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PREPOSIZIONI SEMPLICI

In italiano ci sono molte preposizioni che servono per formare i diversi


complementi di luogo, di tempo, di termine, di specificazione, ecc.

di: Serve per formare il complemento di specificazione.


Es: Il libro di Paolo.

a: Serve per formare il complemento di moto a luogo o anche il complemento


di termine.
Es: Vado a scuola.
Dillo a Claudia.

da: Serve per formare il complemento di moto da luogo.


Es: Vengo da casa.

in: Serve per formare il complemento di stato in luogo.


Es: Sto in casa.

con: Serve per formare il complemento di compagnia.


Es: Mangio con Luca.

su: Indica un complemento di stato in o moto per luogo.


Es: È sul (su + il) tavolo.

per: Serve per formare il complemento di moto per luogo. Oppure il complemento
di fine, o di causa.
Es: Vengo per mare.
Es. fine: Vado a trovarlo per chiarire la situazione
Es. causa: Per il brutto tempo non posso uscire.

tra/fra:Sono molto simili e servono per formare il complemento partitivo.


Oppure varie espressioni di tempo.
Es. partitivo: Tra / Fra i bambini della sua classe, Marco è il più socievole.
Es. tempo: Fra / Tra un anno ci sposeremo.
Preposizioni articolate
preposizioni articolate (preposizioni semplici+articolo determinativo) si formano unendo le preposizioni
semplici di, a, da, in, con, su + l’articolo determinativo. Le preposizioni semplici per, tra, fra quando sono
seguite dall’articolo determinativo rimangono invariate, cioè non si uniscono all’articolo.

COME SI FORMANO LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE

Osserva la seguente tabella:

il lo la l’ i gli le
di del dello della dell’ dei degli delle
a al allo alla all’ ai agli alle
da dal dallo dalla dall’ dai dagli dalle
in nel nello nella nell’ nei negli nelle
con col collo colla con l’ coi cogli colle
su sul sullo sulla sull’ sui sugli sulle

COME SI USANO LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE

Le preposizioni articolate seguono le regole dell’articolo determinativo, cioè prima di tutto bisogna scegliere la
preposizione corretta da usare e poi l’articolo determinativo facendo come al solito attenzione a come inizia la parola
che segue, al genere (maschile-femminile) e al numero (singolare-plurale).

Per esempio:

I libri sono nello zaino (i libri sono in+lo zaino); ho comprato un biglietto dell’autobus (ho comprato un biglietto di+l’
autobus); Maria telefona alle sue sorelle (Maria telefone a+le sue sorelle); l’insegnante ha corretto i compiti degli
studenti (l’insegnante ha corretto i compiti di+gli studenti); Luca va dallo psicologo (Luca va da+lo psicologo); a
Marta piace parlare cogli stranieri (a Marta piace parlare con+gli stranieri); la valigia è sull’armadio (la valigia è su+l’
armadio).

Alcuni esempi sull’uso delle preposizioni articolate:


DAL ⇒ dottore, dentista, tabaccaio, fruttivendolo, con i nomi delle professioni (dal macellaio, dal panettiere, dal veterinario, dal
cartolaio, dal calzolaio, dal parrucchiere, dall’avvocato ecc.)

DAI ⇒miei (genitori), tuoi, suoi, miei cugini, signori Rossi ecc.

AL ⇒ cinema, mercato, ristorante, mare, bar, supermercato, parco, concerto, matrimonio ecc.
ALLA ⇒ stazione, posta, partita ecc.
ALL’ ⇒aereoporto, università, osteria ecc.
ALLE ⇒cinque, sei, dieci ecc.
NELL’ ⇒ufficio di …., Italia del nord ecc.

Abbiamo quindi:
• parole semplici: che non derivano da nessun’altra parola della lingua di cui fanno parte. Sono formate da una sola componente nel
caso delle parole invariabili (per, ma, sempre), da due componenti, radice e desinenza, nel caso delle parole variabili (mel-a, libr-o,
pan-e);
• parole derivate: che sono formate da una parola base mediante l’aggiunta di un prefisso (mettere→pre-mettere) o di un suffisso
(latte→latt-aio). Costituiscono una sottoclasse delle parole derivate le parole alterate (casa→cas-etta, ragazzo→ragazz-accio);
• parole composte: che sono formate dall’unione di due o più parole (apri-scatole, taglia-erba).
La parola base è il punto di partenza per un procedimento di derivazione, può essere una parola semplice (cane→can-ile) o una
parola derivata (person-ale, aggettivo derivato da persona è a sua volta parola base per la formazione del verbo personalizzare).
Il prefisso è l’elemento che si attacca prima della parola base (mettere→pre-mettere). Il suffisso è l’elemento che si attacca dopo la
parola base (giornale→giornal-ista). L’infisso è l’elemento che si inserisce tra la base e il suffisso (campo→camp-ic-ello). Il
procedimento di derivazione mediante l’aggiunta di un prefisso è detta prefissazione, quello mediante l’aggiunta di un suffisso è
detto suffissazione. Il confisso è un elemento di origine greca o latina che si usa per formare parole composte: tele-visione, disco-
teca.
LA SUFFISSAZIONE
La suffissazione consente la formazione sia di parole che appartengono alla stessa classe morfologica della parola base, sia di
parole che appartengono a una classe diversa: da un nome si può formare un altro nome (libro→libreria), un aggettivo
(ferrovia→ferroviario) o un verbo (nido→nidificare), da un aggettivo si può ottenere un nome (largo→larghezza) o un verbo
(gonfio→gonfiare), da un verbo è possibile formare un nome (lavorare→lavoratore) o un aggettivo (leggere→leggibile).
Vediamo quali sono i suffissi più comuni per derivare nomi da aggettivi:
• –ezza, –izia ⇒ formano sostantivi per lo più astratti: bello→bellezza, alto→altezza, amico→amicizia, giusto→giustizia;
• –aggine ⇒ per formare sostantivi che indicano per lo più qualità negative o difetti fisici: testardo→testardaggine,
zoppo→zoppaggine;
• –ismo, –esimo⇒ il suffisso –ismo è ancora produttivo, –esimo è improduttivo, entrambi formano nomi indicanti una dottrina,
un’ideologia, un insieme di valori culturali, una disposizione d’animo, un atteggiamento: ideale→idealismo, cristiano→cristianesimo;
• –ità, –età, –tà: è un suffisso caratteristico di sostantivi astratti: capace→capacità, caparbio→caparbietà, fedele→fedeltà;
• – ìa⇒ per formare sostantivi astratti, indicanti un’idea collettiva o una condizione sociale: pazzo→pazzia, borghese→borghesia;
• – ore, –ura⇒ per formare sostantivi indicanti caratteristiche, atteggiamenti, abilità ecc.: grigio→grigiore, bravo→bravura;
• – itudine⇒ è un suffisso raro che forma sostantivi che indicano nozioni astratte: alto→altitudine;
• –eria⇒ forma nozioni astratte in genere connotate spregiativamente: tirchio→tirchieria;
• –ume⇒ spesso si unisce ad aggettivi di senso spregiativo: sudicio→sudiciume;
• –anza, –enza⇒ arrogante→arroganza, paziente→pazienza.
Nell’esercizio che segue dovrete individuare la parola base, ovvero l’aggettivo da cui deriva il sostantivo.
Completa il testo inserendo le parole mancanti negli spazi vuoti. Al termine premi il pulsante "Correggi esercizio" per controllare se
hai risposto correttamente.