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ROY EUGENE DAVIS

LA SCIENZA DEL KRIYA YOGA


TRADUZIONE DEGLI YOGA SUTRA DI PATANJALI, CON UN COMMENTO DETTAGLIATO E ISTRUZIO
NI SPECIFICHE PER LA MEDITAZIONE E L'ESTASI
EDIZIONI VIDYANANDA

Prefazione
I sinceri ricercatori della verit troveranno in questo libro un manuale pratico p
er la meditazione quotidiana e una guida ai pi alti stati di coscienza. Anche que
i lettori che non sono stati ancora iniziati nelle pratiche yogiche trarranno im
menso beneficio da un attento studio del testo. Gli iniziati al Kriya Yoga scopr
iranno in questo libro un tesoro che non pu essere descritto dalle parole.
Non ho messo in corsivo le parole e i termini sanscriti, eccetto in pochi casi p
articolari in cui sembrava importante sottolinearli. Per aiutare a capire meglio
termini e parole che non sono spiegate esaurientemente nel corso dell'opera, st
ato aggiunto un glossario.
Sarebbe utile per il lettore leggere prima tutto il libro, e quindi stabilire un
programma regolare di studio e meditazione. Gli Yoga Sutra di Patanjali, che co
stituiscono la parte centrale del volume, si dimostreranno una sorgente di costa
nte ispirazione e rivelazione, perch ad ogni nuova lettura si avr una maggiore com
prensione, una diversa attitudine e una visione pi ampia, con un diverso stato di
coscienza. Un'altra lettura che raccomando di fare insieme agli Yoga sutra la B
hagavad Gita.
L'ideale sarebbe conoscere i principi basilari della mente e della coscienza, pe
r poi applicarli nell'arena delle esperienze quotidiane. Le fonti vediche dichia
rano che la conoscenza di cinque tipi. Primo, vi quella che possiamo avere attra
verso le parole scritte e gli insegnamenti orali delle persone di saggezza; si t
ratta di una conoscenza registrata e acquisita che possiamo fare nostra e utiliz
zare. Secondo, vi quella particolare conoscenza che viene in un lampo
d'intuizione, in un momento di genio; di solito questo tipo di conoscenza ha val
ore pratico nel mondo secolare. Terzo, vi quella conoscenza che si ottiene grazi
e a una genuina ispirazione, quando le facolt dell'anima sono abbastanza sviluppa
te. Quarto, vi la conoscenza rivelata, quella condivisa da santi e grandi profet
i che conoscono il lato interiore della natura. Quinto, vi la pura conoscenza ch
e la comprensione ultima e la realizzazione suprema che si ha con l'illuminazion
e. Realizzando questa, si pu avere ogni altra conoscenza.
Attraverso lo studio scrupoloso, la pratica e il servizio disinteressato, il dev
oto che cammina sul sentiero del Kriya Yoga avanzer stabilmente e realizzer il ben
e supremo.
ROY EUGENE DAVIS
Lakemont, Georgia

Prefazione Editoriale
Roy Eugene Davis nacque nel 1931 e trascorse i suoi primi anni in una comunit rur
ale nel nord dell'Ohio. R. E. Davis incontr Paramahansa Yogananda nel dicembre de
l 1949, e divenne discepolo di questo grande maestro di Yoga. Dopo quattro anni
di disciplina e pratica Yoga in un ambiente monastico, pass due anni nell'esercit
o degli Stati Uniti e quindi cominci il suo ministero spirituale.
R E. Davis ha scritto pi di venti libri, redattore-editore del Truth Journal e pr
esidente del Center for Spiritual Awareness. Tra i suoi libri pi importanti citia
mo: Light on the Spiritual Path, The Philosophy and Practice of Yoga; One Life,
Being, Power and Substance. Ô famoso nel mondo per i suoi scritti, le sue conferen
ze e i suoi seminari. Ricercatori entusiasti partecipano ai suoi programmi negli
Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in Europa. Come rappresentante della sua
linea di guru, R E. Davis condivide il messaggio del Kriya Yoga con migliaia di
ricercatori e discepoli.

Introduzione al KRIYA YOGA

UNO
La Scienza Pi Sacra
"Infine il Kriya Yoga si diffonder in tutti i paesi e contribuir ad armonizzare le
nazioni attraverso la percezione trascendente e personale dell'Infinito Dio da
parte dell'uomo".
Con queste parole Mahavatar Babaji, un mortale-immortale maestro di Yoga, bened P
aramahansa Yogananda a Calcutta, in India, nel 1920. Paramahansaji si preparava
a partire per l'America e aveva pregato incessantemente per ricevere la benedizi
one personale dell'Avatar. Babaji and in casa sua e lo bened , incoraggiandolo con
la sua presenza e con le parole che gli disse.
Il Kriya Yoga un approccio scientifico alla realizzazione di Dio ed particolarme
nte adatto ai ricercatori dell'Era presente. Le persone di ogni ceto sociale e d
i qualsiasi fede o tradizione possono praticare il Kriya Yoga con beneficio. Con
la pratica devota del Kriya e con la meditazione profonda, l'uomo pu avanzare su
l sentiero dell'illuminazione e della liberazione della coscienza. Riferendosi a
lla pratica del Kriya, Lahiri Mahasaya, un discepolo di Babaji, insegnava: "Pi un
o lavora, pi grande sar il salario". (Pi uno si dedica alla meditazione supercoscie
nte, maggiori saranno i benefici che sperimenter ).
Vi sono molti sentieri che portano all'Autorealizzazione. Ogni persona incline a
seguire il sentiero che meglio si adatta al proprio temperamento. Cos uno pu aver
e una natura devozionale e scoprire che l'adorazione e l'abbandono gli sono pi c
ongeniali. Un altro pu essere attivo e risoluto verso la meta, e offrire i risult
ati di
tutte le sue azioni a Dio. Un altro ancora pu seguire l'approccio intellettuale,
il sentiero del calmo discernimento, per vedere attraverso le apparenze Quello c
he Reale. Un approccio diretto, adatto a quelli che intraprendono intensamente i
l sentiero, la via della meditazione e della contemplazione interiore. Il sentie
ro del Kriya Yoga offre l'esperienza diretta della Realt , risultato che si ottien
e praticando con successo tecniche specifiche di meditazione.
Le tecniche Kriya saranno discusse pi in l in questo libro. Ve ne sono alcune larg
amente conosciute, e poche altre che sono enfatizzate dai guru del Kriya Yoga, i
quali fanno risalire la loro discendenza spirituale - a Mahavatar Babaji Tra le
tecniche di meditazione vi sono mantra, contemplazione del suono e della luce,
pranayama ed esercizi dinamici per risvegliare kundalini.
Fino alla seconda met del diciannovesimo secolo, i metodi del Kriya Yoga non veni
vano dati a quei ricercatori che non volevano rinunciare totalmente al mondo nel
la loro ricerca dell'Autorealizzazione. Quando Babaji diede a Lahiri Mahasaya il
permesso d'iniziare altri, gli concesse di iniziare liberamente tutti coloro ch
e gli avessero chiesto sinceramente aiuto lungo il sentiero spirituale. Anche ch
i ha delle responsabilit sociali e familiari pu essere un rinunciante, se non atta
ccato alla gente, alle cose, alle azioni e ai loro effetti. Perci la rinuncia int
eriore, che il risultato dello sviluppo spirituale, pi importante della rinuncia
fisica priva di trascendenza interiore.
Fu nell'ultima parte del 1949 che incontrai il mio guru, Paramahansa Yogananda,
a Los Angeles, in California. Mi fu insegnata la pratica del mantra e come fonde
rmi internamente nel suono e nella luce. Alcuni mesi dopo il mio guru mi inizi ne
lla pratica del kriya pranayama ed altre tecniche. Nei mesi che seguirono egli m
i diede dei consigli personali per aiutarmi nel sentiero.
Paramahansaji diceva spesso che il Kriya Yoga la via pi rapida alla realizzazione
di Dio, a differenza di altri sentieri che, pur essendo ugualmente validi, port
ano ad un progresso meno rapido. Molti dei suoi discepoli pi avanzati ottennero u
n alto grado di realizzazione; Paramahansaji diceva che molti avrebbero fatto l'
esperienza della liberazione finale della coscienza nel corso di questa stessa i
ncarnazione.

Kriya Yoga
La Disciplina Spirituale Ideale per quest'Era
Secondo i calcoli di Sri Yukteswar, pubblicati nel suo libro La Sacra Scienza, i
l mondo si sta allontanando dalle influenze dell'ultima Et Oscura o Kali Yuga, e
sta ascendendo lungo l'attuale Ciclo Elettrico, che continuer per altri 2200 anni
. Durante l'Et Oscura, l'uomo comune non era in grado di comprendere l'esistenza
delle cose sottili presenti in natura, come il magnetismo e l'elettricit . Nel cic
lo attuale queste propriet , come pure le propriet della luce, vengono studiate att
entamente dagli scienziati. Sempre pi persone sono oggi in grado di comprendere l
a filosofia e la scienza dello Yoga e riescono a sperimentare dentro di s l'esist
enza delle forze sottili e delle correnti sottili del prana. Per questo motivo l
a scienza del Kriya Yoga adatta ai ricercatori spirituali di quest'era
Mahavatar Babaji ha detto: "Il Kriya Yoga che io sto dando al mondo la ripresen
tazione della stessa scienza che Krishna diede ad Arjuna, e che era nota a Patan
jali e a Cristo, a San Giovanni, a San Paolo e ad altri discepoli".
Nella Bhagavad Gita (4: 1-3) Sri Krishna dice:
"Ho proclamato questo Yoga imperituro (questa via all'Autorealizzazione) agli an
tichi saggi e ai legislatori che hanno fatto le leggi da cui sono governati gli
uomini. Essi lo hanno trasmesso gli uni agli altri, attraverso un lignaggio di s
aggi reali, fino a quando questa verit andata perduta nel mondo per un lungo lass
o di tempo. Quella stessa antica scienza oggi io l'ho rivelata a te, poich tu sei
mio discepolo e amico, e questo il segreto supremo".
Ogni volta che la giustizia si affievolisce nel mondo, Dio si manifesta sulla sc
ena in maniera evidente per bandire la confusione e per ripristinare la via dell
a giustizia. La tendenza evolutiva del mondo verso la crescita; perci quando nell
a coscienza di massa vi confusione e avvilimento, appare un impulso divino che c
ontribuisce a purificare e ad elevare. -
Anche se la coscienza di massa influenzata dalle forze celesti,
e cos il mondo sottoposto a cambiamenti ciclici, gli individui intenti alle loro
pratiche spirituali non sono ingiustamente toccati dalle influenze della natura.
Colui che pratica il Kriya Yoga impara a riversare l'attenzione e la forza vita
le nell'occhio spirituale e, in questo modo, s'eleva al di sopra delle forze est
erne e diventa sempre pi desto in Dio.
In ogni Era vi sono tra noi persone estremamente materialiste e incapaci di comp
rendere perfino le verit elementari; e vi sono anche quelle pi sveglie e in cui l'
impulso spirituale evidente. Vi sono anche quelle estremamente intelligenti e ca
paci. E vi sono sempre alcuni illuminati. Se gli individui meno illuminati mostr
ano rispetto nei confronti di coloro che lo sono di pi , essi impareranno e cresce
ranno nella verit della coscienza.
Un maestro di Yoga mette alla prova le possibilit latenti in ogni uomo. Avendo su
perato tutti i legami che lo tenevano incatenato al mondo, costui supremamente l
ibero e agisce solo per il bene del mondo.

Dio Dona a noi Se Stesso come il vero Guru


Qual la relazione tra Dio e il guru, e qual la nostra relazione con Dio attraver
so il guru? Che cosa ci si aspetta da noi come discepoli? La relazione guru-disc
epolo ancora attuale nel mondo d'oggi che cambia cos rapidamente?
La relazione guru-discepolo viene facilmente compresa e accettata dai ricercator
i della verit che sono pronti a condurre quella vita disciplinata che sola pu perm
ettere l'esperienza dell'illuminazione. Ma non compresa dalle persone che non ha
nno la volont d'intraprendere un programma di disciplina, necessario se si vuole
sperimentare la trasformazione.
I sinceri devoti sul sentiero spirituale non hanno domande importanti da fare su
lla relazione guru-discepolo. Altri che ne sentono parlare, discutono e analizza
no la cosa, mentre alcuni provano perfino a sminuirne la validit . I maestri di Yo
ga hanno sempre insegnato che si deve praticare la meditazione come un procedime
nto personale e 'segreto'. La ragione di questo che uno che sta sempre a discute
re
i principi della vita spirituale di solito esaurisce le sue forze, che potrebber
o essere utilizzate meglio nella pratica.
Adesso spiegher che cos' la vera relazione guru-discepolo, cos che chiunque sia ape
rto alla via della liberazione pu chiaramente comprenderla. Coloro che non hanno
ancora il desiderio ti condurre una vita disciplinata avranno un'altra opportuni
t di sapere che cosa ci si aspetta quando si presenter l'occasione.
La relazione tra guru e discepolo non un rapporto tra padrone e schiavo, n una re
lazione in cui vi qualche forma di dominio o di sfruttamento. Quando la relazion
e ideale, la persona che gioca il ruolo del guru conduce il ricercatore lungo il
sentiero che porta alla salvezza. Questa la funzione principale del guru: mostr
are al discepolo la via che porta alla realizzazione di Dio.
La parola guru un termine sanscrito che significa "quella luce che rimuove le te
nebre". Perci il guru una persona illuminata che in grado di guidare il ricercato
re sul sentiero che conduce alla libert , con un minimo di ostacoli da superare. P
er parafrasare le parole di Ges (Giovanni 8: 31-32): "Se seguirete i miei insegna
menti, allora sarete davvero miei discepoli, e realizzerete la verit attraverso l
a percezione diretta. Come risultato di avere realizzato la verit della vita, sar
ete liberati da ogni schiavit dovuta all'errore". Il vero guru non altro che Dio,
che gioca il ruolo del guru. Il vero guru non una personalit , anche se la coscie
nza illuminata che interpreta quel ruolo di solito si esprime attraverso una per
sonalit .
Molti sinceri studenti che cercano la verit hanno paura della relazione guru-disc
epolo, perch non sono sicuri di poter tenere fede alle discipline basilari che il
guru consiglier loro di praticare. Alcuni hanno timore della relazione perch inte
rnamente sanno di non poter essere all'altezza di certi modelli, o solo perch han
no paura del cambiamento. Essi sanno che dovrebbero cambiare, ma vogliono rimane
re come sono perch , tutto sommato, stanno bene nel loro attuale modo di vivere. A
lcuni sono obbedienti in presenza del guru, ma disobbedienti quando non sono in
sua presenza. Essi dimenticano che Dio il vero guru e che Lui onnipresente e onn
isciente. A volte i nuovi discepoli fanno l'errore di credere che possono ritira
rsi dal loro impegno, quando la sfida del sentiero
spirituale diventa grande. Essi possono ritirarsi, ma il guru non cessa mai di p
regare per il benessere del discepolo. Noi possiamo rinunciare a Dio, ma Dio non
rinuncia mai a noi.
Il vero guru Dio, il nostro Vero S Superiore. In realt nessuna persona un guru, ma
una persona qualificata pu assumere il ruolo di guru per permettere a un ricerca
tore di stabilire un rapporto con Dio. Una persona che nota come guru, e che deg
na di quel nome, recita quella parte solo perch ha la realizzazione interiore. Pa
ramahansaji diceva: "Io non sono il guru. Dio il guru; io sono solo il Suo servi
tore. Tuttavia egli recito il ruolo del guru con i suoi discepoli, e ci mostr la
via della libert in Dio. Una volta egli disse: "Se tu me lo permetterai, io ti ri
veler Dio".
Pu una persona mostrare Dio a un'altra, se prima non Lo conosce lei stessa? La pe
rsona che non conosce Dio non deve far finta di recitare la parte del guru. E se
lo fa, la relazione non sar proficua. Dio sempre impegnato a risvegliare le anim
e, che sono espressioni di Se Stesso. Uno dei modi in cui Egli fa questo operand
o attraverso un'anima illuminata. Dio, come anima illuminata - il guru - istrui
sce, incoraggia e condivide un tipo particolare di energia che risveglia le ener
gie dormienti nel discepolo. Questa trasmissione di forza dal guru al discepolo
conosciuta col nome di shaktipat. Shakti la forza creativa dentro di noi, un'esp
ressione di kundalini. Il guru non diverso da un terapeuta, in quanto cerca di g
uidare il discepolo in direzione della maturit emotiva come parte del processo to
tale che porta all'illuminazione. Ma il guru non s'accontenta soltanto di far di
ventare il discepolo emotivamente maturo e capace di condurre una vita normale e
funzionale. Il guru sprona il discepolo a fare l'esperienza dell'Autorealizzazi
one e della liberazione della coscienza.
La responsabilit del guru, una volta che ha accettato un discepolo, di continuare
a lavorare con lui finch questi non avr fatto l'esperienza dei risultati finali.
La responsabilit del discepolo quella di rispettare il guru, l'insegnamento e se
stesso. Il discepolo deve ascoltare le parole del guru, accettare l'iniziazione
nei metodi di meditazione, e condurre una vita ideale al meglio delle sue capaci
t . Dio non ci chiede mai di fare l'impossibile, ma solo del nostro meglio. In ogn
i relazione personale, e specialmente nella relazione
tra guru e discepolo, vi dev'essere totale rispetto e completa fiducia, se il ra
pporto dev'essere salutare e gratificante. La parola del guru, nelle questioni c
he riguardano lo sviluppo spirituale, infallibile; poich egli vede pi chiaramente
di quanto non faccia il discepolo. Non soltanto il guru conosce la strada che po
rta all'Autorealizzazione, ma spesso pu vedere - quando il discepolo non pu - dife
tti nel carattere e nel comportamento che devono essere rimossi dalla vita del d
iscepolo. Ed proprio indicando questi difetti, queste caratteristiche limitanti,
che il guru pu accelerare la sua evoluzione spirituale. Quand' guidato da un vero
guru, il discepolo pu evitare molti dolori nella vita e percepire l'indeboliment
o delle tendenze distruttive. Dopo l'iniziazione al Kriya Yoga, il discepolo com
incia a sperimentare un rapido cambiamento interiore e un'accresciuta consapevol
ezza dell'anima. Quando Babaji diede a Lahiri Mahasaya il permesso di iniziare g
li altri nel Kriya Yoga, gli disse di riferire a ogni nuovo iniziato le parole d
i Sri Krishna (Bhagavad Gita 2: 40): "Anche una piccola pratica di questo dharma
ti salver dalla grande paura". Dharma, in questo caso, significa procedura relig
iosa. La paura dalla quale viene salvato il discepolo quella di un futuro danno,
dovuto alla vita non illuminata condotta da un'incarnazione all'altra.
Il guru pu dare consigli su questioni pratiche. Pu consigliare un cambiamento nell
a dieta e in altre questioni pertinenti la salute, affinch il discepolo possa god
ere di una salute migliore ed essere maggiormente in grado di compiere i suoi do
veri. Pu dare consigli sulla scelta dei compagni, di modo che il discepolo possa
evitare la confusione e i problemi personali. Pu dare dei consigli su come usare
il tempo e l'energia, affinch il discepolo possa imparare a fare un uso migliore
delle risorse che ha a disposizione e trasmutare le energie grossolane in quelle
pi sottili. Pu dare consigli su questioni di attitudine, affinch il discepolo dive
nti il pi rapidamente possibile una persona matura e responsabile nella societ . Tu
tto ci che il guru insegna, anche nelle cose pi piccole, per il bene supremo del d
iscepolo.
Una persona pu affermare: "Anch'io ho una volont libera! Voglio essere padrone del
la mia vita!". Tale persona non necessita di un guru perch non ancora pronta a im
parare le leggi dell'abbandono
e dell'obbedienza. Paramahansaji era solito dire: "Io non voglio dominarvi. Non
voglio che siate deboli. Io voglio che siate forti quanto me!". Avviene spesso c
he associandoci con quelli in cui le virt sono gi stabilite impariamo a emularle e
a crescere, sviluppando una maggiore maturit . Perci se un guru dicesse al discepo
lo di stare calmo e parlare meno, il discepolo dovrebbe obbedire. Se il guru dic
esse al discepolo di dedicare pi tempo allo studio e alla meditazione, il discepo
lo dovrebbe obbedire senza fare questioni. Se uno si comporta in maniera adeguat
a e si attiene alle linee di condotta che gli sono state prescritte, sicuro di u
n rapido progresso sul sentiero.
Una sfida comune, per molti che hanno accettato la via del discepolato, avere un
buon rapporto con il guru, anche se questi si esprime ancora come una personali
t . Il discepolo potrebbe non approvare alcune abitudini personali del guru. Potre
bbe non comprendere il fatto che a volte il guru esaspera alcuni cambiamenti di
umore. Potrebbe non comprendere come il guru tratta gli altri. Potrebbe avere di
fficolt ad accettare i consigli del guru perch diventato troppo familiare con lui,
troppo amichevole. Qualche volta, e succede, un discepolo si 'innamora' del gur
u e quindi prova un forte conflitto interiore.
A proposito dell'attitudine ideale verso il guru, Swami Shankara ebbe a dire que
sto: "Anche se il guru dovesse commettere il crimine pi indicibile, tuttavia, per
me, egli l'incarnazione della beatitudine". Non tutti i guru sono liberati. Alc
uni sono autorealizzati e possono trasmettere la grazia di Dio, ma possono esser
e ancora impegnati a esaurire qualche tipo di karma. Il vero guru la realt di Dio
, che si esprime attraverso la personalit .
In ogni relazione, l'ideale rapportarsi agli altri con puro amore divino. Che co
sa intendiamo con amore divinoÿ? Ecco una buona definizione: "L'amore divino rispe
ttare gli altri senza emettere alcun giudizio". Non possiamo sempre approvare o
comprendere il comportamento o le attitudini degli altri, ma possiamo sempre ved
ere attraverso le apparenze superficiali quella luce divina al livello dell'anim
a. Non sarebbe un mondo bellissimo se ognuno si relazionasse a tutti gli altri i
n questo mondoÿ? E quanto pi importante per il discepolo relazionarsi alla sua gui
da spirituale, il suo guru, con
autentico amore divino. Dove non vi rispetto, pu esserci soltanto la drammatizzaz
ione dell'egoistico amore di s . Il vero amore di s vero rispetto di S (dell'anima).
Il vero amore di un altro vero rispetto di un altro.
Forse noi ci impegniamo in inutili 'giochi' psicologici con le persone che amiam
o veramente? Certamente no! Quando amiamo un'altra persona, quando la rispettiam
o, siamo cortesi e premurosi. Quando rispettiamo un'altra persona facciamo del n
ostro meglio per assicurare una comunicazione aperta e solidale. Essere una pers
ona onesta, corretta e competente il primo passo per diventare un degno discepol
o sul sentiero.
Riferendosi ai requisiti di chi vuole diventare un discepolo, Ges us alcune parole
molto forti. Nel Vangelo secondo San Luca (14: 26-27) dice: "Se uno viene a me
e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle, e p
erfino la propria vita, non pu essere mio discepolo. E chi non prende la propria
croce e non viene dietro a me, non pu essere mio discepolo". La parola "odia" in
questo contesto non significa non amare, o rifiutare; significa che uno deve sen
tirsi chiamato al sentiero spirituale con tale zelo e ardente desiderio da porre
Dio soltanto come centro principale di ogni relazione; allora tutte le altre re
lazioni saranno corrette e appropriate. Se colui che sta camminando sul sentiero
permette alle questioni mondane (attaccamenti, risposta alle opinioni umane, ec
c.) d'interferire con le pratiche spirituali, non pu pretendere di avere successo
. Di nuovo, noi non dobbiamo rinunciare alle nostre relazioni; dobbiamo cercare
per prima cosa Dio. Inoltre, per dedicarsi al sentiero dell'illuminazione, uno d
eve avere la volont di portare qualsiasi peso e adempiere tutti i doveri necessar
i.
Nel Vangelo secondo San Giovanni (15: 10-11) leggiamo: "Se osserverete i miei co
mandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Pad
re mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perch la mia gioia sia in voi,
e la vostra gioia sia piena".
Quando siamo fedeli agli insegnamenti del guru ci sincronizziamo talmente con la
sua coscienza, con la coscienza di Dio, che ci viene infusa la stessa vita e vi
talit di Dio. Quando rispettiamo i nostri genitori e familiari proviamo una sinto
nia con l'intera famiglia
mediante un rapporto telepatico e spirituale. Quando rispettiamo la linea spirit
uale del guru e rimaniamo in sintonia con essa, facciamo l'esperienza dell'unit c
on Dio. Ci sentiamo in sintonia con tutta la linea del guru e con tutti i discep
oli di quella linea, che rappresenta la nostra famiglia spirituale.
A volte pu capitare che un guru sembri non aver avuto un proprio guru, ma questo
rato. Di solito possibile rintracciare una linea di guru, a partire dal proprio,
fino a molte generazioni prima. La fonte di ogni potere Dio. Essere in sintonia
con la linea del guru semplicemente un collegamento e un 'punto di contatto' co
n l'Oceano della Coscienza Infinita, Dio. Durante l'iniziazione formale il guru
si sintonizzer con Dio e la sua linea spirituale, prima d'impartire l'istruzione
e dare le benedizioni. In tal modo egli invita il discepolo nella coscienza di D
io di cui lui stesso gode.
Molti ricercatori saranno attirati per la prima volta verso un guru nel corso de
lle loro vite. Molti per rinnoveranno soltanto una relazione che era stata cominc
iata in un'incarnazione precedente. Gruppi di anime realizzano spesso la propria
liberazione come un'unica famiglia spirituale e continuano il loro rapporto inc
arnazione dopo incarnazione. Un vero guru pu riconoscere i propri 'figli', e i ri
cercatori destinati a stare con lui. Spesso anche i discepoli e i ricercatori po
ssono riconoscere il loro rapporto con il guru, quando si manifesta. Paramahansa
ji parlava frequentemente a un discepolo delle loro relazioni passate.
Poter aiutare il guru a svolgere la sua missione una grande benedizione e un coi
nvolgimento importante. La sua missione quella di risvegliare e assistere le ani
me perch ottengano la liberazione della coscienza. Collaborando al lavoro del gur
u, il discepolo diventa automaticamente una parte dinamica di quella missione. N
essun discepolo deve mai chiedere: "Il mio guru ha la sua missione. Ma qual la m
ia missione?". Se uno in sintonia con la tradizione di un insegnamento, la propr
ia missione aiutare quella tradizione a raggiungere le anime e portarle alla cos
cienza di Dio.
Adulterare vuol dire mischiare gli elementi o le influenze, facendo s che la pure
zza non sia pi presente. Noi dobbiamo rispettare
tutti i veri guru e tutti i sentieri che portano all'illuminazione. Potremmo dec
idere di essere bene informati sul lavoro di altri guru e delle loro missioni, e
questo potrebbe essere utile. Ma la nostra devozione a Dio, attraverso la linea
di guru del nostro destino, deve rimanere pura. Cercare di sintonizzarsi nello
stesso tempo con parecchie linee di guru, o di spostarsi da una relazione con un
guru a un'altra, una forma di 'adulterio spirituale'. In termini religiosi un '
peccato', perch quando ci facciamo prendere dalla confusione e mescoliamo concett
i ed energie, noi 'manchiamo il bersaglio' nella vita.
Ogni tanto mi capita di parlare con discepoli di altre tradizioni che mi dicono
che stanno pensando di cambiare perch il loro guru non facilmente disponibile, o
perch hanno sentito parlare di un altro insegnante che mostra metodi di meditazio
ne 'pi avanzati'. Se il guru non fisicamente disponibile uno pu sempre imparare a
stabilire e mantenere una sintonia interiore. Questo sar molto utile al discepolo
, perch le relazioni personali non sempre sono possibili visto che ci muoviamo ne
llo spazio e nel tempo. Dio il guru, e se noi ci abbandoniamo a Lui, ci guider . A
pparendo nella forma del guru, Dio pu anche visitare un discepolo mentre questi m
edita, o mentre sogna. A volte Lahiri Mahasaya iniziava i discepoli nei loro sog
ni. Inoltre cosa potrebbe esserci di pi avanzato che stabilire una relazione guru
-discepolo e conoscere la propria vera relazione con Dio attraverso la meditazio
ne?
Alcuni insegnamenti spirituali sembrano paradossali. Da un lato ci viene detto c
he nessuna relazione conosciuta pu essere paragonata a quella tra guru e discepol
o. Dall'altro lato, ci viene detto di non guardare fuori di noi per trovare le s
oluzioni ai problemi o per fare quell'esperienza che pu darci la realizzazione. V
iene in mente l'affermazione Zen: "Non devi andare da nessuna parte, o fare null
a, per essere quello che gi sei!". Quando entriamo nel sentiero e cominciamo la p
ratica del Kriya Yoga, e ci dedichiamo a una vita di discepolato, ci abbandoniam
o solamente a Dio. Poich il guru per noi la voce di Dio, egli non si frappone tra
noi e Lui. Egli Dio che ha assunto una forma per aiutarci a realizzare la Verit
Suprema.

Gli Yoga Sutra: manuale di Kriya Yoga


Mahavatar Babaji, Lahiri Mahasaya, Sri Yukteswar e Paramahansa Yogananda insegna
rono che le due principali scritture sacre che tutti i discepoli del Kriya Yoga
devono studiare sono la Bhagavad Gita e gli Yoga sutra di Patanjali. Il primo te
sto spiega la filosofia e la pratica dello Yoga in termini pratici; il secondo e
nfatizza la pratica della meditazione e descrive gli stati interiori che vengono
sperimentati dal meditante.
Patanjali, che visse in India molto pi di mille anni fa, raccolse delle informazi
oni conosciute sullo Yoga e deline in maniera semplice gli stadi che conducono al
la liberazione della coscienza La via della meditazione insegnata da Patanjali c
hiamata Raja Yoga, la 'via regale'. Viene anche chiamato Yoga dagli 'otto passi'
perch vengono prescritti otto stadi: proibizioni, osservanze, posizioni, control
lo della forza vitale, interiorizzazione dell'attenzione, concentrazione, medita
zione e supercoscienza. Ci si riferisce agli ultimi tre stadi, presi insieme, co
me alla perfetta contemplazione che porta al successo nella meditazione.
Anche se la Bhagavad Gita e gli Yoga Sutra hanno avuto origine in India, il loro
insegnamento universale. Inoltre, poich la pratica dello Yoga sottolinea l'esper
ienza personale e diretta di Dio, uno pu appartenere a qualsiasi tradizione relig
iosa, o a nessuna, e tuttavia praticarlo. Centinaia di migliaia di uomini e donn
e nel mondo oggi praticano le tecniche del Kriya Yoga, siano essi Cristiani, Ind ,
Musulmani o di altre Fedi. Ô testimonianza dei discepoli del Kriya Yoga che dopo
aver studiato i testi principali e aver praticato la meditazione, essi comprendo
no pi chiaramente la Bibbia e altre scritture sacre. Il motivo di questo che, con
l'accresciuta comprensione, uno capace di discernere le verit celate nelle bibbi
e del mondo. I santi e i saggi di tutte le tradizioni hanno scoperto la verit sul
la natura di Dio e dell'anima. Paramahansaji disse: "Sono soltanto gli studenti
che discutono i punti pi sottili negli insegnamenti e dichiarano che la loro via
superiore a tutte le altre; i maestri che hanno realizzato il S sanno che vi un s
olo Dio e un'unica Verit ".
Naturalmente possibile fare l'esperienza dell'illuminazione istantanea, ma la sc
ienza del Kriya Yoga offre al sincero ricercatore l'opportunit di armonizzare la
propria vita, e dirigere l'attenzione e le forze vitali lungo il sentiero spinal
e fino a ritornare dentro, alla fonte della vita. Quando si realizza questo, si
pu avere l'esperienza cosciente della propria vera natura come Pura Coscienza. E
non solo abbiamo la testimonianza dei maestri di perfezione; abbiamo la possibil
it di sperimentare da noi stessi e realizzare la validit dell'insegnamento. Quando
l'attenzione viene ritirata dagli organi dei sensi e diretta nell'occhio spirit
uale, nello spazio tra le sopracciglia, si vede una luce interiore. Quando la me
nte chiara, questa luce stabile e brillante; la luce riflessa del midollo allung
ato. Da questo punto la forza spirituale dell'anima fluisce nel corpo; perci quan
do la nostra attenzione torna a scorrere verso di esso, si percepisce la luce in
teriore del S e si ascolta il suono cosmico di OM.
La percezione del suono e della luce interiore soltanto un inizio. L'ideale tras
cendere luce e suono, e fare l'esperienza del Campo Trascendentale della Coscien
za. Una volta stabilitisi in questa realizzazione finale, il sentiero del Kriya
Yoga avr condotto alla vera libert .

DUE
Mahavatar Babaji,
Mortale-Immortale
Per secoli sono state raccontate in India storie di un santo immortale, uno dei
tanti che rimangono eternamente giovani e il cui ruolo lavorare per la graduale
ascesa evolutiva della coscienza del pianeta. Molto poco stato pubblicato sul ma
estro illuminato conosciuto col nome di Babaji, che considerato un mahavatar (un
a grande incarnazione di Dio). Il titolo, Babaji, significa riverito o santo pad
re. Il vero motivo per cui si hanno pochissime informazioni su Babaji ed altri s
iddha come lui che il loro ruolo tra quelli che si svolgono meglio dietro le qui
nte.
Vi sono oggi tra noi parecchi maestri illuminati che lavorano per elevare la cos
cienza delle masse. Molti di tali maestri e profeti sono assistiti spiritualment
e da Babaji, poich il suo ruolo quello d'ispirare i leader spirituali che si trov
ano sulle linee del fronte dei movimenti d'illuminazione. Pur essendo noto come
il primo in questa linea di guru, Babaji non limitato a questa linea o ad alcuna
tradizione particolare. Babaji lavora con qualsiasi persona e qualsiasi tradizi
one illuminante, per portare nel mondo il cambiamento e la Nuova Era. Egli un es
sere perfetto, un vero siddha che non ha legami karmici con il mondo, ma che rim
ane in un corpo sul piano terreno per agire come un canale attraverso il quale l
a luce e la potenza di Dio possa fluire nella coscienza umana e del mondo.
Babaji rimasto incarnato per secoli ed stato conosciuto con vari nomi in differe
nti luoghi e tempi. Lahiri Mahasaya conferm che Babaji recit il ruolo di Sri Krish
na. Lahiri Mahasaya scrisse nel suo diario: "Il vecchio baba Krishna". Babaji di
sse a Lahiri Mahasaya e a Swami Kebalananda che, secoli prima, egli aveva inizia
to Swami Shankara nella scienza del Kriya Yoga.
Tra gli altri maestri di Yoga iniziati da Babaji nei tempi passati Vi sono stati
Kabir, e alcuni grandi maestri che hanno scritto dei testi sullo Yoga. Lahiri M
ahasaya disse ad alcuni discepoli di essere stato Kabir in un'incarnazione prece
dente. Si potrebbe dire che ovunque vi sia una tradizione yogica che sottolinea
la pratica dei Kriya, l'influenza di Babaji pronunciata.
Lo stesso Babaji ha usato i metodi del Kriya Yoga per mantenere la sua forma fis
ica. Inoltre egli ha sperimentato varie volte un processo di ringiovanimento poc
o conosciuto - kaya kalpa - che include il digiuno, un prolungato riposo insieme
alla meditazione, e l'uso di certe erbe medicinali. Egli disse a Swami Pranaban
anda, un discepolo di Lahiri Mahasaya, di essersi sottoposto molte volte al proc
esso del kaya kalpa.
Il Mahavatar insegna a seconda del temperamento e della capacit del discepolo, da
ndo al ricercatore generico delle utili linee di condotta per condurre una vita
responsabile e iniziando nei processi pi avanzati quelli che sono pronti a dedica
rsi a una trasformazione pi radicale della coscienza. Gli avatar svolgono i loro
ruoli secondo le necessit della rappresentazione cosmica, il ruolo di Babaji quel
lo di un avatar di Shiva. La sua missione di lavorare con la coscienza del piane
ta durante questa transizione tra l'Era Oscura e l'Era dell'Illuminazione, per c
ontribuire ad accelerare il risveglio dell'umanit ai valori spirituali, e per neu
tralizzare alquanto lo stress e la tensione degli sforzi umani maldiretti. Inolt
re nel presente ciclo vi
sono certe influenze celesti e planetarie con cui bisogna operare.
Queste influenze richiedono la presenza sulla terra di maestri illuminati che h
anno la missione di dirigere alcune energie in armonia con la tendenza evolutiva
. Il lavoro che essi svolgono sul pianeta come pure sui piani; sottili, la nostr
a assicurazione che il disegno divino si riveler in linea con il piano perfetto d
i Dio.
Nel corso dell'ultimo secolo la residenza principale di Babaji
stata nel nord dell'India, nella zona di montagna vicino a Badrinarayan, non lon
tano dal confine con il Nepal. Fu in questa regione, sulla montagna Dronagiri, c
he Babaji inizi Lahiri Mahasaya nel Kriya Yoga e quindi chiese al suo discepolo a
ppena risvegliato di ritornare in seno alla societ e insegnare agli altri la scie
nza segreta Tutto ci avvenne nell'autunno del 1861. Durante la sua permanenza con
Babaji, Lahiri Mahasaya assistette a molti miracoli e incontr parecchi discepoli
intimi del Mahavatar.
Durante un Kumbha Mela (un grande raduno religioso in cui s'incontrano santi e p
ersone comuni) tenuto ad Allahabad, dove confluiscono i fiumi Gange, Jamuna e Sa
raswati, Babaji si incontr con Sri Yukteswar e gli chiese di scrivere un libro ch
e rivelasse l'unit che sta alla base di tutte le religioni. Sri Yukteswar scrisse
quel libro, The Holy Science. Anche parecchi discepoli intimi di Lahiri Mahasay
a ebbero nel corso degli anni un contatto personale con Babaji, sia vivendo con
lui nell'Himalaya sia quando Babaji si manifestava loro nella sua forma sottile.
La storia personale di Babaji sconosciuta. Alcuni titoli di rispetto datigli dai
discepoli di Lahiri Mahasaya sono Mahamuni Babaji (Supremo Maestro Estatico), M
aha Yogi (il Grande Yogi), e Trambak Baba o Shiva Baba (titoli che designano gli
avatar di Shiva. Vi pi di una piccola evidenza per collegarlo con l'apparizione
in epoca pi recente di un grande santo conosciuto col nome di Sri Hairakhan Baba,
che fu pubblicamente attivo fino al 1922.
Il mio guru ha scritto pi estesamente su Babaji nel suo libro, Autobiografia di u
no Yogi. Spesso Babaji appare giovane, e altre volte pi anziano. Alcune volte per
fettamente rasato mentre altre volte ha i baffi o la barba. Quale che sia la sua
apparenza esterna, l'Avatar mortale-immortale sempre lo stesso spirito libero p
ienamente consapevole. Si sa che egli conduce cerimonie particolari durante le q
uali si cantano dei mantra, che hanno lo scopo d'invitare le energie sottili nel
l'atmosfera del pianeta.
Poich la missione di Babaji quella che , egli non partecipa ad incontri pubblici.
E neppure disponibile per il ricercatore curioso che potrebbe andare a cercarlo
per l'Himalaya. Quando il devoto veramente in sintonia con la sua coscienza, pu e
ssere contattato telepaticamente e attraverso la visione dell'occhio spirituale.

