARNIARI-impallidire.
AGGHIASTRU-olivastro (olivo selvatico).
AGGHICARI-giungere, arrivare.
AGGHIRICCÀ-verso qua, da questa parte.
AGGHIÙNCIRI-aggiungere, unire, sommare.
AGGHIURNARI-fare giorno, albeggiare.
AGGHIÙTTIRI-inghiottire.
AHÒ-nenia per neonati. Fari Aho'=addormentare.
AJERI-ieri.
ALL'ANCILINA-atteggiamento strano.
ALL'ÙRTIMU-alla fine. Cu prima nun penza, All'ùrtimu suspira.
ALLACCARIATU-svogliato, avvizzito, malmesso.
ALLAGNÀRISI-lagnarsi, amareggiarsi.
ALLAGNATU-imbronciato, sdegnato.
ALLAMMICARI-desiderare ardentemente. C'Allammicau u cori.
ALLAPPA, ALLAPPA-dicesi quando in tanti cercano di accaparrarsi qualcosa.
ALLAPPUSU-acerbo.
ALLASCÀRISI-l'indebolirsi delle unioni di legno.
ALLATINARI-spiegare, rendere chiaro.

6
ALLAZZARI-legare con lacci.
ALLIANÀRISI-distrarsi, entrare in confusione.
ALLICCARI-leccare.
ALLIÈGGHIU-piano, adagio.
ALLIGNAMIARI-bastonare.
ALLIPPATU-melmoso, gelatinoso.
ALLISTÌRISI-far presto, sbrigarsi.
ALLITRIATU-ubriaco, pieno di vino (a litri).
ALLITTICÀRISI-mettersi a letto.
ALLIVITARI-lievitare, fermentare.
ALLUCIARI-abbacinare, abbagliare.
ALLUOTI-forse, non si sa mai.
ALLÙPPIU-anestetico.
ALLURDIARI-sporcare, lordare.
ALLUSTRU-chiarore, luce.
ALLUZZARI-guardare attentamente, sbirciare.
AMARUÒSTICU-amarognolo.
AMMACCIARI-rovinare, guastare.
AMMACCIURIRI-appassire, sfiorire.
AMMACCUNI-ammaccatura.
AMMAMMATU-tipo troppo legato alla madre.
AMMARAGGHIATU-abbacinato da una luce.
AMMARI CCÀ/DDÀ-verso qui/là.
AMMARRUNARI-andare in bestia, in furia.
AMMÀTILA-inutilmente, invano.
AMMICCIARI-prendere la mira.
AMMINAZZARI-minacciare, sgridare.
AMMINCIUNARI-rimanere stupefatti.
AMMINTARI-inventare bugie. Ma ch'Ammienti!
AMMIRÀRISI-specchiarsi.
AMMIRIÀRISI-invidiare qualcuno.
AMMISCARI-mescolare, mischiare, attaccare malattie.
AMMISCÀRISI-impicciarsi, intrigarsi.
AMMIZZIARI-viziare.
AMMUCCARI-imboccare, darla a bere.
AMMUCCIA, AMMUCCIA-gioco del nascondino.
AMMUCCIARI-nascondere.
AMMUCCIGGHIA-nascondiglio.
AMMUCCIUNI-di nascosto.
AMMUGGHIARI-avvolgere, chiudere una partita o un discorso.
AMMULARI-affilare. Arrotino=AMMOLA fuoffici e cutedda.
AMMUNTUARI-menzionare.
AMMUNTUATU-nominato, famoso. Siri Ammuntuatu=essere chiacchierato.
AMMUNZIDDARI-ammassare.
AMMUODDU-immerso in un liquido.
AMMUTTARI-spingere.
AMMUTTUNI-spinta.
AMURI-amore (termine poco usato da noi).
AMURUSANZA-amorevolezza, segno di affetto.
ANCA-gamba.
ANNACARI-cullare.
ANNACÀRISI-sculettare, sveltirsi.
ANNACIATU-inondato, bagnato, sporco.
ANNIARI-annegare.
ANNIGGHIATU-annebbiato.

7
ANNINCARI-chiedere qualcosa di contraggenio.
ANNINTRA-più in dentro, in fondo.
ANNIVIRICATU-annerito.
ANNUNNATU-invecchiato, ingobbito.
ANNUÒIU-noia.
ANTÌCCIA-un poco.
ANTURA-poco fa.
ANZAMAI-non sia mai.
APPAGNÀRISI-imbizzarrirsi.
APPARARI-adornare.
APPARIGGHIARI-rendere orizzontale una superficie, uguagliare.
APPÈNNIRI-appendere.
APPERI-a piedi. Ristari Apperi=fallire in qualcosa.
APPICCICARI-accendere il fuoco, attaccare con la colla.
APPICCICÙGGHIA-fuscello atto ad accendere il fuoco APPIENNIRROBBI-attaccapanni,
gruccia.
APPINNICCÀRISI-appisolarsi.
APPIZZARI-appendere, perdere.
APPOSTA-di proposito.
APPRICCANTARI-bloccare una persona in un luogo per chiacchierare.
APPRITTÀRISI-apprestarsi a qualcosa con la presunzione di riuscire.
APPUNTATU-persona alquanto sorda.
APPURARI-chiarire, mettere in chiaro, riuscire a sapere qualcosa di misterioso.
APPUZZARI-bere direttamente ad una fontana.
APPUZZUNI-a testa in giù.
ARÀCIU-adagio, piano.
ARDENTI-di sapore che pizzica la lingua.
ARDÌCULA-ortica.
ARIATA-vaga somiglianza.
ARIDDU-grillo, grilletto di un'arma.
ÀRIVA-alba.
ARMIGGHI-utensili, arnesi da lavoro.
ARRAGGHIÀRISI-arrabbiarsi.
ARRAGNARI-ragliare.
ARRANCIÀRISI-sbrigarsela alla meglio.
ARRANCIRIRI-irrancidire. Arranciriri i uredda=macerarsi a causa di qualcuno.
ARRAPPÀRISI-raggrinzirsi, invecchiare.
ARRASCÀRISI-grattarsi, stare in ozio.
ARRASSARI-scostare, allontanare. ARRASSU=via di qua!
ARRIALARI-regalare.
ARRICAMPARI-raccogliere.
ARRICAMPÀRISI-ritornare a casa.
ARRICÒGGHIRI-raccogliere.
ARRICRIÀRISI-gongolare, gioire.
ARRICUGGHÌRISI-tornare a casa.
ARRIDDUCÌRISI-ridursi, ridurre.
ARRIERI-di nuovo, nuovamente, ancora.
ARRINNÌRISI-arrendersi.
ARRIVERSA-all'inverso.
ARRIZZARI-raccapricciarsi, arricciare.
ARRIZZITTÀRISI-sistemarsi, acquietarsi.
ARRUGGHIARI-arrugginire.
ARRUMAZZÀRISI-stramazzare, cadere rovinosamente.
ARRUNCIARI-accorciare, accorpare, restringere.
ARRUNCIÀRISI-restringersi, rannicchiarsi.

8
ARRUNFARI-russare.
ARRUNZARI-fare qualcosa nel peggiore dei modi.
ARRUNZATURI-uno che lavora proprio male.
ARRUSICARI-rosicchiare, rodere. Arrusicarisi l'ugna=pentirsi di aver fatto (o no) qualcosa.
ARRUSPIGGHIÀRISI-svegliarsi.
ARRUSSICARI-arrossire. Arrussicaricci l'uocci=intimorire una persona.
ARUCI-dolce.
ARUCIULIDDU-dolciastro, scemotto.
ASCIDDA-ascella.
ASCUTARI-ascoltare, obbedire.
ASSICUTARI-scacciare, cacciar via.
ASSIMIGGHIARI-somigliare.
ASSIMPICARI-bloccare il respiro a causa del pianto.
ASSISSÌ-nello stesso tempo.
ASSIRA-ieri sera.
ASSUMARI-sommare, aumentare. Assumari i soddi=risparmiare.
ASSÙMMURU-malinconia, tristezza.
ASSUPPARI-inzuppare, intingere, prendere in giro.
ASSUPPAVIDDANU-pioggerellina.
ASSUTTILLATU-persona estremamente magra.
ASTUTARI-spegnere.
ATTINTARI-farsi attento.
ATTISARI-rimettersi in sesto dopo una malattia.
ATTRANTARI-stringere forte, ritornare in forze. Attrantari p'o friddu=aver freddo.
ATTRASSATU-moroso, in ritardo.
ATTUPPARI-sorprendere, afferrare.
ATTURRARI-abbrustolire, tostare. Favi Atturrati=fave abbrustolite.
AUSTU-agosto.
AVANNU-quest'anno.
AVÒGGHIA-in abbondanza.
AZZARU-acciaio.
AZZIZZÀRISI-adornarsi, attillarsi per la festa.
AZZURRIARI-incaponirsi, ostinarsi.

BABBAU-mostro immaginario dei bambini.


BABBUCIEDDU-lumachina, bamboccio.
BABBUCIU-lumaca.
BACCALARU-baccalà, sciocco, stupidotto.
BADDA-rosso d'uovo.
BADDU-noce grossa usata per giocare.
BÀGGHIU-cortile.
BÀINU-lavabo.
BALATA-pietra piatta.
BALATARU-palato.
BAMMINIEDDU-il bambino Gesù.
BANCARELLA-tavolo da lavoro, negozietto ambulante.
BANCHINA-marciapiede.
BANNA-banda musicale.
BARBÀINU=lumaca grossa.
BARCUNI=terrazzino.
BARDÀSCIU=scostumato.

9
BÀSILA=tosta. Facci i Bàsila=faccia tosta.
BASIRICÒ-basilico.
BASTARDUNI-fico d'India.
BASTUNI-bastoni nel giuoco delle carte.
BATTAGGHIU-battocchio della campana.
BAULLU-bàule.
BIANCUMANCIARI-gelatina di mandorle.
BIDDÌCCIU-bellino.
BIDDIZZA-bellezza.
BINIGNÀRISI-degnarsi.
BINIRICHI-buon pro (ti faccia).
BIRRITTA-berretto (da notte).
BOLLUATA-buona levata.
BOMMINUTA-benvenuta.
BOMPRURÀCCIU!-buon appetito.
BONARMA-buon'anima.
BRÀCIA-brace.Ognunu tira Bràcia o sa cudduruni=Ognuno pensa al proprio interesse.
BRECCIULINU-pietrisco.
BRUCCETTA-forchetta.
BRUCCULUNI-grosso broccolo, credulone.
BRUÒCCULU-cavolfiore.
BRUORU-brodo.
BRURÀCCIU-brodo di pessima fattura.
BRUURATURA-abbeveratoio.
BUA-male (per i bambini).
BUCALI-vaso di vetro o terracotta (per bevande).
BUCCITEDDA-contenitore di vetro.
BUDDA-grosso foruncolo.
BUFFA-rana,rospo.
BUFFAZZA-ceffone.
BUFFETTA-tavola.Nun ammuttamu a Buffetta=Cerchiamo di non esagerare.
BUFFINIARI-canzonare, imitare.
BUFFITTINU-tavolino.
BÙMMULU-bombola del gas.
BUNACA-giacca.
BURRÀCCIA-fiasca da viaggio.
BURRITTUNI-grosso berretto, epiteto confidenziale.
BUSILLIS-difficoltà.'Ccà sta u Busillis=Qui è la difficoltà.
BÙSSOLA-elegante porta interna.
BUTTIGGHIA-bottiglia.
BUTTUNI-bottone.

C
CABBELLA-prezzo pagato dal fittavolo per l'uso di un fondo agricolo.
CABBILLUOTU-fittavolo.
CACANIRU-l'ultimo nato.
CACARIDDIUSU-persona che ha paura di tutto.
CACATÌCCIU-arroganza ridicola.
CACAZZINA-ciò che troviamo sugli occhi al mattino appena svegli.
CACAZZU-grande paura.
CACCARAZZU-uccellaccio.
CACUÒCCILA-carciofo.
CADDU-callo.
CADDUOZZU-pezzo di salsiccia.

10
CAFISIARI-scherzare, fare o dire cose leggere.
CAFISU-misura per olio.
CAFUDDARI-picchiare, percuotere.
CAFUNI-zoticone.
CÀGGHIA-gabbia.
CAGNULIEDDU-cagnolino.
CAGNUOLU-cagnolino, sostegno di balcone.
CAICCU-prepotente.
CALAMARU-calamaio.
CALARI-abbassare, scendere, buttar giù la pasta.
CALATA-discesa.
CÀLIA-ceci abbrustoliti.
CALIARI-abbrustolire, indurirsi.
CAMELLA-tegamino dei soldati.
CÀMILA (ICEDDA)-febbriciattola.
CÀMMIRA-camera.
CAMMISA-camicia.
CAMMUSANTU-cimitero.
CAMPA-bruco che si nutre di vegetali o di stoffe.
CAMPAGNUOLU-chi lavora in campagna (dispregiativo).
CAMPANEDDA-campanella.
CAMPANIATA-lungo suono di campane.
CAMPIERI-custode dei campi.
CÀMULA-insetto che rode legno,libri,stoffe.
CAMULIATU-roso da insetti.
CAMURRIA-atteggiamento noioso ripetuto.
CANALATA-grondaia.
CANAPÈ-cassa per la biancheria.
CANCIANTI-tessuto che cambia colore.
CANCIARI-cambiare.
CÀNCIU-cambio.
CANÌGGHIA-crusca.
CANIGGHIULA-forfora.
CANNALORA-Candelora (ricorrenza religiosa).
CANNARUOZZU-esofago.Cannaruozzu i stuala=chi urla a più non posso.
CANNARUZZEDDA-tipo di pasta corta e cilindrica.
CANNATA-vaso sottile usato per bere.
CANNAUSA-seme della canapa.
CANNEDDA-cannella.
CANNILA-candela. Tèniri a Cannila=rimanere gabbato.
CANNILIERI-candelabro. Tèniri u Cannilieri=come sopra.
CANNÌSCIU-canestro.
CANNIZZU-contenitore di vimini cilindrico per grano.
CANNUCCIALI-binocolo, cannocchiale.
CANNUOLU-cannolo, boccolo dei capelli.
CANTARANU-cassettiera. Anche persona molto grossa.
CANTARU-antica misura di peso.
CANTIDDU-cantuccio.
CANTUNERA-incrocio.
CANZIARI-mettere da parte.
CANZU-lett.=cantone. Mettiri u pani o Canzu=porre a lievitare l'impasto per il pane.
CAP'ABBIENTU-nodo che permette di ottenere il giusto equilibrio dell'aquilone.
CAPARRA-pagamento di un acconto per assicurarsi il completamento di un commercio.
CAPÌCCIU-capezzolo.
CAPIDDI R'ÀNCILU-pasta sottilissima.

11
CAPIMIENTU-inizio, motivo.
CAPISTRU-fune adoperata per legare gli animali.
CAPITARI-arrivare, giungere, accadere, cogliere di sorpresa.
CAPITIEDDU-parte terminale di una colonna.
CAPIZZU-testa del letto.
CAPIZZUNI-cavezza, fune per legare gli animali.
CAPPIDDINA-allodola, ragazza civettuola.
CAPPIEDDU-cappello.
CAPPILLETTU-tappo che chiude la valvola della ruota di una bicicletta.
CAPPULIARI-tagliuzzare, sbriciolare.
CAPPULIATU-pomodoro tagliuzzato e asciugato al sole.
CAPUNI-cappone.
CAPUTA-contenitore di qualsiasi genere.
CAPUZZIELLU-capo di un gruppo di giovinastri.
CARABBÙBBILU-grosso calabrone.
CARAVIGGHIARU-chi vende a prezzi troppo alti.
CARCAGNATA-pedata, calcio.
CARCAGNU-tallone.
CARCARA-fornace che produce la calce.
CARDACIA-affanno, preoccupazione.
CARDACIÀRISI-affannarsi, preoccuparsi.
CARDEDDA-verdura spontanea commestibile.
CARDIDDU-cardellino.
CARDUNI-duro di comprendonio. Cardo.
CARNALUARI-carnevale. Persona alta e tonta.
CARPÀGGHIU-piantina o gemma per innesti.
CARPARI-aggredire, attecchire (innesto riuscito).
CARPÀRISI-azzuffarsi.
CARRATIEDDU-botticina lunga e stretta.
CARRETTU-carro agricolo.
CARRIARI-trasportare.
CARRIATINA-trasporto. Anche prezzo del trasporto.
CARRICARI-caricare, montare in collera.
CARRINU-carlino (vecchia moneta).
CÀRRIRI-cadere.
CARRITTARIA-carretteria (luogo dove si ripone il carro).
CARRITTIERI-carrettiere (colui che guida il carro).
CARRUBBA-carruba (C. latini o ghiubbiliani).
CARRUÒCCILU-piattaforma provvista di ruote usata dai ragazzi per correre in discesa.
CARRUZZIATA-gita in carrozza.
CARTARU-chi dà le carte al giuoco.
CARTATA-una certa quantità di qualcosa.
CARU-cado. Caro (sia d'affetto che come prezzo alto).
CARUSIEDDU-salvadenaio di terracotta.
CARUSU-ragazzo.
CARUTU-caduto.
CASALINU-casa diroccata.
CÀSCIA-cassa di legno.
CASCIABBANCU-cassapanca (usata per il corredo).
CASCITTINA-cassettina.
CASCIUOLU-cassetto. Fari u Casciuolu=andare avanti e indietro.
CASEDDA-valvola del cuore. Mi sciu a Casedda o cori=mi sono spaventato tanto.
CASICAVADDU-caciocavallo.
CASIÈNTULU-lombrico.
CASOLA-fagioli.

12
CASSATEDDA-tortina di ricotta (tipico di Pasqua).
CASSINA-tapparella.
CASTIARI-punire, castigare, maledire.
CASTIU-castigo, maledizione, punizione.
CASULEDDA-fagiolini.
CASULIARI-andare per casa senza alcuna utilità.
CATALETTU-lettuccio per il trasporto delle salme. Il 4 nel giuoco del 7 e 1/2.
CATAPÀSIMA-impiastro di erbe medicinali.
CATERNI-traffici strani o misteriosi.
CATINAZZI-ossa del collo.
CATINAZZU-lucchetto.
CATIRNIUSU-che va trafficando sempre per qualcosa.
CATTAULINA-carta sottile e trasparente.
CATTIVU-vedovo.
CATTOCCIU-involto che contiene la carica del fucile
CATTUCCERA-striscia di cuoio usata per riporre le cartucce.
CAUCINA-calce.
CAUCINAZZU-calcinaccio.
CÀUCIU-calcio, pedata.
CÀULU-cavolo.
CAURIARI-scaldare, arrabbiarsi.
CAURIATA-scaldata, arrabbiata, calda (sessuale).
CÀURU-caldo.
CÀUSI-pantaloni. Causi i sutta=mutande.
CAUSUDDI CUTTI-pantaloncini.
CAUTALÀRISI-riguardarsi, assicurarsi.
CAVA-burrone.
CAVADDU-cavallo.
CAVAGNA-recipiente cilindrico di canne per ricotta.
CAVALLITTU-trespolo.
CAVATIEDDI-pasta fatta in casa (simile a gnocchi).
CAVÌGGHIA-traversina per sedie.
CAVITTUNI-gavettone (scherzo goliardico).
CAZZALORA-pentolino.
CAZZARATU-carcerato. Cu frisca è Cazzaratu e cu nun frisca è Cazzaratu= Chi fischia è
carcerato e chi non fischia è carcerato.
CAZZETTU-dicesi di uomo piccolo ma presuntuoso.
CAZZIATA-rimprovero brusco ed inappellabile.
CAZZICATÙMMILA-capriola.
CÀZZIRA-carcere.
CAZZUOTTU-pugno.
CAZZUTTIATA-violento litigio.
'CCA/'CCANI-qua.
'CCIPPU-ceppo, parte di tronco usato per sedersi.
'CCITTERA-patta dei calzoni.
'CCIU/'CCIUI-più, oramai.
CÈNNIRI-separare la farina dalla crusca o, comunque, la grana grossa da quella sottile.
CHECCU-balbuziente.
CHICCHIARI-balbettare.
CHIDDU-quello.
CHIFFARI-faccenda da sbrigare. Aviri Chiffari=dover sbrigare qualche faccenda.
CHINNICINA-quindicina.
CHISSI-voce per cacciar via un gatto.
CHISSU-codesto.
CHISTU-questo.

13
CIACCARA-fiaccola di arbusti resinosi.
CIACCARI-lesionare, spaccare.
CIACCAZZA-spaccatura, fessura, lesione.
CIACCIARETTA-spiccata loquacità.
CIACCIARUNI-chiaccherone.
CIÀCCIRA-chiacchera.
CIÀIA-piaga. A Ciàia ro schinu u sceccu=una piaga del tutto inventata.
CIÀITA-discorso, rimanere a chiacchierare tra amici.
CIANA-piana, pianura.
CIANARI-salire, essere eletto.
CIANATA-salita.
CIANCIANA-campana, carica onorifica.
CIÀNCIRI-piangere.
CIANCIULINU-piagnone.
CIANCU-fianco.
CIANTA-palmo della mano.Teniri 'Ncianta i manu=tenere qualcuno in grande
considerazione.
CIANTAPIERI-millepiedi.
CIANTARI-piantare.
CIANTEDDA-cuoio di tramezza della scarpa.
CIANTIMI-piantina o seme da trapiantare.
CIANTU-pianto.
CIANU-luogo pianeggiante.
CIANUOZZU-pialla.
CIANUZZIARI-piallare.
CIAPPEDDA-sasso piatto usato per i giuochi.
CIÀPPIRI-capperi.
CIARAMIRA-tegola.
CIARANZANA-chiarore successivo alla pioggia.
CIARÀULU-guaritore.
CIARMARI-guarire uno con intervento stregonesco.
CIARMU-intervento del guaritore.
CIARMULIUNI-chiacchericcio.
CIARURA-chiarore.
CIATATINA-fiato corto dopo una corsa.
CIATIARI-fiatare.
CIATTIDDA-piattola (usato anche nel senso di persona particolarmente noiosa).
CIATTU-superficie piatta.
CIÀULA-uccello notturno.
CIAURIARI-odorare.
CIAURIEDDU-capretto.
CIÀURU-odore.
CIAURURA-odori.
CIAVI-chiave.
CIAVINU-chiave piccola.
CIAZZA-piazza.
CICCA-chierica del prete.
CICCARI-cercare.
CICCI-voce usata per indicare un dolce ai bambini.
CÌCHIRA-tazzina da caffè.
CÌCIRU-cece.
CICUÒRIA-cicoria (verdura commestibile).
CIENTUPEDDI-parte delle interiora dei bovini.
CIERRU-ciocca di capelli. 'Bbuonu ci l'avi 'nfirricciatu u Cierru u pilu=gran furbacchione.
CIÈUSA-frutto del gelso.

