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La circolare di aggiornamento del mese di marzo 2018

NEWS FISCALI DEL MESE DI MARZO/ 2018

Indice di questo numero:

SCADENZARIO FISCALE...................................................................................2
NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE.......................................................5
 Certificazione Unica 2018...........................................................................5
 Sismabonus........................................................................................................5
 Il professionista deduce i canoni di locazione versati alla ‘sua’
società: per la Commissione Provinciale di Reggio Emilia, il
risparmio non è necessariamente indebito.................................................9
 Vietato l’invio di mail promozionali alla PEC dei professionisti
senza consenso......................................................................................................10
RISPOSTE AI QUESITI......................................................................................12
- Ho un immobile abitativo da affittare, e se adotto un contratto a canone
concordato, ho delle agevolazioni fiscali, sia come cedolare secca (al 10%),
sia come l’IMU (al 75%); che cosa devo osservare a livello fiscale per
godere di tali agevolazioni?............................................................................................12
-Posso avere qualche maggiore informazione sul c.d. ‘Ecobonus’?...............12

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SCADENZARIO FISCALE

INVIO TELEMATICO DELLA CERTIFICAZIONE UNICA 2018


I sostituti d’imposta o gli intermediari abilitati devono
trasmettere in via telematica, all’Agenzia delle
Entrate, le Certificazioni Uniche relative al 2017:
7 marzo 2018 • utilizzando il modello “ordinario” della
“Certificazione Unica 2018”, approvato dall’Agenzia
delle Entrate;
• nel rispetto delle previste specifiche tecniche.

Il flusso telematico può essere suddiviso inviando


separatamente, anche da parte di soggetti diversi (es.
consulente del lavoro e commercialista):
• le certificazioni dei dati relativi ai redditi di lavoro
dipendente e assimilati;
• rispetto alle certificazioni dei dati dei redditi di
lavoro autonomo, delle provvigioni, dei redditi diversi
e delle locazioni brevi.

Possono essere inviate dopo il 7.3.2018, ed entro il


termine previsto per la presentazione del modello
770/2018 (31.10.2018,) le certificazioni che non
contengono dati da utilizzare per l’elaborazione dei
modelli 730/2018 e REDDITI 2018 PF precompilati. Si
tratta, ad esempio, delle certificazioni riguardanti:
• i redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio
abituale di arti o professioni;
• le provvigioni;
• i corrispettivi erogati dal condominio per contratti di
appalto;
• i redditi esenti.

TRASMISSIONE DATI SPESE RECUPERO EDILIZIO E


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA SU PARTI COMUNI
CONDOMINIALI
9 marzo 2018 Gli amministratori di condominio in carica al
31.12.2017 devono comunicare in via telematica
all’Anagrafe tributaria, direttamente o tramite gli
intermediari abilitati, i dati relativi alle quote di spesa
imputate ai singoli condomini in relazione alle spese
sostenute dal con-dominio nel 2017 con riferimento:
• agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e
di riqualificazione energetica, effettuati sulle parti
comuni di edifici residenziali;
• all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici,

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finalizzati all’arredo delle parti comuni dell’immo-bile


oggetto di ristrutturazione.

VERSAMENTO MENSILE – IVA


Liquidazione e versamento dell’IVA relativa al mese
precedente. Versamento telematico
16 marzo 2018
VERSAMENTO SALDO IVA 2017

I contribuenti titolari di partita IVA devono versare il


saldo dell’imposta derivante dalla dichiarazione per
l’anno 2017.
Tuttavia, il versamento del saldo IVA può essere
differito, da parte di tutti i soggetti, entro:
• il 2.7.2018, maggiorando le somme da versare degli
interessi nella misura dello 0,4% per ogni mese o
frazione di mese successivo al 16 marzo;
• oppure il 20.8.2018, maggiorando le somme da
versare, comprensive della suddetta maggiorazione,
dell’ulteriore maggiorazione dello 0,4%.