TRE
Lahiri Mahasaya,
Incarnazione dello Yoga
In conformit con l'impulso della Nuova Era, il 30 settembre 1828 nacque in India
un uomo che doveva svolgere un ruolo fondamentale nell'introdurre la scienza del
Kriya Yoga nel mondo. Nel villaggio di Ghurni, nel distretto di Nadia, nel Beng
ala Occidentale, gi quand'era ragazzino Shyamacharan Lahiri sedeva spesso a medit
are e cercava posti tranquilli per la contemplazione. La sua famiglia era devota
a Dio nella forma di Shiva, e aveva costruito parecchi templi allo scopo di ado
rare pubblicamente e privatamente questa espressione di Dio.
A scuola, nella citt santa di Varanasi, Lahiri studi e apprese parecchie lingue, i
ncluso l'inglese, il sanscrito, l'urdu, l'hindi, il parsi e il bengalese. Poich p
ossedeva una vitalit eccezionale, pratic molti sport e spesso nuotava nel Gange. Q
uando aveva diciotto anni i suoi genitori lo sposarono con Kashimoni Devi, che i
n seguito divent sua discepola e raggiunse un alto grado di realizzazione. Da que
sta unione nacquero due figli e tre figlie. I figli, Tinkari e Dukari Lahiri, se
guirono la tradizione del padre e si dedicarono alla pratica del Kriya Yoga.
Lahiri Mahasaya nome con il quale divenne famoso (mahasaya un titolo attribuitog
li dai discepoli e significa 'colui che ha una grande visione mentale o la cosci
enza cosmica') - accett lavoro come impiegato per un ufficio del Ministero del La
voro. Il suo
ufficio aveva il compito di fornire materiale per i progetti di costruzione di s
trade per conto dell'esercito. Lahiri insegnava anche hindi, urdu e bengalese a
diversi ingegneri e ufficiali del suo dipartimento. Mentre praticava i metodi yo
gici nel segreto della sua casa, egli adempiva i suoi doveri familiari e gli obb
lighi sociali con premurosa attenzione fin nei minimi particolari. In tal modo e
gli divenne un esempio per gli altri, dimostrando che possibile vivere una pi nor
male e conseguire nello stesso tempo la meta suprema dell'Autorealizzazione.
Nel 1861 Lahiri Mahasaya fu trasferito a Ranikhet, una zona ricca di foreste vic
ino a Nainital, nell'Himalaya. Un pomeriggio, mentre vagava nei pressi della mon
tagna Dronagiri, incontr un sant'uomo che lo chiam per nome: "Shyamacharan, sei ve
nuto!". Il sant'uomo era Mahavatar Babaji, che aveva scelto quella circostanza p
er rinnovare la relazione guru-discepolo che vi era stata tra loro per numerose
incarnazioni. Lahiri fu condotto in una grotta e gli furono mostrati i semplici
possessi di un asceta: un recipiente per l'acqua, un sostegno per la meditazione
, e altri oggetti che ricord gli erano appartenuti nell'incarnazione precedente.
Quando Babaji lo tocc , risvegliando le impressioni latenti nella sua memoria, egl
i riusc a ricordare il passato. Babaji inform il discepolo che il suo sentiero era
veramente quello del Kriya Yoga, perch uno degli antenati di Lahiri era il grand
e saggio Shandilya. La Sandilya Upanishad un trattato sulle pratiche yogiche ava
nzate che precede nel tempo gli Yoga sutra di Patanjali.
Nel corso di alcuni giorni, Lahiri Mahasaya fu istruito in tutto il processo del
Kriya Yoga; e riusc a padroneggiare rapidamente tutte le tecniche e le procedure
. Dopo avergli dato l'istruzione preliminare, Babaji fece bere a Lahiri dell'oli
o, che purific ulteriormente il suo corpo. Quindi gli fu data l'iniziazione al Kr
iya Yoga, dopo la quale Lahiri pass alcuni giorni in un samadhi ininterrotto. Al
solo scopo dell'iniziazione, Babaji aveva materializzato un bellissimo palazzo,
usando la sua volont per riunire gli elementi sottili dall'etere. In seguito spie
g di averlo fatto per soddisfare e realizzare il desiderio subconscio che Lahiri
aveva di un palazzo; desiderio che egli aveva avuto in una precedente incarnazio
ne.
Lo slancio ricevuto dalle precedenti discipline spirituali e la grazia
del suo guru permisero a Lahiri di padroneggiare in pochissimo tempo quello che
per il ricercatore comune richiede molti anni. Poich era stato supremamente illum
inato nella sua incarnazione precedente, Lahiri si ridest rapidamente al suo alto
stato di coscienza. Mentre era con Babaji, Lahiri Mahasaya ebbe occasione di os
servare parecchi incidenti interessanti. Per esempio, nella grotta in cui dimora
vano Babaji e i suoi discepoli vi era una ciotola che forniva cibo e acqua ai di
scepoli. Tutto ci che il discepolo doveva fare era pensare al cibo o alla bevanda
che desiderava, ed esso si materializzava istantaneamente nella ciotola. Una vo
lta Lahiri and a visitare un tempio, ad alcune miglia dalla grotta, e l di notte o
sserv un sant'uomo venuto per compiere il rituale dell'adorazione. Un alone lumin
oso circondava il santo; pi tardi Babaji disse a Lahiri che si trattava del figli
o di Dronacharya. Una volta il grande Dronacharya, un precettore dei tempi del M
ahabharata, aveva vissuto in quel luogo con i principi Pandava, che erano la par
te virtuosa impegnata nell'epica battaglia in seguito resa popolare in poemi e s
torie, inclusa la Bhagavad Gita. Il sant'uomo visto da Lahiri Mahasaya considera
to un mortale-immortale, come Babaji.
Prima di lasciare Ranikhet, Lahiri Mahasaya inizi alcuni discepoli nelle pratiche
del Kriya Yoga. Fu una sua caratteristica condividere il processo del Kriya Yog
a con quasi tutti quelli che andavano da lui con un sincero desiderio di svilupp
o spirituale. Nel corso degli anni egli inizi persone appartenenti a molte tradiz
ioni religiose. Con Lahiri Mahasaya, le antiche restrizioni riguardanti l'inizia
zione yogica furono in qualche modo allentate. Babaji fu d'accordo con Lahiri ch
e era venuto il tempo per una maggiore divulgazione del Kriya Yoga.
Lahiri Mahasaya insegn ai suoi discepoli a vivere nel mondo e a dedicarsi fedelme
nte alle loro pratiche spirituali. Il maestro inizi anche degli yogi altamente ev
oluti, ivi inclusi Swami Sri Yukteswar, Swami Pranabananda, Keshavananda Avadhut
, Sri Shastri Mahasaya, Srimat Bhupendranath, Dayal Maharaj e Ram Gopal. Cos gran
de era il rispetto di cui godeva Lahiri, che una volta il famoso santo Swami Tra
ilanga disse di lui: "Io ho dovuto rinunciare a tutto per avere ci che a Lahiri M
ahasaya stato dato da Dio".
Ventidue libri - commentari su diverse scritture sacre - furono
il risultato degli sforzi di Lahiri per portare il messaggio della realizzazione
di Dio alla portata delle persone comuni. Egli non permise che si facesse alcun
tentativo di organizzazione formale, ma raccomand che gli insegnamenti fossero t
rasmessi ai sinceri ricercatori. Panchanon Bhattacharya, un suo discepolo, diede
un grandissimo contributo alla preparazione dei manoscritti e alla loro pubblic
azione.
Per venire incontro ai comuni ricercatori, Lahiri Mahasaya snell e semplific i met
odi del Kriya Yoga. Le tecniche essenziali che egli insegn formano la base per un
a pratica regolare che pu destare le forze latenti nel devoto ed essere lo strume
nto di liberazione della coscienza Alcuni dei suoi discepoli ai quali permise di
dare l'iniziazione al Kriya Yoga fondarono parecchi ashram; ma la principale pr
opaggine pubblica doveva trovare espressione attraverso Swami Sri Yukteswar, che
fond due ashram dove si insegnava Yoga e inoltre prepar Paramahansa Yogananda per
la sua missione in Occidente. Quando Yoganandaji aveva circa un anno, suo padr
e - che era un discepolo di Lahiri Mahasaya - lo port dal grande guru per farlo b
enedire. Benedicendo il bambino, Lahiri lo pose sul suo grembo e disse: "Sar un g
rande motore spirituale e porter molte anime a Dio".
Una grande incarnazione dello Yoga (Yogavatar) viene in questo mondo per uno sco
po particolare e se ne va quando ha compiuto la sua missione. Fu cos che Babaji d
isse a Sri Yukteswar, nel loro incontro durante il Kumbha Meb del 1894, di porta
re a Lahiri un messaggio che diceva che il tempo in cui Lahiri Mahasaya sarebbe
entrato in mahasamadhi non era molto lontano. Sei mesi prima del suo trapasso, L
ahiri Mahasaya manifest a sua moglie l'idea di lasciare il corpo durante il mese
di settembre del 1895. Il giorno 26 di quel mese, che era il Mahastami, il secon
do giorno di adorazione della Madre Divina sotto l'aspetto di Durga, nella casa
di un vicino era in corso una cerimonia rituale. Il momento pi significativo di q
uesto rituale il periodo di transizione della fase lunare, quando diventa pi lumi
nosa nel passaggio tra l'ottavo e il nono giorno. In quell'attimo Lahiri Mahasay
a apr i suoi occhi per un istante, e poi li richiuse per ritirarsi nella meditazi
one profonda; quindi fece uscire la sua coscienza dal corpo. Pi tardi,
tre discepoli intimi che non erano presenti al momento del trapasso ebbero visio
ni di Lahiri Mahasaya.
Il giorno seguente, dopo che il Suo corpo era stato cremato nel Manikarnika Ghat
sulle riva del Gange, un discepolo, Swami Keshavananda si trovava in camera sua
quando una grande luce riemp lo spazio. Lahiri Mahasaya apparve in carne ed ossa
, ma con un aspetto pi giovane e pi radioso. Egli disse al discepolo: "Il mio lavo
ro di capofamiglia nel mondo terminatoÿ; ma non
lascer la terra completamente. D'ora in poi passer qualche tempo con Babaji sull'H
imalaia, e con Babaji nel cosmo". Alcune anime illuminate continuano la loro ope
ra di redenzione per il mondo, anche dopo aver lasciato la loro forma fisica, la
vorando attraverso un corpo sottile. In tal modo esse infondono alla coscienza d
el pianeta una notevole energia, lavorando nello stesso tempo sui piani interior
i con i discepoli ricettivi. La presenza di Lahiri Mahasaya percepita intensamen
te dai devoti che percorrono il sentiero del Kriya Yoga, quando questi si sinton
izzano con Dio attraverso la linea del guru.

QUATTRO
Swami Sri Yukteswar,
Incarnazione di Saggezza
Poich viene ricordato per la sua chiara comprensione della natura della Coscienza
, Sri Yukteswar pu essere considerato uno Jnanavatar, un'incarnazione di saggezza
. Il suo nome monastico, Yukteswar, significa 'unione con Ishwara' (quell'aspett
o di Dio che controlla la natura). Egli entr nell'Ordine degli Swami dopo la mort
e di sua moglie e d'allora in poi dedic la sua vita all'educazione dei discepoli
e all'approfondimento delle sacre scritture. Il suo tempo fil diviso tra i Suoi
due ashram, uno a Puri e l'altro a Serampore, nei pressi di Calcutta.
Nato nel 1855 da genitori benestanti, gli fu dato Priya Nath Karar. Da adulto Sr
i Yukteswar si spos e la sua eredit investendo in propriet . Come il suo guru Lahiri
Mahasaya, Sri Yukteswar era un marito e un padre, ed era coinvolto in maniera r
esponsabile con i doveri e gli obblighi sociali. Quand'era
in et matura incontr il suo guru e si dedic alla pratica
del kriya Yoga. La sua iniziazione formale nell'ordine degli swami avvenne a Bod
h Gaya.
Questo maestro di Yoga fu anche un famoso astrologo, inoltre egli studi l'Ayurved
a, l'antica scienza vedica della salute e del
ringiovanimento. Conosceva molto bene la scienza che prescrive l'uso di certi me
talli e gemme, da portare per scopi terapeutici. Egli fece delle ricerche nella
teoria dei cicli cosmici (yuga) e scopr un
errore nell'almanacco ind , provando in tal modo la sua teoria del ciclo equinozia
le di 24.000 anni (che comprende sottocicli di 4.800, 3.600, 2.400 e 1.200 anni)
.
Conosciuto tra i suoi discepoli come un maestro nella guarigione spirituale, Sri
Yukteswar non manifesto mai apertamente i suoi siddhi. Egli era estremamente pr
atico, e quando Yoganandaji da giovane pens di rinunciare ai rapporti con la sua
famiglia, Sri Yukteswar gli diede il consiglio: "Perch escludere la famiglia dal
nostro amore per Dio?". A volte Sri Yukteswar visitava i discepoli anche nella s
ua forma sottile, apparendo loro in sogni e visioni nei momenti di bisogno. Egli
aveva soltanto pochi discepoli. Il Maestro una volta disse: "Sri Yukteswar sare
bbe potuto essere il guru pi ricercato dell'India, se non fosse stato per il modo
rigoroso in cui educava i discepoli". In un'altra occasione, quando un visitato
re guard un ritratto di Sri Yukteswar e osserv che sembrava un uomo di grande leva
tura, Paramahansaji esclam con tono reverenziale: "Non era un uomo, era un dio!".
Per dieci anni Paramahansaji ricevette istruzioni sotto la guida personale di Sr
i Yukteswar, prima di essere mandato in Occidente nel 1920. Quando giunse il mom
ento, Sri Yukteswar disse: "Vai adesso e tutte le porte ti saranno aperte". Mani
fest sempre un grande interesse su come si sviluppava il lavoro in America. Nel 1
935 chiese a Paramahansaji di ritornare in India per rivederlo.
Il 9 marzo del 1936 il grande maestro abbandon coscientemente il suo corpo e fu s
eppellito nel giardino del suo ashram di Puri, dove ora stato eretto un tempio a
lla memoria Tre mesi dopo, in una stanza d'albergo a Bombay, Paramahansaji vide
Sri Yukteswar nella sua forma resuscitata e convers con lui. Sri Yukteswarji died
e al suo discepolo informazioni personali sulle tendenze del mondo, gli spieg nei
dettagli come si svolge la vita nei reami sottili, e gli disse che attualmente
fungeva da salvatore per le anime evolute di un certo pianeta astrale, chiamato
Hiranyaloka. L molti abitanti si ritirano dagli attaccamenti astrali, e si prepar
ano ad andare in reami ancora pi sottili.
Dopo il servizio funebre, l'Amrita Bazar Patrika, un giornale di Calcutta, pubbl
ic il seguente articolo:
Uno dei maggiori commentatori della Bhagavad Gita, Swamiji Maharaj fu un grande
discepolo di Yogiraj Sri Shyamacharan Lahiri Mahasaya di Benares. Swamiji Mahara
j fu il fondatore di parecchi centri Yogoda Satsanga in India, e fu il grande is
piratore del movimento Yoga portato in Occidente da Swami Yogananda, il suo prin
cipale discepolo. Furono i poteri profetici e la realizzazione profonda di Sri Y
ukteswar che ispirarono Swami Yogananda ad attraversare l'oceano per diffondere
in America il messaggio dei maestri dell'India. Le sue interpretazioni della Bha
gavad Gita e di altre scritture sacre dimostrano la profonda padronanza che Sri
Yukteswar aveva della conoscenza filosofica, sia orientale che occidentale, e ap
rono gli occhi al mondo sull'essenziale unit tra Oriente e Occidente. Convinto as
sertore dell'unit di tutte le fedi religiose, Sri Yukteswar Maharaj fond il Sadhu
Sabha (Societ dei Santi) con la cooperazione dei capi di varie sette e fedi relig
iose, per la diffusione di uno spirito scientifico nella religione. Prima della
sua morte, egli nomin Swami Yogananda suo successore alla presidenza del Sadhu Sa
bha.
Oggi l'India davvero impoverita dal trapasso di questo grande uomo. Possano tutt
i coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo da vicino vedere manifesto in loro
stessi il vero spirito della cultura indiana e del sadhana che lui incarnava.
Molti dei centri fondati da Sri Yukteswar sono stati incorporati nel movimento d
ella Self-Realization Fellowship e continuano a diffondere il messaggio del Kriy
a Yoga a migliaia di persone in India, provvedendo nel contempo a servire l'uman
it mediante scuole, college e cliniche mediche. Altri discepoli di Sri Yukteswar
hanno fondato ashram che non hanno alcuna affiliazione a un'organizzazione.

CINQUE
Paramahansa Yogananda,
Maestro del Mondo
Agli inizi di questo secolo la scienza dello Yoga era nota solo a pochissime per
sone in America. Fu Paramahansa Yogananda che port il messaggio dei maestri dello
Yoga in Occidente, facendolo conoscere in maniera pratica a un grande pubblico.
Egli nacque col nome di Mukunda Lal Ghosh, il 5 gennaio del 1893, a Gorakhpur, n
el nord dell'India vicino alle montagne himalayane, in una famiglia di otto figl
i. I suoi genitori erano discepoli di Lahiri Mahasaya ed educarono i loro figli
con amore e senso di disciplina. Da ragazzo Paramahansaji crebbe in un relativo
benessere; suo padre faceva parte dell'esecutivo di una compagnia ferroviaria in
diana e guadagnava un ottimo stipendio.
Battezzato da Lahiri Mahasaya quando aveva circa un anno, crescendo il giovane M
ukunda and spesso a visitare santi e maestri, imparando da loro la scienza segret
a dello Yoga e traendo grande ispirazione per continuare sul sentiero spirituale
. Una volta egli disse che era stato cosciente mentre si trovava nel grembo di s
ua madre, e in seguito ricord le sue incarnazioni precedenti come uno yogi.
Quando aveva dodici anni una volta entr nella sua cameretta di meditazione, nell'
attico della sua casa di famiglia a Calcutta, e rimase assorto in samadhi per qu
arantotto ore, durante le quali fece l'esperienza della manifestazione e dissolu
zione dell'universo e vag per i cieli pi alti. Paramahansaji disse ai discepoli ch
e egli
era venuto al mondo allo scopo preciso d'insegnare lo Yoga in Occidente e che er
a volont di Babaji che lui lo facesse. Come Babaji aveva richiamato sul piano ter
reno Lahiri Mahasaya perch fosse d'esempio alla gente nella societ , allo stesso mo
do aveva chiamato Paramahansaji perch fosse un missionario dello Yoga nel mondo,
che ne era in attesa.
Paramahansaji incontr il suo guru, Swami Sri Yukteswar, mentre era ancora student
e in un college, e pass i dieci anni che seguirono sottoponendosi volontariamente
a un meticoloso addestramento sotto di lui. Pochissimi avrebbero potuto sopport
are quella rigorosa disciplina, ma Paramahansaji non era un comune ricercatore s
ul sentiero. Egli era venuto per adempiere una missione specifica e il suo perio
do d'addestramento sotto Sri Yukteswar, che aveva un grandissimo interesse per l
'illuminazione del mondo, gli forn il vigore necessario e le direttive per il suo
lavoro. Dopo avere ottenuto la laurea dal college, nel 1914 Mukunda Lal Ghosh f
u iniziato nell'antico ordine monastico degli Swami e il suo nome fu cambiato in
Swami Yogananda. Come Sri Yukteswar, egli divenne un membro del ramo di montagn
a (Girt) dell'antico Ordine. Ananda significa 'beatitudine', e quindi Yogananda
significa 'beatitudine attraverso lo Yoga'. Il nome Yogananda abbastanza comune
tra gli swami.
Prima di partire per l'America, Paramahansaji prese parte attiva nell'organizzaz
ione istituita dal suo guru e fond una scuola a Ranchi per l'educazione dei bambi
ni. Una delle caratteristiche di questa scuola era la pratica dello Yoga e della
meditazione. Un giorno, mentre meditava, Paramahansaji ebbe una visione, durant
e la quale gli apparvero i volti di un grande numero di persone; cap che erano di
scepoli che doveva incontrare in America. Poco dopo fu invitato a parlare in una
conferenza religiosa che si teneva a Boston e, grazie alla generosa assistenza
finanziaria di suo padre, pot rimanere negli Stati Uniti anche dopo la conclusion
e della conferenza.
A Boston egli accett i suoi primi discepoli americani e cominci a tenere delle lez
ioni. Ben presto si mise a viaggiare per le maggiori citt , rivolgendosi a un gran
de pubblico. Ovunque andasse era accolto dai cittadini pi importanti del posto e
da influenti uomini d'affari. Durante la sua visita a Washington, D.C., fu accol
to alla Casa Bianca dal Presidente Calvin Coolidge. Dopo avere posto le fondamen
ta per il suo lavoro, Paramahansaji si stabil a Los Angeles, in California, e con
l'aiuto dei suoi discepoli acquist una grande propriet , che divent il suo quartier
generale internazionale e nel contempo un ashram per l'ammaestramento dei disce
poli che sceglievano la vita monastica.
L'ideale di Paramahansaji era quello di presentare un insegnamento pratico e div
ulgare un messaggio sia di quantit che di qualit : quantit perch voleva raggiungere i
l maggior numero di persone con una filosofia utile e pratica, e qualit nel lavor
o personale con i discepoli ricettivi. Egli disse spesso che molti dei suoi disc
epoli erano stati con lui gi prima ed erano ritornati per completare la loro libe
razione e per assisterlo nella sua missione.
Egli fece ritorno in India una sola volta nel 1935-36, e fu in quell'occasione c
he Sri Yukteswar gli diede l'altro titolo monastico di Paramahansa, il titolo pi
alto che si pu dare a uno yogi. Hansa il termine sanscrito per 'cigno'. La tradiz
ione vedica dice che un cigno riesce a bere da un miscuglio di latte ed acqua, p
rendendo dalla soluzione liquida soltanto il latte. Perci il paramahansa un 'cign
o supremo' tra gli yogi, capace di prendere dal mondo in cui vive soltanto l'ess
enza suprema.
Al suo ritorno in America, fu offerto a Paramahansaji un ritiro eremitaggio a En
cinitas, in California, dono del suo discepolo principale James J. Lynn (Rajarsi
Janakananda). Nella prima parte della quarta decade di questo secolo Paramahans
aji fond due chiese, una a Hollywood e l'altra a San Diego. Egli diede a ciascuna
struttura il nome di 'Chiesa di Tutte le Religioni' e per parecchi anni altern i
suoi servizi domenicali tra i due posti. Dieci anni dopo sul terreno della chie
sa di Hollywood fu aggiunta un'altra costruzione, mentre un nuovo tempio fu cons
acrato a Pacific Palisades, in California.
Man mano che il suo lavoro in California progrediva, la sua organizzazione era i
mpegnata tra l'altro a mandare lezioni di Yoga a migliaia di studenti. Il suo li
bro 'Autobiografia di uno Yogi, pubblicato nel 1946, fece conoscere il messaggio
dei maestri a migliaia e migliaia di ricercatori ed ora pubblicato in quattordi
ci lingue in tutto il mondo. Si calcola che pi di centomila persone ricevettero d
a lui l'iniziazione al Kriya Yoga durante i suoi trentadue anni di ministerio in
Occidente.
Nel 1950 Paramahansaji si ritir dal lavoro pubblico e si appart nel suo ritiro nel
deserto vicino a Twenty-Nine Palms, in California, per scrivere un esauriente c
ommentario sulla Bhagavad Gita.
Nei mesi che precedettero il suo mahasamadhi egli inform i discepoli intimi che i
l suo lavoro era terminato e che pensava di andarsene. Aveva stabilito l'organiz
zazione su solide basi finanziarie e aveva addestrato discepoli chiave a portare
avanti l'opera nel suo spirito, dimostrando in tal modo di essere un maestro de
l mondo materiale oltre che un maestro di Yoga. Confid ai discepoli che sarebbe r
imasto per un po' nei reami sottili, e quindi sarebbe ritornato per stare con Ba
baji nell'Himalaya.
Il 7 marzo 1952, dopo aver fatto un piccolo discorso in occasione di un incontro
speciale di devoti e personalit rappresentative dell'India (incluso l'ambasciato
re dell'India negli Stati Uniti), egli sollev i suoi occhi e lasci il corpo. Alcun
i anni prima aveva detto ai discepoli: "Quando me ne andr , voglio andarmene in pi
ena attivit , parlando di Dio e dei grandi maestri". Il suo desiderio stato realiz
zato.
Alcune settimane dopo, gli ufficiali del cimitero di Forest Lawn mandarono alla
Self-Realization Fellowship una lettera legalizzata che affermava che il corpo d
i Paramahansaji non mostrava alcun segno di decadenza, anche se erano trascorse
parecchie settimane dalla morte; in seguito il corpo fu posto in una cripta. Da
tempo immemorabile gli yogi insegnano che la pratica devota dei processi del Kri
ya Yoga purifica e trasforma di fatto il corpo fisico.
Questo grande maestro d'importanza mondiale profetizz che dopo il suo trapasso la
sua opera sarebbe cresciuta e avrebbe continuato ad esercitare una grandissima
influenza per il bene dell'umanit . Ai discepoli che gli chiedevano come stabilire
la sintonia tra guru e discepolo dopo il suo trapasso, egli disse: "Se mi pense
rete vicino, io sar vicino".

YOGA SUTRA di Patanjali


UNO
Yoga e Meditazione
Supercosciente

1. Ora viene spiegata la via che porta all'Autorealizzazione.


L'affermazione d'apertura di Patanjali spiega lo scopo per cui ha scritto gli Yo
ga sutra. Egli molto chiaro nell'asserire che l'Autorealizzazione possibile, e c
he vi una procedura ben definita che chiunque desidera fare l'esperienza della v
erit pu mettere in pratica.
2. Quando le modificazioni mentali non limitano pi la consapevolezza dell'anima,
allora si fa l'esperienza dell'Autorealizzazione. Ci prova di successo nella prat
ica dello yoga.
L'anima, che una particolare unit della Coscienza di Dio, s'identifica con la men
te e il corpo e ne consegue confusione. Le memorie, le impressioni, le tendenze
e gli stimoli che si manifestano nel campo mentale oscurano la chiara consapevol
ezza della realt dell'anima. Quando, grazie alla pratica del Kriya Yoga, le modif
icazioni mentali si placano e si assopiscono, l'anima rimane cosciente del suo e
ssere e del suo innato splendore. Sono prescritte delle tecniche
psico-fisiche, che possono essere usate dallo yogi per armonizzare le forze del
corpo e ripulire il campo mentale.

3. Dimorando nella Pura Coscienza, l'anima stabilita nell'esperienza della propr


ia natura.
Fino a quando rimangono le modificazioni mentali, finch le influenze nella natura
contribuiscono ad offuscare le percezioni dell'anima, non vi possibilit di Autor
ealizzazione o di esperienza supercosciente. Rimanere nella Pura Coscienza vuol
dire fare l'esperienza dell'essenza assoluta, o samadhi.

4. Quando non dimora nella Pura Coscienza, l'anima s'identifica con la mente, le
sue trasformazioni e i suoi cambiamenti.
Mentre l'anima in rapporto con le modificazioni del campo mentale, limitata dagl
i schemi continuamente mutevoli della mente. Ô possibile fare l'esperienza dell'il
luminazione della coscienza in un flash momentaneo, ma pi consueto che il ricerca
tore sul sentiero si applichi diligentemente nelle pratiche spirituali allo scop
o di purificare il campo mentale, prima che possa sperimentare l'illuminazione.

5. Le modificazioni e i cambiamenti del campo mentale, secondo la classificazion


e, possono produrre l'esperienza del dolore o del piacere.
Quando uno stabilito nella cosciente consapevolezza della Vera Natura, piacere e
dolore non influenzano il comportamento. Una persona autorealizzata internament
e serena tutto il tempo. Quando ci facciamo prendere da schemi mentali e impulsi
emotivi siamo inclini a sperimentare un certo grado di piacere come risultato d
ella sensazione e dell'appagamento del desiderio, o un certo grado di dolore se
abbiamo fatto degli errori di giudizio, rimanendo frustrati quando i desideri no
n si realizzano, e provando conflitto e disarmonia perch non riusciamo a vivere r
ispettando le leggi della natura. Piacere
e dolore si possono provare anche all'interno della mente, e dipendono dai proce
ssi predominanti in quel momento.
6. Esaminando la natura della coscienza si pu essere presi dalla ricerca della co
noscenza. Oppure si pu essere presi da illusione, allucinazioni, sonno e memoria.
Analizzare la natura della coscienza una parte essenziale del sistema del Kriya
Yoga. Analizzando la natura della coscienza possiamo comprendere chiaramente com
e funziona e come continua il processo del mondo. Una persona autorealizzata una
persona di discriminazione, perch fa una ricerca discriminativa nella natura dei
mondi e nello stesso campo di Dio. Se per l'individuo non perfettamente equilibr
ato, pu sperimentare cose irreali e percezioni disturbanti. Queste sono enumerate
pi in l nei sutra che seguono.
7. Le fonti di conoscenza valida sono la percezione diretta, l'inferenza, la ded
uzione e la testimonianza di una persona che conosce bene.
La percezione diretta vedere chiaramente senza alcun errore di percezione. L'inf
erenza il metodo di trarre conclusioni basate sulle premesse assunte, che a loro
volta si basano sulle probabilit . Partendo da una teoria ragionevole, si pu esami
nare un problema e trarre delle probabili conclusioni, o addirittura avere una p
ercezione intuitiva della natura di ci che si esamina. L'induzione il processo de
l pensare logicamente, basandosi su fattori gi conosciuti. La deduzione il proces
so di trarre una conclusione sottraendo o eliminando ci che non pu essere parte de
ll'immagine totale. I veggenti vedici insegnarono ai loro studenti a guardare il
mondo delle apparenze e ripetersi mentalmente: "La Realt non questa, non questa!
". Naturalmente la Realt Quella che appare come tutte le cose, ma le cose in s non
costituiscono la totalit della Realt .
Un'altra fonte di conoscenza valida la testimonianza di una persona che conosce
bene. Se siamo informati di qualcosa da una
persona che conosce bene l'argomento in discussione, possiamo credere alla sua p
arola in merito alla questione. Poter credere alla parola di una persona che con
osce pu essere l'inizio, ma noi stessi dobbiamo impegnarci nello studio e nell'an
alisi, se vogliamo conoscere personalmente la verit . Credere, per fede, agli inse
gnamenti dei maestri di perfezione l'inizio della crescita spirituale. Si davver
o fortunati ad avere una relazione con un guru illuminato, perch questi capace si
a di dire la verit che di mostrare la via per giungere alla vera conoscenza. Para
mahansaji era solito dire ai discepoli: "Se me lo permetterete, io vi fard conos
cere Dio". Nella tradizione yogica, il rapporto con il guru esaltato al di sopra
di qualsiasi altro, perch il guru lo strumento attraverso il quale opera Dio per
riportare le anime alla cosciente consapevolezza della Realt .

8. Interpretando male quel che percepiamo, soffriamo d'illusione.


Poich facciamo errori nella nostra percezione, non vediamo chiaramente ci che ci s
ta davanti. Per questo traiamo conclusioni sbagliate. Per esempio, uno potrebbe
fare una passeggiata all'imbrunire e scambiare un cespuglio per una persona mina
cciosa. Proverebbe paura, ma tale paura sarebbe infondata. Presumere che il mond
o delle apparenze abbia un'esistenza indipendente dovuto agli errori di percezio
ne, che si basano sulla mancanza di conoscenza. Il mondo non un'illusione, perch
formato dalla sostanza della Coscienza. Ma l'errata interpretazione di ci che ved
iamo costituisce per noi il senso dell'illusione. Il mondo illusorio per chi non
comprende pienamente l'operare della Coscienza; ma il mondo reale perch formato
dalla stessa essenza della vita. Le forme non sono eterne; esse vanno e vengono.
Ci che eternamente Reale la Coscienza.
9. Le allucinazioni vengono quanto la mente proietta una falsa realt , che non bas
ata sulla verit .
Immaginazione e allucinazione sono comuni alle persone non
illuminate. Assumere che qualcosa sia vera, quando non lo , fa s che una persona p
ensi di sapere quando in effetti non sa. Per esempio, uno pu essere convinto di s
tare ricevendo istruzioni dagli esseri che vivono nei regni sottili, quando di f
atto sta solo percependo una guida interiore, che egli attribuisce erroneamente
a delle fonti esterne. Naturalmente possibile comunicare con gli esseri di altri
reami, o che vivono sulla terra ma a una certa distanza, tuttavia bisogna saper
distinguere tra comunicazione presunta e comunicazione reale.
10. Il sonno l'assenza della coscienza di veglia.
Tre stati di coscienza sono comuni all'uomo. Lo stato di veglia caratterizzato d
alla nostra percezione dell'ambiente quando ci relazioniamo agli avvenimenti. Lo
stato di sogno caratterizzato dalle modificazioni mentali subcoscienti che avve
ngono durante il sonno. Lo stato di sonno incosciente privo di modificazioni men
tali. un quarto stato, quello della supercoscienza, durante il quale si trascend
e ogni coinvolgimento con i tre stati inferiori. Se uno potesse vivere lo stato
di sonno profondo e rimanere cosciente, farebbe l'esperienza del Puro Essere.
11. La memoria richiamare l'esperienza con l'aiuto delle impressioni mentali.
Qualunque cosa sia esposta al livello subcosciente della mente viene registrata;
si produce un'impressione, che viene conservata. Richiamare queste impressioni
ci permette di ricordare le esperienze e le percezioni passate.
12. Le mortificazioni mentali possono essere indebolite e neutralizzate con la p
ratica e l'analisi oggettiva.
Le modificazioni e le tendenze della mente che interferiscono con la realizzazio
ne dell'anima possono essere purificate con l'aiuto dell'autoanalisi e la pratic
a del Kriya Yoga. Spesso, il solo fatto di diventare consapevole dell'esistenza
delle tendenze distruttive pu
far s che uno decida di rinunciarvi. Oppure si pu opporre loro resistenza e con ci
neutralizzare la loro influenza.
Una devota attenzione a tutti i processi che costituiscono il sistema del Kriya
Yoga purificher il campo mentale, il sistema nervoso e il corpo fisico da tutte l
e limitazioni. Spiegazioni dettagliate riguardanti tali procedure sono incluse i
n questo studio degli Yoga Sutra.
13. L'attenzione che scorre con fermezza verso la Coscienza Suprema considerata
la pi alta pratica spirituale.
Mentre si pu imparare molto analizzando le caratteristiche del mondo, del corpo e
della mente, la via pi diretta per ottenere la liberazione della coscienza rivol
gere l'attenzione verso il Campo Trascendentale durante la meditazione. Risvegli
andosi alla cosciente consapevolezza dell'intero campo della Coscienza, dal non-
manifesto al manifesto, si ottiene l'esperienza diretta e la conoscenza del proc
esso globale della vita. La pratica regolare delle tecniche del Kriya Yoga facil
ita immensamente la calma delle attivit del corpo la rimozione delle modificazion
i mentali e l'esperienza della pura concentrazione durante la meditazione.
14. La pratica regolare e corretta della meditazione produce stabilit psicologica
e fermezza sul sentiero spirituale.
Come risultato della pratica regolare della meditazione uno prova calma interior
e e appagamento spirituale. I forti desideri per le esperienze dei sensi si neut
ralizzano, la mente si illumina, e tutte le forze presenti nel corpo si armonizz
ano. L'esperienza supercosciente contribuisce alla regolazione dei processi ment
ali. L'intuizione risvegliata e le migliorate capacit di discernimento permettono
di vedere con chiarezza la verit sulla vita e le sue relazioni. La crescente fel
icit derivata dalla pratica della meditazione ispira a continuare in maniera stab
ile e a rimanere disciplinati e risoluti. Si resiste pi facilmente alla tentazion
e e l'inquietudine e la pigrizia vengono sostituite dall'entusiasmo e dalla dedi
zione.
15. Dominando gli istinti e gli inutili stimoli per l'esperienza dei sensi, ci s
i stabilisce nel distacco.
Si pu imparare a dominare gli istinti e gli inutili stimoli attraverso una calma
analisi e una forte determinazione. Un modo molto efficace di dominare questi st
imoli e tendenze consiste nel rivoltare il flusso delle forze vitali con l'aiuto
di particolari tecniche di meditazione. Quando l'attenzione e le forze vitali s
ono ritirate dagli organi dei sensi, e ritornano lungo il sentiero spinale fin n
el cervello, ci si sente liberi dalle influenze degli stimoli fisici, emotivi e
mentali. Ci produce l'esperienza di un cosciente distacco, oltre a fornire alle i
nfluenze supercoscienti l'opportunit di ripulire profondamente stimoli e tendenze
dal sistema. Chi fermamente stabilito nella realizzazione del S pu guardare il mo
ndo con comprensione e recitare il ruolo assegnatogli senza attaccarvisi eccessi
vamente e senza farsi coinvolgere.
16. Questa rinuncia suprema viene in conseguenza dell'Autorealizzazione, che d la
vittoria sulle forze della natura.
Rinunciare a una cosa d la possibilit di scegliere di avere con essa un rapporto o
di evitarla. La vera rinuncia non ritiro totale: una questione di chiara compre
nsione, che ci permette di fare sagge scelte. La padronanza di s permette di domi
nare le forze della natura.

17. Attraverso il ragionamento e il discernimento, si realizza la verit che il mo


ndo un gioco della coscienza.
L'intera rappresentazione della manifestazione relativa un fenomeno reso possibi
le dal gioco delle forze presenti in natura. Gli attributi elettrici, dal regno
di Dio fino alla sfera materiale, sono responsabili di tutto ci che accade. Un ma
estro spirituale vede attraverso le apparenze e comprende consapevolmente le ope
razioni della Coscienza; per lui il mondo un avvenimento divino, una danza cosmi
ca, attraverso cui si esprime uno scopo pi alto.
18. Quando il campo mentale chiaro, allora si fa
l'esperienza della Consapevolezza Trascendentale.
Quando si ottiene il successo nella meditazione yoga, le modificazioni mentali d
iventano dormienti e il meditante fa l'esperienza del samadhi. Quando il campo m
entale non pi agitato da modificazioni e cambiamenti, e uno rimane serenamente vi
gile, si ha la consapevolezza della Pura Coscienza. Ô raro il caso che un meditant
e faccia subito l'esperienza della Pura Coscienza, senza che sia presente qualch
e tipo di modificazione mentale; di solito, infatti, l'esperienza del samadhi vi
ene fatta per gradi. Gli yogi parlano di 'samadhi inferiori' e 'samadhi superior
i'. Il samadhi inferiore 'con seme', perch le impressioni mentali sono ancora in
evidenza. Si potrebbe quindi realizzare un certo grado di pura consapevolezza, c
on l'esperienza ancora influenzata dai modelli mentali. Questo potrebbe portare
a percezioni trascendenti colorate da visioni, estasi ed esperienze cosmiche. Du
rante questo stato di samadhi, l'attenzione potrebbe perfino vagare nei reami as
trali, causali e celesti. Finch non si trascende questo livello di samadhi, uno p
otrebbe rimanere coinvolto nelle percezioni fenomeniche per millenni.
Una volta interrogai il mio guru sulla questione della liberazione dell'anima Mi
disse: Molti yogi spiritualmente avanzati rimangono cos assorti nella beatitudin
e e nell'estasi della comunione con Dio che per migliaia d'anni rimangono da que
sta parte della liberazione finale.
Se la determinazione d'ottenere la liberazione non forte e costante, uno potrebb
e cadere dalle esperienze di samadhi e diventare schiavo delle modificazioni men
tali e delle esperienze dei sensi. Ô la ripetuta esperienza dei samadhi superiori
(senza semi) che produce la trasformazione totale e la liberazione finale
Il vero samadhi supercoscienza e non ha nulla in comune con gli stati mentali in
feriori di trance, ipnosi o incoscienza. Le procedure preliminari del Kriya Yoga
hanno lo scopo di purificare il corpo e ripulire profondamente il campo mentale
in preparazione delle esperienze supercoscienti. I pranayama del Kriya Yoga pur
ificano il sistema nervoso, destano le energie spirituali e manifestano i poteri
intuitivi dell'anima; tutte cose che servono di preparazione per le esperienze
di samadhi.
19. Facendo regolari esperienze trascendentali, tutte le modificazioni mentali v
engono neutralizzate, e si ottiene la permanente Consapevolezza Trascendentale.
Se le modificazioni mentali persistono, anche se uno fosse altamente avanzato su
l sentiero spirituale, tornerebbe ad essere coinvolto dalla natura e dai mondi m
ateriali.
Le esperienze iniziali di samadhi sono semplicemente i primi stati del vero risv
eglio dell'anima. Le forze supercoscienti che invadono il campo mentale e il cor
po hanno un effetto purificante e trasformante. Per questo necessaria l'esperien
za regolare del samadhi. Un barlume di Realt , un lampo momentaneo d'intuizione so
lo l'inizio del sentiero dell'illuminazione. Finch uno mantiene l'identificazione
con il campo mentale e il corpo umano, se ancora esistono tendenze, stimoli e i
mpulsi che sono contrari alle mete superiori, possibile che la propria attenzion
e e i sentimenti siano ritirati dalla supercoscienza e ritornino nell'illusione.
Spesso una delle cause di fallimento sul sentiero spirituale che un sincero rice
rcatore si considera per errore spiritualmente maturo prima ancora di esserlo, e
trascura le pratiche spirituali. Durante la meditazione uno pu sentire la Pura C
onsapevolezza, e pensare che non vi sia pi nulla da realizzare; mentre la superco
scienza dev'essere sperimentata finch tutte le impressioni distruttive non siano
state cancellate dalla mente e dal corpo. Ô allora che uno pu vivere nel mondo come
un essere liberato. Quando lo yogi ha di fatto neutralizzato le limitazioni int
eriori, e non pu pi cadere dal suo stato di grazia interiore, di lui si dice che l
ibero mentre vive in un corpo. Gli yogi chiamano tale persona un 'jivanmukta', u
n'anima che ha fatto l'esperienza della libert mentre ancora vive nel corpo. Vi u
no stato superiore da realizzare, quello del 'paramukta', la condizione dell'ess
ere supremamente libero. Si supremamente liberi quando non vi possibilit di ricad
ere nella schiavit e nell'illusione.
20. La pi alta esperienza spirituale si ottiene come risultato della fiducia in s ,
dell'autodisciplina, di un grande entusiasmo ed energia, di una costante vigila
nza, della pratica regolare della meditazione, e con l'autoanalisi e l'Autoreali
zzazione.
Il successo sul sentiero spirituale grandemente agevolato da una sincera fiducia
nella propria capacit di raggiungere la meta. Anche una persona con poca stima d
i s pu raggiungere le vette, se sar persistente nelle sue pratiche, ma la sicurezza
interiore esercita sullo studente un potente influsso stimolante. Paramahansaji
diceva ai suoi discepoli: "Puoi riuscirci in questa vita. Devi riuscirci in que
sta vita. Che nulla ti distolga dalla tua meta!". In maniera simile, Lahiri Maha
saya consigliava ai suoi discepoli: "Facendo, facendo, finch un giorno... ecco: l
a meta divina!".
L'attenzione a tutte le discipline raccomandate essenziale nel sentiero del Kriy
a Yoga. Non sono importanti soltanto l'attenzione allo studio e alla meditazione
, ma anche l'attenzione ai dettagli nelle azioni e un comportamento adeguato nei
rapporti umani. Aspettativa ed entusiasmo Ci tengono fermi sul sentiero e neutr
alizzano le tendenze a rimuginare sulle esperienze passate o sugli attuali stati
mentali ed emotivi. Coloro che praticano il Kriya Yoga sperimentano un incremen
to dell'energia disponibile, anche a causa del risveglio della shakti, la forza
creativa che nelle persone non deste rimane per lo pi dormiente.
L'eterna vigilanza un requisito di chi cammina sul sentiero, perch essenziale che
uno sia veramente cosciente, vigile e discriminativo in tutte le circostanze. L
a pratica regolare della meditazione permetter di attraversare l'oceano delle per
cezioni illusorie e, attraverso il samadhi, porter all'esperienza della coscienza
di Dio. Lahiri Mahasaya scrisse una lettera a uno dei suoi discepoli, dicendogl
i: "Il sentiero del Kriya Yoga lo studio dei Veda (la verit rivelata). Con la pra
tica del kriya (pranayama) la tua attenzione si stabilir nello stato al di l del k
riya (la serena tranquillit che deriva dalla pratica); allora sar il Vedanta Darsh
ana (la realizzazione della verit ). Questo dev'essere sperimentato praticando rea
lmente il kriya pranayama e non (solo) leggendo le sacre scritture".
L'autoanalisi prosegue naturalmente durante il processo dell'Autorealizzazione,
man mano che la propria attenzione passa attraverso livelli successivi di mente
e coscienza. L'Autorealizzazione porta tra l'altro alla comprensione della propr
ia personalit .
21. La realizzazione suprema arriva presto a chi costante nella pratica ed tutto
teso verso la meta.
Paramahansaji sottolineava il fatto che le tecniche di meditazione sono come str
umenti che uno pu usare per realizzare i propri scopi. Gli strumenti sono inutili
se non vengono usati, e una volta realizzato lo scopo per cui sono stati usati
possono anche essere messi da parte. Praticando le tecniche di meditazione del K
riya Yoga, come i mantra, la contemplazione del suono e della luce, e i pranayam
a avanzati, uno prover serenit interiore e pace duratura. Allora bisogner sedere a
lungo, per fare l'esperienza dello stato interiore e permettergli di avere un ef
fetto trasformante sulla mente, il sistema nervoso e il corpo fisico.
22. Per ottenere rapidamente dei risultati superiori, si deve intensificare la p
ratica della meditazione.
Nei primi stadi si consiglia di praticare la meditazione con un programma regola
re che va da venti a trenta minuti a seduta. Ci permette un facile apprendimento,
e l'aspirante impara a rilassarsi e a porsi in sintonia con le influenze superc
oscienti. La persona che s'immerge in un programma di lunghe meditazioni pu ritro
varsi presto scoraggiato nella sua pratica. La sfida dei condizionamenti subcosc
ienti pu essere troppo grande, oppure lo slancio potrebbe indebolirsi quando cala
l'entusiasmo iniziale. Per il principiante si consigliano sedute regolari di br
eve durata. Tra l'altro questo permetter un graduale riaggiustamento dei modelli
mentali.
In seguito, una volta che uno diventato in qualche modo esperto nella pratica, s
i pu aumentare la durata della seduta di meditazione. Di tanto in tanto proficuo
meditare parecchie ore di seguito nella stessa seduta, o meditare parecchie volt
e al giorno per brevi periodi. Questo pu intensificare il processo e causare un r
isveglio improvviso.
Conosco alcuni meditanti che praticano per un'ora mattino e sera, e altri che pr
aticano per due ore mattino e sera. Durante i primi anni trascorsi con il mio gu
ru passavo dieci ore al giorno in meditazione, dividendo la pratica in sedute di
due o tre ore.