14
CIGNA-cintura. Strinciri a Cigna=diminuire le spese.
CINA-piena di un fiume. Caliti juncu ca passa la Cina=assecondare la piena che passa.
CÌNNIRI-cenere.
CINTA/CINTU-cintura.
CINU-pieno, ripieno.
CIOCCA-chioccia, fiocco. A Ciocca 'nmienzu e puddicini=dicesi di donna attorniata da
ragazze.
CIÒCIU-chi ha difetti di pronuncia.
CIOLLA-jolly delle carte.
CIÒVIRI-piovere. 'Nto vagnatu ci Ciovi=piove sul bagnato.
CIPUDDA-cipolla, tipo di callo dei piedi.
CIRIVIEDDU-cervello.
CISCA-vaso per il latte.
CITRIGNU-sodo e consistente.
CITRUOLU-cetriolo, persona lunga e un po' sciocca.
CIUCCETTU-tettarella per neonati.
CIUCIALLU-chi ha difetti di pronuncia.
CIUCIULIARI-bisbigliare.
CIUCIULÌU-bisbiglio.
CIUFFU-capelli sopra la fronte.
CIUMI-fiume. U Ciumi tira petri=tutto va male.
CIUMMU-piombo.
CIUNCU-paralitico.
CIUOU-chiodo.
CIURI-fiore.
CIURI I UMIDDA-camomilla.
CIURMA-gruppo di persone ingaggiate per un lavoro.
CIUSA-appezzamento di terreno.
CIUSCIALUORU-attrezzo per soffiare sul fuoco.
CIUSCIARI-soffiare.
CIUSCIUNI-soffio.
CIUSU-chiuso.
CIUVIDDICHIARI-piovigginare.
CIVARI-imboccare.
CIVU-porzione di cibo molto piccola.
CODDA-corda, colla (con "d" gutturale).
COFFA-borsa per la spesa, donna grassa.
CÒGGHIRI-raccogliere.
CÒLLIRA-collera,arrabbiatura.
COMU-come.
CONCA-braciere, piccolo fosso per irrigare le piante. Assittati a Conca=seduti intorno al
braciere (come si faceva una volta).
CONZA-condimento, miscuglio.
COPPI-coppe (segno delle carte da gioco).
CORI-cuore.
COSTA-rupe.
CÒCIRI-cuocere, cucinare. Lassulu Còciri 'nto sa bruoru=lascia che si calmi da solo.
CRAPA-capra.
CRASTU-caprone.
CRASTUNI-grossa lumaca.
CRAUNARU-carbonaio.
CRAÙNCIU-foruncolo grosso.
CRIANZA-educazione.
CRIATU-servo.
CRIATURA-neonato.

15
CRIÈSIA-chiesa.
CRINU-vegetale utile per riempire materassi.
CRISTIANU-uomo.
CRITA-creta, argilla.
CRIU-staccio per separare la grana grossa dalla sottile (es.:la farina dalla crusca).
CRUÀCCIA-corvo grosso.
CRUCI-croce. A vera Cruci=altarino al culmine della via Cavour.
CRUCIFIARI-tormentare, rendere impossibile la vita.
CRUEDDA-grande cesta di vimini, donna grassa.
CRUNA-coroncina per il rosario.
CRUOCCU-gancio.
CRURU-crudo.
CRUSPEDDA-frittella (tipico dolce di Natale).
CRUSTA-crosta.
CU-chi.
CUA-il covare degli uccelli.
CUARI-covare.
CUCCA-uccello notturno,jettatore. Fora i Cucchi=via di qua gli iettatori.
CUCCÀRISI-andare a letto.
CUCCIARU-cucchiaio.
CUCCIUTU-testardo.
CUCCÌA-grano lessato ed addolcito.
CUCCUMIEDDU-poggiato sui calcagni.
CUCÌULU-detto di legume di facile cottura.
CUCUZZA-zucca, testa dura.
CUCUZZUNI-calvo, testone (amich.).
CUDDANA-museruola per animali, collana.
CUDDARU-collare.
CUDDEDDA-nastrino intrecciato.
CUDDURA-pane di forma circolare con foro centrale.
CUDDURUNI-impasto (tipo pizza) cotto in forno senza usare condimenti di alcun genere.
CUETU-calmo, quieto.
CUFFITEDDA-piccola borsa di vimini.
CUFINU-canestro di vimini.
CUGNATA-cognata, ascia.
CUGNINTURA-occasione, possibilità.
CUGNU-cuneo.
CUITÀRISI-tranquillizzarsi.
CULARI-sgocciolare, filtrare.
CULASASSA-attrezzo usato per ottenere la passata di pomodoro.
CULÒRIVA-colubro (serpente di cui tanti parlano ma che pochi possono dire di aver visto).
CULUMBRINA-ragazzetta un po' troppo vispa.
CULUNNETTA-mobiletto da angolo.
CUMACCA-combriccola.
CUMMA-gomma.
CUMMARI-comare.
CUMMÀTTIRI-combattere, occuparsi.
CUMMENTU-convento.
CUMMIÈDDIA-aquilone.
CUMMIGGHIARI-coprire.
CUMMINARI-combinare, mettere insieme, coordinare.
CUMMINAZIONI-combinazione, caso.
CUMMINIENZA-convenienza.
CUMMUÒGGHIU-coperchio.
CUMPANAGGHIARI-soddisfarsi col poco che si ha.

16
CUMPANÀGGHIU-companatico.
CUMPARI-compare.
CUMPARIATA-divenire compari.
CUMPLOTU-complotto, tradimento.
CUMPRAMISU-compromesso.
CUMPRIMIENTU-regalo, dono.
CUNCIÈTTILA-lucertola.
CUNCULINA-piccolo braciere.
CUNÌGGHIU-coniglio, capitombolo. Pigghiau 'Ncunigghiu=È caduto rovinosamente.
CÙNSULU-consòlo (tipico pranzo offerto ai familiari di un defunto di cui si sono appena
svolti i funerali.
CUNSUNTU-chi si spegne lentamente per malattia.
CUNTARI-contare, raccontare.
CUNTRAGGÈNIU-malavoglia.
CUNTRAPIGGHIÀRISI-bisticciare, contrapporsi.
CUNTRAPPISU-peso che si contrappone ad un altro per bilanciarne la portata.
CUNTU-racconto, favola.
CUNZARI-aggiustare, preparare, apparecchiare, condire.
CUNZATU-apparecchiato, aggiustato, condito.
CUNZINNARI-consegnare.
CUÒCCIU-foruncolo.
CUODDU-collo.
CUÒPPILA-berretto.
CUOPPU-aggeggio usato per raccogliere fichidindia.
CUÒRIU-cuoio.
CUÒRIVU-corvo.
CUOZZU-parte posteriore di una cosa, elevazione del terreno (collinetta).
CUPETTA-coperta.
CUPIÈCCIU-coperchio.
CUPPINU-mestolo.
CUPPUTU-concavo. Piattu Cupputu=piatto fondo.
CURA-coda, cura medica.
CURADDU-corallo, perline.
CURADDUZZU-tipo di pasta piccola e cilindrica.
CURCHITTU-gancetto formato di due parti che si incastrano una nell'altra.
CURMA-completamente pieno. Inciutu a Curma=riempito completamente.
CUROZZA-teschio.
CURRI-CURRI-fuggi-fuggi, in fretta e furia.
CURRIA-cintura.
CURRIÒLA-cassa per la biancheria di ampie dimensioni ma di altezza limitata per far si che
potesse stare sotto il letto.
CURRIU-rancore covato.
CÙRRULA-carrucola.
CURRULIDDA-dicesi di chi è veloce come una piccola carrucola.
CURUZZU-cuoricino (appellativo usato per i bambini)
CÙSIRI-cucire.
CUSITINA-il lavoro di cucitura (ed anche il relativo prezzo da pagare).
CUSSA-corsa.
CUSTANA-piaga.
CUSTICIEDDU-costicina.
CUSTIONI-questione, litigio.
CUSTUNIARI-questionare, litigare.
CUSTURA-cucitura, fessura.
CUSUTU-cucito.
CUSUZZA-cosina, cosa di poco conto.

17
CUTÌCCIA-sasso arrotondato dal fiume.
CUTICCIUNI-grosso sasso.
CUTIDDATA-coltellata.
CUTIEDDU-coltello.
CÙTIMI-cotenna del maiale. Favi cu'a Cùtimi=fave con le cotiche.
CUTRA-coltre, coperta, anche pena o preoccupazione.
CUTTIGGHIARA-abitante del vicolo; in gen.:donna che eccede in schiamazzi e litigi.
CUTTÌGGHIU-vicolo.
CUTTU-corto, basso.
CUTTULIDDU-persona bassina.
CUTTUNI-cotone. Sutta o liettu ra 'zza Mattia a dinucciuni Cuttuni cugghia=sotto il letto di
zia Mattia in ginocchio raccoglieva cotone (celebre scioglilingua).
CUTTUNINA-coperta pesante ripiena di bambagia.
CUTTURIARI-non lasciare in pace fin quando non si ottiene quanto voluto.
CUTUGNU-mela cotogna, amarezza, groppo in gola.

DAMMUSU-stanza seminterrata usata generalmente come magazzino.


DANNUSU-dannoso. Dicesi di ragazzino particolarmente discolo.
'DDA/'DDANI-là.
'DDABBANNA-dall'altra parte. 'Ddabbanna mari=lontano.
'DDARINTRA-li dentro, nella zona retrostante della casa.
'DDOPPU-dopo.
'DDUI-due.
'DDUOCU-lì.
'DDÙPPIU-doppio.
DÈBBITU-debito, riconoscenza.
DÈBBULI-debole. Ci canusci u Dèbbuli=conosce i punti più vulnerabili di una persona.
DINISCANZI-Dio non voglia.
DISIARI-desiderare.
DIVUZIONI-devozione, preghiera.
DÒMINA-medaglia, macchia sul vestito.
DUMANNARI-domandare, chiedere l'elemosina.

ÈNNIRU-genero. Nunn'appi figghi e appi a ciànciri Ènniri=non ho avuto figli e mi tocca


piangere per i generi.
ÈRIVA-erba. Èriva i vientu=parietaria.
ERRI-regola. Peddiri l'Erri=andar fuori dai gangheri.

FACCI-volto, viso, faccia. Facci i 'bbuttana=faccia tosta, impertinente.


FACCIPROVA-testimonianza, confronto.
FACCIUOLU-falso, ingannevole.
18
FACENNA-faccenda, affare.
FAIDDA-favilla, scintilla.
FANATICARÌA-eleganza.
FANÀTICU-elegante.
FANELLA-maglia intima.
FANGU-fango, melma.
FANTÀSIMA-fantasma, spettro.
FARA-aria calda prodotta dal forno.
FASCIA I CUODDU-sciarpa.
FÀSCIU-insieme di cose legate.
FASELLU-piselli.
FASTIDDIARI-recare fastidio.
FASTIDDIUSU-noioso.
FATTURA-stregoneria.
FATTURI-amministratore di azienda agricola.
FAU-faggio.
FÀUCI-falce.
FÀURA-parte anteriore del vestito femminile dalla cintola in giù (usato come contenitore).
FÀUSU-ombroso. Cavaddu Fausu=cavallo ombroso.
FAVINUEDDI-fave novelle.
FEDDA-fetta. Muluni i Fedda=melone.
FELI-fiele, odio.
FERA-mercato.
FESI-piccone.
FÈTIRI-puzzare, imputridire.
FICHITIEDDU-fegatino .Ogni Fichitieddu i musca è sustanza=ogni piccola porzione di cibo
vale la pena di mangiarla.
FICUPALA-fico d'india.
FIDDIARI-affettare.
FIDDUZZA-fettina.
FIÈJU-feudo, tenuta.
FIERRU I PASSARI-ferro da stiro.
FIERRU RA POTTA-paletto per chiudere la porta.
FIETU-puzza.
FIGGHIALORA-prolifica.
FIGGHIASCIU-figliastro.
FIGGHIU-figlio.
FILECCIA-fionda.
FILÌNIA-ragnatela.
FIMMINARU-donnaiolo.
FINÀITA-confine della proprietà.
FINÈSCIA-finestra.
FINUÒCCIU-finocchio.
FIRI-fede. E cu vera Firi nui lu ciamamu: primu 'Ddiu e san Mastianu = con vera fede noi lo
invochiamo: il più grande è Dio ma subito dopo viene san Sebastiano (così grida- no i "nuri").
FIRRARU-fabbro.
FISSARIA-sbaglio, errore, sciocchezza.
FISTINU-festa da ballo. Anche confusione o baccano: e picchì mi stai faciennu sti tri uri i
Fistinu? = perchè fai tutto questo baccano?
FITENTI-puzzolente. Cu paia prima mancia pisci Fitenti=chi paga in anticipo viene
malservito.
FITÌCCIA-(v. Cutìccia) sasso levigato usato per alcuni giuochi.
FITINZIA-sudiciume.
FITUSU-fetido.
FODDI-folle, matto.

19
FONTA-fonte, sorgente.
FOTTI-forte.
FRABBICA-muro, parete, fabbrica.
FRACCATA-un gran quantità. Ci resi na Fraccata i lignati = gli diede un sacco di botte.
FRACCU-secco, smilzo.
FRÀCITU-fradicio, infracidito. Ci l'agghiu Fràcitu 'nta testa=conosco perfettamente il tutto.
FRANCISETTA-cardine, cerniera.
FRANCU-gratis. Francu e macinatu=facilissimo, senza alcuna difficoltà.
FRASCIAMI-frasche e sterpaglia ingarbugliata.
FRATÀSCIU-fratellastro.
FRATI-fratello.
FRATTINA-quantità di cespugli intrigati.
FRAZZATA-coperta grossolana, di fibra rozza.
FREVI-febbre. Frevi manciuna=malessere inventato.
FRIDDU-freddo.
FRIDDUSU-che porta freddo. Vientu friddusu=vento di tramontana.
FRIENU-fieno.
FRIJUTU-fritto.
FRINZA-frangia. Frinza scilanzichiata=bordo sfrangiato.
FRISCANZANA-aria fresca e pungente.
FRISCARI-fischiare.
FRISCU-sibilo emesso con le labbra; fresco (clima).
FRISIÀRISI-acconciarsi per la festa.
FRIUTINA-frittura.
FRIVARU-febbraio.
FRIVICEDDA-febbriciattola.
FRÌIRI-friggere.
FRUMMAGGHI-formaggio.
FRUMMARI-chiudere, serrare la porta.
FRUMMATURA-serratura.
FRUMMÌCULA-formica. A passu i Frummìcula=molto lentamente.
FRUMMIENTU-grano, frumento. Acqua e vientu fa Frummientu, acqua e suli fa lauri=acqua
e vento e sole per fare un buon raccolto.
FRUMMIERI-letame.
FRUNTI-fronte. Iri o Frunti=andare al fronte (militare)
FRUSTA-scenata, litigata con urla e strepiti. Ci fici na Frusta=fece una grande scenata.
FRUSTARI-svergognare.
FRUSTATU-svergognato, sfrontato, senza vergogna.
FRUSTIERI-forestiero. Paisi Frustieri=ogni luogo abitato, fuorchè Canicattini.
FUCCEDDA-forcella.
FUCUNIEDDU-contenitore di metallo usato per il fuoco.
FUDDA-folla, calca.
FUDDARIGNU-pazzarellone.
FUFFICIARI-tagliare, sparlare, spettegolare.
FÙIRI-fuggire.
FUIRISINNI-fuggire per amore.
FUITINA-fuga d'amore.
FUIUTU-chi è "fuggito" per amore.
FUMALUORU-fumaiolo.
FUMULIZZU-tipiche esalazioni di legna bruciata.
FUMUSU-borioso, con la puzza sotto il naso.
FÙNCIA-muso lungo, broncio, fungo. Picchì sta Fùncia?=perchè questo broncio?
FUNCIUTU-chi ha grosse labbra carnose.
FUNNACELLA-fornello.
FUNNARIGGHI-resti, rimanenze.

20
FUNNARU-fornaio.
FUNNATA-la quantità di pane che sta nel forno.
FÙNNICU-fondaco, alloggio per viandanti.
FUNNU-forno.
FUNNUTU-profondo.
FUÒFFICIA-forbice.
FUÒGGHIU-foglio.
FURNICÌA-pensiero, sollecitudine, grattacapo.
FURNICIUSU-chi ha gran sollecitudine per ogni cosa.
FURRIARI-girare.
FURRIUNI-giramento. Furriuni i testa=vertigine.
FUTTUNA-fortuna. Futtuna ci voli 'nta vita=nella vita ci vuole fortuna.
FUURA-figura. Chi Fuura mi fai fari=che figura mi fai fare.

GESSUMINU-gelsomino.
'GGHENTI-gente. Chi puonu riri i 'Gghenti?=che ne dirà la gente?
'GGHIACCIU-ghiaccio.
'GGHIANNA-ghianda.
'GGHIARNU-giallo.
'GGHIARNUMI-giallognolo.
'GGHIARNUSU-pallido e smunto.
'GGHIARRA-giara, grande contenitore di terracotta.
'GGHIÈBBIA-grande vasca di raccolta per acqua.
'GGHIGGHIULENA-dolce a base di semi di sesamo.
'GGHILECCU-gilè, panciotto.
'GGHILUSIA-gelosia.
'GGHILUSIÀRISI-ingelosirsi.
'GGHILUSU-geloso. L'omu 'Gghilusu mori cunnutu=l'uomo geloso muore cornuto.
'GGHINISI-carbone finemente sminuzzato.
'GGHINTUZZI-gente di poco conto.
'GGHIOTTA-piatto tipico a base di ortaggi.
'GGHIÒMMIRU-gomitolo.
'GGHISIERI-ventricolo del pollo.
'GGHIUFÀ-popolare figura di popolano.
'GGHIUMMU-fiocco.
'GGHIURÌZZIU-giudizio, senno. 'Gghiurizziu campa casa=chi agisce con giudizio porta
avanti la famiglia.
'GGHIUSTU-giusto.
GIAFALATA-schiaffo, sberla.
GIANCATA-marciapiede.
GIARDINU-agrumeto. Abbruurari u Giardinu=irrigare le piante dell'agrumeto.
GIUGNIETTU-luglio.
GIUGNU-giugno.
GNACITIRI-divenire agre, andare a male. Dicesi anche dei rapporti incrinati tra persone.
GNAMITARI-inamidare.
GNEGNU-ingegno, capacità di giudizio.
GNILARI-gelare (i denti).
GNISSARI-ingessare.
GNISTARIEI-smorfie e piagnistei da bambini viziati.
GNISTUSU-chi si lamenta e piagnucola continuamente.
GNOGNU-ignaro, gnorri.

21
GNUNARI-riporre in un cantuccio.
GNUNI-cantuccio.
GNUÒCCHILI-dolci di pasta sottile fritta nell'olio.
GNURANTI-ignorante.
GNURANZA-ignoranza.
GNURI-cocchiere, conducente, autista.
GNUTTICARI-ripiegare.
GRENITA-granita.

IARUOZZU-misura di quantità per granaglie.


IARZUNI-garzone.
IDDA-ella, essa.
IDDU-egli, esso.
IELU-gelo.
IENCU-vitello.
ILATA-gelata.
ILATINA-gelatina, brodo di maiale rappreso.
IMENTA-giumenta.
IMMIRUTU-gobbo. U Immirutu 'nmienzu a via u sa immu nun su viria=il gobbo non vede la
sua malformazione.
IMMU-gobba.
INA-avena.
ÌNCIRI-riempire, imbottire, mettere su qualcuno contro altri.
INCIUTU-pieno.
INIZZA-vitella.
INNARU-gennaio.
IPPUNI-busto.
IRI-andare.
ISSU-gesso.
ITALI-ditale.
ITTARI-buttare, gettare, germogliare.
ITTATURA-malocchio.
ITU-dito.
IUTU-andato.

JABBARI-gabbare, ingannare.
JABBU-beffa. Farisi Jabbu=rimanere impressionati da qualcosa in modo tale da esserne
condizionati.
JADDINA-gallina.
JADDINARU-pollaio.
JADDU-gallo.
JADDUZZU-polletto, giovane bullo.
JALERA-galera, prigione.
JALÒFIRU-garofano.
JAMIDDU-cammello. Cuoddu i Jamiddu=collo lungo.
JÀMMURU-gambero.
JANCA-molare. Ruluri i Janca=mal di denti.
22
JANCU-bianco.
JANCULARA-mascella.
JANCURA-biancore.
JÀRDIRI-bruciare, scaldare il forno.
JÀRIU-agre.
JARZIARI-incaponirsi, inferocirsi, arrabbiarsi.
JASTIMA-imprecazione, maledizione.
JASTIMARI-desiderare male a qualcuno.
JATTALUORU-buca per il gatto in basso alla porta.
JATTU-gatto.
JAUSARI-conservare.
JAUTU-alto.
JAZZU-letto malacconcio.
JENNU-JENNU-mano a mano. Jennu-jennu s'agghiusta=piano piano si sistema tutto.
JÒVIRI-giovedì.
JOVIRIRIA-giovedì.
JUCALUORU-chi pensa solo al giuoco.
JUCARI-giocare.
JUCATA-giocata. Aspittari a mala Jucata=sperare nella altrui imperizia.
JUCATURI-giocatore. Jucaturi nun jucari pieddi u tiempu e li inari=Giocatore non giocare
sennò perdi sia il tempo che i soldi.
JÙNCIRI-unire, accrescere, aggiungere.
JUNCU-giunco.
JUNTA-aggiunta, accrescimento.
JUOCU-giuoco. Juocu-fuocu=fuochi d'artificio.
JUORNU-giorno.
JÙRICI-giudice. Parra quantu un Jùrici poviru=parla quanto un giudice povero (che non sa che dire)
JURNATA-giornata. Travagghiari a 'Gghiurnata=fare un lavoro che verrà remunerato a
giornata.
JURNATARU-operaio giornaliero.
JUTU-andato.

LABBRUTU-chi ha grosse labbra.


LAMPA-lume ad olio.
LAMPIARI-lampeggiare.
LAMPU-lampo, baleno, fulmine. Lampi e trona=lampi e tuoni.
LANCATA-ampia falcata, passo lungo.
LANNA-latta, contenitore di sottile metallo.
LANNARU-chi produce oggetti di latta.
LANZIARI-lacerare, graffiare.
LANZISI-stipite.
LANZIUNI-graffio.
LAPA-ape.
LAPPAZZA-sorta di avvoltoio nostrano.
LAPUNI-grosso insetto, moscone.
LÀRICU-largo, posto.
LÀRIU-brutto.
LARMA-lacrima.
LASSARI-lasciare.
LATINU-chiaro, schietto. Parrari Latinu=parlar chiaro.
LATRU-ladro.
LATTARARU-lattaio.

23
LAURARI-arare.
LÀUSU-merito o demerito.
LAÙRI-grano. Laurieddu=erbetta di frumento.
LAVANNARA-lavandaia, donna che grida per ogni cosa.
LAVANNU-clistere.
LAZZU-laccio, cordicella.
LÈGGHIRI-lèggere.
LESU-pazzo, matto. Sciri Lesu=uscire di senno.
LIAMA-cespugli filiformi che, intrecciati, vengono utilizzati come rudimentali corde.
LIBBRU-libro.
LICCARDIEI-golosità.
LICCU-goloso.
LIEBBRU-lepre.
LIÈGGHIU-leggero.
LIÈRI-pigione, costo dell'affitto.
LIÈSINA-lèsina da calzolaio.
LIETTU-letto.
LIGNATI-botte, busse, bastonate.
LIGNU-legno. Lignu tuottu=scavezzacollo.
LÌMPIA-inquietudine, prurito.
LIMUÒSINA-elemosina. U pòviru 'nn'avìa e limuòsina facìa=il povero senza soldi faceva
elemosine (che non poteva certo permettersi).
LINGUTU-linguacciuto, impertinente.
LÌNINA-uovo di pidocchio.
LINTÌCCIA-lenticchia.
LINTINI-lentiggini.
LINUSA-seme di lino. Catapasima i Linusa=noto medicamento usato spesso in caso di
bronchite.
LINZUOLU-lenzuolo.
LIPPU-muschio, lichene.
LISCIUNI-varecchina.
LISCÌA-acqua bollita con cenere per il bucato.
LITI-lite, ricorso alla magistratura.
LITICANTI-chi litiga spesso.
LITTRA-lettera.
LIVIEDDU-livella.
'LLOLLU-sciocco,stupidotto.
LUARI-levare, togliere.
LUATINA-fermento per il pane, lievito.
LUATU-lievito per il pane.
LUDDÌA-sporcizia, lordume.
LUDDU-sudicio, sporco.
LUMARRA-fango.
LUMARRUNI-terreno intriso di fango.
LUMÌA-limone.
LUNI-lunedì.
LUNIRÌA-lunedì.
LUONCU-lungo. Luoncu e siddiusu=prolisso e noioso.
LUPPINA-semi di lupino cotti e salati.
LUPPINARU-venditore di lupini.

