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Diffusione e Osmosi

Diffusione
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Osserviamo la diffusione molecolare: diffusione del blu di metilene


tutto-scienze.org

Osmosi
chimica-online.it

Una esperienza per osservare l’osmosi


bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it

Diffusione, Osmosi nella cellula: trasporto attivo e passivo


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Osmosi e diffusione: Videolezione


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Diffusione

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La diffusione
È un fenomeno (detto anche diffusione molecolare) per cui gli atomi o le molecole degli elementi o dei
composti chimici passano da una zona nella quale sono più concentrati a un'altra nella quale presentano
una concentrazione più bassa. Ai fenomeni di diffusione possono prender parte sostanze gassose, liquide
o solide; è, per esempio, un fenomeno di diffusione quello che si osserva quando a una soluzione acquosa
concentrata si sovrappone cautamente, in modo da non mescolare i due liquidi, uno strato di acqua pura: si
nota così che la sostanza disciolta nella soluzione diffonde nell'acqua pura fino a raggiungervi, in un tempo
più o meno lungo, una concentrazione uguale a quella residua nella soluzione di partenza, rendendo così
omogenei i due strati liquidi. Un fenomeno di diffusione è anche quello per cui due gas diversi, separati da
un setto poroso, si propagano in direzioni opposte attraverso il setto in modo da formare da ambedue i lati
di questo una miscela omogenea. Importanti sono inoltre i fenomeni di diffusione allo stato solido, come per
esempio quelli utilizzati nella cementazione degli acciai. Nei sistemi cosiddetti ideali, nei quali non
interviene cioè la formazione di legami chimici, per esempio tra una sostanza gassosa e il materiale di una
lamina o di un setto poroso attraverso il quale il gas diffonde, la diffusione è regolata dalla legge di Fick:
dn/dt=ADdc/dz secondo la quale il numero di molecole n che nel tempo t diffonde attraverso una superficie
A nella direzione z perpendicolare alla superficie A medesima dipende dalle dimensioni della superficie A,
dal gradiente della concentrazione c e da una grandezza specifica del sistema considerato e della
temperatura, ossia dal cosiddetto coefficiente di diffusione D. Nella diffusione di un gas ideale attraverso un
foro sottile vale inoltre la legge di Graham, secondo la quale la velocità di diffusione è inversamente
proporzionale alla radice quadrata della densità del gas e quindi alla radice quadrata del suo peso
molecolare: dalla misura di tale velocità si può, fra l'altro, risalire immediatamente al peso molecolare del
gas. Sui fenomeni di diffusione dei cristalloidi, ossia degli ioni e delle molecole di piccole dimensioni,
attraverso una membrana cosiddetta semipermeabile che separi una soluzione acquosa da una massa di
acqua pura, si basa anche la tecnica della dialisi. § Nella fabbricazione dei componenti a semiconduttore, il
processo di diffusione è la fase nella quale si fanno penetrare, ad alta temperatura, gli atomi di drogante
entro il semiconduttore, formando selettivamente le regioni di drogaggio in corrispondenza delle finestre
precedentemente aperte nell'ossido che ricopre la superficie del semiconduttore. Per controllare
agevolmente sia il profilo sia la concentrazione di drogaggio, il processo di diffusione si articola in due
stadi: dapprima si satura di drogante un sottile strato superficiale del semiconduttore, ad alta temperatura e
in atmosfera ricca di drogante; successivamente si esegue in atmosfera inerte una lenta diffusione del
drogante fino a raggiungere la profondità desiderata. Si definisce corrente di diffusione la corrente originata
dalle disuniformità di concentrazione dei portatori di carica, per esempio in corrispondenza delle giunzioni
dei semiconduttori; è legata al gradiente della concentrazione dei portatori di carica dalla legge di Fick.
Osserviamo la diffusione molecolare: diffusione del blu di metilene

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Osserviamo la diffusione molecolare: diffusione


del blu di metilene
Cari ragazzi e cari lettori, vi presento un lavoro di gruppo, svolto dagli alunni Riccardo, Matteo e Zheng
della classe 2°B, riguardo ad una esperienza di laboratorio: la diffusione del blu di metilene.

L'esperimento è stato condotto nel corso dello studio sulla composizione della materia, a conferma
sperimentale che essa ha una struttura particellare e discreta. L'esperimento si basa anche sui
riferimenti teorici riguardanti i concetti di temperatura e calore.

Il lavoro dei ragazzi è scaricabile alla fine del post in formato pdf.

Segue un particolare della scheda di laboratorio.