23. Abbandonare a Dio il senso di essere un s separato produce l'Autorealizzazion


e.
Il senso di essere separato da Dio viene chiamato senso dell'ego: la convinzione
che uno indipendente dalla sua Fonte. Ci dovuto all'illusione, e porta a tutte l
e altre complicazioni che ha chi si trova nella coscienza umana. Rinunciando all
'ego, il senso di essere separato da Dio, uno fa l'esperienza della Vera Natura
e realizza che Dio il S Infinito di tutte le anime.

24. Sebbene attivamente impegnato nei e per i mondi, Dio non toccato da ci che su
ccede nei mondi; vale a dire, nessun segno di tutto ci che accade nelle sfere rel
ative rimane impresso nella coscienza di Dio.
Tutte le manifestazioni fenomeniche avvengono da questa parte del campo di Dio;
perci , nulla di tutto ci che avviene nelle sfere relative influenza in qualche mod
o Dio. Egli superiore ai reami manifesti; li influenza, ma non ne viene a sua vo
lta influenzato.
25. Dio trascende tutta la natura.
Anche se i mondi sono stati emanati dal reame di Dio, Egli al di l degli eventi c
he avvengono all'interno di spazio e tempo. Essendo la prima espressione esterna
della Pura Coscienza, Dio la causa e il regolatore di tutti gli avvenimenti del
la natura.
26. Dio oltre le limitazioni di tempo, spazio, causa ed effetto. Dio anche il ma
estro degli antichi maestri.
Maya, la struttura della natura, esiste da questo lato del campo di Dio. La cono
scenza ha origine nella Coscienza; perci Dio
perennemente il maestro. Dio il vero guru, anche quando la saggezza viene espres
sa attraverso una persona illuminata. Tutti i veri maestri, dei tempi antichi e
di oggi, rivelano la verit solamente perch essa scaturisce da Dio.
27. Il simbolo che manifesta Dio la Parola (Aum, Om).
Nel Nuovo Testamento, nel Vangelo di San Giovanni (1: 1-5) leggiamo:
"In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli e
ra in principio presso Dio. Tutto stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui n
iente stato fatto di tutto ci che esiste. In lui era la vita, e la vita era la lu
ce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolt
a".
Quando i tre guna entrano in uno stato di squilibrio nel campo di Dio, comincia
il processo creativo. La forza proiettata all'esterno produce una frequenza di s
uono che stata chiamata Verbo. Questo Verbo viene considerato il simbolo che man
ifesta Dio. Ô il segno del processo creativo; la prova dell'esistenza della natura
onnipervadente di Dio.
Tramite il Verbo, Dio ha formato i mondi. Cio , Egli ha formato tutte le cose. Non
vi nulla di creato che non sia composto dagli elementi basilari della natura so
ttile. Dio la sola vita, e la vita di Dio la luce interiore di ogni persona. La
luce di Dio, la luce dell'anima, splende nel regno di maya, la creazione manifes
tata; ma siccome la coscienza dell'uomo illusa ( nelle tenebre), egli non compren
de l'esistenza della luce.
Una delle tecniche avanzate di meditazione Kriya Yoga quella di contemplare la c
orrente del suono interiore, insieme alla luce interiore, per riversare l'attenz
ione indietro, alla Sorgente. Quindi:
28. Si deve meditare su questa Parola, analizzandola, abbandonandosi ad essa, e
diventando consapevoli della sua vera natura.
Quando ascoltiamo il suono interiore, mentre dirigiamo lo sguardo nell'occhio sp
irituale, dobbiamo contemplare il suono, esaminarlo, stando attenti a qualsiasi
cambiamento di frequenza, abbandonarci ad esso e, in tal modo, diventare uno con
esso e conoscere la sua vera natura.
29. Meditando sulla Parola, uno fa l'esperienza della Coscienza Cosmica e viene
liberato da tutti gli ostacoli presenti nella vita, incluse le malattie fisiche
e mentali.
Il suono interiore attira la nostra attenzione, e cos diventa facile fare l'esper
ienza della meditazione. Lasciandoci andare con il suono, trascendiamo l'identif
icazione con il corpo e le impressioni mentali e quanto prima proviamo un'espans
ione di consapevolezza. L'anima onnipresente, come Dio, ma quella confinata nel
corpo non lo sa. OM il suono primevo dal quale emana ogni altra variazione di su
ono. Ascoltando in profondit qualsiasi suono si manifesti, anche se fossero i suo
ni delle forze del corpo, noi possiamo muoverci attraverso di essi, passando dal
grossolano al sottile, e dal sottile al sottilissimo, e fare l'esperienza della
Pura Consapevolezza. Anche rimanendo da questa parte del campo trascendentale n
oi possiamo provare l'unione con il suono cosmico che pervade l'intero universo.
Tutto ci porta alla Coscienza Cosmica.
Come risultato dell'Autorealizzazione e della comprensione delle forze della nat
ura, uno viene liberato dai problemi, gode di ottima salute e si realizza in tut
ti gli aspetti della vita relativa. Mahavatar Babaji, il primo in questa linea d
i guru, disse: "Poche persone tra quelle che vivono nella coscienza mortale sann
o che il regno dei Cieli Si estende pienamente a questo piano terreno". Una pers
ona Autorealizzata che ha subito la trasformazione interiore vede un mondo pieno
di bellezza e armonia ovunque si trovi.
30. Malattia, dubbio, apatia, mancanza di vero interesse, attaccamento ai piacer
i dei sensi, percezione erronea, scarsa concentrazione e incapacit di mantenere l
a concentrazione durante la meditazione sono alcuni degli ostacoli che s'incontr
ano a causa delle fluttuazioni delle modificazioni mentali.
Molti sono i possibili ostacoli al successo lungo il sentiero spirituale; alcuni
sono enumerati in questo sutra. I problemi psicologici o la malattia fisica ren
dono pi difficile una rapida crescita spirituale, anche se il risveglio spiritual
e contribuir all'eliminazione di questi problemi.
Anche i dubbi sulla filosofia, sulla procedura, sul proprio guru, o sulla possib
ilit della realizzazione possono ostacolare il progresso. Il discepolo deve accet
tare con fede gli insegnamenti dei maestri di perfezione finch non potr provarne i
principi nella sua esperienza personale. Egli deve praticare il metodo con entu
siasmo perch un processo scientifico che produrr risultati prevedibili. Per un dis
cepolo sul sentiero, la fede assoluta nel guru essenziale. Il vero guru la voce
di Dio che guida il discepolo ad ogni passo della via, finch il guru interiore no
n diventer la guida autorevole. E anche allora, sar il guru personale che riconosc
er questo per il discepolo, affinch non possa sorgere alcuna confusione.
L'attaccamento ai piaceri dei sensi limita il dischiudersi dell'anima. Naturalme
nte possiamo provare piacere attraverso i sensi, ma l'attaccamento all'affannosa
ricerca del piacere che costituisce il problema principale. La percezione liber
a dall'errore verr man mano che uno avanzer costantemente sul sentiero. La scarsa
concentrazione pu essere migliorata con la pratica paziente dei metodi di meditaz
ione prescritti. Le preghiere fatte con abbandono, l'ascolto interiore dei mantr
a e dei suoni che sorgono spontaneamente, la pratica del kriya pranayama, e la d
edizione al metodo di meditazione produrranno una perfetta concentrazione. Quest
a non tanto una questione di sforzo, ma di abbandono all'ideale durante la medit
azione. L'incapacit di mantenere la concentrazione durante la meditazione sar supe
rata con la pratica. Di solito la nostra concentrazione disturbata dai processi
mentali. Se uno persiste
nella meditazione fino a che i processi mentali diventino dormienti, allora vedr
che la concentrazione sar senza sforzo. Una volta neutralizzata l'inerzia della m
ente, l'intelligenza interiore guider il meditante.

31. Altre distrazioni dovute alle fluttuazioni della mente sono il dolore, l'ans
iet , l'agitazione fisica e la respirazione irregolare.
L'instabilit mentale ed emotiva pu interferire anche con le migliori intenzioni. Q
uando si comincia la meditazione importante rinunciare a tutti quei pensieri o s
entimenti che non sono compatibili con l'ideale della meditazione. Se questo non
fosse possibile, uno dovrebbe analizzare le ragioni per cui sorgono certi probl
emi e pervenire alla comprensione di s . Sar molto utile leggere da una fonte d'isp
irazione, come un testo sacro. Per un discepolo del Kriya Yoga particolarmente u
tile leggere con regolarit la Bhagavad Gita, perch questa scrittura sacra contiene
la risposta a tutte le domande che si potrebbero avere lungo il sentiero dell'i
lluminazione.
L'agitazione fisica pu essere superata con la pratica paziente. Il meditante dovr
ebbe sedere in una posizione di meditazione confortevole, stabile e diritta, aff
inch non sia costretto a muoversi durante la pratica. Una posizione stabile del c
orpo contribuir enormemente al controllo dei processi mentali. Inoltre possibile
correggere l'instabilit fisica, emotiva e mentale con la pratica del pranayama.
Il modo di respirare stimola i processi mentali e favorisce i cambiamenti emozio
nali. La respirazione profonda e regolare ha un effetto calmante quando si fa pr
ima di cominciare la meditazione. Tale respirazione aiuta a distendere il sistem
a nervoso e a rilassare i muscoli del corpo. Quando la respirazione regolare, le
nta e dolce, i processi mentali tendono a farsi pi sottili. Inoltre, dopo che uno
rimasto seduto a lungo rilassato in meditazione, il diossido di carbonio viene
eliminato dal corpo attraverso la respirazione, i polmoni richiedono meno ossige
no e la respirazione rallenta notevolmente. Ci possono essere delle volte in cui
si fa l'esperienza dell'assenza del respiro, durante la quale si provano moment
i di
consapevole cessazione del pensiero. Lahiri Mahasaya raccomandava ai suoi discep
oli di osservare le pause durante la calma respirazione, cos da essere consapevol
i di questi momenti di assenza di pensiero. In queste occasioni si pu fare l'espe
rienza della Pura Coscienza; oppure quanto meno si pu realizzare di essere il tes
timone del processo.
32. La mente purificata dalla coltivazione delle virt e dalla pratica della neutr
alit di fronte a ci che non utile ai propri fini.
Le virt a cui ci si riferisce sono i requisiti preliminari per la pratica del Kri
ya Yoga esposti in questo capitolo. Esse includono la non-violenza, la veridicit ,
l'onest , la regolazione delle forze vitali e la libert dall'attaccamento alle cos
e materiali. Sono anche comprese la purezza, la pazienza (disciplina per la puri
ficazione dei campi mentale ed emotivo), lo studio della natura della coscienza,
la serenit , e la rinuncia del senso dell'ego per realizzare la coscienza di Dio.
Essere neutrali di fronte a ci che non utile ai propri fini superiori previene d
isturbi emotivi e l'accumulo d'impressioni mentali-emotive non desiderate che po
rterebbero soltanto a ulteriori sfide.

33. Coltivando le attitudini di amicizia, compassione, gioia, e indifferenza ver


so gli estremi, la mente diventa calma e ben ordinata.
Una causa comune d'inquietudine mentale data dall'influenza dell'ambiente che ci
circonda. Una persona saggia impara a relazionarsi al mondo senza farsi indebit
amente influenzare dalle circostanze o dalle attitudini e dai comportamenti degl
i altri. Noi coltiviamo l'amicizia riconoscendo che la realt divina presente ovun
que e si esprime attraverso tutte le persone e gli esseri viventi. Noi coltiviam
o la compassione interessandoci sinceramente al benessere della gente. Coltiviam
o la gioia imparando ad essere autosufficienti ed interiormente felici. Coltivia
mo l'indifferenza verso gli estremi imparando ad osservare le scene che passano
come apparizioni
temporanee. In questo caso, indifferenza non significa mancanza di cura; signifi
ca piuttosto essere responsabilmente coinvolti con la vita, senza farsi prendere
da reazioni emotive che causano confusione o instabilit mentale.
34. Con la pratica dei pranayama che portano alla regolazione delle forze vitali
e delle attivit mentali, uno pu superare definitivamente gli ostacoli fisici e me
ntali alla concentrazione.
Un pranayama facile da praticare all'inizio della meditazione la respirazione a
narici alternate, usando il pollice e il mignolo dell'una o l'altra mano per reg
olare il processo. Questa respirazione armonizza il fluire dell'energia nervosa
e del prana che circola attraverso i canali sottili nel corpo. La respirazione a
ttraverso la narice destra chiamata 'solare', mentre quella attraverso la narice
sinistra chiamata respirazione 'lunare'. Quando la forza della corrente present
e nel corpo fortemente influenzata dal sole, o dalla polarit positiva, uno inclin
e ad essere pi esteriorizzato, pi forte e con maggiore energia; quando la corrente
lunare pi influente, uno incline ad essere pi passivo. Quando queste due influenz
e sono bilanciate con la pratica della respirazione a narici alternate, il siste
ma nervoso viene armonizzato e il campo mentale si stabilizza.
Quando l'attenzione e il prana vengono abbandonati nell'occhio spirituale, duran
te la meditazione, si avverte una regolazione spontanea del prana nel sistema; l
e correnti ascendenti fluiscono con forza al cervello, producendo rilassamento e
chiarezza mentale. Il pranayama del Kriya Yoga pi dinamico, e immediatamente eff
icace.
35. Si consegue certamente la stabilit mentale ed emotiva quando le sottili perce
zioni della meditazione producono un cambiamento nella propria coscienza.
La profonda meditazione supercosciente produce una migliorata funzione mentale e
la tranquillit emotiva. Negli stadi iniziali potrebbe esserci qualche disturbo d
egli schemi mentali e degli stati emotivi, a causa della purificazione in corso.
Rimanere regolarmente in silenzio dopo la pratica della meditazione kriya ha un
effetto armonizzante sulla mente e sul corpo.
36. Meditando sulla luce della Coscienza Suprema, la propria coscienza si trasfo
rma e questo influenza beneficamente gli stati mentali.
Le influenze supercoscienti sono superiori agli stati mentali inferiori, perci la
mente viene letteralmente rinnovata. Spesso una grande lotta comandare con la s
ola determinazione abitudini mentali guidate da istinti profondamente radicati.
Facendo entrare le influenze supercoscienti nel campo mentale, s'invita l'ordine
nella mente.
37. Facendo proprie le virt e gli stati di coscienza dell'ideale spirituale, uno
diventa stabile e accresce la fiducia in s .
Chiunque cerchi un modo migliore e pi alto di vita pu trarre beneficio dall'avere
un modello di comportamento appropriato. Il modello migliore di comportamento un
essere illuminato, uno in cui tutte le virt siano chiaramente manifestate. Emula
ndo il suo esempio ideale, acquisiamo caratteristiche desiderabili e impariamo a
d assumere stati ideali di coscienza. Per un ricercatore sul sentiero non suffic
iente essere discepolo di un guru illuminato; egli deve diventare come il guru e
realizzare la coscienza di Dio.
38. La conoscenza acquisita analizzando i sogni e lo stato di sonno senza sogni
pu contribuire al benessere.
Imparando ad essere coscienti durante le occasioni di sogno possibile comprender
e le operazioni interne della mente. Nei sogni si manifestano molti impulsi e te
ndenze inconscie. Inoltre possibile imparare ad essere talmente coscienti mentre
si dorme che le sequenze del sogno si possono modificare con un atto di volont .
Inoltre, paragonando le caratteristiche dell'esperienza dei sogni con gli stati
di veglia, si pu vedere come il comune stato di veglia sia solo un sogno, se para
gonato agli stati supercoscienti.
Gli yogi vanno a dormire cercando di mantenere la consapevolezza, cos che durante
il sonno profondo incosciente la consapevolezza rimanga. Questo un modo di anda
re oltre l'identificazione con i livelli subconsci e inconsci della mente. A tem
po debito l'intera sfera mentale sar accessibile alla persona di saggezza.
Il sonno pu essere una via d'ingresso ai reami sottili. Dirigendo la volont prima
di andare a dormire, possibile agire coscientemente attraverso il corpo sottile
ed esplorare i regni astrali e mentali. Con questa operazione si possono visitar
e anche altre zone del pianeta e comunicare con altre persone allo stesso modo c
onsapevoli.

39. Meditando su un oggetto determinato la mente diventa stabile.


L'oggetto scelto per la meditazione dipender dall'insegnamento del guru o dall'in
clinazione del momento. Il guru potrebbe dare al discepolo istruzioni precise, c
he devono essere seguite senza riserve. Quando uno diventer esperto nella pratica
della meditazione, l'intelligenza interiore determiner il proprio approccio.
Una routine praticata da molti kriya yogi questa: sedendosi per meditare, si fa
attenzione ad assumere una posizione corretta Quindi s'invoca la presenza di Dio
, e s'invocano tutti i guru della propria linea. Si pu fare una preghiera semplic
e, e poi praticare il mantra dato al momento dell'iniziazione, oppure fare il pr
anayama del Kriya Yoga. Dopo una buona pratica del kriya pranayama vi sar una nat
urale elevazione di coscienza, alla quale si dovr permettere di durare il pi a lun
go possibile. Durante questa fase si solitamente portati a contemplare il suono
e la luce interiore. Infine il ciclo di meditazione far il suo corso e la seduta
si concluder .
40. Con la padronanza della meditazione e degli stati di coscienza, l'influenza
si estende dal livello dell'atomo all'infinit .
Quando l'anima si sveglia alla consapevolezza della sua realt onnipresente e onni
potente, la coscienza non pi legata. Allora uno pu vedere nel cuore della materia
e oltre la materia fino al campo della Pura Coscienza. Le capacit naturali dell'a
nima, quando non hanno restrizioni, sono chiamate siddhi: i poteri della perfezi
one. Una persona Autorealizzata un siddha, uno che ha ottenuto la perfezione nel
lo Yoga.
Guardando nell'occhio spirituale durante la meditazione, si percepiscono tutte l
e forze che vi fluttuano. La percezione che ne deriva quella della luce, di colo
ri diversi, ma molto spesso di un bianco chiaro con un sottofondo blu scuro. Qua
ndo il prana entra nel corpo attraverso il midollo allungato, va nel cervello e
quindi scende gi attraverso il canale spinale. Durante la pratica della meditazio
ne kriya, le correnti che scorrono verso il basso vengono rivoltate e rifluiscon
o verso il midollo allungato, causando la percezione della luce nell'occhio spir
ituale, mentre all'interno si ode il suono dell'Om. Lo yogi pu guardare nell'occh
io spirituale e usarlo come una televisione astrale, visionando i regni astrali
e andando perfino oltre, fin nel campo di Dio. Trascendendo questo campo, uno fa
l'esperienza della Pura Coscienza, La Realt Assoluta.
41. Quando le modificazioni mentali diventano deboli e perdono la loro influenza
, allora il campo mentale diventa chiaro, capace di ricevere la vera conoscenza
e la conoscenza dei poteri sovrannaturali.
Quando la mente purificata, in essa splende la luce dell'anima. Allora si possie
de una mente di luce, o la mente del Buddha. Nella Lettera di San Paolo Apostolo
ai Filippesi (2: 5-6) leggiamo: "Abbiate in voi la stessa mente che fu anche in
Cristo Ges , il quale, pur essendo di natura divina, non consider un furto la sua
uguaglianza con Dio". La Verit pu essere sperimentata direttamente durante il puro
samadhi, e quindi la Verit viene riflessa nella mente. I
poteri sovrannaturali, le capacit dell'anima, possono essere dimostrati facilment
e quando la mente illuminata.
Patanjali molto chiaro sulle possibilit derivate dagli stati di samadhi. Usare le
destate capacit dell'anima per continuare la contemplazione della Realt Assoluta
porta alla liberazione della coscienza; mentre un uso poco saggio delle sue capa
cit pu irretire maggiormente l'anima nella confusione e negli attaccamenti.

42. Negli stati pi bassi di meditazione vi PUã essere ancora confusione nella mente
mentre sta avvenendo una notevole trasformazione.
Durante le esperienze iniziali di samadhi vi spesso un misto di supercoscienza e
di modificazioni mentali. Uno pu sperimentare un certo grado di chiara consapevo
lezza, misto a dubbi e conflitti. La cosa migliore persistere nella pratica dell
a meditazione e sforzarsi d'ottenere la realizzazione suprema. Alla fine la ment
e viene purificata dai samadhi superiori.
43. Quando, durante la meditazione, il campo mentale privo di confusione, allora
l'oggetto della meditazione splende nella mente.
Quando il campo mentale chiaro uno realizza perfettamente l'oggetto al centro de
ll'attenzione durante la meditazione. Se uno sta contemplando la luce dell'occhi
o spirituale, percepir solo questo. Se uno sta contemplando Om, realizzer solo que
sto. Se uno concentrato sul chakra della testa, sperimenter solo questo. A suo te
mpo uno realizzer la trascendenza, la Realt Assoluta.

44. Nelle esperienze di meditazione pi profonde il processo di trasformazione deg


li stati mentali continua a livelli pi sottili.
La meditazione supercosciente qualcosa di pi che sedere semplicemente nel silenzi
o, godendosi la pace, la serenit , la gioia e la beatitudine. La meditazione super
cosciente produce la totale
trasformazione di tutte le aree del campo mentale. Le influenze supercoscienti d
iscendono nel campo mentale, nel sistema nervoso e nel corpo fisico, operando pr
ecisi cambiamenti a tutti i livelli. Il corpo diventa glorificato e raggiante, i
l processo di decadimento viene neutralizzato, e uno irradia Dio nell'ambiente.
45. Muovendosi attraverso livelli sottili, col tempo uno analizza la struttura d
ella natura e, tramite ci , perviene alla liberazione finale della coscienza.
Per vincere il mondo uno deve trascenderlo. La struttura della natura, maya, com
posta di forza vitale creativa, particelle di luce, tempo e spazio. L'universo r
ealmente un gioco di luci ed ombre, un sogno di Dio. Un santo ha detto: "La vita
relativa solo la memoria di un sogno". Per realizzare la liberazione della cosc
ienza uno deve morire al mondo e fare l'esperienza di Quello che immutabile.
46. Le esperienze di meditazione che includono l'analisi dei componenti dei mond
i relativi hanno ancora un oggetto di analisi.
La contemplazione della natura dell'universo utile, ma non la stessa cosa dell'e
sperienza del samadhi non-duale. Mentre si analizza la natura del mondo per aver
ne conoscenza, bisogna rimanere consapevoli che la meta finale qualcosa di super
iore.
47. Attraversando il velo di maya, la luce splendente della Pura Coscienza si au
torivela.
Quando tutte le tenebre sono rimosse dal campo mentale, e lo stesso campo mental
e viene trasceso, si realizza il pi alto samadhi.
48. In questa esperienza di meditazione si ha la percezione diretta della Verit .
Non vi possibilit di confondere l'esperienza finale. Uno sa al di l di ogni dubbio
quando viene realizzata. La percezione diretta della Verit rivela la totalit dell
a Coscienza. Allora uno sa come furono creati i mondi e qual lo scopo dell'evolu
zione.
49. La conoscenza intuitiva ottenuta in meditazione diversa dalla conoscenza che
si ottiene dai libri o dalle conversazioni.
Possiamo leggere circa i principi della mente e della coscienza, possiamo sentir
ne parlare dagli altri, ma quando facciamo direttamente l'esperienza della Verit
una rivelazione personale. Soltanto la rivelazione personale soddisfer l'anima.
50. Le impressioni mentali causate dalle esperienze supercoscienti resistono e v
incono le impressioni mentali causate dalle esperienze dei sensi, dalle abitudin
i e dal vivere quotidiano.
La mente riceve in continuazione impressioni. Le impressioni mentali che derivan
o dall'esperienza di questo mondo non sono permanenti; sono soggette a modificaz
ioni e a cambiamenti. Le impressioni supercoscienti ripuliscono il campo mentale
dalle impressioni derivate dalle esperienze dei sensi. Durante la meditazione v
i saranno occasioni automatiche di autoanalisi. Tuttavia lo scopo della meditazi
one quello di riversare l'attenzione nel campo della Pura Coscienza. Ci fa s che l
e influenze supercoscienti invadano il campo mentale per spazzar via le impressi
oni karmiche distruttive. Non necessario analizzare troppo i contenuti della men
te. Ramana Maharishi, una grande anima realizzata che visse nell'India del sud,
disse: "Quando sei pronto a gettare le immondizie, non c' bisogno di esaminarle.
Devi solo liberartene".
51. Con la rimozione delle tendenze inferiori dal campo mentale, anche le impres
sioni mentali superiori, derivate dalle esperienze supercoscienti, svaniscono da
lla mente. Allora l'anima realizza l'identit permanente con la Coscienza Suprema.
Dopo che le influenze supercoscienti superiori hanno ripulito la mente dalle ten
denze distruttive, anch'esse sono spazzate via dalla mente. Tutto ci che rimane l
a cosciente consapevolezza dell'Essere. Di solito la trasformazione del campo me
ntale richiede tempo. Mentre ci avviene, lo yogi pu mostrare una combinazione di s
ante qualit unite alle caratteristiche di una personalit comune. Questo spiega per
ch alcuni santi si comportano in maniera umana e a volte dimostrano perfino un co
mportamento eccentrico. Non bisogna scoraggiarsi se, dopo la meditazione superco
sciente, si mantengono ancora abitudini, impulsi e caratteristiche comuni alla n
atura umana. Naturalmente va fatto ci che si pu per mettere in ordine pensieri, se
ntimenti e comportamenti, mentre si rimane pazienti durante gli anni della trasf
ormazione interiore.

DUE
Kriya Yoga,
Via di Disciplina e Purificazione
Il Kriya Yoga un sistema pratico e scientifico di purificare il corpo, i rivesti
menti sottili della mente, e la mente stessa. Il Kriya Yoga pi che un insieme di
tecniche di meditazione; esso include l'intero campo della filosofia e delle pro
cedure che rendono possibile l'illuminazione e la liberazione. Questa sezione de
gli Yoga Sutra si occupa in particolare della via che porta alla perfetta concen
trazione.
1. L'autodisciplina volontaria dei sensi, lo studio completo e l'analisi della n
atura della coscienza, e l'abbandono della coscienza egoica a Dio sono i mezzi p
ratici per ottenere la perfetta concentrazione. Presi insieme, questi costituisc
ono il sentiero del Kriya Yoga.

Il Kriya Yoga fu dapprima fatto conoscere in Occidente da Paramahansa Yogananda


, quando nel 1920 venne dall'India in America. Per trentadue anni egli insegn a s
tudenti e discepoli filosofia e le procedure di questa sacra scienza.
L'esperienza della trasformazione interiore avviene come conseguenza della medi
tazione profonda e delle discipline volontarie che si praticano per vincere le i
nfluenze delle tendenze distruttive.
Praticando la disciplina, le tendenze indesiderate gradualmente scompaiono. Uno
studio profondo della natura della coscienza porta
alla conoscenza di Dio, dell'anima e del mondo. Abbandonarsi a Dio vuol dire per
mettere che il senso dell'ego sia bandito cos che tutto ci che rimane la consapevo
lezza della Vera Natura.
Noi siamo esseri spirituali, e possediamo tutte le caratteristiche e le capacit d
i Dio; ma queste caratteristiche e capacit non sono evidenti finch ci identifichia
mo con le diverse limitazioni interiori e sotto il magico incanto dell'illusione
. I metodi del Kriya Yoga rimuovono le limitazioni, e permettono alla natura del
l'anima di manifestarsi.
La coscienza ha un aspetto informe, ed appare anche come le varie forme che vedi
amo in natura. Prima che uno possa fare l'esperienza dell'aspetto senza forma, i
l Campo Trascendentale, pi facile contemplare qualche forma divina di coscienza.
Dio pu essere adorato in qualsiasi forma il devoto senta a lui pi cara. Infine, ma
n mano che si progredisce nella meditazione supercosciente, uno trascende le for
me e fa l'esperienza dell'Assoluto.
2. Il Kriya Yoga praticato per indebolire e neutralizzare
le sottili influenze limitative della mente.
Tutte le discipline e i metodi praticati servono per purificare la mente dalle a
bitudini e dalle impressioni indesiderate. La meditazione profonda il metodo pi e
fficace che si possa usare per ripulire il campo mentale. Quando, con la pratica
del kriya pranayama, la respirazione diventa tranquilla e le forze vitali vengo
no interiorizzate e dirette nell'occhio spirituale, allora si percepiscono sotti
li forze interiori e, infine, la Pura Coscienza.
Durante una lezione sugli Yoga Sutra, Paramahansaji disse che era possibile fare
l'esperienza del samadhi anche solo con la pratica del mantra. Per questo motiv
o egli insegn il mantra di due sillabe: Hong-Sau. Questo suono si ascolta nella m
ente in sintonia con l'inalazione e l'esalazione, tenendo l'attenzione fermament
e concentrata sull'occhio spirituale. Dopo parecchie ore di pratica del mantra i
l corpo acquietato, le forze vitali bilanciate, e le tendenze mentali sono trasc
ese.
3. Le influenze limitative danno dolore e sofferenza e sono dovute a mancanza di
comprensione.
Il problema principale che affronta chi cammina sul sentiero spirituale quello d
i destarsi dal sogno della mortalit . Quando l'anima s'identifica con la materia s
ottile perde consapevolezza e diventa confusa. Questo produce illusione e il sen
so di essere un'unit di vita indipendente separata da Dio. Tutti gli altri proble
mi derivano da questo offuscamento iniziale della consapevolezza dell'anima. Ci c
he veramente necessario perch uno 'rinasca di nuovo' che si desti spiritualmente.
Questo potr avvenire spontaneamente al momento predestinato, oppure potr venire i
n risposta alle sincere preghiere e all'ardente desiderio di conoscere Dio. Nell
'operazione di risveglio uno pu essere assistito da un guru, che pu trasmettere fo
rza vitale e destare le energie assopite. Quest'ultimo processo viene chiamato s
haktipat, la trasmissione dell'energia creativa da una persona all'altra. Ci pu av
venire durante l'iniziazione, o in qualsiasi momento in cui si creano le condizi
oni ideali.

4. La mancanza di comprensione della natura spirituale la causa di tutte le altr


e influenze limitative.
Per chi sul sentiero spirituale necessario studiare, ricercare ed essere bene in
formato. Lo studio delle sacre scritture, leggere la vita dei santi, associarsi
con anime illuminate, e abbandonarsi a Dio sono mezzi per rimuovere la mancanza
di comprensione e diventare saggi.
5. L'ignoranza vedere il non-eterno, l'impuro, l'infelicit , la mente illusa, come
fossero l'eterno, il puro, la felicit e la verit .
Presumendo che il mondo relativo sia stabile ed eterno, uno non riesce a vedere
dietro le varie apparenze Quello che solo stabile ed eterno. La creazione resa p
ossibile dalla mescolanza dei tre attributi elettrici: i guna. Una volta un guru
chiese al discepolo: "Dio puro o impuro?". Il discepolo rispose che Dio era cer
tamente puro. Allora il guru gli spieg che Dio impuro. Soltanto il Campo
Trascendentale, l'Assoluto, privo di caratteristiche e quindi puro. Qualsiasi co
sa si trovi da questa parte del Campo Trascendentale impuro, a causa della prese
nza degli attributi.
Perfino la comune felicit umana 'dolorosa' paragonata alla consapevolezza dell'an
ima. Quando Sri Ramakrishna era malato, poco prima che lasciasse il corpo, un di
scepolo gli chiese di guarirsi. Sri Ramakrishna rispose: "Perch dovrei prendermi
cura di questo corpo che, in se stesso, un segno di malattia?". Con queste parol
e egli esprimeva il punto di vista filosofico che l'anima non avrebbe un corpo t
ramite cui esprimersi, se non fosse presente un certo grado d'illusione (malatti
a).
Ô un errore considerare che la mente condizionata abbia valore e pensare che la me
nte sia spirituale. La Mente Universale onnipresente ed il campo creativo che re
nde possibile tutto ci che avviene nella natura. La propria mente una particella
della Mente Universale. L'Unica Mente la Mente di Dio. Oltre la Mente vi il camp
o della Pura Coscienza, l'Assoluto.
6. Quando appare che l'anima s'identifichi con la mente,
allora questo egoismo.
In realt l'anima non s'identifica completamente con la mente perch , malgrado il co
involgimento, vi una consapevolezza interiore della sua vera natura. Un insegnam
ento Zen dice: "Non vi un universo indipendente, e non esiste un essere individu
ale". Vi solo Una Cosa che appare come l'universo. Vi solo Una Vita che si espri
me attraverso innumerevoli menti e forme.
7. L'attaccamento deriva dall'attrazione verso un oggetto
di piacere.
Noi siamo inclini ad essere attratti verso una persona, un luogo, una cosa o un
esperienza che sembra offrirci un certo grado di piacere e di soddisfazione. Que
sta inclinazione ha un valore di sopravvivenza, perch la maggior parte delle espe
rienze che abbiamo e delle cose che facciamo, che sono collegate alla sopravvive
nza, sono piacevoli. Una comoda casa, cibo, sicurezza, relazioni di sostegno, e
qualsiasi
altra cosa contribuisca a farci vivere bene in questo mondo, procurano un certo
grado di piacere e soddisfazione. Ma se siamo emotivamente insicuri, siamo prope
nsi ad attaccarci a ci che ci sembra una fonte sicura di piacere. L'uso saggio de
lle cose e le relazioni appropriate sono utili; l'attaccamento cieco distruttivo
.
Ci si pu perfino attaccare alle esperienze piacevoli di meditazione Pu essere estr
emamente gratificante contemplare visioni nell'occhio spirituale, e sentire onda
te gioiose d'energia vitale muoversi lungo il sentiero spinale durante la pratic
a del Kriya Yoga. Pu essere piacevole provate un certo grado di estasi e sondare
gli spazi interiori della mente e della coscienza. Ma se si vogliono realizzare
livelli pi alti di consapevolezza, bisogna rinunciare a qualsiasi cosa uno possa
sperimentate, non importa quanto sia piacevole. Quando far l'esperienza della ver
a realizzazione di Dio, lo yogi perder perfino l'attaccamento a Dio.
8. L'avversione deriva dalla repulsione verso un oggetto di dolore.
Come siamo attirati verso circostanze che promettono piacere, allo stesso modo s
iamo inclini ad evitare quelle circostanze che quasi certamente ci procureranno
dolore. Una persona emotivamente turbata pu trovare piacere persino in circostanz
e dolorose e opporsi di fatto all'idea del risveglio spirituale. Alcune persone
amano talmente il buio che rifiutano di considerare la possibilit di essere diver
se da quello che sono. Non importa quanto tempo una persona sia rimasta nell'ill
usione, quando rivolger la sua attenzione alla Fonte, comincer a pentirsi e torner
sui suoi passi. Con il risveglio spirituale, con la disciplina e la meditazione,
uno scopre la vera natura dell'anima e diventa simile a Dio. Nel Vangelo di San
Giovanni (1: 10-12) leggiamo:
"Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non l
o riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. Ma a tutti q
uelli che l'hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio, anche a
quelli che credono nel Suo nome".
Dio scende nel mondo come anima, che poi si fa talmente coinvolgere che la consa
pevolezza di S viene quasi totalmente eclissata. Ma quando uno si desta alla cons
apevolezza della propria natura divina, quando riceve Dio, egli manifesta il pot
ere di essere simile a Lui. Paramahansaji insegnava che 'credere nel Suo nome' v
uol dire immergersi nella corrente del suono durante la meditazione.
9. L'istinto della morte esiste insieme al desiderio per la
vita, anche nel saggio. Questi istinti e desideri sono sospinti
dai loro stessi poteri.
La tendenza della vita e schiudersi, crescere e realizzare il compimento. Finch n
ella mente rimarranno delle tendenze distruttive, fino ad allora una persona osc
iller tra desiderio di vivere e desiderio di morire. Per la persona non illuminat
a, la morte sembra essere la fine. Alcune persone desiderano morire per porte te
rmine ai loro guai. Non sanno che non si pu rimanere incoscienti per sempre, o ch
e impossibile cessare di esistere. Le potenze che ci spingono verso una crescent
e vitalit provengono dal livello dell'anima. Le influenze che ci spingono verso l
a morte sono le tendenze della mente e le caratteristiche ereditate dal corpo.
La morte fisica arriva per tutti, prima o poi. Un saggio pratica la meditazione
e diventa Autorealizzato, e cos non dovr pi morire involontariamente. In effetti un
kriya yogi avanzato fa l'esperienza della transizione molte volte prima della p
artenza finale dal corpo. Per lasciare il corpo coscientemente in un determinato
momento, gli yogi usano una particolare tecnica kriya. Questo procedimento cono
sciuto come mahasamadhi, la grande unione.
Alcuni hanno paura della morte perch temono l'ignoto. Altri hanno paura della mor
te perch temono di perdete la loro identit . Siamo venuti in questo mondo per reali
zzare i nostri fini; quando avremo adempiuto i nostri doveri, lasceremo il mondo
. Le persone non illuminate nascono e muoiono nel mondo senza uno scopo, guidate
dalle loro tendenze. A volte anche le persone spiritualmente avanzate provano u
na lieve apprensione all'idea di lasciare il corpo.
Sri Yukteswar spieg a Paramahansaji che come un uccello in gabbia spesso riluttan
te a lasciare la sua gabbia e riacquistare la
libert , cos un'anima avanzata spesso riluttante a lasciare la gabbia del corpo anc
he se ha la certezza della libert in Dio. Il Maestro mi raccont questa storia poch
e settimane prima che lui stesso lasciasse il corpo per l'ultima volta.
Mi raccont anche un'altra storia, su un incidente che era avvenuto alcuni mesi pr
ima. Egli aveva lasciato il corpo e stava vagando per le bellissime sfere celest
i e non voleva ritornate. Un discepolo trov il suo corpo ancora caldo, ma senza r
espiro, e chiam il Sig. J.J. Lynn. Il Sig. Lynn si concentr nell'occhio spirituale
, entro in meditazione e si mise in comunicazione con Paramahansaji, chiedendogl
i di ritornare. Il Maestro sent il richiamo e fece ritorno nel corpo.
Molte persone sono destinate a morire in un certo momento e in un certo modo, in
base a fattori karmici e genetici attivi gi dalla nascita. Un maestro di yoga pu
cambiare gli schemi interiori e alterare il corso delle direttive pi influenti. U
na volta Lahiri Mahasaya stava meditando con alcuni discepoli, quando improvvisa
mente disse: "Allontanatevi da me!". Il discepolo che gli stava pi vicino rimase
scioccato. Quando usc dalla meditazione, Lahiri spieg che aveva parlato alle forze
allora presenti che volevano spingerlo a lasciare il Corpo. Ma siccome aveva an
cora del lavoro da fare, si oppose alla tendenza karmica.
10. Le forti tendenze potenziali alla sofferenza si possono
distruggere riassorbendole nell'origine sottile.
Le forti tendenze potenziali sono tendenze presenti, ma che ancora non sono atti
ve. Prendendo consapevolezza di queste tendenze, potenziali cause di dolore, uno
pu fare dei cambiamenti interiori e dissolverle. Rimanendo calmo e paziente in t
utte le circostanze, non si formano nuovi modelli di reazione, e alle tendenze e
sistenti ma non ancora attive non viene data alcuna possibilit di manifestazione.
11. Le modificazioni grossolane delle tendenze che causano dolore vengono distru
tte con l'autoanalisi minuziosa e la meditazione profonda.
Quando le tendenze che causano dolore sono maggiormente evidenti, attive e osser
vabili, possono essere controllate pi facilmente e con discernimento. La meditazi
one profonda il modo pi sicuro per ripulire la mente da impulsi e tendenze indesi
derate, perch la supercoscienza porta all'illuminazione. Un guru della linea del
Kriya Yoga ha detto che gli ci sono voluti pi di ottanta esperienze di samadhi pr
ima che il campo mentale fosse purificato ed egli si stabilisse fermamente nella
perfetta tranquillit . L'esperienza continua del samadhi l'influenza purificatric
e pi potente di tutte.
12. L'accumulo delle tendenze e delle impressioni subcoscienti la causa delle es
perienze accidentali in questa e nelle vite future.
Non solo una persona non illuminata deve combattere con gli ertoti di percezione
fatti a causa dell'illusione, ma deve anche combattere con l'immenso accumulo d
i schemi karmici immagazzinati nei livelli pi profondi della mente come impressio
ni, tendenze, modelli di reazione, desideri, abitudini e inclinazioni. Parte di
ci che vi contenuto contribuisce ad accrescete la sfortuna e l'infelicit . Quando i
gnoriamo i contenuti del subconscio, in qualche modo siamo alla merc di questo am
masso d'impressioni. L'ideale sarebbe purificate il subconscio da tutte le impre
ssioni indesiderate e vivere continuamente dal livello della coscienza di Dio. Q
uesto stato viene chiamato sahaja samadhi continua consapevolezza spontanea dell
a Verit . Anche se uno potesse vivere come un essere pienamente cosciente, finch il
subcosciente non sar stato purificato da tutte le forti tendenze potenziali, sar
ebbe possibile fare delle esperienze di vita determinate da queste tendenze.
13. Finch nel subconscio rimarranno le radici di probabili
effetti, tenderanno a maturare e a fruttificare a seconda
della classe, della durata della vita, e in relazione al piacere
o al dolore.
Paramahansaji insegnava che il karma costruttivo di una persona potrebbe condurl
a sul sentiero spirituale, tuttavia per continuare a camminare stabilmente su qu
el sentiero essa dovr essere vigile. Egli diceva anche: "Quando un discepolo vien
e a me, Dio prende il cinquanta per cento del suo karma, il guru assorbe il vent
icinque per cento, e il discepolo deve occuparsi personalmente del resto".
In altre parole, quando uno passa dall'oscurit alla Luce immediatamente benedetto
dalla grazia divina. Inoltre egli evita in gran parte i problemi futuri, perch h
a cambiato il corso della sua vita. Ora molti schemi di comportamento potranno e
ssere indeboliti e neutralizzati, e non avranno possibilit di concretizzarsi in e
sperienza. Le benedizioni del guru, insieme alle sue inestimabili istruzioni, po
ssono sollevare parte del peso ed aiutare il discepolo ad evitare le buche lungo
la via. Il karma che rimane pu essere eliminato dal sistema facendone in parte l
'esperienza, comprendendo le inclinazioni interiori e lavorando con esse, e medi
tando profondamente in maniera regolare.
Uno potrebbe nascere in un ambiente ideale, ma non riuscite a tratte il massimo
da quella opportunit . Un altro potrebbe nascere in un ambiente pieno di tentazion
i ed ergersi al di sopra di esso. Alcune impressioni karmiche rimangono latenti
finch non si presenta un'opportunit che possa farle sviluppare. Altre rimangono la
tenti per anni, per tutto il tempo che la persona forte, vitale e rivolta alla m
eta. Quando la vitalit diminuisce, quando lo scopo della vita non chiaro, le impr
essioni latenti possono riaffacciarsi in superficie e causare seri problemi.
14. I risultati delle impressioni subcoscienti che maturano possono essere piace
re o sofferenza, gioia o dolore, a seconda che il loro carattere sia costruttivo
o distruttivo.
Le impressioni subcoscienti che derivano da emozioni e pensieri positivi sono co
nsiderate virtuose, e quando maturano si esprimeranno di conseguenza. Una progra
mmazione intelligente, un'immagine sana di s , la maturit emotiva, un comportamento
appropriato e l'equanimit mentale, tutto contribuisce alla salute e al funzionam
ento. Incapacit di usare le qualit disponibili, un'immagine negativa di s , debolezz
a e meschinit , comportamento distruttivo ed egoismo contribuiscono ad accrescere
la confusione e il deterioramento della salute mentale ed emotiva.
15. Le persone illuminate vedono la possibilit di dolore futuro anche in mezzo al
le esperienze e alle situazioni piacevoli, a causa dell'esistenza delle latenti
impressioni subcoscienti che possono ancora germinare, e a causa delle tendenze
e delle azioni dei guna nel campo mentale.
L'uomo che conosce non portato a credere che le presenti circostanze piacevoli p
ersisteranno, se egli sa dell'esistenza di modelli distruttivi nella mente. Inol
tre l'esistenza d'influenze elettriche interattive far si che in futuro vi siano
confusione e tentazione. Finch non si fa l'esperienza dell'Assoluto, fino a quand
o certe caratteristiche presenti nella mente costituiscono una minaccia potenzia
le di vicini o lontani problemi indesiderati, l'azione di trasformazione interio
re deve continuare.
La meditazione Kriya Yoga produce una totale pulizia del campo mentale, un migli
oramento del sistema nervoso, la purificazione del corpo elettrico e la perfezio
ne del corpo fisico.
16. Il dolore e la sofferenza che non derivano da queste inclinazioni subcoscien
ti possono essere evitati.
Dando inizio a un'azione costruttiva uno pu regolate l'attitudine mentale, neutra
lizzate le tendenze e gli impulsi distruttivi, e disarmare
letteralmente i modelli mentali che causano la sofferenza; perfino le tendenze g
enetiche possono essere modificate. L'attenzione a tutte le procedute del Kriya
Yoga, una buona nutrizione, l'associazione con altri che camminano sul sentiero
spirituale, e il coltivare la fede possono aiutare ad evitare problemi futuri ch
e hanno origine nelle impressioni al livello subcosciente della mente.