24
MA-mamma.
MABBULIANU-susina, albero di susine.
MACARI-anche, ancora, pure, magari.
MACCARRUNA-pasta di forma cilindrica.
MACCARRUNEDDA-pasta cilindrica spesso fatta in casa.
MACCARRUNI-stupido, sciocco.
MACCIA-frasca, foglia, alberello.
MACCU-brodo di legumi rappreso.
MÀCHINA-macchina, automobile.
MACHINIARI-macchinare, ideare inganni.
MACIEDDU-macello.
MACININU-macinacaffè.
MAFIUSU-smargiasso, spocchioso, bello (estet.).
MÀGGHIA-maglia.
MAÌDDA-màdia, contenitore di legno usato per impastare il pane.
MAÌSCIA-signora.
MAJARA-strega, maga.
MAJARIA-stregoneria, malìa.
MAJAZZÈ-magazzino, ripostiglio.
MAJORCA-tipo di grano.
MAJU-maggio.
MALACARNI-tipaccio poco raccomandabile.
MALACCRIATU-screanzato, insolente.
MALACRIANZA-scortesia.
MALANNATA-cattiva annata (agric.).
MALANOVA-un accidenti (che ti càpiti).
MALANTRINU-malandrino.
MALAPPENA (A)-con estrema difficoltà.
MALATÌA-malattia.
MALATTIEMPU-maltempo. Bon tiempu e Malattiempu nun dura tuttu u tiempu=tutto passa.
MALLAPPÀUSU-brutto ceffo, canaglia.
MALÙMMIRA-spettro, fantasma.
MALUNFRUMMAGGHIATU-di salute cagionevole, malmesso in affari.
MALUPINSANTI-sospettoso, maligno.
MAMMILLATA-marmellata.
MAMMULINU-tipo troppo attaccato alla mamma.
MÀMMURU-marmo, làpide.
MANCA-sinistra. Ci veni ra spadda Manca=fa fatica ad essere disponibile.
MANCARUSU-mancino.
MANCHIGNU-lato esposto a nord. Contrapposto a: Suliccenti (vedi).
MANCIACIUMI-prurito.
MANCIARI-mangiare, prudere.
MANCIARIZZU-il cibo in senso un po' dispregiativo.
MANCIATA (INA)-cibarsi a crepapanza.
MANCIATURA-mangiatoia.
MANCIÙGGHIA-guadagno illecito: tangente.
MANCIUNI-mangione.
MANCU-nemmeno.
MANCUNIARISILLA-perdere tempo in cose inutili.
MANIARI-maneggiare.
MANIÀRISI-affrettarsi.
MANIATA-odore della preda, traccia, il palpeggiare.
MANÌCULA-cazzuola.
MANÌGGHIA-maniglia.
MANNARI-mandare, inviare.

25
MANNARINU-mandarino.
MANTALI-grembiule.
MANUALI-manovale.
MANZIUONNU-mezzogiorno.
MANZU-quito, mansueto, mite.
MAPPAPANI-scarafaggio.
MARAVÌGGHIA-meraviglia. Nè jabbu, nè Maravìgghia=nè beffa, nè meraviglia.
MÀRCIA-pus, putridume.
MAREDDI-verdure mangerecce dal sapore amarognolo.
MARITÀRISI-sposarsi, contrarre matrimonio.
MARRANZANU-tipico strumento musicale siciliano, arnese per intagliatori della pietra.
MARREDDA-matassa di filo.
MARRÙGGHIU-mànico di un attrezzo.
MARRUNI-cafone, villanzone, persona gretta.
MARTI-martedì.Ri vènniri e di Marti nun s'arriva e nun si parti=venerdì e martedì sono
giorni poco adatti ai viaggi.
MARTIRIA-martedì.
MARUNATU-pavimento piastrellato.
MARUNI-mattonella.
MARZU-marzo.
MASCANZUNI-mascalzone.
MASCARATU-persona mascherata, faccia tosta.
MASCARIARI-macchiare, imbrattare, sporcare.
MASCHI-botti, fuochi artificiali.
MÀSCHIRA-maschera.
MASCIDDA-guancia.
MASCIDDATA-ceffone.
MÀSCIU-maestro operaio.
MÀSCULU-maschio.
MASINÒ-altrimenti, sennò.
MASSARIA-masseria, casa di campagna.
MASSARU-agricoltore.
MASSIZZU-massiccio.
MASTRIA-perizia, maestria, costo del lavoro.
MASTRU-maestro operaio.
MATINALUORU-mattiniero.
MATINU-di buon'ora, presto.
MATRÀSCIA-matrigna.
MATRI-madre.
MATRICI-chiesa madre.
MATRIMUÒNIU-sposalizio, matrimonio.
MATTIDDINA-sorta di martello con punta e taglio.
MATTIEDDU-martello.
MÀTTILA-jolly nel gioco del 7 e 1/2.
MAZZACANI-sasso, pietra.
MAZZIMARIEDDU-venticello vorticoso prevalentemente estivo.
MÀZZIRA-peso che schiaccia gli alimenti sotto sale.
MAZZOLA-bacchetta usata per suonare il tamburo.
MAZZU-mazzo. 'Nmazzu i spàrici=un mazzo di asparagi.
MAZZUOLU-pesante martello.
'MBRIACÀRISI-ubriacarsi.
'MBRIACU-ubriaco.
'MBRIACUNI-ubriacone abituale.
'MBRUGGHIARI-imbrogliare.
'MBRUGGHIUNI-bugiardo.

26
'MBRUGGHIUSU-intrigato.
'MBRUÒGGHIU-imbroglio, truffa. 'Ccà c'è 'Mbruogghiu=qui c'è un imbroglio.
MECCI-capelli (dispregiativo). Javi quattru mecci=ha pochissimi, brutti capelli.
MÈCCIU-stoppino per lucerne.
MELI-miele.
MENZANNOTTI-mezzanotte.
MENZARÀNCIU-contenitore di rame utilizzato per far bollire il bucato, le bottiglie di
conserva ed altro.
MERRU-merlo.
MÈTTIRI-mettere, collocare.
MÈTIRI-mietere.
MIAT'IDDU-beato lui.
MIATI-beati.
MIÈGGHIU-meglio.
MIÈNNILA-mandorla. Viscotta i Miènnila=biscotti di mandorla.
MIENZU-mezzo, metà.
MIÈRCURI(RIA)-mercoledì.
MIÈRICU-medico.
MIGGHIARU-migliaio.
MILLINCIANA-melanzana.
MINCIUNARIA-dabbenaggine, sciocchezza.
MINCIUNI-balordo, sciocco.
MINÈSCIA-minestra. O ti manci sta Minèscia o ti jetti ra finèscia=o mangi la minestra o salti
dalla finestra.
MINISCIARI-scodellare la minestra.
MINNA-mammella. I Minni=il seno.
MINNALORA-biberon.
MINNEDDA-vantaggio, buona occasione.
MINNICUCCU-bacca scura e dolciastra.
MINNULATA-succo estratto dalle mandorle.
MINNULINU-mandolino.
MINNULITU-mandorleto.
MINNUTA-donna che ha grossi seni.
MÌNULA-sorta di pesciolino da fritto.
MINZANU-che sta in mezzo. Frati Minzanu=secondo di tre fratelli.
MINZOGNA-bugia.
MINZUGNARU-bugiardo.
MIRRUZZU-merluzzo.
MISCHINIARI-aver compassione di qualcuno.
MISCHINU!-poverino!
MISIRIUSU-misero, gretto.
MITATARIA-mezzadria.
MITATI-metà.
'MMALIRITTU-maledetto.
'MMARAZZI-roba, vestiti. Chi 'Mmarazzi mi miettu?=quali vestiti indosso?
'MMEDDA-cacca, merda.
'MMERI-'MMERI-zitto-zitto.
'MMIENNU-inverno.
'MMINNATA-l'intero inverno.
'MMISCAMICCI-ficcanaso, impiccione.
'MMISCARI-mescolare, impicciarsi.
'MMITARI-invitare, avvitare.
'MMITU-invito.
'MMIZZIARI-viziare.
'MMIZZIEI-vizi, smorfie.

27
'MMUCCALAPUNA-credulone.
'MMUCCATA-sberla, ceffone.
MÒCCURU-moccio, liquido che fuoriesce dal naso.
MODDA-molla, molliccia.
MÒRRIRI-morire.
MOTTI-morte.
'MPAGGHIAZZARI-gualcire, stropicciare.
'MPAJARI-attaccare l'animale al carro.
'MPALARI-impietrire, restare di sasso.
'MPANATA-focaccia ripiena.
'MPANNARI-appannare.
'MPANNATU-appannato.
'MPANNIDDIARI-indorare, abbellire.
'MPARARI-apprendere, imparare.
'MPASSULIRI-appassire.
'MPASSULUTU-appassito.
'MPASTARI-impastare.
'MPASTATA-impasto di crusca per i polli.
'MPASTU-impasto di ghiaia e calce per muratori.
'MPASTURARI-impastoiare.
'MPATACCARI-solidificarsi (tipico della pasta lasciata a raffreddarsi).
'MPIANCIATU-azzimmato, pronto ad esibirsi.
'MPICCICARI-attaccare, unire.
'MPICCICUSU-appiccicaticcio, molesto.
'MPICIATU-lento di comprendonio.
'MPILLICCIATA-impiallacciata, vestita a festa, impellicciata.
'MPÌNCIRI-inciampare.
'MPINCÌRISI-fingere di non capire o di non sentire.
'MPÌNGULU-impedimento, intoppo.
'MPINNARI-mettere le penne, diventare grande.
'MPINNATA-tettoia.
'MPINTU-malmesso in salute, sospeso.
'MPISTARI-appestare.
'MPIZZU-in punta, sull'orlo.
'MPRAZZA-in braccio.
'MPRISTARI-prestare.
'MPRISUSU-ostinato, petulante.
'MPRU-acqua (bambini).
'MPRUULAZZARI-impolverare.
'MPUPÀRISI-agghindarsi.
'MPURTUSARI-imbucare, intanare, nascondere.
'MPUSTIMARI-infettarsi.
MUCARI-ammuffire.
MUCCARUSU-chi ha il moccio al naso.
MUCILARIEI-dolci, leccornie.
MÙCIULU-chi va in cerca di leccornie.
MUDDALUORU-fontanella (dei neonati).
MUDDICA-mollica, briciola.
MUDDICUNI-parte più tenera del pane.
MUDDIZZA-lentezza.
MUDDURA-rugiada, umidità.
MUGGHERI-moglie.
MUGNU-monco, privo di una mano.
MULIETTU-cefalo.
MULINARU-mugnaio.

28
MULUNI-cocomero, anguria.
MUMMURIARI-borbottare, brontolare.
MÙNCIRI-mungere, spremere.
MUNNARI-sgusciare, eliminare la buccia.
MUNNÌU-misura di capacità e di superficie.
MUNNIZZA-spazzatura.
MUNNU-mondo.
MUNTAGNISI-montanaro.
MUNTARUOZZU-luogo rilevato, monticello.
MUNUZZARI-spezzettare.
MUNZIEDDU-cumulo, mucchio.
MUODDU-molliccio, lento.
MUOGGHIU-bagnato.
MUOSSU-boccone.
MUOTTU-morto.
MURATURI-muratore.
MURI-more, frutto del rovo.
MURROITI-emorroidi.
MURU-muro.
MURU-MURU-rasente al muro.
MURUDDA-cervello, memoria.
MUSCA-mosca.
MUSCHITTA-zanzara, moscerino.
MUSCHITTERA-zanzariera.
MUSCULIDDA-stiramento muscolare.
MÙSCUSU-pasta piccolissima tipo semolino.
MUSSIARI-storcere il muso.
MUSSICIEDDU-piccolo morso, bocconcino.
MUSSIDDU-boccuccia.
MUSSU-bocca, labbra.
MUSTACCIUNI-schiaffo, ceffone.
MUSTAZZU-baffo.
MUSURA-misura (in tutti i sensi).
MUTANNA-mutande, biancheria intima in genere.
MUTTATELLA-mortadella.
MUTTIDDA-mirtillo.
MUTU-imbuto, persona che non può parlare.
MUZZICARI-mordere.
MUZZICATU-persona che ha ricevuto un morso.
MUZZICUNI-morso, ferita procurata da un morso.
MUZZUNI-mozzicone di sigaretta, cicca.

NACA-culla.
NANFARUSU-chi parla con suono nasale a causa del raffreddore.
NÀNFIRA-costipazione.
NANÌA-tacchino.
NANNU-nonno.
NAPOCU-un poco.
NAPPA-tazza.
NASCA-naso (dispregiativo). L'avi fina a Nasca=possiede un ottimo fiuto.
NASCHIARI-fiutare, annusare.

29
NÀSCITA-il nascere, dentizione dei neonati.
NASCIUTU-nato.
NASU-naso.
NATARI-nuotare.
NATICATA-sculacciata.
'NCAGGHIARI-accalappiare, afferrare, incappare, rimanere preso in un ingranaggio.
'NCAPARRARI-accaparrare.
'NCAPPARI-incappare, incorrere.
'NCAPPUTTARI-coprirsi col cappotto.
'NCARCARI-premere, infilare a forza.
'NCARICASEDDA-caricare sulle spalle.
'NCARRICARI-incaricare.
'NCARTARI-incartare.
'NCASARI-incastrare.
'NCASTAGNARI-rendere croccante.
'NCATARRATU-chi ha voce rauca a causa del catarro.
'NCIACCU-cappio.
'NCIANU-fuori di casa.
'NCIAPPÀRISI-inzaccherarsi, sporcarsi.
'NCIENZU-incenzo.
'NCIGNARI-indossare un abito per la prima volta.
'NCIGNIERI-ingegniere.
'NCIGNUSU-ingegnoso, persona che si dà da fare.
'NCIMA-filo grosso da imbastitura.
'NCIMARI-imbastire.
'NCINÀGGHIA-inguine.
'NCIRATA-telo idrorepellente.
'NCIUARI-inchiodare.
'NCIUMMARI-impiombare.
'NCIÙRIA-soprannome.
'NCRAVACCARI-montare sopra.
'NCRAVATTÀRISI-mettere la cravatta.
'NCRÌPIA-grinza, piega dei tessuti.
'NCRIPIARI-gualcire.
'NCRUCCARI-appendere ad un gancio.
'NCUCCIARI-attaccare, unire, incocciare, incontrare.
'NCUCCIATIEDDU-sorta di semolino.
'NCUDDARI-incollare.
'NCUDDURIARI-attorcigliare.
'NCUGNARI-stipare, immettere con forza.
'NCUIRIZZU-dolore tipico che accompagna la diarrea.
'NCUITARI-inquietare, dare fastidio, importunare.
'NCULIARI-offrire insistentemente.
'NCÙNIA-incudine.
'NCUPUNATU-ben coperto per ripararsi dal freddo.
'NCURRIATU-chi non ha potuto sfogarsi.
'NCUSTURARI-cucire, chiudere le fessure.
'NCUTTU-vicino, stretto, fitto.
NÈGGHIA-nebbia.
NÈRIVA-nervi.
NÈSCIRI-uscire.
'NFASCIARI-fasciare, stringere in un fascio.
'NFIGGHIULATA-pagnotta a sfoglia condita con erbe.
'NFILARI-infilare, introdurre.
'NFIRMIERI-infermiere.

30
'NFIRRICCIARI-attorcigliare.
'NFITTARI-infettare.
'NFRACIRIRI-putrefarsi.
'NFUNCIÀRISI-imbronciarsi, mettere il muso.
'NFUZZARI-rafforzare, aumentare.
'NGANNARI-ingannare, tradire.
'NGANNÀRISI-sbagliarsi.
'NGANNUSU-che inganna, ingannevole.
'NGRASCIARI-insudiciare, insozzare.
'NGUANTA-guanto.
'NGUANTIERA-vassoio.
'NGUTTUTU-afflitto e piangente.
NIARI-negare.
NIÀUTRI-noialtri.
NICHEA-dispetto.
NICHIÀRISI-adirarsi.
NICULÌZZIA-liquirizia.
NICUZZU-piccolino.
NIÈRIVU-nerbo, nervo.
NIÈSPULA GHIAPPUNA-nespola del Giappone.
NIETTU-netto, pulito.
NÌGGHIU-granoturco.
NIPUTI-nipote.
NIPUTIEDDU-nipotino.
NIRIUSU-nervoso.
NIRU-nido.
NÌULA-nuvola.
NÌURU-nero.
NIVI-neve.
NÌVIA-indivia.
NIVIRÒNCIU-nerastro.
'NNANNI-percosse (ai bambini).
'NNARRIERI-indietro.
'NNAVANTI-avanti.
'NNENNA-mammella (per i bambini); anche 'NNENNÈ.
'NNÌCILU-sottile, gracile.
'NNICU-piccolo.
'NNOCCA-fiocco.
'NNÒMINA-fama. Fatti a 'Nnòmina e v'o cucchiti=acquisisci una certa fama e vivrai
tranquillo.
'NNUMINATU-rinomato.
'NNUNNATU-uomo non cresciuto in altezza.
'NNUNNU-nonno.
'NNUVINÀGGHIA-indovinello.
NÒFIU-gnorri.
NORA-nuora.
NOTTI-notte.
NOVA-nuova, notizia. A 'cchi 'bbuoi malanova!=gridavano le madri ai figli scapestrati.
'NSIVATU-sporco di grasso.
'NSUGGHIACATU-untuoso.
'NTACCIARI-piantare piccoli chiodini (TACCI); anche zittire qualcuno drasticamente.
'NTAGGHIARI-intagliare la pietra o il legno.
'NTÀGGHIU-pietra da intaglio.
'NTAMATU-intronato, stordito.
'NTANÀRISI-intanarsi, nascondersi.

31
'NTARCA-tacca sul legno o sul muro.
'NTARCARI-frodare vendendo qualcosa.
'NTARTARATU-sporco, pieno di tartaro.
'NTIMUGNARI-ammonticchiare.
'NTISA-udito.
'NTONTU-tonto, stupido.
'NTRASATTA-improvvisamente.
'NTRÈPPITU-vispo, vivace.
'NTRICANTI-intrigante.
'NTRISCA-(lassari) da solo.
'NTRIZZARI-intrecciare.
'NTRUBBULIARI-intorbidire.
'NTRUCCINIARI-attorcigliare.
'NTRUNARI-intronare, rimanere stordito da un rumore.
'NTRUNATU-intronato.
'NTRUSCIARI-infagottare, coprire.
'NTRUSCIÀRISI-coprirsi molto bene.
'NTUNACARI-intonacare.
'NTUNATU-intonato.
'NTUPPARI-tappare, coprire, turare.
'NTUPPATIEDDI-lumachine gustosissime.
'NTUSSICARI-avvelenare.
NUCI-noce.Nuci i cuoddu=nuca.
NUCIDDA MIRICANA-arachide.
NUDDU-nessuno.
NUÒZZULU-carbone sminuzzato (anche 'GGHINISI).
NURU-nudo.
NUTTATA-nottata.
NUTTULIDDU-un po' tardi.
'NZACCARI-mettere nel sacco.
'NZAIARI-provare un vestito.
'NZALATA-lattuga; pietanza composta da ortaggi o agrumi sminuzzati.
'NZALORA-frutto agro-dolce (ora introvabile).
'NZAPUNARI-insaponare.
'NZÈMMILA-insieme.
'NZICCHIRI-dimagrire (anche SICCARI).
'NZIGNARI-insegnare, imparare (rifless.).
'NZINGA-segno.
'NZINGARI-segnare.
'NZIRRAGGHIARI-serrare, stringere.
'NZITA-sètola (di maiale).
'NZITARI-innestare, eseguire un innesto.
'NZITTARI-indovinare.
'NZIVARI-ungere di sevo.
'NZUCCARARI-addolcire.
'NZUGGHICARI-insudiciare.
'NZUGNA-grasso di maiale.
'NZUMMA-insomma.
'NZUNZARI-sporcare, insudiciare.

OGGHELL'ANNU-un anno oggi.

32
OGNER'UNU-ognuno.
ÒPIRA-opera, burattinata, capriccio.
ORRICAMUOTTI-becchino.
ORU-oro.

PACIÈNZIA-pazienza.
PACINZIUSU-paziente. Cunnutu Pacinziusu=persona che accetta pazientemente i propri
guai.
PÀGGHIA-paglia.
PAGGHIALORA-fienile.
PAGGHIAZZU-strofinaccio.
PAISI-paese. U Paisi=Canicattini.
PAISIEDDU-paesino. U Paisieddu=Cassibile.
PAJARI-pagare.
PALORA-parola.
PAMMA-palma.
PAMMU-palmo. Pammu e limitu=gioco di spiccioli che utilizzava il marciapiede come
campo di gara.
PÀMPINA-foglia.
PANARU-paniere, cesta.
PANI-pane.
PANICUOTTU-pane lessato che, con l'aggiunta di olio, si dava da mangiare ai neonati.
PANZA-pancia. Panza mia fatti visazza=pancia mia diventa più grande che puoi.
PANZUTU-grasso, panciuto.
PAPARINA-papavero.
PAPAZZANA-insetto che rode i legumi.
PÀPILA-vescica, bolla, afta.
PAPPAJADDU-pappagallo.
PAPPARIA-spacconata, prodezza.
PARACQUA-ombrello.
PARÀGGHIU-uguale.
PARCU-palco.
PAREDDA-padella.
PARIENTI-parenti.
PARRARI-parlare.
PARRINU-prete.Curuva ro Parrinu=la curva altrimenti detta "i rutta pirciata" (a metà della
strada per Siracusa).
PARRUCCIANU-cliente abituale di una bottega.
PARU-pari, paio.
PÀRUCU-parroco.
PASSAMANU-appoggiatoio, ringhiera.
PASSARI-passare, guastarsi, stirare.
PASSARIEDDU-passero.
PASSETTU-corridoio.
PASSIARI-passeggiare.
PASSIATA-passeggiata (svago fondamentale, se non unico, per i canicattinesi).
PÀSSILA-uva passita.
PASTÌGLIA-castagna secca.
PATRÀSCIU-padrigno.
PATRUNI-padrone.
PÀTTIRI-partire.

33
PATTITA-partita, gara.
PATTUALLU-arancia.
PATTUTA-il partire.
PAZZUÒTICU-pazzarellone, lunatico.
PEDDI-pelle.
PÈDDIRI-perdere, smarrire.
PÈNNIRI-penzolare, pendere.
PERCIAZZUCCA-chi è testardo in modo tale che riuscirebbe a bucare un tronco (appellativo
classico dei canicattinesi).
PESSU-perduto, smarrito.
PETRA-pietra.
PEZZA-cencio, toppa.
PI-per.
PIATTERA-utensile dove si tengono i piatti.
PIATTU-piatto.
PICATA-cerotto, persona piagnucolosa.
PICCA-poco.
PICCIOTTA-giovane donna, eroina del film.
PICCIRIDDU-bambino.
PICCIUOTTU-giovane, protagonista del film insieme alla "picciotta e o risgraziatu".
PICCIUTTANZA-giovinezza.
PICCIUTTAZZU-ragazzaccio.
PICCIUTTIEDDU-giovanetto.
PICURARU-pecoraio, pastore.
PIDDIRINU-pellegrino, povero, meschino.
PIDDÙNCIA-pelle, buccia.
PIÈCURA-pecora.
PIERI-piede.
PIÈSSICU-pesca.
PIÈTTINI-pettine.
PIETTU-petto, suola della scarpa.
PIEZZU-pezzo.
PIEZZU RURU-torta gelato.
PIGGHIARI-prendere.
PIGNATA-pentola.
PIGNU-pegno, penitenza.
PILA-lavatoio.
PILICUSU-pignolo, scrupoloso.
PILOCCU-peletto, peluria.
PILU-pelo.
PINIARI-stentare, penare, soffrire.
PINIATU-chi è in punto di morte dopo lunga malattia.
PINNA-penna.
PINNENTI-a buon prezzo.
PÌNNULA-pillola.
PINNULIARI-penzolare.
PINZARI-pensare, aver in mente.
PINZIERI-pensiero.
PIPI-peperone.
PIPITA-malattia tipica dei polli.
PIPITIARI (NUN)-stare zitto.
PIRAMIENTU-fondamenta di una casa.
PIRANA-tappeto, scendiletto.
PIRATA-pedata.
PIRCIARI-forare, bucare.