Di seguito, alcune foto che ritraggono la diffusione del blu di metilene in acqua e un modello descrittivo
di ciò che avviene a livello molecolare. Sia le foto che il modello sono del prof. Raimondo Germani.
Il modello evidenzia il moto delle molecole di blu di metilene dalla zona ad alta concentrazione delle
stesse verso le altre zone a bassa concentrazione. Questo movimento continua disordinatamente fino a
quando la concentrazione delle molecole non ha raggiunto l'equilibrio, ovvero quando si è instaurata una
identica distribuzione delle molecole di blu di metilene in tutto il volume. Queste fasi si osservano
macroscopicamente nelle foto grazie alla colorazione progressiva dell'acqua contenuta nel barattolo di
vetro, che continua sino a quando il colore non diventa di un bell'azzurro uniforme (foto n. 9)

Un "bravo" ai ragazzi, che si sono cimentati con la loro prima pubblicazione!

Scarica la scheda di laboratorio sulla diffusione del blu di metilene.


Osmosi

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Che cos'è l'osmosi?


Ponendo in contatto un solvente puro e una soluzione attraverso una membrana semipermeabile
(membrana che separa il solvente puro dalla soluzione e che consente il passaggio soltanto alle molecole
di solvente ma non a quelle del soluto), è possibile verificare sperimentalmente che si ha uno spostamento
di molecole dal solvente alla soluzione. Questo processo è noto come osmosi.

Come avviene l'osmosi


Il processo dell'osmosi avviene in quanto soltanto le molecole del solvente possono attraversare la
membrana semipermeabile nei due sensi; inizialmente però, è favorito il passaggio delle molecole del
solvente dal solvente puro alla soluzione (si veda figura seguente) e non viceversa.

Infatti, dalla parte del solvente, le particelle che vengono a contatto con la membrana semipermeabile sono
tutte di solvente.

Dalla parte della soluzione invece vengono a contatto con la membrana semipermeabile sia le molecole del
solvente sia quelle del soluto. Queste ultime, essendo di dimensioni maggiori non riescono ad attraversare
la membrana semipermeabile.
Rappresentazione dell'osmosi: situazione iniziale.
Il solvente tende quindi a diluire la soluzione fino a che tra la soluzione e il solvente non si stabilisce un
equilibrio di concentrazione.

Nel caso delle soluzioni acquose tale equilibrio si verifica quando nella soluzione l'eccesso di acqua
penetrata crea una pressione idrostatica, chiamata pressione osmotica che tende ad opporsi all'ulteriore
passaggio delle molecole del solvente dal solvente alla soluzione.

In queste condizioni la diffusione delle molecole del solvente dalla soluzione al solvente e dal solvente alla
soluzione è uguale nei due sensi.
Una esperienza per osservare l’osmosi

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Oggi il menù offre un nuovo esperimento, molto semplice, da fare con le patate, dopo quello suggerito
tempo fa.

Prendete una patata di grandezza media. Tagliatela a metà dividendo in due l’asse maggiore e con uno
scavino, armati di pazienza, scavate una delle due metà in modo da formare una piccola ciotola. Fate
attenzione a non bucare le pareti della patata. Mettete ora un cucchiaino o due di sale fino nell’incavo.
Dopo qualche decina di minuti il sale comincia a bagnarsi

e dopo qualche ora si sarà coperto d’acqua.


Questa la patata dopo 6 ore

State osservando il fenomeno dell’osmosi. La patata che avete tagliato contiene delle cellule vive protette
da membrane semipermeabili (esternamente protette dalla parete cellulare di cellulosa): che permettono
cioè il passaggio di piccole molecole, come l’acqua, dentro e fuori dalle cellule, ma impediscono a sostanze
più voluminose, come gli zuccheri o gli ioni di cui è composto il sale da cucina, di entrare o uscire a loro
piacimento (se serve farli entrare o uscire ci sono meccanismi specifici). Le membrane cellulari cercano di
mantenere la concentrazione delle sostanze disciolte in acqua dentro alla cellula uguale alla
concentrazione al di fuori. La differenza di concentrazione ai due lati di questo divisorio crea una pressione,
chiamata pressione osmotica, che induce le molecole d’acqua a spostarsi dalla zona a più bassa
concentrazione verso la zona a più alta concentrazione per cercare di ristabilire l’equilibrio. Questo
fenomeno è chiamato osmosi. Ecco quindi perché il sale si è ricoperto di acqua: la pressione osmotica ha
forzato l’acqua ad uscire dalle cellule per cercare di ristabilire l’equilibrio. Noterete che le patata è anche
diventata più molle: le cellule prive di acqua perdono di turgore, come un pallone mezzo sgonfio.
È possibile anche invertire la direzione dell’acqua: dall’altra metà della patata tagliatene dei pezzi di circa
due cm di lato. Pesateli con una bilancia digitale e annotate il peso. Io ho fatto dei cilindretti usando uno
scavatorsolo per le mele.