RITENUTE SUI REDDITI DI LAVORO AUTONOMO,


DIPENDENTE E SU PROVVIGIONI

Il versamento riguarda le ritenute sugli importi


corrisposti il mese precedente. Versamento telematico

TASSA NUMERAZIONE E BOLLATURA LIBRI E REGISTRI


Le società di capitali devono versare la tassa annuale
16 marzo 2018 di concessione governativa per la numerazione e
bollatura iniziale di libri e registri (es. libro giornale,
libro inventari), dovuta nella misura forfettaria di:
• 309,87 euro, se il capitale sociale o fondo di
dotazione non supera l’ammontare di 516.456,90
euro;
• ovvero 516,46 euro, se il capitale sociale o fondo di
dotazione supera l’ammontare di 516.456,90 euro.

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INTRASTAT
26 marzo 2018 Elenchi Intrastat relativi a febbraio 2018.
I soggetti che, nel mese di febbraio 2018, hanno
superato la soglia per la presentazione trimestrale dei
modelli INTRASTAT presentano:
• i modelli relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2018,
appositamente contrassegnati, in via obbligatoria o
facoltativa;
• mediante trasmissione telematica.
Con il provv. Agenzia delle Entrate 25.9.2017 n.
194409 sono state previste semplificazioni per la
presentazione dei modelli INTRASTAT, a partire dagli
elenchi relativi al 2018.

REGISTRAZIONE CONTRATTI DI LOCAZIONE

30 marzo 2018 Le parti contraenti devono provvedere: - alla


registrazione dei nuovi contratti di locazione di
immobili con decorrenza inizio mese e al pagamento
della relativa imposta di registro, ove dovuta; - al
versamento dell’imposta di registro, ove dovuta,
anche per i rinnovi e le annualità relative a contratti
già in vigore, con decorrenza inizio mese.
Per la registrazione, è necessario utilizzare il ‘modello
RLI’.
Per il versamento dei relativi tributi è stato istituito il
modello F24 Elide.
CERTIFICAZIONE REDDITI DA LAVORO

I sostituti d’imposta devono consegnare ai sostituiti


(es. dipendenti, collaboratori coordinati e continuativi,
professionisti, agenti, titolari di diritti d’autore,
lavoratori occasionali, ecc.) la certificazione, relativa
31 marzo 2018 all’anno 2017:
• delle somme e valori corrisposti;
• delle ritenute operate;
• delle detrazioni d’imposta effettuate;
• dei contributi previdenziali trattenuti.

Per il rilascio della certificazione occorre utilizzare il


modello “sintetico” della “Certificazione Unica 2018”,
approvato dall’Agenzia delle Entrate.

CERTIFICAZIONE DIVIDENDI

I soggetti che nel 2017 hanno corrisposto utili


derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES,

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residenti e non residenti nel territorio dello Stato,


devono consegnare ai percettori l’apposita
certificazione:
• dei dividendi corrisposti;
• delle relative ritenute operate o delle imposte
sostitutive applicate.
31 marzo 2018
La certificazione va rilasciata utilizzando l’apposito
modello CUPE approvato dal provv. Agenzia delle
Entrate 12.1.2018 n. 9520.

ALTRE CERTIFICAZIONI

I sostituti d’imposta devono rilasciare le altre


certificazioni, relative al 2017, in relazione agli altri
redditi soggetti a ritenuta, diversi da quelli precedenti
(es. interessi relativi a finanziamenti e altri redditi di
capitale).
La certificazione avviene in forma libera, purché
attesti l’ammontare:
• delle somme e dei valori corrisposti, al lordo e al
netto di eventuali deduzioni spettanti;
• delle ritenute operate.

NOVITA’ FISCALI E AMMINISTRATIVE

 Certificazione Unica 2018

La CU 2018 è la certificazione dei redditi che ha sostituito il vecchio


modello CUD.
Per certificare i redditi dei lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi, nel
2018, si utilizza, infatti, un solo modello di certificazione dei redditi di lavoro
dipendente e assimilati ed altri redditi, come ad esempio quelli di lavoro
autonomo (fatta eccezione per colf e badanti, per i quali continua la
certificazione dei compensi con la dichiarazione sostitutiva).