17. La causa della sofferenza l'identificazione del veggente con il visto.


Il veggente colui che vede o osserva; il visto ci che viene osservato. Quando uno
s'identifica con il mondo materiale e con le impressioni nella mente, l'obietti
vit viene perduta. Per chi cammina sul sentiero spirituale estremamente utile rim
anere testimone di tutto ci che osserva. Stabilendosi nella coscienza-testimone u
no pu provare piacere senza farsi coinvolgere troppo, e un disturbo temporaneo pu
essere vissuto senza perdere la consapevolezza dell'anima. Questo ci che signific
a essere distaccato. Distacco non significa mancanza d'interesse; significa piut
tosto vedere con chiarezza, senza un indebito coinvolgimento emotivo e senza con
fusione mentale.
18. I mondi oggettivi, fatti di elementi e organi di senso, e influenzati dagli
attributi elettrici nella natura, hanno lo scopo di procurare alla coscienza l'o
pportunit di sperimentare la liberazione finale.
Mentre vive nei mondi relativi, l'anima incarnata ha la possibilit di provare i p
rincipi della mente e della coscienza, esaurire e dissolvere il karma, e destars
i alla realizzazione della Verit Finale. Il mondo costituito da elementi-influenz
e ed regolato dagli attributi elettrici, o guna. Anche quando si lavora alla pro
pria salvezza personale, necessario rimanere internamente concentrati nella cons
apevolezza dell'essere. Nel suo classico trattato sullo Yoga della Saggezza (Jna
na Yoga, verso 36), Swami Shankara afferm : "In verit Io sono quella Suprema Coscie
nza che eterna, immacolata e libera; che Uno, indivisibile e non-duale, e che ha
la natura di Beatitudine, Verit ,
Conoscenza e Infinit ". Un kriya yogi deve pensare a se stesso in questo modo ment
re naviga attraverso i mari agitati della vita.
19. Le forze cosmiche (i guna) hanno quattro aspetti, a seconda delle loro manif
estazioni grossolane e sottili, e sono: il particolarizzato, il non particolariz
zato, quello che solo indicato e quello che non ha alcun tipo di caratteristiche
.
Nell'ordine inverso: quell'aspetto della forza cosmica che non ha alcun tipo di
caratteristiche la forza cosmica allo stadio primordiale, prima della manifestaz
ione esterna; l'aspetto che indicato quello che emerge per primo in direzione de
lla manifestazione; l'aspetto non particolarizzato la natura che appare in sotti
li combinazioni elettriche; l'aspetto particolarizzato lo stato di piena manifes
tazione esteriore che pu essere percepito dagli organi dei sensi. L'universo este
rno teso possibile dall'esistenza di un sottile universo interiore che, a sua vo
lta, il risultato di pi sottili idee causali. Gli aspetti causale, sottile e gros
solano emanano dalla natura-energia primordiale.
Come risultato della pratica intensiva della meditazione Kriya Yoga, il corpo de
llo yogi diventa sempre pi sottile in direzione della pura energia. Vi sono yogi
evoluti che hanno la capacit di smaterializzare il corpo fisico e rimaterializzar
lo a volont . Questa capacit una di quelle dimostrate da Mahavatar Babaji, che per
secoli ha operato per l'evoluzione spirituale del pianeta. Molti nella nostra li
nea di guru credono che Mahavatar Babaji sia stato conosciuto come Sri Krishna n
elle epoche passate. Lo credeva Lahiri Mahasaya, e anche Paramahansaji rivel la s
tessa cosa ai discepoli intimi.
20. Il veggente Pura Coscienza. Anche se essenzialmente pura, quando si relazion
a al mondo oggettivo, l'anima conosce attraverso la mente, gli organi dei sensi
e il corpo fisico.
Ogni anima in realt Pura Coscienza. Per rapportarsi ai mondi
relativi, l'anima usa la mente, gli organi dei sensi e il Corpo fisico come stru
menti di comunicazione. Per una persona spiritualmente avanzata possibile osserv
are l'universo attraverso la visione interiore, ma per mettersi concretamente in
relazione con il mondo vi devono essere i necessari rivestimenti fatti di sosta
nza materiale.
21. Il solo scopo della natura e dell'universo manifesto l'amore di Dio.
La funzione di Dio manifestarsi come natura e universo. La ragione umana non pu s
piegare qual lo scopo della creazione, della dissoluzione, e poi di nuovo della
creazione. Tutto questo pu essere compreso solo dopo l'illuminazione. Allora un'a
nima libera pu vivere nel mondo senza essere indebitamente influenzata da esso, o
ppure pu trascendere il regno di maya e rimanete immersa nell'Essere. Per le anim
e illuminate anche possibile rimanere nella coscienza di Dio, osservando la rapp
resentazione continua senza esserne irretite. Le anime supremamente libere posso
no vagare liberamente per le sfere del creato perch sanno che tutto una manifesta
zione della Coscienza.
22. Sebbene l'universo non esista pi per chi lo ha trasceso, continua ad esistere
per tutti quelli che ancora lo percepiscono.
Il Nirvana, l'estinzione del senso di individualit e molteplicit , quando l'anima a
ssorbita nell'Assoluto, rimuove l'apparizione del mondo dal campo di percezione.
Non possiamo essere consapevoli di ci con cui non abbiamo relazione. Quelli per c
he s'identificano ancora con le caratteristiche della natura, continueranno a pe
rcepirlo. Anche mentre incarnato, se uno stabilito nella consapevolezza del Puro
Essere, i mondi possono essere percepiti, ma non avranno alcuna influenza sull'
anima. I mondi non devono la loro esistenza alla percezione delle anime. Il proc
esso cosmico continua anche quando le anime individuali lo trascendono.
23. Quando le forze della Puta Coscienza si mischiano con le forze della natura,
questo diventa la causa dell'identit dell'Anima Suprema con la materia.
Vi un aspetto della Coscienza che non viene mai coinvolto nella materia. Vi sono
anche forze e influssi che s'infiltrano nella natura e, in tal modo, Dio govern
a i mondi. L'influsso direttivo di Dio viene chiamato Spirito Santo. Gli yogi lo
chiamano Shiva, l'influsso di Dio che crea i mondi e quindi li dissolve, solo p
er poi creati di nuovo. Shiva il dio patrono degli yogi.
L'abbandono a Dio, anche se fatto senza comprendere pienamente la Sua natura, mo
lto utile per chi cammina sul sentiero spirituale. Abbandonarsi a un Potere supe
riore dissolve l'ego e porta al risveglio spirituale. L'intelligenza dell'anima
veramente l'intelligenza di Dio; essa sa come dirigete i nostri passi e aver cur
a del nostro risveglio e della nostra liberazione.
La Coscienza si mescola con le forze della natura, che sono sue emanazioni, e la
manifestazione del mondo comincia. Un kriya yogi impara a lavorate con le forze
della natura all'interno della sua mente e del suo corpo, e quindi in grado di
discernere l'esistenza della Pura Coscienza come la sua vera realt . I metodi del
Kriya Yoga offrono la possibilit di fare realmente l'esperienza della vera natura
, attraverso la discriminazione e la meditazione supercosciente.
24. La conoscenza imperfetta della natura dell'anima la causa che la fa identifi
care con la materia.
A causa dell'illusione, l'anima non capace di comprendete la verit su se stessa.
Quando avviene un certo risveglio, allora uno comincia ad essere consapevole del
la realt interiore. Una persona non illuminata non pu fare a meno d'identificarsi
con i modelli mentali e i mondi materiali. Le anime non sono illuse perch hanno e
rrato nei reami sottili. Le anime sono unit particolari della coscienza di Dio e
sono state coinvolte nella materia quando furono manifestati i mondi. Dio, come
ciascuno di noi, stato coinvolto nella creazione del mondo e, come ciascuno di n
oi, ora si sta svegliando da questo coinvolgimento.
Inoltre, finch l'anima coinvolta nelle sfere relative, possibile che essa sperime
nti un certo grado di risveglio e vari gradi d'illusione. Uno potrebbe diventare
altamente realizzato spiritualmente e poi, per un certo tempo, cadere dal senti
ero. Tuttavia, le impressioni costruttive lasciate nella mente dalle pratiche sp
irituali, a suo tempo faranno in modo che egli venga di nuovo coinvolto nella sa
dhana. Nessun guadagno va mai perduto, cos Sri Krishna dice ad Arjuna nella Bhaga
vad Gita.
Lahiri Mahasaya scrisse: "L'intero universo manifestato il frutto della meditazi
one cosmica creativa di Dio. Tutte le forme sono sue in molteplici manifestazion
i. Egli ha creato ogni anima dall'essenza della sua realt e perfezione". E ancora
: "Brahman, Dio, Coscienza-Esistenza-Beatitudine Assoluta, il principio e la cau
sa-prima di tutto. Egli la realt trascendentale ed eterna. Egli l'assoluto e anch
e il relativo. Ô il solo e unico Spirito, l'indifferenziato. Egli si manifestato e
continua a manifestarsi nella creazione cosmica. Egli dentro di noi. Egli l'Atm
an, la nostra stessa anima".
25. Con l'eliminazione del senso d'identificazione (dell'anima con la materia),
l'ignoranza (mancanza di conoscenza) bandita e il veggente fa l'esperienza della
libert assoluta e finale.
Poich l'identificazione dell'anima con la materia causa incoscienza, la consapevo
lezza cosciente del S produce di conseguenza il bando dell'ignoranza. Quando l'an
ima non pi limitata, dimora nella piena consapevolezza della sua essenza e gloria
innata. Lahiri Mahasaya scrisse: "Ottenere la rivelazione e la realizzazione di
Dio non cosa limitata a pochi. Tutti gli uomini, senza eccezioni, possono e dev
ono entrare nella vita, luce, pace e perfezione di Dio".
Si Yukteswar insegnava: "Per l'uomo, la cessazione di ogni sofferenza lo scopo i
mmediato del cuore. L'eliminazione completa di tutte queste sofferenze, cos che d
iventi impossibile il loro ritorno, la meta finale". La conoscenza dei mondi fen
omenici si pu ottenere usando diversi metodi d'analisi. La conoscenza finale vien
e sperimentata automaticamente quando uno trascende le influenze limitative.
26. Il mezzo per eliminare la mancanza di conoscenza rimanere saldamente nella c
osciente consapevolezza della verit circa il rapporto tra coscienza e materia.
Una realizzazione sporadica della verit sulla vita utile, ma l'ideale finale rima
nete stabiliti per sempre nella corretta comprensione, indipendentemente da ci ch
e facciamo. Allora vedremo la vita come uno spettacolo, anche mentre partecipiam
o pienamente al suo svolgimento. Paramahansaji ricordava frequentemente ai disce
poli la "natura di sogno" del mondo. Egli lo paragonava a un film, fatto solo di
luci e ombre, senza un proprio potere di influenzarci, a meno che noi stessi ci
facciamo coinvolgere emotivamente e permettiamo che lo spettacolo abbia influen
za su di noi.
27. L'illuminazione finale viene sperimentata in sette stadi progressivi.
Il samadhi uno stato di consapevolezza, ma non la stessa conoscenza. Uno stato d
i samadhi permette che si faccia l'esperienza della conoscenza. Nel sistema del
Kriya Yoga sono descritti sette livelli progressivi di comprensione. Essi vengon
o realizzati nel corso della contemplazione interiore e sono in relazione con i
sette chakra. In uno dei suoi commentari alla Bhagavad Gita, Paramahansaji spieg
i processi e i metodi che portano alla pratica effettiva della meditazione:
Primo, con la discriminazione lo yogi si distacca dai suoi possessi terreni e da
l suo piccolo cerchio di amici. Questo lo fa non per essere chiuso e negativo, m
a per includere tutti nel suo amore. Dapprima lo yogi bandisce tutti gli attacca
menti, affinch non si pongano lungo la via della percezione e dell'onnipresenza.
Dopo aver conseguito l'onnipresenza, egli include nel suo amore la famiglia, gli
amici, tutto. Con il suo attaccamento a poche miserabili cose che alla fine dev
e abbandonare, l'uomo comune un perdente. Lo yogi reclama dapprima il suo divino
diritto di nascita facendo tutti gli sforzi necessari, e in seguito include tut
te le cose che desidera avere.
Secondo, lo yogi scopre che la sua coscienza, seppur liberata dai possessi relat
ivi al corpo, rimane ancora tenacemente imprigionata nel corpo e nella coscienza
umana.
Terzo, praticando la concentrazione profonda lo yogi cerca di ridurre al silenzi
o le sensazioni fisiche interne ed esterne che invadono il suo corpo.
Quarto, lo yogi impara a rendere il suo cuore e il suo respiro tranquillo e a ri
tirare l'attenzione e l'energia nella spina dorsale.
Quinto, quando lo yogi pu calmare il suo cuore a volont , psicologicamente va oltre
lo stato subcosciente. L'ego prova gioia ed esultanza quando percepisce la ment
e subcosciente nel sonno. Durante il sonno il cuore lavora ancora, pompando sang
ue attraverso i muscoli mentre i sensi dormono. Quando l'attenzione e l'energia
sono ritirate da essi, il cuore, i muscoli e i sensi sono coscientemente messi a
dormire; allora si prova una gioia pi grande di un migliaio di sonni senza sogni
.
Dopo essersi stabilizzato psicologicamente, lo yogi prosegue la meditazione inte
riore per realizzare i diversi stati di samadhi e la conoscenza. Le prime percez
ioni che si potrebbero avere in meditazione sono: visioni, una variet di manifest
azioni di luci, vedere forme geometriche di colori brillanti, sensazioni d'espan
sione di consapevolezza e la percezione di un vasto spazio debolmente illuminato
, insieme a barlumi del finora sconosciuto. Molti meditanti principianti riferis
cono di avere tali percezioni, che indicano un certo risveglio di coscienza. Uno
non deve pensare di essere illuminato perch ha queste percezioni; anche se esse
servono da incoraggiamento sul sentiero del Kriya Yoga.
Quando un meditante muove la coscienza e la forza vitale attraverso i chakra, da
l pi basso al pi alto, avverte delle percezioni sottili. Alcune di queste sono: la
coscienza che la materia composta di elettricit ; la coscienza che la materia com
posta di elettroni e forza vitale; la coscienza che i gas e l'aria sono fatti di
forza vitale; la coscienza che la materia sottile fatta di forza vitale intelli
gente; la coscienza che ogni cosa nell'universo relativo fatta di forza-pensiero
. Con una visione globale lo yogi sa che tutta la creazione una proiezione della
Mente Cosmica.
Il primo stadio del risveglio alla conoscenza quando uno capisce quali sono le l
imitazioni che deve rimuovere se vuole progredire ulteriormente. Questa intuizio
ne rende possibile fare uno sforzo concentrato verso una direzione precisa.
Il secondo stadio viene realizzato quando le limitazioni che in precedenza causa
vano dolore sono state effettivamente neutralizzate, cos che non potranno mai pi e
ssere causa d'infelicit .
Il terzo stadio che si sperimenta la supercoscienza, il samadhi, l'unit . L'anima
dimora nella realizzazione del Puro Essere. Gli stati di samadhi rendono possibi
le la trasformazione interiore e la realizzazione progressiva.
Il quarto stadio viene realizzato quando, grazie all'intuizione e al discernimen
to, uno capisce chiaramente la relazione del S con la mente e i fenomeni interni
ed esterni.
Il quinto stadio si realizza quando gli influssi del campo mentale non possono p
i , in alcun modo, contribuire al cambiamento nella propria coscienza.
Il sesto stadio la coscienza di Dio, dove l'anima trascende mente e materia. Ora
gli attributi della natura (i guna) cominciano a non essere pi influenti e gradu
almente ci si allontana dalla loro azione.
Il settimo stadio si ha quando l'anima libera da tutti gli influssi e rimane nel
la cosciente esperienza del Puro Essere. Questo il Campo Assoluto e Non-manifest
o della Pura Esistenza.
28. La disciplina volontaria e gli esercizi spirituali producono la purificazion
e del campo mentale e dei rivestimenti grossolani. L'illuminazione e le altre re
alizzazioni si sperimentano finch non si ha la certezza della liberazione finale.
Abbiamo esaminato gli stadi che si attraversano quando ci si desta dalla coscien
za materiale all'Assoluto. Dopo avere sperimentato gli stadi preliminari, la rea
lizzazione finale avviene in un momento. Non un'esperienza che pu essere causata,
perch non l'effetto di qualche causa. I guru del Kriya Yoga insegnano che bisogn
a essere costanti sul sentiero dell'illuminazione, e nello stesso tempo
non essere ansiosi dei risultati. Desiderare intensamente i frutti delle pratich
e spirituali e della meditazione vuol dire essere incapaci di offrire tutte le a
zioni a Dio. Noi facciamo quel che facciamo perch nostro dovere farlo, e poi lasc
iamo il resto alla volont di Dio.
29. La volont di astenersi da ci che non utile, la volont di osservare e applicare
i principi della verit , gli esercizi fisici e mentali, la regolazione e la trasfo
rmazione delle forze vitali, la direzione volontaria di queste, la concentrazion
e, la vera meditazione, e il samadhi sono gli otto passi per realizzare la perfe
tta conoscenza attraverso lo Yoga.
Ottuplice il sentiero del Raja (reale) Yoga. Indipendentemente dal proprio stato
di coscienza iniziale, se uno osserva queste procedure e pratica totalmente que
ste istruzioni avanzer sul sentiero spirituale. Le procedure sono descritte detta
gliatamente nei sutra seguenti.
30. Le cinque regole e proibizioni (yama) sono: non violenza, verit , non rubare,
giusto uso delle forze vitali, e non-dipendenza dalle cose.
Non-violenza significa rimuovere dalla mente e dalla coscienza qualsiasi intenzi
one o desiderio di ferire se stessi, gli altri o l'ambiente circostante. Uno pot
rebbe condurre una vita modello, ma detestare interiormente gli altri e se stess
o. La verit esige un'attenta vigilanza nei nostri rapporti con gli altri, rimanen
do nello stesso tempo completamente onesti con noi stessi. Non rubare significa
tra l'altro bandire qualsiasi inclinazione a desiderare segretamente ci che appar
tiene a un altro per diritto della sua coscienza o del suo lavoro. Il giusto uso
della forza vitale richiede che si utilizzino con intelligenza l'energia e le f
orze vitali per fini superiori. La non-dipendenza significa che bisogna avere un
'attitudine di perfetta rinuncia verso le cose. I saggi insegnano a fare buon us
o delle cose, ma non ad accumulare o acquistare solo per il gusto di collezionar
e le cose, pensando che la sicurezza consista in ci . Si possono utilizzare le cos
e senza esservi attaccati o dipendere da esse.
31. Le regole raccomandate sono considerate universalmente applicabili poich non
sono limitate da classe, luogo e tempo.
Indipendentemente dall'epoca (ciclo) in cui uno vive, indipendentemente dalle ci
rcostanze culturali, queste regole sono fondamentali e quindi valide per tutte l
e persone, sempre e ovunque. Osservare semplicemente la legge alla lettera non p
rodurr una trasformazione; quello che veramente necessario abbandonarsi totalment
e ai principi.
32. I principi di verit (niyama) da osservare sono: purezza, contentamento, autod
isciplina, studio della natura della coscienza, e abbandono del senso dell'ego a
Dio.
La purezza del corpo, della parola, del pensiero e del comportamento. Il content
amento sempre possibile, indipendentemente dalle circostanze esterne, quando uno
dimora nella consapevolezza del S , la Natura Reale. L'autodisciplina si riferisc
e al controllo dei sensi, al dominio della mente, alla regolazione e trasformazi
one dell'energia, e al prestare attenzione ai propri doveri. Lo studio della nat
ura della coscienza per comprendere la realt di Dio e dell'anima basilare nella v
ia del Kriya Yoga. Abbandonare il senso dell'ego a Dio vuol dire adorare Dio con
tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza. Se nulla trattenuto, D
io consumer l'ego completamente.
33. Per vincere e neutralizzare le tendenze e le forze istintive distruttive, bi
sogna coltivare le tendenze e le forze contrarie.
Che cosa pu fare lo studente quando s'accorge d'avere dentro di s impulsi e tenden
ze che gli impediscono di realizzare i suoi fini superiori? Pu resistere loro con
un libero atto della volont non appena si manifestino e, in tal modo, andare con
tro corrente Questo indebolir le forze e le tendenze prima che abbiano il tempo d
i diventare attive e dominanti. Egli pu anche coltivare coscientemente sentimenti
, attitudini e desideri (di natura spirituale) che sostituiscano quelli che, a l
ungo andare, non sono pi utili. Allora rimarranno soltanto le forze e le tendenze
costruttive, che l'aiuteranno a raggiungere la sua nobile meta. In seguito svan
iranno anche questi impulsi e tendenze, e lo yogi vivr nella consapevolezza del P
uro essere.
34. Le tendenze e le forze istintive possono essere deboli, moderate o intense.
Esse tendono a produrre dolore e sofferenza; perci devono essere eliminate dal ca
mpo mentale e dal corpo.
A causa della confusione, della repressione, dei condizionamenti e dell'attenzio
ne mal diretta, molta energia rimane sepolta negli spazi della mente. Se le tend
enze distruttive non sono indebolite e neutralizzate, quasi certo che si avranno
problemi personali, agitazione mentale e perfino malattie fisiche. A volte gli
impulsi e le tendenze sono deboli, e possono essere purificati piuttosto facilme
nte. Altre volte possono essere moderati, ed essere purificati con un po' di sfo
rzo in pi . Ma anche quando sono intensi, possibile eliminarli dal sistema grazie
al potere dello Yoga.
35. Quando uno stabilito nella non-violenza, le persone e gli esseri viventi non
provano inimicizia nei suoi confronti.
Quando uno in pace con il mondo, il mondo gli diventa amico Costui non sar colpit
o o ferito da nessun'altra persona, o animale; o dalle forze della natura. Una v
olta entrato in sintonia con la natura, essa gli si manifesta sempre come un inf
lusso benevolo. Quando uno stabilito nella non-violenza, fa l'esperienza dell'am
ore puro. Ges parl d'amore in maniera molto realistica, come leggiamo nel Vangelo
di San Marco (5: 44): "Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite quelli che
vi maledicono, fate bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che malig
namente vi perseguitano". Nei primi stadi del sentiero spirituale, prima che la
perfetta non violenza sia stabilita nella mente e nella coscienza del devoto, vi
saranno tante opportunit per prendere a cuore il consiglio di Ges . Nella Lettera d
i San Paolo ai Romani (13: 10) leggiamo: "L'amore non fa male al suo prossimo; p
erci l'amore il completamento della legge".

36. Quando uno fermamente stabilito nella verit , le azioni che compie danno immed
iati e precisi risultati.
Quando uno stabilito nella verit , svanisce ogni conflitto e confusione dalla ment
e. Allora le proprie intenzioni e azioni costruttive portano frutto immediato. Q
uando vi conflitto tra i livelli cosciente e subcosciente della mente, le energi
e sono bloccate ed pi difficile lavorare in armonia con la Mente Cosmica. I testi
antichi insegnano che chi stabilito nella verit ha il potere di materializzare l
e sue parole; tutto ci che dice deve realizzarsi.
37. Quando uno stabilito nel non rubare, realizza la vera prosperit .
Prosperare significa far fortuna, fiorire, avere successo. Quando uno in armonia
con la vita, si trova nella corrente della grazia e riceve tutte le cose necess
arie per il suo benessere e il suo successo. Anche un piccolo desiderio di avere
ci che appartiene a un altro segno di debolezza e tradisce la presenza dell'ego.
Tutto ci che appartiene a Dio (in manifestazione) nostro, e noi possiamo attirar
e tutto quanto ci necessario, senza violare i diritti di un altro.
38. Dirigendo con intelligenza tutte le energie disponibili, si ha il beneficio
di trasmutare le energie per i fini superiori.
La parola usata nel testo originale, per indicare la conservazione e il giusto i
ndirizzo delle forze vitali, brahmacharya. Si insegna che se si vuole avere succ
esso nello Yoga, bisogna essere stabiliti in questa pratica. Il rinunciante che
prende il voto di brahmacharya accetta di autocontrollarsi nell'uso delle energi
e e degli impulsi dei sensi. Non si raccomanda la repressione, ma di regolare e
indirizzare.
Questo uno dei principali punti di confusione per molti studenti che intraprendo
no il sentiero spirituale. Alcuni maestri di Yoga dicono che brahmacharya signif
ica astinenza sessuale o celibato. In realt il vero significato che uno deve neut
ralizzare tutte le brame passionali dei sensi, perch tali desideri indicano manca
nza di autocontrollo e causano seri problemi.
Alcuni sono portati naturalmente a una vita di celibato. D'altro canto se uno co
nduce una vita normale, con tutti gli impulsi e gli istinti regolati e sotto con
trollo, non percorre affatto una via inferiore. Sia Lahiri Mahasaya che Sri Yukt
eswar erano sposati e crebbero dei figli mentre percorrevano il sentiero del Kri
ya Yoga. Nei tempi vedici, in India, la rinuncia totale e quindi il celibato non
venivano presi in considerazione come modi di vita fin quando uno non aveva ott
emperato agli obblighi di sposarsi, crescere dei figli e adempiere i propri dove
ri sociali.
Molti santi e saggi sono stati, e sono, sposati e attivamente coinvolti in respo
nsabilit sociali. La mancanza di comprensione sul tema del brahmacharya ha genera
to confusione e senso di colpa in numerosi ricercatori spirituali.
Quando le forze della mente e del corpo sono sprecate in incontrollabili e vane
occupazioni, si realizza poco di costruttivo e le forze del corpo, della mente e
dell'anima si indeboliscono. Chi fa un uso intelligente delle forze vitali sent
e una grande forza fisica, mentale e spirituale, perch quando le energie non sono
dissipate vengono trasmutate in un'essenza pi sottile.
La forza fisica grossolana e l'energia mentale si trasmutano in energie pi sottil
i che nutrono sia la mente che il corpo. Il corpo si rafforza e diventa pi resist
ente alle malattie. Anche la mente si rafforza, e cos il potere mentale e spiritu
ale si sviluppa naturalmente. L'essenza pi sottile di ogni energia chiamata ojas,
ed questa essenza che collega il campo mentale con quello spirituale. Cos , quand
o le energie grossolane sono trasmutate in quelle pi sottili, e quelle pi sottili
sono trasmutate in ojas, il corpo e la mente dello yogi vengono pervasi di splen
dore e radiosit . Egli percepisce un maggiore magnetismo spirituale e un accresciu
to potere di concentrazione.

39. Chi stabilito nel non-attaccamento disinteressato ottiene la capacit di conos


cere le operazioni di nascita e morte.
Un vero rinunciante non attaccato a nulla, non pi limitato da cose, forze o influ
ssi; e allora pu vedere chiaramente gli alti e i bassi dello scorrere della vita.
Costui comprender il vero senso delle relazioni, far il suo dovere e lavorer per il
bene del mondo. L'egoismo, di qualsiasi tipo, dannoso alla salute mentale e spi
rituale. Senza salute mentale e spirituale non ci pu essere garanzia di benessere
materiale.
Nella tradizione yogica, quando uno riceve l'iniziazione gli si chiede di dare t
utto a Dio e al suo guru. A partire da quel momento l'iniziato continuer ad avere
relazioni e a mantenere il suo ambiente, ma non pi come un proprietario, bens com
e un custode o un amministratore fiduciario. Egli deve realizzare che non possie
de nulla, perch tutto appartiene a Dio. Se vi egoismo ed attaccamento, sicurament
e vi falsit e menzogna. E non pu esistere un rapporto aperto e d'abbandono con Dio
o il guru, se sono presenti falsit e menzogna.
Durante l'iniziazione consuetudine che il guru chieda al discepolo di offrire un
contributo finanziario, che verr usato per la missione del guru o per qualche sc
opo caritatevole. Se l'iniziato si opponesse alla richiesta, ci indicherebbe che
non si ancora abbandonato a lui e che, quindi, non si pu considerare un candidato
pronto a ricevere gli insegnamenti interiori. Il guru, che stabilito nella cosc
ienza di Dio, non ha bisogno di nulla per se stesso. La sua sola funzione quella
d'aiutare il discepolo a liberarsi delle limitanti caratteristiche interiori ch
e potrebbero impedirgli un rapido progresso sul sentiero.
40. In conseguenza della purezza, si portati a evitare il contatto con possibili
fonti di contaminazione.
Il buon senso ci dice di evitare il contatto con persone e situazioni che posson
o essere causa di malattie e infezioni. Ma in conseguenza della coltivazione del
la purezza, siamo portati a vivere in un ambiente
libero da confusione mentale e agitazione emotiva. La mente indisciplinata pu ess
ere ricettiva alle suggestioni negative, e perfino una persona morale a volte pu
essere tentata di commettere un atto immorale. Quando si rivolgeva ai principian
ti sul sentiero spirituale, Sri Yukteswar era solito consigliare: "L'ambiente pu
essere pi forte della forza di volont !".
La purezza fisica ha a che fare con la pulizia del corpo, l'igiene personale, la
scelta di una dieta e la cura dell'ambiente circostante. Un corpo pulito, se be
n nutrito e abituato all'esercizio e al riposo regolare, sar pi resistente alle ma
lattie. Una mente pura, nutrita con pensieri di Dio e le pi forti energie dell'an
ima, sar chiara e ben ordinata.
Quando si vive nel mondo, non sempre possibile scegliere i propri colleghi o l'a
mbiente in cui si lavora Tuttavia uno si pu almeno esercitare a vedere l'essenza
divina attraverso le apparenze; in tal modo improbabile che sia indebitamente in
fluenzato.
Per ricevere aiuto lungo il sentiero spirituale, l'aspirante pu ricorrere a tre '
ambienti' che nutrono l'anima. Primo, pu studiare le sacre scritture e fare del s
uo meglio per attenersi alle istruzioni che vi sono riportate. Secondo, pu associ
arsi, quand' pratico farlo, ad altri ricercatori sul sentiero che sono fortemente
intenzionati a ottenere la realizzazione di Dio. Terzo, pu rivolgere tutti i gio
rni la sua attenzione e le sue energie nel campo supercosciente, ed esserne rica
ricato.
Inoltre pu essere utile avere un luogo privato, tenuto appositamente a parte, per
la meditazione e lo studio quotidiano. Col tempo quest'ambiente diventer estrema
mente carico di sottili forze spirituali. E ogni volta che il devoto entrer in qu
el luogo sacro, i suoi pensieri s'innalzeranno a Dio e le sue energie vitali sar
anno elevate.
41. In conseguenza della purezza mentale, uno prova
serenit , buon umore, potere di concentrazione, controllo
dei sensi, e idoneit alla percezione diretta di Dio.
Purificate il campo mentale da tutte le tendenze e i modelli distruttivi, e le i
nfluenze spirituali diventeranno sempre pi dominanti. La serenit , il buon umore, i
l potere di concentrazione e il controllo dei sensi ci preparano a realizzare la
percezione diretta della Realt Suprema. Anche quando uno trova difficile essere
sereno, allegro e concentrato, se si praticano le tecniche del Kriya Yoga si int
roduce ordine nel campo mentale e la mente viene purificata.
Con la pratica, e usando certi metodi, si pu ammaestrare la mente. La pratica di
affermazioni fatte con grande volont , l'uso di canti, preghiere e canzoni sacre c
ontribuir moltissimo a purificare la mente. Alimentando un'attitudine positiva, c
i si pu presto impadronire dei meccanismi mentali e determinare a quali pensieri
permettere di prevalere. Ognuno libero di scegliere, in ogni momento, come guard
are alla vita e cosa pensare del mondo. Uno pu scegliere di vedere il bene e l'id
eale, oppure pu scegliere di vedere l'impuro e il grossolano. Nessun potere ester
no pu controllare chi padrone di se stesso.
42. In conseguenza del contentamento, si prova pace
suprema e felicit .
La pace suprema quella dell'Autorealizzazione. La felicit suprema quella dell'ill
uminazione, quella della conoscenza di Dio. Paramahansaji era solito sottolinear
e l'importanza di rimanere in silenzio dopo la pratica delle tecniche di meditaz
ione del Kriya Yoga. Immergendosi nel profondo silenzio cosciente si ha la possi
bilit di contemplare gli aspetti pi sottili della coscienza. Questa anche l'occasi
one in cui le forze supercoscienti invadono la mente, il sistema nervoso e il co
rpo per compiere la loro opera di redenzione. Lahiri Mahasaya insegnava ai suoi
discepoli ad utilizzare "la calma che viene dopo la pratica del kriya" per immer
gersi profondamente nell'oceano della coscienza di Dio.
Rimanendo sempre equilibrato interiormente, si pu provare un contentamento duratu
ro anche nel corso di provocazioni temporanee. Questo il risultato della pazienz
a, o della perfetta tranquillit ed equanimit . Quando uno rimane interiormente stab
ile e contento, indipendentemente da cosa la vita gli presenta, gli schemi menta
li ed emotivi vengono indeboliti e purificati, e l'influenza dell'anima pu divent
are pi palese.
43. In conseguenza della purificazione e dell'autodisciplina, si ottiene la perf
ezione del corpo, della mente e dei sensi.
La perfezione del corpo non la meta della pratica yoga, ma uno dei suoi effetti
collaterali. Quando le forze supercoscienti influenzano il campo mentale, quest'
ultimo viene illuminato. E siccome la mente la sede dei sensi, quando la mente i
lluminata anche i sensi sono purificati. Muovendosi per tutto il sistema nervoso
, le forze supercoscienti lo purificano. Infine tutti i sistemi del corpo vengon
o rafforzati e la shakti, la forza creativa divina, pu circolare liberamente.

