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XV.

DON GIOVANNI A L'INFERNO.


Quando Don Giovanni scese verso l'onda sotterranea
ed ebbe dato l'obolo a Caronte, un tetro mendicante, da
l'occhio fiero come Antistene, con braccio forte e vendicatore
afferra i due remi,
Mostrando le flosce mammelle e le vesti lacerate, alcune
donne si contorcevano sotto il cielo nero, e, come
un immenso branco di vittime sagrificate, dietro lui traevano
un lungo muggito.
Sganarello ridendo gli reclamava i suoi salarî, mentre
don Luigi con un dito tremante mostrava a tutti i morti
erranti su le rive l'audace figliuolo che rise de la sua
fronte bianca.
Rabbrividendo sotto la gramaglia, la casta e magra
Elvira, vicina al perfido sposo, che fu suo amante, sembrava
invocare da lui un supremo sorriso in cui brillasse
la dolcezza del suo primo giuramento.
Dritto ne l'armatura, un grand'uomo di pietra reggeva
il timone e tagliava il nero flutto; ma il calmo eroe, curvato
sulla sua spada, guardava la scia e disdegnava altro
vedere.