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S U P P L E M E N T O S P E C I A L E A

OVA SERIE
NU

1968 - 2018
R i v i s t a F r i u l a n a d i C u l t u r a
supplemento al № 196/LI – in occasione della setemane de culture furlane 2018

Feo di Bean,
cumò dîs agns

ISSN 1594-8293
OVA SERIE
NU

Supplemento speciale – maggio 2018


1968 - 2018

In occasione della

SETEMANE
DE CULTURE
FURLANE

SETTIMANA
DELLA CULTURA
FRIULANA

10 - 20 Mai - Maggio 2018

Una collaborazione tra

COMUNE DI
CODROIPO

Si ringrazia la famiglia per aver messo a disposizione le immagini


Testi di Vittorio Zanon
tratti dal volume «Con Beano nel cuore. Storia della famiglia Mizzau di Bùzul» di Maddalena Mizzau, LNB.

Supplemento speciale al № 196/LI (marzo 2018) in occasione © La Nuova Base Editrice, Udine, Italia. Tutti i diritti sono riservati. L’invio di fotografie
della Setemane de Culture Furlane 2018 (www.setemane.it) o altri materiali alla Redazione ne autorizza, ma non ne garantisce in alcun modo, la
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FRANCESCO CEVARO, JURIJ COZIANIN, GIAN CAMILLO CUSTOZA, LUCIA Impaginazione, editing e ufficio stampa: l ibramente.eu
GIULIANI, ALESSANDRO MORGERA, SIMONE RENZI FERRI, STEFANO
STEFANUTTI, MARIO TURELLO, VALENTINA GONANO Questo numero è stato chiuso in Redazione il 7 maggio 2018.
Segreteria di redazione: FIORENTINA MARCHIOL Printed in Italy.
Normalizzazione della lingua friulana (se non diversamente specificato):
RAFFAELLA PICCO Questo periodico è associato
Direttore responsabile: SILVANO BERTOSSI alla Unione Stampa
In copertina: Alfeo Mizzau. Periodica Italiana
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Feo di Bean,

A
cumò dîs agns

A
Il cognome Mizzau appartiene lfeo Mizzau ‘dai Buzui’, o ‘Feo di Bean’ – come
a molte famiglie di Beano, lui amava firmarsi –, nasce a Beano di Codroi-
eppure il rischio di confondersi
non sussiste, giacché ognuna po il 20 marzo 1926. Terzo di sette fratelli, alla
possiede un soprannome brillante e lunga carriera di commercialista associa
particolare. Ci sono i Mizzau
del Capo, quelli di Viso, quelli
un’intensa, appassionata e altrettanto brillante attività
della Bela, di Bava, dal Niç, politica iniziata da giovanissimo nelle file della demo-
di Chegno, di Buzul e molti crazia cristiana (con orgoglio esibiva la sua prima tes-
altri. Sono appellativi antichi
la cui precisa origine e il reale sera DC datata 1945).
significato si sono persi nel Per 18 anni, dal 1952 al 1970 è consigliere comunale
tempo…
di Codroipo; per 20 anni dal 1964 al 1984 è consigliere
regionale di cui 11 (1973–1984) anche assessore alla cul-
tura e all’agricoltura; per 4 anni dal 1984 al 1989 è de-
putato europeo. Altrettanto forte il suo impegno nella
mondo della cooperazione e dell’associazionismo: pre-
sidente della Cantina sociale di Codroipo; presidente
dell’Associazione bachicoltori di Vittorio Veneto e del
Ducato dei vini del Friuli Venezia Giulia. Non meno
importante la cultura: nel 1968 dà nuova vita alla ri-
vista «La Panarie», promuove l’istituzione del Centro
regionale di catalogazione a Villa Manin e dal 1981
fino al 1995 regge la presidenza della Società Filologica
Friulana (di cui era socio dal 1951).
A 67 anni viene colpito da emorragia celebrale, che
lo lascia afasico e impossibilitato a una vita pubblica.
Accetta l’invalidità con coraggio e con una eccezionale
forza di volontà, tanto da recuperare gran parte delle
sue facoltà. Muore il 14 ottobre 2008. ■
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La passione politica