44. Studiando la natura del mondo come coscienza e facendo un uso corretto del m
antra, si ha l'intuizione diretta di ci che si esamina.
La lettura delle rivelazioni dei veggenti e la contemplazione profonda della nat
ura della Realt produrranno l'intuizione diretta. Allora uno sapr che il mondo cos
cienza, che appare come la si vede. I concetti non sono realizzazioni; quindi in
ternamente noi potremo 'conoscere' la verit , ma non essere in grado di dimostrare
la libert . L'esperienza della Realt porter alla dimostrazione pratica della libert .
- OM il suono primordiale che pervade l'universo; la sua sorgente si trova nel c
ampo di Dio. Meditando su OM, possibile essere riportati indietro nel campo di D
io. Meditando su Om, si possono esplorare i diversi regni della coscienza e le s
fere grossolane e sottili. Inoltre possibile intonare mantra particolari e invit
are le forze spirituali nel proprio ambiente personale.
I mantra si possono usare anche durante la meditazione, per ridestare le forze l
atenti nei chakra. In questo modo possibile vedere internamente la frequenza ene
rgetica che corrisponde a ciascun chakra e ascoltare i diversi suoni che emanano
da essi. Per il meditante che li invoca usando certi mantra, che corrispondono
alle loro frequenze, possibile ascoltare i suoni sottili in maniera pi evidente.
Per ascendere lungo il sentiero spinale, dal chakra di base all'occhio spiritual
e, viene usata in particolare una certa tecnica di meditazione kriya.
Lahiri Mahasaya scrisse:
"Nel vostro corpo vi un posto sacro. Ô l'occhio spirituale. Ô la porta mistica della
rivelazione di Dio. La luce di Dio illumina l'occhio spirituale. Una luce che a
vvolge tutto illumina l'intera coscienza. All'interno di quell'effulgenza si riv
ela un centro blu scuro. Si tratta di una luce vibrante di un blu intenso. Ô profo
ndamente serena. All'interno del centro blu splende una stella, la luce guida di
Dio. Ô brillante ma calmante. Conduce la coscienza, il potere della rivelazione e
dell'amore nella gloria della realizzazione di Dio".
Nel centro midollare si manifestano cinque frequenze di forza vitale, riflesse n
ella luce dell'occhio spirituale. Queste cinque frequenze di forza vitale vengon
o riflesse nel corpo come forze che regolano tutti i processi fisici. Quando que
ste forze vengono ritirate dal corpo e dirette nell'occhio spirituale, esse conv
ergono e si possono vedere come una stella a cinque punte.
45. Abbandonandosi totalmente a Dio si fa l'esperienza del samadhi.
Quando uno s'abbandona completamente a Dio, tutta l'attenzione viene rivolta al
campo di Dio. L'identificazione con i processi mentali cessa, e si fa l'esperien
za del samadhi. Vi saranno diverse percezioni, a seconda di ci che si contempla i
n meditazione. Sul sentiero del Kriya Yoga, la perfezione nel samadhi porta alla
realizzazione.
46. La posizione di meditazione ideale quella che risulta comoda e facile.
La posizione di meditazione ideale consiste nel sedere dritti, con il corpo bila
nciato e la testa e il collo eretti. Ci pu avvenire su una sedia o, se si preferis
ce, in una posizione facile in cui le gambe sono incrociate. Il seggio dev'esser
e fermo, perch durante la meditazione non bisogna muoversi, eccetto per qualche a
ggiustamento iniziale per mettersi pi comodi.
Man mano che si progredisce nella meditazione, il corpo si rilassa
sempre pi , le forze vitali si armonizzano e la concentrazione diventa ferma. La p
osizione eretta favorisce un'attenta concentrazione e fa s che il meditante speri
menti pienamente l'attivit di kundalini nella spina dorsale e nel cervello.
Alcuni yogi raccomandano di sedere su una coperta di lana per conservare le corr
enti del corpo durante la meditazione. Si raccomanda inoltre di rivolgersi verso
est o nord, per trarre vantaggio dalle sottili correnti magnetiche che circolan
o intorno al pianeta. Cosa ancora pi importante avere un posto tranquillo in cui
meditare, cos che non vi sia possibilit di essere disturbato.
47. Con il rilassamento profondo si ottiene la purificazione della mente e la co
noscenza di Dio.
Pi sono regolari le proprie sedute di meditazione, e pi profonda l'esperienza del
samadhi, pi diventano influenti le forze supercoscienti. Il risultato la purifica
zione del campo mentale e una crescente realizzazione di S e di Dio.
48. Una volta conquistata la posizione di meditazione, la mente non pi influenzat
a dalle tendenze della natura.
Quando uno fermo nella sua posizione di meditazione, pi facile andare oltre le se
nsazioni del corpo e le modificazioni emotive e mentali interne. I meditanti evo
luti che sanno come spostare l'attenzione ai piani pi sottili della coscienza pos
sono, in certe occasioni, meditare distesi. Mentre preferibile che i principiant
i e i meditanti di livello intermedio rimangano seduti nella posizione eretta ra
ccomandata. In maniera subcosciente noi associamo la posizione distesa con il so
nno, ed quindi facile che uno s'addormenti se cerca di meditare in questa posizi
one.
49. Una volta conquistata la posizione di meditazione, cessa la circolazione del
le forze vitali grossolane.
Anche se uno non pratica il pranayama, se durante la meditazione l'attenzione vi
ene rivolta e posta nell'occhio spirituale, la posizione
di meditazione sar ferma e, a suo tempo, nel sistema vi sar un naturale aggiustame
nto delle forze nervose. Quando l'attenzione assorbita nell'occhio spirituale, s
i pu sperimentare la mancanza di respirazione fisica. Anche se non si avverte alc
un movimento del corpo, anche se la respirazione sospesa naturalmente, vi sar anc
ora un gioco di prana sottile in tutto il corpo, che lo mantiene e ne assicura i
l benessere.
La mancanza di respirazione non necessariamente un'indicazione di supercoscienza
. Ô possibile usare l'autosuggestione per arrestare le attivit del corpo, ma l'espe
rienza interiore potrebbe essere quella del sogno o dell'incoscienza. Il samadhi
non uno stato di trance, nel senso solitamente inteso. Il samadhi uno stato d'i
ntensa consapevolezza, durante il quale si sperimenta un certo grado di supercos
cienza e si realizza sempre pi il S .
50. I movimenti del pranayama sono esterni, interni, o sospesi. Essi sono lunghi
o brevi, e regolati da spazio, tempo e numero.
Il movimento esterno si riferisce alla pausa dopo l'esalazione. Il movimento int
erno si riferisce alla pausa dopo l'inalazione. Il movimento sospeso si riferisc
e al momento in cui non vi respirazione, sia per un atto di volont o perch si fa l
'esperienza spontanea di assenza del respiro. Le modificazioni del prana possono
essere di lunga o breve durata. Anche il movimento del prana pu essere lungo o b
reve. Questi movimenti sono regolati dalla distanza nello spazio. Anche il tempo
un fattore importante durante il pranayama. Si fa l'esperienza di un certo ritm
o; perci il trascorrere del tempo pu essere calcolato in numeri.
Un principiante pu percepire solamente la respirazione del corpo. A suo tempo uno
sentir il movimento del prana attraversare tutti gli spazi interni del corpo. Al
lora egli percepir la corrente pranica nella spina dorsale e nel cervello. E alla
fine sentir che l'intero universo sta respirando tramite lui. Questa la respiraz
ione cosmica. Il prana all'interno del corpo realmente una parte del prana dell'
universo. Con l'ausilio del pranayama si espande la propria consapevolezza dall'
identificazione col corpo e la mente alla Coscienza
Cosmica.
Vi un pranayama del Kriya Yoga che una versione modificata della forma pi dinamic
a. Viene chiamato respirazione sushumna o respirazione yogica. Il guru insegna a
l meditante a respirare attraverso le narici, sentendo passare l'aria nella part
e posteriore della gola, che stata aperta o espansa rivoltando la lingua all'ind
ietro. Con la sensazione di una leggera aspirazione mentre inala, uno pu indurre
un flusso di corrente ascendente dal chakra di base all'occhio spirituale. Quand
o l'aria esce fuori attraverso le narici, si percepisce la corrente discendere n
ell'ordine inverso. Ci si pu impegnare in questa pratica per un breve o un lungo
periodo, secondo le proprie inclinazioni e capacit . Il midollo spinale viene in t
al modo magnetizzato, e le forze del corpo non utilizzate vengono ritirate nel s
entiero spinale e dirette verso l'occhio spirituale. L'esperienza estremamente p
iacevole perch , quando la forza vitale scorre attraverso i nervi con maggiore irr
uenza del solito, si prova molto piacere.
51. Un'altra modificazione del pranayama quella di neutralizzare inalazione ed
esalazione.
Secondo la tradizione del Kriya Yoga questo sutra un riferimento diretto al pran
ayama del Kriya Yoga. Tirando su la corrente attraverso la sushumna durante l'in
alazione, e facendola discendere durante l'esalazione, il meditante in grado di
neutralizzare il flusso del prana e sperimentare una calma durevole e il samadhi
. Questa tecnica risveglia kundalini, rilassa il corpo, libera il sistema nervos
o dallo stress e il sangue dal carbonio. L'ossigeno che si prende con l'inalazio
ne viene trasmutato in pura energia, che viene diretta ai chakra.
Paramahansaji insegnava le tecniche di meditazione del Kriya Yoga in varie fasi.
Ai discepoli appena arrivati insegnava il mantra, e poi la contemplazione del s
uono e della luce interiore. In seguito veniva insegnato il pranayama del Kriya
Yoga, durante una speciale cerimonia d'iniziazione. Nel corso del tempo venivan
o date altre tre tecniche di meditazione kriya, man mano che il discepolo divent
ava esperto nella pratica delle tecniche iniziali. Ô un errore
presumere che uno sia pronto per i metodi di meditazione avanzata prima di avere
acquisito la padronanza su quelli datigli durante le fasi iniziali dell'istruzi
one. La legge interiore della mente e della coscienza che uno riceva l'istruzion
e nelle procedure pi avanzate quando sar pronto a riceverle. Il guru stesso invite
r il discepolo a fare l'esperienza della meditazione avanzata, oppure l'istruzion
e verr data sui piani Interiori.
Durante gli stadi avanzati della meditazione, il discepolo pu vedere il guru nell
a luce dell'occhio spirituale, e ricevere istruzioni da lui. Le limitazioni di s
pazio e tempo non vincolano il meditante che ha trasceso i mondi fenomenici.
Mi stata raccontata la storia di come un sincero devoto ricevette l'iniziazione
al Kriya Yoga in circostanze particolari. All'inizio egli era andato nell'ashram
di Sri Satya Sai Baba, nel sud dell'India, con l'intenzione di dedicarsi pienam
ente all'ideale di vivere l , sotto la supervisione personale di Sai Baba. Un gior
no Baba gli disse: "In questa vita io sono un maestro. Non accetto discepoli in
un ambiente ashramitico come vuoi tu. Non temere; ti mander il tuo guru ed egli t
i inizier a casa tua. Vedr anche che tu abbia un lavoro".
L'uomo segu le istruzioni di Baba e part per ritornare a casa sua, nel nord dell'I
ndia. Sulla via del ritorno, si ferm nella citt santa di Benares, dove per caso in
contr il nipote di Lahiri Mahasaya, che aveva la volont di istruirlo. Egli diede a
ll'uomo l'istruzione preliminare e gli disse di ritornare pi in l , dopo avere prat
icato la meditazione secondo le istruzioni ricevute. L'uomo fece ritorno a casa,
trov un lavoro, e cominci a praticare la meditazione con zelo.
Pass del tempo, e un giorno sent d'essere pronto per l'iniziazione al Kriya Yoga.
Tuttavia vi era un problema, poich il suo nuovo datore di lavoro non gli dava il
permesso d'allontanarsi per un po' di tempo. Scrisse al suo guru e gli spieg la s
ituazione. Il guru gli mand una lettera per informarlo che non usciva mai da Bena
res, e quindi il discepolo doveva solo aspettare che si presentasse qualche occa
sione futura. Ma improvvisamente ricevette un'altra lettera dal suo guru, che di
ceva: "Ô veramente insolito, ma devo venire nella tua citt per un affare personale.
Verr a casa tua e ti inizier l ".
52. Con la padronanza del pranayama, viene rimossa l'oscurit che vela La luce del
l'anima.
La luce dell'anima Viene filtrata dalle impressioni che si trovano nel campo men
tale. Quando uno pratica correttamente il pranayama, le modificazioni mentali so
no acquietate e le impressioni vengono trascese. Come risultato della pratica de
l pranayama, kundalini si desta e uno ascolta il suono interiore di OM.

53. Quando la mente purificata, resa idonea alla meditazione sulla Realt Suprema.
Quando il campo mentale purificato, allora possibile concentrarsi effettivamente
e la meditazione pu procedere senza problemi. Finch il campo mentale non purifica
to, le modificazioni mentali tenderanno ad essere una continua fonte di disturbo
.

54. L'interiorizzazione durante la meditazione si realizza quando l'attenzione e


le forze vitali dei sensi sono ritirate e stabilite nel campo della mente.
Lahiri Mahasaya scrisse: "La meditazione su Dio di vitale importanza per il bene
ssere interiore dell'uomo. La meditazione aumenta il flusso della grazia e dell'
energia divina all'interno dell'essere e del sistema nervoso. Chiarisce la visio
ne mentale, stabilisce l'equilibrio emotivo e suscita la percezione spirituale".
Il meditante incoraggiato a ritirare l'attenzione e le forze vitali nel cervello
. Allora la mente rivolta su se stessa, perch i sensi, che si protendono all'este
rno quando l'uomo in contatto con l'ambiente, hanno le loro radici nella mente.
Rivoltando indietro le forze al loro punto d'origine, uno raccoglie completament
e i suoi poteri e pu quindi dirigerli verso il processo della meditazione.
55. In virt dell'interiorizzazione cosciente, si ottiene il dominio supremo sui s
ensi.
Quando i sensi non sono sotto controllo, gli istinti ci sviano dai nostri scopi.
Ô possibile regolare gli istinti dei sensi con la forza della volont , ma fino a un
certo punto. Il metodo pi efficace consiste nel praticare la meditazione del Kri
ya Yoga, perch ci d la possibilit di fare coscientemente l'esperienza del S , senza c
he gli istinti dei sensi siano influenti. Allora le tendenze dei sensi verso l'e
sterno sono neutralizzate e uno ne padrone.
Una volta un discepolo si lament con Paramahansaji, dicendo che per lui era molto
difficile controllare il proprio comportamento: "Signore, ci che mi chiedete fac
ile per voi, perch voi siete il maestro". Paramahansaji rispose: "E come pensi ch
e sia arrivato al mio presente stato di maestro?".
Il Kriya Yoga adatto a chiunque desideri percorrere sinceramente il sentiero spi
rituale. Non in conflitto con il modo di adorazione che uno ha scelto e non rich
iede che si faccia una vita d'estremo ascetismo. La pratica pu essere moderata, m
edia o intensa, in base alle inclinazioni e alle capacit individuali; e i risulta
ti saranno proporzionali alla propria pratica.
TRE
Siddhi, i Poteri della Perfezione
Chi ottiene la perfezione nello Yoga chiamato siddha. I siddhi, dunque, sono i p
oteri che a volte un siddha manifesta. In questa sezione degli Yoga Sutra, Patan
jali descrive i diversi poteri yogici e come vengono sviluppati. Si consiglia al
meditante di non attaccarsi a queste capacit , che si sviluppano naturalmente, e
possono essere usate per favorire le esperienze di samadhi, ma non devono essere
usate da chi non ancora purificato. Sri Ramana Maharishi disse a uno studente:
"Fino a quando uno cosciente di usare i siddhi, non al sicuro con essi". D'altra
parte, quando uno senza ego, lo stesso impulso divino determiner l'uso dei siddh
i.
L'analisi del potere dei siddhi prover al meditante che egli un essere spirituale
, e porter alla rimozione di tutte le limitazioni dalla mente e dalla coscienza.
Allora, radicato nell'onnipresenza, lo yogi potr muoversi liberamente in questa o
in qualsiasi altra sfera.
1. La concentrazione dirigere l'attenzione in un punto (oggetto) di convergenza.
Vi sono alcuni insegnanti di meditazione che dicono ai loro studenti che la conc
entrazione non necessaria per avere successo nella meditazione. In realt essi int
endono dire che per meditare non necessario fare un grande sforzo di volont . La c
osa migliore dirigere dolcemente l'attenzione in un punto, con la pratica pazien
te
e l'uso delle tecniche di meditazione prescritte. Quando l'attenzione fluisce tr
anquillamente, senza distrazione, allora si ha la perfetta
concentrazione.
2. La meditazione un flusso d'attenzione costante verso l'oggetto di concentrazi
one.
Le procedure preliminari, inclusa la pratica delle istruzioni prescritte, la pos
izione stabile, il pranayama e l'interiorizzazione, preparano alla concentrazion
e che porta alla meditazione. Con la meditazione si cominciano a esplorare i rea
mi interiori, per giungere all'esperienza dell'Autorealizzazione.

3. Durante la meditazione contemplativa, quando si trascende la forma (e/o gli a


spetti) dell'oggetto su cui ci si concentra e rimane soltanto il significato (la
vera realt ), questo il samadhi.
Negli stadi iniziali uno pensa: "Mi sto concentrando sull'oggetto della mia medi
tazione". In virt del costante flusso d'attenzione verso il punto di convergenza,
uno sente: "Sono ci su cui mi sono concentrato prima". Uno sentir che cos , ma non
lo penser , perch negli stati di samadhi vi soltanto l'esperienza di essere ci che i
n precedenza era l'oggetto di concentrazione.
Uno potrebbe fare l'esperienza di un samadhi di luce, e sentirsi luce. Potrebbe
fare l'esperienza di un samadhi di suono, e sentirsi suono. Potrebbe fare l'espe
rienza di un samadhi di beatitudine, o qualsiasi altra esperienza di unit relativ
a a ci che si contemplato in precedenza. Allora uno conoscer la natura della luce
perch sar luce, la natura del suono perch sar suono, la natura di qualsiasi cosa per
ch sar quella.
Comprendere il funzionamento della meditazione contemplativa rivela al meditante
il metodo di acquisire intuizione in tutto ci che viene esaminato e, quindi, il
metodo mediante il quale si sviluppano i siddhi.
4. I tre (concentrazione, meditazione e samadhi) presi insieme, costituiscono la
perfetta contemplazione.
Il termine sanscrito per perfetta contemplazione samyama: il processo della conc
entrazione, della meditazione e dell'unit . Questo processo permette d'entrare eff
ettivamente nel campo di ci che si esamina. Consciamente o inconsciamente, scienz
iati e matematici si servono di questo processo quando analizzano la natura dell
'universo materiale o le relazioni tra le forze e gli aspetti dell'universo. Uno
scienziato potrebbe dire: "Sono diventato di fatto una sola cosa con il problem
a e infine l'ho compreso completamente!". Dopo avere avuto un'intuizione, ci che
rimane da fare provarla con un esperimento, affinch possa essere compresa e accet
tata dagli altri, e perch la conoscenza possa essere utilizzata.
5. Con la padronanza della perfetta contemplazione, si ottiene illuminazione e c
onoscenza.
La meditazione praticata allo scopo di ottenere rilassamento e riduzione dello s
tress un'utile terapia. La meditazione che conduce all'esame della natura della
coscienza, per poterla conoscere, costituisce uno stadio superiore. Sapere della
verit non liberer l'anima; conoscere la verit ci che libera. Nel Vangelo di San Gio
vanni (8: 31-32) leggiamo: "Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero m
iei discepoli; conoscerete la verit e la verit vi far liberi". Notate che la promes
sa preceduta dall'ammonizione "Se rimanete fedeli alla mia parola", ovvero se sa
rete fedeli agli insegnamenti e alle pratiche.
Eccetto che in rari esempi di risveglio spirituale spontaneo, si consiglia al de
voto che cammina sul sentiero dell'illuminazione di prepararsi praticando con cu
ra tutte le discipline e procedure raccomandate dal guru. Nei secoli passati non
era possibile ottenere l'insegnamento del Kriya Yoga, eccetto per quelle person
e pronte a rinunciare a tutto per amore della ricerca spirituale. Fu nella sesta
decade del diciannovesimo secolo che Mahavatar Babaji inizi Lahiri Mahasaya alla
procedura completa della meditazione Kriya Yoga. A Lahiri fu ordinato di tornar
e a casa sua e di continuare a svolgere
il suo ruolo di padre e marito. Lahiri chiese a Babaji il permesso di iniziare a
ltri nel sentiero del Kriya. Dapprima Babaji rifiut , dicendo che per poter essere
istruiti bisognava esser pronti a rinunciare a tutto. Lahiri Mahasaya insistett
e, dicendo che molti uomini e donne amavano veramente Dio, e tuttavia non poteva
no rinunciare alla famiglia e ai doveri sociali. Alla fine Babaji acconsent , dice
ndo: "Inizia liberamente coloro che te lo chiedono. Se uno non un bugiardo o un
imbroglione, pu essere iniziato".
6. La perfetta contemplazione dev'essere praticata in stadi.
La pratica della perfetta contemplazione ha lo scopo di farci scoprire piani di
coscienza sempre pi alti. Se all'inizio uno non pu contemplare la Pura Coscienza,
dovrebbe contemplare ci che per lui il pi alto stato di coscienza ottenibile. In q
uesto modo, con scrupolosa persistenza, egli raggiunge la sua meta immediata e p
oi vi rinuncia per salire oltre, al prossimo stadio.
7. Le tre discipline qui descritte sono processi interni, diversamente dalle pri
me cinque che le precedono.
Degli otto passi che costituiscono la pratica del Raja Yoga, i primi cinque hann
o a che fare con la preparazione e l'interiorizzazione; e sono processi esterni.
Concentrazione, meditazione e samadhi sono interni.
8. Le tre discipline qui descritte (concentrazione, meditazione e samadhi) sono
esterne, se paragonate con le esperienze pi alte del samadhi.
La perfetta contemplazione di un oggetto pu sfociare nel samadhi, l'identit con ci
che si contempla. Ma si tratta di un samadhi "con sostegno". Quando uno sperimen
ta gli stati pi alti di samadhi, senza il sostegno di un oggetto di contemplazion
e, allora si trascendono i processi implicati nella meditazione formale. Una vol
ta che ha trasceso le procedure, la forza d'attrazione della Divinit guider lo yog
i attraverso stati di samadhi sempre pi sottili. Per
questo s'insegna che "Il Signore stesso sar la guida dello yogi che realizza i pi
alti stati di samadhi".
9. In virt delle esperienze di samadhi, gli influssi superiori della coscienza pe
rmeano la mente. Man mano che le tendenze costruttive aumentano, le tendenze dis
truttive vengono neutralizzate.
Quando la coscienza del meditante si fonde con la Coscienza di Dio, allora diven
ta Cosmica. Gli influssi cosmici sono superiori a quelli relativi; per questo le
tendenze distruttive presenti nella mente sono prima indebolite e quindi neutra
lizzate. Questo permette l'emergere delle tendenze costruttive, che sono influen
zate dall'anima. Alcune tendenze distruttive si manifestano come attenzione erra
nte, torpore, preoccupazione per le cose mondane, e tendenza ad essere facilment
e distratto.
10. La corrente degli influssi supercoscienti diventa pacifica, calma e serena.
In tal modo uno pu riconoscere gli influssi benefici della supercoscienza nella p
ropria vita. I pensieri tendono ad essere ben ordinati, la corrente della coscie
nza scorre dolcemente, e ci si sente pieni di calma e serenit .

11. L'esperienza del samadhi si ottiene quando le modificazioni mentali sono sot
to controllo, le distrazioni non interferiscono pi , e quando l'attenzione assorbi
ta nell'oggetto di meditazione.
Anche prima che la mente sia completamente illuminata dalla luce della supercosc
ienza, possibile fare l'esperienza del samadhi durante la meditazione, quando i
processi mentali si placano e le distrazioni non interferiscono pi con la concent
razione. Quindi, quando l'attenzione completamente assorbita nell'oggetto di med
itazione, si fa esperienza dell'unit . Non esiste pi alcuna coscienza di molteplici
t o differenza.

12. Quando la concentrazione ferma, allora l'impressione mentale del passato sim
ile a quella presente.
Meditando profondamente, si sperimentano livelli successivi di consapevolezza. Q
uindi vi una somiglianza, ma non un'identit con l'esperienza. L'attenzione si spo
sta dal grossolano al sottile, dal sottile al causale, e dal causale alla consap
evolezza dell'Assoluto. Il Puro Campo della Coscienza, l'Assoluto, il Trascenden
te, oltre lo spazio, il tempo e le differenze.
13. Ci che stato esposto nei quattro sutra precedenti, spiega la propriet , il cara
ttere e lo stato riguardante gli elementi, il corpo e i sensi.
Gli influssi degli elementi costituiscono le cose e le forme del regno materiale
. Esiste una sostanza base dalla quale emanano tutte le forme. Le forme emergono
a causa del mischiarsi e mescolarsi degli elementi. La propriet di una cosa cost
ituisce la sua natura basilare. Il carattere la sua forma. Gli stati possono ess
ere alterati col passare del tempo, per motivi sia interni che esterni. Il legna
me ha una propriet che rivela che legno. Il legno pu essere modellato per formare
mobili. La propriet (il legno) rimane, ma la forma cambia. Lo stesso legno cambia
perch si deteriora o subisce influenze esterne, come la degradazione causata da
agenti atmosferici, l'essere bruciato, o essere attaccato da parassiti o da qual
siasi forza esterna abbia il potere di causare cambiamenti.
La percezione che l'uomo ha del mondo dovuta all'interazione delle propriet di ci
che percepisce in relazione ai sensi sottili recettori nella mente. Le cose hann
o colore, struttura, odore e altre caratteristiche che fanno s che noi possiamo p
ercepirle. Una persona non illuminata vede soltanto la forma, in conformit ai dat
i comunicati dai sensi. Una persona illuminata accetta per convenienza il ruolo
di una cosa, ma sa che dietro quell'apparenza vi la struttura basilare di cui so
no fatte tutte le cose.
Per fini pratici l'uomo pu alterare le propriet di una cosa mediante un procedimen
to scientifico. Se lo desiderano, i maestri illuminati possono causare cambiamen
ti agendo al livello degli influssi
degli elementi sottili e del magnetismo. Operando con la materia primordiale ess
i possono produrre cambiamenti nel regno della manifestazione effettuandone le c
ause nel regno sottile. Un grande maestro soleva cambiare a volte l'acqua in oli
o, per usarlo nel fuoco cerimoniale. Quando gli chiesero come facesse, rispose:
"Cerco l'olio nell'acqua". Egli poteva richiamare gli influssi degli elementi di
base che si sarebbero manifestati come olio, e liberava nell'atmosfera tutti qu
elli che non vi avevano alcun rapporto. Egli faceva questo con un atto di volont .
Allo stesso modo Ges pot mutare l'acqua in vino, moltiplicare i pani e i pesci, e
comandare agli elementi.
14. Il substrato, o sostanza primaria, quello in cui le
propriet (latenti, attive e non manifeste) sono innate.
Quel che innato in una cosa ci che gli congenito, che stato presente fin dal prin
cipio. Per esempio, Essere, Consapevolezza e Potenza sono innati nell'anima perc
h sono innati in Dio. In questo sutra parliamo della sostanza primaria che rende
possibile tutto ci che appare nei mondi fenomenici. Maya, la struttura della natu
ra, 'costruttrice di forme', ma 'vela la verit '. Tutte le cose sono state formate
o fatte dall'informe sostanza primaria (corrente creativa, particelle di luce,
spazio e tempo). Quando le anime s'identificano con questa sostanza primaria son
o soggette all'esperienza del parziale o totale offuscamento della consapevolezz
a.
Una definizione di sostanza : "Ci che ha qualit inerente e azione ed la causa mater
iale del suo effetto". Alcune propriet in natura sono latenti e possono emergere
in un secondo tempo. Alcune propriet sono attive e pienamente manifestate, e rend
ono visibile il mondo esterno. Altre propriet non sono manifestate, o perch non so
no ancora emerse allo stato latente, o perch sono arrivate alla piena manifestazi
one e poi sono ritornate nel campo del non manifesto. La sostanza di base contin
ua a esistere senza curarsi del fatto che le sue propriet siano pi o meno visibili
. Le forme cambiano, gli eventi si sviluppano, le circostanze durano per un cert
o tempo e quindi si ritirano dalla scena. La vita rimane, la sostanza rimane.
La forza all'interno della sostanza rende possibile la sua attivit e il cambiamen
to, questa forza diretta dall'intelligenza della Coscienza, l'intelligenza di Di
o. Quando un maestro mosso da dentro a interferire lievemente con le disposizion
i superficiali delle cose materiali, operando dal livello della causa prima, all
ora avviene Ci che il mondo chiama miracolo. L'intelligenza dell'anima identica a
ll'intelligenza di Dio, e dove vi la precisa conoscenza dell'utilit di uno scopo,
un maestro pu esercitare la sua influenza come rappresentante di Dio. Nessuna vo
lont personale o ego implicato quando un maestro partecipa nelle faccende evoluti
ve esercitando il suo potere di siddha.
L'interazione di propriet e cambiamenti nella forma di una cosa resa possibile da
l mutamento sottile che avviene nelle caratteristiche elettriche o qualit inerent
i alla materia. Ci che avviene un riordinamento delle propriet dovuto al cambiamen
to nelle relazioni interne tra le caratteristiche magnetiche e quelle elettriche
.
Si potrebbe mettere in relazione il cambiamento volontario con ci che potrebbe ve
rificarsi nella propria mente. Nella mente non pu sorgere nulla che non sia gi inn
ata in essa. Noi siamo consapevoli delle attitudini, degli stati d'animo e dei p
ensieri al momento attivi, e siamo coscienti che pensieri, stati d'animo e attit
udini si possono cambiare, sia con la volont che permettendo agli influssi superc
oscienti di diventare dominanti. Inoltre sappiamo che certe tendenze esistono in
forma latente nella mente. Il vero scopo della pratica del Kriya Yoga neutraliz
zare le tendenze indesiderate, latenti e attive, di tipo distruttivo.
15. Una variet di influssi ed eventi la causa dei
cambiamenti esterni nella sostanza di base.
Gli influssi dei tre guna sono responsabili dei diversi cambiamenti nella sostan
za di base. Partendo dal campo di Dio, i guna s'estendono in tutti i livelli del
la manifestazione. Al livello materiale, le diverse disposizioni degli atomi pro
ducono mutamenti e composti differenti. Quando avvengono i mutamenti interni, le
modificazioni esterne sono certe.
La creazione resa possibile dalle cause e forze sottili che
interagiscono perennemente. Nell'energia disponibile non vi n incremento n decreme
nto; variano soltanto le forme che assume l'energia. Come gli scienziati possono
causare in laboratorio cambiamenti chimici e cambiamenti dovuti a fattori fisic
i, quali la temperatura e la forza, cos gli yogi - attraverso la volont e l'uso di
mantra - possono causare cambiamenti nella materia.
16. Con la perfetta contemplazione sui tre tipi di trasformazione, si ottiene la
conoscenza di passato e futuro.
Con la perfetta contemplazione (samyama) si pu esaminare qualsiasi cosa si deside
ri e averne un'intuizione diretta. Nei sutra che seguono saranno descritti diver
si tipi di approccio alla conoscenza.
Quando uno esamina il momento, comprende facilmente ci che sta succedendo in quel
l'attimo perch presente nel momento. Essere coscienti di cosa sta succedendo nel
momento presente permette di sapere, per inferenza, che delle cause passate (rec
enti o lontane) hanno portato a quegli effetti. Con una profonda autoanalisi int
eriore, e il ricordo degli eventi e delle esperienze passate, si possono compren
dere le cause degli effetti e delle circostanze attuali.
Vi sono delle ragioni interiori per cui gli individui si comportano in un certo
modo. Se sono altamente motivati e pervasi da ideali, sono entusiasti di vivere;
le inclinazioni spirituali e il sattva guna sono dominanti. Se sono altamente m
otivati, ma guidati dall'impulsivit , sono frenetici e pieni di s ; allora raja guna
dominante. Se non sono affatto motivati, ma sono addirittura contrari a essere
coinvolti nelle cose del mondo, sono influenzati dall'inerzia; e prevale il tama
s guna. Se facciamo azioni controproducenti, potrebbe essere perch abbiamo paura
d'avere successo o perch abbiamo la volont di perdere. Se dimentichiamo spesso le
cose o siamo inclini alle disgrazie, potrebbero esserci delle influenze subconsc
ie e inconscie.
Conoscendo il presente, il futuro pu essere predetto con una certa precisione. Se
il nostro futuro non sembra molto brillante, a causa di abitudini e attitudini
distruttive che prevalgono nel presente, possiamo modificare le abitudini e camb
iare l'attitudine. Volendo, possiamo alterare il corso degli avvenimenti persona
li, e
nello stesso tempo contribuire ad alterare il corso degli avvenimenti del pianet
a.
Per una persona intuitiva possibile conoscere il passato e il futuro anche senza
dover analizzare cause ed effetti. Ci si pu fare quando il proprio campo mentale
non ha limiti e la consapevolezza libera di conoscere tutto ci che si desidera co
noscere.
17. Con la perfetta contemplazione sui suoni, si comprende il significato dei su
oni pronunciati da qualsiasi essere vivente.
I suoni pronunciati dall'uomo e dalle creature sono composti dal suono o dalla p
arola, dal significato e dall'idea. Quando usiamo un linguaggio, le parole espri
mono il significato e l'idea. Quando Si pronunciano solo suoni, senza parole, il
significato e l'idea sono ancora insiti in essi. Analizzando attentamente i suo
ni emessi, possibile comprendere il significato del suono e le emozioni che lo h
anno fatto scaturire. Ô abbastanza comune per gli uomini comunicare con gli animal
i attraverso le inflessioni del linguaggio e le emozioni che si trasmettono coi
suoni. Ô possibile comprendere le emozioni e i bisogni di neonati, adulti e animal
i prestando attenzione ai suoni che si emettono nelle diverse circostanze. Quand
o comprendiamo un certo linguaggio, abbiamo accesso all'intera coscienza collett
iva dalla quale si evoluto quel linguaggio.
18. Con la perfetta contemplazione delle impressioni sottili subcoscienti, si po
ssono conoscere le incarnazioni passate (proprie o di altri).
Conoscendo la natura delle impressioni sottili subcoscienti (samskara), si pervi
ene a comprendere le circostanze che le hanno causate. Allora si possono conosce
re le esperienze precedenti nei reami sottili e materiali. Finch la mente non vie
ne trascesa, rimane con l'anima di reame in reame, da incarnazione a incarnazion
e. Non si consiglia a uno yogi di preoccuparsi troppo delle incarnazioni passate
, perch la meta l'illuminazione nell'immediato futuro.
L'analisi consapevole delle impressioni sottili subcoscienti, attraverso la perf
etta contemplazione, il modo migliore per destarsi alla loro comprensione. L'ipn
osi non raccomandata come metodo per ricordare, perch durante lo stato ipnotico v
i una grande possibilit che sopravvengano fantasia e illusione. Inoltre gli yogi
considerano lo stato ipnotico dannoso per la mente.
Spesso Paramahansaji ricordava immediatamente un discepolo che era stato con lui
in un'incarnazione precedente. Inoltre egli poteva discernere con precisione la
presenza di karma costruttivo e il peso del karma distruttivo del discepolo. Pe
r questo motivo poteva guidare saggiamente il discepolo a conseguire un rapido p
rogresso spirituale.
Lahiri Mahasaya trascrisse nel suo diario un'intuizione che ebbe durante la medi
tazione. Egli dichiar di essersi ricordato della sua incarnazione come il filosof
o Kabir. Molti dei suoi discepoli credevano che fosse cos . Quando Lahiri incontr p
er la prima volta Mahavatar Babaji, il Grande Avatar pass le sue mani sulla testa
e la spina dorsale di Lahiri, ridestando in lui le memorie della sua incarnazio
ne precedente. Lahiri Mahasaya ricorda che nella sua vita precedente aveva medit
ato in una grotta in quella zona.

19. Con la perfetta contemplazione della mente di un


altro, si ottiene la conoscenza della mente di quella persona.
Possiamo determinare con una certa precisione lo stato mentale di un'altra perso
na osservando il suo comportamento. Un metodo infallibile consiste nell'analizza
re gli schemi mentali di un'altra persona attraverso la contemplazione. Ô possibil
e conoscere la condizione mentale di qualcuno cos chiaramente come conosciamo la
nostra.
Paramahansaji disse ai suoi discepoli: "Ogni giorno io passo per le vostre anime
". Egli voleva dire che sintonizzava la sua mente con quella del discepolo e pot
eva valutare qual era il suo progresso. Egli poteva fare questo rivolgendo sempl
icemente la sua attenzione verso il discepolo. A volte, durante una specie di so
gno ad occhi aperti, invitava la coscienza di un discepolo nella sua coscienza.
Una volta egli disse: "Quando una persona felice, quando la penso sento la sua f
elicit . Quando triste, sento la sua tristezza".
20. La perfetta contemplazione che rivela la conoscenza della mente di un altro
non ne rivela i contenuti pi profondi e gli influssi portanti.
Quando contempla per conoscere il contenuto della mente di un altro, lo yogi pu r
itenersi soddisfatto conoscendone i contenuti, ma non le tendenze e gli influssi
pi profondi e portanti. Ô possibile conoscere le tendenze e gli influssi pi profond
i e portanti attraverso la percezione diretta, ma se uno si dovesse identificare
completamente con la mente di un'altra persona, in questo coinvolgimento potreb
be perdere se stesso. Lo scopo della contemplazione qui descritta semplicemente
per conoscere, e non per diventare, la persona in questione.
21. Praticando la perfetta contemplazione sulla forma del corpo, con la sospensi
one del potere ricettivo, il contatto tra rocchio (l'osservatore) e la luce rifl
essa dal corpo staccato, e il corpo diventa invisibile agli altri.
In questo caso l'invisibilit non deriva dall'effettiva smaterializzazione del cor
po. Noi percepiamo le forme a causa della luce che dalla forma s'irradia fino ai
nostri occhi. Se la luce non s'irradiasse dalla forma per giungere all'occhio,
la forma non verrebbe percepita. Nel nostro mondo vi sono forze che irradiano lu
ce a una frequenza che non siamo in grado di distinguere; perci per noi esse sono
invisibili, anche se in realt esistono.
Una persona pu essere autosufficiente, badare ai fatti suoi e attirare poca atten
zione; ma questa non la vera invisibilit di cui si parla in questo sutra. Quando
uno in grado di sospendere la radiazione di luce del suo corpo, gli altri non po
ssono vederlo anche se egli continua a essere fisicamente presente.
22. Con questo (processo) si spiega la scomparsa di suono, gusto, tatto, odorato
e udito.
Non possiamo essere consapevoli di ci con cui non abbiamo contatto. Quando pratic
hiamo prestando grande attenzione al processo, possiamo ritirare la nostra cosci
enza dagli oggetti o fonti di
percezione e sensazione. Per esempio, potremmo sentire dei suoni nell'ambiente c
ircostante che ci distraggono mentalmente; allora possiamo imparare a ritirare l
'attenzione da questi suoni e non ascoltarli. La stessa cosa vale anche per gli
altri sensi; non possiamo essere consapevoli di ci che non si trova nel campo del
la nostra attenzione. Per esempio, uno potrebbe provare un certo malessere fisic
o. Finch la propria attenzione sar connessa al disturbo, la mente sar turbata. Se l
'attenzione fosse diretta altrove, il problema rimarrebbe ma uno non ne sarebbe
pi consapevole.
Paramahansaji insegnava che si pu sollevare l'attenzione dal corpo e dalle sensaz
ioni dirigendola nell'occhio spirituale, pur rimanendo coinvolti nelle attivit fi
siche e nelle relazioni affettive. Lo scopo della pratica yoga non quello di evi
tare i problemi, ma di risolverli senza esserne eccessivamente oppressi o distur
bati.
23. Con la perfetta contemplazione delle impressioni
subcoscienti, si ottiene la conoscenza del momento della morte e delle impress
ioni di avvenimenti insoliti.
Le impressioni subcoscienti inclini a manifestarsi possono essere lente o veloci
nella loro realizzazione. Diventando consapevole di queste impressioni, uno pu c
onoscere il momento del distacco dal corpo fisico. Quel momento non fissato; pu e
ssere modificato usando l'intelligenza. Uno non deve morire in un certo momento
o in un certo modo, semplicemente perch vi sono delle indicazioni subcoscienti. S
e uno assume un'attitudine fatalistica, pu essere trasportato dalla corrente del
karma. Se uno si desta spiritualmente, le tendenze e le impressioni subcoscienti
perdono parte della loro influenza.
Alcune persone muoiono giovani mentre altre vivono nel corpo fino a tarda et . Per
una persona non illuminati, ci determinato dai suoi modelli mentali subcoscienti
. Siccome prima o poi tutte le anime lasciano questo reame, la morte non qualcos
a di sfavorevole, a meno che uno non se ne vada prima d'avere adempiuto il suo d
estino. Il corpo ha valore perch rende possibile esaurire il proprio karma e real
izzare i propri scopi. Se uno muore a causa di un incidente o una malattia, e no
n riesce a realizzare il suo
destino, ritorner per continuare il suo viaggio. Gli yogi insegnano che uno deve
rimanere nel corpo finch non pi necessario, e poi lasciarlo durante la meditazione
.
Analizzando i contenuti della mente, si possono avere anche indicazioni riguarda
nti le esperienze future o avvenimenti eccezionali; si possono avere indicazioni
di buona fortuna, o di ardue sfide. Molti hanno sperimentato delle svolte dramm
atiche nelle loro vite, dopo un incontro inatteso con una persona, un libro o un
a circostanza. A volte, nel mondo materiale, anche la comunicazione con i santi
avviene nei sogni o durante voli improvvisi dell'attenzione durante la meditazio
ne.
Gli yogi insegnano dei metodi per mezzo dei quali si possono indebolire alquanto
le tendenze distruttive. La meditazione supercosciente il mezzo pi potente; anch
e l'autoanalisi molto utile. Inoltre si possono introdurre nella propria esperie
nza nuovi influssi positivi derivati da un cambiamento di dieta, un cambiamento
di routine, di relazioni personali e altri mezzi specifici. A volte Sri Yukteswa
r soleva preparare degli oroscopi per i suoi discepoli, per verificare le sue co
nclusioni intuitive relative alla loro situazione karmica. Altre volte poi consi
gliava di portare metalli e gemme particolari, per aiutare a correggere gli infl
ussi energetici. Egli insegnava che un saggio si serve di ogni strumento disponi
bile per manipolare le influenti forze del karma.