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I sostituti d'imposta utilizzano la Certificazione unica 2018 (Cu), per attestare


i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo,
provvigioni e redditi diversi nonché i corrispettivi derivanti dai contratti di
locazioni brevi.
La Certificazione unica va rilasciata al percettore delle somme, utilizzando il
modello "sintetico" entro il 31 marzo mentre la trasmissione all'Agenzia delle
Entrate, utilizzando il modello "ordinario" deve essere effettuata entro il 7
marzo, in via telematica.
Si precisa che la trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti
esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei
redditi precompilata (vale anche per i dati relativi ai professionisti), può
avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti
d’imposta, ovvero entro il 31 ottobre 2018.
Il modello ‘cu’ può essere inviato in formato elettronico solo quando il
lavoratore che lo deve ricevere è in grado di poter scaricare la certificazione e
di stamparla, mentre non può essere utilizzato l'invio telematico in caso di
consegna della ‘cu’ agli eredi.
E’ sempre facoltà del lavoratore richiedere la certificazione unica in formato
cartaceo.

 Sismabonus
L'art. 16-bis co. 1 lett. i) del TUIR, tra gli interventi rilevanti ai fini della
detrazione IRPEF per il recupero edilizio, annovera anche quelli relativi
"all'adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di
opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali,
per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la
sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli
interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione". Tali interventi
devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di
edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino
i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su
singole unità immobiliari.

In generale, quindi, gli interventi in commento, ove siano realizzati da soggetti


IRPEF su immobili residenziali, beneficiano della detrazione IRPEF del 50%
per le spese sostenute fino al 31.12.2018, nel limite massimo complessivo di
spesa pari a 96.000 euro.

- Detrazione nelle zone sismiche ad alta pericolosità per le spese sostenute dall'1.1.2017 al
31.12.2021
Il co. 2 lett. c) n. 2 dell'art. 1 della L. 232/2016, sostituendo il co. 1-bis dell'art.
16 del DL 63/2013, riformula la particolare agevolazione prevista per gli
interventi di cui alla lett. i) dell'art. 16-bis co. 1 del TUIR nel caso riguardino
edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità.

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- Ambito applicativo
Nello specifico, per beneficiare dell'agevolazione:
 le procedure autorizzatorie devono essere iniziate dopo l'1.1.2017;
 gli edifici devono essere ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità
(zone 1 e 2) e nella zona sismica 3, di cui all'OPCM 20.3.2003 n. 3274;
 gli interventi antisismici di cui alla lett. i) dell'art. 16-bis del TUIR
devono riguardare costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive;
 le spese devono essere sostenute dall'1.1.2017 al 31.12.2021.
Si noti che, a differenza della precedente formulazione del co. 1-bis dell'art.
16 del DL 63/2013, la detrazione spetta per tutte le "costruzioni adibite ad
abitazione" (quindi anche per le c.d. "seconde case") e non soltanto per quelle
adibite ad abitazione principale. Inoltre, dovrebbe potersi estendere il
chiarimento fornito dalla circ. dell’Agenzia delle Entrate n. 29/2013 (§ 2.2) secondo cui
non rileva la classificazione catastale delle unità immobiliari interessate dall'intervento.

- Soggetti interessati
Seppur il co. 1-bis dell'art. 16 del DL 63/2013 sia stato interamente sostituito
al precedente, la formulazione della norma in cui viene ammessa
l'agevolazione nel caso in cui gli interventi si riferiscano a "costruzioni adibite
ad abitazione (…) e ad attività produttive" è rimasta invariata.
Di conseguenza, dovrebbero essere ancora validi i chiarimenti forniti dalla
circ. Agenzia delle Entrate 18.9.2013 n. 29 (§ 2.2) secondo cui possono
beneficiare della detrazione sia i soggetti passivi IRPEF che i soggetti IRES
che sostengono le spese per gli interventi agevolabili, se le spese stesse siano
rimaste a loro carico, e possiedono o detengono l'immobile in base a un titolo
idoneo (diritto di proprietà o altro diritto reale, contratto di locazione, o altro
diritto personale di godimento).
Dall'1.1.2018, inserendo il co. 1-sexies.1 all'art. 16 del DL 63/2013, l'art.
1 co. 3 lett. b) n. 2) della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) ha esteso le
detrazioni di cui ai co. da 1-bis a 1-sexies:
 agli Istituti autonomi per le case popolari (IACP), comunque denominati,
nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti
nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in
materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del
31.12.2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di
loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia
residenziale pubblica;
 alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi
realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri
soci.