34
PIRCIATU-forato.
PIRCIULIARI-perforare, bucare,cariare. A janca Pirciuliata=il molare cariato.
PIRICUDDU-gambo, picciuolo.
PIRIETTU-tipo di limone dolce.
PÌRITU-peto, scorreggia.
PIRITUOZZU-calpestio, scalpiccio.
PIRRERA-cava di pietra per la produzione di ghiaia.
PIRRIATURI-operaio picconiere.
PIRRIETTU-porro, verruca.
PIRU-pera.
PIRUCCIUSU-pidocchioso, spilorcio.
PIRUÒCCIU-pidocchio.
PISARI-pesare, trebbiare.
PISCIARI-orinare.
PISCIARU-pescivendolo.
PISCIAZZA-orina.
PISCIRUOU-frittata di uova e pan grattato.
PÌSILI-PÌSILI-penzolone, preso delicatamente.
PITANZA-vivanda, pietanza.
PITÌNIA-lieve desquamazione della pelle.
PITITTU-desiderio, voglia.
PITRATA-sassata.
PITTARI-pitturare, dipingere.
PITTINARI-pettinare.
PITTINISSA-pettine ricurvo usato per bloccare i capelli nel tradizionale "tuppu".
PITTIRINA-parte interna tra petto e camicia.
PITULANTI-insolente, arrogante.
PIULIARI-lamentarsi, piovigginare.
PÌULU-piagnucolio.
PIZZENTI-avaro, spilorcio.
PIZZU-punta.
PIZZUDDU-pezzetto.
PIZZULUNI-pizzicotto.
PIZZUTU-acuto, aguzzo.
PÒSPIRU-fiammifero.
POTTA-porta.
POTTAFUÒGGHIU-portafogli.
PÒVIRU-povero.
PRÀINU-pero selvatico.
PRATTICARI-praticare. Cu 'ccu Pràttichi assumigghi=chi pratica lo zoppo impara a
zoppicare.
PRÈSCIA-fretta.
PRIARI-pregare.
PRIÀRISI-compiacersi. Si ni Priau=se ne compiacque.
PRIATU-contento, giulivo.
PRIATUÒRIU-purgatorio.
PRICCULARI-gocciolare.
PRICCULU-gocciolio.
PRICULUSU-pericoloso, esageratamente prudente.
PRIÈJU-giubilo.
PRIÈRICA-predica.
PRIÈULA-pergola.
PRIMINTIU-frutto maturato in anticipo.
PRIMUSALI-formaggio fresco.
PRÌNCIRI-aggiungere.

35
PRISCIALUORU-frettoloso. A jatta Priscialora fici i jattarieddi uorivi=la gatta frettolosa
fece gattini ciechi.
PRISUNTUSU-presuntuoso.
PRÒIRI-porgere, restituire (un torto).
PRULI-polvere da sparo.
PRUNTÀRISI-offrirsi, prestarsi.
PRUNU-susino, susina.
PRUULAZZU-nube di polvere.
PUCCIDDUZZU-porcellino.
PUDDARA-cespuglio odoroso facilmente infiammabile.
PUDDÀSCIA-gallina giovane.
PUDDICINU-pulcino.
PUDDISINU-prezzemolo.
PUDDITRU-puledro.
PÙLICIA-pulce.
PULICINEDDA-uomo ridicolo e poco affidabile.
PULIZZIARI-pulire.
PUMARORU-pomodoro.
PÙMICI-pietra pomice.
PUMU-mela.
PUNCIGGHIUNI-pungiglione.
PÙNCIRI-pungere.
PUNCIUTU-chi è stato punto da qualcosa.
PUNTATA-la posta in giuoco.
PUNTUTU-aguzzo.
PUNZIDDATA-pennellata.
PUNZIEDDU-pennello.
PUORCU-maiale.
PUÒSITA-polizza, cedola partecipante all'estrazione.
PUPA-bambola.
PUPAZZATA-azione ridicola.
PUPAZZU-fantoccio, uomo inaffidabile.
PUPIDDA-bamboletta, pane di forma particolare.
PUPPETTA-polpetta.
PUPPU-polipo.
PUPU-fantoccio (v. Pupazzu).
PURCIEDDU-porcello.
PURÌA-lembo della veste.
PURMUNI-polmone, chi brontola continuamente.
PURMUNIARI-brontolare.
PURRAZZI-vegetale selvatico, porro.
PURTATA-raccomandazione.
PUSARI-posare.
PUSTEDDA-traccia della vaccinazione antivaiolosa.
PUSTIARI-spiare, controllare.
PUSTIERI-postino.
PUSU-polso.
PUTARI-potare.
PUTIA-bottega.
PUTIARA-bottegaia.
PUTRU-puledro.
PUTTARI-portare.
PUTTERRA-terrazza.
PUTTUNI-portone.
PUTTUSU-buco, foro.

36
PUZZU-pozzo.
PUZZUNI (A)-capovolto, a testa in giù.

QUADDARROBBI-armadio.
QUÀGGHIA-quaglia.
QUAGGHIARI-coagularsi, condensarsi.
QUAGGHIATA-latte cagliato.
QUÀGGHIU-caglio.
QUANNU-quando. A Quannu a Quannu=quando finalmente...
QUANTU-quanto.
QUARANTINU-quarantenne.
QUARARA-pentolone usato per la conserva o per lavare i panni facendoli bollire.
QUARARARU-calderaio.
QUARARUNI-calderone (più grande della "quarara").
QUARTIARI-dividere in quarti.
QUARTIÀRISI-destreggiarsi.
QUASÀNZIA-motivo. Nun ci rari Quasànzia=non dargli motivo.
QUASETTA-calza.
QUASI!-già che mi ricordo!
QUASITTULA-calzettina.
QUATRÌGLIA-quadriglia.
QUATRU-quadro.
QUATTARA-brocca. Tantu va a Quattara all'acqua ca si 'rrumpi o si ciacca=tanto va la
brocca alla fontana che si rompe o si lesiona.
QUATTRUOCCI-chi porta gli occhiali.

RACAPU-daccapo.
RANATU-melograno.
RANCIRÀCQUA-granchio.
RANNI-grande.
RÀNNILA-grandine.
RANNILIATA-grandinata.
RANNIZZA-grandezza.
RANZA-crusca minuta.
RARÌGGHIA-graticola per arrosti.
RARRIERI-dietro.
RÀSCIU-sudiciume.
RASTA-vaso per i fiori.
RATTALURA-grattugia.
RATTARI-grattare.
RÀTTILI-datteri.
RAURA-per tempo, di mattina presto.
RAUSU-pesante.
RAVANTI-davanti.
37
RAVERU-davvero.
RAZIUSANZA-gentilezza.
REGNA-covone. Na Regna i frienu=un covone di fieno.
RETTA-debito. Cinu i Retti=pieno di debiti.
RIÀMINI-diamine.
RIANTINUNI-diamine.
RIAULÌCCIU-diavoletto.
RIÀULU-diavolo.
RIENTI-dente.
RINARI-denari nelle carte da giuoco.
RINTRA-dentro.
RINUÒCCIU-ginocchio.
RISFIZZIARI-seviziare, angheriare.
RISFÌZZIU-sevizie, angheria.
RISIATU-desiderato.
RISIU-desiderio da appagare, macchia sulla pelle derivante (?) da desiderio inappagato.
RISPIRATU-disperato. Cu ri spiranza campa Rispiratu mori=chi vive di speranza muore
disperato.
RISSAPITU-insipido, senza sale.
RISTRÙRRI(RI)-distruggere.
RITTA-dritta, destra. A manu Ritta=a destra.
RITTU-dritto.
ROGGHI-doglie.
RÒMMIRI-dormire.
RONNA-donna.
ROSSA-grossa.
ROTA-dote.
'RRÀBBIA-ira, rabbia.
'RRACCAMARI-ricamare.
'RRACCAMU-ricamo.
'RRACINA-uva.
'RRÀGGHIA-ira, sdegno, cruccio, rabbia.
'RRAGGHIUNI-ragione.
'RRALÒGGHIU-orologio. 'Rralògghiu i sacchetta=orologio da tasca.
'RRALUGGHIARU-orologiaio.
'RRAMA-ramo dell'albero.
'RRAMPINU-attrezzo ad uncino usato dai muratori per amalgamare la calce con la ghiaia.
'RRAMU-rame.
'RRANCÀSCIA-grancassa (strumento musicale).
'RRÀNCITU-rancido, inacidito.
'RRÀPIRI-aprire.
'RRAPPÀGGHIU-grappolo d'uva.
'RRAPPEZZA-gomma ritagliata atta a riparare la camera d'aria della bicicletta.
'RRAPPU-grappolo d'uva.
'RRAPUTU-aperto.
'RRARENTI-rasente.
'RRÀRICA-radice. U scippu ra 'Rràrica=lo strappo fin dalle radici.
'RRARICUNI-grossa radice.
'RRARÙNCIA-rana (detta anche "buffa").
'RRASCARI-grattare.
'RRASPUSU-ruvido.
'RRASTIEDDU-rastrello.
'RRASUOLU-rasoio.
'RRATIPUNTU-cucitura eseguita con la macchina.
'RRATTEDDA-faccenduola, piccolo lavoro.

38
'RRÈNNIRI-rendere, restituire.
'RRERA-discendenza.
'RRESCA-lisca del pesce.
'RRÈUMU-reumatismo.
'RRIALARI-regalare.
'RRIALU-regalo.
'RRIBBUCCARI-rimboccare, rivoltare, provvedere alla sistemazione dell'orlo dei vestiti.
'RRICAMPARI-raccogliere.
'RRICAMPÀRISI-rientrare a casa.
'RRICIVU-ricevuta di pagamento.
'RRICÒGGHIRI-raccogliere.
'RRICOTA-raccolta.
'RRÌCUNU-origano.
'RRICUTTARU-colui che fa la ricotta, imbroglione.
'RRIDDICULARIA-ridicolaggine.
'RRIDDÌCULU-ridicolo, pedante.
'RRIÈFICU-orlo.
'RRIÈTINA-rèdine.
'RRIFADDU (FASSU E)- scellerato (falso e).
'RRIFRIDDATU-raffreddato.
'RRIFRISCATA (A)-rinfrescata, al calar del sole.
'RRIFRISCU-fresco, quiete.
'RRIMASÙGGHIA-avanzo.
'RRIMINARI-mescolare.
'RRIMISSIONI-perdono. Senza 'Rrimissioni i piccati-senza perdono dei peccati (senza
alcuna via di scelta).
'RRIMITU-eremita.
'RRIMUDDARI-rammollire.
'RRIMUNNARI-tagliare i rami secchi delle piante.
'RRINA-sabbia.
'RRINALERA-comodino.
'RRINALI-orinale, vaso da notte.
'RRINCIUSU-rinchiuso. Fietu i 'Rrinciusu=puzza di chiuso.
'RRINÈSCIRI-riuscire.
'RRINGRÀZZIU-ringraziamento.
'RRINI-reni.
'RRÌNINA-rondine.
'RRINISCIUTU-riuscito.
'RRINNÌNNURU-prepotente.
'RRINNITURA-affluenza del latte al seno.
'RRINUSU-sabbioso.
'RRIPASSATA-canzonatura.
'RRIPIZZARI-rammendare.
'RRIPUOSU-riposo.
'RRÌRIRI-ridere.
'RRISAUTARI-sobbalzare, trasalire.
'RRISIBELLA-infiammazione.
'RRISIBILLATU-affetto da infiammazione cutanea.
'RRISICUSU-rischioso, persona che ama il rischio.
'RRISIRINU-rugiada, brina.
'RRISIRIRI-decantare un liquido.
'RRISPÙNNIRI-rispondere.
'RRISPUSTIERI-chi risponde in maniera arrogante.
'RRISTATURI-resti, avanzi.

39
'RRISTÙCCIA-steppia.
'RRISU-riso.
'RRISURUUTU-fermo, deciso.
'RRITÀGGHIA-pezzo. 'Rritàgghia i sapuni=un pezzo di sapone.
'RRIU (O)-con le cattive.
'RRIUOLU-orzaiolo.
'RRIUTA-rivincita.
'RRIUZZU-reuccio.
'RRIVESSA-rovescio, inverso.
'RRIVIETTU-rovo. Amuri! Si, ro 'Rriviettu!=l'amore! Si, quello del rovo! (amuri-->a muri).
'RRIZZETTA-ricetta.
'RRIZZIETTU-calma, quiete. Nun avi 'Rrizziettu=non ha quiete.
'RRIZZITTARI-sistemare, rassettare.
'RRIZZU-riccio.
'RRIZZUNI-brivido.
'RROBBA-roba, averi. 'Rrobba a durici=corredo con dodici pezzi di ogni cosa.
'RROTA-ruota.
'RRUBBINETTU-rubinetto.
'RRUCCARU-cumulo di pietre.
'RRUCCHIEDDU-filo per cucire abiti.
'RRUCCULIARI-brontolare.
'RRÙGGHIA-ruggine.
'RRUGNA-rogna.
'RRUMAZZÀRISI-stramazzare, cadere rovinosamente.
'RRUMAZZU-lungo bastone usato per scuotere i rami e far cadere il frutto.
'RRÙMPIRI-rompere.
'RRUNFARI-russare.
'RRUÒCILA-gelone (delle mani o dei piedi).
'RRUSCIANU-sanguigno.
'RRUSPIGGHIÀRISI-svegliarsi.
'RRUSSÀNIA-rosolia.
'RRUSSETTI-gote rosse.
'RRUSSU-rosso.
'RRUSSURA-rossore.
RULURI-dolore.
RUMÌNICA-domenica.
RUMUNICARIA-domenica.
RUMMIGGHIUNI-dormiglione.
RUMMUTA-dormita.
RUOSSU-grosso.
RUPPU-nodo.
RURU-duro.
RUTTA-grotta.

SÀBBUTU-sabato.
SACCHETTA-tasca.

40
SACCU-sacco.
SADDARI-saldare, attaccare, unire.
SAGNATURI-mattarello.
SÀIA-canale per l'acqua di irrigazione.
SAÌMI-strutto.
SALARI-salare.
SALIARI-spargere, disperdere.
SALIGNU-agre.
SALUNI-salone da barbiere.
SAMPAGGHIUNI-zanzara.
SAMPUGNA-zampogna.
SANARI-guarire.
SANFASÒ (A)-alla buona, come càpita.
SANFURRICCI-dolci a base di miele.
SANGU-sangue.
SANGUETTA-sanguisuga.
SÀNNILA-sandalo.
SANTIARI-bestemmiare.
SANTU-santo.
SANTUZZA-immaginetta raffigurante un santo.
SANZALARIA-lavoro e corrispettivo del mediatore.
SANZALI-mediatore.
SAPRITU-grazioso, carino.
SAPUNI-sapone.
SARAVÀGGHIU-selvaggio, non domestico.
SARCIRI-rammendare, sistemare.
SARCIUTU-rammendato.
SARISTANU-sagrestano.
SARISTIA-sagrestia.
SARMA-misura di superficie e di quantità.
SASSA-conserva di pomodoro.
SATAREDDA-timo, cespuglio infiammabile.
SAUSIZZA-salsiccia.
SAUTARI-saltare.
SÀUTU-salto.
SAZZIARI-saziare.
SÀZZIU-sazio, confidenza. Nun ci rari Sàzziu=non dargli confidenza.
SBACANTARI-svuotare.
SBÀFIRA-strafalcione.
SBAGGHIARI-sbagliare.
SBÀGGHIU-errore.
SBAGNARI-inumidire, festeggiare, brindare.
SBALLARI-lacerare.
SBAMPARI-infiammare, avvampare.
SBANIRI-svanire (il sonno).
SBARAGNARI-risparmiare.
SBARAGNU-risparmio.
SBARARI-aprire, spalancare.
SBARAZZARI-ripulire, riassettare, liberare.
SBARAZZATU-ripulito, liberato.
SBATTISIMÀRISI-affannarsi, darsi da fare.
SBIEZZI-pepe nero.
SBÌNNIRI-svendere.
SBINTARI-sfiatare, sventare, perdere l'aroma.
SBINTRAZZARI-sventrare.

41
SBINTULIARI-sventolare, parlare male di qualcuno con chiunque.
SBIRSATU-traviato, malvestito.
SBIZZIALI-farmacista.
SBIZZIÀLIA-farmacia.
SBOTA-rimboccatura delle coperte o degli abiti.
SBRAZZÀRISI-adoperarsi per gli altri, indossare abiti con maniche corte.
SBRAZZATU-sbracciato, con le maniche corte.
SBRIA-piano di legno sul quale si raffina l'impasto per il pane.
SBRIGNARI-svignare, andar via alla chetichella.
SBRIGNARISILLA-svignarsela.
SBRINZIARI-spruzzare.
SBRIUGNARI-svergognare.
SBRIUGNATU-svergognato.
SBRIUNI-stanga di legno che, collegata alla "sbria", preme e raffina l'impasto per il pane.
SBUCINIÀRISI-sgolarsi, urlare.
SBUFFARI-prorompere, brontolare.
SBUGGHIARI-avviarsi al lavoro.
SBÙGGHIU-voglia di fare qualcosa di piacevole.
SBULAZZARI-volare via, andarsene.
SBULLARI-vincere al giuoco.
SBUMMICARI-vuotare.
SBURRICARI-disseppellire.
SBURSARI-sborsare, pagare, fornire moneta.
SBUTARI-rivoltare, socchiudere, prendere una storta.
SCACARI-cedere, diroccarsi.
SCACCIARI-rompere, schiacciare, strizzare.
SCACCIATA-focaccia tipica.
SCAFFIATU-scaffale, persona che ha le gote rosse.
SCAFFARI-scaldare, abbrustolire. Pani Scaffatu=pane abbrustolito al fuoco.
SCAFFARIRI-appassire, perdere freschezza.
SCAFFARUTU-appassito.
SCÀGGHIA-scaglia, pezzetto di pietra o mattone usato per riempire buchi.
SCAGGHIARI-staccare, intonacare.
SCAGGHIATU-staccato, sfacciato, intonaco.
SCAGGHIUNI-dente canino.
SCAGGHIUNUTU-chi ha denti molto grossi.
SCAGNU-scrivania.
SCALIARI-frugare, rovistare.
SCALUNERA-scalinata.
SCALUNI-gradino.
SCAMPAGNATA-picnic, festa in campagna.
SCAMPARI-cessare di piovere.
SCANCIARI-scambiare, cambiare.
SCÀNCIU-al posto di ...
SCANIARI-raffinare l'impasto per il pane.
SCANIGGHIARI-separare la crusca dalla farina, anche sbriciolare qualcosa.
SCANNALIARI-smaliziare, insospettire, scandalizzare.
SCANNARI-uccidere come una bestia.
SCANNARUZZARI-strangolare.
SCANNULIARI-svolgere il filo dal suo supporto.
SCANTÀRISI-spaventarsi, impaurirsi.
SCANTATU-impaurito.
SCANTU-paura.
SCANTUSU-pauroso.
SCANZÀTINI-Dio ci scampi.

42
SCANZIARI-scansare, sfuggire, schivare.
SCAPIDDÀRISI-spettinarsi.
SCAPIDDATU-arruffatu, scapigliato.
SCAPPARI-fuggire.
SCAPPARU-calzolaio.
SCAPPIEDDU-scalpello.
SCAPPISARI-calpestare.
SCAPULIÀRISI-riuscire a sfuggire.
SCAPULIARISILLA-scamparla.
SCARDA (NA)-un po'. Na Scarda i figghiu=un solo figlio.
SCARDIDDA-un pochino.
SCARRICARI-scaricare.
SCARRICATURI-facchino.
SCARSIARI-scarseggiare.
SCARSIZZA-scarsità.
SCARSU-scarso, tipica voce che definisce il calciatore scadente.
SCASSARI-scassinare, rompere.
SCATIRNIARI-trafficare, combinare qualcosa.
SCATTAFÌCHITA-dispetti.
SCATTARI-scegliere, schiattare.
SCATTUSU-dispettoso.
SCAURARI-scaldare. Scauratu=persona che cammina con le gambe un po' larghe.
SCAURÀRISI-scottarsi.
SCÀUSU-scalzo.
SCAUSUNAZZU-malvestito, sciatto.
SCAVAZZARI-spiaccicare.
SCECCU-asino.
SCÈNNIRI-scendere, abbassare.
SCHIETTU-scapolo. (SCHETTA=nubile).
SCHIFIARI-sporcare, insudiciare, schifare.
SCHIFIU-schifezza, sporcizia, schifo.
SCHITTU-asciutto. Pani Schittu=senza companatico.
SCIACQUATU-prosperoso, belloccio.
SCIALARATU-scellerato, disgraziato.
SCIALARI-sollazzarsi, godere.
SCIALLU-scialle.
SCIALUMUORTU-dicesi di persona morta che in vita si è comportata non molto bene.
SCIAMPAGNATA-festa.
SCIANCATU-zoppo.
SCIARRA-lite, zuffa, rissa.
SCIARRIÀRISI-litigare, azzuffarsi.
SCIARRINU-persona rissosa.
SCIAVARATU-trascurato negli abiti e nella persona.
SCICCARIEDDU-asinello.
SCIDDA-ascella.
SCIERI-usciere.
SCILARI-sfilacciare un tessuto.
SCINNUTA-discesa.
SCINTINIARI-andare in giro mettendosi in mostra.
SCIÒGGHIRI-sciogliere.
SCIOTU-sciolto, liberato.
SCIPPARI-estirpare, strappare.
SCIRI-uscire.
SCIRUCCATU-annoiato.
SCISIONI-ascenzione.

43
SCIUGGHIMIENTU-diarrea.
SCIUGGHIUTU-sciolto, slegato.
SCIULARI-scivolare.
SCIULUNI-scivolone.
SCIUNNARI-togliere il pane dal forno.
SCIURTIARI-aver buona (o cattiva) sorte.
SCIURTINATU-sventurato.
SCIÙSIRI-alzare.
SCIUTA-uscita, l'uscita (del simulacro).
SCIUTU-uscito.
SCOCCA-fiocco.
SCÒCCIA-scorza, buccia, guscio.
SCOCCIAICUODDU-colpo, con la mano, sulla nuca.
SCÒGGHIRI-raccogliere i frutti rimasti sull'albero dopo la prima raccolta.
SCÒGNITU-sconosciuto.
SCOLLA-cravatta.
SCÒMUTU-disagio, disturbo. Luamu u Scòmutu=togliamo il disturbo.
SCÒPPIU-rumore.
SCRAVÀGGHIU-scarafaggio.
SCRIMA-scriminatura dei capelli.
SCRÙSCIRI-scricchiolare, far rumore.
SCRÙSCIU-rumore, fracasso.
SCUCCIARI-sbucciare, separare, spellare.
SCUDDARI-dimenticare, scollare. (Due suoni diversi per la doppia D).
SCUETU-inquieto.
SCUGNARI-scacciare, andar via.
SCUITARI-inquietare.
SCULARI-gocciolare.
SCUMA-schiuma. Ni fanu a Scuma a ucca=ne dicono un gran bene.
SCUMALORA-mestolo forato, schiumarola.
SCUMAZZA-bava.
SCUMMIGGHIARI-scoprire.
SCUMMINARI-guastare, rovinare.
SCUMMISSA-scommessa.
SCÙNCIRI-scemare, diminuire, rapprendere.
SCUNCITTATU-sconcertato, nauseato.
SCUNCIURUTU-chi si comporta in maniera illogica.
SCUNIGGHIÀRISI-cadere in malo modo.
SCUNSIGGHIARI-sconsigliare.
SCUNTENTI-scontento.
SCUNZARI-guastare, disfare. Scunzari u liettu=preparare il letto per dormire.
SCUODDU-scollatura.
SCUÒGGHIU-scoglio.
SCUOPPU-rametto, legnetto.
SCUPA-scopa. Scupa nova tutta scrùsciu=le novità fanno sempre rumore.
SCUPARI-spazzare, pulire.
SCUPETTA-fucile.
SCUPITTA-spazzola.
SCUPITTATA-fucilata.
SCUPPULUNI-scappellotto.
SCURARI-imbrunire.
SCURATA (A)-verso l'imbrunire.
SCURPIUNI-lucertolone, geco.
SCURU-buio, scuro.
SCÙSIRI-scucire.

