Sei sulla pagina 1di 2

CARLO GOLDONI

Descritto come un uomo amante della vita mondana e con una personalità difficile (a causa anche
della nevrosi=>crisi ipocondriache). Egli fa del teatro il centro della sua vita, sentendosi a proprio
agio. Teatro e Mondo sono infatti per lui gli elementi della sua formazione. Il teatro inoltre è vissuto
proprio come una professione=> si lega anche ai componenti del mondo teatrale dove il pubblico
riveste un importanza fondamentale (sviluppo borghesia mercantile e decadimento aristocrazia).

Goldoni tenta una riforma della commedia tradizionale cercando, tramite varie sperimentazioni, di
ottenere il consenso del pubblico che era aperto alle novità ma ancora legato alla commedia
dell'arte=> la riforma nasce gradualmente tramite sperimentazioni tentate dal vivo dello spazio
scenico, in base alle reazioni del pubblico.
Egli affida il suo pensiero sul teatro e la riforma a due testi, “Il teatro comico”, dove è messa in
scena una compagnia teatrale durante le riprese della commedia (teatro nel teatro) raffigurante due
personaggi emblematici che si scontrano su due punti di vista antitetici sulla commedia, uno
tradizionale e uno innovativo. Viene illustrata quindi la riforma con grande lucidità che va a
sostituire varie cose della commedia dell'arte.
In un altro testo, la “Prefazione alla prima raccolta delle sue commedie”, vengono definiti i principi
sulla poetica di Goldoni che si basano sul Mondo (realtà) e sul Teatro (finzione)=> ha una posizione
antilibresca e anti-intellettualistica=> la realtà entra nelle rappresentazioni e lo spettatore deve
immedesimarsi nei personaggi e riflettere sulle azioni.
Viene data la priorità al soluta al testo e ai personaggi=> educa gli attori ad un nuovo modo di fare
teatro (no collaborazione=no riforma)=> devono imparare a memoria (non più canovaccio) =>
talvolta scrive parti su misura del carattere del personaggio.
Il successo della riforma è frutto quindi di un lavoro di squadra da parte di Goldoni, dei suoi
collaboratori e anche del pubblico che deve essere aperto ad eventuali novità.

Di Goldoni abbiamo una vastissima produzione letteraria, egli è infatti animato da esigenza di
sperimentazione=> adattamento a vari tipi di pubblico, Possiamo dividere il suo lavoro in 5 fasi:
-La prima fase (1734-1743): Ci troviamo nel teatro San Samuele per la compagnia di Imer. Goldoni
si cimentò in tutti i generi: tragicommedie in versi, intermezzi, drammi per musica e commedie.
Secondo Goldoni la riforma era fatta e ne è testimonianza Donna di garbo totalmente scritta.
Tuttavia a causa delle difficoltà incontrate tra il 1743-1748 Goldoni stette lontano da Venezia e
interruppe il percorso già iniziato.
-La seconda fase (1748-1753): Ci troviamo al teatro Sant’Angelo con la compagnia di Medebach.
Goldoni abbandona definitivamente gli altri generi e scrive solamente commedie scritte secondo la
riforma segnando il passaggio dal teatro dell’arte alla commedia di carattere.
Di questi anni sono: La vedova scaltra, la bottega del caffè , Il bugiardo , La serva amorose e La
locandiera.
Protagonista delle opere è la borghesia veneziana che viene criticata di tutti i suoi vizi e viene
esaltata nelle virtù quali l’onestà , laboriosità , prudenza , fedeltà , buon senso e capacità di risparmi.
La riforma di Goldoni si sofferma quindi anche sui contenuti rappresentati.
-La terza fase (1753-1759): In questi anni Goldoni ebbe una crisi creativa dovuta dal sovraccarico
lavorativo degli ultimi anni , una persistente malinconia , i nuovi impegni familiari e gli attacchi dei
rivali. Inoltre la compagnia con cui lavorava non era in grado di rappresentare i testi di Goldoni che
in quegli anni furono un vero fiasco. In questi anni abbandonò i testi borghesi per scrivere
commedie di ambientazione esotica e di contenuto fantasioso ottenendo grandiosi risultati in La
sposa persiana.
-La quarta fase (1760-1762): In questa fase , forse grazie alle critiche mosse da Gozzi , la
commedia di Goldoni diventa da commedia di carattere a commedia di ambiente . Infatti troviamo
personaggi il cui rapporto con l’ambiente che li circondava era sempre più stretto ed essi venivano
definiti solo grazie all’interazione con gli altri personaggi. Il personaggio diventa consistente grazie
all’ambiente familiare e sociale.
Il capolavoro è rappresentato in Baruffe chiozzotte, una commedia del popolo in cui i protagonisti
sono riassorbiti dalla coralità delle voci.
Goldoni in questi testi sceglie il dialetto veneziano e chioggiotto perché i personaggi sono popolani
e naturali e richiedono una lingua naturale.
La rivendicazione della dignità corre parallela alla critica nei confronti del ceto borghese.
Nella trilogia della Villeggiatura protagonista è una famiglia borghese che vuole copiare gli stili di
vita delle casate nobiliari
-La quinta fase (1762-1765): Goldoni si sposta a Parigi . La riforma era compiuta e ben accettata dal
pubblico anche se i rivali erano ancora attivi . Ora si trattava solo di esportare in Francia la propria
riforma per poi tornare in Italia vittorioso. Tuttavia , le cose non andarono come Goldoni avrebbe
voluto: esso dovette ricominciare da capo come nella Venezia di vent’anni prima.

Goldoni manifesta una vicinanza ai valori illuministici che non sono tuttavia espliciti ma si vedono
nei comportamenti di alcuni personaggi.
Sulla scena sono rappresentati tutte le classi sociali, dove la figura centrale è il borghese medio in
modo da far ritrovare il pubblico nel personaggio stesso, immedesimandosi (alternanza momenti
divertenti-educativi)=> vuole trasmettere anche valori morali + virtù, che non sono piu quelle
eccezionali e sublimi ma sono quelle semplici e quotidiane appartenenti a persone normali. Vi è
anche un critica ai difetti della nobiltà=> insensatezza vita aristocratici. Anche la figura del
mercante viene vista negativamente, rappresentato come un personaggio incapace di evolversi,
chiuso nei suoi preconcetti e abitudini; al contrario dei personaggi appartenenti alla gente comune
nel quale Goldoni ripone le speranze.

Il dialogo Goldoniano riceve ogni cura e attenzione, deve essere spontaneo, frutto dell'estro
creativo, vivo, quotidiano. Necessaria è la comicità (disposizione naturale di Goldoni), che non è
più superficiale ma legata alla specifica vicenda rappresentata e ai personaggi.
Da prendere in considerazione due aspetti importantissimi delle scelte linguistico-stilistiche di
Goldoni; ovvero il plurilinguismo e l'intento di realizzare un canale diretto di comunicazione con il
pubblico.
Importante è l'uso del dialetto veneziano, duttile, ricco di sfumature e soprattuto realistico, poiché
tutti a Venezia parlavano il dialetto veneziano che a volte potrebbe cambiare di sfumatura al
cambiamento delle classi sociali.

I memoires sono composti in francese tra il 1783 e il 1787. Qui Goldoni raccoglie materiale
autobiografico e lo riorganizza dandogli una struttura unitaria e creando un ritratto idealizzato di se
stesso e della propria attività (non sempre vero). Presentano anche interessanti spaccati sulla società
e l'ambiente teatrale del settecento: alcuni li considerano addirittura una sorta di ultima commedia
golgoniana con l'autore stesso in veste di protagonista