- Misura della detrazione


La detrazione IRPEF/IRES, inoltre:
 spetta nella misura del 50%;
 per le spese sostenute dall'1.1.2017 al 31.12.2021;

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 fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a


96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.
Nel caso in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera
prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del
limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione si tiene conto
anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali si è già fruito della
detrazione.

- Spese agevolabili
Dall'1.1.2017, rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la
classificazione e verifica sismica degli immobili.

- Ripartizione obbligatoria in cinque quote di pari importo


La detrazione in discorso deve essere obbligatoriamente ripartita in cinque
quote annuali di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli
successivi (ris. Agenzia Entrate 29.11.2017 n. 147).

- Potenziamento della detrazione nelle zone sismiche ad alta pericolosità per la generalità degli
immobili
L'aliquota della detrazione aumenta:
 al 70% nel caso in cui dalla realizzazione degli interventi il rischio
sismico dell'immobile si riduca sino a determinare il passaggio ad una
classe di rischio inferiore;
 all'80% nel caso in cui gli interventi determinino il passaggio
dell'immobile a due classi di rischio inferiori (si veda il DM 28.2.2017
n. 58).
Se la classe di rischio non migliora il bonus è del 50%. Gli interventi
antisismici che possono fruire della maggiore detrazione dell'70% o dell'80%
non hanno un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite di 96.000 euro
spettante per tutti gli interventi di cui all'art. 16-bis del TUIR (ris. Agenzia
Entrate 147/2017).

- Potenziamento della detrazione nelle zone sismiche ad alta pericolosità per gli interventi sulle
parti comuni di edifici
Nel caso in cui gli interventi antisismici di cui sopra siano realizzati sulle parti
comuni del condominio, l'aliquota della detrazione aumenta:
 al 75% se dalla realizzazione degli stessi il rischio sismico dell'immobile
si riduce sino a determinare il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
 all'85% se dalla realizzazione degli stessi si determini il passaggio
dell'immobile a due classi di rischio inferiori.
In questo caso le detrazioni (75% e 85%) si applicano su un ammontare di
spesa non superiore a 96.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità
immobiliari di ciascun edificio.
Dall'1.1.2017, per tali interventi, i soggetti beneficiari della detrazione
possono optare per la cessione del corrispondente credito:
 ai fornitori che hanno effettuato gli interventi,

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 ovvero ad altri soggetti privati,


con la facoltà di successiva cessione del credito.
Non è possibile cedere il credito a:
 istituti di credito;
 intermediari finanziari;
 amministrazioni pubbliche di cui al DLgs. 165/2001.
Le modalità di cessione del credito sono state definite dal Provv. Agenzia delle
Entrate 8.6.2017 n. 108572.

- Incumulabilità delle nuove detrazioni


Ai sensi del co. 3 dell'art. 1 della L. 232/2016 le nuove detrazioni previste per
le misure antisismiche degli edifici non sono cumulabili con agevolazioni già
spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in
aree colpite da eventi sismici.

- Lavori antisismici combinati con quelli di riqualificazione energetica sulle parti comuni degli
edifici condominiali
Il co. 2-quater.1 all'art. 14 del DL 63/2013 (inserito dall'art. 1 co. 3 lett. a) n. 7)
della L. 205/2017) ha previsto una nuova detrazione (dell'80% o dell'85%) per
gli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone
sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio
sismico e alla riqualificazione energetica, il c.d. ‘maxi bonus unico’.
Quindi, in seguito all’intervento della legge di Bilancio 2018, dal 2018, per le
spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti
nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del
rischio sismico e alla riqualificazione energetica, è possibile richiedere una
detrazione dell’80%, se i lavori determinano il passaggio a una classe di
rischio inferiore, o dell’85%, se gli interventi determinano il passaggio a 2
classi di rischio inferiori.
La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si
applica su un
ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro, moltiplicato per il
numero delle unità
immobiliari di ciascun edificio.
Queste nuove detrazioni possono essere richieste in alternativa a quelle già
previste per gli
interventi antisismici sulle parti condominiali (con bonus del 75 o 85% su un
ammontare non
superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di
ciascun edificio) e
a quelle già previste per la riqualificazione energetica degli edifici
condominiali (che
beneficiano di una detrazione del 70 o del 75% su un ammontare complessivo
non superiore a
40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che
compongono l’edificio).