24. Praticando la perfetta contemplazione su amicizia,


compassione, e altre nobili qualit , si acquisisce forza
mentale, morale e spirituale.
Analizzando la natura dell'amicizia, si comprendono le sue basi naturali. Per ch
i stabilito nella non-violenza e nell'amore, il mondo suo amico. Allora uno pu go
dere di relazioni aperte e di mutuo sostegno sia con gli esseri umani che con tu
tte le forze della natura.
Comprendendo le necessit degli altri, ci sentiamo obbligati ad aiutarli a procede
re verso la crescita e la realizzazione. Sboccia la compassione e fiorisce il ve
ro amore. Bisogna imparare ad assistere gli altri con amore, senza farsi coinvol
gere nei loro problemi. Identificarsi emotivamente con le sofferenze altrui vuol
dire provare
il loro dolore a nostro detrimento. Noi possiamo educare gli altri, possiamo dar
e un esempio ideale, possiamo pregare e mandare benedizioni, ma non dobbiamo sof
frire per loro. Ô risaputo che alcuni yogi hanno sofferto letteralmente per altri,
identificandosi a tal punto con essi che la malattia e i problemi mentali emoti
vi venivano trasferiti dalla persona sofferente allo yogi; questi poi dissolveva
il problema nella sua mente e nel suo corpo. Ma non questo il modo migliore di
assistere un altro. La maniera pi efficace di aiutare gli altri consiste nell'edu
carli a risolvere le cause dei problemi attraverso la realizzazione superiore Tu
ttavia, anche qui bisogna sapere quando intercedere in favore di un altro, e qua
ndo lasciare a quella persona l'opportunit di crescere mediante la trasformazione
.
Coltivando nobili qualit , noi le incarniamo. Il risultato un aumento della forza
mentale, morale e spirituale. Diventiamo simili a ci che idealizziamo. Perci una p
ersona saggia si metter internamente in relazione con le qualit che esprimono salu
te e illuminazione.
Alcune cause di distruzione fisica, mentale e spirituale sono: Uno, amicizia e a
ssociazione con persone negative e distruttive
Due, commiserazione per le proprie tendenze e abitudini negative Tre, l'amore di
godere degli impulsi istintivi e dei loro risultati. Quattro, diventare infelic
i quando si vede il successo e la prosperit degli altri. Cinque, essere felici qu
ando si vede l'infelicit e la rovina o la caduta degli altri.
25. Con la perfetta contemplazione sui diversi aspetti del
potere, si ottiene una forza ad essi paragonabile.
Ogni potere ha origine nella realt del proprio essere. Quando contempliamo la deb
olezza, diventiamo deboli. Quando contempliamo la forza, diventiamo forti. Quand
o contempliamo l'incapacit , diventiamo incapaci. Quando contempliamo la capacit , d
iventiamo capaci. Pu esservi un limite alla forza fisica, ma non c' limite al pote
re dell'anima, al potere di Dio. Il potere spirituale pu compiere quel che la for
za fisica o l'influsso mentale non possono fare. Il potere di Dio illimitato. Qu
ando gli permesso di agire,
pu compiere ci che apparentemente sembra impossibile.
26. Con la perfetta contemplazione sulla luce della coscienza, si ottiene la con
oscenza delle cose sottili, nascoste e lontane.
Stabilendosi nella luce della coscienza, la consapevolezza di una persona divent
a illimitata. In realt l'anima onnipresente, come lo Dio. Quando uno s'eleva al d
i sopra degli influssi mentali, pu avere la conoscenza diretta di cose che in pre
cedenza erano oscure, di cose di natura sottile, e perfino di circostanze lontan
e. Ciascuno ha la capacit potenziale di sapere conoscendo Non essendo pi limitata
dalle modificazioni mentali e dalle circostanze spazio-temporali, la persona ill
uminata libera di conoscere tutto ci che desidera sapere, e vedere tutto ci che de
sidera vedere attraverso la percezione interiore.
Quando uno totalmente consapevole, pu conoscere tutto ci che desidera aprendosi se
mplicemente alla conoscenza, senza per questo dover entrare in uno stato di medi
tazione. Inoltre pu avere accesso telepatico ai reami astrale, causale e celeste,
e comunicare con quelli che vi abitano.
27. Con la perfetta contemplazione sul sole, si ottiene la conoscenza delle regi
oni, dei pianeti, e dell'evoluzione, mantenimento e dissoluzione dell'universo.
La radiazione solare nutre l'universo che gli sta vicino. Il cibo che mangiamo,
ad esempio, trasferisce in maniera appropriata la radiazione solare al corpo. L'
evoluzione, il mantenimento e la dissoluzione del sistema solare direttamente co
llegata al sole Contemplando il sole, la sua attivit e la sua influenza, e la rel
azione dei pianeti con esso, si ottiene una conoscenza intuitiva relativa al sis
tema solare. In meditazione profonda, possibile provare un'espansione di consape
volezza e percepire di fatto il sistema solare contenuto dentro la propria cosci
enza.
28. Con la perfetta contemplazione sulla luna (e i sistemi stellari), si ottiene
la conoscenza del loro ordinamento e delle loro relazioni.
I pianeti orbitano intorno al sole e le lune orbitano intorno ai loro rispettivi
pianeti. La luce del sole riflessa dalla luna influenza le forze presenti in na
tura; e inoltre influenza la mente e le emozioni degli individui. Gli yogi pensa
no che la fase calante (scura) della luna sia estremamente ideale per la meditaz
ione, perch in quel periodo l'influenza della luna sulla mente e le emozioni mini
ma. Durante la fase crescente (luminosa) della luna, la mente e le emozioni dell
'uomo sono inclini all'inquietudine.
Si sa che l'influsso della luna forte in relazione alla crescita delle piante. C
oltivare il terreno secondo le fasi della luna una pratica seguita da molto temp
o da tanti popoli. Molti ritmi biologici sono collegati alle fasi della luna.
La pratica yoga collegata alle influenze del sole e della luna nel corpo. La cor
rente positiva nel corpo nota come influenza solare; la corrente negativa l'infl
uenza lunare. Attraverso il pranayama e la meditazione supercosciente vengono ne
utralizzate le due correnti solare e lunare, e ne consegue stabilit interiore, pa
dronanza di s ed equilibrio mentale.
29. Con la perfetta contemplazione sulla stella polare, si ottiene la conoscenza
del movimento dei corpi celesti.
Tra i corpi celesti hanno luogo delle interazioni. La gravit e la radiazione d'en
ergia contribuiscono al cambiamento e alla trasformazione. Essendo un universo i
n miniatura, anche il corpo dell'uomo influenzato in qualche misura dalle forze
celesti. Maggiore la propria coscienza materiale, pi si pu essere influenzati dall
e forze della natura. Maggiore la propria Autorealizzazione, meno influenza si s
ubisce dalle forze della natura. Il movimento del nostro sistema solare attraver
so lo spazio d luogo a influssi stellari e planetari che hanno un rapporto dirett
o sulla mente dell'uomo e i suoi poteri di percezione. Cos , secondo i calcoli di
Sri Yukteswar, noi attraversiamo dei cicli ascendenti e discendenti
durante i quali l'umanit in generale diventa gradualmente pi consapevole o meno co
nsapevole. I due cicli, ascendente e discendente, formano un ciclo completo dell
a durata approssimativa di ventiquattromila anni. I sotto cicli sono denominati
Et Oscura Et Elettrica (nella quale stiamo vivendo), Et Mentale, ed Et dell'Illumina
zione.
Man mano che progredisce sul sentiero spirituale, lo yogi s'eleva considerevolme
nte al di sopra delle influenze esterne. Perci egli potrebbe vivere nella coscien
za dell'Et dell'Illuminazione, l'Et dell'Oro, indipendentemente da quelle che potr
ebbero essere le condizioni esterne sul pianeta. Quando la sua coscienza opera a
ttraverso i chakra superiori, lo yogi conduce una vita in sintonia con il divino
.
30. Con la perfetta contemplazione sul chakra centrale (lombare), si ottiene la
conoscenza del sistema nervoso e del corpo fisico.
Alcuni commentari considerano la perfetta contemplazione sul sistema nervoso cen
trale come l'aspetto principale di questo tipo di samyama. Ô possibile rivolgere l
o sguardo all'interno del corpo e osservare il sistema nervoso, tutti gli organi
; e osservare letteralmente i diversi sistemi al lavoro, compreso il fluire del
prana e della forza nervosa, la circolazione del sangue e tutti i cambiamenti e
i processi interni. Si possono vedere anche le interazioni delle forze causali c
he fluiscono tra le guaine sottili e il corpo fisico.
Le funzioni del corpo fisico sono influenzate dalle frequenze del prana, che son
o regolate dall'intelligenza innata. Il prana, insieme alla forza nervosa (un as
petto pi grossolano del prana), discende dalla parte superiore del cervello e si
distribuisce per i cinque chakra inferiori. Il prana influenza i processi del me
tabolismo, della circolazione, della respirazione e dell'eliminazione. Il prana
che scorre verso il basso tende a mantenere l'anima nel corpo, mentre il prana c
he fluisce verso l'alto contribuisce alla trascendenza.
L'anima, come un'unit particolare della coscienza di Dio, una volta che viene coi
nvolta nel regno materiale, irradia cinque auree-elettricit , che costituiscono la
sua guaina causale. Le cinque
elettricit , sotto l'influenza del sattva guna, producono i cinque organi sottili
dei sensi; sotto l'influenza del rajas guna producono i cinque organi dell'azion
e; sotto l'influenza del tamas guna, si producono gli oggetti dei cinque sensi.
Secondo la filosofia yoga, questi quindici attributi, insieme alla mente e all'i
ntelligenza, costituiscono il corpo sottile dell'anima.
31. Con la perfetta contemplazione sul chakra della gola, si ottiene la cessazio
ne della fame e della sete.
La fame e la sete si provano nell'addome e nella gola, e indicano il bisogno del
corpo di cibi solidi e liquidi. A volte gli yogi avanzati praticano un metodo c
he permette loro d'attirare direttamente nel corpo energia solare e prana cosmic
o, senza alcuna necessit di cibo. A volte questo si ottiene con la pratica di man
tra e pranayama, mentre altre volte avviene spontaneamente.
La dipendenza dal cibo pu essere diminuita grazie alla pratica della meditazione
profonda, del pranayama, e a un graduale cambiamento della dieta verso cibi puri
e pi leggeri (sattvici).
32. Con la perfetta contemplazione sul centro dell'equilibrio e della gravit , si
ottiene la fissit e la stabilit della coscienza.
Dentro il corpo dell'uomo vi sono dei centri di regolazione che rendono possibil
e il suo orientamento nello spazio e la sua stabilit in mezzo a un mare di forze
e influenze naturali. Inoltre essi contribuiscono alla sua stabilit psicologica.
Quando uno bilanciato, e tutti i centri di organizzazione e regolazione sono sta
bili, la propria coscienza individuale stabile. Con lo squilibrio possono verifi
carsi esperienze fuori del comune, come il disorientamento nello spazio e nel te
mpo, l'ascolto di voci, allucinazioni e confusione generale.
Durante la meditazione, quando uno comincia a innalzarsi al di sopra dell'identi
ficazione con il corpo, abbastanza comune provare sensazioni di movimenti interi
ori come l'oscillare e il levitare, o il librarsi in aria. Aprendo gli occhi uno
vede che nulla cambiato, anche se le sensazioni interne possono essere state mo
lto realistiche.
Per un meditante utile uscire dalla meditazione riportando gi l'attenzione dal ch
akra della testa o dall'occhio spirituale, percependo un flusso d'energia vitale
che scende lungo la spina dorsale e va all'esterno attraverso i nervi. Internam
ente uno pu rimanere calmo e consapevole, pur essendo pienamente in relazione con
l'ambiente circostante in maniera responsabile. Facendo questo, si eviter l'espe
rienza di sembrare distaccati dal mondo, o spaesati.
33. Con la perfetta contemplazione sulla luce della coscienza, si consegue la pe
rcezione diretta degli esseri liberati e perfetti.
Alcuni autori parlano della perfetta contemplazione sulla luce del chakra che si
trova sulla sommit della testa. Contemplando la Pura Coscienza uno sperimenta la
trascendenza ed in grado di percepire e conoscere direttamente, senza usare gli
strumenti dei sensi. Chi si trova a questo livello pu anche comunicare con altri
esseri illuminati che dimorano nei regni della luce.
Di tanto in tanto, attraverso la percezione dell'occhio spirituale, lo yogi in m
editazione vedr degli esseri luminosi. In questo modo Mahavatar Babaji visitava s
pesso Lahiri Mahasaya. Quando l'occasione lo richiedeva, Babaji visitava Lahiri
e alcuni dei suoi discepoli avanzati nella sua forma fisica. Ai suoi discepoli c
he vivevano lontano ed esprimevano il desiderio d'andare a trovarlo, Lahiri Maha
saya soleva ripetere queste parole: "Perch volete far visita alla mia carne e all
e mie ossa, quando io sono sempre disponibile per voi attraverso la percezione d
el vostro occhio spirituale?".
Molto spesso gli yogi avanzati vedono esseri perfetti, siddha, che si muovono at
traverso corpi luminosi, anche se tali forme non sono visibili alle persone comu
ni che potrebbero trovarsi nelle loro vicinanze.

34. Con la perfetta contemplazione sulla fonte di ogni conoscenza, si arriva a c


onoscere chiaramente ogni cosa.
Qual la fonte di ogni conoscenza? I veggenti vedici insegnano che tutta la conos
cenza ha le sue radici nella Coscienza. La Coscienza
onnipervadente ed la base di sostegno di tutti i mondi. La conoscenza di ogni as
petto della vita si pu acquisire con la rivelazione diretta, quando lo yogi ha su
ccesso nella contemplazione. Fu grazie a questa perfetta contemplazione che il B
uddha ebbe l'illuminazione, realizz le cause sottili che stanno dietro agli effet
ti esteriori, e pot proclamare all'umanit la via che porta alla liberazione. Egli
insegnava che il dolore radicato nell'ignoranza, ed essere ignorante vuol dire m
ancare di conoscenza. Quando si arriva a conoscere la verit sulla natura della Co
scienza, uno va oltre l'influenza dei guna e non cade mai pi nell'illusione.
35. Con la perfetta contemplazione sul (vero) cuore, si ottiene la conoscenza de
lla mente universale.
Il vero cuore il centro dell'intero processo vitale. Quando uno stabilito nel cu
ore, il centro dal quale tutto emana ed nutrito, si ottiene la conoscenza (consa
pevolezza) della mente universale, la mente di Dio. Allora uno stabilito nella C
oscienza Cosmica e percepisce che l'intero universo il suo corpo.
36. Con la perfetta contemplazione sulla capacit dell'anima di vedersi distinta d
all'organo che rende possibile l'esperienza delle percezioni relative, ci si des
ta alla conoscenza del vero S .
Swami Shankara scrisse: "Come appare la luce dopo che l'oscurit stata bandita dal
sorgere del sole, cos appare la Coscienza Suprema dopo che i segni dell'ignoranz
a sono stati cancellati dalla conoscenza". Egli si riferisce alla conoscenza che
deriva dall'esperienza. I veggenti vedici definiscono l'anima come la luce dell
a Pura Coscienza che splende nell'organo del discernimento (che rende possibile
l'esercizio dell'intelligenza). Facendo l'esperienza della pura consapevolezza d
el S , l'anima vede se stessa distinta dalle facolt dell'intelligenza, della mente,
del senso dell'ego e del corpo.
37. Un risultato della perfetta contemplazione sulla natura dell'anima il manife
starsi delle facolt intuitive.
L'intuizione appartiene all'anima e non dipende dalle facolt mentali. Perci quando
si usa l'intuizione ci si riferisce ad essa come a una facolt extrasensoriale. U
no impara a discernere i pensieri e le intenzioni degli altri, a discernere il f
uturo, a conoscere il corso corretto dell'azione e ad avere percezioni astrali e
celesti. Per mezzo dell'intuizione si pu discernere la verit nelle sacre scrittur
e e comprendere la natura di Dio.
38. Queste facolt (se viene loro permesso di scorrere principalmente verso l'este
rno) sono ostacoli al samadhi. Se usate propriamente diventano poteri sovrannatu
rali che combattono e annullano le tendenze inferiori.
A volte delle persone con l'intuizione parzialmente risvegliata fanno mostra del
le loro capacit , insegnando ad altri come usare i poteri psichici, e pensano di e
ssere illuminate solamente perch possono dimostrare alcune facolt dell'anima. Esse
perdono di vista il punto e di conseguenza vagano nella confusione.
Ogni facolt dell'anima usata principalmente in relazione a circostanze esterne, m
entre l'ego influente, pu allontanare dalla meta dell'illuminazione. Se usate pro
priamente, cio se dirette internamente, le facolt dell'anima possono aiutare a squ
arciare il velo di maya e a fare l'esperienza della trascendenza. Inoltre se si
riesce a dominare l'impulso a dimostrare le facolt dell'anima, e si continua a pr
ogredire sul sentiero spirituale, si manifestano i veri siddhi.
39. Con l'allentamento delle cause di schiavit e con la percezione dello scorrere
della coscienza, si ottiene la facolt di penetrare nel corpo altrui.
Gli yogi affermano che per un siddha possibile lasciare un corpo vecchio ed entr
are in uno pi giovane che stato lasciato vacante di recente. Un altro significato
del sutra che un siddha
pu condividere la sua coscienza e il suo essere invadendo il corpo di un discepol
o. In tal modo il siddha si spartisce letteralmente per il bene supremo del disc
epolo. Un discepolo avanzato di Paramahansaji disse: "Sento sempre pi che il Maes
tro dimora in questo mio corpo". Un siddha pu anche penetrare nella mente di un'a
ltra persona e influenzarla.
Un requisito fondamentale per poter esercitare i siddhi quello di essere libero,
fino a un certo punto, dalle cause di schiavit , i legami karmici.
40. Con la padronanza dei processi interni, si pu camminare sull'acqua, camminare
senza toccare terra e levitare.
Sono stati registrati esempi di levitazione spontanea, che di solito avvengono q
uando una persona si trova in uno stato di estasi. Molti santi cattolici sono st
ati osservati in uno stato di levitazione del corpo.
A volte gli yogi sperimentano la levitazione, quando nel loro corpo il prana che
scorre verso l'alto vince il prana che scorre verso il basso. Questo avviene co
me risultato del pranayama, e mantenendo una lieve intenzione di sollevarsi. In
particolare, questo sutra parla della padronanza della corrente che scorre verso
l'alto (udana) attraverso il samyama o la perfetta contemplazione. Nei testi di
Yoga sono descritti in dettaglio i movimenti e le funzioni di varie frequenze d
i prana.
1. Prana - Il prana l'energia cosmica che pervade l'universo. Scorre dall'anima
nel cervello e discende per svolgere diverse funzioni. Il centro del controllo i
nvolontario il midollo allungato; il centro del controllo volontario si trova ne
l cervello. Il prana produce movimento nel cuore e nei polmoni, e pervade il cor
po intero.
2. Apana - Quest'aspetto del prana elimina dal corpo i prodotti di scarto, trami
te i polmoni e gli organi di eliminazione.
3, Udana - Quest'aspetto del prana rende possibile la parola e costituisce la fo
rza che scorre verso l'alto.
4 Samana - Quest'aspetto del prana regola tutte le forze metaboliche, incluse qu
elle chimiche, biochimiche e biologiche. Opera attraverso i tessuti viventi del
corpo.
5. Vyana - Quest'aspetto del prana pervade il corpo intero e regola l'espansione
e la contrazione del sistema cardiovascolare.
41. Padroneggiando l'influsso del fuoco interiore, si pu controllare e regolare i
l calore interno ed esterno.
La terra? l'acqua, il fuoco, l'aria e l'etere sono influenze operanti nel corpo
Chi pu controllare il fuoco interiore ottiene un maggiore potere di digestione e
pu aumentare la temperatura corporea. Quest'ultimo risultato si pu sperimentare at
traverso il pranayama, la visualizzazione, o un leggero esercizio della volont . C
erti mudra e asana possono contribuire ad aumentare l'influenza del fuoco nel co
rpo. A questo scopo si raccomanda la posizione del pavone, come pure i mudra che
implicano un risveglio dinamico del plesso solare, come ad esempio uddiyana ban
dha. Quest'ultimo procedimento considerato dagli yogi un potente esercizio di ri
ngiovanimento, poich ravviva il corpo intero e contribuisce al risveglio della sh
akti e al movimento di kundalini.

42. Con la perfetta contemplazione sul suono primevo si ottiene la percezione de


ll'udito divino.
Quando nel Kriya Yoga si pratica la tecnica dell'Om, durante la quale si presta
attenzione all'ascolto del suono interiore, nel corpo causale, si percepiscono i
nternamente sottilissimi suoni cosmici. Negli stadi iniziali della pratica uno p
u ascoltare i suoni del corpo, poi i suoni delle forze nervose, quindi i suoni as
trali che emanano dai chakra, e infine i suoni celesti pi sottili. In ultimo uno
ascolta il suono costante di OM e riesce ad essere assorbito in esso.
Fondersi in OM permette al meditante di trascendere tutti i rapporti e le percez
ioni relative. L'influenza dell'energia cosmica nel corpo terapeutica e salutare
, poich regola tutte le attivit interne.
43. Con la perfetta contemplazione sulla relazione tra
corpo ed etere, si ottiene la leggerezza del corpo e il potere di muoversi attra
verso lo spazio.
La levitazione stata discussa in un sutra precedente. Un altro significato di qu
esta affermazione che uno acquisisce la capacit d'elevarsi in spirito e di muover
si attraverso gli spazi interiori. Gli yogi parlano del khechan mudra, o mudra d
ello spazio, perch un meditante evoluto pu muoversi in spirito attraverso gli spaz
i. La pratica fisica consiste nel rivoltare la lingua all'indietro nella gola fi
nch non si estenda verso l'alto nella cavit dietro il palato. Ci produce dei colleg
amenti tra i nervi che stanno nella lingua e i nervi che si trovano nella parte
superiore della testa; e questo contribuisce a mantenere il prana stabile durant
e la pratica del samadhi. Non tutti gli yogi praticano il khechari mudra fisico;
molte persone illuminate non fanno l'esperienza della pratica fisica. Tuttavia
alcuni guru lo insegnano perch aiuta a regolarizzare i prana interni e a migliora
re la concentrazione.
Si sa che alcuni santi si muovevano in spirito attraverso lo spazio e apparivano
in luoghi distanti da dove rimaneva il corpo fisico. Alcuni santi lo fanno cosc
ientemente e altri lo fanno senza esserne consapevoli; vale a dire, uno yogi pu '
sentirsi attirato' in un certo posto per assistere un discepolo o un devoto, e i
l devoto affermer d'aver visto realmente la forma del santo.
Paramahansaji si sintonizzava spesso con discepoli che si trovavano a molte migl
ia di distanza e vedeva interiormente la loro condizione, mentre questi percepiv
ano la sua presenza. Altre volte Paramahansaji sedeva in meditazione e lasciava
il suo corpo per andare in aiuto di un discepolo, di solito quando il discepolo
s'apprestava a lasciare il corpo. Allora egli introduceva il discepolo nel regno
astrale e l'aiutava a fare gli aggiustamenti necessari per il nuovo ambiente.
Una volta Paramahansaji chiese a un discepolo di iniziare due persone nel Kriya
Yoga per conto suo. Una distanza superiore alle mille miglia separava il guru da
l discepolo incaricato di condurre la cerimonia d'iniziazione. Quando fece la su
a richiesta, il Maestro gli disse: "Sar con te in spirito". Quando l'iniziazione
ebbe luogo, dopo le istruzioni preliminari, mentre l'iniziatore e i due nuovi in
iziati
stavano meditando, l'iniziatore percep un movimento sottile e apr gli occhi. Vide
la forma luminosa di Paramahansaji. I due nuovi iniziati non videro la forma, ma
percepirono una corrente d'energia muoversi attraverso i loro corpi e furono so
praffatti dalla devozione e dall'amore per Dio e i guru. Quando pi tardi il disce
polo fece ritorno a casa sua, ricevette una telefonata dal suo guru, che gli dis
se: "Te l'avevo detto che sarei stato con te!".
44. Con la perfetta contemplazione sulle modificazioni esterne della mente, si c
omprendono queste modificazioni e si ottiene la distruzione dell'ignoranza che v
ela la realt dell'anima.
Analizzando le abitudini e le tendenze pi evidenti della mente, uno pu regolarle e
trasformarle. In questo modo si pu modificare il karma e indebolire l'influenza
delle tendenze. Un maestro di yoga pu anche intercedere in favore di un discepolo
e aiutarlo a vincere le conseguenze delle abitudini karmiche distruttive. Pi uno
in sintonia con Dio e la linea di guru, pi riceve nella sua vita le influenze be
nefiche della grazia. Per questo motivo alcuni devoti dicono: "La grazia di Dio
e la grazia del guru sono le cose pi importanti per me. Con la loro grazia ho rea
lizzato il mio attuale livello di comprensione e di libert ".
Un maestro di yoga dir al suo discepolo: "Tu sei uguale a me, per devi realizzare
coscientemente che cos ". Il guru aiuta il discepolo istruendolo, dandogli il suo
incoraggiamento, e condividendo di fatto la sua coscienza, nella misura in cui i
l discepolo ricettivo.
45. Con la perfetta contemplazione sulla materia grossolana, le sue forme essenz
iali, la sua essenza sottile, le sue particelle, e il loro scopo, si ottiene il
dominio sulla materia e l'energia.
Analizzando la materia grossolana, la sfera relativa, si diventa consapevoli del
le forme. Allora uno analizza l'essenza interiore delle cose, per vedere quali c
omponenti costituiscono le forme; analizza
il mondo degli atomi, dei neutroni, dei protoni, degli elettroni, delle forze ma
gnetiche, e i guna. Quindi analizza gli scopi delle interazioni delle particelle
di materia. Alla fine comprende pienamente la natura del mondo materiale e pu us
are la sua conoscenza per fini costruttivi.
Nel nostro attuale Ciclo Elettrico ascendente l'uomo sta scoprendo, con l'aiuto
della ricerca scientifica, la natura interiore della materia. Ci che gli yogi han
no insegnato da tempo sulla conoscenza della materia pu essere applicato a coloro
che operano nel mondo della scienza e della tecnologia; soltanto a coloro che h
anno intenzioni pure e motivazioni altruistiche si possono affidare i segreti de
lla natura.
46. Con il dominio sugli elementi, si ottengono i poteri sovrannaturali, la perf
ezione del corpo e della mente, e la comprensione dell'indistruttibilit delle qua
lit di materia, energia ed elementi.
Le qualit di materia, energia ed elementi sono indistruttibili. Quando gli atomi,
gli elementi, le molecole e i loro composti si integrano, si ha la manifestazio
ne. Quando queste qualit non sono pi integrate, le forme si dissolvono. Tutte le q
ualit di base si fondono nel campo non-manifesto della coscienza, per essere poi
utilizzate di nuovo.
Con la piena realizzazione, la mente purificata da tutte le influenze distruttiv
e e uno perfettamente sano nella mente e nel corpo. Alcuni siddha sono in grado
di manifestare un corpo glorificato, un "corpo d'oro", come risultato della prat
ica yoga e delle loro realizzazioni supercoscienti.
47. La perfezione del corpo consiste nella bellezza, nella grazia, nella forma e
nella durezza adamantina.
Gli alchimisti cinesi parlano del corpo purificato come del "corpo di diamante",
per indicare la sua natura quasi indistruttibile. Quando la luce dell'anima spl
ende senza alcun limite uno possiede bellezza interiore, un buon aspetto indice
di salute, movimenti rilassati e
aggraziati, forza che emana da dentro, e resistenza alle malattie e agli element
i dell'ambiente esterno.
Degli esperimenti scientifici recenti hanno dimostrato ci che gli yogi hanno inse
gnato da secoli, e cio che la meditazione ha un effetto terapeutico sul corpo e l
a mente. La meditazione riduce lo stress, abbassa la pressione sanguigna troppo
alta, contribuisce a normalizzare gli schemi elettrici nel cervello, rilassa il
sistema nervoso e aiuta a ripristinare la salute e il funzionamento del corpo. Q
uando meditano regolarmente, le persone pensano in maniera pi chiara, si sentono
meglio e si comportano in modo pi appropriato.
I veggenti dell'antica India e dell'Asia compresero tra l'altro l'effetto delle
erbe sul corpo e i processi di ringiovanimento che comportano la disintossicazio
ne del corpo e lunghi periodi di riposo e meditazione. Gli yogi himalayani conos
cono un metodo, che chiamano kaya kalpa, per mezzo del quale possono mantenere i
l corpo in una condizione giovanile per decadi, e a volte per secoli. Si dice ch
e Mahavatar Babaji si sia sottoposto a questo processo molte volte. Durante ques
to procedimento, i capelli riacquistano il loro colore naturale, il corpo rinnov
ato, possono crescere nuovi denti e si dischiudono dei poteri incredibili. I mae
stri autorealizzati possono mantenere il corpo in perfetta salute per centinaia
di anni, se hanno un motivo per rimanere sul pianeta, per adempiere un destino p
ersonale. Quando lo yogi pienamente autorealizzato vive nel mondo come un dio, e
si manifestano diversi poteri sovrannaturali. Questi sono descritti nella lette
ratura yogica:
1. Anima - la capacit di diventare piccolo o di sentirsi minuto come una particel
la subatomica.
2 Mahima - la capacit di espandere la coscienza e diventare grande quanto l'unive
rso. Ô l'esperienza dell'onnipresenza.
3. Laghima - la capacit di rendere il corpo senza peso, e di levitare.
4 Garima - la capacit di rendere il corpo pesante.
5. Prapti - la capacita di ottenere o realizzare tutto ci che uno desidera.
G Vasitwa - la capacit di controllare gli elementi e l'ambiente.
7. Prakamya - la capacit di soddisfare i desideri usando una volont irresistibile.
8. Isitwa - la capacit di sperimentare la coscienza di Dio ed essere signore di t
utto ci che si percepisce, poter assistere il processo evolutivo e contribuire a
un proficuo cambiamento.
La funzione principale di una persona autorealizzata quella di essere una luce p
er il mondo, di influenzare quietamente la coscienza del pianeta, e d'incoraggia
re gli altri a svegliarsi spiritualmente. Anche con i siddhi, uno non pu interfer
ire drasticamente sull'evoluzione dell'umanit . Uno pu dare istruzioni, pu consiglia
re, e occasionalmente pu anche intercedere, ma se tutta l'umanit dev'essere illumi
nata bisogna che il processo dell'Autorealizzazione sia sperimentato da ogni per
sona.
48. Si ottiene il dominio dei sensi con la perfetta contemplazione sul loro pote
re di percezione, sulle caratteristiche inerenti, rimanenza e la finalit .
Studiando le caratteristiche degli organi dei sensi, e sapendo come funzionano,
si pu ottenere il dominio su impulsi e desideri. Sviluppando il carattere, la sti
ma di s e la volont di fare scelte corrette, possibile dominare gli impulsi dei se
nsi in misura considerevole. La meditazione profonda, e soprattutto l'esperienza
del silenzio dopo la pratica del kriya, il metodo pi efficace per ottenere il do
minio di s .
I sensi hanno le loro origini nel corpo causale. Gli organi esterni dei sensi ha
nno le loro controparti nel cervello e nella mente. La luce, ad esempio, viene r
icevuta dall'occhio e in qualche modo viene convertita in impulsi elettrici. Ci c
he viene ricevuto dai sensi viene convertito in impulsi elettrici e trasferito a
l cervello. L il messaggio interpretato, attraverso il potere degli organi di sen
so interni.
Durante i sogni si possono provare vivide percezioni, senza ricevere alcun input
dagli organi di senso esterni. Uno pu anche impegnarsi coscientemente a pensare
delle possibilit , a sviluppare l'immaginazione creativa e fare delle esperienze v
ivide, con altrettanta chiarezza e realt come se fossero attivi gli organi di sen
so esterni.
Ramana Maharishi assistette sua madre nel momento del suo trapasso cosciente, gu
idando la sua attenzione attraverso livelli di mente e coscienza, in modo da far
le sperimentare, sotto forma di
visioni, i frutti del karma che le era rimasto. Cos ella pot esaurire la forza del
suo karma e lasciare il corpo come un essere autorealizzato. Queste visioni cos
cienti sono cos reali per l'anima come le esperienze percepite dai sensi nel mond
o.
49. Comprendendo i sensi, si ottiene l'intuizione diretta dal livello della ment
e, si ha la facolt di percepire senza gli organi di senso esterni, e la totale ca
pacit di essere libero dalla natura.
Un'anima libera realizza: "Io non sono il corpo; io non sono la mente". Mentre o
pera tramite la mente e il corpo, l'anima libera pu usare la mente con intelligen
za e senza alcuna limitazione, perch tutte le distorsioni sono state eliminate da
lla mente. Chi possiede vera discriminazione pu collaborare creativamente con la
Mente Cosmica per esprimere se stesso in questo o in qualsiasi altro mondo.
50. Con la perfetta contemplazione sul processo della discriminazione, e sulla v
era natura di Dio oltre la forma, si ottiene l'onnipotenza e l'onniscienza
La nostra capacit di discriminare, di discernere, ci permette di conoscere la dif
ferenza tra giusto e sbagliato, vero e falso. Ci permette di conoscere la realt d
el Campo Trascendentale, la realt di Dio, e come Dio si manifesta e governa i mon
di. L'anima realizza la coscienza di Dio e, quindi, l'onnipotenza e l'onniscienz
a. L'anima non diventa Dio, ma si desta alla sua natura onnipresente.
51. Rinunciando all'identificazione con l'esperienza dell'onnipresenza e dell'on
nipotenza, uno trascende completamente i piani relativi e realizza la liberazion
e finale della coscienza.
Fino a quando vi l'esperienza di qualcosa o di qualche stato, c' ancora una lieve
consapevolezza del tipo "Io sto provando questo o quello". Abbandonando l'attac
camento alle percezioni superiori e ai siddhi, si fa l'esperienza del Puro Esser
e. Questa la liberazione
senza alcun segno dell'illusione della separazione.
52. Non vi dev'essere attaccamento alla realizzazione spirituale, perch questo po
trebbe condurre a ulteriore schiavit .
L'attaccamento o l'orgoglio per il proprio grado di realizzazione spirituale, o
per le facolt sovrannaturali, possono causare seri problemi. Noi riconosciamo nat
uralmente le nostre esperienze supercoscienti e siamo consapevoli delle capacit d
ella nostra anima. L'attaccamento ha come conseguenza il ristagno sul sentiero,
e pu portare perfino a cadere dal livello ottenuto. L'abuso dei siddhi causa diff
icolt e dolore per colui che ne abusa, e pure per coloro che ne sono coinvolti. L
a propria attitudine dev'essere: "Sono riconoscente per ci che ho sperimentato, e
non vedo l'ora di avere realizzazioni sempre nuove fin quando non sar ancorato a
lla realizzazione della Pura Coscienza".
Alcuni maestri manifestano apertamente i loro poteri perch loro destino farlo. Di
solito la loro missione quella d'ispirare fede negli altri e attirare l'attenzi
one della gente verso le possibilit divine. Molti maestri possiedono i siddhi, ma
li usano solo quando sono spinti a farlo dall'interno, e senza alcuna manifesta
zione spettacolare. Una volta Paramahansaji disse: "Avrei potuto usare i miei po
teri e attirare milioni di cercatori di curiosit , ma preferisco immensamente lavo
rare con coloro che sono sinceramente devoti a Dio".
53. Con la perfetta contemplazione sui momenti del tempo e sulla loro succession
e, si ottiene la vera conoscenza che nasce dal potere della discriminazione.
La pi piccola unit di tempo che non pu essere ulteriormente divisa quella che ci vu
ole per la pi sottile unit della materia, a livello subatomico, per spostarsi da u
n punto all'altro. Due momenti non possono coesistere. C' solo il momento present
e. I momenti precedenti sono il passato; i momenti a venire sono il futuro. La s
uccessione dei momenti costituisce il passaggio del tempo nel mondo relativo.
E possibile che uno se ne stia da parte e osservi il tempo passare. Allora uno v
ive nell'eternit , un luogo senza tempo in cui esiste soltanto la consapevolezza d
ell'essere. Chi vive nell'infinit senza tempo non rimpiange il passato n si preocc
upa del futuro. Egli fa semplicemente quello che fa, nel momento, mosso dalla di
rettiva interiore. Il suo 'senso del tempo' quindi sempre perfetto.
54. Con la perfetta contemplazione dei momenti e delle successioni di momenti, s
i ottiene la capacit di discriminare tra due cose o eventi simili, che altrimenti
non potrebbero essere misurati o riconosciuti da alcun segno esteriore.
Solamente le percezioni intuitive interiori possono rivelare la sottile successi
one dei momenti di tempo. E possibile avere una percezione interiore spazio-temp
orale che esiste al di sopra dello spazio e del tempo relativo. E possibile vede
re, con uno sguardo, l'esistenza della successione dei momenti di tempo, come pu
re osservare tutti i momenti di tempo che ci sono stati prima, e i momenti di te
mpo che devono ancora venire. In questo modo un siddha pu conoscere il passato, i
l presente e il possibile futuro, malgrado gli eventi futuri siano soggetti a ca
mbiamenti. Il passato passato; il futuro pu essere modificato.
I segni esteriori spesso appaiono stabili, oppure danno indicazioni di tendenze,
ma non sempre indicazioni di ci che sta avvenendo ai livelli pi profondi. Essendo
consapevole dei cambiamenti sottili, nelle cose o nel corso degli eventi, uno p
u conoscere con maggiore precisione il vero stato delle cose o delle circostanze.
Per esempio, potrebbe sembrare che le condizioni del mondo vadano verso un caos
futuro, ma una consapevolezza interiore delle influenze sottili al lavoro mostr
er che il caos solo una prova del cambiamento e che il futuro fondamentalmente bu
ono.
55. La conoscenza assoluta quella che comprende l'universo e tutto ci che si trov
a in esso.
E possibile fare l'esperienza dell'unit con il processo cosmico e sapere tutto di
esso. Questa la conoscenza totale dell'universo. Come si pu essere pienamente co
nsapevoli del corpo e delle sue attivit , allo stesso modo si pu essere totalmente
consapevoli del corpo cosmico e dei suoi processi.
56. Quando l'organo della discriminazione purificato e privo di caratteristiche
come l'anima, allora si ottiene la liberazione finale.
Quando la mente e l'organo della discriminazione sono purificati, la luce della
Pura Coscienza si riflette senza alcuna distorsione. Allora uno pienamente liber
ato, e non pi influenzato da alcun aspetto della natura, inclusi i guna. Lahiri M
ahasaya scrisse: "Dio si rivela in noi quando purifichiamo la nostra coscienza l
iberandola da tutti i concetti di dualit e dai pensieri limitati".
L'illuminazione finale e duratura si ha quando tutto il karma viene esaurito e s
i vive come un essere pienamente cosciente. L'influenza risanante della supercos
cienza purifica il campo mentale. Perci essenziale che ci si abbandoni ai process
i spontanei che avvengono durante la meditazione senza pensiero. Vi sono percezi
oni da provare in meditazione che si possono conoscere solo quando il devoto per
metter impavidamente che la sua attenzione sia attirata nei recessi della Coscien
za. Uno sentir d'essere parte di un immenso vuoto in cui esiste eternamente un'in
finita potenzialit . Questo il cuore, il centro della Coscienza. E Quello dal qual
e emanano tutte le cose e Quello in cui alla fine tutte le cose ritornano.

QUATTRO
Illuminazione e Liberazione Finale
Gli ultimi trentotto sutra analizzano il processo e l'esperienza della liberazio
ne della coscienza, lo scopo della pratica del Kriya Yoga.