44
SCUSSUNI-serpe.
SCUTEDDA-scodella.

SCUTTARI-scontare, pagare duramente.


SCUTTARISILLA-vendicarsi per un torto subito.
SCUTULARI-scrollare, bacchiare, scuotere.
SCUZZÀRIA-tartaruga.
SCUZZULARI-sbriciolare.
SDATU-sfinito, malmesso.
SDÌCIRI-essere sconveniente.
SDIGNARI-sdegnare.
SDIGNUSU-stomachevole, antipatico.
SDILLABRIARI-deformare l'orlo slabbrandolo.
SDILLUCARI-slogare.
SDILLUVIARI-piovere a dirotto.
SDIRRARICARI-sdradicare.
SDIRRUBBARI-abbattere, stramazzare, cadere.
SDIRRUBBU-dirupo, precipizio.
SDISUSSARI-disossare.
SDUACARI-vuotare.
SEDDA-sella.
SÈGGHIA-sedia.
SÈNGULU-mingherlino.
SÈRIU-serio.
SERRA-sega.
SÈRRIRI-rimanere, fermarsi.
SFACCIALUTU-sbiadito.
SFACCIATU-sfrontato.
SFACINNATU-ozioso, sfaccendato.
SFADDARI-consumare, usurare.
SFAIDDIARI-sfavillare.
SFALLIRI-fallire, andare in fumo.
SFARI-disfare, guastare. Fari e Sfari=fare tutto e il contrario di tutto.
SFASCIARI-distruggere, rompere, sfasciare.
SFASULATU-squattrinato, senza denaro.
SFATTU-infracidito, andato a male.
SFÀUSU-storto.
SFIDU-consumo, usura.
SFILAZZA-fessura.
SFRACARI-scialacquare.
SFRACILLARI-sfracellare.
SFRACUNI-scialacquatore.
SFRAZZU-sfarzo.
SFRINZIARI-sfrangiare.
SFRUMMARI-aprire una porta chiusa con la serratura.
SFUDDARI-sfollare.
SFUNNARI-sfondare.
SFURCATU-uomo tristo e malavitoso.
SFURRIARI-tergiversare, cambiare direzione.
SFUSU-non impacchettato, sparso.
SGANCU-grappoletto (di uva).
SGANGARI-sbrecciare.
SGARRARI-sbagliare, non rispettare le regole.

45
SGRALÈCCIU-sghimbescio, storto, obliquo.
SGRASCIARI-togliere l'unto.
SGRASSARI-eliminare il grasso.
SGRICCIARI-schizzare.
SGRICCIUNI-schizzo, zampillo.
SGRIDDARI-sgranare, urlare. Dicesi del pane giunto al punto di ottima cottura.
SGRIDDATU-pane ben cotto.
SGRIDDU-urlo.
SGRIGNARI-storcere il muso.
SGUAZZARI-sciacquare, vantarsi.
SGUAZZUNI-vanterino, contaballe.
SICCAGNU-secco, arido.
SICCANTI-noioso, seccante.
SICCARI-seccare, inaridire.
SÌCCIU-secchio.
SICCU-arido, magro, secco.
SICURU-sicuro.
SIDDIARI-annoiare, tediare.
SIDDIUSU-noioso, tedioso.
SIDDÌU-noia.
SIÈNZIU-senso, animo.
SIERU-parte acquosa nella preparazione della ricotta.
SIGGHITEDDA-sediolina.
SIMENTA-seme, semi di zucca tostati: "spassatiempu".
SIMILIARI-piovigginare.
SIMINTULA-pastina da minestra.
SINAPA-verdura commestibile.
SINGALIARI-segnare, legarsela, tener d'occhio.
SÌNNICU-sindaco. Sìnnicu re malifuuri=chi fa spesso delle gaffes.
SINNU-segno.
SIRA-sera
SIRATA-serata.
SIRITINA-seratina.
SIRIVIZZU-faccenda, compito, servizio.
SIRRARI-segare.
SIRRATURA-segatura.
SIU (SIVU)-sevo, grasso.
SIUSU-oleoso, tedioso, noioso, chi continua incessantemente a scherzare.
SIVVIETTA-tovagliolo.
SMAMMÀNICU-stravagante, bisbetico.
SMANCIARI-consumare poco a poco.
SMICCIARI-sbirciare.
SMURUDDÀRISI-scervellarsi.
SÒGGHIRA-suocera.
SORU-calmo, tranquillo.
SPACCAZZA-fenditura, fessura.
SPACINZIÀRISI-spazientirsi.
SPADDA-spalla. Ci vinni ra Spadda manca=gli venne molto difficile.
SPADDERA-spalliera.
SPAGGHIARI-liberare il grano dalla paglia (operazione durante la quale, una volta, si faceva
grande festa sull'aia).
SPAMPINARI-sfrondare, staccare i petali dei fiori.
SPANZARI-gonfiarsi d'acqua.
SPARAGGHIARI-scompagnare.
SPARÀGGHIU-diseguale, dissimile. Tipico "Sparàgghiu" si attua giocando a scopone.

46
SPÀRICIU-asparago. Siccu comu nu Spàriciu=magro come un asparago.
SPARISCENTI-appariscente, evidente, che si nota con molta facilità.
SPARRAMIENTU-spettegolio.
SPARRARI-sparlare, spettegolare, vaneggiare.
SPARRATURI-chi spettegola, maldicente.
SPARTENZA-distacco, separazione, il dover partire.
SPARU-dispari. Jucari a paru e Sparu=giocare a pari e dispari.
SPASSATIEMPU-semi abbrustoliti e simili.
SPASU-(piatto) piano. Piattu Spasu=ingenuo.
SPATI-spade (nelle carte da giuoco).
SPATTI-inoltre, per di più.
SPÀTTIRI-dividere, separare.
SPATTUTU-separato, diviso.
SPAU-spago.
SPÈCCIU-specchio.
SPÈCIA-specie, meraviglia.
SPÈNNIRI-spendere.
SPÈRCIA-apertura di comunicazione tra due luoghi.
SPETTU-pratico, esperto, scaltro.
SPIARI-domandare.
SPICARI-dicesi degli ortaggi che, avendo raggiunto la fioritura, si sono induriti.
SPICCI-spiccioli.
SPICCIARI-sgusciare. Spicciari i miènnili=liberare le mandorle dalla buccia.
SPICCICARI-staccare, scollare.
SPÌCCIU-spicchio. Beddu Spìcciu i miènnila amara=tipo poco raccomandabile.
SPICU-spigolo.
SPIDDARI-spaventarsi, spellare.
SPIDDU-fantasma, spettro.
SPILLONGA-grande piatto ovale.
SPILLUNGARI-crescere, allungarsi.
SPINAPÙLICI-pungitopo (pianta spinosa).
SPÌNCIRI-alzare, sollevare, spingere.
SPÌNCULA-spillo.
SPINNAGGHI-dolciumi o simili preparati per la festa.
SPINNARI-spennare, desiderare. Ci Spinnava u cori=desiderava qualcosa con tutto il cuore.
SPINNU-desiderio, voglia.
SPIRCIARI-forare, dilettarsi.
SPIRICUDDARI-staccare il frutto dal ramo.
SPIRIRI-sparire, scomparire.
SPIRITERA-fornelletto ad alcool.
SPIRUTU-sparito, scomparso.
SPISA-la spesa. (Anche il pasto del cavallo o asino).
SPITALI-ospedale. Spitali re pazzi=manicomio.
SPITITTATU-svogliato, senza alcun desiderio.
SPITRARI-liberare un luogo dalle pietre.
SPITTIZZA-prodezza, vivacità.
SPITTIZZARU-chi compie vane prodezze.
SPIZZATIEDDU-spezzatino, stufato.
SPÌZZICU-avaro, spilorcio.
SPIZZULIARI-spizzicare, spiluccare.
SPONZA-spugna. Palla Sponza=palla di gommapiuma.
SPRANZA-speranza.
SPRANZARI-non avere alcuna speranza di guarire.
SPRANZATU-chi è sul punto di morire.
SPRÀTTICU-inesperto, incapace.

47
SPRÒGGHIA-piccolo frammento di natura varia.
SPRUARI-cercare di sapere, interrogare.
SPRUGGHIARI-districare, brigare, sbrigare.
SPRUGGHIÀRISI-sbrigarsi, fare in fretta.
SPRUULAZZARI-spolverare.
SPRUULIARI-pulire il soffitto (di canne).
SPUGGHIARI-spogliare.
SPUGGHIÀRISI-spogliarsi, abbandonare la tonaca.
SPUPPARI-spolpare (anche il patrimonio).
SPUSALÌZZIU-la celebrazione del matrimonio.
SPUTAZZA-saliva.
SPUTAZZATA-sputo. Ti mieriti na Sputazzata=meriti solo uno sputo.
SPUTTUSARI-forare, bucare.
SQUAGGHIARI-sciogliere, liquefare.
SQUASI!-cioè, in effetti, già.
SQUASITTATU-scalcinato, chi non ha i soldi nemmeno per comprarsi i calzini.
SRATTU-salsa di pomodoro seccata al sole e salata (v. anche strattu).
SSU-quel.
STÀCCIA-macchia sul vestito.
STACCIARI-macchiare il vestito.
STACIUNATA-il corso della stagione.
STADDA-stalla.
STADDUNI-stallone (anche per chi non ha voglia di lavorare e rimane a bighellonare).
STAGGHIARI-comprare un pezzo di stoffa, cessare di fare le uova (galline).
STÀGGHIU-il pezzo di stoffa, lavoro a cottimo.
STAMATINA-stamattina, oggi.
STAMPA-macchia.
STAMPIARI-macchiare.
STATI-estate.
STATÌA-stadera, bilancia.
STAUCCA-tovagliolo, salvietta.
STENNA-cisterna.
STÈNNIRI-stendere.
STIDDA-stella.
STIDDARI-farsi sereno di sera col cielo che si riempie di stelle.
STIDDATU-stellato.
STIDDUNI-il sole.
STIERRU-terriccio, macerie.
STIGGHI-arnesi da lavoro.
STIMPIATU-stempiato, affetto da incipiente calvizie.
STÌNCIRI-stingere, macchiarsi.
STINNADDU-stendardo, bandiera.
STINNICCIÀRISI-distendere le membra.
STINNÌCCIU-l'atto di distendersi le membra.
STIPA-vaso di terracotta usato per conserve varie.
STIPU-armadio a muro.
STIZZA (NA)-un po'. Goccia di pioggia.
STIZZANA-fessura del tetto che permette alla pioggia di gocciolare in casa.
STIZZIARI-gocciolare, piovigginare, macchiare.
STIZZIATU-macchiato.
STIZZIDDA (NA)-un pochino.
STRACANCIARI-trasformare, contraffare.
STRAFALLARIU-cialtrone, stravagante, inaffidabile.
STRAFORMI-sformato.
STRALUNATU-stralunato.

48
STRAMANU-strano, inconsueto.
STRAMMARI-storcere, guastare.
STRAMUNTARI-tramontare.
STRAMUNTATA-il tramonto.
STRANGÙGGHIU-nodo alla gola, cibo rimasto in gola.
STRANUTARI-sternutire.
STRAPAZZARI-maltrattare.
STRAPAZZÀRISI-stancarsi, affaticarsi.
STRAPAZZU-affaticamento.
STRASATTU (A)-cottimo (a).
STRASATTU (I)-improvvisamente.
STRASCINIUNI-trascinandosi. A lingua Strasciniuni=procedere inginocchiati con la lingua
a contatto del pavimento.
STRATA-strada,via, percorso.
STRATAGGHIARI-procedere utilizzando le scorciatoie.
STRATTU-salsa di pomodoro rappresa al sole (v. anche srattu).
STRATUNI-strada molto larga.
STRAVIARI-traviare, smarrire, perdersi.
STRAVINTATA (A)-al riparo del vento.
STRAZZARI-lacerare, rompere.
STRAZZU-straccio.
STRICARI-strofinare.
STRINA-strenna.
STRÌNCIRI-stringere.
STRITTU-stretto.
STRUMMIENTU-strumento.
STROPPA-coccio di vaso, roba di poco valore.
STRUBBU-odore forte e cattivo, disturbo.
STRUMMINTARI-macchinare, inventare.
STRUPPIARI-storpiare, fare del male.
STU-questo.
STUALA-stivale. Cannaruozzu i Stuala=vocione.
STUCCARI-spezzare, piegare, svoltare.
STUFFARI-stufare, annoiarsi.
STUJARI-asciugare, pulire, spolverare.
STUNATU-stordito.
STUOTTU-storto, sbagliato.
STÙPITU-stupido.
STUPPÀGGHIU-tappo, turacciolo.
STUPPARI-aprire, sturare, scoprirsi.
STURCÌRISI-contorcersi per dolore fisico o per una grande paura.
STURIARI-studiare.
STÙRIU-studiare (lo).
STÙZZIA-dispetto.
SUÀ-SUÀ-tale e quale.
SUCANCIOSTRU-studente.
SUCARRU-sigaro.
SUCCERA-trappola per topi.
SUCCI-topo.
SUCU-sugo, salsa.
SUCUNI-sorso.
SUDDATU-soldato.
SUDDU-sordo, se (ma con diverso suono della D).
SUFFARIEDDU-fuoco pirotecnico, persona molto vivace.
SUFFÌZZIU-scorpione.

49
SUFFRÌIRI-soffriggere.
SUFFRITTU-soffritto.
SÙFFURU-zolfo.
SULARINU-solitario.
SULARU-solaio.
SULICCENTI-lato esposto a sud. Opposto a "manchignu".
SULLINA-colletto.
SUMÀGGHIA-rupe, dirupo.
SUMANA-settimana.
SUNARI-suonare.
SUNARICCILLI-bastonare una persona.
SUNNACCU-veste monacale, abito poco elegante.
SUNNÀRISI-sognare.
SUONNU-sonno, sogno.
SUORU-sorella.
SUPIÈCCIU-che avanza, in più.
SUPPA-minestra.
SUPPERA-zuppiera.
SUPPILU-debolezza. Calarisinni 'nSuppilu 'nsuppilu=indebolirsi piano piano sempre di più.
SUPRANIARI-fare soperchierie, prepotenze.
SURARI-sudare. Santu ca nun Sura=persona che non è mai disponibile o generosa.
SURÀSCIA-sorellastra.
SÙSIRI-alzare, alzarsi, risolvere un problema.
SUTT'UÒCCIU-sott'occhio.
SUTTA-sotto.
SUTTANINU-sottana, sottoveste.
SUTTÙGGHIU-singhiozzo.
SÙURU-sughero.

TABBACCU (PIPA E)-silenzio!, tabacco.


TABBARÈ-vassoio.
TÀBBIA-muro di tramezzo.
TABBUTU-bara.
TÀCCHIA-macchia.
TACCHIARI-macchiare.
TÀCCIA-chiodo corto con testa larga.
TACCIARUTU-tarchiato.
TACCITEDDA-chiodino.
TADDARICA-pipistrello.
TADDI-verdura di zucca (tenerumi).
TADDU-tardi.
TADDULIDDU-un po' tardi.
TAGGHENTI-tagliente.
TAGGHIARI-tagliare.
TAGGHIERI-tagliere.
TÀGGHIU-taglio.
TALÈ!-guarda!
TALIARI-guardare, osservare.
TALIATA-sguardo.
TAMMURIEDDU-tamburello.
TAMMURRINIEDDU-piccolo tamburino.

50
TAMMURRINIERI-suonatore di tamburo.
TAMMURRINU-tamburino.
TAMMURU-tamburo.
TANFU-fetore da muffa.
TANNU-in quel tempo.
TANNURA-fornello.
TANTICCEDDA-un pochino.
TANTÌCCIA-un po'.
TAPPINARA-donna di pessima reputazione.
TÀRTURU-tartaro.
TASCU-berretto, coppola.
TASTARI-gustare, assaggiare.
TAÙGGHIA-brocca.
TÀULA-tavola.
TAULATU-pavimento di tavole.
TAULINU-tavolino.
TÀURU-toro.
TENNA-sorta di coperta tessuta con stracci tagliati a lunghe strisce e arrotolate.
TÈNNIRU-tenero.
TIANA-vaso di terracotta.
TIEMPU-tempo.
TIEPITULIDDU-tiepido.
TIGNUSU-calvo.
TILARU-telaio.
TIMPA-rupe, elevazione del terreno.
TIMPULATA-schiaffo.
TIMPULIARI-schiaffeggiare.
TIMPUNI-grossa pietra.
TINÀGGHIA-tenaglia.
TINCHITÈ (A)-a bizzeffe, a più non posso.
TÌNCIRI-colorare.
TINCIUTINA-l'azione del colorare.
TINTU-malvagio, tristo, malato grave.
TIRATU-tirato, avaro.
TIRRIBBÌLIU-fracasso, confusione.
TISU-diritto, svelto.
TIZZUNI-tizzone.
TOPPU-tanghero, cafone.
TÒRCIRI-strizzare.
TOSCU-sfacciato, svergognato, maleducato.
TRAFICHIARI-lavoricchiare.
TRÀFICU-faccenda, bega, movimento.
TRAMIENZU-tramezzo.
TRAMUTAMIENTU-turbamento.
TRAMUTÀRISI-turbarsi.
TRÀNTULU-tremolio.
TRAPASSU-digiuno, morte.
TRAPPITU-frantoio.
TRARÀNTILA-ragno.
TRARENTA-forca a tre punte usata per la paglia.
TRÀSIRI-entrare.
TRASUTA-entrata, ingresso della casa.
TRATTETTU (A)-alle viste.
TRAU-trave.
TRAVAGGHIARI-lavorare.

51
TRAVAGGHIATURI-lavoratore.
TRAVÀGGHIU-lavoro.
TRAZZERA-viottolo.
TRIBBUORU-treppiedi, tripode.
TRICCUOPU-albicocca.
TRIMARIEDDU-tremarella.
TRIMULIZZU-tremolio.
TRINCIETTU-arnese tagliente usato dai calzolai.
TRIPPARI-saltare, ballare.
TRÌRICI-tredici.
TRIRICINU-chi si intriga in tutto.
TRÌSPITU-arnese di ferro che sosteneva le assi del letto.
TRÌULU-piagnucolio. Insieme a "malanova" e "scuntintizza" forma un famoso trio.
TRIZZA-treccia.
TRUATURA-tesoro ritrovato grazie alle indicazioni di qualche benevolo "spiddu".
TRUCCINIUNI-violento dolore ventrale, colica.
TRUMMA-tromba.
TRUMMETTA-trombetta.
TRUMMUNI-trombone.
TRUNZU-torsolo, cardo.
TRUONU-tuono (plurale=TRONA).
TRUPPICARI-inciampare.
TRÙSCIA-fagotto contenente panni o vestiti.
TRUZZARI-cozzare, urtare.
TUÀGGHIA-tovaglia, asciugamano.
TUCCULIARI-bussare.
TUCCULIUNI-il bussare.
TUMA-formaggio fresco. (Anche Tumazzu).
TUMMARI-tracannare, bere.
TÙMMUNU-misura di quantità e di superficie.
TUNNARI-tornare.
TUNNU-tondo, tonno.
TUOCCU-tanti, moltitudine. Èrunu 'nTuoccu=erano tanti.
TUÒNICA-tonaca.
TUORTU-storto, torto, chi si comporta male.
TUOZZU-pezzo. 'nTuozzu i pani=un pezzo di pane.
TUPPIETTU-trottola.
TUPPU-modo di sistemarsi i capelli, riunendoli, sulla nuca.
TURRI-torre.
TURRUNI-torrone.
TUSCHIZZA-caparbietà, sfacciataggine.
TUSSI-tosse.
TÙSSIRI-tossire.

U-il, lo.
UCCA-bocca.
UCCAGGHIARI-boccheggiare, esalare l'ultimo sospiro.
UCCATA-boccata.
UCCAZZARU-millantatore, chi si vanta di tutto.
UCCIALI-occhiali.
UCCIARI-adocchiare.

52
UCCIATA-occhiata.
UCCIERI-macellaio.
ÙCCULA-cerchietto usato per sostenere qualcosa.
UCI-voce, urla, grida.
UCITTERA-donna che è solita gridare.
UCITTIERI-uomo che urla spesso.
UDDENTI-bollente.
ÙDDIRI-bollire.
UDDU-bollitura.
UDDUTU-bollito.
ÙGGHIA-ago.
UGGHIATA-quantità di filo che serve all'ago.
UGGHIUSU-oleoso, viscido.
UGNATA-unghiata.
UGNU-unghia.
ULIRI-volere.
ULIVA-oliva.
ULIVASTRU-olivastro, olivo selvatico.
UMIDDA-camolilla. Ciuri i Umidda=fiore di camomilla.
ÙMITU-gomito.
UMMICARI-vomitare.
UNCIARI-gonfiare.
UNCIAZZUNI-gonfiore.
UNNA-onda.
UNNEDDA-gonna.
UNNI-dove.
UÒCCIU-occhio. Uòcciu vivu comu a sarda motta=occhio vigile come...una sardina morta.
UÒGGHIU-olio, voglio.
UOI-bue.
UÒMMICU-vomito.
UÒMMINU-uomo.
UÒRIU-orzo.
UÒRIVU-cieco. Uòrivu i n'uòcciu=quercio.
UORTU-orto.
UOSCU-bosco.
UOSSU-osso. Uossu pizziddu=malleolo.
UOU-uovo.
UÒZZICA-altalena.
UOZZU-gozzo, gonfiore.
URAZZU-braccio. Urazzu i mari=chi riesce a far fronte a tutto.
URÌCCIA-orecchia.
URICCINA-orecchino.
URIEDDU-budello.
URIÈNZIA-udienza. Aviri Uriènzia=essere preso in considerazione.
URIRI-godere.
URIVALI-rozzo, maldestro.
URNUSU-musone.
URPI-volpe.
URRÀINI-borraggine (verdura mangereccia).
URRICARI-seppellire.
URTA-irritazione, noia. Ci pigghiau a Urta=si scocciò.
URTANTI-irritante, importuno.
URUNNA-broncio. Calau a Urunna=mise il broncio.
URUVISCA (ALL')-alla cieca, come va va.
URZA-borsa.

53
USCARI-guadagnare.
USSICA-vescica (con quella del maiale appena ucciso, si giocava a palla dopo averla
gonfiata).
UTARI-girare, svoltare, voltare, votare.
UTATA-svolta, curva, voltata.
UTTÀCCIU-botticina.
UTTARU-bottaio, chi fa le botti o le vende.
UTTI-botte per il vino.
ÙTTIMU-ultimo.
UZZATA-orzata.