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- Acquisto dell'unità immobiliare compresa in edifici interamente demoliti e ricostruiti dalle imprese
nelle zone sismiche 1
L'art. 16 co. 1-septies del DL 63/2013 stabilisce che qualora gli interventi
antisismici di cui al co. 1-quater dello stesso articolo siano realizzati:
 nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1 ai sensi
dell'OPCM 28.4.2006 n. 3519,
 da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare,
mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di
ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto
all'edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano
tale aumento,
le detrazioni dall'imposta sono incrementate al 75% o all'85% a seconda che
dagli interventi il rischio sismico sia stato ridotto di una o di due classi.

- Misura della detrazione


Nei casi in cui tali imprese provvedano, entro 18 mesi dalla data di
conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell'immobile, all'acquirente
delle unità immobiliari spetta la detrazione IRPEF/IRES nella misura del:
 75% nel caso in cui dalla realizzazione degli interventi il rischio sismico
dell'immobile si riduca sino a determinare il passaggio ad una classe di rischio
inferiore;
 85% nel caso in cui gli interventi determinino il passaggio dell'immobile
a due classi di rischio inferiori.

- Limite massimo di spesa


La detrazione del 75% o 85%, inoltre:
 è calcolata sul prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell'atto
pubblico di compravendita;
 spetta entro un ammontare massimo di spesa pari a 96.000 euro per
ciascuna unità immobiliare;
 è ripartita in 5 quote annuali di pari importo;
si applica alle spese sostenute dall'1.1.2017 (cfr. le istruzioni al modello
REDDITI PF 2018).

- Cessione della detrazione a soggetti terzi


I soggetti beneficiari delle suddette agevolazioni possono optare, in luogo
della detrazione, per la cessione del corrispondente credito:
 alle imprese che hanno effettuato gli interventi,
 ovvero ad altri soggetti privati,
con la facoltà di successiva cessione del credito.
Rimane esclusa la cessione a istituti di credito e intermediari finanziari.

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 Il professionista deduce i canoni di locazione versati alla ‘sua’


società: per la Commissione Provinciale di Reggio Emilia, il
risparmio non è necessariamente indebito

La sentenza n. 12/2/18 della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio


Emilia, depositata il 28/2/18, fornisce l’occasione per ritornare nuovamente
sulla questione relativa alla deducibilità dei canoni di locazione, ad opera dei
professionisti, versati a società dagli stessi partecipate che, a loro volta, hanno
acquistato l’immobile in leasing, operazione economica che, nel caso di specie,
è stata ritenuta non integrante un abuso del diritto.

Nella vicenda in esame, un lavoratore autonomo aveva costituito assieme alla


madre una società la quale, a sua volta, aveva acquisito in leasing un
fabbricato.
Quest’ultimo, seppur in parte, veniva concesso in locazione al medesimo
soggetto, che vi svolgeva la propria attività professionale e i cui canoni,
“ribaltati” dalla società, venivano da lui dedotti.
Da qui la contestazione dell’Amministrazione finanziaria, che riteneva l’intera
operazione economica realizzata aggirando i limiti di deducibilità imposti
dall’art. 54 comma 2 del TUIR e, conseguentemente, integrando un abuso del
diritto ai sensi dell’art. 10-bis della L. 212/2000.