1. I siddhi possono risultare dalla forza delle precedenti realizzazioni, dall'u


so intelligente dei prodotti chimici, dal potere del mantra, dalle austerit e dal
samadhi.
Una persona pu nascere con la consapevolezza dell'anima ed essere in grado di usa
re le facolt sviluppate in un'incarnazione precedente. Quando uno yogi avanza sul
sentiero dell'illuminazione, ma lascia il corpo prima di realizzare la piena il
luminazione, passa del tempo nei regni astrali finch l'influenza del karma non ne
causa la rinascita. Di solito, prima che diventi dominante la piena consapevole
zza dell'anima, passano alcuni anni che servono per la maturazione del nuovo cor
po. Quindi lo yogi prosegue sul sentiero dell'illuminazione e manifesta le facol
t in armonia con il suo livello di realizzazione. Spesso i cosiddetti bambini pro
digio in vari campi, come nelle arti, ecc., hanno portato nei nuovi corpi la for
za delle loro precedenti realizzazioni.
Causando dei cambiamenti favorevoli nella chimica del corpo, possibile affinarlo
affinch la consapevolezza dell'anima si esprima pi facilmente tramite esso. Quest
o pu essere fatto prestando
attenzione alla dieta, e praticando il pranayama e la meditazione supercosciente
. Per migliorare il funzionamento delle ghiandole endocrine e portare tutti i si
stemi del corpo in armonia si possono usare anche delle erbe. L'utilizzo delle e
rbe per questo scopo ben noto a coloro che praticano l'Ayurveda, la scienza dell
a vita.
I mantra si possono usare per purificare la mente e permettere l'esperienza supe
rcosciente. Inoltre i mantra si possono utilizzare per modificare l'influenza de
gli elementi nella natura, se si conoscono e si utilizzano le frequenze di suono
adeguate. Possono essere usati anche per attirare le influenze di forze proveni
enti dai reami sottili. Attraverso le austerit , o l'autodisciplina, si acquisisce
un forte potere di volont , che pu essere usato per controllare le forze naturali.
In conseguenza del suo dominio sulla mente e i sensi, lo yogi ottiene il domini
o sulle forze dell'ambiente. Tutto ci che un tale yogi desideri che accada, deve
accadere. Ricordate le parole di Ges , registrate nel Vangelo di San Matteo (17: 2
0): "Se avrete fede quanto un granello di senape, voi direte a questo monte: Spo
stati da qui in quel posto laggi ; ed esso si sposter , e niente vi sar impossibile".
L'esperienza del samadhi la via pi sicura per svelare le facolt dell'anima. L'espe
rienza regolare del samadhi d la certezza di operare stando in sintonia con Dio,
e cos i siddhi saranno usati correttamente.
2. La trasformazione di mente, sensi e corpo il risultato del flusso naturale de
lle forze creative.
Una sacra scrittura sanscrita ci dice:
"L'uomo diventa un adepto mediante la purificazione dei suoi tre corpi. La stess
a cosa si pu ottenere anche attraverso la grazia del guru. La purificazione avvie
ne tramite la natura, le austerit e i mantra. Mediante la natura vi la purificazi
one della materia densa, il corpo fisico. Mediante le austerit , la purificazione
della materia sottile, il corpo sottile. Tramite i mantra, la purificazione dell
a mente".
Conducendo una vita naturale e curando i bisogni del corpo,
si ottiene salute e buon funzionamento del corpo. Il corpo sottile viene purific
ato praticando le discipline necessarie, purificando la natura emozionale dai co
nflitti. I mantra purificano il campo mentale. L'assorbimento in OM, nel suono c
osmico, la pi potente tra tutte le pratiche di mantra.
Quando viene permesso alla shakti, la forza creativa all'interno del corpo, di f
luire senza impedimenti, essa ripulisce i vari sistemi del corpo, i canali sotti
li attraverso i quali scorre il prana, e l'intera distesa del campo mentale. La
shakti impartita dal guru risveglia le forze spirituali nel discepolo, dando ini
zio al processo di purificazione. Non bisogna mai sottovalutare la grazia del gu
ru. Nello Shiva Samhita, un testo classico dello Yoga, troviamo scritto:
"Soltanto la conoscenza impartita direttamente dalle labbra di un guru utile e p
otente; altrimenti diviene infruttuosa, debole e dolorosa. Chi devoto a una qual
siasi conoscenza, e compiace il suo guru con ogni premura, ottiene prontamente i
l frutto di quella conoscenza. Non vi il minimo dubbio che il guru padre, il gur
u madre, il guru lo stesso Dio, e come tale dev'essere servito da tutti con i pe
nsieri, le parole e le azioni. Con la benevolenza del guru si ottiene tutto il b
ene che uno possa desiderare. Perci il guru dev'essere servito ogni giorno; altri
menti non pu esserci nulla di favorevole".
Non solo il rispetto per il proprio guru indica l'abbandono totale ai suoi inseg
namenti e ai suoi principi, ma quest'amorevole sintonia permette, tra l'altro, c
he il discepolo riceva un flusso di coscienza dal guru, e da tutti quelli che l'
hanno preceduto nella linea di guru.
3. Il flusso naturale delle forze creative possibile solo quando vengono rimossi
gli ostacoli al suo fluire.
Le forze creative scorrono pi facilmente quando i conflitti emozionali sono risol
ti, le alterazioni mentali sono risanate, e il sistema nervoso rilassato. Anche
il pranayama purifica i canali sottili attraverso cui scorre il prana.
Agli iniziati al Kriya Yoga vengono insegnate le pratiche preliminari utili per
risvegliare la shakti e rimuovere gli ostacoli al suo fluire. Una di queste prat
iche il mahamudra, o il 'grande mudra'. Questa tecnica rende la spina dorsale fl
essibile, fa salire la shakti lungo il sentiero spinale e ravviva tutto il siste
ma. Il pranayama del Kriya Yoga un processo dinamico che ripulisce ulteriormente
il sistema pranico e nervoso, oltre a ridestare l'attivit della shakti nei chakr
a.
4. Le menti individuali possono essere prodotte con il potere della Coscienza Co
smica.
Se lo desiderano, le anime supremamente libere possono produrre altre individual
izzazioni della Mente Cosmica tramite cui operare. Da questo livello di consapev
olezza, come se si esprimesse Dio. Dio ha gi prodotto miriadi di individualizzazi
oni della Mente Cosmica, mediante l'unione dell'anima con la sostanza mentale.
5. La mente originaria il principio di tutte le altre espressioni e diversificaz
ioni della mente condizionata
Vi solo una Mente, la Mente di Dio. Tutte le apparenti individualizzazioni sono
soltanto parti specifiche dell'unica Mente. Le individualizzazioni della Mente C
osmica sono alquanto condizionate o modificate; ci comporta un certo grado d'indi
vidualit (dal punto di vista relativo). Ciascuna unit mentale individuale dotata d
i coscienza, discernimento, capacit di pensare, e il senso dell'ego o dell'esiste
nza separata. L'ego il problema principale per chi identificato con la mente con
dizionata.
6. Di tutte le classificazioni della condizione mentale, quella che deriva dal s
amadhi non lascia impressioni di tale influenza.
Tutte le esperienze sensoriali producono impressioni che rimangono nella mente.
Il samadhi non causa delle impressioni che in seguito devono essere spazzate via
. L'esperienza del samadhi indebolisce e annulla le impressioni karmiche. Le esp
erienze ipnotiche,
diversamente da quelle del samadhi, lasciano nella mente delle impressioni che i
n seguito devono essere spazzate via. L'esperienza del samadhi aumenta le influe
nze sattviche nella mente e mantiene in equilibrio quelle rajasiche e tamasiche.
7. Le impressioni mentali degli yogi dediti alla meditazione non producono effet
ti esteriori costruttivi o distruttivi. Le impressioni mentali degli altri sono
di tre tipi.
I veri yogi rinuncianti non accumulano alcun karma, perch hanno rinunciato ai fru
tti di tutte le azioni. Essi fanno quel che fanno e offrono tutte le loro azioni
a Dio; vivono in armonia con le leggi della natura e non creano nessun conflitt
o interiore o esteriore. Le persone comuni hanno a che fare con tre tipi di karm
a. Vi un karma costruttivo, che il risultato di un pensare e programmare positiv
o. Vi un karma distruttivo, risultato di un pensare e programmare negativo. Ô vi u
n karma che non n costruttivo n distruttivo, ma tuttora influente perch la persona
presa dagli eventi e non ancora del tutto purificata. In questo caso rimane del
karma residuo e si accumula un po' di karma leggero che non ha una forte influen
za.
8. Dal deposito delle impressioni subcoscienti, si manifestano soltanto le forze
e le tendenze conformi alle opportunit disponibili per tale espressione.
Il livello pi profondo della mente come un immenso serbatoio che contiene un gran
numero di impressioni, forze e tendenze che stanno aspettando l'opportunit di co
ncretizzarsi. E pi probabile che esse vengano alla superficie e si manifestino se
le circostanze ambientali sono ideali per tali manifestazioni ed espressioni. I
n un ambiente ordinato e armonioso, pi probabile che vengano alla superficie le f
orze costruttive. Mentre, al contrario, un ambiente materialistico stimoler spess
o le sensazioni e gli istinti pi bassi. Una persona potrebbe apparire molto santa
in un ambiente in cui vi poca o nessuna tentazione o prova, perch i desideri e l
e reazioni incompatibili con un ambiente tranquillo potrebbero
rimanere dormienti. Una volta data l'opportunit , data la tentazione o la prova, s
e ci sono degli impulsi latenti distruttivi o di autogratificazione, potrebbero
venire in superficie ed esprimersi. Una persona potrebbe essere morale ed onesta
finch non tentata ad essere altrimenti, ma se nel subconscio esistono le tendenz
e ad essere immorale o disonesta, vi possibilit che queste cose vengano espresse.
9. Siccome impressioni e memoria sono direttamente collegate, vi una relazione d
iretta tra le cause mentali e gli effetti esterni, anche se apparentemente separ
ati da nascita, spazio e tempo.
Secondo la legge delle corrispondenze mentali, ci che contenuto nella mente ha la
potenzialit d'essere realizzato nella propria vita Finch nella mente rimangono pr
obabili cause di effetti, la loro manifestazione esterna possibile. Non tutte le
cause interiori devono essere necessariamente espresse, perch attraverso l'autoa
nalisi e l'esercizio della volont si pu prevenire la loro attuazione. Inoltre l'es
perienza del samadhi indebolisce le impressioni mentali che potrebbero contribui
re a future esperienze indesiderabili. Un forte desiderio potrebbe prendere mesi
, anni o perfino incarnazioni per realizzarsi; per questo motivo non sempre dist
inguiamo immediatamente il rapporto tra gli avvenimenti presenti e le cause prec
edenti. Potremmo aver dimenticato desideri e azioni passati, che rimangono ancor
a nel livello subconscio della mente.
Quando il karma costruttivo si manifesta, spesso gli permettiamo di esprimersi,
deliziandoci perfino nella sua espressione. Quando si presenta del karma doloros
o, potremmo avere la sensazione di essere puniti, anche se la sua manifestazione
soltanto il legittimo operato della legge di causa ed effetto. Il saggio vede g
li avvenimenti karmici come semplici occasioni per liberarsi dal peso delle impr
essioni subcoscienti, non trovando grande gioia negli avvenimenti piacevoli e no
n sentendosi a disagio negli avvenimenti che lo mettono alla prova.
10. A causa dell'impulso alla vita e all'espressione, che innato nella coscienza
, non vi n inizio n fine al flusso delle cause e delle loro rispettive conseguenze
.
La natura della vita quella di scorrere ed esprimersi. La coscienza la realt che
sta alla base di ogni cosa. E la coscienza nell'uomo, la vita dell'anima, che d v
ita e potere al corpo e alla mente. La coscienza la realt che sta alla base di tu
tti i processi mentali. Le modificazioni mentali possono essere alterate, i punt
i di vista possono cambiare, ma la coscienza rimane l'essenza costante. Nelle sf
ere relative, la coscienza incline ad aprirsi, a esprimersi e a realizzare degli
scopi. Per questa ragione, fino a quando si collegati al mondo, non c' fine al c
iclo delle cause e degli effetti.
Quando si trascende la causalit , non si pi soggetti agli stati transitori, n al flu
sso e al riflusso degli eventi relativi. Uno yogi impara ad essere un testimone
e un attore disinteressato; in tal modo osserva la corrente della vita che avanz
a, ma non irretito nelle sue manifestazioni.
11. Tutte le tendenze e gli impulsi karmici sono possibili perch vi la causa, l'e
ffetto, la mente stessa, e il supporto degli oggetti di percezione. Quando quest
i non esistono pi per l'anima, le tendenze e gli impulsi karmici non esistono pi
Le tendenze mentali ed emotive e gli impulsi karmici possono esistere soltanto n
el regno della relativit . Quando l'anima ha trasceso l'identificazione con gli og
getti relativi e la stessa mente, non rimane null'altro che la consapevolezza de
ll'Essere Assoluto.
Lahiri Mahasaya scrisse: "L'Autoconoscenza Autoilluminazione. Ô Autorealizzazione.
L'Autorealizzazione la consapevole conoscenza dell'assoluta identit della nostra
anima con Dio. Ô la rivelazione del nostro Supremo S nella e attraverso l'illumina
zione della Pura Coscienza".
12. Passato, presente e futuro esistono nella loro vera natura. Le tendenze e le
impressioni nella mente cambiano quando si trasformano le forze che le dirigono
.
Le forze direttive della Coscienza producono la manifestazione del mondo e la co
mparsa di spazio e tempo. Passato, presente e futuro esistono solamente nelle sf
ere relative. Quando le pi sottili forze supercoscienti invadono il campo mentale
, le forze grossolane sono trasformate e queste alterano la natura e il caratter
e delle impressioni e delle tendenze. La luce scaccia le tenebre, e le tenebre n
on influenzano pi perch sono assenti.
13. Le tendenze e le cause degli effetti, siano manifeste o rimangano sotto form
a sottile, sono costituite dalle forze cosmiche sottili.
Le forze cosmiche sottili, i guna, sono inerenti agli impulsi karmici e alle imp
ressioni latenti. L'inerzia e la pesantezza si possono eliminare dalla mente e d
alla coscienza introducendo, durante la meditazione, l'azione costruttiva e la l
uce della supercoscienza. In tal modo possibile trasformare i contenuti della me
nte. Nel Vecchio Testamento (Isaia 26: 3) leggiamo: "Il suo animo saldo; tu gli
assicurerai la pace, perch in te ha fiducia". Questa la via che porta all'illumin
azione della mente: mantenere l'attenzione rivolta a Dio e al Campo Trascendenta
le.
14. L'unit in tutto l'universo dimostrata dall'unit del processo di trasformazione
.
La coscienza onnipervadente e gli influssi delle forze cosmiche, i guna, sono al
lo stesso modo onnipervadenti. Ci dimostra che l'unit presente ovunque. L'universo
la manifestazione del corpo di Dio, e tutti gli attributi, le caratteristiche e
le virt di Dio sono manifestate in tutto l'universo.
15. Anche se l'oggetto lo stesso, ci che viene percepito dipende dalla natura del
la mente in relazione all'oggetto.
Le cose in natura hanno le loro propriet e caratteristiche. Ma come si percepisco
no le cose dipende dalla condizione della mente che le esamina. Se non siamo pie
namente coscienti, tendiamo a fare errori di percezione; vale a dire, presumiamo
di vedere ci che ci sta davanti, ma in effetti non lo vediamo nella sua totalit .
Inoltre tendiamo ad avere delle idee preconcette; col risultato che proiettiamo
degli assunti su ci che analizziamo. Se non siamo liberi da idee preconcette, o d
a pregiudizi, siamo quasi certi di vedere il nostro mondo in maniera poco chiara
.
Le stesse circostanze si possono vedere facendo errori di percezione. Una person
a pu considerare un insieme di circostanze l'opportunit ideale per potersi esprime
re e crescere. Un altro potrebbe considerare le stesse circostanze assolutamente
prive di qualsiasi prospettiva. Uno potrebbe vedere la condizione del mondo e d
efinirla spaventosa. Un altro potrebbe guardare le stesse condizioni e vederci u
na grande potenzialit e la manifestazione del piano divino. Vedendo chiaramente,
con la perfetta contemplazione (samyama), si pu realizzare la verit di ci che si pe
rcepisce.
16. Non si pu dire che un oggetto dipenda dalla percezione di una sola mente. Inf
atti che cosa accadrebbe all'oggetto venendo a mancare quella mente?
La questione se il mondo esisterebbe se non vi fosse nessuno a percepirlo non ha
senso, perch il mondo coscienza ed esiste a causa dell'interazione delle forze c
osmiche. Il mondo esiste sia che gli individui lo percepiscano o no, e non cessa
di esistere quando non percepito.
17. Un oggetto conosciuto o sconosciuto a seconda che la mente della persona ne
sia influenzata o meno.
Se le radiazioni emanate dagli oggetti non urtano la mente, gli oggetti non veng
ono percepiti. Nel cosmo vi sono forze sottili che
non sono rilevate dai sensi, e non sono percepite o conosciute dalla mente se no
n vengono usati degli strumenti speciali. Non si pu conoscere ci di cui non si con
sapevoli.
18. Tutte le modificazioni mentali sono sempre conosciute dall'anima onnipresent
e, a causa delta sua natura immutabile.
Quando uno stabilito nella coscienza di Dio sa di essere immutabile, poich Dio im
mutabile. Chi onnipresente conosce l'esistenza di tutte le modificazioni mentali
presenti nell'universo. Essendo onnipresente, uno percepisce l'esistenza di tut
te le cose, le correnti della forza cosmica, i movimenti del vento e delle onde,
l'esistenza della pi piccola particella di luce.
19. Poich la mente un oggetto percepito (dall'anima), non pu essere autoluminosa e
autocosciente.
L'anima non la mente, ma osserva e usa la mente. Alla mente viene data soltanto
luce e influenza grazie all'esistenza della coscienza. Le persone non illuminate
presumono erroneamente di essere la mente, o suppongono falsamente che la mente
abbia un proprio potere. L'anima non la mente, e la mente non ha un potere indi
pendente.
20. Non pu esserci, nello stesso tempo, la piena identificazione con Dio e con la
mente.
Fin quando vi qualche identificazione con la mente e le sue modificazioni, non p
ossibile avere la piena consapevolezza del campo di Dio. Uno pu essere cosciente
di Dio ed essere consapevole delle modificazioni mentali, ma se ancora presente
l'identificazione con la mente, vi sar una perdita di autosufficienza e obiettivi
t . Nei pi alti stati di samadhi uno trascende l'identificazione con le modificazio
ni mentali e con tutte le manifestazioni relative. Ritornando all'identificazion
e con la mente e il corpo, ci si rapporta di nuovo alle modificazioni mentali e
alle attivit del corpo.
Molti santi in meditazione realizzano la trascendenza, durante la quale fanno so
ltanto l'esperienza del Puro Essere. Ritornando alla coscienza del corpo e della
mente, spesso appaiono molto comuni nel loro comportamento. Possono rapportarsi
adeguatamente agli altri; possono svolgere i loro doveri sociali; possono anche
venerare qualche forma o aspetto di Dio. Essi fanno queste cose con la consapev
olezza interiore di non essere n mente n corpo.
21. Se tutte le menti potessero percepire simultaneamente i contenuti di ogni al
tra mente, si avrebbe come conseguenza la confusione della memoria.
Fino a quando si usa il campo mentale, vi sar una certa misura del senso d'identi
t separata. Si pu riconoscere che tutte le menti sono parti dell'Unica Mente, tutt
avia ogni mente condizionata in maniera unica per favorire l'espressione e l'esp
erienza dell'anima.
22. L'anima onnipresente, onnisciente, onnipotente e immutabile, ma a causa dell
e riflessioni delle modificazioni mentali in s stessa, essa s'identifica con il p
roprio organo di percezione materiale.
Quell'aspetto della mente conosciuto come l'organo dell'intelletto, che rende po
ssibile il discernimento, il punto di collegamento tra la Pura Coscienza e le mo
dificazioni mentali. Ritirando l'attenzione dalla mente, risalendo fino alla sor
gente della vita dentro il corpo, il meditante s'eleva sopra le influenze degli
avvenimenti dei mondi relativi e realizza la libert . Gli yogi dicono di meditare
nella "grotta della saggezza", l'occhio spirituale. Tutte le anime illuminate in
segnano che la perfezione dentro. La scienza pi sacra quella che ci fa ritornare
alla sorgente dalla quale siamo venuti. Nel Nuovo Testamento (Apocalisse, 2: 5),
leggiamo: "Ricorda dunque da dove sei caduto, e ravvediti". Ravvedersi signific
a voltarsi indietro, cambiare strada, rinunciare alle vie stolte e ritornare all
e vie della giustizia.
23. La mente influenzata dalla Coscienza Suprema onnipresente.
L'Unica Mente gi onnipresente, perch la mente di Dio. La mente individuale non con
sapevole dell'onnipresenza finch non siano state rimosse o trascese tutte le limi
tazioni.
24. La mente, pur fornita di diverse e innumerevoli forze, esiste per amore dell
'anima.
Il campo mentale, con tutte le sue tendenze e influenze acquisite, esiste per il
godimento dell'anima. La Mente Cosmica esiste per il godimento di Dio, mentre l
a mente individualizzata esiste per il godimento di Dio come anima. Dio superior
e alla Mente Cosmica, e l'anima superiore alla mente che usa. L'influsso divino
pu modificare i disegni nel campo mentale.
25. Uno libero quando, attraverso la discriminazione, realizza la separazione co
mpleta dalla mente.
Durante il pi alto samadhi uno trascende la mente e le sue modificazioni. Mentre
opera attraverso il campo mentale, l'anima pu esercitare i suoi poteri di discern
imento per realizzare la differenza tra se stessa e la mente. Quando uno non pi i
nfluenzato dai contenuti della mente, ottiene la liberazione da tutte le modific
azioni e influenze mentali.
26. Dopo aver superato l'identificazione con il corpo, i sensi e la mente, l'ani
ma diventa calma e serena, e l'attenzione scorre verso la libert assoluta.
Con la pratica del Kriya Yoga si pu ritirare l'attenzione e il sentimento dal cor
po, dai sensi e dalle modificazioni mentali. Il risultato che uno ottiene sereni
t , calma e una concentrazione imperturbata. Questo il modo di amare Dio con tutto
il proprio cuore, con tutta la propria mente e con tutta la propria anima. Usan
do certe tecniche di meditazione del Kriya Yoga, le forze vitali sono spinte in
direzione dell'occhio spirituale e la consapevolezza
scorre insieme alle forze vitali, dando il successo nella meditazione. Chiunque
praticher le tecniche fedelmente e correttamente otterr senza dubbio la realizzazi
one spirituale.
27. Anche quand' rivolta alla contemplazione della Realt , vi sono intervalli in cu
i la mente ha un'invasione di pensieri a causa delle vecchie abitudini, tendenze
e impressioni che mantengono una certa forza influente.
Anche durante la meditazione d'abbandono, quando la concentrazione ferma, potreb
bero esserci delle occasioni in cui la concentrazione viene indebolita, perch il
campo mentale disturbato dal risveglio di impulsi quasi addormentati. La chiave
del successo sta nel continuare la meditazione, a suo tempo, le tendenze present
i nel campo mentale perderanno la loro forza. Si potrebbero perfino avere stati
di samadhi e scoprire che la percezione interiore influenzata dai processi menta
li; perci vi saranno visioni e una percezione poco chiara. Il meditante saggio a
fare tutto ci che pu per neutralizzare l'inquietudine, abbandonandosi nel contempo
ancora pi completamente a Dio. Alla fine l'attrazione magnetica della natura div
ina interiore attirer totalmente l'attenzione alla Sorgente, alla Coscienza di Di
o.
28. Bisogna rinunciare a credenze, fantasie e menzogne, poich sono ostacoli all'e
sperienza della Realt .
Vi sono molti meditanti avanzati che rimangono attaccati alle opinioni, a piacev
oli fantasie private e a percezioni poco chiare. Essi hanno raggiunto un certo l
ivello di realizzazione e sono arrivati alla conclusione che sono illuminati. Ra
mana Maharishi disse a un discepolo: "Qualunque cosa tu percepisca durante la me
ditazione, se soggetta al cambiamento non pu essere la Realt finale". Paramahansaj
i raccontava la storia di un uomo che era stato invitato a far visita a un re. S
i rec al palazzo un po' in anticipo e aspett fuori della porta centrale. Mentre as
pettava, fu affascinato dalla bellezza di parchi e giardini; prima d'allora non
aveva mai visto nulla del genere. Rimase cos incantato che si dimentic
dell'appuntamento con il re. Il Maestro diceva: "Se fosse andato all'appuntament
o con il re, e avesse fatto amicizia con lui, avrebbe potuto accedere ai giardin
i del palazzo ogni volta che voleva!". Vi era un'anziana discepola prossima al p
assaggio della morte, e il Maestro and a trovarla. Le chiese se avesse qualche de
siderio inappagato. Ella accenn che le sarebbe piaciuto sperimentare un certo tip
o di coscienza cosmica, perch un fratello discepolo l'aveva provato spesso. Il Ma
estro le chiar la mente e ricompose la sua anima, dicendole dolcemente: "Perch vuo
i passeggiare nei giardini, quando stai gi dentro il palazzo?". Ella comprese cos
a volesse dire e, poco dopo la partenza del Maestro, chiese che l'aiutassero a s
edere nel suo seggio di meditazione ed entr in mahasamadhi.
29. Avendo rinunciato a ogni desiderio egoistico, anche quello per la liberazion
e della coscienza, si fa esperienza del completo risveglio e della vera libert .
All'inizio il ricercatore che intraprende la via desidera conoscere ardentemente
Dio e si sforza di essere costante sul sentiero spirituale. In seguito, quando
il progresso diventa evidente, egli osserva le norme del giusto vivere e non med
ita per ottenere una qualche ricompensa, ma perch la maniera giusta di vivere la
vita. Il desiderio egoistico quel tipo di desiderio che non puro; quel tipo di a
ttitudine e sentimento che uno ha quando si aspetta un guadagno o un beneficio p
ersonale, solitamente alle proprie condizioni. Per questo il desiderio egoistico
incompatibile con la purezza e non pu contribuire all'illuminazione.
30. Con il sorgere della vera conoscenza, scompaiono tutti gli ostacoli e gli in
flussi limitativi.
Grazie alla perfetta illuminazione si viene a conoscere la verit sulla Coscienza
Suprema, Dio, l'anima e i mondi. Gradualmente tutte le impressioni karmiche si d
issolvono e si rimane ancorati all'Autorealizzazione. Questo lo stato di salvezz
a mentre si ancora incarnati; allora si liberi mentre si vive. Potrebbe esserci
del karma residuo da affrontare, potrebbero esservi ancora battaglie da fare,
ma l'anima autorealizzata libera dal dolore e dalla schiavit , anche se nel fratte
mpo continua a essere sottoposta alla pulizia interiore della mente e del corpo.
Lasciando il corpo, quest'anima non dovr ritornare contro la sua volont . Se un'an
ima liberata ritorna, ci dovuto alla volont di Dio e per compiere una missione spe
cifica.
31. Con il dissolversi di tutte le limitazioni mentali, la mente individuale vie
ne trasformata nella Mente Cosmica.
Poich la causa dell'apparente individualizzazione della mente il suo offuscamento
da parte delle modificazioni e delle impressioni, quando queste modificazioni e
impressioni si dissolvono la mente riflette di nuovo la Coscienza Cosmica.
32. Quando, col sorgere della conoscenza, le forze cosmiche (guna) hanno adempiu
to le loro funzioni, esse cessano di essere influenti.
Quando lo yogi pienamente liberato non solo dissolve il karma, ma s'innalza sopr
a le influenze delle forze della natura. Invece di essere controllato da tali fo
rze uno pu , se cos ha deciso, controllarle. Un essere pienamente liberato vede l'i
ntero processo cosmico come un gioco di luci e ombre, un miscuglio di particelle
di luce, influssi magnetici, avvenimenti elettrici e propriet degli elementi. Co
me nel corso di un sogno cosciente uno potrebbe influenzare il sogno con le sue
intenzioni, cos un'anima pienamente liberata, se guidata in tal senso, potrebbe i
nfluenzare e cambiare il mondo materiale, che essa percepisce soltanto come un s
ogno.
33. Non pi limitata dal tempo, non percependo pi i cambiamenti di momento in momen
to, l'anima realizza l'eternit e la vera conoscenza che al di l del tempo e del mu
tamento.
Questa l'esperienza della Realt Trascendentale Non-duale, che non pu essere compre
sa dalla mente, n pu essere spiegata veramente a chi non l'ha intravista; ma pu ess
ere soltanto sperimentata. Sri Ramakrishna disse ai suoi discepoli che il campo
della Realt Suprema si potrebbe paragonare a un giardino paradisiaco che si trova
dietro un alto muro che bisogna scavalcare. Alcuni salgono sul muro e, senza ma
i guardare indietro, saltano nel giardino e vi rimangono per sempre. Altri, i sa
lvatori dell'umanit , salgono sul muro e si godono un po' della bellezza del giard
ino, ma poi si volgono indietro e invitano gli altri a seguirli.
34. La libert assoluta (indipendenza) si ha quando le influenze dei guna si assop
iscono oppure quando, grazie all'Autorealizzazione, sono trascese tutte le forze
della natura.
Anche se le modificazioni mentali e le impressioni karmiche non influenzano pi l'
anima, se il gioco dei guna continua, potrebbero verificarsi cambiamenti inattes
i nello stato d'animo; come pure momenti di lucidit mentale, d'agitazione mentale
e di pigrizia mentale. Quando gli stessi guna sono trascesi, si rimane per semp
re luminosi, chiari e immutabili.
35. Questa la liberazione assoluta della coscienza.
Patanjali proclama lo scopo finale della pratica Yoga. Questo lo stato della rea
lizzazione suprema. Qui stato estinto perfino il senso dell'esistenza individual
e. Rimane soltanto il S .
Quando un'anima mantiene una certa individualit , pur realizzando la Perfetta Real
t , e torna nella sfera mentale, astrale o materiale per assisterla nell'evoluzion
e, viene considerata un avatar. L'avatar una piena manifestazione della luce e d
el potere del Divino.
36. La liberazione quell'esperienza in cui rimane soltanto la Pura Coscienza.
Oltre il campo di Dio, al di l di tutte le dualit e di tutte le forze della coscie
nza e della natura, vi il Campo del Non Manifesto.
37. Se uno liberato mentre ancora vive nel corpo, vede che l'universo esiste in
Dio e vede Dio nel, e come, l'universo.
Quando uno liberato, e non pi vincolato da tutte le influenze limitative e dalle
opinioni erronee, vede senza alcun errore di percezione. Vede dunque che l'Unica
Vita pervade tutte le forme, e che tutte le forme sono espressioni della Sostan
za di base. L'universo esiste nella coscienza di Dio, e le forze che emanano dal
la Divinit manifestano l'universo.
38. L'Essere Assoluto la natura della Realt Trascendentale. Unendosi alle forze d
ivine (guna), la Coscienza Suprema emana la natura.
Quando non si mescola con i guna, la Coscienza Suprema rimane pura e separata, c
ome Essere. Quando la Sua luce riflessa si unisce alle forze presenti nella Divi
nit , viene manifestata la natura. Grazie alla pratica fedele e corretta del Kriya
Yoga e della meditazione, lo yogi realizza perfettamente questa verit .

Kriya Yogaÿ:
le tecniche e la pratica
UNO
Iniziazione alla Vita Superiore
L'iniziazione un nuovo inizio. Ogni volta che proviamo un risveglio di coscienza
che produce una maggiore comprensione e un'accresciuta capacit di agire, abbiamo
fatto un'esperienza d'iniziazione. Nelle tradizioni illuminate l'iniziazione co
nsiderato il momento della rinascita. Nd Vangelo di San Giovanni (3: 3) leggiamo
: "In verit ti dico, se un uomo non rinasce dall'alto, non pu vedere il regno di D
io". Con queste parole Ges proclam quanto siano necessari per l'uomo l'evoluzione
e il risveglio spirituale.
Finch uno legato ai sensi non pu comprendere le essenze pi sottili che si trovano i
n natura, e neppure la realt del proprio essere. Con l'evoluzione interiore, con
il risveglio delle energie assopite e dell'intuizione, si comincia a percepire c
hiaramente, senza errore, cos' la vita, cos' la verit assoluta sulla vita. Quando u
n'anima matura per l'esperienza, questo risveglio pu avvenire naturalmente e spon
taneamente. Pu avvenire anche durante la cerimonia d'iniziazione, quando il guru
imparte la sua shakti e la sua coscienza.
La vera iniziazione un battesimo spirituale. L'uomo, nato dagli elementi materia
li, si evolve spiritualmente quando in lui dominano le forze divine. Il regno de
i cieli, la realizzazione del S , dentro ciascuno di noi, anche se non ce ne accor
giamo finch in qualche misura non sperimentiamo un risveglio spirituale. Ô davvero
un momento fortunato quando un devoto ricercatore spirituale entra a far parte c
ome discepolo della tradizione illuminata a lui destinata.
Ô allora che egli s'impegna totalmente a condurre una vita di disciplina volontari
a, per realizzare la liberazione della coscienza.
Che Cosa Bisogna Fare
Per Essere Iniziati?
Chi cerca l'iniziazione deve avere la volont di rinunciare per sempre a tutto ci c
he non conforme alla ricerca spirituale. Dev'essere disposto a rinunciare a pens
ieri, azioni, sentimenti e relazioni che hanno le loro radici nella natura condi
zionata, rafforzata dagli impulsi dell'ego. Deve ascoltare con riverenza le istr
uzioni del suo guru e seguire i suoi consigli. Chi legato ai sensi, chi agitato
o egocentrico, non ancora pronto per l'istruzione spirituale. Questa persona anc
ora notevolmente identificata con i tre chakra inferiori. Quando il chakra del c
uore dominante, si diventa devoti e costanti sul sentiero. A questo punto si pro
nti ad intraprendere il sentiero del discepolato.
Non dobbiamo essere frenetici nella nostra ricerca di un guru o dell'iniziazione
. Con la grazia di Dio, quando saremo pronti a vivere la relazione guru-discepol
o, questa sboccer naturalmente. Una volta un ricercatore and a trovare un santo e
gli chiese: "Vi prego, guidatemi da un perfetto maestro". Il santo sorrise e ris
pose con dolcezza: "Sei tu un perfetto discepolo?". Quando saremo pronti a ricev
ere l'insegnamento interiore, Dio far in modo che le circostanze siano disposte i
n maniera tale da renderlo possibile.
Una volta che abbiamo stabilito il rapporto a noi destinato, sta a noi mostrarci
degni della nostra alta vocazione. Non dobbiamo discutere con il guru, n cercare
in alcun modo di ricevere istruzioni alle nostre condizioni. Sri Yukteswar comm
ent una volta: "Alcuni discepoli stanno cercando un guru fatto a loro immagine!".
Nel Vangelo di San Marco (10: 17-22) descritto un incontro molto interessante t
ra Ges e un giovane ricco, che era andato da lui per essere istruito. Il giovane
chiese: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?". Ges ricord
al ricercatore i comandamenti da osservare, e questi rispose che li aveva gi osse
rvati
scrupolosamente. Il verso ventuno dice: "Allora Ges , fissatolo, lo am e gli disse:
"Una cosa sola ti manca; va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai u
n tesoro in cielo; poi vieni e seguimi")). Ci viene detto che il giovane "si rat
trist per quelle parole, e se ne and afflitto; poich aveva molti beni".
Il guru non ci chiede di diventare poveri o di esibire grandi prove di rinuncia,
un vero guru per sa come colpire direttamente al cuore delle necessit di un disce
polo e consigliarlo nella maniera pi appropriata. La morale della storia che il r
icercatore era pi attaccato ai suoi possessi che all'ideale di conoscere Dio. Mol
te persone ricche hanno successo nel sentiero spirituale. Non sono le nostre rel
azioni o i nostri possessi che impediscono il dischiudersi dell'anima, ma sono i
nostri attaccamenti alle relazioni e ai possessi. In questa linea di guru, tutt
i i maestri sono stati palesemente in grado di fare un uso responsabile delle co
se materiali. Mahavatar Babaji pu materializzare e smaterializzare le cose, e qui
ndi chiaramente un maestro dell'universo materiale. Lahiri Mahasaya occupava un
posto di responsabilit e lavorava per mantenere la sua famiglia e fare azioni car
itatevoli. Sri Yukteswar nacque in una famiglia abbastanza ricca e non fu costre
tto a lavorare sotto altri per guadagnare. Paramahansaji nacque in una famiglia
veramente benestante, anche secondo i criteri moderni. Alcuni dei miei fratelli
spirituali che hanno raggiunto i massimi livelli nella meditazione Kriya Yoga so
no molto ricchi. Il segreto consiste nel riuscire ad assumere un'attitudine di s
aggia amministrazione delle cose e del denaro.
Quando Babaji autorizz Lahiri Mahasaya a trasmettere gli insegnamenti sacri agli
altri, gli disse: "Prima di iniziare un uomo, chiedigli di offrirti sua moglie".
Quindi spieg che se un uomo offre al guru sua moglie, da quel momento in poi dev
e considerarla come sua compagna spirituale; e la tratter con il massimo rispetto
in tutte le circostanze. Se un discepolo offre al guru i suoi possessi, essi no
n appartengono pi a lui, ma a Dio. Il guru non ha bisogno dei beni del discepolo;
egli desidera soltanto che questi cambi la sua attitudine verso i possessi; egl
i vuole che comprenda che la realizzazione di Dio la prima cosa in ordine di pri
orit .
Nella tradizione Yoga, quando uno viene accettato per l'addestramento ed invitat
o a ricevere l'iniziazione, viene istruito in materia di filosofia, di comportam
ento e di metodi di meditazione. Il guru insegna il tipo di meditazione che riti
ene pi utile al nuovo discepolo. Potrebbe essere un semplice mantra, oppure un ma
ntra pi complesso, o delle tecniche che possano aiutarlo nella concentrazione e n
ella contemplazione. Qualunque cosa sia data dal guru data con la sua benedizion
e. La shakti del guru viene trasmessa al discepolo nel momento in cui viene data
l'iniziazione. Questo qualcosa che pochi capiscono; in effetti al momento dell'
iniziazione il guru spartisce la sua vita con il discepolo. Se il discepolo pron
to a ricevere, si sintonizza con la mente e la coscienza del guru e, tramite lui
, con l'intera linea di guru e con Dio.
Durante la semplice cerimonia dell'iniziazione, consuetudine che il nuovo discep
olo venga istruito a offrire e condividere degli oggetti rituali che hanno un si
gnificato simbolico. Nella cerimonia d'iniziazione al Kriya Yoga, si chiede di o
ffrire un frutto sull'altare per simboleggiare l'offerta dei frutti delle propri
e azioni a Dio. Si offre un fiore, per simboleggiare la propria devozione a Dio.
Si offre del denaro per simboleggiare l'offerta della ricchezza materiale a Dio
.
Pi di cento anni fa, quando Lahiri Mahasaya iniziava nuovi discepoli, chiedeva un
a piccola offerta in denaro. Queste offerte venivano poi mandate a Babaji - nell
'Himalaya - che le usava per scopi caritatevoli e per provvedere al benessere de
i ricercatori che avevano rinunciato a tutto.
Bisogna avvicinarsi al momento dell'iniziazione con la mente aperta e il cuore a
bbandonato. Non vi dev'essere inganno nella mente del ricercatore. Come potrebbe
fluire la grazia di Dio se il ricercatore non fosse completamente abbandonato e
totalmente rimesso a Lui? Quando Paramahansaji benediva un nuovo iniziato, dice
va: "Io ti do tutto. Tu devi essere aperto e pronto a ricerverlo". Poneva le sue
mani sulla testa dell'iniziato e divideva con lui la propria vitalit e realt . A v
olte chiedeva al discepolo di concentrarsi sull'occhio spirituale, e questi vede
va la luce interiore.
Dopo l'iniziazione, il discepolo deve prestare attenzione alle direttive e alle
regole spiegate dal suo guru, le quali si possono trovare anche nelle sacre scri
tture. Non si pu continuare a vivere
"la vecchia vita" e aspettarsi l'esperienza della trasformazione della coscienza
. L'iniziato che ha veramente compreso e sperimentato il processo dell'iniziazio
ne, continuer a vivere nel mondo per adempiere i suoi doveri e il suo destino, ma
non sar attaccato al mondo. L'iniziato ancorato in Dio e la sua coscienza si esp
ande sempre pi , fino a sperimentare la totalit dell'Essere.
La pratica regolare della meditazione, secondo le prescrizioni del proprio guru,
porter all'esperienza cosciente del silenzio profondo dell'anima. A suo tempo, l
a consapevolezza del silenzio profondo si espander per includere l'intero campo d
ell'Essere Silente, che l'immutabile realt interiore della Coscienza. La via che
conduce alla vita eterna aperta per il sincero iniziato pronto ad abbandonarsi c
ompletamente al processo di trasformazione.
Chi ha imparato a morire coscientemente all'esterno, non conoscer mai la morte co
me quelli che sono prigionieri della coscienza condizionata. Il kriya yogi reali
zzato trascende tutte le dualit e ottiene sicuramente la liberazione finale.

DUE
Tecniche e Metodi di Meditazione
Siccome nel Kriya Yoga vi sono diverse linee di guru, le tecniche e i metodi di
meditazione vengono insegnati a seconda di come un guru li ha ricevuti dal propr
io guru. Sono state fatte delle modifiche nelle procedure dell'iniziazione, ma l
e tecniche e i processi basilari sono sempre gli stessi.
Babaji ha molti discepoli, e tra questi molti guru che hanno a loro volta i prop
ri discepoli. Lahiri Mahasaya ebbe molti discepoli che autorizz a dare l'iniziazi
one. I discepoli di Si Yukteswar rappresentano un altro canale di trasmissione.
La mia linea di guru risale a Babaji attraverso Paramahansa Yogananda.
Quando Paramahansaji mi inizi , egli stabil che dapprima imparassi a meditare usand
o il mantra hong-sau. Poi mi fu insegnato a osservare la luce interiore nell'occ
hio spirituale e ad ascoltare il suono interiore. Dopo alcuni mesi il mio guru m
i inizi nella pratica del pranayama del Kriya Yoga. In quell'occasione mi fu inse
gnata una tecnica preliminare per il risveglio di kundalini, chiamata mahamudra;
e anche una tecnica che egli chiam jyoti mudra, un esercizio che si pratica per
vedere la luce interiore (jyoti). In seguito fui iniziato nella seconda fase, qu
ella di ascendere attraverso i chakra. A tempo debito mi furono insegnati altri
metodi pi avanzati. Tutte queste tecniche si possono apprendere come si deve solo
da un insegnante qualificato o, meglio ancora, dal proprio guru. Poich
le tecniche del Kriya Yoga si trasmettono da guru a discepolo, non posso spiegar
le completamente in questo testo. Se si mantiene la tradizione yogica dell'istru
zione orale, pi probabile mantenere anche la purezza della trasmissione. Comunque
, considerato che questo materiale sar usato da molti lettori che sono gi stati in
iziati, condivider con voi dei suggerimenti per trarre il massimo beneficio dall'
uso delle tecniche.