Immergete poi un pezzo in un bicchiere riempito di acqua distillata o deionizzata, come quella che si usa
per i ferri da stiro. Il secondo in un bicchiere riempito con acqua del rubinetto. Il terzo cubetto immergetelo
in un bicchiere con 10 grammi di sale da cucina sciolti per ogni 100 ml di acqua.

Nel mio caso la patata immersa in acqua salata galleggia perché ha una densità minore (attenzione che
patate diverse hanno densità diverse).
L’acqua deionizzata non contiene sostante disciolte in quantità apprezzabile quindi la pressione osmotica
spinge, con il passar del tempo, l’acqua all’interno delle cellule della patata immersa.

Dalla patata immersa in acqua salata invece l'acqua delle cellule esce, riducendo la densità dell’acqua
salata e aumentando quella della patata che quindi va a fondo (non so quale dei due effetti sia
predominante).

Dopo qualche ora estraete le patate e pesate. Potrete constatare anche a occhio nudo la differenza tra i
vari pezzi. Nel mio caso l’acqua del rubinetto ha avuto un effetto simile all’acqua distillata.
Campione A (in acqua distillata) peso: iniziale 18 g, finale 20 g

Campione B (in acqua del rubinetto) peso: iniziale 19 g, finale 21 g

Campione C (in acqua salata) peso: iniziale 18 g, finale 14 g

L’osmosi è un fenomeno molto sfruttato in cucina, ad esempio quando si mettono sotto sale le melanzane
(potete immerge in acqua i pezzi invece di cospargere il sale grosso) o quando si prepara una macedonia.
Ho visto anche qualcuno sfruttare l’osmosi proprio con le patate prima di friggerle o arrostirle, per ridurre il
contenuto interno di acqua (ovviamente non tenendole dentro cinque ore )
Diffusione, Osmosi nella cellula: trasporto attivo e passivo

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Diffusione, Osmosi nella cellula: trasporto attivo


e passivo
Tra l’interno e l’esterno di ogni cellula c'è un continuo traffico di sostanze di varia grandezza e natura
chimica. Il loro passaggio è regolato dalla membrana plasmatica (o cellulare).

Se una sostanza riesce ad attraversare la membrana liberamente si parla di trasporto passivo. Quando
invece una sostanza riesce ad attraversare il doppio strato lipidico solo impiegando una certa quota di
energia (sotto forma di ATP), si parla di trasporto attivo.

Se tra interno ed esterno della cellula esiste una differenza di concentrazione (un gradiente), le molecole
presenti in maggior concentrazione in una regione tenderanno a spostarsi spontaneamente (trasporto
passivo) nella regione a minore concentrazione.

Questi fenomeni di trasporto passivo (cioè senza consumo di energia da parte della cellula) sono noti
anche come diffusione semplice, diffusione facilitata e osmosi.

Diffusione semplice (trasporto passivo)

Nella diffusione semplice molecole molto piccole e sostanze idrofobe attraversano la membrana
liberamente, senza l’ausilio di sistemi proteici. La velocità di questo processo dipende dal gradiente di
concentrazione: maggiore è il gradiente, cioè maggiore è la differenza di concentrazione tra interno ed
esterno, più veloce è il processo.

Diffusione facilitata (Trasporto attivo)

Nella diffusione facilitata le molecole attraversano la membrana aiutate da proteine di trasporto, che ne
facilitano e velocizzano il passaggio.
Osmosi
L’osmosi è la diffusione di molecole di acqua da una regione in cui la concentrazione di un soluto è minore
a regione in cui la concentrazione del soluto è maggiore. È un tipo particolare di diffusione facilitata e
avviene nei casi in cui il passaggio di un soluto secondo gradiente (da una zona a maggiore
concentrazione a una a minor concentrazione) è impedito. A volte, infatti, la membrana non permette ad
alcuni soluti, come molecole di zucchero, di attraversare il doppio strato lipidico ed entrare nella cellula.
Poiché la soluzione più diluita contiene più molecole d'acqua, si ha la diffusione delle molecole d'acqua
verso la soluzione più concentrata.

Nel trasporto attivo le sostanze si muovono contro il gradiente di concentrazione (cioè si muovono da zone
a minore concentrazione a zone a maggiore concentrazione) grazie a proteine di membrana specifiche che
sfruttano l’energia ottenuta dall'idrolisi dell'ATP.

Quando materiali di grandi dimensioni devono attraversare la membrana, come cellule estranee,
aminoacidi e proteine, la cellula utilizza meccanismi come l’endocitosi e l’esocitosi. In entrambi i casi le
sostanze vengono inglobate dentro minuscole sacche (vescicole) che si staccano dalla membrana
plasmatica o si fondono con essa. Quando le vescicole si aprono, le sostanze sono rilasciate dal lato
opposto della membrana.
Osmosi e diffusione: Videolezione

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