Preme evidenziare come, sul punto, la giurisprudenza non abbia raggiunto,


anche in ragione della casistica variegata, un orientamento univoco: a favore
della deducibilità, si sono espresse la C.T. Reg. Ancona 30 ottobre 2017
n. 536/6/17 e la C.T. Reg. Venezia 24 ottobre 2016 n. 1141/12/16, mentre, in
senso opposto, la Cassazione 14 marzo 2013 n. 6528, riferita però a un
contesto antecedente all’art. 10-bis della L. 212/2000.

Costituisce abuso del diritto un’operazione che, essendo priva di una sostanza
economica, è posta in essere con l’unico scopo di ottenere un vantaggio
d’imposta indebito, in violazione delle norme fiscali o con i principi
dell’ordinamento giuridico.
L’operazione economica comportava che, da un lato, la società avesse dedotto,
nella determinazione del reddito d’impresa, i canoni di locazione finanziaria e,
dall’altro, il contribuente avesse dedotto, nella determinazione del reddito di
lavoro autonomo, i canoni di locazione pagati alla società locatrice.
Da ciò sarebbe scaturita la violazione dell’art. 54 del TUIR, che ha previsto, a
seconda dei periodi d’imposta e delle varie modifiche di legge intervenute
negli anni, l’indeducibilità o la deducibilità parziale dei canoni di locazione nel
reddito da lavoro autonomo e, dunque, il recupero a tassazione, in questa
fattispecie.

L’iter logico seguito dai giudici tributari emiliani esordisce affermando che
l’operazione economica posta in essere è fornita di una piena sostanza
economica, a nulla rilevando che la ricorrente fosse anche socia della società
locatrice.

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I vantaggi fiscali ottenuti, come si evidenzia in sentenza, non vengono


giudicati indebiti.

Risparmio legittimo anche per il comma 4 dell’art. 10-bis della L.


212/2000

Infatti, posto che la deduzione dei canoni di locazione è ammessa sia nella
normativa fiscale che regola la quantificazione del reddito d’impresa sia in
quella, con medesime finalità, per il reddito da lavoro autonomo, non si
comprende a quale titolo il trattamento fiscale del costo locativo immobiliare
debba essere trattato diversamente a seconda della “proprietà” della società
locatrice.

La condotta del professionista risulta, inoltre, in linea con quanto disposto al


quarto comma dell’art. 10-bisdella L. 212/2000, a mente del quale resta ferma
la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla
legge e operazioni comportanti un diverso carico fiscale.
Pur essendoci stato un effettivo risparmio fiscale, il vantaggio conseguito non
risulterebbe indebito, posto che è lo stesso ordinamento a permettere di
scegliere la via meno onerosa per ottenere la disponibilità degli uffici in cui
svolgere il proprio lavoro.

 Vietato l’invio di mail promozionali alla PEC dei


professionisti senza consenso

Il Garante per la privacy, con il provvedimento n. 52/2018 reso noto nella sua
newsletter n. 438 del 28/02/2018, si è pronunciato per l’illiceità del
trattamento di dati effettuato da parte di un’associazione e di una società,
consistito nell’estrazione massiva degli indirizzi PEC di professionisti e
successivo invio, senza consenso, di email a contenuto promozionale,
vietandone l’ulteriore trattamento e prescrivendo la cancellazione dei dati
trattati in violazione di legge.
Nel caso di specie, alcuni collaboratori volontari di un’associazione (titolare
del trattamento dei dati) e una società terza hanno reperito ‘on line’ gli
indirizzi PEC di una serie di professionisti, fra cui avvocati, commercialisti,
revisori contabili, consulenti del lavoro e notai. L’operazione è avvenuta sia
manualmente, sia in via automatizzata con software di raccolta dati dal
registro INI-PEC (oggi, dopo le modifiche del DLgs. 217/2017 al
DLgs. 82/2005 – CAD, l’Indice nazionale dei domicili digitali), dal
sito www.registroimprese.it e dagli albi o elenchi pubblicati da alcuni Ordini.
L’associazione ha poi inviato gli indirizzi a un altro soggetto terzo, a cui è stato
affidato il servizio di invio delle mail, contenenti la notizia della pubblicazione
di un bando di selezione per la figura professionale di “consulente
reputazionale”, l’invito a partecipare a un webinar gratuito e articoli relativi
alla società mittente.
Secondo l’associazione e la società, l’attività svolta non avrebbe avuto
contenuto promozionale, con la conseguente inapplicabilità dell’art. 130 del