La Meditazione sul Mantra


Usare il mantra che viene dato nel corso dell'iniziazione un potente metodo di m
editazione. In effetti il mantra porta l'energia dell'iniziazione nei livelli pi
profondi della mente del meditante. Molti hanno conseguito la piena realizzazion
e praticando soltanto la meditazione sul mantra. Ô un errore pensare che l'immedia
to apprendimento di tecniche avanzate accelerer grandemente lo sviluppo. Le proce
dure avanzate sono soltanto per coloro che hanno preparato la mente e il sistema
nervoso con la pratica devota delle tecniche preliminari.
Con un mantra di due sillabe, come l'hong-sau, uno medita rivolgendo l'attenzion
e nell'occhio spirituale, ascoltando il mantra nella mente, udendo la prima sill
aba con l'inalazione naturale e la seconda sillaba con l'esalazione naturale. L'
ascolto del mantra cattura l'attenzione, e cos la concentrazione diventa facile.
Sedere per un certo periodo di tempo, ascoltando il mantra, permette al corpo di
rilassarsi, al sistema nervoso di scaricarsi della tensione, e al campo mentale
di diventare chiaro. Alla fine il mantra scompare e il meditante rimane nella c
onsapevolezza chiara e limpida dell'essere senza pensiero. Oppure pu darsi che il
mantra scompaia man mano che l'attenzione s'immerge pi profondamente nella conte
mplazione della luce e del suono interiore.
La Meditazione sulla Luce e il Suono Interiore
Con l'attenzione diretta sull'occhio spirituale, o sul chakra della testa, si ri
mane ad ascoltare dentro con un'attitudine di serena aspettativa. Infine si comi
nceranno a distinguere dei suoni sottili nella testa, nelle orecchie, o intorno
alla testa. Le prime percezioni sonore potrebbero essere quelle delle forze nerv
ose del corpo. In seguito il meditante potrebbe udire i suoni sottili che emanan
o dai chakra. Alla fine si sentir il suono dell'OM, che il suono puro della corre
nte dell'anima che scende attraverso il midollo allungato. Il meditante deve sap
ere che questo suono particolare di Om una manifestazione del suono proveniente
dall'Oceano Cosmico di OM. Abbandonandosi a questo suono, fondendosi e dissolven
dosi in esso, egli sperimenta l'unit con l'immensit dell'Energia Cosmica. Ci produc
e un certo tipo di coscienza cosmica. Oltre ancora vi il Campo Trascendentale. D
unque, se si vuole realizzare il puro samadhi, bisogna trascendere le luci che s
i percepiscono e i suoni che si ascoltano.
La percezione della luce interiore s'accompagna spesso alla percezione del suono
interiore. Rimanendo concentrato nell'occhio spirituale, quando il respiro dive
nta calmo e i pensieri si placano, si cominciano a vedere delle manifestazioni d
i luce. Nei primi stadi si possono percepire luci tremolanti, manifestazioni neb
ulose, brillanti forme geometriche, o un'immensa distesa di luce blu. Man mano c
he l'attenzione rimane concentrata e la respirazione rallenta, uno vedr la luce d
ell'occhio spirituale. Si pu vedere una sfera di luce blu, oppure una sfera dorat
a, con un centro blu e un bianco brillante in mezzo. L'oro la frequenza di OM; i
l blu la frequenza della Coscienza che comprende in s la manifestazione; il bianc
o la frequenza della Coscienza al di l della manifestazione. La luce blu della Co
scienza che comprende in s la manifestazione viene anche chiamata luce della Cosc
ienza di Krishna, o luce della Coscienza Cristica.
Mediante la contemplazione del suono e della luce uno pu ritornare alla Sorgente
di tutto ci che ; e realizzare la liberazione della coscienza. Il suono e la luce
interiore verranno percepiti e contemplati anche dopo la pratica delle tecniche
avanzate del Kriya Yoga. In alcune tradizioni d'illuminazione, la contemplazione
del suono e della luce interiore il solo processo di meditazione che s'insegna
nel corso dell'iniziazione.

Il Pranayama del Kriya Yoga


Tecnica e Pratica
Vi un'intima relazione tra il respiro, il movimento del prana e della forza nerv
osa, e l'attivit mentale. Per questo il pranayama del Kriya Yoga una tecnica molt
o utile ed efficace. La stessa tecnica nota anche col nome di kundalini pranayam
a e siddha pranayama.
Dopo essere stato istruito dal guru, il devoto impara a far circolare la forza n
ervosa attraverso il midollo spinale, partendo dall'estremit inferiore fino al ce
rvello, e poi di nuovo indietro fino al chakra di base. Questo avviene mentre si
pratica una certa tecnica di respirazione che permette di sentire un flusso di
corrente che scorre ins e poi ingi attraverso il canale centrale, all'interno del
midollo spinale. La pratica corretta di questa tecnica fa si che il midollo spin
ale e il cervello si magnetizzino, il corpo si rilassi e le modificazioni mental
i si assopiscano. Durante la pratica del kriya pranayama, quando il corpo rilass
ato, la forza vitale liberata dai muscoli e dagli organi interni scorre verso la
spina dorsale e il cervello, producendo un maggiore accumulo di forza Tutto que
sto porta a un graduale raffinamento del sistema nervoso e del cervello.
Si dice che la pratica regolare di questa tecnica produrr , a suo tempo, una compl
eta trasformazione del corpo e della natura interiore dell'uomo. Mediante questo
processo possibile aiutare le forze evolutive e creare pi rapidamente un corpo g
lorificato attraverso il quale possa esprimersi pi facilmente la luce dell'anima.
L'iniziato principiante istruito a praticare quattordici kriya pranayama, due vo
lte al giorno, durante le sedute programmate di meditazione. Questo per assicura
re che vengano fatte almeno dodici rivoluzioni complete della corrente attravers
o il midollo spinale e il cervello. La teoria che dodici di queste rivoluzioni d
ella corrente equivalgano a dodici anni di cambiamento che si ottengono con le n
ormali influenze della natura: l'aria fresca, la luce del sole e la naturale ten
denza evolutiva alla trasformazione.
Secondo i maestri dello Yoga, l'uomo ha dei cambiamenti interiori man mano che a
vanza nel tempo, in cicli di dodici anni. Con la pratica regolare e corretta del
kriya pranayama non solo uno
impara a sperimentare stati pi profondi di supercoscienza, ma aiuta la stessa nat
ura a produrre i cambiamenti auspicati nel corpo. Gli yogi avanzati praticano il
kriya pranayama parecchie centinaia di volte al giorno, allo scopo di accelerar
e i cambiamenti interni. Tuttavia quest'approccio intensivo non raccomandato all
a persona comune, che ha un corpo e un sistema nervoso non ancora sufficientemen
te sintonizzato e raffinato per sopportare un maggior afflusso d'energia. Inoltr
e alcuni meditanti praticano la tecnica nel corso di tre o quattro sedute separa
te di meditazione nell'arco delle ventiquattr'ore. In tutti i casi, prima di pre
ndere in considerazione un programma cos intenso, bisogna consultare il proprio g
uru.
Una volta che la shakti comincia a circolare, perch si ha successo nella pratica,
essa continuer a circolare secondo le direttive dell'intelligenza interiore. Il
risultato un grande senso di gioia, di tranquillit e d'armonia con la vita. Anche
una piccola pratica di questo pranayama produrr l'esperienza della calma e della
serenit , libera dal pensiero, che si deve provare durante la meditazione. E dura
nte questo periodo di calma si hanno dei benefici cambiamenti interiori e si in
grado di concentrarsi con maggiore efficacia.
Praticando questo pranayama, alcuni percepiranno un movimento dinamico nella spi
na dorsale e nel cervello, mentre altri difficilmente avvertiranno alcun movimen
to. Tuttavia se il processo praticato correttamente, i cambiamenti interiori avv
erranno ugualmente. Uno deve fare del proprio meglio, e quindi rinunciare ai fru
tti della meditazione. Non bisogna dare eccessiva importanza ai movimenti della
shakti. Ô meglio rimanere posati e calmi, e lasciare che le correnti si muovano ne
i canali pi profondi, piuttosto che farsi prendere dall'emotivit e dal desiderio d
i dimostrazioni fisiche.
La circolazione interna delle correnti sottili nel midollo spinale viene chiamat
a "respirazione yogica"; questa aiuta a mantenere la calma interiore e il sentim
ento e l'attitudine di essere centrati. In questi momenti pi facile essere emotiv
amente stabili e riservati, perch le tendenze verso l'esterno sono pressoch neutra
lizzate.
I metodi del Kriya Yoga sono scientifici, perch sono stati studiati approfonditam
ente per migliaia d'anni e i risultati sono stati accuratamente registrati. Se u
no praticher secondo le istruzioni, otterr sicuramente la realizzazione del suo de
stino spirituale. Se uno non
ottiene la liberazione nel corso della vita attuale, l'evoluzione spirituale con
tinuer nei reami sottili. Quando uno che pratica il Kriya Yoga rinasce in un nuov
o corpo, sar portato da giovane a continuare le sue pratiche spirituali.

Tecniche e Metodi Supplementari del Kriya Yoga


Quando si iniziati nella pratica del kriya pranayama, si viene istruiti anche ne
lla tecnica del mahamudra Si tratta di un processo particolare per mezzo del qua
le si possono risvegliare le forze addormentate nei chakra inferiori e far s che
esse scorrano verso l'alto. Il processo include il ritiro della corrente nella s
pina dorsale, una certa contrazione all'ins dello sfintere anale e dei muscoli ad
dominali inferiori, e un piegamento e stiramento in avanti. La maggioranza di qu
elli che praticano le asana dell'Hatha Yoga hanno gi familiarit con questo mudra.
Per loro basta solo aggiungere la tecnica del pranayama, per includerlo nella lo
ro pratica del Kriya Yoga.
Per le persone che non possono compiere lo stiramento e il piegamento richiesto
per il mahamudra, sufficiente sedere in una posizione di meditazione diritta, e
fare il pranayama e la contrazione all'ins delle parti inferiori. Ripeto ancora u
na volta che queste tecniche bisogna impararle direttamente dal guru.
Nel corso dell'iniziazione al Kriya Yoga viene insegnata anche un'altra tecnica
che aiuta a percepire la luce interiore. Paramahansaji si riferiva a questa tecn
ica chiamandola jyoti mudra; ma pi frequentemente essa viene chiamata yoni mudra
Il modo in cui Paramahansaji insegnava questa tecnica consiste nel ritirare la c
orrente lungo il sentiero spinale, usando il pranayama, e quindi trattenere il r
espiro tenendo la corrente concentrata nell'occhio spirituale. Le mani vengono a
ppoggiate sulla testa, cos che con le dita si possano chiudere le aperture delle
orecchie e si possano tenere gli occhi fermi. Concentrandosi nell'occhio spiritu
ale, e mantenendo il respiro immobile, uno impara a vedere l'occhio spirituale.
Ascendere il Sentiero dei Chakra
Una procedura di meditazione pi avanzata quella che consiste nell'ascendere i cha
kra a uno a uno, dal chakra di base fino a quello sulla testa. A volte vengono d
ati certi mantra, che devono essere usati in ciascun chakra. Altre volte viene p
rescritto il mantra OM, e s'insegna al discepolo come localizzare il chakra e "b
ussarvi" dolcemente con il mantra e con sottili movimenti del corpo. Man mano ch
e si ascende per i chakra, si possono distinguere suoni e luci che sono in relaz
ione alla frequenza del prana in ciascun centro. Il meditante ritira l'attenzion
e e il sentimento dalle estremit inferiori, verso l'alto, finch non fa l'esperienz
a della Pura Coscienza sulla sommit della testa. Si tratta di una potente tecnica
di meditazione. Inoltre la stessa tecnica che viene usata dagli yogi quando dec
idono di compiere l'uscita finale dal corpo.
Tecniche Kriya Superiori
Quando il discepolo sar pronto per delle pratiche pi avanzate, il guru lo istruir i
n procedimenti mediante i quali il cervello verr magnetizzato dal kriya pranayama
, dall'uso di mantra, e da certi movimenti della testa. In tal modo la corrente
costretta a ruotare intorno al chakra del cuore, al chakra della gola e all'occh
io spirituale, prima d'essere attirata nel chakra della testa.
Vi sono altre tecniche kriya superiori che il guru potr insegnare secondo il biso
gno, e che potranno essere rivelate al meditante perfino internamente. Ad alcuni
discepoli intimi Paramahansaji insegn la tecnica del khechari mudra, che consist
e tra l'altro nel volgere la punta della lingua dietro il palato e tenerla all'i
nterno della cavit naso-faringea mentre si praticano le tecniche kriya. Si dice c
he questo processo sia utile per interiorizzare l'attenzione e per mantenere il
prana nei centri del cervello durante gli stati profondi di supercoscienza.
Programma di Meditazione
Lo studente neofita viene incoraggiato a praticare per brevi periodi in maniera
regolare, da quindici a venticinque minuti, due volte al giorno. Ci servir a stabi
lire l'abitudine della meditazione e far in modo che il meditante sperimenti il r
ilassamento profondo e la calma interiore. In genere in questo stadio della prat
ica viene usato il mantra.
In seguito la pratica del mantra potr essere seguita da un periodo di contemplazi
one della luce e del suono interiore. Queste due procedure da sole possono perme
ttere al meditante di sperimentare stati profondi di supercoscienza.
Quando uno viene iniziato nel kriya pranayama, praticher questa tecnica, come pur
e la contemplazione della luce e del suono interiore. Chi fa delle sedute di med
itazione prolungate pu usare anche il mantra per mantenere la concentrazione. Pi i
n l nel corso della seduta, si pu anche praticare la tecnica per ascendere i chakr
a. In ogni caso, sar il guru a indicare qual la procedura che meglio si adatta al
discepolo. Quando il discepolo sar pi avanzato, user le tecniche di meditazione se
condo le direttive interiori e per venire incontro al bisogno del momento.
Ecco un'utile programma di meditazione: la mattina, dopo il bagno, fate alcuni e
sercizi leggeri o delle asana. Respirate profondamente alcune volte, per pulire
i polmoni e ricaricare di ossigeno il sistema. Sedete in una posizione di medita
zione rilassata e apritevi alla consapevolezza della presenza di Dio. Pregate ri
conoscenti i maestri e i guru della vostra tradizione. Cominciate a meditare, se
guendo il programma che avete scelto. Dopo avere praticato tutte le tecniche, ri
manete per un certo tempo nella calma del silenzio. Lahiri Mahasaya si riferiva
a questo stadio chiamandolo la "tranquillit che viene dopo la pratica" del kriya.
Lasciate che l'attenzione e il sentimento scendano nel corpo. Sentite che le fo
rze supercoscienti stanno entrando nella mente, nel cervello, nel sistema nervos
o e in tutto il corpo. Sentite che queste forze stanno pulendo e purificando sia
il sistema fisico che quello sottile. Sentitevi rinnovato e pieno di vita. Pens
ate agli altri, e a tutta l'umanit , e amate e benedite il mondo intero. Siate ric
onoscente, siate felice, gioite internamente della vostra buona sorte. Quindi al
zatevi e andate a compiere i vostri doveri quotidiani, mantenendo la consapevole
zza della presenza di Dio.

TRE
Indicazioni per gli Iniziati
al Kriya Yoga
Il sentiero del Kriya Yoga riservato a quei devoti totalmente dediti all'ideale
dell'Autorealizzazione. Ed auspicabile che con la stessa dedizione uno debba seg
uire le istruzioni che possano aiutarlo a conseguire un rapido sviluppo e realiz
zare il proprio destino.
Poich l'iniziato uno che stato invitato a esplorare la natura interiore della vit
a, il discepolo deve capire chiaramente la necessit di una certa segretezza rigua
rdo le sue pratiche personali. Nessuno pu intraprendere gli studi esoterici finch
non pronto, fin quando non si preparato. Chi ha un'attitudine superficiale o chi
prende le sue responsabilit con leggerezza non avr successo sul sentiero spiritua
le. Ci che viene condiviso pubblicamente dal guru pu , naturalmente, essere condivi
so con gli altri, se questi sono aperti all'insegnamento. Ci che il guru ha dato
in privato, deve rimanere una cosa privata, perch le istruzioni che il guru d al d
iscepolo sono soltanto per il suo uso personale. Discutere di argomenti personal
i, soprattutto di natura spirituale, con quelli che non possono comprenderli vuo
l dire incoraggiare una conversazione inutile; che tra l'altro indebolisce la pr
opria determinazione, perch l'energia viene fatta defluire dal sistema.
Un discepolo non pu insegnare ad altri con successo finch lui stesso non si sia st
abilito sufficientemente nella realizzazione interiore. Nella tradizione Yoga mo
lto importante che gli insegnamenti siano trasmessi nella loro purezza, e con il
potere che proviene da Dio attraverso la linea di guru. Altrimenti ci che uno in
segna sar privo di significato, e non servir come dovrebbe lo studente che riceve
l'insegnamento.
La Devozione a Dio e ai Guru Essenziale
L'amore per Dio e la linea di guru apre la coscienza del discepolo all'afflusso
della grazia. Quando vi amore e devozione, vi sar dedizione e sincera partecipazi
one nelle procedure del Kriya Yoga. Quando siamo devoti a Dio e ai guru, diventi
amo pi coscienti di Lui. Noi diventiamo sempre ci che contempliamo; perci quando pe
nsiamo a Dio e amiamo Lui e i Suoi rappresentanti, proviamo un risveglio dell'an
ima, e tutte le virt sbocciano e si manifestano in noi. Dove vi amore e devozione
, vi rispetto. Dove vi rispetto, vi sar ubbidienza. Ges disse (Giovanni 8: 31): "S
e rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli". Questa la chi
ave che apre al discepolo la porta del successo.
Una volta Paramahansaji mi disse: "Quando sei inquieto e non sei in sintonia con
me, nella tua radio mentale si creano dei disturbi elettrostatici che interferi
scono con i miei sforzi di aiutarti" Con queste parole egli stava spiegando un p
unto che poco compreso dati ricercatori sul sentiero. Alcune persone non compren
dono l'utilit di un'intima relazione amorevole tra guru e discepolo. Esse potrebb
ero pensare che un discepolo pieno di devozione dipende troppo dal guru, oppure
permette che il guru si frapponga tra lui e Dio. Nella vera relazione guru-disce
polo, il guru accetter l'amore e la devozione del discepolo per poi rivolgerli a
Dio. Inoltre egli dester e istruir gradualmente il discepolo affinch questi non sia
pi dipendente dalla forma fisica del guru.
Dio pu essere adorato in qualsiasi forma, come pure nel Suo aspetto senza forma.
Quando non si in grado di comprendere chiaramente l'aspetto senza forma della Co
scienza, si pu usare qualsiasi forma come punto di contatto, come centro e oggett
o di devozione. Dio la sola Realt ; le stesse forme di Dio che gli uomini adorano
sono espressioni di Dio. A tempo debito, uno
trascender la forma che adora e realizzer la Pura Coscienza. Un santo spieg : "Quand
o trascendo la mente realizzo l'Assoluto; quando torno a identificarmi con la me
nte e i sensi, adoro Dio nella forma. Io non vedo contraddizione in questo".
Non bisognerebbe mostrare pubblicamente la propria devozione a Dio. Sarebbe megl
io che la devozione rimanesse un processo interiore. Molti pensano che sia utile
avere in casa, o dovunque sia conveniente, un luogo appartato dove sedere per l
o studio sacro e la meditazione. Vi si possono tenere le foto dei guru e dei san
ti; e anche gli oggetti per il proprio rituale personale, come candele, fiori, i
ncenso, rosari per la preghiera, e la coperta sulla quale meditare. Sar un luogo
speciale in cui ritirarsi per comunicare con Dio. Le memorie delle realizzazioni
avute in precedenza in quel posto rafforzeranno la determinazione del meditante
d'immergersi ancora pi profondamente nell'oceano della supercoscienza.
La cosa importante praticare la presenza di Dio, sempre, e rimanere in sintonia
con la linea dei guru. Gradualmente l'ego verr dissolto e si avranno spontaneamen
te delle realizzazioni superiori. Imparate a vedere Dio che si manifesta in ogni
parte della natura e in ogni attivit e relazione. Ricordate che le cose che si p
ercepiscono con i sensi sono soltanto coscienza limitata in una forma.
Guardate il Mondo come un Gioco della Coscienza
Il mondo solo Coscienza che ci appare come tale. Quando in virt della pratica reg
olare della meditazione si risveglia l'intuizione, uno pu andare in giro per il m
ondo e guardare senza commettere errori di percezione. Quando meditiamo ritiriam
o l'attenzione dal regno esterno, per fare l'esperienza della Pura Coscienza. Do
po la meditazione possiamo esercitarci a vedere il mondo come coscienza, modific
ata dai guna. In questo modo possiamo vincere il mondo. In questo modo possibile
essere liberi mentre si ancora incarnati, proprio come lo sono i maestri di Yog
a. Imparate a vedere il bene che vi sta davanti.
Nella Lettera di San Paolo ai Filippesi (4: 8) leggiamo: "In conclusione, fratel
li, tutto quello che vero, nobile, giusto, puro,
amabile, onorato, quello che virt e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vos
tri pensieri
Inoltre sar utile che il ricercatore legga i testi sacri e abbia una certa conosc
enza basilare di fisica e altre scienze. In tal modo sar bene informato sulle ope
razioni e le leggi della natura. Non bisogna aspettarsi che tutto ci sia rivelat
o da dentro; saggi, scienziati e ricercatori di tanti tipi hanno gi fatto importa
nti scoperte che l'aspirante spirituale pu utilizzare a proprio vantaggio. Usate
le intuizioni e le scoperte degli altri perch vi aiutino a svegliarvi e farvi met
tere all'opera pi rapidamente.
L'iniziato dev'essere responsabile della sua attitudine mentale, dei suoi pensie
ri, dei suoi sentimenti e del suo comportamento. Egli deve avere la volont di cre
scere e maturare, se desidera prendere il posto che gli spetta nel piano di Dio.
Non vi pu essere un programma di disciplina pi importante che studiare e mettere i
n pratica i principi esposti negli Yoga Sutra di Patanjali. Bisogna prestare una
speciale attenzione alle proibizioni e alle osservanze (yama e niyama) sottolin
eate nella seconda parte di quest'opera (kriya Yoga, Via di Disciplina e Purific
azione). Una volta che uno ha messo in pratica queste istruzioni, la purezza int
eriore e la salute mentale sono assicurate. Ricordate che l'attenzione rivolta a
lle discipline esterne non pu portare all'illuminazione tuttavia quest'attenzione
pu spianare la strada all'esperienza dell'illuminazione. Quando uno pienamente i
lluminato, il suo comportamento diventa naturale e spontaneo.
Fare il proprio Dovere ed Essere Responsabile
Una cosa essenziale che il discepolo stabilisca delle priorit , affinch possa regol
are la sua vita e fare saggio uso delle sue forze e capacit . Quanto tempo ed ener
gia dobbiamo dedicare al mantenimento del corpo e del nostro ambiente personale?
Quanto tempo ed energia dobbiamo dedicare alle relazioni familiari e agli impeg
ni sociali? Quanto tempo ed energia dobbiamo dedicare ad aiutare gli altri? Quan
to tempo ed energia dobbiamo dedicare ai nostri studi e alle nostre pratiche spi
rituali? Analizzando attentamente
tutte queste cose uno sar pi capace di fare ordine nella propria vita ed essere pi
enamente responsabile, mentre progredisce con costanza sul sentiero spirituale.
Per molti ricercatori, le relazioni familiari e i doveri sociali costituiscono u
na parte necessaria del processo globale della vita. Se si comprendono chiaramen
te, queste relazioni e questi doveri non sono un ostacolo alla pratica del Kriya
Yoga e all'Autorealizzazione. Ô naturale che uomini e donne interagiscano; natura
le sposarsi; naturale avere bambini; naturale lavorare per provvedere ai propri
bisogni e al proprio benessere, ed naturale partecipare al miglioramento della v
ita sociale. Solamente conducendo una vita naturale, una vita responsabile, poss
ibile trovare le soluzioni ai problemi personali, esaurire il karma e mettere in
pratica le nostre capacit spirituali.
L'ideale, in ogni relazione, vedere la natura divina che la realt interiore di og
ni persona. Quando serviamo la realt interiore degli altri, quando ci rapportiamo
ad essa, siamo certi di stare facendo sempre la cosa giusta e appropriata. Mogl
i e mariti si devono amare e servire reciprocamente. I bambini devono essere edu
cati affinch prendano il loro posto nel mondo e adempiano correttamente le loro r
esponsabilit . L'educazione dei bambini dovrebbe comprendere lo studio delle sacre
scritture e la meditazione, e porre enfasi sul servizio agli altri e al mondo.
Chi si dedicato al sentiero spirituale s'accorge sempre pi che la sua una vita di
servizio. Consapevole della sua unione con Dio, sapendo che Dio la sola realt , s
apendo che non ha bisogno di nulla per se stesso (perch gi possiede tutto), un dev
oto abbandonato a Dio un canale aperto attraverso cui la grazia fluisce nella co
scienza del pianeta.
Un consiglio generale per vivere bene quello di condurre un'esistenza elevata, u
n'esistenza samica. Questo significa che uno deve coltivare coscientemente pensi
eri e sentimenti armoniosi e costruttivi; che deve coltivare l'amicizia e la com
pagnia di persone spiritualmente sveglie e positive. Significa che il proprio am
biente circostante deve riflettere ordine, armonia e pulizia; che bisogna parlar
e con gentilezza agli altri e degli altri, ed evitare le critiche. Significa che
il cibo dev'essere scelto per la sua purezza e il suo valore nutritivo. Signifi
ca che la propria vocazione dev'essere degna
di s e che il lavoro dev'essere costruttivo. L'ideale pensare in termini di soddi
sfare i bisogni reali allo scopo di aiutare il processo evolutivo. L'evoluzione
spinge il mondo in direzione del risveglio, della crescita e della maturit . Dunqu
e, tutto ci che fa chi cammina sul sentiero spirituale deve tendere verso quella
direzione. In tal modo egli pu esser certo di stare facendo la volont di Dio.
Ogni persona nata nel mondo ha certi doveri che non possono essere trascurati. A
bbiamo il dovere di mantenere il corpo e l'ambiente. Abbiamo il dovere di assist
ere quelli che ci sono stati affidati, per i quali siamo responsabili. Abbiamo i
l dovere di aiutare tutta l'umanit e il pianeta stesso. Abbiamo dei doveri verso
i genitori, gli insegnanti e tutti coloro che hanno reso possibile la nostra att
uale conoscenza e le nostre attuali opportunit . Abbiamo il dovere di ricavare il
massimo dal momento presente, e seguire i principi etici e morali. Abbiamo il do
vere di diventare autorealizzati. Nessuna persona che ha a che fare con i reami
materiali (tutti i reami da questa parte del Campo Trascendentale) pu evitare i p
ropri doveri. Quando Ci occupiamo dei nostri doveri con la giusta attitudine, il
nostro coinvolgimento diventa pratica spirituale.
Ogni giorno noi dobbiamo meditare e vivere nella supercoscienza. Ogni giorno dob
biamo stare attenti a tutto ci che ci aiuter a vivere in armonia con la corrente e
volutiva, la via della giustizia. Dobbiamo rimanere sempre in sintonia con Dio,
i guru e i santi; e dopo aver fatto tutto, dobbiamo abbandonarci completamente a
lla grazia di Dio. La stessa liberazione finale della coscienza non dovuta allo
sforzo personale: la grazia che spazza via le ombre dalla mente e concede la lib
ert .
Possano la Grazia di Dio e le Benedizioni dei Santi
continuare a svegliarci, sostenerci, guidarci e nutrirci
mentre percorriamo risoluti il Sentiero della Luce.
Possiamo rimanere Fedeli e Devoti alla Verit
mentre ci adoperiamo per la nostra
Salvezza Personale e condividiamo
l'Amore di Dio con l'Umanit
e il nostro mondo che
si sta risvegliando.

OM PACE AMEN

Glossario
I termini e le parole sanscrite che seguono sono comunemente usati nei testi yog
ici e filosofici indiani. Una migliore comprensione del loro significato ci aiut
er a trarre maggiore ispirazione dalle sacre scritture dell'India. Altri nomi e t
ermini sanscriti non compresi in questo glossario si trovano gi spiegati, ove ric
orrono, nel libro.

advaita - Non-dualit ; l'insegnamento che tutto una manifestazione della Coscienza


.
Ahamkara - L'ego, o il senso di essere una personalit separata da Dio.
ajna - Il centro dell'occhio spirituale, situato nello spazio tra le sopraccigli
a. Ô conosciuto come il centro della volont e del comando ed intimamente collegato
al midollo allungato.
akasa - Spesso pronunciato 'akasha'. Il primo dei cinque elementi materiali, che
costituiscono il centro della nature manifestata. Viene tradotto come 'etere'
o sostanza sottile.
Gli altri quattro elementi che costituiscono il regno materiale sono aria, fuco,
acqua e terra (solidi).
ananda - Beatitudine. Questo termine viene spesso usato per comporre nomi monast
ici. Per esempio, Yogananda: "beatitudine attraverso lo yoga o l'unione divina".
asana - Posizione. Le yogasana sono le varie posizioni praticate nel sistema del
l'Hata Yoga. Le posizioni a sedere si usano per la meditazione.
ashram - Un eremitaggio isolato adatto alla pratica delle discipline yogiche e a
ll'addestramento spirituale.
Atman - Una particella individualizzata della Coscienza Suprema; l'anima.
Avadhuta - Persona completamente autorealizzata che agisce attraverso la mente e
il corpo, ma la cui coscienza si estende ad abbracciare l'infinito.
avatar - La discesa della divinit nella forma umana; un'incarnazione di Dio; un s
alvatore o redentore del mondo.
avidya - Significa "non conoscenza". Mancanza di comprensione della natura della
Coscienza e delle sue manifestazioni.
ayurveda - Scienza della vita; l'antica scienza vedica della medicina e dei meto
di di guarigione.
bhagavan - Signore; letteralmente, chi dotato dei sei attributi: infinito potere
spirituale, giustizia, gloria, splendore, conoscenza e rinuncia.
Bhagavad Gita - "Il glorioso canto celeste del Signore". Un testo sacro fondamen
tale che descrive l'insegnamento di Sri Krishna al suo discepolo Arjuna. Sri Kri
shna rappresenta la Coscienza Suprema e Arjuna rappresenta l'anima che cerca.
bhakti - Intenso amore devozionale per Dio.
Brahma - L'aspetto primevo di Dio che si espande e si proietta all'esterno nella
manifestazione del mondo.
brahmachari - Persona autodisciplinata che si dedica alle pratiche spirituali so
tto la guida di un guru.
brahmacharya - La disciplina spirituale che permette di controllare e regolare l
e energie e le forze vitali.
Brahmaloka - La dimora di Dio, che corrisponde al piano o reame supremo che sta
da questa parte del Campo Trascendentale.
Brahman - La Realt Suprema; l'Assoluto, senza attributi o caratteristiche.
Brahma Sutra - Noto anche come vedanta sutra. Un trattato di filosofia attribuit
o a Shankara; un testo sacro importante per chi segue il sentiero della conoscen
za.
Brahmavidya - La conoscenza della Coscienza Suprema.
buddhi - La facolt della discriminazione, del discernimento e della determinazion
e; l'intelletto.
cakra - Un centro di smistamento d'energia attraverso cui passa il prana. I sett
e chakra principali sono localizzati nel cervello e nella spina dorsale. La paro
la significa "ruota".
Chit - La Coscienza Suprema nel Suo aspetto di potere dinamico creativo.
chitta - Quell'aspetto della sostanza mentale che comprende pure la memoria e il
sentimento; nell'essere umano esiste insieme al principio pensante, all'intelle
tto e al senso dell'ego.
Deva - Un "essere luminoso" o dio. D i e dee (devi) dimorano nei regni celesti sot
tili.
dharma - La forza della natura che sostiene e mantiene il processo evolutivo. Il
termine si riferisce anche all'ordine evolutivo, ovvero alla via della giustizi
a.
dharana - Il sesto stadio dello Yoga, ovvero la perfetta concentrazione sull'ide
ale della meditazione. dhyana - La vera meditazione, che deriva dalla ferma conc
entrazione.
diksha - Iniziazione yogica, durante la quale si viene istruiti sulle procedure
di meditazione, e il guru trasmette la sua energia spirituale al discepolo.
guna - Una delle tre forze o attributi elettrici della natura. I guna sono prese
nti nel campo di Dio e in tutto l'universo.
guru - La luce che disperde le tenebre. Il guru considerato una manifestazione d
i Dio in forma umana, per guidare il discepolo sul sentiero della liberazione sp
irituale.
gurukripa - La grazia di Dio che passando attraverso il guru arriva al discepolo
.
guruseva - Il servizio al guru considerato servizio a Dio. Sintonizzandosi con l
a mente e la coscienza del guru, il discepolo si pone in sintonia con la coscien
za di Dio.
ida - Canale (nadi) sinistro attraverso il quale il prana sottile scorre nel cor
po; rappresenta la corrente lunare o la polarit negativa Il canale destro chiamat
o pingala e trasporta la corrente positiva Quando queste due correnti si fondono
nell'occhio spirituale, durante la meditazione, si percepisce la luce interiore
e si ode la vibrazione Om.
Ishwara - L'aspetto personale di Dio che governa e regola l'universo. Ô l'aspetto
della Coscienza Suprema che il Signore o Sovrano dell'universo.
japa - Ripetizione di uno qualsiasi dei nomi di Dio, ai fini della concentrazion
e e della meditazione.
jivanmukta - Un'anima libera; chi liberato mentre ancora brucia del karma residu
o attraverso il corpo.
jnana - Conoscenza; jnana Yoga, per esempio, la via del discernimento che porta
alla conoscenza di Dio.
kaya-kalpa - Kaya si riferisce al corpo fisico e kalpa significa "periodo o cicl
o di tempo". Il kaya-kalpa un sistema ayurvedico che mediante la purificazione d
el corpo, una dieta appropriata, il completo riposo e la meditazione profonda pr
oduce il ringiovanimento e la longevit .
Karma - La legge di causa ed effetto; ogni azione produce una reazione. A volte
il termine usato nel senso di "dovere", come quando si dice " il mio karma fare q
uesto lavoro".
khechari mudra - Lo stato in cui uno libero di muoversi negli spazi della coscie
nza. Ô anche un atto fisico nel quale la lingua viene rivoltata all'ins nella cavit
naso-faringea, stimolando un'emissione di fluidi dalla testa. Viene praticato da
i kriya yogi avanzati perch aiuta a mantenere le forze vitali nei centri cerebral
i e acquisire una concentrazione perfetta.
kriya - I kriya yogici sono atti di purificazione spontanea a livello sottile, c
he avvengono quando si desta kundalini. Il termine si usa anche per indicare spe
ciali pratiche e tecniche.
kundalini - Forza vitale statica, dormiente, che si trova nella natura e nel cor
po dell'uomo. Quando si desta nella natura, sul pianeta si manifestano le forme
di vita. Quando si sveglia nell'uomo, l'anima comincia il suo viaggio attraverso
gli spazi interiori verso l'Autorealizzazione.
Maha - Grande; come in mahatma, o "grande anima".
Mahadeva - "Grande dio", titolo usato spesso per indicare il dio Shiva.
Mahasamadhi - La cosciente uscita finale dal corpo di uno yogi. Il termine si us
a anche per indicare la tomba che si erige sopra il corpo di un santo.
manas - L'aspetto della mente che la sede o il luogo d'origine dei cinque sensi.
Quando un'anima s'identifica col manas viene considerata un essere umano.
mantra - Suono usato per l'influenza specifica che ha sul suo ambiente: fisico,
mentale o sottile. Pu essere intonato in maniera udibile, recitato mentalmente, o
ascoltato durante la meditazione.
maya - Il tessuto o la "stoffa" di cui sono formati i mondi. I componenti di may
a sono le particelle di luce, lo spazio, il tempo e l'energia creativa. Maya pos
siede due caratteristiche: forma la materia, e nasconde la verit all'anima quando
questa s'identifica troppo con la creazione esterna.
Moksha - Liberazione, o libert dal coinvolgimento con maya.
mudra - Posizione o gesto simbolico. Sono anche delle tecniche yogiche usate per
destare kundalini e acquisire il controllo dei processi vitali.
Nada - Diversi suoni interiori che si odono in meditazione. Sono variazioni del
suono primevo OM. Il Nadayoga la scienza del suono.
nadi - Canale attraverso il quale scorre il prana nel corpo sottile.
nadi-shuddhi - Purificazione dei nervi e dei canali sottili dovuta all'attivo fl
uire della shakti dopo il risveglio di kundalini.
Nirguna Brahman - La Coscienza Suprema senza attributi o qualit . Il Saguna Brahma
n indica la Coscienza con attributi e qualit .
nirvikalpa samadhi - L'esperienza della Pura Coscienza senza sostegno mentale o
concettuale. Questo stato di samadhi non permanente finch tutte le impressioni me
ntali sottili non siano state dissolte. Il savikalpa samadhi quello che deriva d
all'identificazione con la luce o il suono interiore, o con altri aspetti della
coscienza.
OM - Il suono primevo dal quale emanano tutte le manifestazioni esterne. OM sino
nimo di Aum, Amen e Pranava.
Paramahansa - Il pi alto titolo che si pu dare a uno yogi autorealizzato. Il Param
ahansa colui che vive nel mondo senza rimanerne coinvolto.
paramukta - Lo stato d'illuminazione oltre il jivanmukta. Un paramukta supremame
nte libero e non ha legami o coinvolgimenti karmici con maya.
prakriti - I regni materiali (natura) costituiti dagli elementi e dagli attribut
i elettrici (guna). Il purusa la forza divina che d vita a prakriti.
prana - Le forze vitali che danno vita all'universo e a tutti gli organismi vive
nti. Tutti i prana sono divisioni della corrente del suono OM.
Pranayama - Regolazione delle forze vitali, di solito attraverso la regolazione
volontaria del respiro, e la pratica di certi mudra particolari.
prarabdha karma - Impressioni subcoscienti che cominciano a manifestarsi o che d
evono essere esaurite nell'attuale incarnazione.
Pratyahara - Il quinto stadio dello Yoga, che si realizza quando l'attenzione e
i sensi sono rivolti dentro e interiorizzati.
rasa-lila - La "danza" eterna che ha luogo tra il Signore dell'universo e le ani
me incarnate. rishi - Un veggente; chi rivela la saggezza.
Sadhana - L'impegno, le discipline e le pratiche spirituali che si fanno per arr
ivare all'esperienza dell'Autorealizzazione.
sahasrara - Il pi importante dei sette chakra, localizzato nella parte superiore
del cervello.
samadhi - L'unit che si realizza quando le modificazioni mentali cessano d'essere
influenti.
samsara - L'eterno divenire del mondo.
samskara - L'impressione lasciata nella mente da un pensiero, sentimento, deside
rio o esperienza. I samskara ci influenzano finch non vengono bruciati o dissolti
.
samyama - La perfetta contemplazione insegnata nel terzo capitolo degli Yoga Sut
ra. Concentrazione, meditazione e samadhi costituiscono il processo del samyama.
sanatana dharma - L'eterna religione, o l'eterna via di giustizia. Si fa risalir
e ai tempi pre-vedici e si dice che non abbia origine, poich le sue radici sono n
el campo della Pura Coscienza.
sannyasin - Un rinunciante che ha preso i sacri voti per dedicare tutte le sue e
nergie all'Autorealizzazione e, a volte, al servizio del mondo.
shakti - L'energia cosmica che crea e sostiene i mondi. La shakti si sveglia nel
l'uomo quando viene stimolata kundalini.
shaktipat - La trasmissione della shakti dal guru al discepolo, che pu avvenire d
urante l'iniziazione oppure spontaneamente ogni volta che il discepolo ricettivo
all'esperienza.
shambavi mudra - Si ha quando la propria attenzione viene focalizzata spontaneam
ente e fluisce verso la natura divina, sia che gli occhi siano aperti o chiusi.
Quando l'attenzione ferma e non oscilla, si realizza shambavi mudra.
Shiva - L'aspetto della Divinit che emana l'energia creativa per formare i mondi
e che in seguito ritira l'energia per dissolverli. Shiva il patrono degli yogi.
siddha - Un essere perfetto, realizzato nello Yoga. Un vero maestro di Yoga la c
ui grazia pu destare i discepoli e aiutarli a ottenere la liberazione della cosci
enza.
siddhi - I poteri della perfezione che derivano dal risveglio dell'anima.
sushumna nadi - Il canale centrale attraverso il quale kundalini ascende fino al
chakra della testa, causando una trasformazione evolutiva del corpo e la pi alta
esperienza di samadhi.
swami - Persona appartenente all'antico ordine monastico riorganizzato da Swami
Shankara nell'ottavo secolo dopo Cristo. Si suppone che dopo l'iniziazione nell'
Ordine degli Swami uno viva nella consapevolezza di Dio.
tattva - L'essenza vera o interiore di una cosa. L'essenza dei sensi la radice d
ei sensi nella mente. L'essenza dei mondi Dio. L'essenza di qualsiasi cosa si pu
conoscere attraverso il samyama, o la perfetta contemplazione.
Turiya - Il "quarto" stato di coscienza, che trascende i tre stati comuni di veg
lia, sogno e sonno profondo.
Upanishad - Una raccolta di testi sacri che vedono la loro origine nella tradizi
one dell'insegnamento orale. Nei tempi antichi il ricercatore andava a vivere co
n il guru in un eremitaggio e "sedeva vicino" a lui per imparare; da qui il term
ine Upanishad (upa = vicino; ni = gi ; sat = sedere). Vi sono molte upanishad, e S
wami Shankara scrisse dei commentari su parecchie di esse. Le upanishad che si o
ccupano di argomenti esoterici formano una raccolta particolare riservata ai ric
ercatori pi avanzati. Tra queste ultime vi la Shandilya Upanishad, che fu scritta
da un antenato di Lahiri Mahasaya. In essa sono spiegate le procedure del Kriya
Yoga.
veda - I Veda si riferiscono alla verit rivelata. L'origine dei Veda la Pura Cosc
ienza. Gli insegnamenti dei Veda formano la base filosofica sulla quale poggia l
a pratica dello Yoga.
Vedanta - Il condensato della saggezza della tradizione vedica. Vedanta signific
a "la fine o l'essenza dei Veda". La realizzazione finale : "La Coscienza Suprema
la causa e il supporto di tutto ci che appare".
Vishnu - L'aspetto personale di Dio che mantiene e preserva l'universo. Brahma e
spande ed emana. Vishnu mantiene e preserva. Shiva crea i mondi e quindi li diss
olve. Questi nomi indicano semplicemente i diversi aspetti di Dio coinvolti nel
processo del mondo.
Viveka - Discriminazione tra l'eterno e il transitorio.
Vyasa - Un saggio che si ritiene abbia disposto le scritture vediche nella loro
forma attuale. Probabilmente Vyasa il nome usato da molti saggi che hanno lavora
to allo stesso progetto nel corso degli anni.
yama - Le proibizioni raccomandate a chi cammina sul sentiero spirituale. Niyama
sono le osservanze ingiunte a chi pratica sinceramente lo Yoga. Le regole di ya
ma e niyama sono le basi fondamentali per le pratiche yogiche e per raggiungere
la maturit emotiva e i pi alti stati di samadhi.
yoga - "Unire insieme". Un sistema di diverse discipline compatibili che permett
e di armonizzare le diverse correnti attive e conflittuali nell'essere umano, pe
r poter realizzare direttamente la luce dell'anima.