VACANTI-vuoto.
VACILA-catino.
VADDARI-controllare, fare la guardia, guardare.
VADDARIUSU-chi ha un'ernia, chi si vanta molto.
VADDIANU-guardiano.
VÀDDIRA-ernia.
VADDUNI-vallone, basto.
VAGGHIARDIZZA-gagliardia, azione compiuta a sprezzo del pericolo.
VAGNARI-bagnare.
VAIANA-baccello (legumi).
VÀIU-guaio.
VALIA-forza, valore, voglia.
VAMPA-fiamma.
VANCU-panca, banco.
VANEDDA-vicolo, mulattiera, stradina.
VANNIARI-dare avviso urlando.
VANTAGGHIUOTTU-millantatore, chi si vanta spesso.
VANTÀRISI-vantarsi.
VARAGGHIARI-sbadigliare.
VARÀGGHIU-sbadiglio.
VARAGNARI-guadagnare.
VARAGNU-guadagno.
VÀRIVA-barba. Fàrisi a Vàriva=radersi.
VARIVIERI-barbiere.
VARRILI-barile.
VASARI-baciare.
VÀSCIU-basso. Agghiri Vàsciu=verso la parte più bassa del paese.(Anche "andare in
centro").
VASTARI-guastare, rovinare.
VASTASI-delinquente, malavitoso.
VASTEDDA-pagnotta.
VASTUNA-bastoni (nelle carte da giuoco).
VASTUNI-bastone.
VASTUNIATU-bastonato.
VASUNI-bacio.
VATTIARI-battezzare.
VATTIU-battesimo.
VAUSU-chi ha la bava alla bocca.
VAVA-bava.
VAVIÀRISI-sbavarsi.

54
VÈNCIA-vendetta.
VÈNNIRI (VENNIRIRIA)-venerdi.
VERRA-guerra.
VIÀUTRI-voi, voialtri.
VICCIÀNIA-vecchiaia.
VIDDANU-villano, zoticone.
VIDDI-verde.
VIDDICU-ombelico.
VIDDURA-verdura.
VIÈCCIU-vecchio.
VIEMMI-verme.
VIENTU-ventu.
VIÈTTILI-bisaccia.
VÌGGHIA-veglia.
VIGGHIANTI-sveglio.
VIGNIGNA-vendemmia.
VIGNIGNARI-vendemmiare.
VILANZA-bilancia.
VILIENU-veleno.
VÌNCIRI-vincere.
VINCIUTU-vinto.
VINNICI-vernice.
VÌNNIRI-vendere.
VÌNNITA-vendita.
VINTULIARI-soffiare del vento.
VINTURA-sorte, fortuna.
VINUTA-il venire, l'arrivare.
VÌPIRA-vipera.
VÌPPITA-bibita.
VIRANCU-crampo muscolare.
VIRIOGNA-vergogna.
VÌRRICA-verga.
VÌRRIRI-vedere.
VIRSIÈRIU-demonio. Opra i Virsièriu=opera del maligno.
VIRTIGGINI-vertigine.
VISAZZA-bisaccia.
VISCU-vescovo.
VISCUOTTU-biscotto.
VISTINA-veste, abito da donna.
VITIEDDU-vitello.
VITRIATA-vetrata.
VITRINA-vetrina.
VITRU-vetro.
VIUOLU-viottolo.
VIUTA-bevuta.
VÌVIRI-bere.

ZÀFIRA-itterizia.
ZÀGARA-fiore d'arancio.
ZAMMARRA-filo prodotto dall'agave.
ZAURDU-zotico, villano.

55
ZICCA-zecca (parassita degli animali).
ZITA-fidanzata, sposa.
ZITÀGGHIU-fidanzamento, sposalizio.
ZITTÌRISI-tacere.
ZITU-fidanzato, sposo.
ZOTTA-frusta, frustino.
ZU-zio.
ZUBBU-acerbo, duro di comprendonio.
ZUCCARATU-dolce, zuccherato.
ZUCCARERA-zuccheriera.
ZUCCU-tronco. Pèrcia Zucca=perfora tronchi (testardi) = soprannome dei canicattinesi.
ZUCCULATURA-zoccolo della parete.
ZÙCCURU-zucchero.
ZUÒDDIRU-rotoletto di sporcizia.
ZUOPPU-zoppo.
ZUPPIARI-zoppicare.

56
Appendice:

FRASI E PROVERBI

57
A casa eni ranni quantu oli u patruni.

La casa è grande quanto vuole il padrone.

L'ospitalità dipende dal padrone, non dal posto.

A ciaia ro schinu u sceccu.

La piaga della schiena dell'asino.

Derisione per chi si lamenta per un niente.

A facci sua!

Alla faccia sua!

A jaddina fa l'uou e o jaddu ci'abbrusca u culu.

La gallina fa l'uovo e al gallo brucia il culo.

C'è chi lavora e c'è chi si lamenta.

A jaddina òriva si pizzulia a notti.

La gallina cieca si becca durante la notte.

Bisogna fare le cose nei momenti opportuni.

A jatta priscialora fici i jattarieddi urivi.

La gatta frettolosa fece i gattini ciechi.

La fretta produce pessime cose.

A lingua strasciniuni.

Trascinando la lingua per terra.

In segno di umiltà nei pellegrinaggi del passato.

58
A lu funnu di lu mari.

Al fondo del mare.

Così che non torni più una tale disgrazia.

A mal'èriva nun mori mai.

La cattiva erba non muore mai.

I farabutti rimangono sempre a galla.

A motti è capricciusa: lassa a vèccia e pìgghia a carusa.

La morte è capricciosa: lascia la vecchia e prende la ragazza.

La natura non permette di fare conti logici.

A pieri scàusi.

A piedi scalzi.

Così si effettuava un pellegrinaggio.

A quannu a quannu!

A quando a quando!

Proprio adesso che tutto si era risolto!

A sacunnu ro suonu s'abballa.

Si balla secondo il suono.

Bisogna fare buon viso a cattivo gioco.

A sant'Aita ddoppu ca s'arrubbanu ci ficinu i potti i fierru.

All'altare di sant'Agata costruirono grate di ferro solo dopo che erano spariti gli ori.

A sumana o niuru.

La settimana di lutto.

La settimana precedente quella della Pasqua.

A spusa majulina nun si uri la vistina.

59
Sposa di maggio non si gode il matrimonio.

Pare portasse male sposarsi nel mese di maggio.

A testa appuzzuni.

A testa abbassata (per obbedienza o castigo).

A tiempu i cina tutti i strunzi nàtunu.

Al tempo delle piene tutto galleggia.

Quando c'è abbondanza anche i peggiori godono.

A ucca cina e i manu vacanti.

La bocca piena e le mani vuote.

Tipico di chi parla tanto ma agisce poco.

Abbagnaricci u pani.

Inzupparci il pane (divertirsi a spese altrui).

Accussì è u munnu: cu acciana e cu va o funnu.

Così è il mondo: chi sale e chi va a fondo.

Acqua e fuocu racci luogu.

Acqua e fuoco dagli spazio.

Inondazioni ed incendi meglio incanalarli.

Acqua r'avanti e vientu r'arrieri.

Acqua davanti e vento dietro.

Nemico che va via meglio non abbia ostacoli.

Addivari puorci!

Allevare porci!

Si dice sottolineando l'ingratitudine.

60
Agghiùttiri cutugna.

Inghiottire mele cotogne.

Dover sopportare le amarezze della vita.

Aggruppari 'nte cannarozza.

Rimanere col morso in gola.

Sorta di maledizione per gli ingordi o avidi.

Ah, cani ri Magonza!

Ah, cane di Magonza! (da Gano di Magonza).

Ah, farabutto (o traditore)!

Aiùtiti ca 'Ddiu t'aiuta.

Aiutati che Dio ti aiuta.

Allammicari u cori.

Affliggere il cuore.

Desiderare ardentemente qualcosa.

Allappa-allappa.

Chi prende, prende.

Arraffare quanto si può.

Allisciari u pilu.

Lisciare il pelo.

Dare una lezione a qualcuno.

Amicu e vàdditi.

61
Amico e guardati.

Guardarsi da chi si dice amico.

Amicu si canusci 'nto bisuognu.

L'amico si riconosce nel bisogno.

Al momento opportuno si deve mostrare amicizia.

Ammuccari muschi.

Prendere le mosche in bocca.

Stare in ozio (= a bocca aperta).

Amuri è musuratu: c'u potta l'avi puttatu.

L'amore è misurato: chi lo porta l'avrà portato.

L'amore può essere solo reciproco.

Appizzàricci a peddi.

Rimetterci la pelle.

Morire per un motivo qualsiasi.

Appizzàricci i spisi.

Rimetterci le spese.

Andare in perdita per un motivo qualsiasi.

Appizzàicci u sceccu cu tutti i carrubbi.

Rimetterci l'asino con tutte le carrube.

Perdere sia il capitale che gli interessi.

Arranciriri i uredda.

Macerarsi le budella.

Amareggiarsi per qualcosa o per qualcuno.

Arrimina 'zzazzaruni c'a ricotta è nto minciuni.

62
Mescola ragazzo che la ricotta è quasi pronta.

Arrimuddari i rinòccia.

Rammollire le ginocchia.

Sentirsi mancare.

Arrizzari i carni.

Accapponare la pelle.

Arrusicàrisi l'ossa.

Rosicchiarsi le ossa.

Sentire un grande rimorso.

Arrusicàrisi l'ugna.

Rosicchiarsi le unghie.

Pentirsi per (non) aver fatto qualcosa.

Attaccari (o sciògghiri) i campani.

Legare (o sciogliere) le campane (a Pasqua).

Attaccari u sceccu unni oli u patruni.

Legare l'asino dove vuole il padrone.

Atteggiamento di chi obbedisce e tace.

Aucidduzzu rintra a càgghia, o canta p'amuri o canta pa 'rragghia.

L'uccellino in gabbia, o canta per amore o canta per rabbia.

Se si è costretti non ci sono alternative.

Austu e rataustu è capu i 'mmiennu.

Ferragosto è inizio di inverno.

63
Aviri 'ddu pieri 'nta na stuala.

Avere due piedi dentro uno stivale.

Essere costretti a seguire un dato percorso.

Aviri 'nciuou 'nta testa.

Avere un chiodo in testa.

Avere un'idea fissa, una preoccupazione.

Aviri a cianciana.

Avere la campanellina.

Avere un incarico pubblico.

Aviri a frevi manciuna.

Avere la febbre mangiona.

Accusare un malessere inesistente.

Aviri a fùncia.

Tenere il muso lungo.

Tipico di chi è scontento.

Aviri a lupa.

Avere la "lupa".

Avere sempre una gran fame.

Aviri a malannòmina.

Avere una pessima fama.

Aviri a manu pirciata (sputtusata).

64
Avere la mano forata.

Essere uno spendaccione.

Aviri i corna.

Avere le corna.

Dicesi di un bambino un po' troppo vispo.

Aviri i crauna vagnati.

Avere i carboni bagnati.

Sentirsi in colpa per qualcosa.

Aviri i curruliddi e pieri.

Avere le rotelline ai piedi.

Muoversi con grande velocità.

Aviri l'uocci 'mpiccicati.

Avere gli occhi incollati.

Essersi appena svegliato.

Aviri na cosa 'mpizzu a lingua.

Avere una cosa in punta alla lingua.

Avere una momentanea amnesia.

Aviri na cosa fràcita 'ntesta.

Avere una cosa impressa in testa.

Aviri setti viti comu e jatti.

Avere sette vite come i gatti.

Riuscire sempre a stare a galla.

Aviri u urieddu utatu.

65
Avere il budello girato.

Essere di malumore.

Bedda ci sugnu, bedda mi fazzu, vìriti tu ca si 'mpiezzu i pagghiazzu.

Sono bella, mi faccio bella, guardati tu che sei un pezzo di straccio.

Tipica risposta della giovinetta che non accetta gli apprezzamenti di un

ragazzo.

Beddu spìcciu i miènnila amara.

Bel pezzo di mandorla amara.

Dicesi di un tipo poco raccomandabile.

Bon tiempu e malattiempu nun dura tuttu u tiempu.

Bello e cattivo tempo non durano per sempre.

Basta aspettare, poi tutto cambia.

C'èrunu quattru jatti.

C'erano quattro gatti.

Nel senso di pochissimi presenti.

Calari a frunti.

Abbassare la fronte.

Obbedire e tacere.

Caliti juncu ca passa la cina.

Abbassati giunco che arriva la piena.

Quando arriva il peggio, asseconda il flusso e aspetta che passi.

Caminari a passu i frummìcula.

Camminare come una formica.

Spostarsi pianissimo.

66
Caminari supra o cuozzu i 'ncutieddu.

Camminare sopra il filo di un coltello.

Essere sull'orlo di un baratro.

Campanedda a scola.

Campanella della scuola.

Campanellina che, fissata sulla parte sinistra della Chiesa Madre, suonava alle ore 7:55.

Cani c'abbaia nun muzzica.

Cane che abbaia non morde.

Chi urla tanto fa poco male.

Cannaruozzu i stuala.

Esofago grande come uno stivale.

Chi ha un gran vocione.

Capiddi r'àncilu.

Capelli d'angelo.

Pasta filiforme sottilissima.

Capizzu cunzatu.

Letto pronto.

Dicesi di chi trova tutto già predisposto.

Càrriri additta comu e jatti.

Cadere in piedi come i gatti.

Riuscire sempre a superare le avversità.

67
Càrriri malatu.

Cadere malato.

Ammalarsi.

Catinazzi i cuoddu.

La nuca.

Cauriari u vancu (a sègghia).

Scaldare il banco (la sedia).

Non aver voglia di studiare.

Cavaddu i carrozza.

Cavallo da carrozza.

Dicesi di chi è bello solo in apparenza.

'Ccà sta u busillisi.

Qui sta il problema.

'Cciù toscu (duru) ro 'ntàgghiu i Cattagghiruni.

Più sfrontato (testardo) della pietra di Caltagirone.

Dicesi di chi si comporta in modo testardo.

Ci fici furriari u cintìmulu.

Lo fece girare ovunque.

Dicesi di chi imbroglia qualcuno.

Ci fu all'anchi.

Gli arrivò subito addosso.

Ci sciu a casedda o cori.

Gli saltò il cuore in gola.

68
Spaventarsi moltissimo.

Ciarmari u scantu.

Ammaliare lo spavento.

Formule "magiche" per calmare chi ha avuto paura.

Ciauriàrisi i naschi.

Annusarsi le narici.

Innamorarsi.

Ciccari u pilu 'nta l'uou.

Cercare il pelo nell'uovo.

Pignoleggiare.

Cielu picurinu, se nun ciovi oggi, ciovi rumani matinu.

Cielo a pecorelle, piove oggi o domattina.

Cògghiri i 'rrobbi.

Cogliere le robe.

Raccogliere i panni stesi ad asciugare.

Cògghiri u suli.

"Cogliere" il sole.

Formula "magica" per guarire l'insolazione.

Com'è 'ggherè.

Comunque sia va bene.

Comu o velu ra cipudda.

Come il velo della cipolla.

69
Sottilissimo.

Comu veni si cunta.

Come viene verrà accettato.

Tipico della rassegnazione.

Cori ranni.

Cuore grande.

Generosissimo.

Cosi aruci.

Cose dolci.

Dolci di ogni natura.

Cu 'ccu pràttichi assumigghi.

A chi pratichi assomigli.

Dicesi di chi si fa influenzare dagli altri.

Cu 'rrumpi paja.

Chi rompe paga.

Cu'à oli crura e cu'à oli cotta.

Chi la vuole cruda e chi la vuole cotta.

Ognuno vede le cose in modo diverso dagli altri.

Cu arriva primu macina u mulinu.

Chi arriva prima al mulino macina.

Chi è avanti si avvantaggia sugli altri.

Cu cància a vèccia cu'à nova tutti i malanni i trova.

Chi cambia la vecchia per la nuova tutti i malanni trova.

70
Cu è cuntentu è pazzu.

Chi è contento è pazzo.

Cu fa ligna a malibbanni, 'ncuoddu s'i potta.

Chi fa legna in brutti posti, ne sente il peso.

Chi pratica pessimi ambienti, piangerà dopo.

Cu futti, futti; e 'Ddiu pidduna a tutti.

Chi ruba, ruba; e Dio perdona tutti.

Cu javi lingua passa u mari.

Chi ha lingua passa il mare.

Chi ha facilità di linguaggio supera ogni prova.

Cu joca sulu 'mpeddi mai.

Chi gioca solo non perde mai.

Meglio non fidarsi degli altri.

Cu mància fa muddichi.

Chi mangia produce briciole.

Chi opera lascia sempre delle tracce.

Cu mi oli 'bbeni, 'ncasa mi veni.

Chi mi vuole bene, viene a casa mia.

Cu n'appi, n'appi.

Chi ne ebbe, ne ebbe.

Chi ha potuto, è riuscito ad avere.

Cu nun senti affruntu, nun senti vastunati.

Chi non prova vergogna, non sente bastonate.

71
E' inutile bastonare chi non ha vergogna.

Cu paja prima mància pisci fitenti.

Chi paga prima mangerà pesce marcio.

Prima di pagare meglio controllare l'opera.

Cu picca javi, caru teni.

Chi poco ha, tiene caro.

Chi ha poco non se ne separa facilmente.

Cu prima nun penza, all’ùttimu suspira.

Chi prima non pensa, in ultimo sospira.

Chi è imprudente ne piange, poi, le conseguenze.

Cu ri spiranza campa, rispiratu mori.

Chi di speranza campa, disperato muore.

Non si può vivere di sole speranze.

Cu rommi cu picciriddi s'attrova pisciatu.

Chi dorme con bambini si troverà bagnato.

Non c'è da fidarsi di chi non si mostra "uomo".

Cu s'avanta ca sa ucca è 'cciù fissa cu s'ammucca.

Di chi si vanta da sè è più sciocco solo chi gli crede.

L'autolodarsi è segno di valori molto bassi.

Cu si fa piècura, u lupu s'a mància.

Chi si fa pecora, il lupo la mangia.

Chi si mostra debole è preda dei prepotenti.

72
Cu si pìgghia i pena campa picca.

Chi si impietosisce vive poco.

Per vivere bene bisogna essere cinici.


Cu si punci nesci fora.

Chi si punge va fuori.

Chi si lamenta vada fuori.

Cu si susi peddi u puostu e cu s'assetta s'arricrìa.

Chi si alza perde il posto e chi si siede si rallegra.

Cu si tira i tàuli e cu si tira i trìspita.

Chi prende le tavole e chi i sostegni.

Ognuno arraffa quello che può.

Cu si vaddau, si savvau.

Chi si riguardò, si salvò.

Chi è prudente prima non piange poi.

Cu spatti javi a miègghiu patti.

Chi divide prende la parte migliore.

Chi ha il potere se ne avvantaggia.

Cu taddu arriva mali allòggia.

Chi tardi arriva male alloggia.

Cu va o mulinu si 'nfarina.

Chi va al mulino s'infarina.

Praticando certi posti ci si sporca.

Cu'à saluti!

Salute!

73
Cummari c'aviti lu pizzu, uostru maritu è caccarazzu.

Comare col naso in su, avete il marito brutto.

In spregio ad una donna malvista.

Cunnutu e vastuniatu.

Cornuto e bastonato.

Subire il danno e la beffa.

Cuòrivi nìviri.

Corvi neri (dispregiativo per preti).

Currìrisi a currulidda.

Corrersi la rotellina.

Vivere una vita non morigerata.

Cuttu e maluparatu.

Basso e malvestito.

Dicesi di persona per nulla attraente.

'Ddabbanna munnu.

Dall'altra parte del mondo (lontanissimo).

'Ddiu ni scanzi!

Dio ci scampi!

E 'bbona notti e sunaturi!

E buona notte ai suonatori!

Quel che è fatto, è fatto.

74
E chi 'nnicchi e 'nnacchi!

Non ci sono scuse che tengano.

E ti la cantu sògghira e sientitilla nora.

Te la canto suocera e te la senti nuora.

Dire le cose in modo indiretto.

E tiempi re canonici i lignu.

Al tempo dei canonici di legno.

In tempi andati.

Èssiri a codda c'o sìcciu.

Essere la corda col secchio.

Amici inseparabili.

Èssiri na fava spattuta.

Essere una fava divisa.

Èssiri peddi e ossa.

Essere pelle e ossa.

Magrissimo.

Fa 'bbeni e scuòrditi, fa mali e piènsici.

Fa il bene e dimenticatene; se fai il male, pensaci.

Facci i cantunera (scagghiata).

Faccia dura come gli spigoli (senza rimorsi).

Impudente e sfacciato.

Faciti 'bbeni e puorci!

Fate bene ai porci!

75
Non serve fare del bene a chi non apprezza.

Faciti 'bbeni a jatta ca v'aratta.

Fate bene alla gatta che vi gratterà.

Chi fa del bene non si aspetti riconoscenza.

Fari 'njuocu fuocu.

Fare un gioco d'artificio.

Andare in escandescenza.

Fari 'ncasa i riàulu.

Fare un "casa del diavolo".

Arrabbiarsi moltissimo.

Fari a cua.

Covare le uova.

Fari a nuttata.

Fare la notte.

Vegliare qualcuno.

Fari ahò.

Cullare il bambino.

Fari facci (malafacci) a unu.

Fare faccia (cattiva faccia) a uno.

Mostrarsi cortese (scortese).

Fari facci prova.

Confrontare due versioni di un fatto.

76
Fari l'òpira.

Fare una scenata.

Fari minnitta.

Sperperare, sciupare.

Fari na cosa curri-curri.

Fare una cosa in fretta e furia.

Fari na frusta.

Fare una piazzata.

Generalmente per questioni di cuore.

Fari pizzuddi pizzuddi.

Spezzettare.

Fari quattr'uri i fistinu.

Fare quattro ore di festa.

Polemizzare all'infinito.

Fari ri ogni pilu 'ntrau.

Fare di ogni pelo una trave.

Accrescere qualsiasi problema.

Fari sciri i sienzi,

Fare uscire di senno.

Impazzire per qualcosa.

Fari u cucciarinu.

Fare il cucchiaino.

Tipico dei bambini prima di mettersi a piangere.

77
Fari u gnognu.

Fare lo gnorri.

Far finta di non capire.

Fari u jadduzzu.

Fare il galletto.

Mostrarsi impettito e arrogante.

Fari u mazzuni.

Fare il mazzone.

Barare alle carte.

Fari u passu 'cciù luoncu ri l'anca.

Fare il passo più lungo della gamba.

Fari vìrriri i stiddi i manziuornu.

Fare vedere le stelle di mezzogiorno.

Vedere le stelle a causa di un forte dolore.

Fàricci a cruci.

Farci la croce.

Chiudere un argomento definitivamente.

Fàricci u caddu.

Farci il callo (abituarsi).

Fàrisi i milli culura.

Farsi di mille colori.

78
Imbarazzarsi ed arrossire.

Fàrisi i cunti senza u tavirnaru.

Farsi i conti senza il taverniere.

Preparare qualcosa senza calcolarne l'essenza.

Fàrisi i fatti suoi.

Farsi i fatti propri.

Immancabile invito all'omertà.

Fàrisi i uredda fràciti.

Farsi infracidire le budella.

Macerarsi a causa di qualcuno.

Fàrisi jabbu.

Farsi beffe.

Incorrere negli stessi difetti del beffato.

Fàrisi na cussa.

Farsi una corsa.

Fàrisi patruni.

Farsi padrone.

Impadronirsi con l'inganno di qualcosa.

Farisilla franca.

Farsela franca.

Riuscire a cavarsela.

Fàscia i cuoddu.

79
Fascia di collo.

Sciarpa da mettere al collo.

Fatti a 'nnòmina ('llòmina) e 'vvo cùcchiti.