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Codice della privacy, in tema di comunicazioni indesiderate. Inoltre, l’uso della


PEC, al posto della mail ordinaria, era stata dettata dalla
natura “istituzionale” (quindi, non meramente commerciale) delle
comunicazioni, derivante da patrocini e/o riconoscimenti di crediti formativi
professionali di natura obbligatoria rilasciati dagli enti rappresentativi dei
professionisti.
Il Garante ha invece ritenuto le modalità utilizzate per la raccolta dei dati
degli interessati poste in violazione dei principi di liceità e correttezza, nonché
di finalità (art. 11, comma 1, lett. a) e b) del Codice Privacy), con conseguente
illiceità del trattamento effettuato.
Infatti, tali modalità risultano innanzitutto in contrasto con le disposizioni
previste dal CAD in materia di finalità dell’Indice, stabilite dall’art. 6-bis,
comma 1 del CAD nel favorire la presentazione di istanze, dichiarazioni e dati,
oltre allo scambio di informazioni e documenti tra le pubbliche
amministrazioni (e agli altri soggetti di cui all’art. 2, comma 2) e le imprese e i
professionisti in via telematica. In ragione di queste finalità, le stesse Linee
guida su attività promozionale e contrasto allo spam (4 luglio 2013) precisano
che solo col consenso preventivo degli interessati è lecito usare le PEC
dell’Indice per inviare mail promozionali .
Il Garante richiama il preventivo consenso anche nelle note legali presenti nel
sito dell’INI-PEC (www.inipec.gov.it/note-legali), come presupposto per
la liceità dell’usodelle PEC contenute nell’Indice ai fini dell’invio di materiale
pubblicitario o di vendita diretta o per compiere ricerche di mercato o di
comunicazione commerciale (art. 130, commi 1 e 2 del Codice Privacy).
Il contrasto si pone anche con l’art. 16, comma 10 del DL 185/2008, che
prevede la libera consultazione per via telematica delle singole PEC nel
Registro Imprese o negli albi o elenchi “costituiti ai sensi del presente
articolo”, mentre l’estrazione degli elenchi solo da parte delle P.A. “per le
comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza”,
con esclusione dunque dei soggetti privati.
Rispetto a tale quadro normativo, come precisato dal Garante, viste le finalità
della pubblicazione delle PEC nell’Indice e le loro modalità di estrazione, “non
può quindi inscriversi, come accaduto nel caso di specie, l’estrazione massiva
di indirizzi pec e la conseguente attività di invio di comunicazioni (peraltro
indipendentemente dal contenuto) ai professionisti ai quali tali indirizzi si
riferiscono”. In forza di tali considerazioni, i dati trattati non potevano essere
utilizzati.
Sull’invio delle mail, ritenuto il loro carattere promozionale, poiché volto a
favorire le attività dell’associazione, per il Garante si sarebbe dovuto acquisire
il consenso informato degli interessati nel rispetto del ‘Codice Privacy’ (artt.
13, commi 1 e 4, 130, commi 1 e 2 e 23).
A tali fini, non rileva né l’informativa inserita nelle comunicazioni
promozionali, né l’aver ricevuto da parte degli Ordini professionali di
appartenenza degli interessati riconoscimenti e patrocini. Il Garante aggiunge
che occorre il previo consenso informato dell’interessato anche quando i dati
personali siano rinvenibili in altri registri o elenchi pubblici, in quanto
“l’agevole reperibilità degli stessi non ne autorizza il trattamento per qualsiasi
scopo, ma soltanto per le specifiche finalità sottese alla loro pubblicazione”.

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La circolare di aggiornamento del mese di marzo 2018

Anche, poi, la mera presenza di un link per la cancellazione dalla mailing list
non basta per far venir meno l’illiceità del trattamento, perché il consenso va
acquisito prima dell’invio delle comunicazioni promozionali.
Infine, per la comunicazione dei dati al soggetto terzo, non designato
responsabile del trattamento, incaricato di inoltrare le mail, si sarebbe dovuto
acquisire il consenso (art. 23 o altro presupposto ex art. 24).