L
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o conobbi oltre quarant’anni fa quando accettò
l’invito a tenere una serie di conferenze in un cor-
so di formazione nel movimento giovanile della
DC che avevo organizzato a San Giorgio di Nogaro.
L’avevo contattato al telefono e non lo conoscevo di
persona. Arrivò spaccando il minuto: elegante nel por-
tamento e nella cura dell’abito creò in noi un attimo di
soggezione che immediatamente si dissolse nella spon-
tanea confidenza che ci regalò. Ma quello che ci colpì
fu l’approccio del suo intervento tutto incentrato sul
significato dell’impegno politico per un cristiano cat-
tolico. Proprio così, noi ci aspettavamo tutt’altro argo-
mentare, volevamo sentir parlare di politica, di partiti,
ma lui imperterrito tenne testa al serrato dibattito e ci
lasciò con un messaggio che ha segnato molti di noi:
ciò che fa il cristiano è la Fede, non l’etica o l’impegno
sociale – che sono importanti, sì, ma sono solo gli ef-
fetti di quella causa. Non è vero che basta comportarsi
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La sua natura contadina lo aveva bene se anche non crediamo bene. Per Alfeo credere
forgiato al ritmo del tempo, bene era seguire l’annuncio del Vangelo secondo il
alla cadenza degli eventi: mai
impreparato o in affanno per Magistero della Chiesa.
qualche appuntamento. La sua Questa la radice dell’impegno politico di Alfeo dalla
cura nell’eleganza del vestire
– sempre classico –, la sua quale mai si distaccò e che gli procurò non poche in-
proverbiale puntualità erano comprensioni anche tra gli amici. Alfeo era cocciuto
inequivocabili segni di questa come lo sono gli uomini di fede, non mollava di un
formazione. “Non sarete mai
liberi senza sapere e mai forti “et” nei suoi principi, si infervorava e affrontava con
senza essere liberi!”: di qui il altrettanta durezza la durezza degli attacchi anche per-
suo amore sviscerato, assoluto
per il Friuli e per la sua Beano la sonali, ma una cosa so di certo: egli non considerava
terra natia, la sua radice, la sua nessuno un nemico né era capace di portare rancore.
identità. Da qui traeva la sua forza e la sua tenacia: ho chia-
rissimi i ricordi di scontri aspri a volte crudeli ma non
ricordo in Alfeo traccia di risentimento verso alcuno!
Aveva la qualità di capire la ragione dell’altro e, se non
era la sua, la combatteva a viso aperto, ma sempre nel
rispetto dell’avversario. Nessuna paura dell’impopola-
rità, uno stile politico che andava diritto al sodo. ■
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Incontro pubblico con il Presidente della Regione Friuli Venezi


Antonio Comelli (di cui quest'anno ricorre il ventennale dallaa Giulia
scomparsa).

Colloquio internazionale organizzato dall'Istituto Jacques Maritain


(Udine, 1979).
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A SCUOLA DI POLITICA
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La scuola, la cultura e i giovani

E
E
ra quasi maniacale la sua attenzione alla cultu-
ra, all’apprendimento, alla formazione – che ve-
deva quali indispensabili strumenti di riscatto
sociale. Si capisce allora l’entusiasmo, la passione e la
determinazione che hanno sempre accompagnato il
suo impegno sia come uomo politico da amministra-
tore locale, da consigliere e assessore regionale e, uni-
co friulano, da deputato europeo, sia come promotore
culturale e non solo da presidente di prestigiosi soda-
lizi come la Società Filologica Friulana o il Ducato dei
Vini Friulani.
Persuaso che non c’è buona politica senza cultu-
ra, fonda la casa editrice La Nuova Base e promuove
il rilancio della rivista La Panarie (la gloriosa testata
fondata da Chino Ermacora) soprattutto per dare voce
ai fermenti che vivacizzavano la vita culturale, sociale,
economica del Friuli. Sono gli anni sessanta del secolo
scorso, una stagione di grandi speranze per la nasci-
ta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che
Alfeo – fermo nelle sue convinzioni fortemente auto-
nomistiche di derivazione sturziana – considera pura
invenzione e accetta seppure come doloroso compro-
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messo. I progetti editoriali de La Nuova Base Editrice


sono orientati alla valorizzazione della lingua, della
cultura, delle tradizioni e della storia della Piccola Pa-
tria mentre attraverso le pagine de La Panarie suppor-
ta le iniziative per il riscatto del Friuli, prima fra tutte
la campagna per l’Università di Udine.
Ma sono anche gli anni del “boom economico” e lar-
ghi strati sociali cominciano ad assaporare il piacere
del benessere. Alfeo, che pur aveva fatto del riscatto
sociale delle classi popolari (soprattutto della sua gente
contadina) la ragion d’essere del suo impegno politico,
intuisce il pericolo che quell’accelerato benessere rap-
presentava per i valori tradizionali della civiltà conta-
dina, per i centri storici, per l’ambiente.
Molti in quel tempo non lo capirono liquidando le sue
battaglie come reazionarie; ma a rileggere oggi i suoi
appassionati interventi si resta colpiti dalla loro forza
profetica. Bastano queste poche righe di un suo inter-
vento in un convegno sui Centri Storici a Cividale del
Friuli il 5 maggio 1971: «Nella nostra società è presente
una nemesi che vuole l’uomo pasciuto, ma povero. Di
una povertà culturale che lo fa alienato e tutto impegnato
ad autodistruggersi: con l’inquinamento, con la demoli-
zione dell’ambiente… non accenno a statistiche, ma la
vastità del fenomeno è davanti a noi, anzi è dentro di noi.
Un ulteriore tassello della Da quest’opera di distruzione, da questa catastrofe
personalità di Alfeo Mizzau
è legato alla scuola. Essendo non sfuggono i centri storici. Qui, come altrove, veri-
uomo incline a confronti fichiamo un altro aspetto della presenza di questa ne-
dialettici vivaci, amava con
intensità l’insegnamento mesi nella società moderna: il benessere che divora il
esercitato in alcuni Istituti Tecnici bello! Perché proprio questo constatiamo: il benessere
della città. Colse in questo modo è il grande nemico dell’ambiente, della pace, delle testi-
l’opportunità di stare in mezzo ai
giovani non solo per trasmettere monianze del passato, della civiltà insomma… Eppure
loro nozioni di ragioneria tutto tende al benessere, la politica, l’economia, l’im-
ma anche per educarli e farli
crescere sia dal punto di pegno sociale. E stolto sarebbe far la lotta al benessere
vista culturale che umano. come nuovi Don Chisciotte. Sarebbe una ulteriore ma-
Passeggiando per le vie del nifestazione di follia. Dobbiamo invece dar risposta ad
centro, parecchi anni più tardi,
già ammalato e in difficoltà con un’altra domanda: ‘Come conciliare il benessere con la
la parola ma non con lo spirito, civiltà?’ o meglio ‘Come conciliare il benessere con il vol-
incontrava ancora ex studenti
orgogliosi di averlo avuto come to umano, ed io aggiungerei cristiano, della società?’ ”.
educatore. Una domanda ancor oggi senza risposta. ■
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dei libri e dei quadern i ai ba m bin i di una scuola elementare