Fatti la nomea, poi vai pure a dormire.

Vivere di rendita avendo una certa nomea.

Fatti l'arti e làssila da parti.

Fatti l'arte e lasciala da parte.

Impara quanto più puoi: tornerà sempre utile.

Fètiri a lena.

Puzzare l'alito.

Fètiri a ucca i latti.

Puzzare la bocca di latte.

Essere ancora un bambino (o mostrarsi tale).

Figghi 'nnichi, peni 'nnichi; figghi ranni, peni ranni.

Figli piccoli, pene piccole; figli grandi, pene grandi.

I travagli per i figli vanno rapportati all'età.

Fìgghiu ra 'mpotti stari.

Figlio di colei che non riuscì a resistere.

Fìgghiu ra jaddina janca (niura).

Figlio della gallina bianca (o nera).

Finiu u tiempu ca Betta filava.

Finì il tempo in cui Betta filava.

I tempi di una volta non tornano più.

80
Finu a quannu c'è ciatu c'è vita.

Fino a quando c'è fiato c'è vita.

Fino all'ultimo si può continuare a sperare.

Friddu ca trasi 'nta l'ossa.

Freddo che entra nelle ossa.

Frivaru cuttu e amaru.

Febbraio corto e amaro.

Come si sa, febbraio è il mese più freddo.

Futtuna ci oli 'nto munnu.

Fortuna ci vuole nel mondo.

Senza fortuna è dura la vita.

'Gghiurìzziu campa casa.

Giudizio campa casa.

Agendo con giudizio si mantiene la famiglia.

Gnilari i rienti.

Gelare i denti.

Sensazione che si prova nelle giornate fredde.

I cosi luonchi addivièntunu serpi.

Le cose lunghe diventano serpi.

Se non si smorza, la polemica diventa velenosa.

I lignati anzìgnunu a via all'uòrivi.

Le botte indicano la via ai ciechi.

81
Per chi non vuol sentire servono le botte.

I paroli nun fanu puttusa.

Le parole non fanno buchi.

Anche le peggiori offese non uccidono nessuno.

I quattru ra vaniddazza.

I quattro della stradaccia.

Amici di bagordi.

I unni viegnu, viegnu ro mulinu.

Da dove vengo, vengo dal mulino.

Usata per indicare una grande quantità di botte.

In aria, in aria.

Quando ci si sente come gli ubriachi.

Iri a caccia senza scupetta.

Andare a caccia senza fucile.

Intraprendere una faccenda senza averne i mezzi.

Iri a ligna senza codda.

Andare per legna senza la corda (vedi sopra).

Iri comu o vientu.

Andare come il vento (velocissimo).

Iri i cuorpu.

Andare di corpo (defecare).

Iri nn'arrieri comu o cuddaru.

82
Andare indietro come il cordaio.

Ottenere l'effetto opposto al voluto.

Iri o spitali pi pezzi.

Andare in ospedale a cercare pezzuole.

Comportarsi in modo strano.

Irisinni 'nzuppilu, 'nzuppilu.

Andarsene piano, piano.

Morire lentamente.

Irisinni a 'Ddiu la sorti.

Andarsene alla ventura.

Irisinni comu 'ncani vastuniatu.

Andarsene come un cane bastonato.

Subire una cocente umiliazione.

Ittari càuci.

Dare calci.

Tipico di chi si mostra ingrato.

Ittarisilli facci facci.

Gettarseli in faccia.

Quando c'è grande abbondanza di qualcosa.

Joca ri manu, joca ri viddanu.

Giuochi di mano, giuochi di villano.

Chi usa le mani è maleducato.

Juncìrisi criccu e cruoccu.

83
Giungersi cricco e crocco.

Il mettersi insieme di persone malvagie.

Juocu fuocu.

Giuoco fuoco.

Fuochi d'artificio.

L'uòcciu ro patruni 'ngrassa u cavaddu.

L'occhio del padrone ingrassa il cavallo.

L'uòmmini nun si musurunu a pammu.

Gli uomini non si misurano a palmi.

Non è l'altezza che determina se uno è "uomo".

Lassari a unu 'ntrìrici ('ntrisca).

Lasciare uno in tredici.

Mandare a quel paese.

Lavàrisi a ucca.

Lavarsi la bocca.

Invito a parlare più "pulito".

Lavàrisi i manu.

Lavarsi le mani.

Tirarsi in disparte, disinteressarsi.

Luari a tàula.

Togliere la tavola.

Sparecchiare.

Luari manu.

84
Togliere mano.

Smettere di lavorare.

Luàrisi i 'ncuoddu a unu.

Togliersi di dosso uno.

Allontanare una persona fastidiosa.

Luàrisi na cosa ra testa.

Togliersi una cosa dalla testa.

Luoncu ammàtila.

Inutilmente lungo.

Macari 'Ddiu!

Volesse Dio!

Mali nun fari e paura n'aviri.

Male non fare e paura non avere.

Mància a gustu tuou e viesti a gustu r'autri.

Mangia a gusto tuo e vesti a gusto d'altri.

Puoi mangiare come vuoi ma devi seguire la moda.

Mància pani a trarimientu.

Mangia pane a tradimento.

Dicesi di un familiare rivelatosi infedele.

Manciari pani scuddatu.

Mangiare pane dimenticato.

Per chi dimentica le cose troppo in fretta.

Manciari senza vìviri è comu u 'nniulatu senza ciòviri.

85
Mangiare senza bere è come quando è nuvoloso ma non piove.

Manciàricci a facci a unu.

Mangiare la faccia a uno.

Rimproverarlo per non aver mantenuto la parola.

Manciarisilla cu l'uocci.

Mangiarsela con gli occhi.

Guardare ardentemente una donna.

Manu pirciati.

Mani bucate.

'Mballàrisi i pupi.

Imballare i burattini.

Andar via adirati.

'Mbriacu comu na signa.

Ubriaco fradicio.

Mèttiri 'gghiurìzziu.

Mettere giudizio.

Maturare in età e capacità.

Mèttiri a unu 'ncruci.

Mettere uno in croce.

Tormentare una persona senza darle tregua.

Mèttiri cu'e spaddi o muru.

Mettere con le spalle al muro.

86
Non lasciare alcuna via di scampo.

Mèttiri u 'nciaccu o cuoddu.

Mettere il cappio al collo.

Costringere ad un certo comportamento.

Miègghiu l'uou oggi ca a jaddina 'ddumani.

Meglio l'uovo oggi che la gallina domani.

Chi si contenta, gode.

Mittìrisi 'mpliciu 'ntesta.

Mettersi una pulce in testa.

Fissarsi su un'idea.

Mittìrisi a cura 'nmienzu l'anchi.

Mettersi la coda in mezzo alle gambe.

Assumere un atteggiamento dimesso.

Mittìrisi i manu e' capiddi.

Mettersi le mani ai capelli.

Disperarsi per qualcosa.

Mittìrisi o' passu.

Mettersi al passo.

Approfittarsi della propria posizione.

'Mpiccicatu cu'a sputazza.

Incollato con la saliva.

Attaccato in malo modo.

87
Muottu i fami!

Morto di fame!

Miserabile!
Musurari co sa pammu.

Misurare col suo palmo.

Ognuno misura col suo metro.

Na fraccata i lignati.

Una gran quantità di botte.

Na manu lava l'àutra e tutti rui làunu a facci.

Una mano lava l'altra e tutte e due il viso.

Circa la necessità di aiutarsi a vicenda.

'Ncuoppu a utti e 'ncuoppu o timpagnu.

Un colpo alla botte e un colpo al cerchio.

Tipico di chi cerca di comportarsi in modo equo.

Nèsciri na cosa ra mànica.

Uscire una cosa dalla mànica.

Inventarsi una cosa di sana pianta.

Nun aviri nè arti, nè parti.

Non avere nè arte, nè parte.

Non saper fare nulla e non possedere nulla.

Nè gnìcchiti e nè gnàcchiti.

Dicesi quando si invita a non cercare scusanti.

Nè tu cu si, nè iu cu sugnu.

Nè tu chi sei, nè io chi sono.

Ignorarsi a vicenda.

88
Nìuru a 'ttia!

Nero a te!

Maledizione che invoca un lutto.

'Nsapi caminari e voli cùrriri.

Non sa camminare e vuol correre.

Chi vuole fare il passo più lungo della gamba.

'Nsuonnu e 'nmìgghia.

Tra il sonno e la veglia.

Il dormiveglia.

'Nta na cussa.

Nel tempo di una corsa.

In un attimo.

'Nto vagnatu ci ciovi.

Sul bagnato ci piove.

Nun arruspigghiari u cani ca rommi.

Non svegliare il cane che dorme.

Non disturbare chi può reagire in malo modo.

Nun aviri nè fìchita né uredda.

Non avere nè fegato nè budella.

Essere estremamente magro.

Nun ci fici nè càuru nè friddu.

89
Non gli fece nè caldo nè freddo.

Rimanere del tutto indifferenti.

Nun ci putiri cummàttiri.

Non poterci combattere.

Non riuscire ad acquietare (un bambino).

Nun dari dàzziu.

Non dare dazio.

Non dare confidenza.

Nun lassari pi cuttu.

Non lasciare in pace.

Continuare ad insistere.

Nun mi tuccari ca mi scuòzzulu.

Non toccarmi che mi sbriciolo.

Dicesi di chi ha la puzza sotto il naso.

Nun pigghiari lia.

Non riuscire a metter carne.

Nun putiri ciùrriri uòcciu.

Non poter chiudere occhio.

Nun si ni sappi nè nova nè vèccia.

Non se ne seppe nè nuova nè vecchia.

Non se n'è saputo più nulla.

Nun si pìgghia se nun s'assumìgghia.

Non si prende se non si somiglia.

Stando insieme prima o dopo ci si somiglia.

90
Nun vi ricu e nun vi cuntu...

Non vi dico e non vi racconto...

Nunn'è tuttu oru chiddu ca luci.

Non è tutto oro quello che luccica.

Nuru e cruru.

Nudo e crudo (che non possiede nulla).

O' friscu o' friscu.

Al fresco al fresco.

Di prima mattina.

O futteca o 'rrubbeca.

O favori di donna o ladrocinio.

Dicesi di chi si arricchisce in modo misterioso.

O' runa l'arma o riaulu.

Vai a dare l'anima al diavolo (maledizione).

O ti manci sta minèscia, o ti jetti ra finèscia.

Ti mangi la minestra, o ti butti dalla finestra

Essere senza possibilità di scelta.

Ogni acqua leva a siti.

Ogni acqua toglie la sete.

Da ognuno si può trarre qualcosa di buono.

Ogni ciuri è segnu r'amuri.

Ogni fiore è segno d'amore.

91
Ogni fichitieddu i musca è sustanza.

Ogni fegatino di mosca è sostanza.

Ci si può accontentare anche di poco.

Ogni lignu javi u sa fumu.

Ogni legno fa il suo fumo.

Ognuno ha i propri difetti.

Ogni santu javi a sa festa.

Ogni santo ha la sua festa.

Ognuno ha le proprie virtù.

Ognunu tira braci o' sa cudduruni.

Ognuno tira la brace verso il proprio pane.

Ognuno cerca il proprio vantaggio.

P'amuri i 'Ddiu!

Per l'amore di Dio!

Pani ruru e cutieddu ca nun tàgghia.

Pane duro e coltello che non taglia.

Dicesi di due che non vanno d'accordo.

Panza mia fatti visazza.

Pancia mia fatti bisaccia.

Incamerare quanto più si può.

Parrari ammàtila.

Parlare inutilmente.

Dicesi di chi parla in modo sciocco.

Parrari ciaru e tunnu.

92
Parlare chiaro e tondo.

Parlare chiaramente senza lasciare dubbi.

Parrari quantu 'ngnùrici poviru.

Parlare quanto un giudice povero.

Essere estremamente logorroico.

Parràricci u cori.

Parlargli il cuore.

Avere un presentimento.

Passari lìsciu.

Passare liscio.

Non fermarsi nemmeno per salutare.

Passàrisi a manu 'nto piettu.

Passarsi la mano sul petto.

Provare a sentire la propria coscienza.

Passarisilla franca (lìscia).

Passarsela franca (liscia) (scansare i guai).

Pati u ghiustu p'o piccaturi.

Soffre il giusto a causa del peccatore.

Patti ciari e amicìzia longa.

Patti chiari e amicizia lunga.

Pazzi e picciriddi 'Ddiu i juta.

Pazzi e bambini Dio li aiuta.

Pèddiri u 'gghiurìzziu.

93
Perdere il giudizio.

Lasciarsi travolgere dall'ira.

Pèddiri u sceccu cu tutti i carrubbi.

Perdere l'asino con tutte le carrube.

Perdere sia il capitale che l'interesse.

Pi la Santa Cannalora ri lu 'mmiennu siemu fora.

Per la Santa Candelora dell'inverno siamo fuori

All'inizio di febbraio, l'inverno è finito.

Pi San Franciscu nesci u cauru e trasi u friscu.

Per San Francesco finisce il caldo e comincia il fresco.

Ai primi di ottobre comincia a far fresco.

Pieri i liettu.

Piedi del letto.

Zona del letto dove vanno i piedi.

Pìgghia 'cciù muschi u meli ca l'acitu.

Prende più mosche il miele che l'aceto.

Ottiene più la dolcezza che la frusta.

Pigghiari 'ncunìgghiu.

Prendere un coniglio (cadere).

Pigghiari a via r'acitu.

Prendere la via dell'aceto.

Prendere una brutta strada.

Pigghiari i piettu a unu.

94
Prendere di petto uno.

Affrontare decisamente una persona.

Pigghiari i unu.

Prendere da uno.

Somigliare ad una persona.

Pigghiari p'o cuoddu.

Prendere per il collo.

Costringere qualcuno a fare qualcosa.

Pigghiari u cielu a pugna.

Prendere il cielo a pugni.

Intraprendere una battaglia persa in partenza.

Pigghiàricci u riàulu.

Prendergli il diavolo.

Inalberarsi.

Pigghiàrisi còlliri.

Prendersi collere.

Incollerirsi.

Pigghiàrisi u friscu.

Prendersi il fresco.

Godersi il fresco della sera.

Pipita 'nta lingua!

Dicesi a chi parla senza finirla mai.

Pisciari fora o' 'rrinali.

Pisciare fuori dell'orinale.

95
Dire o fare qualcosa non in argomento.

Pistari l'acqua 'nto muttaru.

Pestare l'acqua dentro il mortaio.

Lavorare inutilmente.

Puttalla o luongu (cuttu).

Portarla per le lunghe (corte).

Polemizzare senza fine (tagliare corto).

Puttari 'ncianta i manu.

Portare in pianta di mano.

Tenere in grande considerazione.

Quannu a jatta nun potti arrivari a saimi, rissi ca era jàcita.

Quando la gatta non riuscì a prendere il grasso disse che era acido.

Quannu c'è u 'bballu, s'abballa.

Quando c'è il ballo, si balla.

Quannu u cavaddu è sàzziu etta càuci.

Quando il cavallo è sazio tira calci.

Chi ricevuto del bene, poi si mostra ingrato.

Quannu u jattu nun c'è i succi ballunu.

Quando il gatto non c'è i sorci ballano.

Quannu u riàulu accarizza oli l'ànima.

Quando il diavolo accarezza vuole l'anima.

Dicesi di chi abbindola usando la dolcezza.

96
Quant'è 'ggherè!

Non importa quanto.

Rari na fraccata i lignati.

Dare un sacco di botte.

Ràricci a coffa.

Dargli la sporta.

Mandare via qualcuno.

Ràrisi a testa mura mura.

Dare la testa sul muro.

Cercare aiuto dappertutto.

Rattàrisi a panza.

Grattarsi la pancia.

Non fare nulla.

Rispiratu comu na signa.

Disperato come una scimmia.

Rissapitu comu a pàgghia.

Insipido come la paglia.

Rittu o tuottu addifienni u tuou.

Dritto o storto difendi il tuo.

In ogni caso, difendi la tua parte.

Ròmmiri a suonnu cinu.

Dormire a sonno pieno.

Dormire profondamente.

97
'Rraccumannari a piècura o' lupu.

Raccomandare la pecora al lupo.

Chiedere garanzie a chi non può darne.

'Rriccu e cinu comu o' mari.

Ricco e pieno come il mare.

Si dice come augurio.

'Rruspigghiari u cani ca rommi.

Svegliare il cane che dorme.

Inquietare chi, tranquillo, può reagire male.

'Rrumpìricci a facci.

Rompergli la faccia.

Malmenare qualcuno.

S'arrivànu criccu e cruoccu.

Si sono trovati cricco e crocco.

Dicesi di due che combinano guai insieme.

Sapiri unni rommi u liebbru.

Sapere dove dorme la lepre.

Agire sapendo dove si andrà a finire.

Sapìrisi arriminari i catti.

Sapersi mischiare le carte.

Sapersi barcamenare tra le difficoltà.

Sciri i 'rrera.

Uscire dall'eredità.

Non comportarsi secondo le abitudini familiari.

98
Sciri pazzu.

Uscire pazzo.

Scrivirisillu 'nta testa.

Scriverselo in testa.

Non dimenticarsene più.

Scupa nova tutta scrùsciu.

Scopa nuova tutta rumore.

Le novità fanno sempre scalpore, poi...

Se 'bboli 'Ddiu!

Se vuole Dio!

Senz'affruntu!

Senza vergogna!

Senza facci!

Senza faccia! (Non rispetta la parola data).

Senza musura!

Senza misura!

Che non ha limiti.

Siccu 'ncannila.

Magro come una candela.

Sinceru comu l'acqua re maccarruna.

Sincero come l'acqua dei maccheroni.

Sincero e puro; senza alcuna malizia.

Sintìrisi pigghiatu re turchi.

99
Sentirsi preso dai turchi.

Arrabbiarsi moltissimo.

Siri 'nto sa centru.

Essere nel proprio centro.

Essere a proprio agio.

Siri ittatu 'nta 'nfunnu i liettu.

Essere gettato in un fondo di letto.

Essere molto ammalato da parecchio tempo.

Siri na fava spattuta.

Essere una fava divisa in due.

Inseparabili.

Siri ra cucciara.

Essere della cucchiaia.

Far parte della cerchia che comanda.

Siri u cani e a jatta.

Essere il cane e la gatta.

Non andare d'accordo.

Siriviri 'ncoppa.

Servire in coppa (di tutto punto).

Sistimatu pe' festi e pe' sumani.

Sistemato per le feste e per le settimane.

Essere in gravissime difficoltà.

Spara a cu visti e accuogghi a cu nun visti.

Spara a chi vide e prende chi non vide.

100
Sparare a destra e colpire a sinistra.

Spattìrisi u suonnu.

Dividersi il sonno.

Essere inseparabili.

Stari cu 'ddu pieri 'nta na stuala.

Stare con due piedi in uno stivale.

Essere impelagato in qualche guaio.

Stari cu'a uricci a pinnieddu.

Stare con le orecchie tese.

Essere attenti ad ogni cosa.

Stujàrisi u mussu.

Tergersi il muso.

Doversi arrendere.

Suà suà.

Far comunella.

Sutta o liettu ra 'zza Mattia, a 'ddinucciuni, cuttuni cugghia.

Sotto il letto di zia Mattia, inginocchiato, raccoglieva cotone. (scioglilingua)

Tagghiàrisi i capiddi a tunna.

Tagliarsi i capelli a zero.

Tali patri e tali fìgghiu.

Tale padre e tale figlio.

Usato sia in senso positivo che negativo.

101
Taliari cu l'uocci tuotti.

Guardare con gli occhi storti.

Non vedere di buon occhio qualcosa o qualcuno.


Tanti pizzuluna fanu i carni nìuri.

Tanti pizzicotti rendono nera la pelle.

Ogni piccola cosa contribuisce a migliorare.

Tanti testi, tanti mazzi.

Tante teste, tanti bastoni.

Ogni testa ha la propria idea.

Tantu va a quattara all'acqua ca si 'rrumpi o si ciacca.


Tanto va la brocca all'acqua che si rompe o si lesiona.

Se si insiste troppo va sempre a finire male.

Tèniri u cannilieri.

Tenere il candelabro.

Dicesi di chi rimane beffato.

Testa i cucuzza.

Testa di zucca.

Dicesi di un tipo testardo.

Tintu e dispittusu.

Malvagio e dispettoso.

Persona altamente inaffidabile.

Tirari braci o sa cudduruni.

Tirare brace verso la propria focaccia.

Cercare sempre il proprio vantaggio.

Tirari l'acqua co' panaru.

102
Attingere l'acqua col cesto di vimini.

Fare qualcosa in modo maldestro.

Tiràrisi i capiddi.

Strapparsi i capelli (per disperazione).

Tiràrisi i trìspita e i tàuli.

Prendere i cavalletti e le tavole del letto.

Appropriarsi di ogni cosa.

Ti scanti ma nun timi.

Hai paura ma non timore.

Avere paura ma non temere punizioni di sorta.

Travagghiari a ghiurnata (jurnataru)

Lavorare a giornata.

Prestazione di lavoro quale giornaliero.

Travagghiari comu 'ncani.

Lavorare come un cane.

Trimari comu na fògghia.

Tremare come una foglia.

Trìulu, malanova e scuntintizza.

Lamento, cattiva notizia e scontentezza.

Dicesi per indicare tre tristi figuri.

Truàrisi tra a 'ncùnia e u mattieddu.

Trovarsi tra l'incudine e il martello.

Trovarsi tra due fuochi.

103
Tuccàricci u 'ddèbbuli.

Toccargli il debole.

Ammaliare qualcuno puntando sulle debolezze.

Tutti i strati puòttunu a ciazza.

Tutte le strade portano in piazza.

Si arriva comunque al centro del problema.

Tuttu 'bbuonu e binirittu.

Tutto buono e benedetto.

Persona morta di cui si ha un buon ricordo.

U cacatu seri 'mpizzu.

Chi l'ha fatta addosso si siede in punta.

Chi ha i carboni bagnati ha reazioni pronte.

U ciumi tira petri.

Il fiume tira pietre.

Dicesi quando tutto sembra andare storto.

U craùni se nun tinci mascarìa.

Il carbone se non tinge sporca.

Se ci si comporta male le tracce si vedono.

U immirutu 'nmienzu a via u sa immu nun su virìa.

Il gobbo sulla via la sua gobba non la vedeva.

E' più facile vedere i difetti degli altri.

U mièricu s'a sturia e u malatu s'a catacogghi.

Il medico studia e intanto il malato muore.

U picca m'abbasta e u 'ssai m'assupeccia.

104
Il poco mi basta e il troppo mi avanza.

Bisogna sapersi accontentare.

U pisci feti ra testa.

Il pesce puzza dalla testa.

Le colpe sono sempre di chi sta più in alto.

U sanu i cani e i jatti.

Lo sanno i cani ed i gatti.

Per dire che è a conoscenza di tutti.

U Signuri javi i pieri i ciummu.

Il Signore ha i piedi di piombo.

Dio colpisce poi, con calma.

U Signuri manna viscotta a cu nun avi rienti.

Il Signore manda biscotti a chi non ha denti.

Riceve benefici chi non può apprezzarli.

Ulìri a utti cina e a muggheri 'mbriaca.

Volere la botte piena e la moglie ubriaca.

Voler avere tutto senza rinunciare a niente.

Unni maggiuri c'è, minuri cessa.

Dove c'è il maggiore, il minore non può.

Chi è più in basso in gerarchia deve obbedire.

Uocci a pampinedda.

Occhi a fogliolina (appena socchiusi).

Uòcciu ca nun viri, cori ca nun doli.

Occhio che non vede, cuore che non duole.

105
Chi non vede non può provare dolore.

Uòcciu vivu comu a sadda motta.

Occhio vivo come la sarda morta.

Modo ironico per dire: segue attentamente una ragazza.