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RISPOSTE AI QUESITI

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Il ministero delle Infrastrutture ha


- Ho un immobile risposto recentemente con chiarezza a
abitativo da una richiesta di chiarimenti di
affittare, e Confabitare: per gli sconti fiscali sugli
se adotto un affitti concordati, è necessario il timbro
contratto a delle associazioni dei proprietari o degli
canone inquilini.
concordato,
ho delle Nel decreto interministeriale del 16
agevolazioni gennaio 2017, che ha rinnovato le
fiscali, sia modalità per la stipula dei contratti di
come locazione a canone concordato, è
cedolare stabilito che inquilini e proprietari
secca (al possano farli validare da almeno una
10%), sia delle organizzazioni firmatarie
come l’IMU dell’accordo territoriale, ottenendo una
(al 75%); attestazione di rispondenza per
che cosa confermare la correttezza del calcolo
devo del canone concordato.
osservare a
livello fiscale A seguito di una serie di dubbi sulla
per godere fruibilità delle agevolazioni fiscali, il
di tali presidente nazionale di Confabitare,
agevolazioni Alberto Zanni, ha proposto la questione
? al ministero lo scorso 22 gennaio.

Il Mit ha considerato facoltativo il


ricorso all’assistenza delle associazioni
territoriali per quanto riguarda la
definizione del canone ma, precisa, per
quanto concerne i profili fiscali, va
considerato che l’obbligatorietà
dell’attestazione fonda i suoi
presupposti sulla necessità di
documentare alla pubblica
amministrazione, sia a livello centrale
che comunale, la sussistenza di tutti gli
elementi utili ad accertare sia i
contenuti dell’accordo locale, che i
presupposti per accedere alle
agevolazioni fiscali, sia statali che
comunali. Ne consegue che, in caso di
accertamento occorre esibire
l’attestazione, che può essere data
indifferentemente da un’associazione di
proprietari piuttosto che di inquilini.

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L’ENEA, sul proprio sito


-Posso avere internet http://www.acs.enea.it rende
qualche noto che sono disponibili una serie di
maggiore chiarimenti in merito
informazione alle novità introdotte
sul c.d. dal 2018 relativamente al
‘Ecobonus’? cd. “ecobonus”, ovvero la detrazione
per interventi di risparmio
energetico. In particolare, si ricorda
che: 1) per la generalità degli
interventi, sono confermati senza
modifiche la percentuale di detrazione
applicabile (65%) ed i vari limiti di
spesa agevolabile;

2) per alcuni specifici interventi (es.


acquisto e posa in opera di finestre
comprensive di infissi e di schermature
solari) è disposta la riduzione al 50%
della detrazione per le spese sostenute;

3) rientrano tra gli interventi


agevolabili al 65% per il 2018 anche:
l’acquisto e posa in opera di micro-
cogeneratori in sostituzione di impianti
esistenti, che conducono ad un
risparmio di energia primaria (PES)
pari almeno al 20%, nel limite di
detrazione di € 100.000; l’acquisto e la
posa in opera di generatori d’aria calda
a condensazione; la sostituzione di
impianti di climatizzazione invernale
con impianti dotati di caldaie a
condensazione di efficienza almeno pari
alla classe A e contestuale installazione
di sistemi di termoregolazione evoluti;
la sostituzione di impianti di
climatizzazione invernale con impianti
dotati di apparecchi ibridi (pompa di
calore + caldaia a condensazione).

L’ENEA evidenzia, inoltre, che, a breve,


saranno pubblicati i necessari Decreti
disciplinanti gli aspetti tecnici,
procedurali e di controllo, cui
seguiranno i ‘vademecum’ relativi ai
singoli interventi e verrà aggiornato il
sito per la trasmissioni dei dati 2018.

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Le informazioni riportate potrebbero subire delle modifiche a seguito di


eventuali aggiornamenti normativi successivi alla data della redazione della
presente newsletter.

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