Con segna
(Moimacco, 1974).
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Visita all'Istituto Regionale di Formazione Professionale, classe di


Calcolo e Contabilita, meccanizzata (Udine, 1976).

Consegna dei libri di testo ai ragazzi di una scuola media


(Artegna, 1978).
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La copertina del 1o numero


de LA PANARIE di Chino
Ermacora del 1924...

...e la cop ina del 1 o numero della


Nuova Serert
Mizzau delie 196
de LA PANARIE di Alfeo
8.
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La “piçule patrie”

La polenta in malga e gli incontri nella Cantina Sociale.


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Visita alla Farie di Cercivento (1980).

Visita al Laboratorio Ortiga di Udine (1980).


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Inaugurazione del bacino sperimentale del Prescudin (luglio 1974).

Visita ad una stalla di Aurava di San Giorgio della Richinvelda (1982).


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196/14
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Visita alla Lat teria di Lavariano (1982).

Visita alla Malga Pieltinis (1981).


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Escursione verso Malga Pramosio (1975).


Visita a Drenchia (1981).
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Gli incontri con l’arte

Mostra di Mario Martinis (Tolmezzo, 1975).

Mostra di Anzil in Galleria Falaschi (Passariano di Codroipo, 1976).


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Visita allo studio di Giorgio Celiberti (1978).

Inaugurazione della Mostra di codici umanistici di biblioteche


friulane in Biblioteca Medicea Laurenziana (Firenze, 1978).
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La dimensione internazionale

In Cina (...e i pasti con le bacchette...).


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In Somalia, assieme al presidente dell'Ente di


Sviluppo (luglio 1982).

Congresso dei Fogolars Furlans in Canada (Vancouver, 1979).


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Le personalità

Incontro con Sua Altezza Reale Carlo, Principe del Galles.

1984 al 1987,
Pierre Pflimlin, presidente del Parlamento Europeo (mdalaggio
ospite di Alfeo Mizzau nella sua casa di Beano. 1985).
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196/21
1968 - 2018

Attilio Ruffini, Ministro della Difesa (1977-1980) in visita in Friuli


(giugno 1978).

Incontro con il prof. Antonino Zichichi.


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Riunione a Udine con l'on. Flaminio Piccoli (marzo 1973).

Incontro con il prof. Cesare Segre (Villa Manin, Codroipo, 1975).


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196/23
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Con Lord Louis Mountbatten a New York (1975).

Incontro dei sindaci dei Comuni terremotati con il ministro


Mario Pedini a Udine (1978).
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Presentazione delle "Poesiis protestantis" di Elio Bartolini (1981).

Risit d'Aur 1981, assieme a Mario Soldati.


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196/25
1968 - 2018

Con p. David M. Turoldo.

Assieme a Carlo Sgorlon.


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196/26
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L’orcolàt
Visita al Duomo di Spilimbergo (dicembre 1976).

Incontro con otoil sottosegretario Giuseppine Zam berletti, Commissario


per il terrem in Friuli (Villa Man di Passariano, 1979)
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196/27
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Marito e papà

Con la moglie Carla.

La famiglia Mizzau: Paolo, Maddalena, Alfeo, Carla, Stefano, Elisabetta.


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La vera politica…

. .a si fas insieme de int, cuntune briscule e cuntun taj!


Commemorando Alfeo Mizzau il giornalista Nicola Cos-
sar nel 2008 scriveva sul Messaggero Veneto: «…Quella sta-
gione è soltanto un ricordo e un leader come lui oggi non tro-
verebbe spazio, la DC non c’è più restano gli allievi…». Non
so quanto ciò corrisponda al vero. Ha di certo ragione quan-
do afferma: «…restano i valori etici, il percorso cattolico, il
rapporto viscerale con la terra e la lingua, il senso dell’uomo e
del suo lavoro. Ecco in questi solchi troveremo ancora il seme
di Feo di Bean».■
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