Uòmminu i parola.

Uomo di parola.

Galantuomo che non conosce doppiezze.

Utàrisi a murudda.

Arrovellarsi la mente.

Pensare intensamente una soluzione.

Vastàrisi u sangu.

Guastarsi il sangue.

Farsi cattivo sangue a causa di arrabbiature.

Vèniri a capimientu.

Arrivare al capo.

Districare un problema complesso.

Virìrisi a vista.

Stare a guardare senza intervenire.

Vìrriri a mala pigghiata.

Accorgersi del cattivo giuoco.

Accorgersi che le cose si mettono male.

'Zzappari all'acqua e siminari o vientu.

106
Zappare l'acqua e seminare col vento.

Fare cose inutili e poco opportune.

Siccome non mi vergogno

e sono un gran sfacciato,

presento il mio racconto

sperando sia guardato.

Racconto con poesia

un po' di vita mia;

se interesse non avete

girate e ve ne andate.

Siccomu nun m'affruntu

e sugnu gran sfacciatu,

prisientu lu ma cuntu

spirannu ch'è taliatu.

Vi cuntu cu poesia

'mpocu ra vita mia;

se 'ntressu nun aviti

furriati e vi ni iti.
Direte che non ho voluto risparmiarvi nulla, questa volta: neanche le poesie. E' che
sono fermamente e colpevolmente convinto (chi non lo è?) che ciò che scrivo debba
interessare tutti e da tutti debba essere apprezzato. Non è così, naturalmente, ma non è
una cosa grave: credo si possa vivere anche con convinzioni sbagliate.
Una cosa voglio dire sul serio (senza voler insegnare niente a nessuno): penso che la
poesia debba essere musica. E' musica leggere le poesie di Prevert in francese (ma
anche le preghiere di Quoist) o Lorca in spagnolo, o Leopardi oppure il nostro
grandissimo Antonino Uccello; ma è musica anche Dario Fo con i suoi grammelot
apparentemente insensati. Dunque, almeno per me, poesia uguale musica. Ed io? Io,
purtroppo, la musica la conosco poco (specialmente la dodecafonica, dicono).
Ho messo qui alcune delle mie "cose" scritte in occasione di vari avvenimenti, alcuni
107
lieti altri tristi, antichi e recenti. Spero di essere riuscito a trasmettere, almeno in parte, i
sentimenti e le sensaziomi che le hanno ispirate.

Michele Mozzicato

La tigre ferita

Sotto il cielo stellato ruggiva la tigre.

Le serpi si alzavano in coro

poi si lanciavano: sicuro era il morso.

E la tigre ferita, umiliata, derisa

vedeva fuggire da sè tutti quanti.

Era un vascello in balìa delle onde

che ognuno abbandona lasciandolo nudo.

Triste realtà di chi lotta nel buio,

insegue un destino: non essere solo.

Pure, questa è la vita. Viaggi sicuro,

spavaldo, seguito da chi credi ti ami.

T'accorgi ben presto: è tutta apparenza.

Facciata imbiancata, nasconde le crepe

che appaiono tutte se il passo decade.

E allora sei solo, nessuno è al tuo fianco.

108
Speranza

Eri un illuso, credevi in qualcosa

e si è rivelata solo brace fumosa

che sembra scaldare, bruciare tranquilla

e invece ti ammorba, carogna, ti assilla.

Se almeno qualcuno ti apprezza di un tanto

riesci ad esistere, vivere, fartene un vanto.

Ma quando la lebbra si abbatte sul corpo

di tutto si appropria quel morbo.

Perchè, se torni nessuno,

devi sempre cercarti qualcuno?

Ma già il sole risplende sereno,

ritorna natura a baciare il terreno.

Guerriero di pace raccoglie l'oblìo

e va col pensiero al solo desìo:

egli offre silente il suo cuore

e aspetta con speme che torni l'amore.

109
Scherzo

Nella notte buia e nera

vola in alto una chimera;

poi si abbassa, adocchia i tetti

dei bambini, che angioletti!

Quindi guarda tra gli appunti,

legge, annota, segna punti:

per chi è stato assai meschino

di carbon riempie il calzino;

a chi buono si è portato

un bel dono ha regalato.

Poi s'invola e va lontano,

vi saluta il buon ...befano.

110
Per il matrimonio di Santino

La madre: Figlia d'amore, stella del mare


esci di casa e non so cosa dire.

La figlia: Madre di cuore, mi vado a sposare;


prendo un ragazzo che mi sa capire.
Mi sposo Santo, ragazzo educato,
serio, sincero, assai innamorato.
Io me lo sposo contenta e felice
e prego il Signore che ci benedice.

Lo sposo: Vieni Patrizia bella e cerasa,


vieni con me, ti porto alla casa.
Io nella casa ci vedo una luce,
un canto fresco, rumore di noci:
la tua bellezza sempre desiata
fonte e ricchezza per tutta la vita.

La madre: Andate ragazzi, sia dolce la vita;


la forza d'amore vince la partita.

Michele: Vince e si salva tra l'onde del mare


quello che pensa non solo ai denari
ma a mantenere lontano dai mali
tutti coloro che assai vuole bene.

Bene ragazzi, portiamo alle corte:


ridiamo, scherziamo, facciamo di tutto.
basta che dopo, finito di ballare,
pensiamo alla salute e tiriamo a campare.

111
P'o spusalìzziu i Santinu

A matri: Fìgghia amurusa, stidda ro mari


niesci i sta casa e 'nsàcciu chi diri.

A fìgghia: Matri ri cori, mi vàgghiu a spusari;


pìgghiu 'mpicciuottu ca sapi capiri.
Mi spusu a Santu, picciuottu arucatu,
seriu, sinceru, assai 'nnammuratu.
Iu mi lu spusu cuntenta e filici
e prieiu o Signuri ca ni binirici.

U 'zzitu: Vieni Patrizia bedda e cirasa,


vieni cu 'mmia, ti puortu a ma casa.
Iu 'nta sta casa ci viru na luci,
nu cantu friscu, nu scrùsciu ri nuci:
la ta biddizza sempri risiata
funti i ricchizza pi tutta a ma vita.

A matri: Iti carusi, na bona jurnata;


a forza r'amuri vinc'a partita.

Micheli: Vinci e si salva ri l'unni ro mari


chiddu ca pensa nun sulu e rinari
ma a mantinìri luntanu re peni
tutti i pirsuni ch'assai voli beni.

Buonu picciuotti, puttàmulu o cuttu:


ririemu, babbiamu,faciemu ri tuttu.
Basta ca 'ddoppu, finutu i ballari,
pinsamu a saluti e tiramu a campari.

112
Si sposa Lucia: il venticinque di luglio.

Prologo

Un giorno di un mese che non so


dieci, vent'anni o mille anni fa,
un bravo ragazzo e una ragazza bella
si videro da lontano e s'innamorarono
Con gli occhi si parlarono e si capirono,
senza parole si giurarono amore:
"L'appuntamento c'è, non mancare".
"Non mancherò; tienimi, intanto, nel tuo cuore".

Atto I: L'incontro.

"Bella - le disse - vuoi stare con me?"


Lei non rispose, arrossì.
Poi lo abbracciò, lo strinze forte
e più non lo lasciò.
E vide netta tutta la sua vita
a fianco a quel ragazzo incatenata.
Strinse più forte, quasi soffocandolo
e: "Che bella sorte!", pensò.

Giovane era Lucia, ma con i fiocchi:


"Franco è per me, guai chi lo tocca!".
Franco la guardò, prese coraggio;
le regalò un canto tra i migliori:
"Luce degli occhi miei, bella ragazza;
consegnami la tua vita, la voglio tutta.
Io ti prometto qua, in mezzo alla gente,
che tu sarai per me l'unica amante.
E voglio dire qua, senza tanti fronzoli:
Lucia è solo mia, guai chi la tocca!".

Atto II: Sofferenze e tribolazioni.

Così si promisero eterno amore


essendo di sentimenti già sicuri.
E giorno dopo giorno più vicini,
più forti, più fedeli e più...stecchini.

Il padre di Lucia quando lo seppe


piatti per la felicità dieci ne ruppe.
Il padre di Franco fece una mancanza:
sfasciò per l'allegria l'intera stanza.
Questo per dire quanto "soffrirono"
questi poveri ragazzi di cui parliamo.

113
Si spusa Lucia: U vinticincu i giugniettu.

Prologo
Nu juornu ri nu misi ca nun sàcciu
reci, vint'anni o milli anni fa,
'mpicciuottu brau e na carusa bedda
si vìstinu i luntanu e si piacienu.
Cu l'uocci si parranu e si capienu,
senza paroli si giuranu amuri:
"L'appuntamentu è datu, nun mancari".
"Nun mancu; tienimi, 'nto mentri, 'nto ta cori".

Atto I: L'incontro.
"Bedda - ci rissi - vuoi stari cu 'mmia?"
Idda nun rispunniu, 'rrussa si fici.
Puoi l'abbrazzau, lu strinzi forti
e 'cciù nun lu lassau.
E visti netta tutta la sa vita
o ciancu i stu picciuottu 'ncatinata.
Strinciu 'cciù forti, quasi u suffucau
e: "Chi bedda sorti!", pinsau.

Carusa era Lucia, ma cu la scocca:


"Francu è pi 'mmia, guai a 'cc'u tocca!".
Francu a taliau, pigghiau curàgghiu;
a idda rialau 'ncantu re miègghiu:
"Luci ri l'uocci miei, bedda picciotta;
cunsinnimi a ta vita, a vuògghiu tutta.
Iu ti prummiettu 'ccà, 'nmienzu a la 'gghenti,
ca tu sarai pi 'mmia l'unica amanti.
E vuògghiu riri 'ccà, senza na 'nnocca:
Lucia è sulu mia, guai a cu'a tocca!".

Atto II: Sofferenze e tribolazioni.


'Ccussì si prummittienu eternu amuri
siennu re sintimienti già sicuri.
E juornu 'ddoppu juornu 'cciù vicini,
'cciù forti, 'cciù fidili e 'cciù ...sticchini.

U patri ri Lucia quannu c'o sappi


piatti p'a cuntintizza reci ni 'rruppi.
U patri i Francu fici na mancanza:
114
sfasciau pi l'addirìa l'intera stanza.
Chistu pi diri quantu ca "suffrienu"
sti poviri carusi ca viriemu.

La sofferenza però ci fu lo stesso


solo che arrivò da un compromesso.
Un giorno ci fu Lucia che disse a Franco:
"Guarda che vado via, anche se ti penserò".
"Ma dove vai? E mi lasci solo?
Ed io, senza di te, come farò?".
"Vado a Venezia" e qui Lucia sbagliava
convinta che ci fosse solo Venezia.
Non pensava di fare conoscenza
col paese che può dirsi solo con licenza: Cavàrzere.
Quante lacrime e pianti alla partenza
e quanti sospiri in lontananza.

Atto III: Verso la meta.

Il Veneto è Sicilia, non sapete?


Ci stanno tanti amici simpatici.
Maria e Michele erano pronti,
aprirono le porte ed essi vennero avanti.
Erano parenti, pieni di allegria;
si fecero fratelli per Franco e per Lucia.

Passò il primo anno, meno male,


ma già il secondo si presenta uguale.
E via telefonate, e tanti treni;
lettere, cartoline e ancora treni.
Franco sembrava preso da uno spettro:
laurea, militare, studio, soldi.
"Presto si deve fare, basta aspettare;
sposiamoci, così non si può stare".

Ed ecco giunto il giorno desiderato,


giorno benedetto e tanto amato.
Giorno che Franco benedice ora
mentre Benito maledice ancora.
Giorno che vide piangere Lucia
per la prima volta nella vita sua.
Non pianto di pena o d'allegria,
ma pianto di neonato per la nascita sua.

Epilogo

Ora che siamo arrivati alla fine


stringiamo la mano ai due sposini;
e raccomandiamo di essere furbi
e non pensare a chi farà dispetti.
Cè sempre chi ha da dire, non fateci caso,
fate finta di niente;
e visto che gli invitati sono contenti,
stringetevi e nel frattempo vi baciate.

115
A suffirenza però ci fu o stissu,
sulu ca vinni fora i 'ncumpramissu.
Gn'juornu ci fu Lucia ca rissi a Francu:
"Viri ca mi ni vàiu, ma nun t'ammancu".
"Ma unni vai? E chi mi lassi sulu?
E iu, senza ri tia, chi mi cunciuru?".
"Vado a Venezia" e 'ccà Lucia sparrava
cumminta ca Venezia sula c'era.
Nun si pinsava i fari cunuscenza
c'un paisi ca puoi riri cu licenza: Cavarzere.
Lacrimi e cianti quantu a la spartenza
e quantu li suspiri in luntananza.
Atto III: Verso la meta.
U Venitu è Sicilia, 'nlu sapiti?
Ci stanu tant'amici sapuriti.
Maria e Micheli s'attruanu pronti,
rapienu i porti e iddi fuonu avanti.
Parienti erunu, cini r'addirìa;
addivintanu frati pi Francu e pi Lucia.
Passau lu primu annu, 'mmenu mali,
ma già u sacunnu s'ancapizza uguali.
E via talafunati e tanti trena;
littri, cartullini e ancora trena.
Francu parìa pigghiatu ri nu spiddu:
làuria, militari, studiu, soddu.
"Prestu s'ha fari, basta r'aspittari;
spusamini, 'ccussì 'nsi po campari".
Ed eccu juntu u juornu sì disiatu,
nu juornu binirittu e tantu amatu.
Juornu ca Francu binirici ora
mentri Benitu malirici ancora.
Juornu ca visti ciànciri a Lucia
p'a prima vota 'nta la vita sua.
Nun era 'nciantu i pena o r'addirìa,
era ciantu r'addievu p'a nascita sua.
Epilogo
Ora c'amù 'rrivatu versu a fini
strinciemicci la manu e ru sposini;
e ci raccumannamu i siri spetti
e nun pinzari a cu ci fa rispietti.
C'è sempri cu avi i riri, 'nci pinzati,
faciti finta i nenti;
116
e datu ca i 'nvitati su cuntenti,
strincìtivi e 'nto mentri vi vasati.

Un giorno.

Un giorno che non avevo nulla da fare,

presi la penna e cominciai a studiare

come dire le cose che avevo in testa.

Pensai che la lingua che so parlare

è quella che di meno posso usare

mentre quella che sento è sconosciuta.

Questo è il destino di chi sta lontano

dalla sua terra, dalla gente; e di malavoglia

deve far finta di stare contento.

117
Gn'juornu

Gn'juornu ca 'nn'avìa propriu chi 'ffari,

pigghiai a pinna e 'ncuminciai a sturiari

comu riri i cosi ca ci'avia 'nta testa.

Pinzai c'a lingua ca sàcciu parrari

È chidda ca 'cciù picca puozzu usari

mentri chidda ca sientu è scanusciuta.

Chistu è u ristinu i cu sta luntanu

ra sa terra, r'agghenti; e cuntramanu

a 'ffari finta i siri cuntentu.

118
La vita.

E' vero che se piove poi è sereno?

E' vero che nessuno resta solo?

E' vero che dalla notte viene il sole?

E' vero che mi tocca di aspettare?

Perchè qualcuno comincia molto presto?

Perchè c'è sempre quello che ha già vinto?

Perchè 'sta ruota gira più lontano?

Perchè per me c'è solo da sudare?

Passerà questa brutta giornata!

119
A vita

E' veru ca se ciovi appuoi è serenu?

E' veru ca mai nuddu resta sulu?

E' veru ca ra notti veni u suli?

E' veru ca m'attocca r'aspittari?

Picchì quaccunu attacca ri matinu?

Picchì c'è sempri unu c'ha vinciutu?

Picchì sta 'rrota gira 'cciù luntanu?

Picch' pi 'mmia c'è sulu ri surari?

Passari javi sta mala jurnata!

120
Un giorno, sette anni.

All'una di notte che sogno che feci.

Alle due della notte sveglio e felice.

Alle cinque di mattina in piedi e contento.

Alle sette di mattina la vidi da lontano.

Alle nove di mattina presi la sua mano.

Alle dieci le dissi: "Ti voglio, Maria".

A mezzogiorno mi disse: "Per la vita".

Ma già dopo un'ora: "Niente, è finita".

Alle due dopo pranzo tutto rotto e dolente.

Alle tre meno un quarto tornò per la sua strada.

Alle quattro e mezza mi fece il discorso:

"Se tu mi vuoi bene sei tutto per me".

Alle sette di sera vestita di bianco.

Alle otto di sera stretto al suo fianco.

Alle dieci di sera ci feci all'amore.

121
Gn'juornu, sett'anni

All'una ri notti chi suonnu ca fici.

E rui ri 'dda notti ruspigghiatu e filici.

E cincu i matina additta e cuntenti.

E setti i matina a visti i luntanu.

E novi i matina pigghiai la sa manu.

E reci ci rissi: "Ti vuògghiu, Maria".

A manziuornu mi rissi: "P'a vita".

Ma già 'ddoppu n'ura: "Nenti, è finuta".

E rui 'ddoppu pranzu tuttu 'rruttu e dulenti.

E tri menu 'nquattu tunnau p'a sa strata.

E quattru e na menza mi fici a parrata:

"Se tu mi vuoi 'bbeni si tuttu pi 'mmia".

E setti ri sira vistuta ri jancu.

All'uottu ri sira strittu o sa ciancu.

E reci ri sira ci fici all'amuri.

122
Passano i giorni.

Passano i giorni miei pieni d'affanni,

nessuno se ne accorge, ma sono grandi.

A chi li racconterò e chi mi sente?

Meglio parlare poco e stare attenti:

gli altri fanno tutti i fatti loro

chi vuoi che senta te coi fatti tuoi?

Poi son tutti pronti a dire, dopo:

"Ero pronto a dargli una mano, anche troppo;

ma egli era geloso delle sue cose

non diceva niente a nessuno e così rose

sembravano le spine". Avete capito

che razza di persone siamo al mondo?

Uno non dice mai se vuole aiuto,

l'altro si ferma presto e mai va a fondo.

123
Passunu i jorna

Passunu i jorna miei cini r'affani,

nuddu ca si n'adduna, ma su 'ddanni.

A cu l'haià cuntari e cu mi senti?

Miègghiu parrari picca e stari attenti:

agghenti fanu tutti i fatti suoi

cu vuoi ca senti a 'ttia che cosi tuoi?

Puoi su tutti pronti a 'ddiri, 'ddoppu:

"Prontu era a daricci na manu, fossi troppu;

ma iddu era 'gghilusu re sa cosi

'ndicìa nenti a nuddu e 'ccuss' 'rrosi

parieunu i sa spini". Atu caputu

chi 'rrazza ri pissuni siemu o munnu?

Unu nun dici mai se 'bboli aiutu,

l'autru si femma prestu e mai va a 'ffunnu.

124
Canicattini.

Se andate nel paese di Canicattini

trovate tante case strette strette;

ci sono quattro alberi e due pini,

strade diritte, anche un poco rotte.

Persone stanno al fresco a ragionare

delle cose che succedono nel mondo:

di corna, di pallone, del mangiare,

di come fece quello ad affondare.

Passano i giorni e nessuno se ne accorge,

sembra sempre un paradiso senza tempo:

il sole spacca le pietre nel vallone

e le frasche sfrigolano nel vento.

125
Janiattini

Se iti 'nto paisi i Janiattini

truati tanti casi 'ncutti 'ncutti;

ci sunu quattru albiri e 'ddu pini,

strati diritti, macari 'mpocu 'rrutti.

Agghenti stanu o friscu a ragghiunari

re cosi ca succièrunu 'nto munnu:

ri corna, ri palluni, ro manciari,

i comu fici chiddu a 'gghiri a 'ffunnu.

Passunu i jorna e nuddu si n'adduna,

pari sempri 'mpararisu fora tiempu:

u suli sbacca i petri re vadduna

e i fraschi sfruculinu 'nmienzu o vientu.

126
Il ponte di Alfano.

Il ponte di Alfano per poco non cade

e dire che sono trecento anni e più.

Un po' di rispetto si dovrebbe avere,

dargli l'aiuto per non farlo morire.

"Che serve parlare - mi fa Currarinu

che con Calamaru divide il destino -

servono soldi e un pensiero preciso:

senza del ponte il paese è finito!".

127
U ponti r'Affanu

U ponti r'Affanu pi picca nun cari

e diri ca su tricent'anni e macari.

'Mpocu i rispiettu avissimu aviri,

raricci aiutu pi 'nfallu murìri.

"Chi servi parrari - mi fa Currarinu

ca cu Calamaru si spatti u ristinu -

soddi ci vuonu e pinsieru caputu:

senza ro ponti u paisi è finutu!".

128
Vola, vola.

La trave.

Mia figlia vola, vola


e sale sulla trave;
si volta e si rivolta
saluta e se ne esce.

Le parallele.

Attacca poi alle sbarre


ci entra, poi ne esce,
ci gira sopra e sotto
attenta alle gambe dritte.

Il volteggio.

E' ora del cavallo:


coi denti rinserrati
una corsa, due giravolte
e a terra dritta e tesa.

Il corpo libero.

Balla e intanto ride


salta, gira, volteggia,
corre, si ferma e ride:
il cuore le permette di farlo.

E intanto che essa vola,


il cuore mio si ferma:
non farti male mai
Dio ce ne scampi.

Egli t'ha regalato,


dal niente ti ha creato.
Ringrazia Dio Signore
per tutti i Suoi favori.

129
Abbola, abbola.

A travi.

Ma fìgghia abbola, abbola


e ciana supra 'ntrau;
si ota e si riota,
saluta e si ni sciu.

I paralleli.

Attacca appuoi 'nte sbarri,


ci trasi, puoi ci nesci,
ci gira supra e sutta
attenta all'anchi ritti.

U volteggiu.

E' aura ro cavaddu:


que rienti 'nsirragghiati
na cussa, 'ddu furrioli
e 'nterra ritta e tisa.

U corpu lìbbiru.

Abballa e ammentri riri;


sàuta, gira, ota,
curri, si femma e riri:
u cori ci'ù fa fari.

E ammentri ch'idda abbola,


u cori miu si 'mpala:
'nti fari mali mai,
'Ddiu ni scanzi assai.

Iddu t'à rialatu,


ro nenti t'à criatu.
Ringràzzia a 'DDiu Signuri
pi tutti i Sa fauri.

130
Teresina.

Teresina ha due occhi

che bloccano la parola.

Non fa tante smorfie

se vede che è guardata.

Si vede che è felice

se ride e spesso parla.

Quando fa silenzio

vuol dire che non va.

Sei bella e tanto dolce,

sembri figlia del sole;

non farti tante croci:

benedetto chi ti prende.

131
Trisina.

Trisina javi 'ddu uocci

ca lieunu a parrata.

Nun fa tanti bannocci

sapiennu ch'è taliata.

Si viri ch'è filici

se riri e spissu parra.

Quannu silènziu fici

oddiri ca si sgarra.

Si bedda e tant'aruci,

ro suli pari fìgghia;

'nti fari tanti cruci:

miatu cu ti pìgghia.

132
Uomo!

Corri, ti affanni; vivi?

Soldi, vacanze, donne!

E i tuoi figli?

133
Scherzo solare

Ti svegli tutti i giorni, da tempi ormai remoti,

all'ora che conviene.

Risulti assai preciso, nessuno ti può dire:

mancò un appuntamento!

Di certo è assai noioso il giro che ti impone

l'attento tuo lavoro.

Eppure quanto bene, la vita che produci,

la luce che regali.

Rimane che sei solo, Sole.

134
INDICE

Comu si rici a janattinisa ? pag. 5

Frasi e proverbi pag. 81

Siccomu nun m'affruntu pag.139

135
Stampato in proprio
in Mogliano Veneto
durante l'anno 1993

136

Potrebbero piacerti anche